{"id":28355,"date":"2019-03-09T00:02:19","date_gmt":"2019-03-08T23:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=28355"},"modified":"2025-09-22T20:15:21","modified_gmt":"2025-09-22T18:15:21","slug":"geopolitica-il-libano-e-la-questione-siriana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/28355","title":{"rendered":"Libano tra politica ed interessi economici"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX &#8211; XXI SECOLO <\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: LIBANO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Libano, Siria, Israele, Hezbollah, Leviathan, Iran, Isis, Russia, Stati Uniti, Unione Europea<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-28378\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/leonte_36.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/leonte_36.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/leonte_36-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Libano subisce da anni una situazione di profonda crisi economica e politica che potrebbe essere facilmente risolta grazie allo sfruttamento dei giacimenti offshore di petrolio e gas che si trovano in una zona di frontiera marittima contesa con Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I bacini offshore del Mediterraneo orientale sono diventati un ulteriore punto del conflitto israelo-libanese, visto che entrambe le parti insistono risolutamente nella contesa sui confini marittimi. Di fatto i due Paesi sono ancora in guerra dal 2006 e solo un contingente di baschi blu si interpone lungo la frontiera fra i due Paesi.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f2f540;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-28360 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/libano-mm-leonte.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/libano-mm-leonte.jpg 333w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/libano-mm-leonte-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><span style=\"color: #008000; font-size: 12pt;\">Nel 2006 si consum\u00f2 una delle offensive forse pi\u00f9 cruente tra Libano ed Israele. In 34 giorni di guerra ci furono 124 morti israeliani e 1200 libanesi. Con la risoluzione Onu 1701 il Consiglio di Sicurezza diede a UNIFIL 2 (la prima era iniziata nel 1982) nuovi compiti ed obiettivi. In tale ambito furono pianificate alcune operazioni nazionali inerenti sia alla salvaguardia e evacuazione degli italiani nell&#8217;area sia a supportare l&#8217;operazione ONU. L&#8217;Operazione italiana Leonte, inserita nell&#8217;ambito di UNIFIL, inizi\u00f2 a settembre 2006 con una &#8220;forza d&#8217;ingresso&#8221; (Entry Force) del contingente di pace italiano, costituita dalle truppe anfibie della nuova Forza di Proiezione dal Mare (FPM), a loro volta composta dal Reggimento San Marco della Marina Militare e dai Lagunari dell&#8217;Esercito. Nell&#8217;occasione, il Gruppo aereo imbarcato della Marina Militare effettu\u00f2 missioni di ricognizione sul traffico mercantile da e per le coste libanesi per scongiurare traffici di armi.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\" wp-image-28362 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/32cbc126-248c-4650-b43a-450d986bafb827Medium.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/32cbc126-248c-4650-b43a-450d986bafb827Medium.jpg 333w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/32cbc126-248c-4650-b43a-450d986bafb827Medium-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/span><\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Dal 1\u00ba novembre 2016 la JLF-L (al comando<\/span> <span style=\"font-size: 12pt;\">del Contrammiraglio Claudio Confessore) assunse il comando del Settore Ovest dell\u2019area di responsabilit\u00e0 di UNIFIL e, contestualmente, della Brigata Ovest della forza ONU, composta<\/span> <span style=\"font-size: 12pt;\">da due battaglioni italiani, un battaglione francese ed uno ghanese. A questa missione, sotto Comando italiano,&nbsp; partecipano militari italian<\/span><\/span><\/strong><\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i appartenenti a tutte e quattro le forze armate. La loro missione \u00e8 di monitorare la cessazione delle ostilit\u00e0 tra i due Stati, supportare le forze armate libanesi e&nbsp; la popolazione locale tramite progetti CIMIC, ovvero di cooperazione civile e militare.