{"id":24546,"date":"2020-07-11T00:10:34","date_gmt":"2020-07-11T00:10:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=24546"},"modified":"2023-08-13T18:48:11","modified_gmt":"2023-08-13T16:48:11","slug":"il-corretto-ancoraggio-la-sicurezza-non-e-mai-troppa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/24546","title":{"rendered":"Il corretto ancoraggio nautico: la sicurezza non \u00e8 mai troppa"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><br \/>\n<\/strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Nautica, ancoraggio<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La sicurezza degli ancoraggi<\/span><\/span><\/strong><br \/>\nAbbiamo viaggiato nei secoli, conoscendo i tipi principali di ancore, attrezzature nautiche fondamentali per la sicurezza degli ancoraggi. Le ancore sono per\u00f2 solo la parte terminale della linea di ancoraggio che parte dalla nave e termina alle marre dell&#8217;ancora. A differenza di quanto molti ritengono, l\u2019ancora <strong><span style=\"color: #008000;\">da sola<\/span><\/strong> non potrebbe fare la sua funzione <strong><span style=\"color: #008000;\">senza l&#8217;azione combinata del peso e della resistenza della catena sul fondo<\/span><\/strong>. Di fatto l\u2019ancora non \u00e8 che una minima frazione del dislocamento della nave e se non ci fosse la catena non potrebbe mai opporsi da sola alle forze di trazione causate dal vento e dal mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, quando possibile, \u00e8 opportuno avere a bordo ancore di tipologia diversa. Di massima le ancore con marre appuntite (come le Danforth e le CQR) sono adatte maggiormente ad un fondale sabbioso-fangoso, in modo tale da poter penetrare pi\u00f9 a fondo nel sedimento mentre quelle tipo ammiragliato o Hall, di maggior peso, si adattano a fondi generici. Le dimensioni dell&#8217;ancora dipendono ovviamente dalla stazza della nave. In base al tipo di fondale (ricavabile dai portolani e dalle carte nautiche) quindi si dovranno scegliere l\u2019ancora o le ancore&nbsp; di dimensioni e peso dipendenti dalla lunghezza della imbarcazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dalle cime alle catene<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nScelta l&#8217;ancora, passiamo alle catene, un insieme di maglie metalliche utilizzate per appesantire l\u2019estremit\u00e0 superiore delle ancore in modo che, nella fase di ancoraggio le marre dell&#8217;ancora siano facilitate nella loro azione&nbsp; di agguantare meglio il fondale. L\u2019impiego di catene metalliche \u00e8 molto pi\u00f9 antico di quanto si pensi. Le fonti storiche riportano che furono usate dai Macedoni durante l\u2019assedio di Tiro per impedire che i sommozzatori fenici tagliassero le cime delle ancore delle loro imbarcazioni. Si tratt\u00f2 di un caso forse unico in quanto, in seguito, la maggior parte delle navi continu\u00f2 ad impiegare le pi\u00f9 pratiche cime vegetali. Un uso che, per quanto concerne gli ancoraggi, continu\u00f2 fino al XVIII secolo dopo Cristo, quando vennero sostituite sui vascelli maggiori dalle catene metalliche. In quelli minori si continuarono invece ad usare cime vegetali (soprattutto canapa, manila e iuta) in quanto le ancore erano ancora di dimensioni tali da poter essere filate a mare o recuperate a mano, utilizzando in alcuni casi un albero da carico prodiero come picco per il loro recupero.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le catene in metallo era invece necessario l\u2019uso di argani e verricelli azionati a mano che sollevavano l\u2019ancora a pelo d\u2019acqua, per permettere che la stessa fosse poi fissata (con l\u2019ausilio di una gruetta laterale) fuoribordo. Nei tempi moderni, grazie agli argani a motore, la catena dell\u2019ancora passa attraverso gli occhi di cubia ed il fusto dell\u2019ancora, essendo privo di ceppo, pu\u00f2 alloggiare comodamente nell&#8217;occhio di cubia.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza di quanto molti ritengono, l\u2019ancora da sola non potrebbe fare la sua funzione senza l&#8217;azione combinata del peso e della resistenza della catena sul fondo. Di fatto&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019ancora non \u00e8 che una minima frazione del dislocamento della nave e se non ci fosse la catena non potrebbe mai opporsi da sola alle forze di trazione causate dal vento e dal mare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>Quando possibile \u00e8 bene avere a bordo ancore di tipo diverso. Di massima le ancore con marre appuntite (come le <strong><span style=\"color: #008000;\">Danforth<\/span><\/strong> e le <strong><span style=\"color: #008000;\">CQR<\/span><\/strong>) sono adatte maggiormente ad un fondale sabbioso-fangoso, in modo tale da poter penetrare pi\u00f9 a fondo nel sedimento, mentre quelle tipo <strong><span style=\"color: #008000;\">ammiragliato<\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #008000;\">Hall<\/span><\/strong>, di maggior peso, si adattano a fondi generici. In base al tipo di fondale (ricavabile dai portolani e dalle carte nautiche) si dovr\u00e0 scegliere l\u2019ancora o le ancore di dimensioni pi\u00f9 adatte all&#8217;imbarcazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per completezza le imbarcazioni da diporto utilizzano anche un&#8217;ancora a grappino, in pratica un ancorotto a quattro marre articolate, che possono essere richiuse per un minore ingombro. Questi ancorotti sono spesso utilizzati a bordo di piccole imbarcazioni (&lt;5 metri) e dai gommoni ma non hanno una tenuta robusta. Essi risultano adatti anche su fondali rocciosi, grazie alla loro capacit\u00e0 di penetrare in ogni anfratto. Questo vantaggio pu\u00f2 essere uno svantaggio per lo stesso motivo, in quanto la probabilit\u00e0 di incagliarlo fra gli anfratti del fondo \u00e8 piuttosto alta. I subacquei ne sanno qualcosa. Nel caso considerate la necessit\u00e0 di dovervi ri-immergere per questa operazione.