{"id":253,"date":"2020-01-21T00:10:56","date_gmt":"2020-01-21T00:10:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/wp\/?p=253"},"modified":"2026-04-15T17:46:32","modified_gmt":"2026-04-15T15:46:32","slug":"la-posidonia-oceanica-biologia-della-pianta-di-francesco-cinelli-et-alii-1995-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/253","title":{"rendered":"Posidonia oceanica: Biologia della pianta"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Posidonia oceanica, biologia, ecologia.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #339966;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><br \/>\nLa Posidonia oceanica: biologia della pianta<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">di Francesco\u00a0<\/span>Cinelli, Pardi G. e Papi I., 1995<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">Dipartimento di Scienze dell&#8217;Ambiente e del Territorio, Universit\u00e0 di Pisa,\u00a0via Volta, 6\u00a0\u00a0 56126\u00a0 PISA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Posidonia oceanica<\/span><\/strong><\/em> \u00e8 una fanerogama marina endemica del Mediterraneo, organizzata in radici, fusto (detto rizoma) e foglie. I rizomi presentano due tipi di accrescimento (orizzontale e verticale) che sono all&#8217;origine della formazione delle &#8220;mattes&#8221;. La\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Posidonia oceanica<\/em><\/strong><\/span> presenta sia modalit\u00e0 di riproduzione sessuale con formazione di fiori e frutti, sia asessuale per stolonizzazione. Questa fanerogama si insedia pi\u00f9 comunemente su substrati mobili e, quando incontra condizioni ambientali favorevoli, colonizza vaste aree di fondo marino, formando ampie distese chiamate praterie che si estendono dalla superficie fino a 35-40 metri di profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Introduzione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa<strong><span style=\"color: #008000;\"><em> Posidonia oceanica<\/em> <\/span><\/strong>(L.) Delile \u00e8 una fanerogama marina, endemica del Mediterraneo e appartenente al subphylum degli Angiospermae, classe Monocotyledoneae, ordine Potamogetonales, famiglia delle Posidoniaceae. <strong><span style=\"color: #008000;\">Le Fanerogame sono piante che si distinguono dalle alghe in quanto producono organi specializzati per la riproduzione sessuale ben visibili (phaneros, dal greco manifesto e gamos per nozze) e presentano la differenziazione in radici, fusto\u00a0 e foglie.\u00a0 \u00a0<\/span><\/strong>In Mediterraneo vivono altre Fanerogame, come <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Cymodocea nodosa<\/em><\/span><\/strong> (Ucria) Ascherson, <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Zostera noltii<\/em><\/span><\/strong> Hornemann, <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Zostera marina <\/em><\/span><\/strong>Linneo, e di recente provenienza dall&#8217;Indo-Pacifico, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Halophila stipulacea<\/span> <\/em><\/strong>(Forsskal) Ascherson. Specie diverse, appartenenti allo stesso genere sono <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>P. angustifolia<\/em> <\/span><\/strong>Cambridge &amp; Kuo, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">P. australis<\/span> <\/em><\/strong>Hooker, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">P. ostenfeldii<\/span> <\/em><\/strong>Den Hartog\u00a0 e <strong><em><span style=\"color: #008000;\">P. sinuosa<\/span> <\/em><\/strong>Cambridge e Kuo, che vivono lungo le coste meridionali ed occidentali\u00a0 del\u00a0 continente\u00a0 Australiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Fenomenologia morfologica<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>La<em> <strong><span style=\"color: #008000;\">Posidonia oceanica<\/span><\/strong> <\/em>\u00e8 organizzata in radici, fusto (detto <strong><span style=\"color: #008000;\">rizoma<\/span><\/strong> a causa dell&#8217;habitus ipogeo) e foglie.