{"id":25325,"date":"2018-12-11T00:02:23","date_gmt":"2018-12-10T23:02:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=25325"},"modified":"2026-01-11T20:24:28","modified_gmt":"2026-01-11T19:24:28","slug":"i-misteri-del-lusitania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25325","title":{"rendered":"I misteri del RMS Lusitania"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br>parole chiave: Lusitania, relitto<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i grandi disastri del mare, quello del <strong><span style=\"color: #008000;\">Lusitania<\/span><\/strong> fu forse il pi\u00f9 drammatico, causando la perdita di moltissime vittime in pochi minuti; il suo affondamento provoc\u00f2 un tale sdegno che spinse gli Stati Uniti ad entrare in guerra.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La domanda che gli storici si pongono \u00e8 se fu un atto vile, un caso maledetto del destino o un bersaglio prestabilito per un sommergibile tedesco?<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25330\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/640px-RMS_Luisitania.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/640px-RMS_Luisitania.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/640px-RMS_Luisitania-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/640px-RMS_Luisitania-320x202.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">RMS Lusitania &#8211; Fonte Francis A. March, &#8220;History of the World War&#8221;, 1919, Chicago, pg 258.<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:RMS_Luisitania.jpg\">RMS Luisitania.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una regina del mare<\/span><\/strong><\/span><br>Partiamo dall\u2019inizio. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Lusitania<\/span><\/strong> era stato costruito da John Brown &amp; Co. Ltd, Glasgow, e fu consegnato alla compagnia Cunard Line il 7 giugno 1906. La grande nave&nbsp; era stata ideata per essere il transatlantico pi\u00f9 grande e pi\u00f9 veloce mai costruito (fu infatti superato in grandezza dall&#8217;Olympic solo nel 1911). Grazie a 25 caldaie Scotch, 4 turbine ad azione diretta Parsons per un totale di 76 000 CV, 4 assi elica con 4 eliche a tripla pala, poteva raggiungere una velocit\u00e0 di 27 nodi che, per una nave di 239,8 metri di lunghezza e 26,6 metri di larghezza, era straordinaria. Aveva un equipaggio di 850 persone e poteva ospitare circa 2.200 passeggeri che in parte potevano godere dei suoi lussuosi interni, disegnati con grande raffinatezza in ambienti caratterizzati da stili diversi.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25331 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/1661px-The_Lusitania_at_end_of_record_voyage_1907_LC-USZ62-64956.jpg\" alt=\"\" width=\"1660\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/1661px-The_Lusitania_at_end_of_record_voyage_1907_LC-USZ62-64956.jpg 1660w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/1661px-The_Lusitania_at_end_of_record_voyage_1907_LC-USZ62-64956-300x76.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/1661px-The_Lusitania_at_end_of_record_voyage_1907_LC-USZ62-64956-768x194.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/1661px-The_Lusitania_at_end_of_record_voyage_1907_LC-USZ62-64956-1024x259.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1660px) 100vw, 1660px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong> RMS Lusitania alla fine del suo record voyage (nastro azzurro), settembre 1907 &#8211; Fonte Library of Congress Prints and Photographs Division, LC-USZ62-64956 &#8211; Autore N. W. Penfield New York City<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_Lusitania_at_end_of_record_voyage_1907_LC-USZ62-64956.jpg\">The Lusitania at end of record voyage 1907 LC-USZ62-64956.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viaggio inaugurale inizi\u00f2 il 7 settembre 1907 per concludersi a New York sei giorni dopo, il 13 settembre. Il transatlantico, tra il 1907 ed il 1909, sub\u00ec molte modifiche che comportarono un miglioramento delle sue prestazioni che le fecero superare, <strong><span style=\"color: #008000;\">per ben quattro volte<\/span><\/strong>, il record di velocit\u00e0 nella traversata dell&#8217;Atlantico verso Ovest, il cosiddetto <strong><span style=\"color: #008000;\">Nastro Azzurro (o <i>Blue Riband<\/i>)<\/span><\/strong>. In seguito la nave, pur rimanendo una nave commerciale, fu sottoposta a nuove modifiche strutturali e registrata dall&#8217;Ammiragliato britannico come <strong><span style=\"color: #008000;\">Armed Merchant Cruiser (AMC)<\/span><\/strong>. In pratica <strong><span style=\"color: #008000;\">una nave ausiliaria assegnata per compiti bellici alla Marina Reale britannica<\/span><\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di proseguire la sua storia, al fine di comprendere meglio che cosa accadde dopo, va menzionato che nell\u2019aprile del 1915, l&#8217;ambasciata tedesca fece pubblicare un avviso sulla stampa statunitense con il consenso del capo del servizio segreto tedesco,<strong><span style=\"color: #008000;\"> Franz von Papen<\/span><\/strong> che recitava cos\u00ec: \u00ab<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ai viaggiatori che intendono intraprendere la traversata atlantica si ricorda che tra la Germania e la Gran Bretagna esiste uno Stato di guerra. Si ricorda che la zona di guerra comprende le acque adiacenti alla Gran Bretagna e che, in conformit\u00e0 di un preavviso formale da parte del Governo Tedesco, le imbarcazioni battenti la bandiera della Gran Bretagna o di uno qualsiasi dei suoi alleati sono passabili di distruzione una volta entrati in quelle stesse acque<\/strong>.