{"id":27554,"date":"2019-02-03T00:44:56","date_gmt":"2019-02-03T00:44:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=27554"},"modified":"2024-11-23T08:08:21","modified_gmt":"2024-11-23T07:08:21","slug":"ecologia-quanto-le-variazioni-climatiche-possono-influenzare-la-distribuzione-ed-il-comportamento-dei-predatori-marini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/27554","title":{"rendered":"Le variazioni climatiche possono influenzare la distribuzione ed il comportamento dei predatori marini?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: variazione climatica, predatori, comportamenti animali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Come variano gli ecosistemi in un processo caratterizzato da variazioni climatiche sempre pi\u00f9 estreme?<\/span><br \/>\n<\/strong>Uno <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/ncomms9220\">studio<\/a> dell&#8217;Istituto Pluridisciplinare Hubert Curien dell&#8217;Universit\u00e9 de Strasbourg ha dimostrato come anomalie climatiche su larga scala nell&#8217;emisfero australe possano influenzare il comportamento alimentare e la dinamica della popolazione dei pinguini reali.&nbsp;Cambiamenti a lungo termine nella dinamica della popolazione in concomitanza con la variabilit\u00e0 climatica sono stati riportati in un numero crescente di specie selvatiche in tutto il mondo. Tuttavia, le cause primarie e i meccanismi comportamentali che generano tali cambiamenti di popolazione sono raramente identificati in modo inequivocabile. Negli ecosistemi marini, anomalie climatiche come l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Oscillazione Meridionale del Ni\u00f1o (ENSO)<\/span> <\/strong>possono alterare drasticamente le reti alimentari. Comprendere come gli organismi rispondono a tale variabilit\u00e0 climatica \u00e8 essenziale per valutare il potenziale impatto del riscaldamento globale sul futuro degli ecosistemi marini. Gli insiemi di dati a lungo termine sulla dinamica delle reti alimentari sono quindi di importanza fondamentale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27563\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/nino-2015.gif\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"510\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SST anomalies a causa del Ni\u00f1o &#8211; Sea surface temperature anomalies in the Pacific through the end of January &#8211; Credit:&nbsp;<a class=\"byline-link\" href=\"http:\/\/www.cpc.ncep.noaa.gov\/products\/precip\/CWlink\/MJO\/enso.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">NOAA<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La variabilit\u00e0 del clima alle latitudini subtropicali e sub-antartiche nell&#8217;Oceano Indiano e nell&#8217;Atlantico Meridionale \u00e8 principalmente controllata da eventi climatologici dovuti ad un dipolo barico subtropicale, parte collegati sia all&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ENSO<\/span><\/strong> (El Ni\u00f1o Southern Oscillation) che al Southern Annular Mode (<strong><span style=\"color: #008000;\">SAM<\/span><\/strong>) ovvero un indice descrittivo che varia in modo non stagionale e senza particolari periodicit\u00e0, calcolando la differenza di pressione tra l&#8217;Antartide e le medio-basse latitudini meridionali (40S and 65S).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27556\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Marshall-SAM-F2.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Marshall-SAM-F2.png 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Marshall-SAM-F2-300x188.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Marshall-SAM-F2-320x202.png 320w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">valori stagionali dell&#8217;indice SAM basato sull&#8217;osservazione.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">La curva nera mostra le variazioni su base decennale &#8211;<\/span><\/span>&nbsp;<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fonte: The Climate Data Guide: Indice Marshall Southern Annular Mode (SAM) (basato sulla stazione) &#8211;<\/span><\/span><\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.climatekelpie.com.au\/index.php\/2020\/02\/12\/sam-goes-up-sam-goes-down-southern-australias-climate-gets-turned-all-around\/\">Climate Kelpie<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi eventi sono caratterizzati da un pattern barico anomalo e rappresentano la modalit\u00e0 principale di variabilit\u00e0 della SST nell&#8217;Oceano Indiano e Atlantico subtropicale meridionale. Come queste anomalie climatiche sub-tropicali influenzino su larga scala gli ecosistemi del&nbsp; Oceano Meridionale non \u00e8 ancora noto. In particolare, l&#8217;Oceano Australe detiene una notevole quantit\u00e0 di biomassa di organismi marini tra cui il myctophid, uno dei pi\u00f9 importanti stock ittici mesopelagici del mondo, che \u00e8 ancora poco conosciuto. Diversi predatori si affidano a questi pesci mesopelagici, specialmente nel fronte polare antartico (PF), un confine principale corrispondente al limite settentrionale delle acque antartiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo il fronte polare le intense interazioni fisico-biologiche inducono la crescita del fitoplancton con successivi aumenti della biomassa di zooplancton e