&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La situazione libanese<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Il Libano, la Svizzera del Medio Oriente, come era chiamata negli anni &#8217;60, a seguito della proclamazione di indipendenza di Israele, e della guerra seguente con la Lega araba (alla quale il Libano non partecip\u00f2 attivamente ma diede solo sostegno logistico all&#8217;Esercito Arabo di Liberazione) sub\u00ec la migrazione di oltre 100.000 profughi palestinesi in fuga. Questa crisi migratoria, insieme ai rigurgiti nazionalisti panarabi, port\u00f2 alla prima guerra civile libanese del 1958.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-28379\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/guerra-dei-sei-giorni.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"621\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/guerra-dei-sei-giorni.jpg 634w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/guerra-dei-sei-giorni-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/guerra-dei-sei-giorni-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri profughi si aggiunsero dopo la guerra del 1967 fra Arabi e Israeliani e dopo il Settembre Nero del 1970 in Giordania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo port\u00f2 ad uno sbilanciamento etnico in cui la precedente maggioranza cristiana fu sostituita da quella araba musulmana e lungo&nbsp; i suoi confini si contarono circa 2 milioni di profughi palestinesi.&nbsp; Tra il 1975 ed il 1990 scoppi\u00f2 una dolorosa guerra civile che vide il fiorire di numerosi interessi tra le milizie composte da cristiani maroniti ed una coalizione composta da palestinesi, libanesi musulmani sunniti, sciiti (Amal) e drusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1976 la guerra stava volgendo a favore degli stessi musulmani, quando la Lega Araba, a seguito dell&#8217;accordo di Riy\u0101\u1e0d del 21 ottobre 1976, autorizz\u00f2 l&#8217;intervento di una <strong><span style=\"color: #008000;\">Forza Araba di Dissuasione (FAD)<\/span><\/strong> a maggioranza siriana, che riusc\u00ec a riportare con la forza una provvisoria e fragile pace nel Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 marzo 1978 Israele lanci\u00f2 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione Litani<\/span><\/strong>, occupando con pi\u00f9 di 25.000 soldati l&#8217;area a sud del Paese, eccetto Tiro, per creare una fascia cuscinetto che mantenesse i gruppi militanti palestinesi, in particolare l&#8217;OLP, lontano dal confine con Israele. L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ONU<\/span><\/strong> decise allora di creare una Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (<strong><span style=\"color: #008000;\">UNIFIL<\/span><\/strong>) per rafforzare il suo mandato e riportare pace e sovranit\u00e0 nel Paese.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-28380\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/lebano10.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"563\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/lebano10.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/lebano10-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/lebano10-768x509.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele, nel 1982, con l&#8217;operazione militare &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Pace in Galilea<\/span><\/strong>&#8221; cerc\u00f2 di sradicare dal Libano la presenza armata palestinese e, con&nbsp; il sostegno dei cristiano-maroniti, si spinse oltre il sud del Libano, in cui le unit\u00e0 della resistenza palestinese s&#8217;erano insediate, arrivando fino a Beirut, dove aveva sede l&#8217;OLP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il neo eletto<strong><span style=\"color: #008000;\"> presidente della Repubblica Bashir Gemayel<\/span> <\/strong>il 14 settembre 1982, nove giorni prima dell&#8217;investitura ufficiale, cadde vittima di un attentato (attribuito al Partito Nazionalista Sociale Siriano) perdendo la vita, insieme ad altri 25 dirigenti, nell&#8217;esplosione del quartiere generale falangista ad Ashrafiyyeh, nella parte orientale di Beirut. Vi fu a questo punto un intervento internazionale multiforze americano, francese e italiano (<strong><span style=\"color: #008000;\">Missione Italcon<\/span><\/strong>) che caus\u00f2 la fuga della dirigenza OLP alla volta dei Paesi confinanti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_28381\" aria-describedby=\"caption-attachment-28381\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28381\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sabra-al-sgatila.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sabra-al-sgatila.