{"id":27313,"date":"2019-01-21T00:10:35","date_gmt":"2019-01-21T00:10:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=27313"},"modified":"2023-07-15T16:20:32","modified_gmt":"2023-07-15T14:20:32","slug":"archeologia-valorizzazione-di-u-relitto-antico-del-meditrraneo-centrale-la-nave-di-albenga-di-alessia-monticone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/27313","title":{"rendered":"Valorizzazione di un relitto antico del Mediterraneo centrale, la nave di Albenga di Alessia Monticone"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Albenga, relitto romano, Lamboglia, Dressel, tutela, valorizzazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recita un detto &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La legge di Albenga, chi trova l\u2019anfora se la tenga<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. A raccontarmelo, con piglio ironico, fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Francisca Pallar\u00e9s<\/span><\/strong>, una delle grandi figure dell\u2019archeologia subacquea italiana (ora ag\u00e8) che fu assistente di <strong><span style=\"color: #008000;\">Nino Lamboglia<\/span><\/strong>. Ovviamente nessuna anfora dal mare andrebbe \u2018tenuta per s\u00e8\u2019, ma negli anni \u201960 ( \u2026 e qualcuno ci prova ancora oggi) era prassi diffusa. La strada che si \u00e8 percorsa dal momento dell\u2019invenzione dell\u2019autorespiratore ad aria a oggi per creare la consapevolezza che anche quello dal mare \u00e8 patrimonio condiviso, non oggetto da predare, \u00e8 stata lunga. Quale subacqueo, archeologo o non, quale ligure manca di conoscere questo celebre relitto a circa 42m di profondit\u00e0 a largo di Albenga?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giacimento archeologico \u00e8 noto dagli anni \u201950, come avete potuto leggere in un <a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/9889\">precedente post,<\/a>&nbsp; non solo per la mole di reperti prodotta, ma proprio perch\u00e9 \u00e8 stato l\u2019occasione per la prima applicazione sul campo dello scavo archeologico sott\u2019acqua invece che a terra. Questo scavo comunque, come spesso capita durante i primi tentativi, produsse dei danni. C\u2019\u00e8 ancora qualcuno che ha saputo rendere viva e tangibile l\u2019espressione che fece Lamboglia quando vide il risultato dell\u2019azione della famosa benna. Un\u2019espressione di rammarico e sgomento. La consapevolezza di una perdita. Ho avuto la fortuna di incontrare qualcuno che me la ha raccontata, cos\u00ec un episodio che per me era importante, ma studiato sui manuali, \u00e8 diventato il simbolo della capacit\u00e0 di commettere grandi errori quando si applica una metodica, ma anche dell\u2019immediata capacit\u00e0 di fermarsi, riflettere e procedere per rimediare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_27328\" aria-describedby=\"caption-attachment-27328\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27328\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/lamboglia-1.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"1169\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/lamboglia-1.png 429w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/lamboglia-1-218x300.png 218w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-27328\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">ARCHAEOLOGIA MARITIMA da MEDITERRANEA An International Journal on Underwater Archaeology 4 \u00b7 2007<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il trascorrere degli anni dalla scoperta a oggi, il relitto della Nave Romana di Albenga \u00e8 rimasto inossidabile, il pi\u00f9 famoso tra tutti quelli scoperti finora nel Mediterraneo occidentale \u2026 finch\u00e9 nel 2003 ne \u00e8 comparso un secondo; da quel momento sono diventati in gergo Albenga A, quello delle indagini Lamboglia, e Albenga B.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relitto Albenga A fu oggetto di tredici campagne di scavo subacqueo, che hanno consentito di documentare gradualmente gli elementi del carico e le caratteristiche costruttive dello scafo. Sulla rivista <strong><span style=\"color: #008000;\">Archeologia Marittima Mediterranea<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">11, 2014<\/span><\/strong> si possono consultare le analisi sulle essenze che componevano lo scafo del relitto, sulla pece che rivestiva l&#8217;interno delle anfore e sui resti carpologici, con la correzione di alcuni dati scientifici dati per acquisiti in precedenza. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">E il relitto Albenga B?<\/span><\/strong><br \/>\nMassimo Boyer ha pubblicato su <strong><span style=\"color: #008000;\">Scubaportal<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.scubaportal.it\/il-relitto-romano-b-di-albenga.html\">un racconto,<\/a> uno storytelling che ricostruisce verosimilmente le ultime ore della nave Albenga B, la tempesta che ne provoc\u00f2 l\u2019affondamento e la riscoperta moderna; un racconto cos\u00ec coinvolgente, che tra i commenti del post possiamo leggere quello di Carlo Brizi, operatore subacqueo e assistente tecnico dello STAS Liguria che sottolinea la giusta direzione di questa linea divulgativa, parte in effetti di quella grande missione che \u00e8 la valorizzazione di un relitto, la sua storia e il suo valore per i cittadini (subacquei e non).