{"id":24441,"date":"2018-11-05T01:43:44","date_gmt":"2018-11-05T00:43:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=24441"},"modified":"2023-05-21T21:02:06","modified_gmt":"2023-05-21T19:02:06","slug":"mamma-gli-uscocchi-avrebbero-forse-detto-pirati-in-adriatico-nel-xvi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/24441","title":{"rendered":"Mamma gli Uscocchi, avrebbero forse detto. Pirati o corsari al soldo degli Austriaci nell&#8217;Adriatico del XVI secolo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ADRIATICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Uscocchi<strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo pi\u00f9 volte incrociato tra le nostre pagine l&#8217;Adriatico, mare insidioso in cui tempeste e pirati seminavano morte e distruzione. nelle mie ricerche di storia marittima mi sono imbattuto in una popolazione balcanica, cristiano cattolica, che si affacci\u00f2 sulle coste adriatiche per sfuggire all&#8217;avanzata degli Ottomani nel XVI secolo. Al loro arrivo presso Quarnaro scoprirono presto quanto fosse vantaggioso dedicarsi al saccheggio ed alla pirateria. Raccontiamo oggi la loro breve ma intensa storia. Il loro nome <strong><span style=\"color: #008000;\">Uscocchi<\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #008000;\">Uskoci<\/span><\/strong>, in croato, pu\u00f2 essere tradotto come quelli \u201cche saltano dentro\u201d, forse un richiamo alla loro abitudine del &#8220;saltare dentro&#8221; le navi, abbordandole nelle loro attivit\u00e0 di pirateria.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-38698\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Mereen-Walls-Klis-Fortress-Game-of-Thrones-TellyAddictTalks-Blog-e1578853068803.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"667\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi nuclei di quelli che sarebbero divenuti noti come <strong><span style=\"color: #008000;\">Uscocchi<\/span><\/strong> erano composti da esuli balcanici, soprattutto Croati in fuga dall&#8217;avanzata dei Turchi del sultano <strong><span style=\"color: #008000;\">Bayezid II<\/span><\/strong>. I coraggiosi guerrieri, guidati da <strong><span style=\"color: #008000;\">Petar Kruzic<\/span><\/strong>, si opposero ai Turchi nella fortezza di <strong><span style=\"color: #008000;\">Clissa,<\/span><\/strong>&nbsp; per sbarrare la penetrazione ottomana dall&#8217;entroterra bosniaco alle coste croate. Una lotta impari a fronte dei potenti invasori che li port\u00f2 a chiedere aiuto all&#8217;Austria, riconoscendo come loro sovrano il re Ferdinando d&#8217;Asburgo (1527) in cambio di aiuto contro l&#8217;invasore turco. Un&#8217;abile mossa politica ma che non comport\u00f2 l&#8217;appoggio militare che avrebbero sperato. Alla morte di Kru\u017ei\u0107, la resistenza collass\u00f2 e gli Uscocchi si dovettero arrendere ai Turchi pur di avere salva la vita.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38701\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/th1DJSRL2Y.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"524\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/th1DJSRL2Y.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/th1DJSRL2Y-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il castello di Segna, roccaforte degli Uscocchi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pochi superstiti si ritirarono sulla costa croata, a Segna, una roccaforte naturale circondata da foreste, impervie montagne e da coste scoscese in cui sii aprivano piccole cale sul mare, navigabili solo con piccole imbarcazioni. Un ambiente perfetto per i pirati. Non ci volle quindi molto perch\u00e9 questi pastori si trasformassero in marinai audaci e spietati pirati, mettendo a ferro e fuoco le coste adriatiche e sconvolgendo il traffico mercantile senza farsi molti problemi sulla loro nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-24448\" style=\"font-size: 12px;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"633\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 633px) 100vw, 633px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">modello di imbarcazione degli Uscocchi, museo della fortezza Nehaj di Senj &#8211; fotografia di Aldo Antonicelli dall&#8217;articolo &#8220;Uscocchi, pirati o corsari?