{"id":24194,"date":"2018-11-01T02:52:40","date_gmt":"2018-11-01T01:52:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=24194"},"modified":"2026-01-14T23:17:41","modified_gmt":"2026-01-14T22:17:41","slug":"ancore-antiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/24194","title":{"rendered":"Ancore antiche"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: III MILLENNIO a.C. &#8211; X SECOLO d.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: ancore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle prime sfide che gli antichi navigatori dovettero affrontare fu quella di potersi fermare in una determinata posizione, resistendo al moto ondoso ed alle correnti. Parliamo di molti millenni fa, un&#8217;epoca lontana di cui ancora non abbiamo sufficienti informazioni. Possiamo immaginare che un antico marinaio ebbe l&#8217;idea di frenare il moto della sua imbarcazione con un qualcosa che potesse strisciare sul fondo, agguantandosi al sedimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-24208\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-pietra.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"563\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-pietra.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-pietra-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNacquero cos\u00ec le prime ancore realizzate in pietra, l\u2019unico materiale disponibile all&#8217;epoca. Sulla base dei rari ritrovamenti, sappiamo che le prime erano dei grossi massi, legati con delle cime fissate alle loro protuberanze o a dei fori appositamente realizzati nel materiale. Queste prime ancore venivano definite, per la loro firma, <strong><span style=\"color: #008000;\">ancore litiche a ciambella<\/span><\/strong>.&nbsp;La natura diversificata dei fondali, con sedimenti pi\u00f9 o meno sciolti, port\u00f2 a modificarne la forma inserendo delle appendici al fine di permettere una miglior presa sul fondo. Questi primi sistemi di ancoraggio, detti a gravit\u00e0, vennero citati anche da Omero con un termine greco, <strong><span style=\"color: #008000;\">\u0190\u028b\u028b\u0273<\/span><\/strong> , che potrebbe essere tradotto come <strong><span style=\"color: #008000;\">letto<\/span> <\/strong>o <strong><span style=\"color: #008000;\">giaciglio<\/span> <\/strong>per il fatto che adagiava sul fondo.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Erodoto<\/span> <\/strong>descrisse l\u2019uso di pietre di forma piramidale da parte degli Egizi, che fu poi perfezionato dai Romani che inizialmente utilizzarono delle ceste, anch&#8217;esse piramidali, piene di sassi. Ovviamente, come oggi, la dimensione dell&#8217;ancora era correlata alla grandezza dell\u2019imbarcazione raggiungendo pesi considerevoli di oltre 850 chilogrammi. Se pensiamo che ci\u00f2 avveniva nella tarda et\u00e0 del bronzo dobbiamo sembra sorprendente che esistessero navi di cos\u00ec grandi dimensioni.&nbsp;Secondo lo studioso Piero Dell\u2019amico, in <strong><span style=\"color: #339966;\">Navi e archeologia<\/span><\/strong>, le prime ancore possono essere datate a partire dal III millennio avanti Cristo ma questa datazione potrebbe essere probabilmente spostata indietro di qualche millennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nostre conoscenze della navigazione antica sono ancora lacunose a causa del deperimento dei materiali impiegati. Il fatto che nell&#8217;et\u00e0 del bronzo i metalli fossero poco usati non vuol dire che gli antichi navigatori non si spingessero per i loro commerci o saccheggi lungo le coste su rudimentali imbarcazioni che consentivano il loro trasporto. Navigando di giorno, l\u2019ancoraggio era richiesto solo quando era impossibile scendere a terra per ridossarsi &#8230; ma qualche volta ci\u00f2 non era possibile a causa delle linee di costa. Gli antichi dovevano quindi assicurarsi al fondo per non essere preda delle correnti e del mare.&nbsp; I primi ancoraggi erano quindi delle grosse pietre, legate a delle cime fissate alla barca, e rilasciate per gravit\u00e0 in mare.&nbsp;Ovviamente queste prime ancore non potevano consentire la sicurezza richiesta e la scarsa tenuta doveva essere molto frequente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-38351\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ancora-montecristo.jpg\" alt=\"\" width=\"888\" height=\"656\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ancora-montecristo.jpg 888w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ancora-montecristo-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ancora-montecristo-768x567.