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sabra-al-sgatila-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sabra-al-sgatila-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-28381\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il massacro di Sabra e Shatila fu compiuto dalle Falangi libanesi e l&#8217;Esercito del Libano del Sud, con la presunta complicit\u00e0 israeliana, di un numero di civili compreso fra 762 e 3.500, prevalentemente palestinesi e sciiti libanesi. La strage avvenne fra le 6 del mattino del 16 e le 8 del mattino del 18 settembre 1982 nel quartiere di Sabra e nel campo profughi di Shatila, entrambi posti alla periferia ovest di Beirut.<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono perpetuate atrocit\u00e0 da entrambe le parti contro la popolazione civile come la strage di Damur (1976) ed il massacro nei campi-profughi di Sabra e Shatila (1982) a Beirut, operati il primo da miliziani palestinesi del campo di Tell al-Za&#8217;tar e il secondo da unit\u00e0 cristiane guidate da Elie Hobeika, che non vennero opportunamente contrastate dall&#8217;esercito israeliano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_28382\" aria-describedby=\"caption-attachment-28382\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28382\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/111229-hezbollah-marine-barracks-beirut-bombing-1983.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/111229-hezbollah-marine-barracks-beirut-bombing-1983.jpg 630w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/111229-hezbollah-marine-barracks-beirut-bombing-1983-300x129.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-28382\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1983 attacco degli Hezbollah alla base della forza multinazionale<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un episodio eclatante fu il duplice attentato da parte degli Hezbollah alla base della forza multinazionale del 23 ottobre 1983 che caus\u00f2 la morte di 241 marines statunitensi e 56 soldati francesi. Questa azione caus\u00f2 il ritiro delle truppe di pace, lasciando il Libano in una strisciante guerra civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito agli Accordi di Ta&#8217;if del 1989 termin\u00f2 la guerra e nacque la <strong><span style=\"color: #008000;\">II Repubblica libanese<\/span> <\/strong>presieduta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Michel Aoun<\/span><\/strong>, che nel 1990 fu deposto dai siriani. La presenza siriana divenne quindi sempre pi\u00f9 preponderante. Nel 1994 fu vietato il <strong><span style=\"color: #008000;\">Movimento Forze Libanesi<\/span><\/strong>, che rappresentava i cristiani pi\u00f9 radicaleggianti. A seguito dell&#8217;assassinio dell&#8217;ex <strong><span style=\"color: #008000;\">Primo ministro sunnita Raf\u012bq al-\u1e24ar\u012br\u012b,<\/span><\/strong> nel 2005, ci fu la cosiddetta &#8220;Rivoluzione del Cedro&#8221; anti siriana, che avvi\u00f2 il ritiro delle truppe siriane della FAD (Forza Araba di Dissuasione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel luglio 2006, gli Hezbollah attaccarono una pattuglia dell&#8217;esercito israeliano in perlustrazione nei pressi del villaggio di Zar&#8217;it, uccidendo otto soldati e catturandone due. Per tutta risposta iniziarono bombardamenti aerei israeliani contro molte infrastrutture sensibili come&nbsp;l&#8217;aeroporto di Beirut, i porti, le centrali elettriche e le principali vie di collegamento terrestre con la Siria, i quartieri della periferia meridionale di Beirut e diversi villaggi nel Libano meridionale, con migliaia di vittime civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante gli scontri Hezbollah lanciarono migliaia di razzi, anche contenenti bombe a grappolo di tipo cinese, sul territorio israeliano, causando panico e vittime fra la popolazione civile nel Nord d&#8217;Israele. L&#8217;11 agosto 2006, dopo settimane di tentativi per ottenere una tregua tra le parti per consentire l&#8217;apertura di corridoi umanitari in favore della popolazione civile libanese, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite<\/span><\/strong> vot\u00f2 all&#8217;unanimit\u00e0 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Risoluzione 1701<\/span><\/strong> che chiedeva l&#8217;immediata cessazione delle ostilit\u00e0 tra Israele e Hezbollah, il ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale, in concomitanza con lo schierarsi nella zona delle truppe regolari libanesi e dell&#8217;UNIFIL con la creazione di una zona cuscinetto &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">libera da ogni personale armato che non sia quello delle Nazioni Unite e delle forze armate regolari libanesi<\/span><\/em><\/strong>&#8221; per dodici miglia tra la frontiera israelo-libanese e il fiume Litani.