{"id":28063,"date":"2019-03-01T00:15:02","date_gmt":"2019-02-28T23:15:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=28063"},"modified":"2026-07-09T16:36:42","modified_gmt":"2026-07-09T14:36:42","slug":"nautica-e-navigazione-la-navigazione-di-popoli-arabi-nel-medioevo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/28063","title":{"rendered":"La navigazione dei popoli arabi del Golfo Arabico nel Medioevo di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA E NAVIGAZIONE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XV SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GOLFO PERSICO &#8211; OCEANO INDIANO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: navigazione,\u00a0Ahmad bin Majid, Fawa&#8217;d-Usl Ilm al-Bahrwa-al-Qawaidah (Il libro dei benefici dei principi della navigazione marittima), Kitab al-Fawa&#8217;id,\u00a0isharat, kamal<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28078 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/exhib_artofnav_MOCH069_960.jpg\" alt=\"\" width=\"521\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/exhib_artofnav_MOCH069_960.jpg 953w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/exhib_artofnav_MOCH069_960-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/exhib_artofnav_MOCH069_960-768x516.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>il Kamal<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mio ultimo servizio in Golfo Persico, localmente ancora chiamato Golfo Arabico, ho avuto modo di visitare il bellissimo museo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Al Manama, Bahrain<\/span><\/strong>, e di apprendere la storia della navigazione in quel mare orientale che fu per secoli solcato da abilissimi marinai arabi. Essi si spingevano con i loro antichi <strong><span style=\"color: #008000;\">Dhow<\/span><\/strong> lungo la costa orientale dell&#8217;Africa, in India e verso Sud, fino a Malindi in Kenya, creando basi commerciali dove vendevano e scambiavano le loro merci pregiate. Una cosa curiosa \u00e8 che tutti i naviganti di quei mari venivano chiamati dagli Indiani con lo stesso nome, &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Arabi<\/span><\/strong>&#8220;, un qualcosa di simile di quanto era avvenuto un millennio prima, nel Mediterraneo, quando i naviganti venivano spesso genericamente chiamati &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Fenici&#8221;<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-28077\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/ac34de0bab4c2c7f2b0814fc7fcc33a8-ancient-maps-technical-drawings.jpg\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"950\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/ac34de0bab4c2c7f2b0814fc7fcc33a8-ancient-maps-technical-drawings.jpg 736w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/ac34de0bab4c2c7f2b0814fc7fcc33a8-ancient-maps-technical-drawings-300x257.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi audaci navigatori commerciavano nel Medioevo spezie e prodotti pregiati con musulmani, ebrei e cristiani ma anche con i grandi regni dell\u2019India come quello del <strong><span style=\"color: #008000;\">Zamorino di Kalikut;<\/span><\/strong> un commercio che and\u00f2 avanti indisturbato per secoli, almeno fino al 1498 quando arriv\u00f2 in quei mari un abile navigatore portoghese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Vasco da Gama, che <\/span><\/strong>comprese immediatamente l&#8217;importanza di quelle rotte commerciali per la prosperit\u00e0 del suo Regno; pur non avendo basi di appoggio, i Portoghesi adottarono una politica aggressiva, basata sui loro cannoni, che spezz\u00f2 il monopolio degli Arabi e permise di aprire un commercio fiorente tra l\u2019Europa e l\u2019India.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Ma come navigavano gli Arabi del golfo arabico nel Medioevo?