\u00a0I rizomi sono fusti modificati che presentano la caratteristica di poter crescere sia in senso orizzontale (creando un rizoma plagiotropo o tracciante) che verticale (con il rizoma ortotropo). I rizomi plagiotropi hanno la funzione di ancorare la pianta al substrato grazie alla presenza di radici sul lato inferiore. Invece i rizomi ortotropi, crescendo in altezza, contrastano il progressivo insabbiamento dovuto alla continua sedimentazione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-39762\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/posidonia.jpg\" alt=\"\" width=\"1229\" height=\"819\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/posidonia.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/posidonia-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1229px) 100vw, 1229px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi due tipi di accrescimento sono all&#8217;origine della formazione delle &#8220;mattes&#8221;, tipiche formazioni a terrazzo costituite dall&#8217;intreccio di pi\u00f9 strati di rizomi, radici e del sedimento intrappolato tra questi e fortemente compattato. Le foglie nascono dai rizomi ortotropi e sono nastriformi con apici arrotondati e di colore verde brillante; esse hanno una larghezza media di un centimetro e possono raggiungere un metro e mezzo di lunghezza. Sono disposte in ciuffi o fasci ognuno dei quali ne contiene in media sei-sette organizzate in modo simile ad un ventaglio; infatti le pi\u00f9 vecchie, di maggiore lunghezza, sono esterne, mentre le pi\u00f9 giovani, di taglia inferiore, si ritrovano all&#8217;interno del fascio stesso (Panayotidis &amp; Giraud, 1981).\u00a0Con il sopraggiungere della stagione autunnale ed i mutamenti climatici ad essa associati, si assiste alla massiva caduta delle foglie\u00a0 adulte e ad una seguente produzione di foglie giovanili durante il periodo invernale. Particolare \u00e8 l&#8217;accrescimento delle foglie che si originano da un meristema basale anzich\u00e9 apicale; tale adattamento permette la crescita della lamina foliare anche quando l&#8217;apice, che ne diviene la parte pi\u00f9 vecchia, va incontro per primo a fenomeni degenerativi.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riproduzione<\/span><\/strong><\/span><em><br \/>\n<\/em>La\u00a0<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Posidonia oceanica<\/span><\/em><\/strong> presenta sia modalit\u00e0 di riproduzione sessuale, con formazione di fiori e frutti, sia asessuale per stolonizzazione.\u00a0I fiori, privi di petali, sono portati da uno stelo inserito al centro del fascio\u00a0 e sono uniti in infiorescenze avvolte da due brattee.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/4-Posidonia-oceanica.jpg_2008123191313_4-Posidonia-oceanica.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-8682 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/4-Posidonia-oceanica.jpg_2008123191313_4-Posidonia-oceanica.jpg\" alt=\"4 - Posidonia oceanica.jpg_2008123191313_4 - Posidonia oceanica\" width=\"1229\" height=\"819\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/4-Posidonia-oceanica.jpg_2008123191313_4-Posidonia-oceanica.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/4-Posidonia-oceanica.jpg_2008123191313_4-Posidonia-oceanica-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1229px) 100vw, 1229px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">rizoma di <em>Posidonia oceanica<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle praterie superficiali la fioritura si verifica in settembre-ottobre; nel tardo autunno \u00e8 gi\u00e0 possibile osservare i primi fiori fecondati e l&#8217;inizio dello sviluppo dei frutti, i quali raggiungono la maturazione nei mesi di marzo-aprile, maggio.\u00a0Il frutto, comunemente chiamato a causa del suo aspetto &#8220;oliva di mare&#8221;, giunto a maturazione si stacca dalla pianta e galleggiando per pi\u00f9 giorni, grazie alla cospicua presenza di sostanze oleose nel pericarpo, viene trasportato dalle correnti e dal moto ondoso in modo da poter colonizzare nuovi areali.