&#8221;, pubblicato da Laboratorio di Storia marittima e navale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene inizialmente gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Uscocchi<\/span> <\/strong>arrembassero le navi commerciali turche, ben presto, in virt\u00f9 della loro fede cristiana cattolica (come loro si professavano) incominciarono ad accanirsi anche contro le navi di cristiani che, per motivi mercantili,&nbsp; si appoggiavano ad armatori, soci o mercanti ebrei; dopo il 1540, i loro interessi si &#8220;allargarono&#8221; anche verso navi che trasportavano beni per i sudditi non cattolici della <strong><span style=\"color: #008000;\">Repubblica della<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Serenissima<\/span><\/strong> ovvero greci, ortodossi ed armeni. Passarono poi ad attaccare anche le navi delle potenze cattoliche che erano in buoni rapporti con la corte ottomana (per buona parte del XVI secolo Venezia e la Francia) o che avevano stretto dei rapporti di vassallaggio con la sublime porta (come Ragusa di Dalmazia).&nbsp;In altre parole non importava chi passava nelle loro acque, le navi erano solo prede e coloro che non professavano in assoluto la religione cattolica e facevano affari con gli infedeli (ovvero tutti gli altri) erano legittimati ad essere considerati dei nemici. Una situazione dii insicurezza marittima insostenibile per Venezia e tutte le potenze dell\u2019epoca che transitavano con le loro merci in Adriatico. Curiosamente, come molti gruppi criminali odierni, gli Uscocchi si dipingevano paladini della causa cristiana contro i turchi ottomani e tutti gli infedeli. Spietati e sanguinari nei loro comportamenti (la misericordia non era contemplata) si professavano per\u00f2 adoranti delle immagini sacre e miracolose della Vergine Maria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra di essi vi furono anche alcuni sacerdoti e venturieri cattolici che si unirono ai saccheggi nel corso della seconda met\u00e0 del XVI secolo, unendo la ricerca di bottino alla lotta per la salvezza della fede. Un fondamentalismo che ci dimostra che nulla di nuovo nasce su questa Terra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-24445\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-2.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 635px) 100vw, 635px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">modello di imbarcazione degli Uscocchi, museo della fortezza Nehaj di Senj. fotografia di Aldo Antonicelli dall&#8217;articolo &#8220;Uscocchi, pirati o corsari?&#8221;, pubblicato da Laboratorio di Storia marittima e navale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pirati utilizzavano per le loro scorrerie delle piccole e molto manovriere imbarcazioni,&nbsp; in modo da che poter operare tra le isole e sotto costa. In genere erano scialuppe a remi e feluchine (a remi e vela) facilmente riparabili a terra in condizioni meteorologiche avverse o per celarsi ai loro cacciatori.&nbsp;Come indica una didascalia, che si trova nell&#8217;esposizione dedicata agli Uscocchi nel castello Nehaj di Senj (Segna) in Croazia, queste barche erano simili alle fuste, a remi e vela. In particolare le pi\u00f9 usate erano le&nbsp;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">brazzere<\/span><\/em><\/strong>, dall&#8217;isola di <strong><span style=\"color: #008000;\">Brazza \u2013 Brac<\/span><\/strong>, o forse perch\u00e9 erano spinte a braccia (brazzo); non erano trascurate anche le veloci e sottili fuste, con da 15 a 20 remi per lato e, generalmente, un solo rematore per banco. Erano dotate di un singolo albero a vela latina&nbsp; o&nbsp; una vela&nbsp; a polaccone a prua, ed erano armate&nbsp;a prora con un solo pezzo d&#8217;artiglieria. Erano cos\u00ec veloci che si diceva che gli Uscocchi avessero il vento, il mare e i diavoli dalla loro parte; si raccontava che fossero addirittura padroni della bora che potevano far soffiare a loro volont\u00e0: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">si mettono semplicemente in disparte, accendono il fuoco e la Bora \u00e8 pronta<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le barche erano dipinte di nero e rosso, simboli della vita e della morte, e navigavano