{"id":28124,"date":"2019-03-14T00:23:24","date_gmt":"2019-03-14T00:23:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=28124"},"modified":"2024-05-31T13:34:02","modified_gmt":"2024-05-31T11:34:02","slug":"nautica-le-pietre-del-sole-di-odino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/28124","title":{"rendered":"Le pietre del Sole di Odino"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br>ARGOMENTO: STORIA<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: VIII &#8211; XI SECOLO d.C.<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: NORD EUROPA<\/span><\/strong><br>parole chiave: Vichinghi, Navigazione, Norreni,&nbsp;saga Gr\u00e6nlendinga, drakkar<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi parliamo dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Norreni<\/span><\/strong>, popoli del mare provenienti dalla Scandinavia che si stabilirono nel Nord Europa e nelle isole britanniche e dell&#8217;Atlantico settentrionale dal 750 al 1050 d.C.. Sappiamo che questi vichinghi erano abili navigatori che furono in grado di attraversare migliaia di chilometri di mare aperto dalla Scandinavia, loro terra natale, fino all&#8217;Islanda ed oltre alla terra verde della Groenlandia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Come facevano questi audaci navigatori, a met\u00e0 tra guerrieri e pirati, ad attraversare il mare? Quali cognizioni nautiche possedevano?<\/span><br><\/span><\/strong>Partiamo dalle loro navi, che abbiamo visto tante volte rappresentate nelle fiction epiche. I Norreni, come venivano chiamati gli uomini del nord, avevano a disposizione differenti tipi di imbarcazioni. Prescindendo dalla distinzione di massima fra <strong><span style=\"color: #008000;\">nave lunga<\/span><\/strong> (st\u00f3rskip, alla lettera &#8220;grande nave&#8221;) e <strong><span style=\"color: #008000;\">nave oneraria<\/span><\/strong> (knarr), le navi lunghe si dividevano in differenti tipologie. I <strong><span style=\"color: #008000;\">drakkar<\/span><\/strong> appartenevano ad un tipo di imbarcazioni pi\u00f9 grandi, identificabili appunto dalla testa di drago intagliata a m\u00f2 di polena. Quest&#8217;ultima, invero, non veniva adoperata per spaventare i nemici, ma &#8211; similmente agli occhi dipinti al mascone delle navi greche &#8211; aveva una funzione apotropaica, essendo destinata a salvaguardare l&#8217;equipaggio scacciando gli spiriti maligni che si credeva infestassero le profondit\u00e0 marine. Queste imbarcazioni, caratterizzate da una forma allungata, stretta e slanciata, e da un pescaggio poco profondo, erano anche particolarmente adatte per risalire i fiumi e raggiungere le spiagge senza arenarsi prima. Queste caratteristiche conferivano all&#8217;imbarcazione una grande velocit\u00e0 e manovrabilit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di arrivare a riva per razziare i villaggi. Alcune versioni pi\u00f9 tarde includevano, oltre ai remi, anche una vela rettangolare montata su un unico albero.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28128 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f01.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"909\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f01.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f01-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f01-768x545.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f01-1024x727.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f01-1200x852.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le sette rotte principali vichinghe <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/49799267_On_the_trail_of_Vikings_with_polarized_skylight_Experimental_study_of_the_atmospheric_optical_prerequisites_allowing_polarimetric_navigation_by_Viking_seafarers\">(PDF) On the trail of Vikings with polarized skylight: Experimental study of the atmospheric optical prerequisites allowing polarimetric navigation by Viking seafarers (researchgate.net)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La pietre del Sole: tra leggenda e realt\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br>Una leggenda vichinga narra di una &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">pietra del sole<\/span><\/strong>&#8221; incandescente che, se esposta al cielo, rivelava la posizione del Sole anche nelle giornate pi\u00f9 nuvolose. Una leggenda fantasiosa che potrebbe per\u00f2 avere qualche verit\u00e0. Gli scienziati ritengono che un cristallo, con caratteristiche polarizzanti, avrebbe potuto aiutare i grandi naviganti del Nord a filtrare la luce ed identificare il sole anche in condizioni di nuvolosit\u00e0. Un\u2019ipotesi intrigante che non ha niente a che fare con i racconti fantascientifici della Marvel ma si basa su un principio fisico ben noto. Questo interessante<strong><span style=\"color: #008000;\"> <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/royalsocietypublishing.org\/doi\/full\/10.1098\/rstb.2010.0194\">studio<\/a><\/span><\/strong> \u00e8 stato pubblicato su Philosophical Transactions della prestigiosa Royal Society.