<\/span><\/em>\u00bb<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti e la Germania non erano in guerra ma allo Stato Maggiore tedesco era chiaro che la rotta atlantica era una via di rifornimenti per i loro avversari. Di fatto il <strong><span style=\"color: #008000;\">Lusitania<\/span><\/strong> il 1 maggio 1915 lasci\u00f2 il <strong><span style=\"color: #008000;\">molo 54<\/span><\/strong> di New York diretto in Inghilterra. Ma la nave non trasportava solo passeggeri \u2026 dai manifesti di carico, oltre a normali generi di mercanzia ed a 1.638 lingotti di rame, figuravano anche <strong><span style=\"color: #008000;\">materiali esplosivi come granate a schegge multiple e 4.927 cassette di cartucce con un peso complessivo di 173 tonnellate, destinate al Royal Arsenal di Woolwich<\/span><\/strong>. All&#8217;ultimo momento, altre <strong><span style=\"color: #008000;\">duemila casse di munizioni<\/span><\/strong> furono trasbordate dalla nave <strong><span style=\"color: #008000;\">Queen Margaret<\/span><\/strong> insieme a 70 passeggeri e 7 marinai, portando cos\u00ec a 1964 il totale delle persone a bordo. La traversata fu tranquilla fino all\u2019avvicinarsi delle coste irlandesi quando il Comandante fu avvisato che vi erano dei sommergibili tedeschi in zona. La notizia si sparse rapidamente e molti passeggeri preferirono restare sui ponti superiori invece di scendere nelle loro cabine.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/1200px-U_20_grounded_Denmark_1916-1024x703.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1200px-U_20_grounded_Denmark_1916-1024x703.jpeg\" width=\"1024\" height=\"703\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il sottomarino tedesco U 20 si incagli\u00f2 a Vrist, sulla costa danese il 4 novembre 1916 e il giorno successivo fu fatto saltare in aria dal suo equipaggio. Il 7 maggio 1915 l&#8217;U 20 (Kptlt. Walther Schwieger al comando) aveva silurato il transatlantico britannico RMS Lusitania<\/span><br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:U_20_grounded_Denmark_1916.JPG\">U-20 grounded Denmark 1916.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile tedesco U-20<\/span><\/strong>, al comando del comandante <strong><span style=\"color: #008000;\">Walther Schwieger<\/span><\/strong>, uno dei pi\u00f9 valorosi sommergibilisti della KriegsMarine, era partito da Emden, Germania, per una missione di attacco contro i convogli nemici. Dopo aver circumnavigato la Scozia si era diretto a sud nel mare celtico, aspettando in agguato nuovi bersagli. Il 6 maggio aveva colpito ed affondato il SS Candidate e il SS Centurion ma la notizia del loro affondamento non era stata diffusa al traffico mercantile. Il 7 maggio il Lusitania si trovava approssimativamente a trenta miglia da <strong><span style=\"color: #008000;\">Cape Clear<\/span><\/strong>, Irlanda ed il comandante del <span style=\"color: #008000;\"><strong>RMS Lusitania,<\/strong> &nbsp;<strong>William Thomas Turner<\/strong><\/span>,&nbsp;decise di ridurre la velocit\u00e0 a 18 nodi a causa della nebbia e, invece di adottare la procedura prevista (consistente in continui cambi di rotta), decise di proseguire dritto verso la destinazione. Fu un grave errore ed alle ore 14:10, a dieci miglia a sud dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Old Head of Kinsale<\/span><\/strong>, incroci\u00f2 il sommergibile U-20.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Lusitania_Sinking_the_Greatest_of_Ocean_Tragedies-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Lusitania_Sinking_the_Greatest_of_Ocean_Tragedies-1.jpg\" width=\"936\" height=\"1409\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sommergibile calcol\u00f2 con precisione la rotta di intercetto e lanci\u00f2 un solo siluro che and\u00f2 a segno. Dopo l&#8217;impatto a bordo avvenne una forte esplosione seguita quasi immediatamente da una seconda esplosione. Lo stesso Schwieger nel suo rapporto riport\u00f2: \u00ab<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Lo scoppio del siluro dev&#8217;essere stato seguito da un secondo (caldaia, carbone, polvere da sparo?). <\/strong><\/span><\/em><em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Le sovrastrutture sovrastanti sono squarciate, scoppia un incendio e la nave comincia a capovolgersi verso dritta appruandosi nel contempo<\/strong>.<\/span><\/em>\u00bb<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Movements_of_RMS_Lusitania_and_SM_U-20.svg.