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 agosto 2006, subito dopo l&#8217;annuncio del cessate il fuoco e la fine delle azioni militari, il governo libanese avvi\u00f2 il dispiegamento delle proprie forze armate lungo il confine meridionale. Centinaia di migliaia di civili fecero ritorno ai propri villaggi, in molti casi gravemente danneggiati dal conflitto.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-28383\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/hm70628-unifil2-med.gif\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"680\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La seconda missione UNIFIL (UNIFIL 2)<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl 25 agosto 2006, l&#8217;Unione Europea stabil\u00ec l&#8217;invio di circa settemila militari per costituire il nucleo centrale della forza multinazionale di interposizione nel Libano meridionale (<strong><span style=\"color: #008000;\">Seconda<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">missione UNIFIL<\/span><\/strong>). Le truppe multinazionali, guidate dalla Francia, a cui subentr\u00f2 l&#8217;Italia nel febbraio 2007 (<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione Leonte<\/span><\/strong>), si frapposero fra le due parti, mantenendo un profilo passivo per assicurare che tale area non fosse utilizzata per attivit\u00e0 offensive di ogni genere. Il compito di disarmare i gruppi armati rest\u00f2 alle forze regolari libanesi, responsabili anche di controllare il confine siriano, fonte di approvvigionamento delle armi per gli Hezbollah.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo nuovi scontri tra sciiti e sunniti, avvenuti agli inizi di maggio 2008, una mediazione internazionale guidata dalla diplomazia del Qatar ha permesso alle fazioni politiche locali di accordarsi per l&#8217;elezione del <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Michel Suleiman<\/span><\/strong> alla presidenza della repubblica e per la formazione di un governo di unit\u00e0 nazionale, in vista delle elezioni parlamentari previste per la primavera del 2009 che si svolsero regolarmente.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2011, nel corso della guerra civile siriana, si ebbe un riacutizzarsi dello scontro tra le fazioni sunnite e quelle sciite, e in particolare della milizia Hezbollah. Lo sconfinamento della guerra civile siriana in Libano non solo coinvolse i villaggi al confine siriano, ma anche i grandi centri urbani, tra cui Beirut, Sidone e Tripoli dove si verificarono scontri armati, rapimenti e attentati.&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_28384\" aria-describedby=\"caption-attachment-28384\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28384 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/lebanon-syria-conflict-vote-refugee1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\"><figcaption id=\"caption-attachment-28384\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">migliaia di cittadini siriani rifugiati in Libano arrivano fuori dall&#8217;Ambasciata siriana a Yarze, a est di Beirut, il 28 maggio 2014, per&nbsp; votare le elezioni presidenziali in Siria. Riempiendo le strade intorno all&#8217;ambasciata a Beirut, migliaia di siriani si presentarono votare sostenendo Bashar al-Assad nel mezzo della guerra civile.AFP PHOTO\/ JOSEPH EIDJOSEPH EID\/AFP\/Getty Images<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ma quale \u00e8 l&#8217;impatto della crisi siriana in Libano?<\/span><\/span><\/strong><br \/>\nNell&#8217;agosto 2012, il <strong><span style=\"color: #008000;\">primo ministro Najib Miqati<\/span><\/strong> afferm\u00f2 che esistevano spinte interne per trascinare il Libano sempre pi\u00f9 nel conflitto siriano. La situazione diventava sempre pi\u00f9 critica e richiese ai leader di tutte le fazioni di cooperare&nbsp;per proteggere il Libano da questo pericolo esortando la comunit\u00e0 internazionale ad aiutare il Libano per evitare di essere un altro teatro nella guerra civile siriana. La rivista <strong><em><span style=\"color: #008000;\">An Nahar<\/span><\/em><\/strong> cit\u00f2 non ben definite &#8220;fonti diplomatiche occidentali&#8221; affermando che questi incidenti erano l&#8217;inizio di una rivoluzione salafita volta a sostenere la rivolta in Siria. L&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Alleanza del 14 marzo<\/em><\/strong><\/span>, una coalizione indipendente anti siriana, accus\u00f2 il governo siriano di cercare di trascinare il Libano nella crisi siriana.