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Norreni sapevano che durante la stagione estiva alle alte latitudini la luce costante impedisce di usare le stelle come guida per determinare la posizione in mare. La bussola non era ancora disponibile e comunque, a quelle alte latitudini, sarebbe stata di uso limitato. Il Sole, la luna e le stelle fornivano quindi ai Vichinghi le direzioni dove&nbsp; navigare. Naturalmente questo valeva con il tempo buono, ma nella nebbia e con un cielo nuvoloso questi corpi celesti non erano visibili, e su lunghi tratti, una deviazione di pochi gradi dal percorso pianificato, poteva significare mancare completamente la destinazione prevista.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/h5>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando in vicinanza della costa ne&nbsp; osservavano le caratteristiche: una falesia di roccia con una particolare forma poteva fornire indizi importanti su dove si trovavano. Ci\u00f2 nonostante esisteva il problema delle lunghe traversate che potevano essere affidate, in caso di condizioni avverse, solo alla fortuna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28127 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f02.jpg\" alt=\"\" width=\"1231\" height=\"1280\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f02.jpg 1231w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f02-289x300.jpg 289w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f02-768x799.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f02-985x1024.jpg 985w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rstb20100194f02-1200x1248.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1231px) 100vw, 1231px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;(a) Il frammento di disco di legno (trovato nel sud della Groenlandia) sul quale i navigatori vichinghi intagliavano alcune curve iperboliche. (b) La meridiana ricostruita usata dai Vichinghi per la navigazione in mare aperto. La parte sinistra, grigia del disco non \u00e8 stata trovata. (c) Disegno tridimensionale della meridiana vichinga con uno gnomone verticale conico e la sua ombra, il cui punto finale tocca l&#8217;iperbole incisa nel disco orizzontale di legno. (d) La navigazione celeste-polarimetrica dei Vichinghi pu\u00f2 funzionare solo se la direzione della polarizzazione del lucernario (simbolizzata da frecce a due punte) \u00e8 perpendicolare al piano di dispersione (determinato dal Sole, osservati dall&#8217;osservatore e dal punto celeste). Ci\u00f2 corrisponde alla teoria di Rayleigh sulla diffusione della luce di primo ordine \u2026&#8221; figura e commento estratto dallo studio citato <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/49799267_On_the_trail_of_Vikings_with_polarized_skylight_Experimental_study_of_the_atmospheric_optical_prerequisites_allowing_polarimetric_navigation_by_Viking_seafarers\">(PDF) On the trail of Vikings with polarized skylight: Experimental study of the atmospheric optical prerequisites allowing polarimetric navigation by Viking seafarers (researchgate.net)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Parlare di fortuna nelle loro navigazioni \u00e8 forse limitativo<\/span><br><\/span><\/strong> I Norreni erano tutt&#8217;altro che primitivi e sapevano navigare anche in alto mare. Essi conoscevano l&#8217;uso della meridiana con la quale potevano localizzare il nord geografico lungo la latitudine 61\u00b0 Nord da maggio ad agosto \u2026 naturalmente se il Sole era visibile. Tutto quello che dovevano fare era tenere il disco del quadrante orizzontalmente nel Sole e ruotarlo attorno al suo asse verticale (coincidente con l&#8217;asse dello gnomone) finch\u00e9 la punta dell&#8217;ombra dello gnomone non raggiungesse la corrispondente incisione sul quadrante.&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_28133\" aria-describedby=\"caption-attachment-28133\" style=\"width: 848px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28133\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/s\u00f3larsteinn.jpg\" alt=\"\" width=\"848\" height=\"772\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/s\u00f3larsteinn.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/s\u00f3larsteinn-300x273.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 848px) 100vw, 848px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-28133\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le pietre del sole<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/www.nightwatchparanormal.com\/viking-sunstone.html\">Viking Sunstone (nightwatchparanormal.com)<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019antica leggenda islandese, incentrata sull&#8217;eroe <strong><span style=\"color: #008000;\">Sigurd<\/span><\/strong>, tramanda che questi marinai avevano un aiuto per la navigazione che aveva qualcosa di magico: il <strong><span style=\"color: #008000;\">s\u00f3larsteinn<\/span><\/strong>, la pietra del Sole.