{"id":25389,"date":"2018-11-28T01:00:01","date_gmt":"2018-11-28T01:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=25389"},"modified":"2025-09-23T08:56:46","modified_gmt":"2025-09-23T06:56:46","slug":"tensione-nel-mare-dazov-tra-navi-russe-e-ucraine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25389","title":{"rendered":"Tensione nel mare d&#8217;Azov tra navi russe e ucraine"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: ODIERNO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR NERO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Mare d&#8217;Azov, Russia, Ucraina<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il recente incidente in mare tra navi russe ed ucraine apre di fatto un pericolo annunciato. Come abbiamo descritto in altri articoli, la Russia persevera nella sua politica zarista di controllo dei mari adiacenti al suo territorio, cercando di interdire l\u2019accesso dell\u2019Ucraina al Mare di Azov, sempre nell\u2019ambito della controversia sulla Crimea.<br \/>\nFino all\u2019incidente i movimenti reciproci sembravano sotto controllo anche se l\u2019Ucraina sembrava determinata a giocare fino alla fine la carta della disputa marittima. <strong><span style=\"color: #008000;\">Fabio Caffio<\/span><\/strong> aveva recentemente sottolineato come, dopo la contestata annessione della Crimea del 2014 (ritenuta illegittima alla luce della Risoluzione 68\/262 dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite), la Russia aveva cercato di consolidare il suo possesso anche sugli spazi marittimi adiacenti, in particolare sul Mare di Azov, un bacino interno spartito con l\u2019Ucraina dall\u2019accordo del 2003 e ora passato quasi interamente sotto controllo russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell&#8217;area un choke point strategico \u00e8 lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Stretto di Kerch<\/span> <\/strong>nella cui prossimit\u00e0 \u00e8 avvenuto il grave incidente. Sebbene l\u2019Ucraina ne reclami il libero passaggio, per poter accedere all&#8217;importante porto di Mariupol, la Russia non \u00e8 di questo avviso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25390\" aria-describedby=\"caption-attachment-25390\" style=\"width: 1136px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25390 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/tugboat-ucranian.jpg\" alt=\"\" width=\"1136\" height=\"729\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/tugboat-ucranian.jpg 1136w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/tugboat-ucranian-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/tugboat-ucranian-768x493.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/tugboat-ucranian-1024x657.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/tugboat-ucranian-460x295.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 1136px) 100vw, 1136px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-25390\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il Nikopol (a sinistra), il Berdiansk (al centro) e Yani Kapu (a destra) attraccati al porto di Kerch luned\u00ec, 26 novembre, 2018. Associated Press<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kiev ha aperto nel 2016 una disputa con Mosca, deferendo a una Corte arbitrale la decisione su propri diritti alle risorse naturali della zona economica esclusiva \u2013 ZEE al largo della Crimea, nel Mar Nero e nel Mare di Azov, nonch\u00e9 sull\u2019illegalit\u00e0 dell\u2019iniziativa russa (dal punto di vista della libert\u00e0 di navigazione e della protezione ambientale) di costruire unilateralmente un ponte nello Stretto di Kerch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia, nelle more di una decisione comune, asserisce che il vero oggetto della controversia \u00e8 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">annessione della Crimea<\/span><\/strong> e non l\u2019applicazione della Convenzione del diritto del mare sollevata dall&#8217;Ucraina. A fronte del divieto russo di approdo di navi ucraine in Crimea, Kiev ha chiesto che il caso sia discusso dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite, auspicando nuove sanzioni contro la Russia. Anche l\u2019Unione Europea, sebbene ci siano delle diversit\u00e0 di opinioni tra le Nazioni, ha riaffermato la sua condanna dell\u2019annessione della penisola, ed inasprito le proprie sanzioni contro la Russia vietando ogni forma di relazioni con la Crimea, incluse le attivit\u00e0 di imprese di ricerca di idrocarburi operanti su autorizzazione russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Paese vicino forse pi\u00f9 interessato \u00e8 la Turchia che sembra ben disposta verso Mosca e controlla gli Stretti del Bosforo sulla base della Convenzione di Montreux del 1936. A tal riguardo va ricordato l&#8217;accordo che Erdogan ha concluso lo scorso anno con Putin per la costruzione del gasdotto <strong><span style=\"color: #008000;\">TurkStream<\/span><\/strong>: una condotta sottomarina che consentir\u00e0 alla Russia di evitare l\u2019attraversamento dell\u2019Ucraina. Il gasdotto \u00e8 posato in gran parte nella zona economica turca evitando di fatto nuovi pretesti nelle acque della Crimea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo incidente appare inspiegabile in quanto sembrava che Mosca avesse considerato attentamente i rischi di un confronto marittimo con l\u2019Ucraina, costruendo in poco tempo un ponte sullo stretto di Kerch tra la Crimea ed il territorio russo per alleggerire il trasporto via mare. Ma non \u00e8 cos\u00ec semplice. Kiev rivendica, sulla base degli accordi precedenti, i propri diritti marittimi, sottolineando una violazione della legalit\u00e0 internazionale da parte di Mosca e chiedendo alla comunit\u00e0 internazionale una ferma condanna dell\u2019annessione della Crimea avvenuta nel 2014. Inoltre, il Mar d\u2019Azov, secondo l\u2019accordo con l\u2019Ucraina del 2003, ricade nelle &#8220;acque a titolo storico&#8221; anche se non ne sono stati fissati i rispettivi confini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25392\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/russia-ucraina-crimea-stretto-kerch-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"792\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/russia-ucraina-crimea-stretto-kerch-2.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/russia-ucraina-crimea-stretto-kerch-2-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/russia-ucraina-crimea-stretto-kerch-2-768x608.