{"id":27281,"date":"2019-01-24T00:12:06","date_gmt":"2019-01-24T00:12:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=27281"},"modified":"2025-09-23T08:56:29","modified_gmt":"2025-09-23T06:56:29","slug":"geopolitica-china-vs-us-maritime-power-una-sfida-in-salita-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/27281","title":{"rendered":"China vs US maritime power, una sfida in salita"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Cina, Stati Uniti d&#8217;America, Mar Cinese Meridionale, gap tecnologico<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del 2012 i leader del Partito comunista cinese avevano annunciato la necessit\u00e0 di diventare una \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">potenza marittima<\/span><\/strong>\u201d, condizione necessaria per raggiungere gli obiettivi nazionali. Questa forte dichiarazione ha di fatto coronato oltre un decennio di sforzi che hanno visto la Cina sviluppare nuove strutture marittime e forze aeronavali sempre pi\u00f9 idonee per affermare il dominio cinese nei mari orientali, ovvero il <strong><span style=\"color: #008000;\">maritime power<\/span><\/strong> necessario per la sicurezza e affermazione del dragone rosso.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella visione di Pechino, il potere marittimo non deve essere limitato all&#8217;aspetto navale, ma comprende lo sviluppo di una guardia costiera sempre pi\u00f9 efficace, una potente flotta mercantile e da pesca, di una cantieristica navale qualitativamente riconosciuta a livello mondiale nonch\u00e9 della capacit\u00e0 di raccogliere o estrarre risorse economicamente importanti dai fondali marini e nel volume.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-27368\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/china_naval_units_2008.jpg\" alt=\"\" width=\"1477\" height=\"1216\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/china_naval_units_2008.jpg 1477w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/china_naval_units_2008-300x247.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/china_naval_units_2008-768x632.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/china_naval_units_2008-1024x843.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/china_naval_units_2008-1200x988.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1477px) 100vw, 1477px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, i leader cinesi hanno compreso che la Cina non potr\u00e0 mai diventare una potenza marittima finch\u00e9 non sar\u00e0 in grado di difendere la sua sovranit\u00e0 nei suoi interessi marittimi, gestendo ci\u00f2 che definisce il &#8220;contenimento dal mare&#8221;. Le forze navali in gioco nell&#8217;area sono importanti ed interessano tutti gli <span style=\"color: #008000;\"><strong>SLOC (Sea Lines of Communication)<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-27369\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/forze-navali-nel-pacifico-.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"551\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/forze-navali-nel-pacifico-.png 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/forze-navali-nel-pacifico--300x258.png 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rapporti tra Cina e Stati Uniti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nInizialmente la politica estera americana (prima del 2001) aveva ricercato di favorire&nbsp; l&#8217;integrazione della Cina nella comunit\u00e0 internazionale in una visione di globalizzazione. Ci\u00f2 cambi\u00f2 con il presidente Obama, preoccupato della crescita del dragone e dalla sua presenza strategica sempre&nbsp; pi\u00f9 invasiva in Asia e in Africa. La neo politica del ex Presidente statunitense si bas\u00f2 sul rafforzamento delle alleanze con i partner marittimi asiatici (come Giappone e Corea del Sud), sull&#8217;aumento della presenza militare nel Pacifico (compensando la riduzione delle forze in Europa), e sull&#8217;incremento delle esercitazioni navali con i partner. Ovviamente gli Stati Uniti non avevano e non hanno alcun interesse ad andare in guerra per proteggere gli alleati per dispute legate ad un pugno di piccole&nbsp; isole. I problemi, se mai, sono legati al controllo delle rotte marittime che vanno verso i porti degli Alleati&nbsp; che potrebbero subire azioni di restrizione da parte cinese. Inoltre, lo stato latente di frizione fra Taiwan, Giappone ed altri alleati con la Cina potrebbe necessitare di un effetto deterrente per la stabilizzazione della situazione riducendo il rischio di futuri scontri, favorendo un ambiente geopolitico in cui uno sfruttamento cooperativo delle risorse sia pi\u00f9 probabile.