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28068 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/ahmad-bin-Majid.jpg\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"440\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ahmad bin Majid<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell&#8217;epoca gli Europei, per determinare la loro posizione, impiegavano il metodo portoghese, osservando primariamente il sole e registrando i bordi effettuati per poi riportarli sulle loro carte. Gli Arabi, pur avendo dei portolani e delle carte di navigazione, per orientarsi, usavano la bussola e, soprattutto, le stelle. La loro conoscenza era tramandata dal capitano della nave, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mu&#8217;allim,<\/span><\/strong> ai propri figli, addestrati segretamente all&#8217;uso dei pochi strumenti disponibili. Il testo madre sulla navigazione araba fu scritto da <strong><span style=\"color: #008000;\">Ahmad bin Majid e<\/span><\/strong>\u00a0venne redatto sotto forma di brevi scritti per facilitarne la memorizzazione. Il segreto fu svelato, per cosi dire, quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Vasco De Gama<\/span><\/strong> si avvalse di un pilota locale (molto probabilmente un musulmano indiano del Gujerat) che si era formato sui testi di <strong><span style=\"color: #008000;\">Ahmad bin Majid<\/span><\/strong>.\u00a0Tra i suoi numerosi libri sull&#8217;oceanografia, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Fawa&#8217;d Usl Ilm al Bahr wa al Qawaidah<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">Il libro dei benefici dei principi della navigazione marittima<\/span><\/strong>) \u00e8 considerato il pi\u00f9 noto. Ahmad scrisse anche il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kitab al-Fawa&#8217;id<\/span> <\/strong>(<strong><span style=\"color: #008000;\">Quaderno &#8211;\u00a0 o diario &#8211;<\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u00a0<\/strong>delle lezioni sulla fondazione del mare e della navigazione<\/span><\/strong>) che raccoglieva, in brevi composizioni, la sua esperienza di navigatore e quella di suo padre, nonch\u00e9 la tradizione di generazioni di marinai dell&#8217;Oceano Indiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ahmad<\/span><\/strong> nei suoi scritto forn\u00ec molte informazioni del metodo in uso nell\u2019Oceano Indiano per la \u201cgrigliatura\u201d del cielo notturno ovvero dello zodiaco lunare, basato su 28 ripartizioni del cielo corrispondenti a 28 stazioni giornaliere dell\u2019orbita mensile della luna. All\u2019interno di questa si inserivano i segni dello zodiaco solare, il resto delle stelle fisse ed i pianeti. In esso venivano descritti ogni singolo astro o costellazione che potevano essere presi come riferimento per determinare la propria posizione in mare o la posizione del porto d\u2019arrivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47036 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/arabi-nautica.png\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/arabi-nautica.png 576w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/arabi-nautica-229x300.png 229w\" sizes=\"auto, (max-width: 321px) 100vw, 321px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">navigazione arabo-islamica <\/span><\/strong>dava anche molta importanza alla conoscenza delle maree, dei venti (in particolare dei monsoni), e della colorazione delle acque(per individuare le correnti marine). Questa parte della teoria della navigazione era posta sotto il nome di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">isharat<\/span><\/strong>\u201d, cio\u00e8 di questi \u201csegnali\u201d visibili sull\u2019orizzonte terrestre durante il giorno. Inoltre, veniva considerata la \u201c<span style=\"color: #008000;\"><strong>scienza delle relazioni<\/strong><\/span>\u201d (<strong><span style=\"color: #008000;\">majra<\/span><\/strong>), legata all&#8217;uso della bussola (<strong><span style=\"color: #008000;\">al-ibra<\/span><\/strong>) come strumento per la navigazione quando le stelle non potevano essere utilizzate (ad esempio nelle notti con scarsa visibilit\u00e0). A tal riguardo l\u2019orizzonte veniva suddiviso in 32 porzioni, seguendo un sistema pi\u00f9 raffinato di quello in uso nel Mediterraneo, dove le porzioni erano 16. Inoltre, a differenza dell\u2019area mediterranea, i 32 \u201crombi\u201d non portavano il nome dei venti ma delle stelle maggiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stella fondamentale per la loro navigazione era la <strong><span style=\"color: #008000;\">stella polare<\/span><\/strong>, la cui altezza era facile da misurare di notte, specialmente a quelle basse latitudini. Come sappiamo questa misura fornisce una buona approssimazione della latitudine anche se oggi sappiamo che, a causa della precessione dell&#8217;asse terrestre, la direzione della polare non indica esattamente il Nord geografico. Gli Arabi avevano osservato che durante la notte la sua altezza non variava e le altre stelle ruotavano intorno a quel punto &#8211; il cui cerchio era il minore in quanto la stella era la pi\u00f9 vicina al Nord. Navigando verso Sud, la stella poteva per\u00f2 non essere pi\u00f9 visibile per cui la direzione veniva ricavata studiando il moto di altre stelle descritte nell&#8217;opera di Ahmad bin Majid.