{"id":25160,"date":"2018-12-03T01:05:04","date_gmt":"2018-12-03T00:05:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=25160"},"modified":"2025-11-07T16:32:30","modified_gmt":"2025-11-07T15:32:30","slug":"limmersione-a-tavolino-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25160","title":{"rendered":"L\u2019immersione a tavolino, in coppia entro curva: quale pianificazione? &#8211; parte seconda"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: decompressione, pianificazione<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Immersione in coppia entro curva<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nFacciamo un passo avanti nella pianificazione parlando ancora di una immersione entro curva di sicurezza, ma condotta in autonomia, ovvero senza una guida\u00a0 che si assuma la responsabilit\u00e0 di condurre il gruppo o la singola coppia. In questo caso, pur trattandosi ancora di una tranquilla immersione, senza soste di decompressione ed entro profondit\u00e0 ricreative, abbiamo la necessit\u00e0 di fissare i criteri operativi da seguire, che devono essere fissati in una pianificazione di massima da rispettare una volta in acqua. I punti fondamentali sui quali accentrare la nostra attenzione e da stabilire con il nostro compagno sono i seguenti:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la profondit\u00e0 massima;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; il profilo di immersione (immersione quadra o multilivello);<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; i criteri per terminare la fase di fondo ed\u00a0 iniziare la risalita;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; criticamente la pianificazione dell\u2019immersione;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; le procedure di emergenza.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Vediamoli nei dettagli.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Profondit\u00e0 massima<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>In prima istanza sappiamo, qualunque sia il sito dove ci immergiamo, che non dobbiamo superare la profondit\u00e0 massima prevista dal nostro brevetto, riducendola eventualmente alla profondit\u00e0 alla quale ci sentiamo allenati e confidenti. \u00a0\u00a0Occorre condividere esplicitamente questo limite con il proprio compagno, ed evitare di scendere a profondit\u00e0 maggiori delle quote di interesse del sito ove stiamo per immergerci.\u00a0 La profondit\u00e0 rende tutto pi\u00f9 critico: i consumi, la velocit\u00e0 di assorbimento di inerte, la narcosi di azoto, la durata della risalita, l\u2019accumulo di CO<sub>2<\/sub>, la pressione parziale di ossigeno, specialmente se usiamo Nitrox, la durata di eventuali tappe deco se per errore eccediamo il limite di non decompressione.\u00a0\u00a0 Meglio quindi restare a quote tranquille a meno che ci sia qualcosa di specifico a profondit\u00e0 maggiore che valga la pena visitare, ma sempre entro la nostra certificazione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-25307\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_4638-a.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1125\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Profilo quadro o multilivello<\/span><br \/>\n<\/strong>Fissata la profondit\u00e0 massima, riflettiamo sul percorso che stiamo per fare in immersione. E quindi, immersione quadra o multilivello?\u00a0\u00a0 E\u2019 importante stabilirlo perch\u00e9 in base alla questa scelta, che a sua volta dipende dalla conformazione del sito di immersione o dallo scopo dell\u2019immersione stessa, dipendono i criteri da adottare per il rispetto della curva di sicurezza e la gestione del gas respiratorio.\u00a0 Tipicamente facciamo una immersione quadra quando l\u2019obiettivo della nostra immersione si trova sul fondale, come ad esempio la visita di un relitto non in prossimit\u00e0 della linea di costa,\u00a0 oppure riguarda proprio l\u2019esplorazione di un fondale livellato.\u00a0\u00a0 Tipicamente l\u2019immersione avviene tuffandosi da una barca la cui cima dell\u2019ancora costituisce il riferimento e il supporto per la risalita.