{"id":27631,"date":"2019-02-12T00:10:36","date_gmt":"2019-02-11T23:10:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=27631"},"modified":"2026-07-20T07:46:46","modified_gmt":"2026-07-20T05:46:46","slug":"marina-militare-quattro-passi-nellaccademia-navale-di-livorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/27631","title":{"rendered":"L&#8217;Accademia Navale di Livorno, tra tradizione e futuro di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: MARINA MILITARE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: 1881 &#8211; OGGI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: LIVORNO, TOSCANA, ITALIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Accademia Navale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una visita virtuale all\u2019Istituto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn un articolo precedente abbiamo raccontato la travagliata storia dell&#8217;Accademia navale, dalla sua creazione nel 1881 allo sviluppo odierno che ne fa un ateneo universitario specialistico di eccellenza non solo nell&#8217;ambito militare. Molti mi hanno scritto chiedendomi delle informazioni. A tutti ho risposto che il miglior\u00a0 modo per conoscerla \u00e8 viverla o, se ci si accontenta, di visitarla. Per facilitarvi, ho pensato di accompagnarvi virtualmente tra quelle austere mura, in un viaggio che mi riporta indietro ai miei primi anni di marina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un breve ricordo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTutto inizi\u00f2 nel 1977, quando mi presentai a Livorno come tanti ragazzi della mia et\u00e0, provenienti da tutta Italia, per sostenere il tirocinio preparatorio per effettuare le prove di ammissione. Era una giornata calda d\u2019estate ed il profumo del ligustro riempiva l\u2019aria del viale dei pini che dall\u2019elegante cancello di ferro sul lungomare livornese porta all&#8217;austero portone di legno dell&#8217;Istituto. Mi ritrovai con la mia valigia in mano, contenente gli effetti minimi di corredo necessari per quei 40 giorni. Ricordo che eravamo tutti molto confusi, in un misto di eccitazione e timore. Ci incamminammo verso l&#8217;aula di registrazione, guardandoci intorno incuriositi da quei lunghi corridoi separati dal piazzale dalle grandi porte finestre a vetri. Una rapida doccia e via, a sederci per il primo test \u2026 Il sottufficiale che ci accompagnava\u00a0 era molto simpatico ma ferreo. Il K3, che poi scoprimmo significava il comandante della direzione corsi allievi, ci domand\u00f2 che cosa ci aveva spinto a fare la domanda di ammissione. Nel mio caso era il legame con il mare, quell&#8217;elemento che avevo incominciato ad amare e temere all&#8217;isola Palmaria, tra un tuffo e l&#8217;altro della mia giovinezza. Esisteva poi anche un altro fattore ovvero l&#8217;eredit\u00e0 spirituale che avevo appreso al Comando del Varignano (il COM.SUB.IN.), dove mio padre, un operatore Gamma del dopo guerra, all&#8217;epoca prestava servizio. Un luogo magico dove la formalit\u00e0 era forse minore del resto della Marina militare ma l&#8217;elemento umano, indifferentemente dal grado,\u00a0 seguiva regole antiche e molto semplici. Una Marina diversa da quella che avrei scoperto in seguito in Accademia e sulle navi. Non nascondo che abituato a tanti uomini straordinari nella loro semplicit\u00e0 ed audacia fui sorpreso da quell&#8217;atmosfera ovattata e ritmata che accompagnava asetticamente le nostre giornate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un luogo in cui la forma, come ci veniva detto ogni giorno, era sostanza. In realt\u00e0 la maggior parte di noi non aveva ancora chiaro il nostro futuro, era come vivere un sogno ma, col senno del poi, non poteva essere diverso. L&#8217;Istituto, con le sue regole centenarie, aveva ed ha, lo scopo di formare i futuri Comandanti dando un imprinting unico. Quando marciavamo nei lunghi corridori, sui muri color calce le foto delle sciabole d&#8217;onore sembravano osservarci per incitarci in quella corsa contro noi stessi per superare le prove quotidiane. Nonostante i posti fossero limitati, non esistevano rivalit\u00e0 tra i tantissimi concorrenti, anzi nacquero le prime amicizie di cui molte durano tutt&#8217;oggi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27871\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/accademia.jpg\" alt=\"\" width=\"1111\" height=\"780\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/accademia.jpg 1452w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/accademia-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/accademia-768x540.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/accademia-1024x719.