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Movements_of_RMS_Lusitania_and_SM_U-20.svg.png\" width=\"881\" height=\"462\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ricostruzione degli ultimi movimenti della RMS Lusitania (basata su &#8220;The Lusitania Disaster&#8221; di Bailey e Ryan),insieme alla rotta approssimativa dell&#8217;SM U-20 (basata sulla ricostruzione della Room 40), include i suoi ultimi affondamenti &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Movements_of_RMS_Lusitania_and_SM_U-20.svg\">Movements of RMS Lusitania and SM U-20.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, dopo le esplosioni, il Lusitania, considerata la nave pi\u00f9 sicura del mondo, col\u00f2 a picco in solo diciotto minuti. La notizia colp\u00ec l\u2019opinione statunitense (a bordo c\u2019erano anche cittadini americani) e dopo molte polemiche l\u2019entrata in guerra degli Stati Uniti ne fu la logica conseguenza. Gli Inglesi presentarono l&#8217;affondamento come un incidente dovuto ad un vile attacco dei Tedeschi favorito dall&#8217;imperizia del comandante della nave, William Turner che aveva messo la nave in bocca al nemico.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I segreti del Lusitania<\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Il relitto del Lusitania fu localizzato il 6 ottobre 1935, 11 miglia a sud del faro di Kinsale.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Si trova sul lato di dritta con un angolo di circa 30 gradi, a circa 93 m di profondit\u00e0.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Nel 1935 fu effettuata una spedizione di ricerca del relitto dalla Argonaut Corporation Ltd con base a Glasgow a bordo della nave di salvataggio Orphir e, dopo tre mesi, fu scoperto il 6 ottobre 1935. Il subacqueo Jim Jarrett indoss\u00f2 uno scafandro Tritonia per esplorare il relitto a una profondit\u00e0 di 93 metri.<\/span><\/span><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/1280px-Tritonia_Lusitania_1935-1024x672.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1280px-Tritonia_Lusitania_1935-1024x672.jpg\" width=\"1024\" height=\"672\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> A sinistra del palombaro, lo scafandro rigido da immersione Tritonia di J. Peress, con il quale Jim Jarrett esplor\u00f2 il relitto del Lusitania nel 1935. Jim Jarrett era il capo subacqueo di Peress e si immerse fino a 312 piedi. Questo scafandro \u00e8 il precursore del &#8220;Jim&#8221;, e prese il nome da Jim Jarrett. Fonte libreria fotografica NOAA ID immagine: nur06017, Collezione National Undersearch Research Program (NURP). Credito: OAR\/Programma Nazionale di Ricerca Sottomarina (NURP) http:\/\/www.photolib.noaa.gov\/nurp\/nur06017.htm<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Tritonia_Lusitania_1935.jpg\">Tritonia Lusitania 1935.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Il relitto appare gravemente collassato sul lato di dritta, probabilmente a causa della forza con cui colp\u00ec il fondo, alle forze generate delle maree invernali ed alla corrosione dello scafo nei decenni successivi all&#8217;affondamento. <\/span><\/span>Inoltre appare avvolto da grandi reti da pesca che rendono pericolosa per i subacquei l&#8217;esplorazione del relitto. Nelle ricostruzioni sonar il relitto presenta un largo squarcio a prua nel punto dove esplose il siluro. La parte pi\u00f9 intatta \u00e8 proprio la prua in cui \u00e8 ancora visibile il nome <strong><span style=\"color: #008000;\">LUSITANIA<\/span> <\/strong>sul lato sinistro.&nbsp;<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25338 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lusitania-Overview-with-coordinates.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"630\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lusitania-Overview-with-coordinates.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lusitania-Overview-with-coordinates-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lusitania-Overview-with-coordinates-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lusitania-Overview-with-coordinates-1024x538.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine sonar da <\/span><a href=\"https:\/\/www.encyclopedia-titanica.org\/community\/media\/lusitania-overview-with-coordinates-jpg.4111\/\">Lusitania-Overview-with-coordinates.jpg | Encyclopedia Titanica Message Board (encyclopedia-titanica.org)<\/a><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Si identificano numerosi obl\u00f2 lungo la fiancata del relitto, molti dei quali hanno mantenuto ancora intatti i loro vetri. Alcuni dei parapetti della nave sono ancora visibili come il rivestimento in teck della prima classe. L&#8217;ancora di dritta \u00e8 ancora saldamente in posizione. Sparsi su tutto il relitto sono presenti numerosi manufatti, come lampadari e la porcellana della <strong><span style=\"color: #008000;\">compagnia di navigazione Cunard<\/span><\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza delle