<br \/>\nIl profilo multilivello invece, il pi\u00f9 gettonato nelle immersioni ricreative, consiste nel caso pi\u00f9 virtuoso nel raggiungimento ad inizio immersione della profondit\u00e0 massima programmata, seguito da una risalita lenta e continua, che costituisce la vera fase utile dell\u2019immersione, esplorando una parete verticale, una scogliera frastagliata o un fondale che risale verso la costa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Fissare i criteri per terminare la fase di fondo e iniziare la risalita<\/span><span style=\"font-size: 18pt;\"><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>Qualunque sia il tipo di immersione scelta, quadra o multilivello, occorre fissare dei criteri di conduzione dell\u2019immersione che ci garantiscano che essa si svolga entro curva di sicurezza, e che la nostra scorta di gas respiratorio sia sufficiente per tutte le fasi dell\u2019immersione, con margini di sicurezza pre-determinati. I due obiettivi sono garantiti tenendo sotto controllo due parametri: tempo di no deco, letto sul display del computer, e pressione della bombola in bar, letta dal manometro collegato alle bombole. Quando uno dei due parametri raggiunge il valore limite pre-stablito \u00e8 il momento di terminare la fase utile dell\u2019immersione, ovvero iniziare la risalita verso la superficie. \u00a0L\u2019obiettivo \u00e8 il medesimo per immersione quadra e multilivello, tuttavia le modalit\u00e0 operative per raggiungerlo sono leggermente diverse nei due casi, per questo le \u00a0descriviamo separatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In caso di <strong><span style=\"color: #008000;\">profilo quadro<\/span><\/strong> scendiamo direttamente alla profondit\u00e0 prestabilita, ove restiamo fino al termine utile dell\u2019immersione, detto <strong><span style=\"color: #008000;\">tempo di fondo<\/span><\/strong>, per poi risalire alla velocit\u00e0 controllata di circa 9-10 mt\/min, (o quella che il nostro computer richiede), fino alla sosta di sicurezza, per poi riemergere.\u00a0 Nell\u2019ipotesi di voler sfruttare tutto il tempo che la curva ci concede, il tempo di fondo \u00e8 pari al tempo limite di non decompressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-25315 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/multi_level_dive_log.jpg\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/multi_level_dive_log.jpg 450w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/multi_level_dive_log-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 632px) 100vw, 632px\" \/>Per evitare sconfinamenti accidentali possiamo prenderci un certo margine; supponiamo per semplicit\u00e0 che sia pari a a due minuti.\u00a0 Quindi avremo che il nostro limite per rimanere in curva sar\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">NDL<\/span><\/strong> (limite di non decompressione) uguale a due.\u00a0 Tuttavia, per ovvi motivi, se prima di tale istante la pressione della nostra bombola raggiunger\u00e0 il valore minimo prefissato, sar\u00e0 necessario risalire anche se l\u2019NDL non \u00e8 ancora sceso a due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Come fissare il limite per la pressione di bombola?<\/span>\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\nRagioniamo per approssimazioni. Stabilita a 40 mt la profondit\u00e0 massima per brevetti ricreativi, sappiamo che la risalita da 40 mt con una ventilazione di 25 litri al minuto (un valore piuttosto sostenuto) a 10 metri\/minuto e una sosta di sicurezza di 3 minuto a 5 metri richiede circa 28 bar con una bombola da 15 litri, come \u00e8 facile constatare con semplici calcoli. Aumentiamo questo valore del 20 % per tener conto di eventuali contrattempi o di una velocit\u00e0 di risalita eventualmente un p\u00f2 inferiore, e otteniamo circa 34 bar.\u00a0 Il valore va raddoppiato per consentirci di gestire una respirazione a due di emergenza, ottenendo 68 bar, e aumentato di 10 bar, pari al limite non utilizzabile di gas di una bombola a causa della pressione di taratura del primo stadio. Alla fine arriviamo a 78 bar che arrotondiamo per semplicit\u00e0 a 80.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso di profondit\u00e0 limite ricreativa di 40 metri inizieremo quindi a risalire in corrispondenza del primo dei due eventi: due minuti di NDL o 80 bar di pressione bombola. In condizioni nominali, riemergeremo con circa 50 bar.\u00a0 Per profondit\u00e0 inferiori possiamo scalare 10 bar ogni 10 metri di profondit\u00e0 in meno. Il limite per ogni profondit\u00e0 pu\u00f2 essere quindi ottenuto in modo approssimato aggiungendo 40 bar alla profondit\u00e0 in metri, conservando intatti i criteri di prudenza identificati. (ad esempio: a 30 mt 70 bar, a 20 mt 60 bar, etc.).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-25309\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/cala-ischiola-group.