\u00a0Alla marcescenza del frutto i semi cadono sul fondo e, nel caso le condizioni siano favorevoli, germinano immediatamente senza periodo di quiescenza. La <strong><span style=\"color: #008000;\">stolonizzazione<\/span><\/strong> \u00e8 la principale modalit\u00e0 di riproduzione vegetativa di questa pianta; essa si verifica per moltiplicazione ed accrescimento dei rizomi plagiotropi ed ortotropi. Questo processo \u00e8 particolarmente lento in quanto l&#8217;allungamento dei rizomi ortotropi raggiunge un centimetro all&#8217;anno mentre quello dei rizomi plagiotropi \u00e8 maggiore, 3,5-7,5 centimetri all&#8217;anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ecologia<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>La<strong><span style=\"color: #008000;\"><em> Posidonia oceanica<\/em><\/span><\/strong> si insedia pi\u00f9 comunemente su substrati mobili come sabbia pi\u00f9 o meno grossolana, talvolta mista a fango, ma anche su fondi detritici e rocciosi. \u00a0Per quanto riguarda la temperatura, sopporta bene sbalzi termici relativamente importanti; comunque temperature inferiori a 10\u00b0C o superiori a 28\u00b0C non sono generalmente tollerate (Boudouresque &amp; Meinesz, 1982).Diverso \u00e8 il comportamento rispetto alla salinit\u00e0\u00a0in quanto\u00a0risulta stenoalina, scomparendo in prossimit\u00e0 degli sbocchi fluviali ed essendo totalmente assente nelle aree salmastre.\u00a0Infine, determinante, \u00e8 la quantit\u00e0 di luce che raggiunge la prateria, in quanto la pianta necessita di una forte illuminazione; per questo motivo sono fattori determinanti la crescita di <em>P. oceanica<\/em> sia la trasparenza dell&#8217;acqua che la profondit\u00e0. Quando la <em>P. oceanica<\/em> incontra condizioni ambientali favorevoli, colonizza vaste aree di fondo marino, formando ampie distese chiamate praterie che si estendono dalla superficie fino a circa 30-35 metri di profondit\u00e0, spingendosi a volte fino a 40 metri in acque particolarmente limpide.\u00a0In una prateria a <em>P. oceanica<\/em> si distingue un &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">limite superiore<\/span><\/strong>&#8221; ed un &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">limite inferiore<\/span><\/strong>&#8220;. Il limite superiore, ovvero il punto in cui ha inizio la prateria partendo dalla linea di costa, \u00e8 sempre molto netto, mentre il limite inferiore, punto in cui termina la prateria, pu\u00f2 avere conformazioni diverse. L&#8217;insediamento di una prateria di <em><strong><span style=\"color: #008000;\">P. oceanica<\/span><\/strong>,<\/em> sia su roccia che su sabbia, necessita di un substrato humificato che si forma principalmente ad opera del detrito di origine vegetale (Ghirardelli, 1981). Sul substrato humificato si possono insediare specie algali dette pioniere come <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Caulerpa prolifera <\/em><\/span><\/strong>o piccole fanerogame dei generi <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Cymodocea<\/em> e <em>Zostera<\/em><\/span><\/strong> che rendono possibile la formazione di una sorta di suolo capace di ricevere i germogli o i semi di <em>P.oceanica.\u00a0<\/em>La giovane plantula comincia a sviluppare il proprio rizoma in senso orizzontale, accrescendosi con una velocit\u00e0 di circa 5-10 centimetri per anno (Boudouresque &amp; Meinesz, 1982).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/posid.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-8684 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/posid.jpg\" alt=\"posid\" width=\"1235\" height=\"978\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/posid.jpg 495w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/posid-300x238.