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/NAUTICA-640px-Anchor_types.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NAUTICA-640px-Anchor_types.jpg\" width=\"640\" height=\"454\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Diagramma con diversi tipi di ancore, incluse Danforth, Hall, AC14, Spek, Kedge-Admirality, Buyers, Union, Pool, Stockless, KLIP, ZY-6,D&#8217;Hone, FOB , e Navy Stockless<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Anchor_types.jpg\">Anchor types.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oltre alla tipologia delle ancore, i fattori che entrano in gioco sono il tipo di fondale, la&nbsp;profondit\u00e0 del punto di fonda e il numero di&nbsp; lunghezze di catena da rilasciare in mare.&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incominciamo con i diversi tipi di fondale. I fondi marini possono essere buoni (sabbia, fango) o cattivi (rocce, alghe) tenitori. Questo comporta che, a seconda della loro composizione, possono richiedere ancore diverse. Un controllo sul portolano o sulle carte fornisce informazioni sufficienti per la pianificazione dell&#8217;ancoraggio ma considerate sempre la scala delle carte.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ATTENZIONE: la profondit\u00e0 del punto di fonda non deve essere mai eccessiva<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDi massima bisogna evitare di ancorarsi su fondali molto profondi (oltre i 50 metri) privilegiando punti di fonda su bassi fondali. Naturalmente questo valore va commisurato al tipo di imbarcazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quante lunghezze?<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nInfine, molto importante, vanno messe a mare tante &#8220;lunghezze di catena&#8221; per un totale da 3 a a 5 volte il fondale. Una <strong><span style=\"color: #008000;\">lunghezza di catena<\/span><\/strong> \u00e8 25 metri per cui il numero di lunghezze di catena definisce la lunghezza totale di catena rilasciata (filata) a mare. Ad esempio su un fondale di 30 metri, buon tenitore, si possono rilasciare novanta metri di catena equivalenti (per eccesso) a quattro lunghezze (100 metri). Sempre meglio abbondare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\">Come dare fondo all&#8217;ancora<\/span><\/span><\/strong><br \/>\nIl comandante dell&#8217;imbarcazione dovr\u00e0 valutare le condizioni al contorno ovvero il punto prescelto di ancoraggio, il vento (direzione e forza) ed il mare.&nbsp;&nbsp;Un buon ancoraggio non \u00e8 una manovra facile: richiede nozioni teoriche, pratica e soprattutto esperienza.&nbsp;La tecnica per un buon ancoraggio \u00e8 la seguente: ci si posiziona con le macchine sul punto prescelto, con prua a vento e barca ferma, si da fondo all&#8217;ancora. A questo punto si distende la linea di ancoraggio (ovvero il calumo, insieme di cima e catena attaccato all&#8217;ancora) arretrando piuttosto lentamente in modo da lasciare all&#8217;ancora il tempo di fare presa sul fondale. Il movimento deve essere lento per evitare che la linea vada in tensione con il risultato di far spedare l&#8217;ancora. La lunghezza del calumo deve essere adeguata affinch\u00e9 la catena&nbsp;si adagi completamente sul fondo e, con il suo peso, faciliti l&#8217;azione dell&#8217;ancora. Qualora&nbsp; a macchina abbreviata indietro la nave continui a scarrocciare bisogna ipotizzare che l&#8217;ancora stia arando. In quel caso si dovr\u00e0 risalpare il tutto e rifare la manovra.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Controllo del punto di fonda<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPer quanto possa sembrare poco importante in un epoca in cui esistono sistemi automatici di controllo della navigazione, l\u2019ancoraggio, anche di piccole imbarcazioni, deve essere sempre controllato periodicamente. Il controllo (automatico o manuale) avviene attraverso la verifica che la nave all&#8217;ancora si trovi sempre all&#8217;interno del cosiddetto cerchio di fonda. Questo cerchio ha centro sulla posizione esatta misurata al momento della fonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">In pratica:<\/span><\/strong><br \/>\nposizionare sulla carta nautica (Piano Nautico) il cosiddetto \u201cCerchio di fonda\u201d&nbsp;il cui raggio \u00e8 la somma delle lunghezza della catena filata, la profondit\u00e0 del fondale e la lunghezza della propria imbarcazione. Il raggio del cerchio di fonda sar\u00e0 dunque dato da:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">R = Raggio cerchio di fonda<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">L = Lunghezza imbarcazione<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">LC = Lunghezza catena a mare<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Z = Profondit\u00e0 del fondale sul punto di fonda<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">R = (L+LC) &#8211; Z<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Esempio<\/span><\/strong><br \/>\nuna nave di 100 metri di&nbsp; lunghezza deve dar da fondo su 25 metri di fondale con 5 lunghezze di catena. Quale sar\u00e0 il suo raggio di sicurezza?