{"id":25592,"date":"2018-12-14T01:00:15","date_gmt":"2018-12-14T00:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=25592"},"modified":"2025-11-07T16:30:13","modified_gmt":"2025-11-07T15:30:13","slug":"25592","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25592","title":{"rendered":"L&#8217;immersione a tavolino, l&#8217;immersione con decompressione &#8211; parte terza"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: didattica, subacquea, decompressione, Luca Cicali, Oltre la curva<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;immersione con decompressione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nVogliamo fare una immersione fuori curva? Allora dobbiamo deciderlo. Superare il limite di non decompressione \u00e8 una cosa che deve essere pianificata, non pu\u00f2 avvenire per caso, anche se questo \u00e8 sicuramente capitato a tutti noi, per qualche breve \u201cdistrazione\u201d. Ma soprattutto non dovrebbe avvenire senza un motivo per cui valga la pena di pianificare ed eseguire una fase decompressiva: sovente si tratta dell\u2019esigenza di disporre di un tempo di fondo adeguato in immersioni profonde, nelle quali rimanere entro curva comporterebbe una permanenza insufficiente alla profondit\u00e0 di interesse.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-25190\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_0440.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1500\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affrontando una immersione con decompressione entriamo in uno scenario operativo radicalmente diverso dall\u2019immersione entro curva, certamente in termini operativi e procedurali, ma anche e soprattutto psicologici. Superare il tempo di non decompressione \u00e8 come entrare in una grotta sommersa, la cui volta ci preclude l\u2019accesso alla superficie: si tratta delle tappe di decompressione che sappiamo di dover affrontare prima di tornare a respirare aria atmosferica. Quest\u2019obbligo ci impedisce di cullarci nel rassicurante pensiero di poter sempre ricorrere alla risalita diretta alla superficie come \u201cexit strategy jolly \u201d, applicabile a qualunque situazione di criticit\u00e0 non altrimenti risolvibile. Significativamente, alcuni computer subacquei come ad esempio alcuni SUUNTO indicano il limite di profondit\u00e0 di tappa da non superare durante una fase decompressiva come \u201cceiling\u201d, ovvero \u201cil soffitto\u201d\u2026 contro il quale non bisogna sbattere la testa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-25189\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_4481.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1500\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per effettuare immersioni con decompressione occorre disporre del relativo brevetto. Ne esistono vari che consentono di fare un primo accesso alle tecniche decompressive, denominati in modo vario, ad esempio \u201ctec-rec\u201d, \u201cdecompression\u201d; nitrox avanzato, etc. \u2026 che abilitano al raggiungimento di determinate profondit\u00e0 compatibili con la respirazione di aria come gas di fondo, effettuando la decompressione con aria o nitrox. Senza facili generalizzazioni credo essi forniscano sovente una adeguata preparazione, soprattutto in termini di operativit\u00e0 in acqua: utilizzare una bombola decompressiva, abituarsi al rispetto di un piano di immersione, a gestire attrezzature un po&#8217; pi\u00f9 articolate, migliorare le proprie prestazioni subacquee, etc. Ma la parte meno sviluppata dei corsi mi pare sia, con lodevoli eccezioni, l\u2019abilit\u00e0 di pianificare l\u2019immersione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente l\u2019attivit\u00e0 che pi\u00f9 di ogni altra distingue l\u2019esperienza e capacit\u00e0 del sub \u201cdecompressivo\u201d rispetto al sub \u201cin curva\u201d \u00e8 proprio la pianificazione. Che vuol dire in primo luogo chiarire bene a se sessi l\u2019obiettivo dell\u2019immersione, fissarne i parametri principali e secondari, identificarne le diverse fasi, tracciarne un profilo e stimare la quantit\u00e0 di gas respiratorio ad esso adeguata, con un margine aggiuntivo determinato in base ad un criterio ben chiaro. Infine, saper effettuare una valutazione critica del lavoro svolto, per stabilire se quanto ottenuto ci permette di raggiungere l\u2019obbiettivo che ci eravamo prefissati, minimizzando l\u2019esposizione ai maggiori rischi che una immersione con decompressione sempre comporta rispetto al caso di rimanere entro curva. Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 quello che richiede maggiore autodisciplina e senso di responsabilit\u00e0. Fatte queste noiose premesse, sdrammatizziamo un p\u00f2. La pianificazione non \u00e8 una attivit\u00e0 particolarmente complessa, richiede principalmente la capacit\u00e0 di concentrarsi su alcuni concetti e regole operative perfettamente alla portata di un subacqueo coscienzioso ed esperto, da applicare con qualche semplice calcolo per il quale \u00e8 sufficiente una calcolatrice tascabile \u201cbasic\u201d, (niente logaritmi n\u00e9 trigonometria sferica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dopo essere riusciti a familiarizzare con queste metodiche sar\u00e0 facile accorgersi che proprio la fase di pianificazione aggiunge interesse all\u2019attivit\u00e0 subacquea ed \u00e8 ulteriore motivo di soddisfazione. A volte ho proprio il sospetto che alcuni di noi subacquei ci siamo ormai pi\u00f9 appassionati della pianificazione di immersione che alla sua esecuzione pratica in acqua.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entriamo nel vivo delimitando il campo di gioco, altrimenti diviene arduo racchiudere in un articolo qualche valida considerazione su un tema cos\u00ec articolato. Che tipo di immersioni descriviamo dunque? Quelle che tipicamente possiamo effettuare con i brevetti decompressivi \u201centry level\u201d, ovvero decompressioni brevi e immersioni entro i 50 mt di profondit\u00e0, che consideriamo il limite operativo dell\u2019aria. Non ci sfiora neppure l\u2019dea di addentrarci nelle roventi polemiche tra subacquei dotati di sicurezze assolute, in un senso o nell\u2019altro, circa la massima profondit\u00e0 alla quale sia lecito arrivare respirando aria. Limitiamo infine in modo indiretto la durata della decompressione ponendo il limite superiore di 20 litri al volume delle bombole per gas di fondo, (un bi-bombola 10 + 10). Parliamo inoltre di immersioni quadre e non ripetitive.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-25187\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_4850.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1500\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una immersione con decompressione consiste nell\u2019arrivare sino al tempo di fondo programmato entro la profondit\u00e0 massima prevista, ed quindi iniziare la risalita nella certezza che il gas respiratorio rimasto sia compatibile con il profilo di risalita programmato, a sua volta adeguato al corretto rilascio dell\u2019inerte accumulato. Conseguentemente, i semplici criteri comunemente utilizzati per determinare l\u2019istante di risalita in una immersione entro curva perdono quindi completamente di senso. Per le immersioni con decompressione siamo quindi obbligati a calcolare in anticipo i consumi totali, da stimare sulla base dei due parametri principali dell\u2019immersione quadra: profondit\u00e0 massima e tempo di fondo. Questi due parametri determinano infatti, tramite tabelle, simulatori di immersione o appositi applicativi software decompressivi, il profilo di risalita, ovvero profondit\u00e0 e durata di tutte le tappe decompressive da affrontare. Sulla base di questo profilo va calcolato il volume necessario di gas respiratorio, che deve comprendere un adeguato surplus ai fini della sicurezza. Se tale fabbisogno risulta eccessivo rispetto ai limiti che ci siamo imposti, occorrer\u00e0 ripianificare l\u2019immersione riducendo profondit\u00e0 massima o tempo di fondo. O entrambi. Infine l\u2019immersione va condotta nel rispetto del piano appena elaborato, che deve essere riportato su apposito supporto, generalmente una lavagnetta subacquea. Durante l\u2019immersione occorrer\u00e0 trovarsi sempre entro la profondit\u00e0 programmata, iniziare la risalita al tempo di fondo programmato, e gestire i cambi di quota alla velocit\u00e0 di risalita previste, effettuare le tappe di decompressione, sicurezza ed eventuali deep stop, e monitorare i consumi per verificare che siano entro i limiti previsti per ciascuna fase.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-24701 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ust-22-e1541087738623.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"750\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quale strumento di pianificazione?