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><br \/>\nVeniamo all\u2019incidente. La Russia ha accusato l&#8217;Ucraina di aver provocato l&#8217;incidente. Sebbene le dinamiche dovranno essere chiarite sembrerebbe che, nonostante la guardia costiera russa fosse stata avvisata da fonti del governo ucraino, due cannoniere classe Gurza-M, il Nikopol e Berdiansk, e un rimorchiatore, lo Yani Kapu, della marina ucraina sono state oggetto di colpi di armi da fuoco da parte delle navi russe. A questo conflitto \u00e8 seguito lo speronamento del rimorchiatore che si stava trasferendo da Odessa, porto del Mar Nero, a Mariupol, un porto orientale dell&#8217;Ucraina scortato dalle due cannoniere. Sembrerebbe che la marina russa abbia preso in custodia oltre 2o marinai ucraini, sei dei quali sono rimasti feriti nello speronamento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25391\" aria-describedby=\"caption-attachment-25391\" style=\"width: 1136px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25391 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ucraniann-ship.jpg\" alt=\"\" width=\"1136\" height=\"754\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ucraniann-ship.jpg 1136w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ucraniann-ship-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ucraniann-ship-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ucraniann-ship-1024x680.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1136px) 100vw, 1136px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-25391\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le cannoniere ucraine Gurza M-classe sono dotate di quattro lanciagranate da 30mm (due a prua e due a poppa), nonch\u00e9 una mitragliatrice da 30 millimetri ZTM-1, una da 7.62mm e una sistema di difesa aerea a guida laser. Sono inoltre dotate di due sistemi missilistici Barrier che possono colpire obiettivi fino a 5000 metri di distanza.<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019FSB, il servizio di sicurezza federale che controlla la guardia costiera russa, ha affermato che questo incidente sia stato invece provocato da Kiev e che le unit\u00e0 ucraine erano state preavvisate di non sconfinare. Il&nbsp; ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, ha affermato che sono state violate le principali disposizioni del diritto internazionale, in particolare inerenti il diritto marittimo e il diritto internazionale generale, compresa la Carta delle Nazioni Unite, la Convenzione del 1982 sul diritto del mare ed altri documenti legali, che esigono che tutti gli Stati rispettino la sovranit\u00e0 di altri Paesi.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_BFeVhtZBv_U\"><div id=\"lyte_BFeVhtZBv_U\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/BFeVhtZBv_U\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BFeVhtZBv_U\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/BFeVhtZBv_U\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Le Reazioni<\/span><\/strong><br \/>\nL&#8217;Unione europea e la NATO hanno immediatamente chiesto moderazione da entrambe le parti e invitato Mosca di ripristinare l&#8217;accesso allo stretto di Kerch necessario all&#8217;Ucraina per consentire i movimenti delle sue navi verso i porti su entrambi i lati della penisola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il portavoce dell&#8217;Unione Europea ha sentenziato: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">As clearly stated by the High Representative at the European Parliament recently, the events in the Sea of Azov are a demonstration of how instability and tensions are bound to rise when the basic rules of international cooperation are disregarded. The construction of the Kerch Bridge took place without Ukraine\u2019s consent and constitutes another violation of Ukraine\u2019s sovereignty and territorial integrity. It has led, in parallel with the militarisation of the Azov Sea, to tougher controls on naval traffic in the strait. The European Union expects Russia to stop the inspections. The EU does not and will not recognise the illegal annexation of the Crimean peninsula by Russia.<\/span><\/em><\/strong>\u201d&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, a seguito dell&#8217;incidente, \u00e8 stata convocata una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul pericoloso sviluppo della situazione. In particolare sul fatto che, a seguito dell\u2019incidente di domenica 25 novembre 2018, sembrerebbe che la Russia abbia bloccato il transito sotto il ponte, un\u2019azione che, se condotta a lungo termine, causerebbe un danno economico alle citt\u00e0 ucraine sulla costa di Azov che comprendono centri importanti come Mariupol. Una citt\u00e0 critica in quanto geograficamente vicina a Donetsk e Luhansk, regioni dell&#8217;Ucraina orientale controllate dai separatisti sostenuti dalla Russia, che sono oggetto, come ricorderete, di aspri combattimenti tra le truppe ucraine regolari e le fazioni vicine a Mosca dal 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il ministero degli Esteri ucraino ha affermato che &#8220;le aggressive azioni russe&#8221; sono una violazione del diritto internazionale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;FSB ha dichiarato alle agenzie di stampa russe che le navi ucraine hanno tenuto la loro rotta e violato le acque territoriali russe. Mosca ha ribadito che la Crimea fa parte della Russia e lo Stretto di Kerch non pu\u00f2 essere considerato un passaggio internazionale. Va menzionato che il parlamento ucraino aveva recentemente adottato un decreto sullo status legale della zona contigua alle coste del Paese che, se approvato, dovrebbe raddoppiare l\u2019area del Mar Nero controllata dall\u2019Ucraina ma sulla quale, essendo una zona contigua, non avrebbe il pieno controllo o la sovranit\u00e0. Si tratterebbe in pratica di uno spazio marittimo all\u2019interno del quale qualsiasi paese costiero (compresa la Russia) pu\u00f2 esercitare un controllo limitato per prevenire violazioni delle norme economiche, fiscali, sanitarie e d\u2019immigrazione sulla base di regole specifiche da concordare. Questo evidentemente non \u00e8 piaciuto a Mosca.&nbsp; Vedremo le reazioni del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU in questa nuova crisi che non promette niente di buono.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: ODIERNO AREA: MAR NERO parole chiave: Mare d&#8217;Azov, Russia, Ucraina . 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