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1125\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/cala-ischiola-group.jpg 4000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/cala-ischiola-group-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/cala-ischiola-group-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/cala-ischiola-group-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, quando leggiamo dal display del computer NDL=2 oppure il manometro indica il limite minimo di pressione, dobbiamo iniziare a risalire alla velocit\u00e0 prevista dal nostro computer, non pi\u00f9 veloci n\u00e9 pi\u00f9 lenti. Una risalita pi\u00f9 lenta di quella stabilita, infatti, non d\u00e0 maggiore sicurezza, ma rende la fase di desaturazione dei tessuti dall\u2019inerte pi\u00f9 lenta di quanto previsto dall\u2019algoritmo del computer, potendo causare l\u2019uscita di curva durante la risalita stessa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25310\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_3735-e1543155765373.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"750\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Profilo Multilivello<\/span><br \/>\n<\/strong>Anche in questo caso stabiliamo per prima cosa la profondit\u00e0 massima. Questa volta tuttavia la risalita graduale che segue il raggiungimento della massima profondit\u00e0 \u00e8 di fatto una vera e proprio fase di fondo, in quanto \u00e8 effettuata a velocit\u00e0 inferiore a quella prescritta da computer o tabelle per la risalita alla superficie. Essa \u00e8 cio\u00e8 la fase utile dell\u2019immersione.\u00a0 Pertanto possiamo estendere a questa fase di lenta riduzione della profondit\u00e0 i criteri della fase di fondo elencati in precedenza: essa va interrotta per affrontare la vera e propria risalita ( che comporta una velocit\u00e0 specifica) al verificarsi di uno dei due criteri gi\u00e0 illustrati: raggiungimento del limite inferiore stabilito per l\u2019NDL\u00a0 o per la pressione bombola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il criterio dell\u2019NDL resta identico, quello della pressione pu\u00f2 essere adattato alla profondit\u00e0 alla quale ci troviamo, via via che ci si avvicina alla superfice; ovvero pressione minima in bar pari alla profondit\u00e0 in metri + 40. Quindi durante la fase di lenta ascesa, di tanto in tanto occorre verificare, oltre il limite di non decompressione, che la pressione bombola in bar sia maggiore della profondit\u00e0 +40.\u00a0 Ad esempio, ci troviamo a 22 metri di profondit\u00e0, controlliamo il manometro\u00a0 e leggiamo 79 bar; poich\u00e9 22 + 40 = 62, inferiore a 79, quindi possiamo continuare l\u2019immersione).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-25311\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/best-3-capo-stella.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"750\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/best-3-capo-stella.jpg 3984w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/best-3-capo-stella-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/best-3-capo-stella-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/best-3-capo-stella-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Revisione critica del piano<\/span><br \/>\n<\/strong>Facciamo ora una valutazione globale del profilo della nostra immersione, perch\u00e9 anche se abbiamo stabilito come restare in curva ed garantirci adeguate scorta di gas, potremmo non essere soddisfatti del profilo di immersione che ne risulta. Per valutare se il tempo di fondo a nostra disposizione \u00e8 soddisfacente, entriamo nella modalit\u00e0 simulatore del computer subacqueo, impostiamo la profondit\u00e0 stabilita e troviamo il corrispondente tempo di non decompressione, diminuendolo di 2 minuti. Quello sar\u00e0 il tempo massimo di permanenza alla quota di fondo. E\u2019 un tempo che riteniamo soddisfacente per lo scopo dell\u2019immersione?\u00a0 In caso negativo, non ci resta che programmare e pianificare una immersione fuori curva, con criteri naturalmente del tutto diversi, o ridurre significativamente la profondit\u00e0.\u00a0\u00a0 In entrambi i casi dovremo pianificare una nuova immersione.\u00a0\u00a0 Tuttavia, anche se il tempo di fondo \u00e8 adeguato nel rispetto della curva, esso potrebbe essere abbreviato dal raggiungimento della pressione minima delle bombole.\u00a0 Non sappiamo infatti quale sar\u00e0 il primo dei due criteri ad intervenire.