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 888px) 100vw, 888px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ingegno umano ide\u00f2 un sistema che consentisse di fare una maggiore presa sul fondo e nacquero cos\u00ec le prime <strong><span style=\"color: #008000;\">ancore a presa<\/span><\/strong> che sostituirono presto, soprattutto nelle navi pi\u00f9 grandi, le <strong><span style=\"color: #008000;\">ancore a gravit\u00e0<\/span><\/strong>. La duplice azione di gravit\u00e0 (specialmente sui sedimenti molli) e di \u201caggancio\u201d consentiva di avere una maggiore presa evitando lo scarroccio, ovvero il movimento orizzontale della nave quando sottoposta a vento, mare e corrente. All&#8217;epoca i naviganti erano principalmente costieri, non esistendo strumenti cartografici ma incominciarono ad essere disponibili approssimativi disegni descrittivi delle coste, corredati da un importante informazione per suggerire ai piloti i punti di ancoraggio pi\u00f9 idonei, il tipo di fondo. Nacque in quel tempo anche lo <strong><span style=\"color: #008000;\">scandaglio<\/span><\/strong> ovvero un rudimentale campionatore che lanciato fuori bordo non solo dava una misura della profondit\u00e0 ma riportava in superficie un campione del sedimento, fornendo un ulteriore informazione al pilota di dove gettare l\u2019ancora.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-24228\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-sabbia-.jpg\" alt=\"\" width=\"622\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-sabbia-.jpg 888w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-sabbia--300x222.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-sabbia--768x567.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 622px) 100vw, 622px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ingegnosa ancora da sabbia di pietra con inseriti legni per aumentare il potere grippante sul sedimento dal sito <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.cherini.eu\/etnografia\/ancore\/index.html\">cherini.eu&nbsp;<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio successivo fu l\u2019introduzione delle <strong><span style=\"color: #008000;\">marre<\/span><\/strong>, stimato tra il III ed il II millennio avanti Cristo. Si trattava di barre di legno inserite nell&#8217;ancora attraverso dei fori ricavati nella pietra. L\u2019introduzione del fusto verticale avvenne solo in seguito quando vennero inseriti nelle pietre di ancoraggio delle travi di legno. Si ritiene che il fusto fosse sagomato in modo da avere una biforcazione nel punto inferiore, al fine di evitarne lo sfilamento dal foro centrale, ed una conformazione tale da poter collegare saldamente la parte superiore alla cima di ancoraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel VII secolo avanti Cristo le fonti incominciarono a citare il nome <strong><span style=\"color: #008000;\">ANCORA<\/span><\/strong> che annunci\u00f2 un cambio tecnologico di questo strumento: la nascita dell\u2019ancora a presa la cui invenzione, secondo Plinio il Vecchio (<em><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"text-align: justify; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-size: 16px; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\">Naturalis historia <\/span>VII, 209<\/span><\/em>), va attribuita al filosofo <strong><span style=\"color: #008000;\">Anacarsi<\/span><\/strong>. Plinio ci racconta che: &#8220;<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>I Fenici trovarono l\u2019osservazione delle stelle nel navigare, [\u2026] i Tasii le navi lunghe coperte: prima si combatteva solamente da prua e da poppa. Piseo Toscano v\u2019aggiunse le punte, Eupalamo l\u2019ancora, cui Anacarsi fece di due denti<\/strong>&#8220;<\/span><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime ancore conosciute avevano il ceppo in pietra o in marmo con una riduzione di spessore al centro per poterlo inserire in una cavit\u00e0 ricavata nel fusto. Vi sono molte teorie su come in queste prime ancore le marre fossero collegate con il fusto. Alcuni archeologi ritengono che le due marre fossero collegate fra loro da una <strong><span style=\"color: #008000;\">contromarra<\/span><\/strong>, una barra di legno bloccata attraverso delle legature.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38352 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ancora-romanalegno.jpg\" alt=\"\" width=\"888\" height=\"656\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ancora-romanalegno.jpg 888w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ancora-romanalegno-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ancora-romanalegno-768x567.