{"id":27968,"date":"2019-03-02T00:46:28","date_gmt":"2019-03-01T23:46:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=27968"},"modified":"2025-12-13T07:46:55","modified_gmt":"2025-12-13T06:46:55","slug":"storia-navale-corsari-tedesci-nella-seconda-guerra-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/27968","title":{"rendered":"La storia della Atlantis: incrociatori corsari tedeschi nella seconda guerra mondiale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Atlantis, navi corsare, Rogge, Marina tedesca<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la II guerra mondiale, la marina da guerra tedesca impieg\u00f2 navi corsare negli oceani per affondare le navi mercantili alleate e per compiti di supporto ai sommergibili. Raccontiamo oggi la storia di una di esse, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore ausiliario Atlantis<\/span><\/strong>, forse la nave corsara tedesca pi\u00f9 famosa che pass\u00f2 alla storia insieme al suo valoroso comandante <strong><span style=\"color: #008000;\">Bernhard Rogge<\/span><\/strong> (4 novembre 1899 \u2013 29 giugno 1982).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27980\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/hk_atlantis_01_in_indian_ocean.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"519\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/hk_atlantis_01_in_indian_ocean.jpg 731w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/hk_atlantis_01_in_indian_ocean-300x183.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La nave corsara Atlantis, incrociatore ausiliario della Kriegsmarine &#8211; autore S.W.Roskill<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Hilfskreuzer_Atlantis.jpg\">Hilfskreuzer Atlantis.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Atlantis era un incrociatore ausiliario della Kriegsmarine che trov\u00f2 impiego come nave corsara durante la seconda guerra mondiale. Era conosciuto come <strong><span style=\"color: #008000;\">HSK<\/span><\/strong>&nbsp; (<strong><span style=\"color: #008000;\">Hilfskreuzer<\/span><\/strong> ovvero incrociatore ausiliario) e fu denominata \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Raider-C<\/span><\/strong>\u201d dall&#8217;Ammiragliato inglese. Durante la seconda guerra mondiale venne impiegato con successo nella guerra di corsa affondando o catturando ben 22 navi per un totale di 144 384 di tonnellate. L&#8217;Atlantis, al rientro della sua missione, venne intercettato ed&nbsp; affondato il 22 novembre 1941 dall&#8217;incrociatore inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Devonshire<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Raccontiamo ora la sua straordinaria storia<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27979\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/hilfskreuzer_rs_2g.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"1016\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/hilfskreuzer_rs_2g.jpg 700w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/hilfskreuzer_rs_2g-254x300.jpg 254w\" sizes=\"auto, (max-width: 860px) 100vw, 860px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il distintivo degli equipaggi delle navi corsare<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo principale di una nave corsara era di attaccare il naviglio mercantile nemico, avvicinandosi all&#8217;avversario sotto mentite spoglie, ed alzando all&#8217;ultimo momento&nbsp; la bandiera da guerra. solo allora venivano mostrate&nbsp; le armi per coglierlo di sorpresa e costringerlo alla resa. Ovviamente i bersagli erano le navi mercantili e venivano evitati gli scontri&nbsp; contro le navi da guerra. Questo tipo di navi avevano anche lo scopo di rifornire in mare il naviglio militare&nbsp; sia di superficie che subacqueo. Atlantis detenne il record della pi\u00f9 lunga permanenza in mare di tutte le unit\u00e0 navali corsare tedesche impiegate in entrambe le guerre mondiali, ed ebbe un impatto significativo sulle operazioni militari nell&#8217;estremo oriente. Tra le sue prede pi\u00f9 prestigiose fu la cattura del <strong><span style=\"color: #008000;\">piroscafo inglese SS Automedon<\/span> <\/strong>che trasportava importanti documenti segreti. La nave mercantile fu intercettata al largo di Sumatra, catturata e quindi affondata. Durante l&#8217;ispezione a bordo furono ritrovati 15 borse di documenti Top Secret del British Far East Command e codici di cifratura. Si ritiene che la sua cattura ebbe un ruolo importante nella decisione giapponese di entrare nella Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MARIN-ATEDESCA-Pinguin_Indian_Ocean_1941.