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa seconda nave di epoca romana \u00e8 meno conosciuta e fu scoperta ufficialmente nel novembre del 2003 quando i Carabinieri del Centro Subacqueo di Genova Voltri verificarono l&#8217;esistenza di un relitto carico di anfore romane posto alla profondit\u00e0 di circa 50 metri e ad una distanza di circa un miglio dalla foce del fiume Centa. Le analisi e le riprese subacquee stabilirono che il sito non era stato preda di saccheggiatori clandestini e che il ritrovamento era intatto se non per alcuni danni causati dall&#8217;utilizzo di reti da pesca a strascico che, nel corso degli anni, avevano compromesso innumerevoli reperti archeologici. Il cumulo delle anfore si rivel\u00f2 essere lungo 25 metri per circa 8 di larghezza, quindi decisamente pi\u00f9 piccolo rispetto al relitto A e con un massimo di 1500 anfore su due livelli verticali di stoccaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da principio fu stabilita un&#8217;unica tipologia di anfora a forma allungata, lievemente panciuta, con un colletto grande per prelevare il vino a mestolate, e con manici decorati. Anche in questo caso le anfore erano state prodotte in Campania, tra la met\u00e0 del II e la met\u00e0 del I secolo a.C., ed erano destinate al trasporto e allo stoccaggio del vino. La particolarit\u00e0 di questo carico \u00e8 che furono individuate, in un secondo tempo, anche 26 anfore di tipo diverso prodotte nella zona adriatica, a testimonianza della vivacit\u00e0 dei trasporti e delle rotte commerciali dell&#8217;epoca. Si ipotizza che al di sotto delle anfore potrebbero conservarsi alcuni fasci lignei appartenenti allo scafo originario. Lo scavo non \u00e8 ancora iniziato ma potrebbe far aumentare il patrimonio archeologico subacqueo della zona di Albenga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dall\u2019epoca di Nino Lamboglia ad oggi, l\u2019attenzione a non prelevare materiale e non effettuare scavi, se non strettamente necessario, \u00e8 prevalente per fondatissimi motivi pratici e scientifici.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">VALORIZZAZIONE E TUTELA<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa <strong><span style=\"color: #008000;\">VALORIZZAZIONE<\/span><\/strong> \u00e8 un tasto tanto importante quanto delicato quando si parla di beni pubblici; la questione si complica se si scende (letteralmente) in profondit\u00e0 sott\u2019acqua. I termini in cui si pone il dibattito scientifico sulla valorizzazione ad essere sintetici ma precisi \u00e8 questo: i beni archeologici sono considerati importanti per i contenuti di civilt\u00e0 che trasmettono. Vanno protetti e con questo si ricorre in letteratura ad un termine preciso cio\u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">TUTELA<\/span><\/strong>. La tutela \u00e8 esercizio <strong><span style=\"color: #008000;\">ESCLUSIVO<\/span><\/strong> dello Stato. Perch\u00e9 questi beni tutelati possano promuovere lo sviluppo della cultura e rendere al cittadino i valori dei quali sono portatori, c\u2019\u00e8 bisogno di un\u2019attivit\u00e0 programmata e coordinata di <strong><span style=\"color: #008000;\">VALORIZZAZIONE<\/span><\/strong> che \u00e8 svolta in maniera concorrente tra Stato e regione, e prevede anche la partecipazione di soggetti privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.veneto.beniculturali.it\/tutela-definizioni-e-concetti-nel-codice-dei-beni-culturali-e-del-paesaggio\">I principi base sono facilmente riassunti in questa pagina<\/a>. Questi principi sono legge dello Stato italiano e quindi, aldil\u00e0 di ci\u00f2 che ciascuno possa pensare, fino a quando il Codice dei Beni Culturali sar\u00e0 in vigore bisogna attenersi a questi principi giuridici. Il funzionario <strong><span style=\"color: #008000;\">SABAP<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio<\/span><\/strong>) per Genova, La Spezia, Imperia e Savona, Simon Luca Trigona, insieme ad alcuni archeologi subacquei accreditati presso la Soprintendenza, grazie ad una convenzione stipulata tra Soprintendenza e il Comune di Albenga, ha aperto la visita ai siti. Il comune di Albenga ha istituito un registro dei subacquei che vi si immergono, per ottenere l\u2019autorizzazione, ed i diving hanno ricevuto un&#8217;apposita formazione dallo STAS. In pratica la Soprintendenza VIGILA, pu\u00f2 vedere i nomi dei subacquei e intervenire, ma la convenzione dei diving \u00e8 con il Comune previo assenso della Soprintendenza che esprime parere favorevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto d\u2019incontro tra le due istanze, <strong><span style=\"color: #008000;\">TUTELA<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">VALORIZZAZIONE<\/span><\/strong>, il punto fisico in cui confluiscono i materiali prelevati dallo scavo, i cittadini interessati alla conoscenza, le scuole durante le loro attivit\u00e0 didattiche, ed i ricercatori che permettono alla disciplina archeologica di progredire \u00e8 il Museo. Il <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.iisl.it\/musei\/navale\/naval.htm\">Museo Navale Romano di Albenga<\/a><\/span><\/strong> \u00e8 stato istituito nel 1950 a seguito dei primi recuperi dalla nave ed \u00e8 ospitato nel seicentesco Palazzo Peloso Cepolla. Il museo espone campioni dei pi\u00f9 significativi reperti quali le anfore vinarie, che hanno reso noto il relitto, elmi, utensili ed attrezzature risalenti al I sec. a.C. Una grande sala \u00e8 stata dedicata interamente al ritrovamento della nave romana con foto d&#8217;epoca e reperti storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9 allora il museo diventa un luogo cos\u00ec importante?