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome anticipato, il primo passo della pianificazione \u00e8 tradurre i nostri requisiti circa l\u2019immersione che stiamo per effettuare nei due parametri principali della pianificazione, che per questo chiamiamo primari, perch\u00e9 da essi dipendono tutte le altre variabili in gioco. Essi sono:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">la max profondit\u00e0 da raggiungere, (PMAX) e<\/span><span style=\"color: #008000;\">d il tempo <\/span><span style=\"color: #008000;\">di fondo, BT<\/span><\/strong> ovvero la permanenza a tale profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto ad essi, occorrer\u00e0 stabilire, o meglio confermare o modificare, un insieme di parametri pi\u00f9 generali, legati alle proprie scelte personali, abitudini o preferenze, che chiamiamo secondari. Essi caratterizzano i nostri standard di immersione, come ad esempio la ventilazione minutale (VM), la velocit\u00e0 di discesa e di risalita, la presenza o meno di tappe aggiuntive profonde, la loro durata, etc. Stabiliti i parametri primari, risulta completamente definito il profilo completo dell\u2019immersione. Esso dipender\u00e0 infatti soltanto dalle tabelle decompressive che scegliamo per determinarlo, oppure, in chiave pi\u00f9 tecnologica, dal programma applicativo software decompressivo che scegliamo di utilizzare. Oppure, dall\u2019algoritmo del nostro computer subacqueo, se esso dispone di una modalit\u00e0 di pianificazione di immersione. Accenniamo brevemente questi tre metodi, prima di entrare nei dettagli dello sviluppo di un vero e proprio piano di immersione con decompressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-24114\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/2018-ssd-.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1124\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/2018-ssd-.jpg 4000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/2018-ssd--300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/2018-ssd--768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/2018-ssd--1024x575.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">METODO 1: USO DELLE TABELLE DECOMPRESSIVE<br \/>\n<\/span><\/strong>Se usiamo tabelle obbediamo a tabelle. Il computer subacqueo lavorer\u00e0 secondo il proprio algoritmo, e prima o poi diverger\u00e0 da quanto pianificato con le tabelle. Quindi meglio usarlo in questo caso solo come profondimetro-timer mettendolo in modalit\u00e0 \u201cgauge\u201d. Dunque, scelta profondit\u00e0 max e tempo di fondo di una immersione quadra, e scelte le tabelle che meglio conosciamo o che riteniamo pi\u00f9 affidabili o conservative, siamo facilmente in grado di determinare numero, profondit\u00e0 e durata di ciascuna tappa decompressiva. In base ad esse, e tenendo conto dei nostri consumi medi in immersione in litri\/minuto, (VM), calcoleremo il fabbisogno teorico di gas respiratorio, e quindi il volume delle bombole necessarie per contenerlo, (basta una calcolatrice tascabile). Oltre a questa pianificazione, che chiamiamo nominale, e sulla base della quale sar\u00e0 condotta l\u2019immersione, occorre sviluppare almeno due profili di \u201cbackup\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo \u00e8 basato sull\u2019ipotesi di eccedere accidentalmente la sola profondit\u00e0 massima, (ad esempio 3 o 5 mt), e il secondo invece supponendo di superare accidentalmente il solo tempo di fondo (ad esempio di 3 o 5 min). Anche i due profili di backup devono sempre essere disponibili e pronti all\u2019uso in immersione, assieme alle tabelle decompressive utilizzate. Naturalmente durante l\u2019immersione devono essere monitorati costantemente profondit\u00e0 e tempo di fondo, per verificare che siano sempre allineati con la pianificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">METODO 2: USO DI SOFTWARE DECOMPRESSIVO<\/span><\/strong><br \/>\nCon l\u2019uso di un applicativo software di pianificazione possiamo elaborare al personal computer un profilo completo di immersione sulla base dei nostri parametri di input, primari e secondari. Si ottengono con maggior velocit\u00e0 e precisione tutti dati che invece, quando usiamo le tabelle, debbono essere calcolati a mano. Il risultato finale \u00e8 un profilo di immersione nominale, affiancato da alcuni profili di backup, necessari per gestire anche una eventuale interruzione dell\u2019immersione di emergenza. Essenziale scegliere un applicativo di comprovata affidabilit\u00e0, largamente utilizzato, e che offra la possibilit\u00e0 di selezionare pi\u00f9 gradi di conservativit\u00e0. Mai affidarsi ad un prototipo che impieghi un algoritmo sconosciuto o sperimentale\u2026semplicemente perch\u00e9 consigliato da un amico o trovato navigando su internet. Durante l\u2019immersione, anche in questo caso, il computer subacqueo non ci \u00e8 di ausilio. E\u2019 il piano di immersione sviluppato che comanda il gioco, nella sua versione nominale o in una versione di backup in caso di necessit\u00e0. Il maggior vantaggio di questo metodo di pianificazione \u00e8 che ci risparmia tutti i calcoli, (ma proprio tutti), ma come tutte le cose automatiche ci toglie un po&#8217; di controllo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-23471\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/IMG_1183.