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/accademia-400x280.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/accademia-1200x843.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1111px) 100vw, 1111px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sezione concorrenti concorso anno accademico 1977<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci diedero una divisa interna che consisteva in un corpetto da marinaio, un berrettuccio bianco ed un paio di Jeans. Nelle poche libere uscite settimanali usavamo una tenuta da marinaio, con il berretto in plastica con il nastrino Accademia Navale, ma senza solino. Le giornate erano scandite dagli squilli di tromba che segnavano il tempo tra una lezione e l&#8217;altra, tra le esercitazioni sportive ed i periodi di ricreazione. La selezione dei primi quaranta giorni fu estremamente rigida; le visite mediche e psicoattitudinali mietevano ogni giorno molte speranze tra i concorrenti. Il colpo finale lo diede l\u2019esame di matematica e geometria, tenuto da professori di Pisa che facevano parte del corpo docente dell\u2019Ateneo. Un test selettivo che non guardava in faccia nessuno dove non c&#8217;erano raccomandati o protetti. A questa selezione rigorosa si univa quella delle dimissioni volontarie. Molti di noi, osservando dai finestroni sul mare il bellissimo lungomare di Livorno ed i famosi Bagni Pancaldi con il loro glorioso passato da raccontare, si posero delle domande sul loro imminente futuro e decisero di tornare a casa. Alla fine fummo ammessi in poco pi\u00f9 di un centinaio di allievi per il corpo dello Stato Maggiore ed un&#8217;altra quarantina suddivisi tra il corpo ingegneri e sanitario. Inizi\u00f2 cos\u00ec un lungo cammino che scand\u00ec per quattro anni la nostra vita, creando come in tutti gli ambienti, amicizie che durano ancora oggi. Di quei 120 cadetti del primo anno uscimmo meno della met\u00e0 con un legame che ancora oggi \u00e8 molto forte. Mi fermo qui, non ho intenzione di annoiarvi con la mia lunga vita in Marina, ed \u00e8 ora di iniziare, anche se virtualmente, il nostro viaggio in questo prestigioso Istituto.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oltre cento anni ma non li dimostra<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/1978-amm.-Agostinelli-Vespucci-1024x735.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1978-amm.-Agostinelli-Vespucci-1024x735.jpg\" width=\"1109\" height=\"796\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1978, nave Vespucci, gli allievi prima classe vengono salutati prima della partenza dall&#8217;Ammiraglio Sergio Agostinelli, Comandante dell&#8217;Accademia Navale, un ammiraglio di altri tempi &#8211; foto Enrico Giambruni, storico fotografo dell&#8217;Accademia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In Accademia tra passato e futuro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDi solito l\u2019Accademia non \u00e8 aperta al pubblico se non con visite guidate in date prestabilite o in occasioni eccezionali come gli Open Day e le recenti Giornate FAI di Primavera. Vi si accede percorrendo lo splendido viale dei pini dall&#8217;ingresso del cancello di San Jacopo, posto sul lungomare di Viale Italia. Dopo aver fiancheggiato il Palazzo Studi e la Palazzina Comando, si incontra sulla destra un ampio edificio a tre piani, formato da tre ali perpendicolari che racchiudono un&#8217;ampia &#8220;piazza d&#8217;armi&#8221; dove vengono tenute le assemblee giornaliere degli allievi. Il piazzale, come viene chiamato l&#8217;ampio cortile, \u00e8 circondato da grandi finestre che si affacciano sui corridoi interni, attraversati dagli allievi del I (pivoli) e II anno (anziani) sempre di corsa nei loro spostamenti in sezione. \u00c8 tradizione che quelli del secondo anno, caratterizzati dalle due barre rosse sul maglione blu marina ed il berretto rincalcato (chiamato in gergo pizza), corrono \u201cpattinando\u201d per dimostrare la loro scafatura sui giovani pivoli del I anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-27640 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/piazzale.png\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"856\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/piazzale.png 875w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/piazzale-300x231.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/piazzale-768x592.