{"id":27458,"date":"2019-01-30T00:49:24","date_gmt":"2019-01-30T00:49:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=27458"},"modified":"2026-01-14T14:23:45","modified_gmt":"2026-01-14T13:23:45","slug":"27458","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/27458","title":{"rendered":"Continuano le ricerche sul relitto fenicio di Gozo, Malta"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: VII SECOLO a.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GOZO, MALTA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Relitto, Gozo, nave fenicia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta nel 2007 del relitto di un naufragio avvenuto al largo della costa di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gozo<\/span><\/strong>, Malta, ha offerto agli archeologi marini una rara opportunit\u00e0 di studiare il relitto di una nave fenicia di oltre 2700 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo gi\u00e0 incontrato nei nostri articoli i <strong><span style=\"color: #008000;\">Fenici<\/span><\/strong>, un popolo (o meglio un insieme di popoli) che occuparono la costa del Levante per oltre 1000 anni, spingendosi in terre lontane anche oltre il mar Mediterraneo. Sono state scoperte le loro basi navali, straordinariamente moderne per quell&#8217;epoca antica, ma la conoscenza della loro rete commerciale resta ancora misteriosa. Nel 2007, un antico relitto contenente un grande deposito di contenitori commerciali in ceramica fu scoperto al largo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gozo, Malta<\/span><\/strong>. Questa nave si rivel\u00f2 essere una delle poche navi fenicie conosciute nel Mediterraneo. Dal 2014, le esplorazioni del sito, condotte in maniera scientifica,&nbsp; hanno prodotto risultati estremamente interessanti. Il direttore del progetto <strong><span style=\"color: #008000;\">Timmy Gambin<\/span> <\/strong>ha recentemente rivelato alcuni dei suoi misteri e le sfide per continuare uno scavo archeologico condotto a 110 metri sotto il livello del mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una scoperta casuale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTutto inizi\u00f2 nel 2007 quando la <strong><span style=\"color: #008000;\">National Science Foundation<\/span><\/strong> francese condusse un&#8217;indagine sistematica dei fondali marini con un side scan sonar ai margini esterni della splendida baia di <strong><span style=\"color: #008000;\">Xlendi<\/span><\/strong> a Gozo e scoprirono un&#8217;anomalia che richiese ulteriori indagini. Con grande entusiasmo dei ricercatori, l&#8217;anomalia si rivel\u00f2 essere un naufragio arcaico risalente al VII secolo a.C., che ancora presentava lo strato superiore del carico esposto sul fondo del mare. Dozzine di anfore erano chiaramente visibili in varie forme e dimensioni. Un ritrovamento di grande interesse ma gli scavi rappresentarono da subito una seria sfida; il relitto, poi identificato come fenicio, si trova ad una profondit\u00e0 di 110 metri, i mezzi subacquei hanno difficolt\u00e0 ad effettuare manovre delicate ed i subacquei potevano trascorrere solo pochi minuti sul sito prima di tornare in superficie. Le operazioni iniziarono con queste premesse e recentemente un team di subacquei tecnici guidati dall&#8217;archeologo marittimo <strong><span style=\"color: #008000;\">Timmy Gambin<\/span><\/strong>, del Dipartimento di archeologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Malta, \u00e8 sceso per esplorare nuovamente il sito. Il loro scopo era quello di studiare quanto scoperto negli anni precedenti e recuperare alcuni manufatti intatti (inclusi dei campioni del carico di anfore) nella speranza di rivelare nuove informazioni sulle antiche rotte commerciali fenicie.