<br \/>\nil raggio sar\u00e0 uguale a = 100+125-25= 200 metri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Determinato il raggio del cerchio di fonda, con centro sul punto di fonda,&nbsp; in mancanza di un sistema di navigazione elettronico,&nbsp; bisogna disegnare sulla carta nautica (meglio se si ha un&nbsp;piano nautico) il cerchio con un compasso e prendere dei rilevamenti \u201cdi sicurezza\u201d (rilevamenti tangenti al cerchio di fonda) da punti cospicui precedentemente determinati in costa. Presi i rilevamenti di sicurezza, tracciateli ed indicateli espressamente sulla carta; in questo modo baster\u00e0 vedere, all&#8217;atto del controllo, se la misura degli stessi, rilevata ogni 30 minuti (o anche a scadenze inferiori se le condizioni meteo lo richiedono), \u00e8 congrua&nbsp; ai rilevamenti&nbsp;di sicurezza iniziali. In caso contrario, dobbiamo presupporre che l&#8217;ancora della nave stia arando ovvero che l\u2019ancora non faccia pi\u00f9 tenuta e la nave stia scarrocciando trascinata dal vento e dalla corrente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni sistemi di controllo della navigazione, che utilizzano la cartografia elettronica ed un sistema GPS, consentono di automatizzare il procedimento. Vanno comunque inseriti i dati di profondit\u00e0 e delle lunghezze di catena filate a mare al fine di fargli disegnare il cerchio di fonda. In quel caso, il controllo diviene automatico e, se viene avvertito dal sistema uno scarroccio eccessivo, viene emesso un segnale acustico di allarme. Si tratta di una situazione molto pericolosa che richiede l\u2019accensione immediata dei motori, il salpamento dell\u2019ancora e lo spostamento in un\u2019altra posizione che garantisca una maggiore tenuta dell\u2019ancoraggio. Molti incidenti avvengono per il mancato controllo di queste regole di base.<\/p>\n<figure style=\"width: 732px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Anchor_raising_-_USS_Vella_Gulf_CG_72-732x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Anchor_raising_-_USS_Vella_Gulf_CG_72-732x1024.jpg\" width=\"732\" height=\"1024\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008080;\"><a style=\"color: #008080;\" href=\"https:\/\/all-free-download.com\/free-photos\/anchor_metal_ship_232732.html\">https:\/\/all-free-download.com\/free-photos\/anchor_metal_ship_232732.html<\/a><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il salpamento dell&#8217;ancora<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl salpamento dell&#8217;ancora pu\u00f2 essere riassunto nel termine marinaresco &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">portarsi a picco corto&#8221;, <\/span><\/strong>ovvero portarsi sulla perpendicolare dell&#8217;ancora e quindi salpare il calumo e l&#8217;ancora stessa. Facile a dirsi per le grandi navi ma non scevro di fastidiosi inconvenienti per le piccole imbarcazioni. Pu\u00f2 infatti capitare che, dando fondo su fondali rocciosi o corallini, l\u2019ancora si \u201cincattivi\u201d cio\u00e8 resti incastrata tra le asperit\u00e0 del fondale, costringendo quindi il pilota dell&#8217;imbarcazione a manovre di disincaglio a yo-yo che spesso costringono, su basso fondale, ad immergersi per liberare l&#8217;ancora o, in caso di avverse condizioni meteorologiche, a lasciare temporaneamente l&#8217;ancora in mare con il rischio di perderla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per evitare questa spiacevole situazione, si ricorre (in fase di ancoraggio) ad una cima aggiuntiva, la grippia, che viene fissata all\u2019incrocio delle marre con il fuso, cio\u00e8 sul diamante. Recuperando questa cima si potr\u00e0 sfilare in senso contrario l\u2019ancora liberandola senza sforzi. Questa cima potr\u00e0 essere lasciata libera collegandola tramite un anello scarica volte (swivel)&nbsp; all&#8217;estremit\u00e0 di un gavitello chiamato grippiale. Nel caso di rilascio in emergenza, per avverse condizioni meteorologiche, il grippiale ci indicher\u00e0 la posizione dell&#8217;ancora per un recupero in un secondo tempo.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ci sono molte altre cose da raccontare su questa importante manovra marinaresca ma ci torneremo prossimamente.<br \/>\nBuon vento e buon mare.&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. ARGOMENTO: NAUTICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Nautica, ancoraggio . La sicurezza degli ancoraggi Abbiamo viaggiato nei secoli, conoscendo i tipi principali di ancore, attrezzature nautiche fondamentali per la sicurezza degli ancoraggi. 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