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1500\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">METODO 3: USO DEL COMPUTER SUBACQUEO<\/span><\/strong><br \/>\nSe abbiamo un computer subacqueo che dispone di una modalit\u00e0 \u201csimulatore\u201d oppure \u201cpianificatore\u201d di immersione possiamo, una volta scelte profondit\u00e0 massima e tempo di fondo della nostra immersione, prendere visione del profilo decompressivo che il computer ci suggerisce in base al proprio algoritmo. In pratica facciamo con il computer ci\u00f2 che facevamo con le tabelle. Ci\u00f2 consente una perfetta sovrapponibilit\u00e0 tra numero, profondit\u00e0 e durata delle tappe pianificate e quelle che il computer ci chieder\u00e0 di rispettare in immersione. Inoltre il piano cos\u00ec ottenuto terr\u00e0 gi\u00e0 conto della configurazione del computer adottata, (livello di conservativit\u00e0, opzioni sulle tappe profonde, velocit\u00e0 di discesa e salita, etc.). Il grande vantaggio di questo metodo \u00e8 che durante l\u2019immersione il nostro computer subacqueo \u201cragiona\u201d allo stesso modo del programma col quale abbiamo pianificato l\u2019immersione, e quindi le indicazioni che ci dar\u00e0 in immersione sono sovrapponibili a quanto riportato sul piano. Naturalmente il profilo scelto dovr\u00e0 annotato su una lavagnetta o supporto simile, e dovr\u00e0 essere seguito durante l\u2019immersione per garantirci che i consumi siano quelli pianificati, ma lo strumento da polso potr\u00e0 sempre fornire in tempo reale il miglior profilo di risalita in risposta a qualunque deroga occasionale rispetto a quanto pianificato. Naturalmente ci riferiamo a variazioni contenute rispetto alla pianificazione, tali da non compromettere le previsioni sui consumi totali di gas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Variante \u201chi tech\u201d al metodo 3<\/span><\/strong><br \/>\nEsistono applicativi software di simulazione di immersione da installare su personal computer dedicati ad un particolare computer subacqueo, e fornite dalla stessa casa costruttrice del computer. Utilizzando nella pianificazione tali applicativi, ci troviamo in una situazione che unisce l\u2019elasticit\u00e0 della pianificazione tramite personal computer alla comodit\u00e0 poter di configurare i parametri dell\u2019immersione con le stesse identiche modalit\u00e0 del computer subacqueo, e utilizzando il medesimo algoritmo decompressivo. Inoltre, e questo \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante, alcuni di questi applicativi consentono di esportare direttamente i dati di pianificazione ottenuti verso il computer subacqueo, prima dell\u2019immersione. Questa soluzione consente allo strumento da polso di fungere da vera e propria guida operativa e di fornire sempre in tempo reale durante l\u2019immersione il miglior profilo di risalita in risposta a qualunque deroga rispetto a quanto pianificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel prossimo articolo entreremo un p\u00f2 pi\u00f9 nel dettaglio operativo con qualche esempio pratico, cercando di mantenerci nella semplicit\u00e0 senza per\u00f2 rinunciare alla precisione. Scopo della lettura \u00e8 suscitare interesse e curiosit\u00e0, e cercare di saperne un po&#8217; di pi\u00f9, ma mi raccomando: rimaniamo sempre con i piedi (ops!.. le pinne) per terra. La lettura di articoli non pu\u00f2 certamente sostituire il necessario addestramento teorico e pratico indispensabile per affrontare in sicurezza una immersione con decompressione.<br \/>\nA presto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte III &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Cicali<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25155\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25160\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25592\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/26792\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/26778\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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