concentrazioni di risorse come il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce lanterna (myctophid)<\/span><\/strong>. Nello studio citato viene dimostrato come le anomalie climatiche che si verificano su larga scala nell&#8217;emisfero australe vanno ad influenzare anche il comportamento alimentare della popolazione di un importante predatore dell&#8217;Oceano meridionale, il pinguino reale della Patagonia (<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Aptenodytes patagonicus<\/em><\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito del verificarsi di forti eventi, dovuti alla differenza barica nell&#8217;Oceano Atlantico subtropicale e nell&#8217;Oceano Indiano, le anomalie di temperatura si spingono pi\u00f9 a sud nell&#8217;Oceano Indiano meridionale fino alla zona frontale polare, un&#8217; importante area di alimentazione dei pinguini. Sono stati studiati i cambiamenti negli anni (1992-2010) della distribuzione dei pinguini e la loro attivit\u00e0 di alimentazione&nbsp; in relazione al fronte polare ed \u00e8 stato scoperto un interessante fenomeno ecologico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/BIOLOGIA-MARINA-PINGUINI-Konigspinguine_Aptenodytes_patagonicus_2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-PINGUINI-Konigspinguine_Aptenodytes_patagonicus_2.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pinguini reali della Patagonia (Aptenodytes patagonicus), South Georgia &#8211; autore <\/span><span style=\"color: #008000;\"><a class=\"new\" style=\"color: #008000;\" title=\"User:Sastognuti (page does not exist)\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?title=User:Sastognuti&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Sastognuti<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Collegando i cambiamenti nelle attivit\u00e0 in mare dei pinguini insieme con i relativi set di dati demografici, i ricercatori hanno determinato che questa variabilit\u00e0 climatica su vasta scala incide sull&#8217;attivit\u00e0 di alimentazione e, in definitiva, sulla demografia dei pinguini.&nbsp;I movimenti in mare dei pinguini reali durante l&#8217;estate (da met\u00e0 dicembre a met\u00e0 marzo), che si riproducono nell&#8217;arcipelago di Crozet nell&#8217;Oceano Indiano meridionale, sono stati monitorati annualmente dal 1992 al 2010. L&#8217;arcipelago di Crozet ospita la pi\u00f9 numerosa popolazione di pinguini reali nell&#8217;Oceano Antartico (37%). I pinguini si spostano per nutrirsi in due fasi distinte: un viaggio di pendolarismo di lunga distanza (300-500 km) per raggiungere il confine settentrionale del PF e quindi la permanenza per cacciare.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27561\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fig-pattern-pinguini-reali-.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"1226\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fig-pattern-pinguini-reali-.jpg 419w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fig-pattern-pinguini-reali--184x300.jpg 184w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Figura 1 da studio citato: Distribuzione del foraggiamento dei pinguini e della loro relazione con anomalie climatiche su larga scala. (a) Mappa del settore Crozet, Oceano Indiano meridionale. Le linee bianche mostrano le principali strutture frontali. (b) Satellite-track di pinguini reali sottomarini delle isole Crozet monitorati su un periodo di 16 anni (1992-2010). Le tracce sono mostrate con le corrispondenti posizioni del PF antartico (linee verdi, linea superiore: 5 \u00b0 C superficie isotermica, fondo: 4 \u00b0 C isoterma superficie del mare). I punti arancioni mostrano la posizione della colonia di studio (Baie du Marin, Possession Island, Crozet). Il riquadro rosso mostra la situazione eccezionale durante l&#8217;estate del 1997 con l&#8217;estensione delle gamme di foraggiamento dei pinguini in relazione allo spostamento verso sud del PF.<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/ncomms9220\">Large-scale climatic anomalies affect marine predator foraging behaviour and demography | Nature Communications<\/a> <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conseguenze della variabilit\u00e0 del fronte polare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTra il 1992 e il 2010, le anomalie della temperatura superficiale del mare hanno influenzato la posizione latitudinale del fronte polare. Durante lo stesso periodo, i range di foraggiamento dei pinguini e la posizione PF hanno mostrato una variabilit\u00e0 ampia e simultanea. Calde anomalie aumentavano considerevolmente la distanza percorsa dai pinguini per raggiungere il PF. In base al legame tra le anomalie SST e la posizione PF, un aumento di solo un grado Celsius ha spostato il limite verso sud di 130 km estendendo il raggio di trasferimento del pinguino reale. Negli anni pi\u00f9 caldi, i pinguini non solo sono andati oltre, ma si sono immersi pi\u00f9 in profondit\u00e0 in relazione alla profondit\u00e0 della termoclina (ovvero, il massimo del gradiente di temperatura verticale collegato alla stratificazione della colonna d&#8217;acqua). La profondit\u00e0 e la topografia del termoclino sono noti per giocare un ruolo importante nell&#8217;aggregazione dei pesci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il