{"id":27243,"date":"2019-01-20T00:38:14","date_gmt":"2019-01-20T00:38:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=27243"},"modified":"2023-07-15T16:23:34","modified_gmt":"2023-07-15T14:23:34","slug":"acque-torbide-di-giorgio-caramanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/27243","title":{"rendered":"Acque torbide di Giorgio Caramanna"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: torbidit\u00e0, tecnica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I subacquei sanno quanto \u00e8 fastidioso immergersi in acque con scarsa visibilit\u00e0. In certi casi, per motivi di lavoro o per un&#8217;improvviso cambiamento delle condizioni ambientali, essa pu\u00f2 azzerarsi rendendo l&#8217;immersione un incubo. Fondali fangosi possono essere facilmente disturbati dai subacquei originando nubi di sedimenti. Nelle grotte e relitti anche il movimento dell\u2019acqua dovuto alla risalita delle bolle pu\u00f2 causare una improvvisa riduzione della visibilit\u00e0 a seguito del distacco delle particelle pi\u00f9 sottili dei sedimenti che spesso ricoprono le pareti di tali ambienti. Un vero incubo per i fotografi e i video maker subacquei. Ma non solo; anche per tutti coloro che per piacere o per motivi di lavoro, devono effettuare immersioni sul fondo&nbsp; o nel volume. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immergersi in condizioni di visibilit\u00e0 ridotta o addirittura nulla \u00e8 estremamente impegnativo e stressante ed espone i subacquei ad una variet\u00e0 di rischi quali rimanere intrappolati o perdere l\u2019orientamento. Acque torbide possono inoltre essere indice della presenza di sostanze inquinanti, sia biologiche che chimiche, con ulteriori problemi per chi vi si immerge.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-27268\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/th1AS4JWWR.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"637\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/th1AS4JWWR.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/th1AS4JWWR-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Imparare a pianificare e gestire in sicurezza immersioni in condizioni di visibilit\u00e0 ridotta richiede tempo, conoscenza ed esperienza. La configurazione dell\u2019attrezzatura subacquea dovrebbe essere specifica con un profilo \u201cpulito\u201d riducendo il rischio di rimanere impigliati. Anche l\u2019aspetto psicologico non \u00e8 da sottovalutare, muoversi senza poter vedere \u00e8&nbsp; spesso causa di stress che, se non controllato, potrebbe degenerare in panico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I sensi che normalmente contribuiscono al nostro orientamento sono:<\/span><\/strong><br \/>\n\u2022 <strong><span style=\"color: #008000;\">vista<\/span><\/strong>: gli occhi forniscono informazioni sulla nostra posizione rispetto all\u2019ambiente circostante contribuen<span style=\"color: #008000;\">do fino al 90% del senso di orientamento;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">\u2022<\/span> <span style=\"color: #008000;\"><strong>sistema vestibolare<\/strong><span style=\"color: #008000;\">. L<\/span><\/span>\u2019orecchio interno percepisce le accelerazioni che subiamo nelle tre dimensioni;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema somato-sensoriale,<\/span><\/strong> costituito da una serie di nervi che percepiscono il campo gravitazionale e forniscono ulteriori informazioni sulla nostra posizione, ad esempio se siamo seduti o in piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019immersione sia il sistema vestibolare che quello somato-sensoriale hanno sensibilit\u00e0 ridotta e quindi il nostro senso di orientamento si basa, di fatto, solo sulla vista. Se la visibilit\u00e0 \u00e8 ridotta \u00e8 perci\u00f2 molto facile rimanere disorientati. Un effetto che causa forte disorientamento \u00e8 stato osservato dai piloti di elicotteri quando il flusso d\u2019aria del rotore solleva una nuvola di polvere che circonda l\u2019aeromobile. Il suo corrispettivo subacqueo \u00e8 rappresentato dalle nuvole di plancton o di sedimento trasportate dalla corrente che possono determinare un sensazione di movimento contraria a quella reale. In casi estremi si pu\u00f2 arrivare a perdere la cognizione del basso o dell\u2019alto con ovvie gravi potenziali conseguenze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-27272\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/thFGZPOG1D.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"536\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/thFGZPOG1D.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/thFGZPOG1D-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/thFGZPOG1D-320x202.