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/piazzale-180x138.png 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro dell\u2019ala principale, che guarda il mare, si trova la torre dell\u2019orologio a tre facce e, sulla quale si legge, sul frontone della facciata interna, il motto <strong><span style=\"color: #008000;\">PATRIA E ONORE<\/span><\/strong>. Una curiosit\u00e0: si racconta che il motto originale era \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Patria e Re<\/span><\/strong>\u201d ma dopo l\u2019avvento della Repubblica furono aggiunte le tre lettere per completare la parola ONORE. La torre dell\u2019orologio ospit\u00f2 al 1947 al 1953 il pittore di <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Rudolf Claudus<\/span><\/strong>, che alla fine della prima guerra inizi\u00f2 un lungo periodo di collaborazione con la Marina italiana di cui divenne in pratica il pittore ufficiale. In circa mezzo secolo di sodalizio <strong><span style=\"color: #008000;\">Claudus<\/span><\/strong> realizz\u00f2 centinaia di opere destinate ad ornare le sale di navi e Circoli, e che trovano oggi ospitalit\u00e0 nei Musei e nelle stanze di rappresentanza dei palazzi della Marina. Purtroppo molte sono state depredate dall&#8217;egoismo umano che le ha volute solo per se stesso. Il quarto lato, rivolto verso il mare ,\u00e8 aperto e ospita interrato il <strong><span style=\"color: #008000;\">brigantino Alfredo Cappellini<\/span> <\/strong>le cui sovrastrutture sono utilizzate ancor oggi degli allievi dell&#8217;Accademia per esercitarsi nella manovra delle vele in vista della campagna estiva del I anno sulla <strong><span style=\"color: #008000;\">nave scuola &#8220;Amerigo Vespucci&#8221;<\/span><\/strong>. Sui pennoni dell\u2019albero di maestra del brigantino, alto circa 25 metri, gli allievi apprendono come aprire e chiudere le vele seguendo gli ordini al fischio dei nostromi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27637 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cappellini-accademia-navale.png\" alt=\"\" width=\"497\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cappellini-accademia-navale.png 734w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cappellini-accademia-navale-300x199.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 497px) 100vw, 497px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> il brigantino Alfredo Cappellini, interrato nel piazzale sul mare, palestra di addestramento per gli allievi prima dell&#8217;imbarco sull&#8217;Amerigo Vespucci<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto sembra anacronistico, addestrarsi nel terzo millennio operare come ai tempi della marina velica, ha ancora la sua validit\u00e0. Lo scopo \u00e8 di creare nei futuri ufficiali una forma mentale e fisica che li guider\u00e0 nella loro carriera futura. Queste esercitazioni richiedono naturalmente impegno e fatica ma sono essenziali per la preparazione alla campagna estiva sull&#8217;Amerigo Vespucci. La campagna sulla <strong><span style=\"color: #008000;\">nave scuola Amerigo Vespucci<\/span><\/strong>, erroneamente chiamata crociera estiva, ha un durata di circa 120 giorni e completa la preparazione nautica e marinaresca degli allievi del I anno. Oltre ad apprendere le manovre della nave a vela, gli allievi hanno modo di apprendere i rudimenti della navigazione, l&#8217;uso pratico del sestante e dei sistemi ottici, di radionavigazione e radar per il posizionamento in mare<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 50%;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27870 alignleft\" style=\"text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/vespucci.jpg\" alt=\"\" width=\"546\" height=\"402\" \/><\/td>\n<td style=\"width: 50%;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27868\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/vespucci-lavaggio.jpg\" alt=\"\" width=\"526\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/vespucci-lavaggio.jpg 604w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/vespucci-lavaggio-300x232.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 50%;\"><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">esercitazioni di carteggio, memorie campagna Vespucci 1978\u00a0<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%;\"><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">Nave Vespucci: gli allievi ufficiali effettuano tutti i giorni il posto di lavaggio che comprende il lavaggio dei ponti e delle tughe e la lucidatura degli ottoni, memorie campagna Vespucci 1978<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le lezioni sulle materie professionali si susseguono tra le prime guardie in navigazione ed in porto. Al termine della campagna viene chiamato il &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">saluto alla voce<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, un&#8217;antica tradizione marinaresca che prevede che gli allievi salgano sui pennoni e &#8220;salutino&#8221; gli spettatori innalzando il loro berretto. Gli allievi praticano tutte le attivit\u00e0 dei marinai, comprese le pulizie delle strutture esterne.