periodo dello <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/ncomms9220\">studio<\/a>, la posizione del fronte polare antartico era legata alle fluttuazioni SST su larga scala nell&#8217;Oceano Indiano Atlantico subtropicale e nell&#8217;Oceano Atlantico. I massimi di questa modalit\u00e0 indicano la presenza di eventi sub-tropicali di tipo &#8220;dipolo&#8221; (SAIOD) in Atlantico e Oceano Indiano con anomalie SST positive nel sud-ovest dei due bacini. La posizione del fronte&nbsp; polare&nbsp; era significativamente associato al verificarsi di questi eventi positivi SAIOD durante l&#8217;estate. Un evento SAIOD estremamente positivo si \u00e8 verificato nel 1997 con un riscaldamento anormale su larga scala dell&#8217;Oceano Indiano sudoccidentale, centrato nel bacino del Crozet e, come diretta conseguenza, uno spostamento verso sud senza precedenti del PF. In quel periodo le distanze medie dei pinguini per nutrirsi raddoppiarono rispetto al solito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 il range massimo corrisponde ad un&#8217;alta attivit\u00e0 di alimentazione dei pinguini, si \u00e8 dedotto che nel periodo le aree favorevoli si spostarono considerevolmente verso sud.&nbsp; Con queste condizioni ambientali molto sfavorevoli, la popolazione riproduttrice di pinguini registr\u00f2 un calo del 34% riprendendosi solo nel 2002.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conclusioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI risultati dello studio mostrano che distinte anomalie climatiche su larga scala nell&#8217;Oceano Indiano e Atlantico subtropicale hanno avuto un effetto immediato e maggiore sull&#8217;habitat del alimentazione, sul comportamento delle immersioni dei pinguini, sul loro successo riproduttivo e sulla dinamica della popolazione, probabilmente a causa delle diminuzioni nella disponibilit\u00e0 di prede a livelli trofici inferiori.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27555 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/southern-annular-mode-data.jpg\" alt=\"\" width=\"772\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/southern-annular-mode-data.jpg 772w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/southern-annular-mode-data-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/southern-annular-mode-data-768x383.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 772px) 100vw, 772px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;impatto della fase SAM (Southern Annular Model) sull&#8217;Australia dipende fortemente dalla stagione. <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Un SAM positivo \u00e8 quando i venti occidentali si spostano pi\u00f9 a sud del normale per il periodo dell&#8217;anno.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Un SAM negativo \u00e8 quando i venti occidentali si spostano pi\u00f9 a nord del normale per il periodo dell&#8217;anno &#8211; <\/span><\/span>Fornito: Bureau of Meteorology<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il verificarsi di forti eventi di dipolo nell&#8217;Oceano Atlantico subtropicale e nell&#8217;Oceano Indiano spinge, su una scala molto ampia, le anomalie di temperatura pi\u00f9 a sud nella zona frontale polare. Queste anomalie a loro volta influenzano il comportamento dei&nbsp; pinguini reali, il successo riproduttivo e di conseguenza la dinamica della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto gli eventi dipolo subtropicali sono il fattore pi\u00f9 importante di variabilit\u00e0 della SST nell&#8217;Oceano Indiano Atlantico subtropicale meridionale, rappresentando il 27% della variabilit\u00e0 della temperatura del mare superficiale (SST) in queste aree. Tali variabilit\u00e0 SST sono controllati dalle pulsazioni e dagli spostamenti degli anticicloni subtropicali e svolgono anche un ruolo attivo su scala globale poich\u00e9 forniscono un controllo remoto sulla variabilit\u00e0 ENSO nel Pacifico equatoriale. Le anomalie climatiche nell&#8217;Oceano Antartico hanno quindi un impatto sulle popolazioni dei predatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nell&#8217;emisfero settentrionale, diversi studi correlati hanno riportato l&#8217;impatto di anomalie climatiche su larga scala sulla demografia dei predatori marini in diversi ecosistemi produttivi. Ad esempio nella Norvegia settentrionale, i movimenti di diverse masse d&#8217;acqua artiche influenzano la temperatura dell&#8217;acqua che controlla l&#8217;abbondanza di plancton che a sua volta guida la crescita delle aringhe. I futuri scenari climatici indicano un riscaldamento delle acque superficiali che dovrebbe portare a un progressivo spostamento verso sud del fronte polare ed un inabissamento del termoclino, influenzando cos\u00ec la distribuzione di <strong><span style=\"color: #008000;\">micofidi<\/span><\/strong>. Questo fattore potenzialmente rappresenta una seria minaccia per i pinguini e per gli altri predatori degli oceani meridionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &nbsp; . ARGOMENTO: ECOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: variazione climatica, predatori, comportamenti animali &nbsp; Come variano gli ecosistemi in un processo caratterizzato da variazioni climatiche sempre pi\u00f9 estreme? 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