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1235px) 100vw, 1235px\" \/><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nI rizomi continuano a svilupparsi orizzontalmente finch\u00e9 lo spazio non \u00e8 stato interamente colonizzato. Quando la densit\u00e0 dei fasci di foglie diviene troppo elevata essi entrano in\u00a0 competizione gli uni con gli altri per l&#8217;esposizione alla luce ed inizia la crescita ortotropa. La velocit\u00e0 di tale crescita \u00e8 strettamente correlata alle differenti condizioni di sedimentazione (Boudouresque &amp; Meinesz, 1982). Infatti, se l&#8217;accumulo di sedimento \u00e8 rapido, la crescita verticale aumenta leggermente, se invece \u00e8 insufficiente a compensare l&#8217;allungamento dei rizomi verticali, si verifica lo scalzamento dei rizomi. \u00a0La formazione della &#8220;matte&#8221; risulta dal delicato equilibrio tra accrescimento dei rizomi ed accumulo di sedimento che determina l&#8217;innalzamento\u00a0 di tali strutture ad una velocit\u00e0\u00a0 stimata di circa un\u00a0 metro per secolo\u00a0 e che pu\u00f2 portare a formazioni di\u00a0\u00a0 sei\u00a0 metri ed oltre di spessore (Molinier &amp; Picard, 1952).<\/p>\n<figure id=\"attachment_38271\" aria-describedby=\"caption-attachment-38271\" style=\"width: 2000px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38271 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/prateri-eposidonia-tavolar-e1577975633157.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1124\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-38271\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">prateria di posidonia &#8211; photo credit @ andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i fattori ambientali che condizionano l&#8217;edificazione della &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">matte<\/span><\/strong>&#8220;, il pi\u00f9 importante \u00e8 l&#8217;esposizione della prateria al moto ondoso ed alle correnti. Infatti nelle zone particolarmente riparate dove maggiore \u00e8 la sedimentazione, la prateria, per opporsi all&#8217;infangamento pu\u00f2 innalzarsi fino ad emergere con le foglie, formando una barriera naturale (&#8220;recif barriere&#8221;). Al contrario, in zone con elevato idrodinamismo, la &#8220;matte&#8221; pu\u00f2 essere scalzata ed erosa con conseguente regressione della prateria. Si formano cos\u00ec canali di erosione detti &#8220;intermatte&#8221;, oppure aree erose circolari dette &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">marmitte dei giganti<\/span><\/strong>&#8221; (Blanc &amp; Jeudy de Grissac, 1984).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pubblicato dalla Rivista Marittima 1995<\/span><\/strong><\/p>\n<p>se non diversamente attribuito photo credit autore<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">BIBLIOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n&#8211; BLANC, J.J. &amp; JEUDY DE GRISSAC A., 1984:\u00a0 Erosions sous-marines\u00a0 des herbiers a <em>Posidonia oceanica<\/em> (M\u00e9diterran\u00e9e). In: Int. Workshop\u00a0 on\u00a0 Posidonia\u00a0 oceanica\u00a0 beds<em>.<\/em>\u00a0 Boudouresque\u00a0 C.F., Jeudy de Grissac A. &amp; Olivier\u00a0 J.\u00a0 (eds),\u00a0 GIS\u00a0 Posidonie publ.,\u00a0 <strong>1<\/strong>: 23-28.<br \/>\n&#8211; BOUDOURESQUE, C.F. &amp; MEINESZ A., 1982: D\u00e9couverte de l&#8217;herbier de Posidonie. Parc National de Port-Cros<em>, <\/em>Cahiers n\u00b04: 80pp.<br \/>\n&#8211;\u00a0 GHIRARDELLI ,E., 1981: La vita nelle acque. Utet: 610pp.<br \/>\n&#8211;\u00a0 MOLINIER, R. &amp; PICARD J., 1952: Recherches sur les herbiers de\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Phan\u00e9rogames marines du littoral m\u00e9diterran\u00e9en francais. Ann. Ist. Oceanogr.<em>, <\/em><strong>27 <\/strong>(3): 134-157.<br \/>\n&#8211;\u00a0 PANAYOTIDIS, P. &amp; GIRAUD G., 1981: Sur un cycle de renouvellement des feuilles de <em>Posidonia oceanica<\/em> (L.) Delile dans le Golfe de Marseille. Vie et Milieu, Fr.,<strong> 31 <\/strong>(2): 129-136.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Posidonia oceanica, biologia, ecologia. 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