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27867 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/vespucci-1978.jpg\" alt=\"\" width=\"1217\" height=\"766\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nave Vespucci: in navigazione verso Palma di Maiorca, memorie campagna Vespucci 1978<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le strutture didattiche<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl complesso dell&#8217;Accademia Navale copre, attualmente, un&#8217;estensione di circa 215.000 metri quadrati e comprende, oltre agli alloggi del personale, le aule didattiche, i laboratori, un modernissimo simulatore di manovra, un osservatorio celeste, e le dotazioni sportive che includono una grande piscina, diverse palestre, due porticcioli per le barche a vela ed un poligono di tiro. Dall\u2019altro lato della strada vi \u00e8 una grande area adibita agli sport collettivi per l\u2019atletica leggera, il calcio, il basket, la pallavolo ed il maneggio. Il tempo per gli allievi \u00e8 serrato: dalla sveglia mattinale fino al silenzio scandito dalla tromba alla fine della serata. Durante il periodo non impegnato in lezioni e studi, gli allievi e gli Ufficiali possono usufruire di sale ricreative, biblioteche, un cinema ed un auditorium. Le sale ricreative possiedono salotti di diverse dimensioni, sale televisione e biliardo dove gli allievi del I e II anno e del complemento passano le serate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Visitando gli interni<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Entrando dal portone principale, sulla destra, si incontra un locale che riserva un indubbio interesse: la Sala delle Bandiere, creata nel 1921 quando la Regia Marina ordin\u00f2 che ogni classe di allievi fosse contraddistinta da un nome distintivo ed una propria bandiera. La sala delle bandiere \u00e8 arricchita di molti cimeli e reliquie; tra di essi modelli di navi, elementi delle divise, un grande plastico dell&#8217;Istituto e la bandiera di guerra dell&#8217;Accademia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27786 alignleft\" style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Bandiere.jpg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"614\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Bandiere.jpg 375w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Bandiere-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> La sala delle bandiere\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sala delle bandiere sono esposte quelle disegnate e realizzate da ogni corso. Nella tradizione, ogni corso dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Accademia Navale<\/span> <\/strong>possiede un colore diverso (in realt\u00e0 sono 5 colori che si ripetono a rotazione), un &#8220;grido di battaglia&#8221; ed una bandiera. Il nome\u00a0 viene scelto dagli allievi del\u00a0 I anno al termine della campagna del Vespucci. In tale occasione viene disegnata e realizzata\u00a0 a mano dagli stessi allievi la &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">bandiera del corso<\/span><\/strong>&#8220;, che \u00e8 sempre\u00a0 caratterizzata dal\u00a0 colore del corso e da un disegno che richiama il soggetto del nome prescelto. Sebbene possa sembrare una cosa anacronistica, l&#8217;appartenenza ad un corso ha un significato\u00a0 importante per i suoi membri, quasi una fratellanza che dura nel tempo, anche al termine del servizio effettivo. Gli appartenenti, al di l\u00e0 delle amicizie personali, usano ritrovarsi ufficialmente durante il venticinquennale ed il quarantennale dall&#8217;uscita del Corso insieme alle loro famiglie che, di fatto, li hanno accompagnati durante la loro carriera sugellando quelle amicizie fraterne che vanno oltre il rapporto di lavoro. Dalla nascita della Accademia Navale, ogni Corso Normale ha seguito questa regola. In realt\u00e0 inizialmente, ovvero dal 1881 al 1931, i Corsi portavano il nome del Capo Corso ma in seguito la regola venne modificata ed il nome, scelto dagli allievi sul Vespucci, divenne legato alle \u2026 vicissitudini della campagna estiva.