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28076 alignright\" style=\"text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Stella-polare.-Grande-e-piccolo-carro.jpg\" alt=\"\" width=\"477\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Stella-polare.-Grande-e-piccolo-carro.jpg 575w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Stella-polare.-Grande-e-piccolo-carro-287x300.jpg 287w\" sizes=\"auto, (max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-28072 alignleft\" style=\"text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/kamal2a.jpg\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/kamal2a.jpg 344w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/kamal2a-193x300.jpg 193w\" sizes=\"auto, (max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altezza della stella polare veniva misurata con il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kamal<\/span><\/strong>, in pratica una cordicella collegata ad un pezzo di legno quadrato. Il fondo del quadrato veniva allineato con l&#8217;orizzonte e la cima con la stella polare. La distanza misurata lungo la corda dava la latitudine. In particolare, i navigatori avevano un aiuto ingegnoso: lungo la corda erano posizionati dei nodi che si riferivano a latitudini di interesse riferite alla posizione geografica delle citt\u00e0 principali per i loro commerci. Uno strumento astronomico semplice, in seguito chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">t\u00e1buas da \u00edndia<\/span><\/strong>, tanto efficace che fu portato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Vasco de Gama<\/span><\/strong> in Portogallo, ed usato nei suoi viaggi atlantici dal navigatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Pedro \u00c1lvares Cabral<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il navigatore arabo, all&#8217;interno del Mare Arabico, navigava seguendo l\u2019altezza della latitudine del porto; un metodo pratico che veniva completato con un calcolo approssimativo delle distanze e dalla direzione della bussola. Ricordo che la determinazione della longitudine non poteva essere risolta in quanto non erano ancora stati inventati i cronometri, necessari per determinarla. La loro conoscenza nautica e astronomica era legata a quella indiana che avevano identificato un sistema geografico matematico per i calcolo della latitudine (<strong><span style=\"color: #008000;\">aksha-amsa<\/span><\/strong>) e longitudine (<strong><span style=\"color: #008000;\">rekha-amsa<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28073 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/arabyatia.jpg\" alt=\"\" width=\"388\" height=\"506\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/arabyatia.jpg 332w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/arabyatia-230x300.jpg 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 388px) 100vw, 388px\" \/>Facciamo un passo indietro, come oggi il meridiano di riferimento \u00e8 Greenwich (UK), gli Indiani, molti secoli prima, avevano ipotizzato un modello matematico su\u00a0 cui stabilire un sistema di coordinate per eseguire calcoli astronomici. In un trattato di cosmografia, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Aryabhatiya <\/span><\/strong>(V secolo), gli Indiani identificavano una sfera terrena, <strong><span style=\"color: #008000;\">Khagola,<\/span><\/strong> ed una sfera celeste, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Bhagola<\/span><\/strong>.\u00a0Su questa sfera esisteva un punto lungo l\u2019equatore che consentiva di poter osservare il movimento delle stelle. Ad esempio, l&#8217;Aryabhatta riportava che un navigatore in tale punto (chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Lanka<\/span><\/strong>) avrebbe visto le stelle muoversi esattamente da est ad ovest. Nell&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Aryabhatiya<\/strong><\/span> il Polo Nord (<strong><span style=\"color: #008000;\">Meru<\/span><\/strong>) era posto al centro della Terra mentre il Polo Sud (<strong><span style=\"color: #008000;\">Naraka<\/span><\/strong>) al centro dell&#8217;Oceano. Per prima approssimazione, la maggior parte della Terra si trovava nell&#8217;emisfero nord e il sud era prevalentemente oceanico. Il Lanka di Aryabhatta era ovviamente un&#8217;astrazione matematica, un punto in cui i due grandi cerchi si incontravano (non aveva niente a che fare con lo Sri Lanka). Ma c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9. Il meridiano principale (meridiano zero) passava per la citt\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">Ujjaini, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">l&#8217;antica <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Avantika.