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto la guerra civile siriana e il suo impatto interno favorirono la polarizzazione della politica libanese. L&#8217;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Alleanza del 14 marzo<\/span><\/em><\/strong>, dominata da partiti cristiani e sunniti, <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00e8 largamente solidale con l&#8217;opposizione siriana<\/span> <span style=\"color: #008000;\">a<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Bashar Al-Assad<\/span><\/strong>. Di contro i partiti pro Assad, pur sostenendone la continuazione del suo regime, rafforzato dalla vicinanza con la Russia, mantengono aperto un piano B nel caso il governo di Assad dovesse cadere, in qualche caso iniziando a prenderne&nbsp; le distanze. Dal febbraio 2013, il numero dei rifugiati siriani in Libano \u00e8 salito ad oltre 180.000, creando non pochi problemi interni.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fattore non trascurabile nella stabilit\u00e0 interna libanese \u00e8 il rapporto tra Hezbollah ed il regime siriano, che ha giocato un ruolo sempre pi\u00f9 destabilizzante dopo il 2011; inizialmente i primi ebbero un coinvolgimento di basso livello ma da aprile a giugno 2013 1.700 combattenti di Hezbollah operarono in maniera sempre pi\u00f9 incisiva a fianco del regime e in altri Paesi della regione, come lo Yemen e l\u2019Iraq alimentando la frizione tra le fazioni sunnite-sciite. Questo schieramento non nasconde interessi iraniani nella regione medio orientale, osteggiati dai Paesi arabi del GCC che vedono negli Hezbollah un fastidioso sasso nella scarpa. Da parte sua la EU ne ha percepito l\u2019invadenza e ha adottato politiche atte a rinforzare il governo e l&#8217;esercito libanese ufficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Libano esistono altri conflitti interni tra <strong><span style=\"color: #008000;\">alawiti filo-siriani<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">fazioni sunnito islamiche<\/span><\/strong> che spesso degenerano in conflitti armati. A seguito di attentati jihadisti in Siria, come quelli del Jabhat al-Nusra, contro le forze degli Hezbollah, in Libano si sono moltiplicati gli attacchi (29 attentati suicidi e omicidi tra ottobre 2012 e novembre 2015 con la morte di 205 persone) sia contro le strutture degli Hezbollah che contro l&#8217;esercito libanese.<br \/>\nOltre agli aspetti politici questa situazione di instabilit\u00e0 ha avuto importanti ricadute economiche rese ancora pi\u00f9 drammatiche dai costi sociali e politici per gestire i rifugiati. Il mercato del lavoro \u00e8 crollato come l\u2019afflusso turistico verso le citt\u00e0 storiche, gi\u00e0 minacciato dal terrorismo interno, crollato del 40% tra il 2010 ed il 2013 (Jarmuzek, Nakhle e Parodi, 2014, p.5). Nel 2016 l&#8217;aumento del debito pubblico ha raggiunto il 148 per cento del PIL. Similarmente il numero di rifugiati siriani \u00e8 aumentato in maniera significativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">UNHCR<\/span><\/strong> ha valutato che nel novembre 2011, 8875 rifugiati furono registrati dall&#8217;UNHCR; quasi tutti iracheni, e solo l\u2019 1 % erano provenienti dalla Siria (Chaaban et al., 2013, p.25). Negli anni seguenti la situazione \u00e8 mutata radicalmente passando a oltre 33000 siriani nel luglio 2012, 180000 nel 2013 fino ad un picco di oltre 1,1 milioni nel 2014 (dati UNHCR, 2018; ILO, 2014, 12). La maggior parte di loro ha trovato impiego nell&#8217;agricoltura (28%), nei servizi domestici (36 %) e nelle costruzioni edili (ILO, 2014, 9). L\u2019impiego nell\u2019agricoltura trova ragione nel fatto che i Siriani provenivano in gran parte dalla valle del Bekaa, zona agricola di eccellenza siriana. La domanda che ci si pone \u00e8 se questo squilibrio modificher\u00e0 la politica locale inasprendo ancora di pi\u00f9 le fragile tensioni interne.