&nbsp;La saga islandese descrive come, durante il tempo nuvoloso e nevoso, Re Olaf consult\u00f2 Sigurd sulla posizione del Sole. Per controllare la risposta di Sigurd, Olaf &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">afferr\u00f2 una pietra del sole, guard\u00f2 il cielo e vide da dove proveniva la luce, dalla quale indovin\u00f2 la posizione del Sole invisibile<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Nel 1967, <strong><span style=\"color: #008000;\">Thorkild Ramskou<\/span><\/strong>, un archeologo danese sugger\u00ec che questa pietra avrebbe potuto essere un cristallo polarizzante come lo spar islandese, una forma trasparente di calcite molto comune in Scandinavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Polarizzazione della luce<\/span><\/strong><\/span><br>Per poter comprendere questo effetto bisogna tornare per un momento alla fisica. Nella teoria elettromagnetica della luce le onde oscillano perpendicolarmente alla direzione della direzione della luce. Quando le oscillazioni sono tutte nella stessa direzione si dice che la luce viene polarizzata. Un effetto interessante \u00e8 che un cristallo polarizzante come la calcite consente alla luce polarizzata di attraversarla solo in certe direzioni. Ramskou sostiene che puntando un cristallo di calcite al cielo e ruotandolo per controllare la direzione di polarizzazione della luce che lo attraversa, i Vichinghi avrebbero potuto dedurre la posizione del Sole, anche quando veniva nascosto dietro le nuvole o dalla nebbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">G\u00e1bor Horv\u00e1th<\/span><\/strong>, un ricercatore di ottica presso l&#8217;Universit\u00e0 E\u00f6tv\u00f6s di Budapest, e <strong><span style=\"color: #008000;\">Susanne \u00c5kesson<\/span><\/strong>, ecologa di migrazione dell&#8217;Universit\u00e0 di Lund, in Svezia, stanno studiando questa ipotesi dal 2005. Nello studio citato i ricercatori hanno scattato fotografie di cieli parzialmente nuvolosi o crepuscolari nel nord della Finlandia, attraverso un obiettivo fisheye a 180\u00b0 ed hanno chiesto a diversi soggetti di stimare la posizione del Sole. Inoltre, hanno misurato il modello di polarizzazione dell&#8217;intero cielo in una serie di condizioni diverse meteorologiche durante una traversata dell&#8217;Oceano Artico sul rompighiaccio svedese Oden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">I risultati sono stati sorprendenti<\/span><br><\/span><\/strong>I ricercatori hanno scoperto che in condizioni di nebbia o con un cielo totalmente nuvoloso il modello di polarizzazione della luce era simile a quello con un cielo sereno. La polarizzazione non era cos\u00ec forte, ma \u00c5kesson ritiene che avrebbe comunque potuto fornire utili informazioni sulla posizione del Sole ai navigatori vichinghi. Le fonti storiche indicano che i marinai del primo medioevo attraversarono il Nord Atlantico usando la posizione del Sole nei giorni sereni, in combinazione con le posizioni delle coste, i modelli di volo degli uccelli, i percorsi migratori delle balene e le nuvole lontane sulle isole. Probabilmente ci volle anche un p\u00f2 di fortuna come nel caso della scoperta delle coste nord americane.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28897\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Erikr-is.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"517\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Erikr-is.png 460w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Erikr-is-300x183.png 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Descrizione grafica delle diverse rotte di navigazione verso la Groenlandia, Vinland (Terranova), Helluland (isola di Baffin) e Markland (Labrador) percorse da diversi personaggi vichinghi nelle saghe islandesi, principalmente Erik il Rosso e i groenlandesi &#8211; <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fonte disegno basato sui testi della saga islandese in \u00cdslendinga s\u00f6gur: og \u00fe\u00e6ttir, Svart \u00e1 Hv\u00edtu, Reykjavik, Islanda, 1987<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Autore Masae<br><\/span><\/span><\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Erikr-eng.png\">Erikr-eng.