<br \/>\nUn&#8217;ultima informazione, questa bellissima sala delle bandiere \u00e8 arricchita anche di molti cimeli e reliquie. Tra di essi modelli di navi, elementi delle divise, un grande plastico dell&#8217;Istituto e\u00a0 la bandiera di guerra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27866 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/saoren.jpg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/saoren.jpg 720w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/saoren-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">memorie della campagna Vespucci 1978 &#8211; sullo sfondo la bandiera del mio Corso (SAOREN &#8211; 1977-1981) che scelse il suo nome al termine della campagna estiva \u2026 il nome in gaelico significa &#8220;liberi sul mare&#8221; e fu scelto perch\u00e9 la campagna si svolse nei mari del nord toccando oltre che l&#8217;Inghilterra anche la Scozia e l&#8217;Irlanda, terre tradizionalmente di lingua gaelica. La bandiera in campo verde (colore del corso) mostra un albatros che vola libero sulle onde del mare in tempesta<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spostandoci verso l&#8217;ala nuova incontriamo al piano terra le mense ufficiali e allievi dove i frequentatori consumano i loro pasti quotidiani. Lungo i muri che costeggiano i corridoi, cimeli navali, motti di navi e tante foto storiche di navi che hanno fatto la storia della marina italiana. Si possono anche osservare le foto delle sciabole d&#8217;onore, allievi che hanno mantenuto il rango di Capo corso durante tre anni del corso normale. In particolare la sciabola d&#8217;onore, per quanto riguarda la Marina militare, da cui discende la tradizione, pu\u00f2 concorrere a questo riconoscimento di merito solo un allievo ufficiale del Corpo di stato maggiore. Ai lati si trovano le scale per i piani superiori per raggiungere gli alloggi degli allievi, ovvero le camerate della I classe (chiamati in gergo <strong><em><span style=\"color: #008000;\">pivoli<\/span><\/em><\/strong>) e le camerette per i cadetti del secondo anno (gli anziani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso i corridoi del piano terra si raggiunge la\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">biblioteca<\/span><\/strong>, un grande locale ricco\u00a0di documenti e volumi di grande interesse storico e culturale. Tra di essi i volumi degli annuali dei corsi che riportano i nomi di tutti gli allievi e ufficiali che hanno frequentato l&#8217;Accademia dalla sua nascita. Una ricca sezione di riviste specialistiche italiane e straniere \u00e8 disponibile per le ricerche e le tesi degli studenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27649\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DSC_0101-cut.jpg\" alt=\"\" width=\"1115\" height=\"694\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La grande biblioteca storica &#8211; foto scattata in occasione del 40ennale del corso SAOREN (2017)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adiacente all&#8217;edificio principale raggiungiamo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Palazzo Studi<\/span><\/strong> che contiene le aule ed i laboratori. L&#8217;attivit\u00e0 didattica si svolge normalmente nel periodo mattinale in moderne aule universitarie, dotate di sistemi multimediali a complemento della didattica tradizionale. Oggigiorno l&#8217;Accademia \u00e8 dotata di una rete campus (con oltre 1000 punti di connessione) alla quale tutti i frequentatori possono connettersi tramite un computer personale per le attivit\u00e0 di studio. L&#8217;informatica \u00e8 stata sempre un punto di forza dell&#8217;Istituto che fu il primo a dotarsi di supercomputer negli anni &#8217;70, all&#8217;epoca tra i pi\u00f9 moderni sistemi telematici che erano collegati alle universit\u00e0 americane. L&#8217;innovazione per la Marina Militare \u00e8 stata sempre un punto di forza necessario per fornire agli allievi la migliore qualit\u00e0 di istruzione possibile. Degno di nota \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">simulatore di plancia<\/span><\/strong>, uno strumento multimediale per addestrare i futuri ufficiali alle manovre marinaresche che saranno poi chiamati ad eseguire in mare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27639 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/simulatore-di-plancia.png\" alt=\"\" width=\"1115\" height=\"716\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/simulatore-di-plancia.png 983w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/simulatore-di-plancia-300x193.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/simulatore-di-plancia-768x493.