con abilit\u00e0 e velocemente nei canali e negli stretti tra le isole della costa croata. Gli stessi colori erano sui loro mantelli e gilet (rossi) con vistosi berretti porpora o neri, di foggia vagamente ungherese. Non mancavano per\u00f2, specie all&#8217;inizio del &#8216;500, armature e cotte di maglia, sia di tipo occidentale che ottomani. Non disponevano che di pochissimi pezzi d&#8217;artiglieria mentre avevano numerose armi da fuoco di piccolo calibro, anche di buona qualit\u00e0 (sia di provenienza occidentale e balcanica, che turca, come anche archi e frecce turchi), e armi da taglio (spade &#8220;schiavone&#8221;, alabarde) ma anche di tipo turco e balcanico.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avevano sviluppato un proprio codice d&#8217;onore, basato sul coraggio, la fedelt\u00e0 al gruppo ed ai suoi capi, alla difesa della fede cattolica e l&#8217;odio verso tutti gli &#8220;infedeli&#8221;. Questi ultimi inglobavano, per disprezzo, anche i mercanti Veneziani, Ragusani ed Anconetani che, senza nessun pregiudizio religioso ma solo per logica di guadagno, commerciavano con i mussulmani. Tra il 1500 e il 1600 la Repubblica veneta si impegn\u00f2 a lungo contro di essi, con alterni risultati e con periodici blocchi delle coste e delle loro principali piazzeforti (per una ben documentata trattazione di queste operazioni si veda Guido Candiani, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Dalla galea alla nave di linea<\/span><\/strong>\u201d, Citt\u00e0 del Silenzio edizioni per la Biblioteca del Laboratorio di Storia Marittima e Navale).&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-24444 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocch-4.jpg\" alt=\"\" width=\"1976\" height=\"1156\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocch-4.jpg 1976w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocch-4-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocch-4-768x449.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocch-4-1024x599.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1976px) 100vw, 1976px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in alto a sinistra cinque barche degli uscocchi che, al largo dell\u2019isola di Pago (attuale Pag), fuggono davanti ad una galea che li insegue cannoneggiandole con il cannone di corsia, probabilmente per distoglierne l\u2019attenzione da un altro gruppo di barche, in basso a sinistra, che assale un grosso mercantile a vele latine, &nbsp;da &nbsp;\u201cViaggio da Venezia a Costantinopoli\u201d del medico, storico e cartografo friulano Giuseppe Rosaccio (ca 1530-1621), 1598. dall&#8217;articolo di Aldo Antonicelli &#8220;Uscocchi, pirati o corsari?&#8221;, pubblicato da Laboratorio di Storia marittima e navale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione divenne cos\u00ec delicata che, nel 1540, Venezia inizi\u00f2 a fornire una scorta armata anche ai mercantili turchi in Adriatico. Per risposta gli Uscocchi saccheggiarono le isole adriatiche controllate dai Veneziani tra cui Veglia, Arbe e Pago. La contromossa fu un tentativo di accordo tra la Serenissima e l\u2019Austria, nominalmente ancora sovrana degli Uscocchi che tollerava questa attivit\u00e0 corsara. Fu immediatamente chiaro che gli Asburgo erano troppo interessati a mantenere l\u2019appoggio dei pirati adriatici per la lotta contro Istanbul per cui, nel 1577, Venezia intensific\u00f2 le sue operazioni di polizia marittima in Adriatico con reparti di fanteria, reclutati in Albania, al posto degli equipaggi originari dalmati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38699 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/800px-Sultan_I._Ahmet.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1173\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/800px-Sultan_I._Ahmet.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/800px-Sultan_I._Ahmet-205x300.jpg 205w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/800px-Sultan_I._Ahmet-768x1126.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/800px-Sultan_I._Ahmet-698x1024.jpg 698w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il sultano Ahmed I<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mancanza di fiducia?