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 888px) 100vw, 888px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In seguito, nel II secolo a. C., apparirono i primi ceppi fissi in piombo che conosciamo dalle tante immagini di scavi archeologici<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La loro caratteristica era l\u2019incasso al centro, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">anello<\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #008000;\">scatola<\/span><\/strong>, nel quale veniva inserito il fusto costituito da un\u2019unica trave. Dalla scatola partivano i due bracci del ceppo, di uguali dimensioni tendenti a rastremarsi alle estremit\u00e0, con una forma trapezoidale allungata. Una volta che il fusto era inserito il tutto veniva assemblato con delle legature. I ceppi con cassetta sono genericamente suddivisi in ceppi con cassetta alta o ceppi spessi, e ceppi con cassetta piatta o ceppi piatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-24230\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/CEPPO-ROMANO-O-ELELNICO.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"637\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/CEPPO-ROMANO-O-ELELNICO.jpg 498w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/CEPPO-ROMANO-O-ELELNICO-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/>Questi ceppi erano inizialmente realizzati colando il piombo fuso direttamente sul fusto, piantato nel suolo sabbioso in una forma predisposta nello stesso sedimento per contenere la colata. In seguito vennero realizzati degli stampi in legno, terracotta e gesso. I perni potevano essere realizzati a loro volta in legno o in piombo. La differenza era che quello in legno era predisposto attraverso il fusto e fuoriusciva dalle due parti per una certa lunghezza, costituendo a fine colata, un\u2019anima all&#8217;interno dei bracci del ceppo. Il perno di piombo veniva invece realizzato con la colata stessa che riempiva un foro praticato nel fusto al centro del cassetto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-24211\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/\u00c0ncora_romana_reconstru\u00efda_cep_i_c\u00e8rcol_originals_museu_Soler_Blasco.jpg\" alt=\"\" width=\"1436\" height=\"1283\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/\u00c0ncora_romana_reconstru\u00efda_cep_i_c\u00e8rcol_originals_museu_Soler_Blasco.jpg 3436w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/\u00c0ncora_romana_reconstru\u00efda_cep_i_c\u00e8rcol_originals_museu_Soler_Blasco-300x268.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/\u00c0ncora_romana_reconstru\u00efda_cep_i_c\u00e8rcol_originals_museu_Soler_Blasco-768x686.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/\u00c0ncora_romana_reconstru\u00efda_cep_i_c\u00e8rcol_originals_museu_Soler_Blasco-1024x915.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1436px) 100vw, 1436px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ancora romana<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">ceppi con perno in piombo<\/span> <\/strong>possono essere considerati pi\u00f9 recenti rispetto a quelli lignei. Le dimensioni dei ceppi fissi in piombo variavano dai 30 ai 40 centimetri di lunghezza. Il fatto che molte parti fossero in legno (facilmente deperibile) spiega il perch\u00e9 nei relitti vengono trovati i ceppi di piombo ma non il resto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni casi, purtroppo rari, in cui sono state ritrovate ancore completamente intatte, sono emersi degli interessanti particolari sulla loro struttura. Ad esempio il diamante, l\u2019estremit\u00e0 inferiore dell\u2019ancora, che si prolungava sotto il punto di attacco delle marre, presentava una scanalatura circolare che doveva servire per legare una cim,a detta <strong><span style=\"color: #008000;\">grippia<\/span><\/strong>, per facilitarne il recupero. La sua funzione era di aiutare a far spedare l&#8217;ancora (ovvero a far sollevare l&#8217;ancora dal fondo) quando si trovava al rovescio e facilitarne cos\u00ec il recupero. Nelle ancore a ceppo fisso in legno il diamante era invece costituito da un travetto ligneo appesantito da barre piatte di piombo a volte fissate da chiodi in rame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le prime ancore in ferro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-24229\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/AncoradiferrodeltipoafrecciadellafinedelIVinizidelIIIsec.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/AncoradiferrodeltipoafrecciadellafinedelIVinizidelIIIsec.