<\/p>\n<figure id=\"attachment_27372\" aria-describedby=\"caption-attachment-27372\" style=\"width: 1100px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27372 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/china-destroyer-type-055.jpg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"619\"><figcaption id=\"caption-attachment-27372\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">DALIAN, CHINA &#8211; JULY 03: One of the two Type 055 guided-missile destroyers takes water at a shipyard on July 3, 2018 in Dalian, Liaoning Province of China. Type 055 is the newest generation of guided-missile destroyer in China. (Photo VCG)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obama prese una posizione forte contro l&#8217;allargamento della cintura di sicurezza marina cinese comprendente le isole esterne (nine dots line), un allargamento non certo gradito anche ai paesi limitrofi. In uno scenario in rapida evoluzione sulla stampa statunitense specialistica furono ipotizzate anche azioni estreme come il blocco marittimo della Cina in caso di conflitto.&nbsp;Come avevamo premesso, nel novembre 2012, il presidente Hu Jintao al XVIII Congresso del Partito comunista cinese dichiar\u00f2 che l&#8217;obiettivo della Cina doveva essere lo sviluppo di una grande potenza marittima per difendere i diritti ed interessi marittimi cinesi (definiti in modo ampio ed elastico), lo sviluppo economico sul mare, i posti di lavoro nel settore marittimo, ed gli obiettivi in termini di sicurezza alimentare. Un affermazione ambiziosa che attir\u00f2 l&#8217;attenzione degli Stati Uniti, in un certo aspetto buttando benzina sul fuoco. Dopo una tale dichiarazione, ci si sarebbe aspettati una rivalutazione della flotta statunitense, se non altro per venire incontro alle necessit\u00e0 logistiche e di manutenzione ma nulla cambi\u00f2, anzi la Flotta sub\u00ec questa ristrettezza perdendo di efficienza. Un sacrificio solo particolarmente giustificato dalla crisi interna americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Che cosa \u00e8 mutato con il cambiamento trumpiano?&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;amministrazione Trump, facendo fede a quanto promesso in campagna elettorale, ha dichiarato la volont\u00e0 di portare gli Stati Uniti in una nuova direzione economica, i cui risultati avranno importanti ricadute sulla sicurezza globale. Di fatto gli americani stanno cercando solo di ritardare la perdita della loro leadership globale industriale, specialmente nel campo dei componenti elettronici. Una guerra fredda che si combatte&nbsp; tra dazi e forniture \u2026 in attesa dello scontro per il controllo delle linee di comunicazione strategiche. Ma da parte di chi? Il rapporto tra Pechino e Washington, una delle relazioni bilaterali pi\u00f9 sensibili per la stabilit\u00e0 orientale, ha raggiunto una tensione ancora maggiore rispetto agli anni della precedente amministrazione. Trump non sembra avere una visione ottimistica delle relazioni con la Cina. Le National Security Strategy di Obama (sia quella del 2010 che del 2015) avevano comportato un cauto approccio contenitivo dell&#8217;ascesa cinese, tentando di sviluppare un nuovo rapporto con Pechino. In pratica, Obama aveva cercato di trasformare la Cina in un partner strategico che non costituisse una minaccia per la cornice di sicurezza marittima del Pacifico degli Stati Uniti. Un tentativo forse ingenuo in un momento che vedeva Pechino stabilire basi logistiche avanzate anche in West Africa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-27371\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Type-022-b-firing.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"578\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Type-022-b-firing.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Type-022-b-firing-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo approccio non \u00e8 condiviso dalla attuale amministrazione che considera un fallimento il risultato derivante dalle precedenti strategie statunitensi, dimostrato dall&#8217;ascesa militare della Cina e della Russia.