{"id":2764,"date":"2017-02-11T00:10:02","date_gmt":"2017-02-11T00:10:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=2764"},"modified":"2025-10-23T11:48:24","modified_gmt":"2025-10-23T09:48:24","slug":"il-posizionamento-in-mare-parte-v-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2764","title":{"rendered":"Il posizionamento in mare: la cartografia elettronica \u2013 parte VI"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA E CARTOGRAFIA<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt;\">parole chiave: cartografia elettronica\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo visto negli articoli precedenti, la <strong><span style=\"color: #008000;\">cartografia tradizionale<\/span><\/strong> consente con una certa facilit\u00e0 (ed imprecisione) il riporto su carta dei dati raccolti durante le attivit\u00e0 in mare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-46401 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/da_gislayers.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1563\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/da_gislayers.jpg 1500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/da_gislayers-288x300.jpg 288w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/da_gislayers-983x1024.jpg 983w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/da_gislayers-768x800.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/da_gislayers-1474x1536.jpg 1474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/da_gislayers-1200x1250.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Possibili interazioni di livelli tematici nei sistemi di informazione geografica (GIS) &#8211; autore Benjamin\u00a0 Henning <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.viewsoftheworld.net\/?p=4365\">https:\/\/www.viewsoftheworld.net\/?p=4365<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo esponenziale dei sistemi elettronici, si \u00e8 assistito al nascere di un concetto totalmente nuovo di gestione dell\u2019informazione geografica e dei dati ad essa correlati. Alla creazione di <strong><span style=\"color: #008000;\">carte elettroniche<\/span><\/strong>, si \u00e8 aggiunta la possibilit\u00e0 di aggiungere informazioni normalmente contenute in altri documenti. La struttura diviene cos\u00ec interattiva con l\u2019Utente che ha la possibilit\u00e0 di effettuare rapidamente valutazioni del contorno ottenendo nel complesso risultati migliori e pi\u00f9 attendibili. Gli standard dati possono essere definiti dalla modalit\u00e0 di acquisizione degli stessi. In particolare si parla di dati vettoriali quando ogni dato \u00e8 legato alle coordinate dello stesso, di dati raster quando le informazioni sono ottenute attraverso la scansione di una carta o del mondo reale (immagini) accettando di perdere la corrispondenza punto-informazione a favore della possibilit\u00e0 di acquisire rapidamente informazioni di livello generale. Oltre al raster esiste uno standard detto <strong><span style=\"color: #008000;\"><u>matrix<\/u><\/span><\/strong> che, pur avendo caratteristiche simili al raster, rappresenta il dato secondo modelli numerici (ad esempio i modelli numerici di rappresentazione di un suolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Standard cartografici<\/span><\/strong><br \/>\nIdealmente, nel capo della cartografia elettronica, dovrebbe esistere un solo standard; in realt\u00e0, per vari motivi, se ne sono sviluppati un certo numero impiegati da Organizzazioni private e governative.\u00a0Cito, per completezza, il <span style=\"color: #008000;\"><strong>DIGEST<\/strong> <strong>(Digital Geographic Information Exchange Format)<\/strong><\/span> e l\u2019 <strong><span style=\"color: #008000;\">S 57<\/span><\/strong>, impiegato dal sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">ECDIS (Electronic Chart Display and information System)<\/span> <\/strong>che ha ricevuto lo status di carta nautica equivalente. Tale sistema, i cui requisiti tecnici furono sviluppati dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">IEC (International Electrotechnical Commission)<\/span> <\/strong>e poi riepilogati nel 1998 nella pubblicazione IEC 61174, \u00e8 stato adottato dall&#8217;IMO e HMO per cui i sistemi del futuro dovranno dichiarare nella loro certificazione di essere o non essere \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">ECDIS approved<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente allo standard dei dati esiste uno standard di presentazione (<strong><span style=\"color: #008000;\">S 52 \u2013 Standard Publication 52<\/span> <\/strong>\u2013 <strong><span style=\"color: #008000;\">Specification for chart Content and Display aspects for ECDIS<\/span><\/strong>) che comprende nei suoi allegati una guida per l\u2019aggiornamento delle banche dati relative alle carte (<strong><span style=\"color: #008000;\">ENC Electronic Nautical Chart<\/span><\/strong>), i colori ed i simboli da impiegare ed un glossario per l\u2019impiego del sistema.\u00a0Tale standard ha lo scopo di assicurare la chiarezza delle informazioni presentate e quindi incrementare la sicurezza degli Utenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">DIGEST<\/span><span style=\"color: #ffff00;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>E\u2019 lo standard impiegato nell\u2019ambito della Difesa USA e dall\u2019Istituto Geografico Militare al fine di trasferire dati fra le varie Agenzie ed Organizzazioni Governative; fu definito dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">NIMA (National Imaginery and Mapping Agency)<\/span><\/strong> che ha prodotto in tale standard pi\u00f9 di 2.500 carte digitali (DNC) utilizzando la codifica relazionale VPF (carte vettoriali). Il data base utilizza una componente geometrica vettoriale ed una descrittiva correlata codificata nel <strong><span style=\"color: #008000;\">FACC (Feature and Attribute Coding Catalog)<\/span><\/strong>.\u00a0Il FACC \u00e8 raccomandato nella Circolare del Ministero della Funzione Pubblica nr. 90507\/18.10.3 del 26 giugno 1992.<br \/>\nAllo stato attuale gli Enti dello Stato non hanno ancora raggiunto tale standardizzazione tanto che, ad esempio , il Catasto impiega data base con un formato <strong><span style=\"color: #008000;\">NTF (National Transfer Format)<\/span><\/strong>.