\u00a0 In linea di massima nelle immersioni pi\u00f9 profonde interviene prima il limite di no-deco, in quelle a profondit\u00e0 moderata \u00e8 il limite della pressione di bombola che determina l\u2019inizio della risalita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-25312 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/ndltble2.jpg\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/ndltble2.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/ndltble2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 632px) 100vw, 632px\" \/>Questa verifica, un p\u00f2 pi\u00f9 complessa, non \u00e8 certo indispensabile ai fini della sicurezza, ma \u00e8 utile per avere una visione pi\u00f9 globale dell\u2019immersione, e per mantenerci in allenamento nella pianificazione. Ovviamente occorrer\u00e0 qualche semplice calcolo, ma nulla di troppo complicato. Dovremo infatti stimare il consumo di gas della fase di fondo, sottrarlo dalla pressione iniziale della bombola e verificare che quel che resta sia superiore al limite minimo prefissato per iniziare la risalita.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come stimare tale consumo?\u00a0\u00a0 Bisogna per prima cosa annotare i seguenti dati:<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Tempo di fondo programmato, (TF)<\/p>\n<p>Pressione ambiente alla max. profondit\u00e0, (PA): si ottiene dividendo la profondit\u00e0 per 10 e sommando 1 al risultato<\/p>\n<p>Ventilazione minutale, (VM): ognuno ha il proprio valore personale, un valore di sicurezza \u00e8 25 litri al minuto<\/p>\n<p>Capacit\u00e0 della bombola, \u201cC\u201d<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Il consumo in bar della fase di fondo \u00e8 pari a: \u00a0\u00a0(TF x PA x VM) \/ C<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Per capirci, questi due semplici esempi vi chiariranno il concetto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Esempio 1:<\/span><\/strong><br \/>\nStiamo pianificando una immersione a 27 metri di profondit\u00e0 massima con una bombola da 15 litri, caricata a 200 bar. \u00a0\u00a0Il nostro computer in modalit\u00e0 simulatore fornisce per 27 mt un NDL pari a 20 minuti.\u00a0 Tolti i due minuti di margine, il tempo di fondo sar\u00e0 18 minuti.\u00a0 Ecco dunque la lista dei parametri per il calcolo del consumo.<\/p>\n<p>Tempo di fondo (TF) = 18 min.<\/p>\n<p>Pressione ambiente, (PA) = 27\/10 + 1 = 3,7 atm o bar<\/p>\n<p>Ventilazione minutale VM = 25 litri\/minuto;<\/p>\n<p>Capacit\u00e0 bombola (C) = 15 litri<\/p>\n<p>Moltiplichiamo i tre fattori ottenendo :<\/p>\n<p>(18 x 3,7 x 25 ) \/ 15 = 111<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I 111 bar ottenuti rappresentano il <strong><span style=\"color: #008000;\">fabbisogno di gas della fase di fondo<\/span><\/strong>.\u00a0\u00a0 Sottraendolo alla pressione inziale si ottiene: 200 \u2013 111 = 89.\u00a0\u00a0 Essendo superiore al valore limite di pressione (80 bar) siamo certi che il tempo di fondo programmato potr\u00e0 essere rispettato. In caso contrario dovremo\u00a0 modificare i parametri dell\u2019immersione e ripianificare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-25313\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/DSC_7843m.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"664\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Esempio 2:<\/span><br \/>\n<\/strong>Stiamo pianificando una immersione a 18 metri, sempre con VM=25 e bombola da 15 litri caricata a 200 bar.<br \/>\nIl nostro computer per una profondit\u00e0 massima di 18 metri prevede un NDL di 46 minuti. Il tempo di fondo (TF) sar\u00e0 quindi 44 minuti, mentre la pressione ambiente (PA) a 18 metri di profondit\u00e0 \u00e8 pari a 18\/10 + 1 = 2,8 bar.\u00a0 Abbiamo dunque il seguente consumo in bar per la fase di fondo:<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0(44 x 2,8 x 25 ) \/ 15 = 205 bar<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sottraendolo alla pressione inziale si ottiene: 200 \u2013 205 , addirittura un valore negativo, il che significa che non possiamo sfruttare tutto il tempo di non decompressione mantenendo una bombola da 15 litri, perch\u00e9 non contiene sufficiente gas.\u00a0\u00a0 Non appena giungiamo al limite inferiore di pressione bombola per 18 metri, che con la regola empirica della profondit\u00e0 + 40 bar \u00e8 di circa 58 bar, dovremo quindi risalire. \u00a0Si pu\u00f2 tuttavia riflettere sul fatto che convenga modificare qualche parametro per permetterci di sfruttare tutto il tempo di fondo.