&nbsp;Se vogliamo la <strong><span style=\"color: #008000;\">National Security Strategy<\/span> <\/strong>del 2017 di Trump mostra un approccio hobbesiano in cui i Paesi sono considerati come <strong><span style=\"color: #008000;\">Stati avversari per ottenere un vantaggio reciproco<\/span><\/strong>. Il seguente testo, contenuto nel NSS 2017, cita: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">These competitions require the United States to rethink the policies of the past two decades\u2014policies based on the assumption that engagement with rivals and their inclusion in international institutions and global commerce would turn them into benign actors and trustworthy partners. For the most part, this premise turned out to be false<\/span><\/em>.<\/strong>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento programmatico trumpiano contiene alcune importanti modifiche alle politiche precedenti:<br \/>\n&#8211; &nbsp; ribadisce come le politiche precedenti abbiano dimostrato quanto sia errato imporre la way of life americana agli altri Stati;<br \/>\n&#8211; &nbsp; la necessit\u00e0 di porsi come esempio per gli altri ma senza imporsi, applicando il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">principled realism<\/span><\/strong>\u201d, ovvero il rifiuto di qualsiasi azione influenzata da un\u2019impostazione ideologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi il \u201c<span style=\"color: #008000;\"><strong>principled realism<\/strong><\/span>\u201d dell\u2019Amministrazione Trump si fonda su tre convinzioni:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la pace e la sicurezza sono fondate sull\u2019esistenza di Stati forti e sovrani, che rispettano i diritti dei loro cittadini nella sfera domestica e sono disponibili alla cooperazione in quella internazionale;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; esiste una interpretazione ciclica della storia (che si oppone alla teoria della pace democratica che aveva influenzato le precedenti presidenze). Questo processo evolutivo \u00e8 multiforme, grava costantemente sui rapporti tra gli Stati, e non avviene pi\u00f9 prevalentemente nella dimensione militare ma si realizza in tutti i campi, catalizzato dal progresso tecnologico;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211;&nbsp; l\u2019azione del governo americano \u00e8 fondata sulla certezza che l\u2019avanzamento dei principi etici e politici degli Stati Uniti sia funzionale alla diffusione della pace e del benessere nel mondo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla volont\u00e0 di combattere i sistemi repressivi, mantiene un approccio di tipo regionale da affrontare con delle &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">long term challenges<\/span><\/em><\/strong>\u201d trasversali che interessano le scelte politiche, militari ed economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma arriviamo ai rapporti con gli attori maggiori, ovvero quelli in contrasto con gli interessi americani (Russia e Cina), gli stati canaglia (Iran e Corea del Nord) e reti&nbsp; jihadiste (ISIS e al Qaeda) e organizzazioni transnazionali criminali che danneggiano attivamente gli Stati Uniti con il loro commerci illeciti (narcotraffico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto sopra, dimenticando per ora il rapporto con la Russia, la Cina \u00e8 quindi considerata la maggiore antagonista degli Stati Uniti dal punto di vista economico (a causa dei suoi bassi prezzi) e sta diventando la pi\u00f9 importante minaccia militare nel medio-lungo termine. Secondo la NSS 2017 il suo sviluppo capacitivo militare ha lo scopo di interdire in futuro le rotte marittime di interesse per gli Stati Uniti ed i suoi alleati. La risposta statunitense \u00e8 quindi una necessaria rivisitazione della flotta, colpevolmente abbandonata dall&#8217;amministrazione Obama che ne aveva posticipato le manutenzione e upgrade&nbsp; causandone un importante degrado.&nbsp;Questo gap di sviluppo \u00e8 particolarmente sentito con la Russia che, pur non ricercando una marina di altura globale, sta dotando le sue nuove unit\u00e0 navali ed i sommergibili di armi letali competitive con i sistemi statunitensi. Questo non \u00e8 ancora il caso per la Cina, il cui ritardo tecnologico \u00e8 ancora limitante in un eventuale confronto, ma il programma cinese non fa dormire sonni tranquilli agli americani che forse hanno realizzato che i tempi sono cambiati e dovranno confrontarsi sempre pi\u00f9 con un mondo multipolare a diverse velocit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Cina, Stati Uniti d&#8217;America, Mar Cinese Meridionale, gap tecnologico . 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Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. 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