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/simulatore-di-plancia-460x295.png 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 1115px) 100vw, 1115px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il modernissimo simulatore di plancia per l&#8217;addestramento alla manovra navale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi l&#8217;insegnamento \u00e8 assicurato da numerosi docenti militari e civili, sia appartenenti all&#8217;organico dell&#8217;Accademia sia provenienti dalle migliori Universit\u00e0\u00a0 (Pisa, Genova, Trieste e Napoli) sia esperti di settore, con un rapporto di circa un docente ogni tre\u00a0 frequentatori. Tra le aule, di particolare interesse \u00e8 il settore nautico dove, tra aule di carteggio e didattiche, si pu\u00f2 visitare un interessante planetario dove gli allievi incominciano a studiare le costellazioni del cielo. Tra i vari scaffali, si possono osservare strumenti nautici antichi, veri pezzi da museo che raccontano storie passate di navigazioni intorno al mondo effettuate dalle navi italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Prima di chiudere, un ultimo aneddoto<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Nella Sala dei cimeli, adiacente all&#8217;antico Parlatorio (una grande e lussuosa stanza dove gli allievi potevano incontrare le famiglie e le fidanzate di passaggio a Livorno), si trovano dei capienti volumi che riportano le foto di tutti gli allievi del I anno dal 1881 ad oggi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27643 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/200px-Giovanni_falcone_accademia_navale.jpg\" alt=\"\" width=\"302\" height=\"373\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">allievo 1 classe Giovanni Falcone 1957<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra di essi troviamo persone che per vari motivi non proseguirono i loro studi o la carriera diventando per\u00f2 dei simboli di riferimento per tutti, come <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Falcone<\/span> <\/strong>(corso 1957) che, assegnato al Corpo dello Stato Maggiore, nonostante il suo grande amore per il mare, volendo diventare un ingegnere navale e non un Comandante di Unit\u00e0, decise di lasciare il corso iscrivendosi poi alla facolt\u00e0 di Legge. Una scelta che forse non fu facile visto che aveva superato brillantemente gli esami di ammissione Il destino volle che il giovane Falcone iniziasse quella carriera da magistrato che lo port\u00f2 poi a servire l&#8217;Italia in un&#8217;altra maniera, diventando un simbolo della lotta contro la criminalit\u00e0 organizzata. In quasi 140 anni di vita, dal lontano 6 novembre 1881, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Accademia Navale<\/span><\/strong> ha formato oltre 11.000 Ufficiali dei Corsi Normali, 35.000 Ufficiali dei Corsi Ausiliari e di Complemento, compresi quelli dei Corsi preliminari navali ed a Nomina Diretta. Gli Ufficiali che frequentano l&#8217;Accademia Navale, ora come allora, sono plasmati al senso del dovere ed al culto della Patria e dell&#8217;Onore. Valori che possono sembrare astrusi in una societ\u00e0 che ha dato priorit\u00e0 ad altri valori, spesso tralasciando quelli etici che sono i mattoni di ogni societ\u00e0 civile. <strong><span style=\"color: #008000;\">Se la Patria rappresenta la comunit\u00e0 di patrimoni culturali, storici ed etici di un popolo, l&#8217;onore, inteso come purezza di intenti e di comportamento, ne rappresenta il collante. <\/span><\/strong>La solidariet\u00e0 e l&#8217;abnegazione fanno parte dell&#8217;educazione impartita tra quelle mura ottocentesche. In sintesi, dalla sua nascita, l&#8217;Accademia si \u00e8 posta come obiettivo la formazione di Ufficiali professionalmente preparati, forgiati nello spirito ed all&#8217;adempimento del proprio dovere per terra e per mare, pronti a consacrare col sacrificio della loro vita gli ideali ricevuti in Accademia Navale. Nella cappella dell&#8217;Accademia, sulle sue pareti, \u00e8 possibile osservare su grandi lastre di marmo le posizioni delle navi e dei sommergibili italiani affondati durante i conflitti navali. Nomi che nascondono drammi e sacrifici di tanti marinai che diedero la loro vita per la Patria. Tra di loro oltre 1.400 Ufficiali hanno sacrificato la loro vita in quelle guerre passate e presenti, per mare, per cielo e per terra, credendo in quel <strong><span style=\"color: #008000;\">Patria e Onore<\/span><\/strong> che li aveva accolti la prima volta in quel piazzale dove inizi\u00f2 la loro avventura.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>Accademia Navale<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":55821,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[1360],"tags":[],"class_list":["post-27631","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-marine-militari"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L&#039;Accademia Navale di Livorno, tra tradizione e futuro di Andrea Mucedola &#8226; 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