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARIN-ATEDESCA-Pinguin_Indian_Ocean_1941.jpg\" width=\"863\" height=\"624\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il successo dell\u2019Atlantis, in termini di tonnellaggio nemico affondato, fu secondo solo ad un&#8217;altra nave corsara, il Pinguin (HSK 5 o Raider F) &#8211; nella foto il<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Pinguin in Indian Ocean 1941 &#8211; Fonti<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><a class=\"external free\" style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.awm.gov.au\/collection\/C305907\" rel=\"nofollow\"><em>https:\/\/www.awm.gov.au\/collection\/C305907<\/em><\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Pinguin_(Indian_Ocean_1941).jpg\">Pinguin (Indian Ocean 1941).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Atlantis<\/span><\/strong> era in origine una nave da carico denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Gedenfels<\/span><\/strong> della Hansa Line ma venne poi convertita in nave corsara fra il 1939 e il 1940 nei cantieri navali di Kiel e di Brema. Aveva una stazza di 7.900 tonnellate, era lunga 155 metri, larga 18 e pescava 8,7 metri. Poteva sviluppare una velocit\u00e0 di 16 nodi e aveva un&#8217;autonomia di 60.000 miglia nautiche alla velocit\u00e0 di 10 nodi. Come armamento principale disponeva di sei cannoni da 150 mm., mascherati dietro false sovrastrutture ribaltabili, come quattro tubi lancia-siluri. Era dotata anche di un idrovolante per la ricognizione e l&#8217;avvistamento delle navi nemiche. L&#8217;equipaggio era formato da 366 uomini, tra i quali 19 ufficiali e 347 marinai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La campagna bellica dell&#8217;Atlantis inizi\u00f2&nbsp; l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">11 marzo 1940<\/span><\/strong> ed ebbe una durata di 622 giorni, coprendo una distanza di 112.000 miglia su&nbsp; tre oceani, catturando complessivamente 22 navi mercantili alleate, per una stazza complessiva di 146.000 tonnellate. Era la prima di&nbsp; dieci navi mercantili armate del Terzo Reich realizzate per attaccare le navi mercantili nemiche. La partenza dell&#8217;Atlantis fu ritardata a causa del ghiaccio fino al 31 marzo 1940, quando l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ex nave da guerra Hessen<\/span> <\/strong>apr\u00ec&nbsp; la strada a Atlantis, Orion e Widder. Atlantis si diresse verso i campi minati del Mare del Nord, tra la Norvegia e la Gran Bretagna, attraverso il Circolo Polare Artico, tra l&#8217;Islanda e la Groenlandia, e si diresse quindi verso sud. In quel momento l&#8217;Atlantis aveva preso l&#8217;identit\u00e0 di una nave sovietica di nome <strong><span style=\"color: #008000;\">Kim<\/span><\/strong>.&nbsp; L&#8217;Unione Sovietica era ancora neutrale in quel momento. Dopo aver attraversato l&#8217;equatore, il 24-25 aprile, prese le sembianze della nave giapponese <strong><span style=\"color: #008000;\">Kasii Maru<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_27983\" aria-describedby=\"caption-attachment-27983\" style=\"width: 642px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27983\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rogge.jpg\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"748\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rogge.jpg 336w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rogge-258x300.jpg 258w\" sizes=\"auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-27983\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Kapit\u00e4n Bernhard Rogge<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comandava il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kapit\u00e4n Bernhard Rogge<\/span><\/strong>, comandante particolarmente esperto, abile e deciso, che seppe condurre la guerra di corsa con efficacia ma anche con il massimo di Umanit\u00e0 possibile, facendo quanto era in suo potere per diminuire sofferenze inutili ai prigionieri. Rogge si ispirava al celebre <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano von M\u00fcller<\/span><\/strong> che aveva comandato l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore leggero Emden <\/span><\/strong>nella prima guerra mondiale, conducendo la guerra di corsa nell&#8217;Oceano Indiano.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salpata da Kiel l&#8217;11 marzo 1940, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Atlantis<\/span><\/strong> riusc\u00ec a forzare il blocco alleato ed a passare nell&#8217;Atlantico dove, come gi\u00e0 aveva fatto la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave corsara M\u00f6we<\/span><\/strong> nella prima guerra mondiale, navig\u00f2 senza attaccare alcun bastimento fin oltre la linea dell&#8217;Equatore. Solo il 3 maggio, dopo quasi due mesi di prudente navigazione, sotto le mentite spoglie del <strong><span style=\"color: #008000;\">mercantile giapponese Kashii Maru<\/span><\/strong>, cattur\u00f2 la sua prima preda, la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave britannica Scientist<\/span><\/strong>, sulla rotta