<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span> Facciamo un esempio. Le anfore del relitto Albenga A contenevano vino proveniente dalla Campania destinato ai mercati della Francia meridionale e della Spagna. Insieme al vino veniva esportata la ceramica a vernice nera e altri tipi di vasellame. Gli studi specifici su ciascuno di questi oggetti negli ultimi dieci anni hanno fatto \u2018salti carpiati\u2019 e non \u00e8 detto che a breve escano sorprendenti nuove notizie sulla datazione di alcuni tipi della ceramica a vernice nera da altri grandi relitti. Gli studi sulle anfore sono passati da un approccio prettamente tipologico, ad un sempre pi\u00f9 vasto studio basato sull\u2019analisi degli impasti; per analisi s\u2019intende proprio il prelievo di un campione, l\u2019estrazione di una sezione sottile da analizzare al microscopio elettronico e l\u2019analisi litologica degli inclusi (piccole particelle visibili a occhio nudo) tipici di ciascun impasto e differenti a seconda della zona in cui i contenitori sono stati prodotti.&nbsp;Per farsi un\u2019idea dei <a href=\"http:\/\/archaeologydataservice.ac.uk\/archives\/view\/amphora_ahrb_2005\/cat_amph.cfm\">diversi tipi di anfore<\/a> e degli <a href=\"http:\/\/www.immensaaequora.org\/pro.htm\">inclusi<\/a> seguite questi link.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Museo di Albenga<\/span><\/strong> \u00e8 quindi il luogo fisico nel quale gli studiosi possono ritrovare i materiali originali e approfondire le loro ricerche ma anche dove gli appassionati possono apprendere la storia di questi famosi relitti prima o dopo l\u2019opportunit\u00e0 di avervi effettuato una splendida immersione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-27329 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/s200_alessia.monticone.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/s200_alessia.monticone.jpg 200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/s200_alessia.monticone-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/s200_alessia.monticone-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/s200_alessia.monticone-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/s200_alessia.monticone-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Alessia Monticone<\/span><\/strong><br \/>\nLaurea in Scienze dei Beni Culturali indirizzo Archeologico (3Y, Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia-Conservazione dei Beni Culturali, Archeologia, Universit\u00e0 di Torino)<br \/>\nLaurea in Archeologia subacquea, Universit\u00e0 di Pisa<br \/>\nPost Laurea in Archeologia (Scuola di Specializzazione), Universit\u00e0 di Sassari.<br \/>\nAlessia Monticone \u00e8 abilitata ad effettuare interventi archeologici subacquei&nbsp; (Archeological Underwater Intervention) ed ha frequentato il corso OTS (Surface Supplied Inshore Air Diver) con l&#8217;International Diving School Association. Non ultimo ha ottenuto la certificazione DiveMaster CMAS e la formazione come Scientific Diving con l&#8217;International School of Scientific Diving. Dopo una collaborazione con CASC (Centro de Arqueolog\u00eca Subacuea Catal\u00e0) dal 2013 lavora per il Ministero dei Beni Culturali e Turismo nel Museo Archeologico di Torino, ora diventato Musei Reali Torino.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">FONTI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/soprintendenza.liguria.beniculturali.it\/?page_id=1100\">http:\/\/soprintendenza.liguria.beniculturali.it\/?page_id=1100<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.antika.it\/008704_nave-romana-di-albenga.html\">www.antika.it\/008704_nave-romana-di-albenga.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.antika.it\/008704_nave-romana-di-albenga.html\">https:\/\/www.deepdivingacademy.it\/corsisubtorino\/immersioni-savona\/relitto-nave-romana-albenga\/<\/a><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">fonte foto:<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.centrosubideablu.com\/photogallery-2015\">http:\/\/www.centrosubideablu.com\/photogallery-2015<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.scubaportal.it\/il-relitto-romano-b-di-albenga.html\">https:\/\/www.scubaportal.it\/il-relitto-romano-b-di-albenga.html<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCoN-3IHlD7rAsIs5ovBKYhw\">https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCoN-3IHlD7rAsIs5ovBKYhw<\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fruizione turistica<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vFIfWecSHzg\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vFIfWecSHzg<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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