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo una fonte epica, la <strong><span style=\"color: #008000;\">saga <\/span><span style=\"color: #008000;\">Gr\u00e6nlendinga<\/span><\/strong> (saga dei groenlandesi), la loro scoperta avvenne per puro caso nell&#8217;autunno del 996 d.C quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Bjarni Herj\u00f3lfsson<\/span><\/strong>, il primo europeo a vedere il Nord America, salp\u00f2 per la Groenlandia per incontrare suo padre. Dopo diversi giorni di forte vento e nebbia da nord, nei suoi sforzi per tornare in rotta, Bjarni Herj\u00f3lfsson tent\u00f2 di navigare nuovamente verso ovest e arriv\u00f2 ad una nuova terra, mai scoperta da nessuno prima di lui. Chiss\u00e0 se sul suo drakkar aveva le pietre del Sole?&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esse non sono mai state trovate negli insediamenti vichinghi ma, casualmente, su un relitto di epoca Elisabettiana affondato nel 1542 presso le isole del Canale, \u00e8 stato ritrovato un grosso cristallo di calcite, di circa un metro di lunghezza, con dei divisori che ne fanno ipotizzare un uso nautico. Questo fa pensare che l\u2019uso delle pietre del sole, citato nelle leggende antiche, conosciuto dai Norreni, venne usato come strumento nautico anche dai naviganti successivi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28135\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/twilight-compass.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"598\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/twilight-compass.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/twilight-compass-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">tutt&#8217;altro che fantasia, conoscevano gli effetti della luce polarizzata<br><a href=\"https:\/\/www.nightwatchparanormal.com\/viking-sunstone.html\">Viking Sunstone (nightwatchparanormal.com)<\/a>&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ma cosa c\u2019\u00e8 di reale nell\u2019uso della luce per la navigazione marittima?<\/span> <\/span><\/strong><br>Dal punto di vista tecnologico, questo principio \u00e8 tutt\u2019altro che fantasioso e veniva usato in tempi moderni dai piloti della<strong><span style=\"color: #008000;\"> SAS<\/span><\/strong> per navigare vicino al polo Nord, utilizzando un filtro polarizzante dal lucernario dei DC 8. Questo strumento, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">bussola del cielo di Kollsman<\/span><\/strong>, era stato sviluppata per l&#8217;US Airforce nel 1948 per navigare al crepuscolo dopo il tramonto. Lo strumento, dotato di lenti, viti di regolazione e un sistema di bilanciamento, utilizzava un cristallo polarizzante lineare. Questa bussola del cielo era diretta verso lo zenit, mentre il navigatore faceva ruotare il cristallo attorno al suo asse verticale fino a quando il cielo appariva pi\u00f9 luminoso o pi\u00f9 scuro. La posizione del Sole poteva quindi essere stimata dall&#8217;orientamento del cristallo.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Chiss\u00e0 se quei audaci navigatori avrebbero mai immaginato che quei cristalli, <span style=\"color: #008000;\">le mitiche pietre di Odino, sarebbero arrivate fino ai giorni nostri per raccontarci i loro viaggi avventurosi attraverso le nebbie dei mari del Nord?<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Navi lunghe vichinghe &#8211;<\/span><\/span>&nbsp;<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Immagine dalla National Digital Learning Arena &#8211; autore BTBScanpix<br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Viking_longships.jpg\">Viking longships.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<br><\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\">Benno Meyer-Rochow and R\u00fcdiger Wehner, G\u00e1bor Horv\u00e1th, Andr\u00e1s Barta, Istv\u00e1n Pomozi, Bence Suhai, Ram\u00f3n Heged\u00fcs, Susanne \u00c5kesson<\/span><br><span style=\"font-size: inherit;\"><em>On the trail of Vikings with polarized skylight: Experimental study of the atmospheric optical prerequisites allowing polarimetric navigation by Viking seafarers<\/em><\/span><span style=\"font-size: inherit;\"><br><\/span><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-admin\/_wp_link_placeholder\">doi: 10.1098\/rstb.2010.0194<\/a> <span class=\"v1\">, 772-782<span class=\"ff2 ws0\">366<span class=\"ff1 ws6\"> 2011 <span class=\"ff3\">Phil. Trans. R. Soc. B<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. Basta poco, per aiutarci a sostenere le spese di OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. Per donare in sicurezza, Clicca sul link DONAZIONE oppure Scrivici per aiuto alla mail: <\/span><\/strong><a href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; ARGOMENTO: STORIAPERIODO: VIII &#8211; XI SECOLO d.C.AREA: NORD EUROPAparole chiave: Vichinghi, Navigazione, Norreni,&nbsp;saga Gr\u00e6nlendinga, drakkar &nbsp; Oggi parliamo dei Norreni, popoli del mare provenienti dalla Scandinavia che si stabilirono nel Nord Europa e nelle isole britanniche e dell&#8217;Atlantico settentrionale dal 750 al 1050 d.C.. 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