del Capo di Buona Speranza. Da quel momento, ebbe inizio la sua straordinaria campagna operativa che gli consent\u00ec di affondare o catturare oltre venti navi alleate di diversa nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/trattamento-prigionieri-atlantis.jpg\" alt=\"\" width=\"866\" height=\"1365\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">momenti dei prigionieri a bordo dell&#8217;Atlantis<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 22 ottobre fu la volta del <strong><span style=\"color: #008000;\">piroscafo jugoslavo Durmitor<\/span><\/strong>, sul quale vennero trasbordati ben 300 prigionieri e che venne inviato, con un piccolo equipaggio verso la Somalia italiana, dove approd\u00f2 nei pressi del porto di Mogadiscio. Fra le sue prede la motonave norvegese <strong><span style=\"color: #008000;\">Tiranna<\/span><\/strong>, silurata il giorno dell&#8217;entrata dell&#8217;Italia in guerra (10 giugno 1940); la <strong><span style=\"color: #008000;\">Speybank,<\/span><\/strong> che divenne poi il posamine <strong><span style=\"color: #008000;\">Doggerbank,<\/span><\/strong>&nbsp;che riusc\u00ec a forzare il blocco ed a rientrare in Germania; e, ancora il britannico <strong><span style=\"color: #008000;\">City of Baghdad<\/span><\/strong>, il francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Commissaire Ramel<\/span><\/strong>, l&#8217;olandese <strong><span style=\"color: #008000;\">Abbekerk<\/span><\/strong> ed il norvegese <strong><span style=\"color: #008000;\">Tamesis<\/span><\/strong>. Nell&#8217;Oceano Indiano Rogge realizz\u00f2 la maggior parte delle sue catture, riuscendo con una delle sue prede, la <strong><span style=\"color: #008000;\">petroliera Ketty Br\u00f6ving<\/span><\/strong>,&nbsp; a rifornire di nafta la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave da battaglia Admiral Scheer<\/span><\/strong> agli ordini del <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante Kranck<\/span> <\/strong>nel bel mezzo dell&#8217;Oceano e, il 29 marzo, il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile italiano Perla<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27989\" style=\"margin: 4px 0px 12px 24px; outline: #72777c solid 1px; height: 481px; text-align: justify; color: #444444; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: block; white-space: normal; max-width: 640px; orphans: 2; float: right; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Perla_Bordeaux_1941.jpg\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"240\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Perla il 27 maggio 1941, poco dopo l&#8217;arrivo a Bordeaux &#8211; Ufficio storico della Marina<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Perla<\/span><\/strong> era partito dal porto di Massawa nell&#8217;Africa orientale italiana, e attraverso il Capo di Buona Speranza, dirigeva verso Bordeaux, in Francia. <strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Rogge<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> scrisse nelle sue memorie che, dopo aver visto il piccolo sommergibile costiero e il suo equipaggio stremato, espresse al comandante, il <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">tenente Bruno Napp<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, la sua perplessit\u00e0 sulla sua missione e gli sugger\u00ec di raggiungere il Brasile o l&#8217;Argentina. <strong><span style=\"color: #008000;\">Napp<\/span><\/strong> rifiut\u00f2 educatamente il consiglio, dicendo che avrebbe fatto del suo meglio per obbedire ai suoi ordini, suscitando una grande ammirazione nel comandante tedesco.&nbsp; <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">Il <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Perla<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> percorse poi altre 4000 miglia, raggiungendo la <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">nave rifornimento tedesca Northmark<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">; super\u00f2 le isole di Capo Verde, pass\u00f2 fra le Azzorre e le Canarie e giunse infine a Bordeaux il 20 maggio, dopo aver trascorso in mare 81 giorni e percorrendo 13.100 miglia. Ma del Perla parleremo in un altro articolo.<\/span><\/p>\n<div class=\"mceTemp\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;affondamento dell&#8217;Atlantis<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo tanti successi, la nave corsara prese la via del rientro verso la Germania. Erano le prime ore del 22 novembre 1941 e l&#8217;Atlantis aveva fermato le macchine&nbsp; per rifornire il sommergibile tedesco U 126. Tutto sembrava&nbsp; tranquillo ed il sommergibile dopo l&#8217;emersione si era accostato alla nave per rifornirsi. L&#8217;operazione incominci\u00f2 regolarmente ed il comandante del sommergibile raggiunse Rogge a bordo dell&#8217;Atlantis per uno scambio di saluti. Improvvisamente suon\u00f2 l&#8217;allarme aereo. Il sommergibile tedesco, che si stava ancora rifornendo, senza attendere il rientro a bordo del proprio comandante, si immerse. Nel frattempo l&#8217;idrovolante inglese incominci\u00f2 a volteggiare sulla loro verticale comunicando la posizione dell&#8217;avvistamento all&#8217;incrociatore inglese. Rogge, applicando una tattica sperimentata con successo altre volte, perse tempo, cercando di&nbsp; farsi passare per un mercantile inglese. Sperava che il <strong><span style=\"color: #008000;\">H.M.S. Devonshire<\/span> <\/strong>si avvicinasse abbastanza per poterlo attaccare con i suoi siluri.