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_BwgDzA9vEJg\"><div id=\"lyte_BwgDzA9vEJg\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/BwgDzA9vEJg\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BwgDzA9vEJg\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/BwgDzA9vEJg\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cercare nelle profondit\u00e0 del mare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nFare delle ricerche su un relitto di 2700 anni \u00e8 un\u2019avventura affascinante. Dopo poco pi\u00f9 di un decennio di ricerca gli archeologi subacquei hanno recuperato dodici oggetti, alcuni dei quali precedentemente sconosciuti nella documentazione archeologica. Di particolare interesse un piccolo numero di urne che sembrano essere di produzione locale (gozitana). Apparentemente un ibrido di stili locali e importati, i campioni di questi oggetti sono stati sottoposti ad analisi approfondite, comprese quelle del DNA, dei lipidi e di sezioni sottili. I risultati di questi test dovrebbero fare luce non solo sulla provenienza delle urne, ma anche sui materiali che contenevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A luglio del 2014, il sito era stato accuratamente esaminato ed erano stati prelevati campioni del carico; un team fotogrammetrico aveva poi assemblato le oltre ottomila fotografie scattate per creare un modello tridimensionale ad alta risoluzione dell&#8217;area. L&#8217;indagine sul naufragio era stata effettuata nell&#8217;ambito del progetto <strong><span style=\"color: #008000;\">Groplan<\/span><\/strong>, finanziato dall&#8217;Agenzia nazionale di ricerca francese.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ARCHEOLOGIA-MALTA-Xlandi_Bay_5th_century_amphoras_GMA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARCHEOLOGIA-MALTA-Xlandi_Bay_5th_century_amphoras_GMA.jpg\" width=\"640\" height=\"963\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>quattro anfore nordafricane cilindriche e due di produzione maltese conservate al museo archeologico di Gozo, provenienti da un relitto &#8211; autore foto \u00a9 Marie-Lan Nguyen \/ Wikimedia Commons \/ CC-BY 2.5<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Xlandi_Bay_5th_century_amphoras_GMA.jpg\">Xlendi Bay 5th century amphoras GMA.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019anno un gruppo di dodici operatori tecnici subacquei, provenienti da vari Paesi (Regno Unito, Francia, Malta, Italia e Finlandia) si \u00e8 nuovamente immerso sul luogo del naufragio della nave fenicio. Per recuperare i campioni, i subacquei hanno dovuto affrontare non poche limitazioni tecniche legate alla grande profondit\u00e0. Per poter operare sul relitto sono stati impiegati subacquei tecnici. La profondit\u00e0 ha ovviamente richiesto di pianificare gli interventi massimizzando il limitatissimo tempo di fondo. Dirigendosi direttamente sul sito, i subacquei sono scesi in circa otto minuti dalla superficie (circa dodici metri al minuto) e, dopo hanno trascorso dodici minuti sul sito, hanno iniziato la risalita effettuando alle diverse quote lunghe soste di decompressione. Per dare un\u2019idea della durata essi hanno impiegato due ore e trenta minuti per poter tornare in superficie. Per creare un percorso diretto dalla superficie al sito, \u00e8 stata posata una zavorra da una tonnellata sul fondo collegata sulla sua verticale ad un sistema di ancoraggio per la nave appoggio dei subacquei. A causa della pericolosit\u00e0 dell&#8217;immersione, il team di scavo \u00e8 stato selezionato tra i subacquei pi\u00f9 esperti disponibili. Medici iperbarici specializzati erano sempre presenti in superficie durante le immersioni,&nbsp; supportati da un gommone a chiglia rigida da impiegare in emergenza per una eventuale evacuazione medica al pi\u00f9 vicino ospedale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato il tempo di immersione limitato, non era possibile porre manualmente delle targhette fisiche e per la marcatura sono state implementate tecniche sperimentali tra cui l\u2019etichettatura digitale di tutti i reperti basata sulla mappa ottenuta grazie al sondaggio fotogrammetrico del 2014. Durante quell&#8217;indagine si era scoperto che la nave trasportava almeno sette tipi di contenitori ceramici diversi, tra cui anfore provenienti dalla regione tirrenica italiana e dalla Sicilia occidentale. Inoltre, il <strong><span style=\"color: #008000;\">professore Jean Christophe Sourisseau<\/span><\/strong> dell&#8217;universit\u00e0 di Aix-Marseille aveva individuato la parte superiore di una anfora fenicia insieme ad una grossa macina. Nell\u2019ultima ispezione del sito, a parte l\u2019identificazione di sette diversi tipi di anfore, il team ha anche scoperto venti pietre laviche probabilmente utilizzate per realizzare delle macine per macinare il grano. A tal proposito \u00e8 stato confermato che il tipo di roccia vulcanica utilizzato per la costruzione della macina da trentacinque chilogrammi, che era stata recuperata nel 2014, proveniva dall\u2019isola italiana di Pantelleria.