<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span> La situazione era complessa ed entravano in gioco lotte etniche e rivalit\u00e0. Nel 1592 un esercito turco, al comando del sultano Telli Hasan Pasha attacc\u00f2 la Croazia distruggendo diversi insediamenti Uscocchi.&nbsp; Solo dopo la battaglia di Sisak, che diede inizio alla guerra tra gli Asburgici e gli Ottomani, questi ultimi distolsero le loro attenzioni dai pirati per concentrarsi sugli Austriaci. Nella Historia degli Uscocchi, Minucio Minuci vescovo di Zara, scrisse che la lotta tra Venezia e gli Uscocchi \u00e8 come la lotta tra il leone e la zanzara espresse giudizi fortemente negativi nei confronti di questi corsari degli Asburgo che nelle loro scorrerie non facevano distinzione tra navi Ottomane o della Serenissima. Nel 1602, gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Uscocchi<\/span><\/strong> saccheggiarono&nbsp;l\u2019Istria scatenando l\u2019ira di Venezia (e forse anche degli Asburgo che inviarono delle truppe contro Segna senza per\u00f2 ottenere risultati tangibili). Le loro razzie continuarono e Venezia, non riconoscendo un effettivo impegno austriaco, entr\u00f2 in guerra contro gli Asburgici.&nbsp;<span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-24454\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/cristoforo-venier-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"636\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/cristoforo-venier-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/cristoforo-venier.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la tragica cattura di Cristoforo Venier<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le violenze continuarono, con episodi dai toni raccapriccianti come&nbsp;l&#8217;assalto alla <strong><span style=\"color: #008000;\">galea veneziana di Cristoforo Venier<\/span> <\/strong>nel porto di Mandre, nell&#8217;isola di Pago avvenuto il 12 maggio 1613. Risparmiato il solo Venier, giunti presso Segna, i pirati Uscocchi &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">fecero smontare lui e gli troncarono il capo con la manara e spogliato il corpo lo gettarono in mare e apparecchiato il desinare posero il capo dell&#8217;infelice sopra la mensa dove stette mentre dur\u00f2 il servizio<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Forse consumarono anche il suo cuore nel lauto pasto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-24446 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-3.jpg\" alt=\"\" width=\"1980\" height=\"1152\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-3.jpg 1980w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-3-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-3-768x447.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/uscocchi-3-1024x596.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1980px) 100vw, 1980px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quattro barche degli Uscocchi che inseguono una nave nel canale tra la citt\u00e0 di Segna e l\u2019isola di Arbe (l\u2019attuale Rab); in basso a destra vi \u00e8 una grossa galera veneziana, da \u201cViaggio da Venezia a Costantinopoli\u201d del medico, storico e cartografo friulano Giuseppe Rosaccio (ca 1530-1621), 1598. dall&#8217;articolo di Aldo Antonicelli &#8220;Uscocchi, pirati o corsari?&#8221;, pubblicato da Laboratorio di Storia marittima e navale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra dei Veneziani contro gli Asburgici dur\u00f2 poco pi\u00f9 di un anno e, a seguito del trattato di Madrid del 1617, gli Uscocchi furono abbandonati al loro destino. Massacrati nei loro villaggi, incominciarono una fuga disordinata nell&#8217;interno e le poche famiglie superstiti vennero deportate al confine tra la Croazia e la Carniola mentre le loro navi, che avevano terrorizzato il mar Adriatico, bruciarono sulle sue sponde.&nbsp;Terminava cosi la loro epoca, e la loro storia divenne leggenda con i racconti intorno al fuoco tramandati dei loro vecchi.<\/p>\n<p>Con un ristabilito potere marittimo, il mare Adriatico tornava nuovamente sicuro per la prosperit\u00e0 di tutti.&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI SECOLO AREA: ADRIATICO parole chiave: Uscocchi . 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