\u00a0Tale sistema non \u00e8 per\u00f2 conforme agli standard previsti dal <strong><span style=\"color: #008000;\">IMO<\/span><\/strong> e dal <strong><span style=\"color: #008000;\">HMO (International Maritime Organization e dall\u2019International Hydro-graphic Organization)<\/span><\/strong>.\u00a0In pratica, pur riportando gli stessi dati, la codifica e l\u2019attribuzione delle informazioni \u00e8 sostanzialmente diversa per cui non esiste attualmente alcuna compatibilit\u00e0 con lo <strong><span style=\"color: #008000;\">standard S 57<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">S 57<\/span><\/span><\/strong><\/span><strong style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #ffff00;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>L\u2019IMO defin\u00ec gli standard per il trasferimento dei dati cartografici digitali e, di conseguenza, la struttura e composizione dei data base. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">S 57 (Special Publication 57 \u2013 Transfer Standard for Digital Hydrographic Data)<\/span> <\/strong>ha subito nel tempo numerose revisioni dovute soprattutto alla necessit\u00e0 di modificare i data base con informazioni aggiuntive sempre pi\u00f9 approfondite. Nel 1996 fu ratificata dalle Nazioni l\u2019edizione III che \u00e8 attualmente in vigore. Il sistema definisce le modalit\u00e0 con cui i dati devono essere trasferiti dagli Istituti Idrografici e Geografici ai sistemi di radionavigazione indipendentemente dall&#8217;organismo responsabile dell\u2019aggiornamento del dato e dai sistemi deputati allo sfruttamento degli stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; color: #008000; font-size: 18pt;\">Sistemi GIS<\/span><\/strong><br \/>\nCome abbiamo visto, la cartografia tradizionale consente il riporto su carta dei dati raccolti durante le attivit\u00e0 in mare attraverso la geo referenziazione dei dati raccolti. Negli ultimi anni grazie allo sviluppo esponenziale dei sistemi di calcolo elettronici si \u00e8 assistito al nascere di un concetto totalmente nuovo per la gestione dell\u2019informazione geografica e dei dati ad essa correlati. Si \u00e8 trattato in pratica di trasferire le informazioni geografiche su file in modo da poter rappresentare attraverso opportuni programmi ambienti terrestri e marittimi. Questi sistemi, chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">GIS<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Geographic Information System<\/span><\/strong>, raccolgono in database su pi\u00f9 livelli (<strong><span style=\"color: #008000;\">layers<\/span><\/strong>) le informazioni e forniscono agli utenti un\u2019immediata valutazione degli sforzi in corso per ottimizzare le tecniche di campagna. I vantaggi ottenuti dallo sfruttamento di questi archivi sono la possibilit\u00e0 di ottenere dei prodotti cartografici pi\u00f9 dettagliati a costi di produzione pi\u00f9 bassi, l\u2019impiego di informazioni filtrabili da parte dell\u2019operatore con la conseguente possibilit\u00e0 di concentrare sul video solo le informazioni di interesse, l\u2019inserimento di informazioni di propria utilit\u00e0 come, ad esempio, le aree di lavoro e il riporto in real time di dati opportunamente geo-referenziati raccolti dalla strumentazione al momento in uso (dati side scan sonar, CDT, ecc.).Inoltre, fattore da non trascurare, vengono eliminati tutti quegli errori di riporto dovuti alle manualit\u00e0 degli operatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sistemi GIS sono da un punto di vista generale relativamente semplici; dal punto di vista hardware sono composti da un\u2019unit\u00e0 di calcolo, un video di rappresentazione, un modulo di colloquio ed uno o pi\u00f9 sistemi di geo-referenziazione (ad esempio un sistema di navigazione radioelettrico).\u00a0Per lo sfruttamento in mare possono\u00a0essere collegati a sistemi di raccolta dati come i CTD per la raccolta dei parametri fisici dell\u2019acqua oppure a <strong><span style=\"color: #008000;\">side scan sonar SSS<\/span><\/strong> per la descrizione morfologica del fondo.\u00a0Sono gi\u00e0 disponibili\u00a0sistemi di raccolta dati portatili per il ricercatore subacqueo, collegati acusticamente con boe in superficie che trasmettono a terra i dati raccolti direttamente al GIS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il software \u00e8 corredato da librerie diversificate che vengono sfruttate da appositi programmi dedicati alle specifiche esigenze. L\u2019operatore subacqueo si pu\u00f2 quindi avvalere di questi sistemi informatici per potere registrare non solo i profili delle sue immersioni ma anche i parametrici fisici ed ambientali raccolti, opportunamente referenziati geograficamente. <\/strong><\/span>Anche i sistemi <strong><span style=\"color: #008000;\">AUV (autonomous unmanned vehicles &#8211; veicoli subacquei autonomi)<\/span> <\/strong>possono scambiare dati in tempo differito (near real time) con i sistemi GIS. I dati raccolti e geo-referenziati sulle carte elettroniche possono quindi fornire agli scienziati molteplici informazioni, immediatamente sfruttabili, ottimizzando i tempi ed i costi delle campagne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte VI &#8211;\u00a0 continua<span style=\"color: #ffffff;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a> <span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121099\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121100\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121103\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121104\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121105\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121107\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121108\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-21 maxbutton maxbutton-parte-ix\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121110\"><span class='mb-text'>PARTE IX<\/span><\/a> <span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: NAUTICA E CARTOGRAFIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: cartografia elettronica\u00a0 &nbsp; Come abbiamo visto negli articoli precedenti, la cartografia tradizionale consente con una certa facilit\u00e0 (ed imprecisione) il riporto su carta dei dati raccolti durante le attivit\u00e0 in mare. 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