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Atlantis ferm\u00f2 quindi i suoi motori attendendo di averlo a tiro e interrogata, trasmise alla nave inglese una falsa generalit\u00e0,&nbsp; dichiarando di essere una nave mercantile olandese, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Polyphemus<\/span><\/strong>.&nbsp;Si dice che alcuni marinai tedeschi&nbsp; ricordarono una vecchia preghiera che gli uomini di Nelson recitavano aspettando l&#8217;arrivo di una bordata nemica: \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Per quello che stiamo per ricevere, voglia il Signore darci il modo di mostrare la nostra sentita riconoscenza<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. Inizialmente il Devonshire si mantenne a distanza cercando di capire se si trattava veramente della <strong><span style=\"color: #008000;\">Poliphemus<\/span><\/strong> (una nave effettivamente riportata in zona). Ma il trucco non funzion\u00f2.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MARINA-UK-HMS_Devonshire_FL5884.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-UK-HMS_Devonshire_FL5884.jpg\" width=\"848\" height=\"657\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto del HMS Devonshire alla boa tra il 1939 ed il 1945 &#8211; Fonte <a href=\"http:\/\/media.iwm.org.uk\/iwm\/mediaLib\/\/18\/media-18886\/large.jpg\">http:\/\/media.iwm.org.uk\/iwm\/..jpg<\/a> foto da collezioni dei Musei Imperiali della Guerra IWM &#8211; Autore Fotografo ufficiale della Royal Navy&nbsp; <\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Devonshire_FL5884.jpg\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Devonshire_FL5884.jpg<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Alle nove e trentacinque: il <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Devonshire<\/span><\/strong> apr\u00ec il fuoco ed i colpi incominciarono ad esplodere&nbsp; attorno all&#8217;Atlantis. A questo punto Rogge diede l&#8217;ordine \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Avanti, a tutta forza!<\/span><\/strong>\u00bb alzando la bandiera di combattimento tedesca. Furono attivati&nbsp; i generatori di nebbia per confondere il nemico ma l&#8217;incrociatore inglese continu\u00f2 a sparare mantenendosi a distanza di sicurezza, avvantaggiato dalla portata maggiore dei suoi cannoni. Colpito a pi\u00f9 riprese, Rogge ordin\u00f2 all&#8217;equipaggio dell&#8217;Atlantis di mettere le scialuppe in mare per abbandonare la nave, ormai avviata alla sua fine con una dozzina di incendi sul ponte.&nbsp;Un&#8217;altra bomba li colp\u00ec in pieno e la nave s&#8217;inclin\u00f2 sul fianco sinistro. Il Devonshire, temendo di essere silurato dal sommergibile tedesco, non rest\u00f2 sul posto per raccogliere l&#8217;equipaggio della nave affondata e si allontan\u00f2 a tutta forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo pi\u00f9 tardi le scialuppe con i marinai tedeschi vennero prese a rimorchio prima dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">U-126<\/span><\/strong> e poi dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">nave rifornimento sommergibili Phyton<\/span><\/strong>.&nbsp; Ma la loro odissea non era finita. Anche il <strong><span style=\"color: #008000;\">Python<\/span><\/strong>, pochi giorni dopo, venne affondato da un incrociatore inglese. I superstiti, compresi quelli dell&#8217;Atlantis, vennero&nbsp; soccorsi da due sommergibili che rimorchiarono per parecchi giorni le imbarcazioni di salvataggio, finch\u00e9 sopraggiunti altri due sommergibili, riuscirono a fare ritorno in patria con il loro indomito comandante Rogge.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima il <span class=\"mw-page-title-main\">German raider Atlantis come&nbsp; &#8230; Tamesis -1940 &#8211; Fonte https:\/\/www.awm.gov.au\/collection\/306310\/ <\/span><span class=\"mw-page-title-main\"><span style=\"color: #008080;\">G<\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:German_raider_Atlantis_as_Tamesis.jpg\">erman raider Atlantis as Tamesis.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &nbsp; &nbsp; ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: Atlantis, navi corsare, Rogge, Marina tedesca . 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