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9 questa scelta?<\/span><\/strong> \u00a0<\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-28074 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/eclittica.gif\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"256\" \/>Come sappiamo, il piano dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">eclittica<\/span><\/strong> (ovvero il piano dell&#8217;orbita della Terra intorno al Sole) interseca la Terra a <strong><span style=\"color: #008000;\">23\u00b0 26&#8217;N<\/span><\/strong> di latitudine, in quello che chiamiamo <strong><span style=\"color: #008000;\">Tropico del Cancro<\/span><\/strong>. L&#8217;asse della rotazione terrestre non \u00e8 per\u00f2 perpendicolare a quello della sua orbita attorno al Sole per cui questa differenza angolare provoca le stagioni della Terra.\u00a0 Inoltre, al di sopra del Tropico del Cancro, il Sole non \u00e8 mai direttamente sopra la testa (zenit &#8211; altra parola derivata dagli arabi). Al di sotto di questa latitudine, il Sole sar\u00e0 invece allo zenit a mezzogiorno del giorno in cui la sua declinazione nord diventa uguale alla latitudine. All&#8217;equatore questo accade due volte all&#8217;anno ovvero agli equinozi. In particolare al Tropico del Cancro ci\u00f2 accade nel solstizio d&#8217;estate (21 giugno) &#8230; Curiosamente la scelta degli arabi di far passare il primo meridiano per Ujjain (in accordo con l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Aryabhatiya<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">) <\/span>non fu casuale in quanto vi si trova molto vicino. Interessante notare che nei traffici degli Arabi,\u00a0 la citt\u00e0 di Kalcut (Calcutta) era il punto in cui il primo meridiano incontrava la costa dell&#8217;India, ed era esattamente alla met\u00e0 della distanza di Ujjain dal Lanka (11\u00b0 15&#8217;N), ed un\u2019ottavo della distanza dal loro Polo. Curioso vero?<\/p>\n<p><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/india-navigazione.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 india-navigazione.jpg\" width=\"538\" height=\"385\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma come potevano i marinai arabi navigare oltre l&#8217;India verso Sumatra, fino alla Corea?<\/span><\/strong> Come avrebbero potuto navigare verso le isole nell&#8217;Oceano Indiano meridionale? Majid descrive l\u2019abilit\u00e0 dei navigatori della dinastia Chola, una delle principali dinastie del Tamil dell&#8217;India, che erano stati citati nel I secolo dal geografo Claudio Tolomeo. Questi marinai erano esperti nella navigazione nell&#8217;oceano orientale ben oltre Malacca. <strong><span style=\"color: #008000;\">Maijd<\/span><\/strong>, nei suoi testi, non ne descrive per\u00f2 i metodi di navigazione, forse perch\u00e8 quei mari orientali erano troppo lontani dagli interessi arabi, e piuttosto pericolosi per via dei pirati. Come navigassero in estremo Oriente \u00e8 ancora un mistero ma si pu\u00f2 ipotizzare che quegli audaci marinai, che navigavano oltre il mar cinese meridionale, nel Pacifico utilizzassero i metodi impiegati dai Polinesiani, capaci di mantenere a mente la rotazione delle stelle e la direzione delle correnti oceaniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come vedete la navigazione antica era tutt&#8217;altro che primitiva, basata su conoscenze astronomiche e correlazioni che abbiamo nel tempo dimenticato.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &nbsp; ARGOMENTO: NAUTICA E NAVIGAZIONE PERIODO: XV SECOLO AREA: GOLFO PERSICO &#8211; OCEANO INDIANO parole chiave: navigazione,\u00a0Ahmad bin Majid, Fawa&#8217;d-Usl Ilm al-Bahrwa-al-Qawaidah (Il libro dei benefici dei principi della navigazione marittima), Kitab al-Fawa&#8217;id,\u00a0isharat, kamal &nbsp; 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