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Rischi associati<\/span><\/strong><br \/>\nI rischi che si possono incorrere durante le immersioni con visibilit\u00e0 ridotta sono molti e richiedono diverse strategie di mitigazione. Il pi\u00f9 grave \u00e8 senza dubbio&nbsp;<span style=\"color: #008000;\">l&#8217;impigliamento. <\/span>Il restare intrappolati in acque torbide \u00e8 infatti uno dei rischi maggiori e pu\u00f2 essere causato da vecchi cavi e reti abbandonate che si trasformano in trappole mortali. Il subacqueo, per mitigare questo rischio, deve sempre muoversi con cautela, mantenere l\u2019attrezzatura il pi\u00f9 possibile vicina al corpo, ad esempio assicurando l\u2019erogatore attorno al collo con un apposito legaccio elastico. Inoltre deve dotarsi di sistemi per il taglio ben posizionati e raggiungibili in caso di emergenza. Ad esempio un taglierino per le lenze da pesca, delle forbici per tagliare cimette sottili ed un buon coltello per le cime pi\u00f9 spesse. Tali sistemi vanno posizionati in parti facilmente raggiungibili come l\u2019avambraccio ed il petto evitando la \u201cclassica\u201d posizione del coltello lungo il polpaccio-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fattore molto importante da considerare \u00e8 quello della <span style=\"color: #008000;\">comunicazione;<\/span> in condizioni di visibilit\u00e0 ridotta il tradizionale sistema di comunicazione con segnali manuali \u00e8 di limitata se non nulla utilit\u00e0. In condizioni di bassa visibilit\u00e0 i subacquei potrebbero considerare l\u2019uso di una cimetta di collegamento (buddy line) tra di loro per eventuali comunicazioni. Ad esempio un tiro per richiamare l\u2019attenzione, due per segnalare che tutto procede, tre per segnalare un problema o un pericolo. I codici con la cima possono essere diversi e devono essere sempre concordati in precedenza tra i due subacquei. Per comunicazioni pi\u00f9 complesse \u00e8 necessario utilizzare sistemi acustici di comunicazione che consentano ai subacquei di parlare tra di loro e, eventualmente, con la superficie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultimo ma non meno importante,&nbsp; le <strong><span style=\"color: #008000;\">procedure di sicurezza\/emergenza devono essere sempre concordate a priori.<\/span><\/strong> I subacquei devono essere in grado di operare sulla propria attrezzatura e su quella del compagno procedendo semplicemente a tatto. Aprire e chiudere la rubinetteria, rimuovere il sistema di zavorra, azionare i comandi del GAV sono operazioni semplici se svolte in acque con buona visibilit\u00e0 ma necessitano un addestramento specifico in condizioni di visibilit\u00e0 nulla. Queste devono includere la perdita di contatto reciproco. Statisticamente la probabilit\u00e0 di ritrovarsi sott\u2019acqua in caso di perdita reciproca \u00e8 quasi nulla dopo il primo minuto. Nel caso, \u00e8 prudenziale risalire in superficie in modo controllato, eventualmente utilizzando un pedagno e cima, e riunirsi con il compagno in superficie. Anche questa procedura di emergenza va concordata prima dell&#8217;immersione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, per gestire in modo sicuro le immersioni con visibilit\u00e0 ridotta occorre tempo e pratica. <\/span><\/strong>Una serie di esercizi possono essere effettuati per allenarsi in un ambiente controllato. Un sistema molto valido, per acquisire confidenza con situazioni di visibilit\u00e0 nulla, \u00e8 quello di usare una maschera oscurata, ad esempio coprendo il vetro con del nastro adesivo nero. Quindi si incomincia ad operare sulla propria attrezzatura, identificandone le diverse parti al buio, facendo piccoli esercizi e seguendo poi un percorso prestabilito. Il subacqueo acquisisce quindi una padronanza delle procedure in condizioni estreme che potr\u00e0 essere utile in situazioni reali. Questo tipo di addestramento non \u00e8 scevro di pericoli e, per garantire l\u2019incolumit\u00e0, il subacqueo in addestramento deve essere accompagnato da un subacqueo di supporto pronto ad intervenire in caso di necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso l\u2019immersione in visibilit\u00e0 ridotta o nulla non \u00e8 per tutti; se un subacqueo prova disagio ad immergersi in tali condizioni in nessun modo deve sentirsi obbligato a farlo perch\u00e9 in una situazione di reale emergenza il suo comportamento potrebbe divenire imprevedibile mettendo a repentaglio la propria incolumit\u00e0 e quella dei compagni di immersione.<\/p>\n<p>Come abbiamo sottolineato tante volte: <strong><span style=\"color: #008000;\">l<span style=\"font-size: 14pt;\">a sicurezza \u00e8 prioritaria su qualsiasi attivit\u00e0.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Caramanna&nbsp;<\/p>\n<p><\/span><\/strong><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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In possesso di una notevole esperienza in idrogeologia e geochimica ed oltre quindici anni di esperienza come subacqueo scientifico in una variet\u00e0 di ambienti ha condotto diverse attivit\u00e0 di ricerca ed \u00e8 sttao delegato del gruppo europeo di immersioni scientifiche. Ha lavorato come ricercatore presso molte istituzioni internazionali operando in ambienti multidisciplinari con diverse universit\u00e0. \u00c8 autore di pi\u00f9 di cinquanta articoli ed \u00e8 revisore di riviste internazionali. Attualmente lavora negli Stati Uniti collaborando come consulente al Woods Hole Oceanographic Institution. Nel 2018 ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche subacquee. 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