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-28375\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/hezbollah.jpg\" alt=\"\" width=\"1169\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/hezbollah.jpg 1169w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/hezbollah-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/hezbollah-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/hezbollah-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1169px) 100vw, 1169px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un mare di petrolio e gas&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli Hezbollah sembrano continuare una politica aggressiva attaccando le piattaforme israeliane. L\u2019area rivendicata si estende su una distesa triangolare di circa 800 km\u00b2, ricca di gas e petrolio. Nulla sono valse azioni da parte degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite di mediare una soluzione pacifica sulla controversia marittime della zona.&nbsp; Sia il Libano che Israele hanno reclamato questo territorio per decenni, ma la disputa \u00e8 stata esacerbata a seguito di accordi marittimi separati e siglati con Cipro, firmato dal Libano nel 2007 e da Israele nel 2010, causando una lite diplomatica che ha finito per portarli ad accusarsi l\u2019un l\u2019altro di furto territoriale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-28374\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Israel-Map-Gas-Fields.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Israel-Map-Gas-Fields.jpg 702w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Israel-Map-Gas-Fields-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Israel-Map-Gas-Fields-400x280.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il diritto internazionale prevede che, nei casi in cui due Stati condividano una zona marittima o un confine, si sia soliti dividere equamente il territorio tra gli Stati che si contendono la zona marittima. Ma non sembra questo il caso. Il Mediterraneo orientale possiede nei suo fondali vasti ed ancora inutilizzati giacimenti di combustibile fossile. Secondo l\u2019Us Geological Survey, nel Bacino del Levante, tra Egitto e Siria, \u201c<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>vi sarebbe una disponibilit\u00e0 di combustibile fossile pari a 122 trilioni di metri cubi di gas naturale e una quantit\u00e0 di petrolio equivalente a 1,7 miliardi di barili<\/strong>&#8220;.&nbsp;<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2017 il Libano ha dato il suo assenso all\u2019esplorazione dei fondali marini, concedendo a Eni (Italia), Novatek (Russia) e Total (Francia) i primi blocchi in cui \u00e8 stata suddivisa l\u2019area sotto la giurisdizione libanese. L\u2019accordo di esplorazione e produzione tra il governo libanese e il consorzio internazionale prevede che le prime esplorazioni inizieranno&nbsp; l\u2019esplorazione a met\u00e0 del 2019.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-28388\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Petrolio-e-gas-Mediterraneo.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"565\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Petrolio-e-gas-Mediterraneo.jpg 818w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Petrolio-e-gas-Mediterraneo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Petrolio-e-gas-Mediterraneo-768x511.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo non \u00e8 piaciuto a Israele che ritiene sue quelle acque territoriali. Il Libano ha inviato una lettera all\u2019Onu che respinge con forza la mappa con i nuovi confini marittimi approvata da Tel Aviv.&nbsp;Israele con il sostegno degli Stati Uniti, alza i toni, giustificandosi con gli attacchi degli Hezbollah e la situazione sta rapidamente degenerandosi con un aumento costante dell\u2019instabilit\u00e0 nell&#8217;area e conseguenti migrazioni verso l\u2019Europa. In gioco ci sono oltre 600 miliardi di dollari e nessuno dei due vorr\u00e0 cedere dalle sue posizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quali saranno le ricadute per l&#8217;Unione Europea?<\/span><\/strong> Ne parleremo in un prossimo articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10.0pt;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, &nbsp; &nbsp; ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XX &#8211; XXI SECOLO AREA: LIBANO parole chiave: Libano, Siria, Israele, Hezbollah, Leviathan, Iran, Isis, Russia, Stati Uniti, Unione Europea &nbsp; Il Libano subisce da anni una situazione di profonda crisi economica e politica che potrebbe essere facilmente risolta grazie allo sfruttamento dei giacimenti offshore di petrolio e gas [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":70028,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[2276],"class_list":["post-28355","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-libano"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Libano tra politica ed interessi economici &#8226; 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