reti e la gelida temperatura dell&#8217;acqua rappresentano, assieme alla profondit\u00e0, alla pessima visibilit\u00e0 ed alle forti correnti oceaniche, un notevole rischio per i subacquei tecnici che vi si avventurano. La maggior parte della struttura del ponte \u00e8 scivolata lungo il lato di dritta del relitto, appoggiandosi nel campo di detriti sparsi sul fondo del mare. Nel 1982 la societ\u00e0 statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">Oceaneering International<\/span><\/strong> recuper\u00f2 svariati manufatti comprese tre delle quattro eliche della nave; l&#8217;esemplare in migliori condizioni fu poi acquistato nel 1989 dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Merseyside Maritime Museum di Liverpool<\/span> <\/strong>ed \u00e8 oggi esposto in mostra permanente sulla banchina davanti al museo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1993 l&#8217;\u00e9quipe scientifica di <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert Ballard<\/span><\/strong> indag\u00f2 pi\u00f9 approfonditamente il relitto e, da allora, le ricerche sulla vecchia signora del mare non sono mai terminate. Considerato un sacrario del mare, \u00e8 stato dichiarato relitto protetto dal governo irlandese nel 1995 che ancor oggi ne regola il permesso di accesso con gli attuali proprietari.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Un aspetto inquietante<\/span><\/strong><br>Quale fu la causa della seconda esplosione che provoc\u00f2 il repentino affondamento? Dopo il drammatico evento gli Inglesi accusarono i Tedeschi di aver massacrato dei civili ma questi sostennero che era stata silurata una nave militare che trasportava materiale bellico e quindi era un obbiettivo militare legittimo. In seguito <strong><span style=\"color: #008000;\">Winston Churchill<\/span><\/strong> fu sospettato di conoscere le circostanze dell\u2019attacco pi\u00f9 di quanto avesse lasciato credere in pubblico e, in una lettera confidenziale scritta poco dopo l\u2019affondamento, aveva in qualche modo auspicato un attacco da parte dei sommergibili tedeschi per coinvolgere gli Stati Uniti nel conflitto, scrivendo: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">E\u2019 della massima importanza attrarre le navi neutrali sulle nostre rive, soprattutto nella speranza di coinvolgere gli Stati Uniti contro la Germania. Da parte nostra vogliamo il traffico \u2013 pi\u00f9 ce n\u2019\u00e8 meglio \u00e8, e se qualcuno finisce nei guai, ancora meglio<\/span><\/em><\/strong>\u201d. La frase si commenta da sola.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25335\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lucy20200820-20bullets.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"669\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">proiettili prelevati nella stiva del Lusitania www.lusitania.net<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gregg Bernis e National Geographic Channel<\/span><\/strong>, dopo aver visitato il relitto ed averne esplorato anche gli interni&nbsp; ritrovarono effettivamente degli esplosivi prelevati nell\u2019interno della nave e li consegnarono ad un team di scienziati del <strong><span style=\"color: #008000;\">Lawrence Livermore National Laboratory,<\/span> <\/strong>California, per verificare le diverse teorie dell\u2019esplosione. La domanda che ci possiamo porre \u00e8 se fu la prima esplosione ad innescare le casse di munizioni, causandone una seconda o ci fu un\u2019altra causa? <strong><span style=\"color: #008000;\">Bernis<\/span><\/strong> sta ora finanziando nuove ricerche per arrivare finalmente ad una verit\u00e0 storica ed ha dichiarato: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Questi quattro milioni di proiettili non erano &#8220;solo&#8221; la scorta di qualche cacciatore privato. <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Ora che li abbiamo trovati gli inglesi non possono pi\u00f9 negare che c\u2019erano munizioni a bordo. C\u2019erano letteralmente tonnellate e tonnellate di roba immagazzinata nelle stive non refrigerate del carico, ambiguamente etichettate come formaggio, burro e ostriche. Ho sempre avuto la sensazione che ci fossero esplosivi importanti nelle stive \u2013 granate, polvere da sparo, fulmicotone che vennero fatti saltare dal siluro e dall\u2019afflusso dell\u2019acqua. E\u2019 questo che ha affondato la nave<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>in anteprima immagine sonar <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">del relitto del Lusitania con una risoluzione di 25 cm.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz JxVs2d\"><span class=\"ryNqvb\">Il relitto, inclinato sul lato dritto, \u00e8 orientato NE-SW con la prua rivolta a NE &#8211; <\/span><\/span><span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Immagine prodotta da INFOMAR\/Geological Survey of Ireland\/Marine Institute&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: OCEANO ATLANTICOparole chiave: Lusitania, relitto. 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