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_Xcg8NZchR3k\"><div id=\"lyte_Xcg8NZchR3k\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/Xcg8NZchR3k\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Xcg8NZchR3k\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/Xcg8NZchR3k\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il team \u00e8 stato in grado di recuperare sei oggetti ceramici completi, oltre a numerosi frammenti di ceramica. Questi contenitori includevano ulteriori esempi delle anfore tirreniche, una piccola urna e un&#8217;anfora dal fondo piatto che non \u00e8 stata ancora identificata. I frammenti sono in corso di studio e, una volta restaurati, restituiranno due anfore fenicie occidentali complete. Inoltre,&nbsp; sono stati prodotti modelli fotogrammetrici di ciascun oggetto. <strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca continua<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima lo splendido fiordo di Xlendi, Gozo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">LINK di interesse<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.world-archaeology.com\/features\/excavating-a-phoenician-shipwreck-off-the-coast-of-gozo-malta\/\">https:\/\/www.world-archaeology.com<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.timesofmalta.com\/articles\/view\/20161030\/local\/a-phoenician-wreck-that-just-keeps-giving.629431\">https:\/\/www.timesofmalta.com<\/a><\/p>\n<table style=\"height: 206px;\" width=\"595\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #edeba8;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"background-color: transparent; display: inline; float: none; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 24px; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;\">Exploring the Phoenician Shipwreck di Xlendi, Gozo \u00e8 l&#8217;ultima mostra di Heritage Malta. La mostra \u00e8 dedicata alla scoperta del naufragio fenicio risalente al VII secolo a.C. scoperto a Xlendi nel 2007, ad una profondit\u00e0 di 110 metri. Questa misteriosa nave ha attirato l&#8217;attenzione di tutto il mondo poich\u00e9 \u00e8 il pi\u00f9 antico relitto mai trovato finora in questa regione. <\/span><span style=\"background-color: transparent; display: inline; float: none; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 24px; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;\">La mostra \u00e8 stata ufficialmente inaugurata dall&#8217;on. Dr Justyne Caruana, Ministro di Gozo, Dott. Anton Refalo, Presidente di Heritage Malta, e Prof. Timmy Gambin, Capo dell&#8217;unit\u00e0 <em>Underwater Cultural Heritage<\/em> di Heritage Malta, presso l&#8217;Ufficio Area di Gozo. Il pubblico potr\u00e0 visitare questa interessantissima mostra fino al 31 agosto 2019.<\/span><\/span><\/strong><\/span><b style=\"background-color: transparent; color: #000000; font-family: Georgia,&amp;quot; bitstream charter&amp;quot;,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: bold; letter-spacing: normal; line-height: 24px; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;\"><\/b><i style=\"background-color: transparent; border-image-outset: 0; border-image-repeat: stretch; border-image-slice: 100%; border-image-source: none; border-image-width: 1; color: #444444; font-family: Georgia,&amp;quot; bitstream charter&amp;quot;,serif; font-size: 16px; font-style: italic; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; line-height: 24px; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; border: 0px none #444444;\"><\/i><u style=\"background-color: transparent; color: #444444; font-family: Georgia,&amp;quot; bitstream charter&amp;quot;,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; line-height: 24px; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: underline; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;\"><\/u><b><\/b><i><\/i><u><\/u><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore e le fonti o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &nbsp; ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA PERIODO: VII SECOLO a.C. 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