\u00a0\u00a0 Ad esempio, se scegliamo una bombola da 18 litri e riusciamo a caricata a 230 bar, otteniamo:<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (44 x 2,8 x 25 ) \/ 18 = 171 bar<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il consumo di 171 bar \u00e8 compatibile con una 18 litri caricata a 230 bar, infatti 230-171= 59 bar, proprio il margine che ci serve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci saremo ben accorti che il calcolo dipende da ci\u00f2 che abbiamo chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">ventilazione media,<\/span><\/strong> ovvero il nostro consumo minutale medio di gas respiratorio in immersione, che negli esempi abbiamo fissato a 25 l\/min. Ricordiamo tuttavia che un subacqueo responsabile deve conoscere il proprio valore di consumo minutale in immersione. E\u2019 un dato facile da stimare, ma che la maggior parte dei computer esistenti in commercio forniscono al termine di ciascuna immersione e inseriscono nel log.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il tragitto da compiere<\/span><br \/>\n<\/strong>Abbiamo parlato di come determinare l\u2019istante di inizio della risalita. Ma non di come trovarsi in tale istante sul punto giusto per effettuarla. La fase utile dell\u2019immersione, ovvero la fase di fondo, pu\u00f2 essere infatti spesa su una area limitata o esplorando una zona estesa del sito di immersione. Nel secondo caso, dovendo allontanarsi dal punto di discesa per ritornavi ad iniziare la risalita, occorre fare attenzione a trascorrere un tempo di allontanamento pari a circa la met\u00e0 del tempo di fondo a disposizione. Fa eccezione il caso in cui il viaggio di andata sia a favore di una corrente apprezzabile, in tal caso infatti occorre ridurre il tempo a disposizione per il tragitto di andata, a favore del tempo da riservare per il ritorno, durante il quale si dovr\u00e0 fronteggiare la una corrente contraria.\u00a0\u00a0\u00a0 In ogni caso, il monitoraggio dei consumi durante il tragitto di andata pu\u00f2 portare ad anticipare la via del ritorno quando la met\u00e0 del gas a disposizione della fase di fondo \u00e8 ormai consumato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25314\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_1470-e1543156633860.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"750\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Gestione delle emergenze<\/span><br \/>\n<\/strong>Occorre condividere con il proprio compagno la strategia con la quale gestire le principali emergenze, in particolare come segnalarle in modo non equivoco. E\u2019 utile essere ben affiatati tra compagni di immersione, capirsi al volo con pochi gesti convenuti, e spendere di tanto in tanto un tuffo o due per allenarsi nella soluzione di qualche problema che pu\u00f2 capitare in immersione e che se non gestito correttamente pu\u00f2 trasformarsi in una criticit\u00e0 vera e propria. Peraltro, poich\u00e9 in qualunque istante dell\u2019immersione ci si trover\u00e0 all\u2019interno della curva di sicurezza, sar\u00e0 sempre possibile, per emergenze non riconducibili a semplici contrattempi, interrompere l\u2019immersione e risalire in superficie. Salvo casi di emergenze particolarmente severe, ci\u00f2 \u00e8 compatibile con la normale gestione della risalita: controllo della velocit\u00e0, effettuazione della sosta di sicurezza, riemersione. Poich\u00e9 per\u00f2 in questo caso la risalita avverr\u00e0 probabilmente lontano dal punto previsto, e quindi senza una cima di risalita,\u00a0 occorre essere in grado di gestirla in libera, eventualmente lanciare il pallone vincolato al mulinello tramite sagola, segnalare la propria presenza una volta riemersi e prestare attenzione ad eventuali natanti di passaggio, quindi cercare di recuperare il contatto con chi ci aspetta in barca e segnalare eventuali necessit\u00e0 di aiuto o supporto. <strong><span style=\"color: #008000;\">Esploreremo nel prossimo articolo le principali modalit\u00e0 di pianificazione di una immersione fuori curva, che quindi prevede tappe di decompressione.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine II parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Cicali<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25155\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25160\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/25592\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/26792\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/26778\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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