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/AncoradiferrodeltipoafrecciadellafinedelIVinizidelIIIsec-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/AncoradiferrodeltipoafrecciadellafinedelIVinizidelIIIsec-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passiamo ora alle <strong><span style=\"color: #008000;\">ancore in ferro<\/span><\/strong> i cui primi esemplari comparvero nel V secolo avanti Cristo. Sebbene citati all\u2019epoca le prime evidenze archeologiche sembrano essere quelle dei relitti di Capistello e forse di Montecristo del III secolo a.C. Usate inizialmente verso la fine dell\u2019Impero Romano, ovvero nel tardo III secolo d.C., presero rapidamente sopravvento su quelle lignee. Le prime<strong><span style=\"color: #008000;\"> ancore in ferro<\/span><\/strong> avevano la stessa forma delle lignee con marre rettilinee ed inclinate rispetto al fusto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38353 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ANCOR-AROMANA-A-CEPPO-MOBILE.jpg\" alt=\"\" width=\"888\" height=\"656\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ANCOR-AROMANA-A-CEPPO-MOBILE.jpg 888w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ANCOR-AROMANA-A-CEPPO-MOBILE-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ANCOR-AROMANA-A-CEPPO-MOBILE-768x567.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 888px) 100vw, 888px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ancora romana a ceppo mobile da cherini.eu<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In epoca romana le <strong><span style=\"color: #008000;\">marre<\/span> <\/strong>assunsero una forma ricurva a semicerchio per tornare nell\u2019Alto Medio Evo di nuovo rettilinee con l\u2019estremit\u00e0 delle stesse rivolta verso l\u2019alto. Le ancore antiche presentavano la cicala, anello o struttura intorno alla quale veniva legata la cima di ancoraggio, in ferro. Un analogo anello, ma di dimensioni minori, si ritrovava sul diamante per dare volta alla grippia. A tal riguardo, anticipo un chiarimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-24231 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora.jpg 471w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-294x300.jpg 294w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Terminologia:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Il termine grippa non deve essere confuso o assimilato al grippiale, essendo di fatto degli elementi dell&#8217;arte marinara distinti e separati. Ancor oggi la GRIPPIA, o GRIPPA, \u00e8 un cavo, in cima o in catena, che viene collegato al diamante dell&#8217;ancora. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Il GRIPPIALE \u00e8 invece un segnale galleggiante, generalmente a forma di gavitello (una specie di boa), che viene collegato alla grippia, facilitandone il recupero in superficie al fine di far spedare l&#8217;ancora dal fondo. <\/span><span style=\"color: #008000;\">In alcuni casi, qualora le condizioni meteorologiche non consentano di salpare l&#8217;ancora velocemente, la cima o la catena dell&#8217;ancora vengono sparate (ovvero sconnesse dall&#8217;imbarcazione). Il GRIPPIALE resta cos\u00ec connesso tramite la GRIPPIA all&#8217;ancora che potr\u00e0 essere recuperata in tranquillit\u00e0 nei giorni seguenti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-24233\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-di-nemi.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"1274\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-di-nemi.jpg 467w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ancora-di-nemi-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ancora di Nemi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">dettagli dell&#8217;ancora di Nemi &#8211; propriet\u00e0 dell&#8217;autore<\/span><\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/20220823_105116-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20220823_105116-1024x768.jpg\" width=\"579\" height=\"434\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/20220823_105103-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20220823_105103-1024x768.jpg\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/20220823_105120-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20220823_105120-1024x768.jpg\" width=\"579\" height=\"434\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come vedete, dal punto di vista costruttivo, i <strong><span style=\"color: #008000;\">sistemi di ancoraggio<\/span><\/strong> incominciarono a diversificarsi sempre di pi\u00f9 fra di loro per adattarsi ai diversi tipi di fondali: pi\u00f9 pesanti per quelli rocciosi, dotati di appendici per fare pi\u00f9 presa per quelli sabbiosi. Il cambio del materiale segu\u00ec di concerto lo sviluppo tecnologico umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">ceppo<\/span><\/strong> di queste antiche ancore in ferro era sempre mobile e divent\u00f2 fisso nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Medioevo<\/span><\/strong> per ritornare, nell&#8217;epoca velica, nuovamente mobile. Vedremo come vennero costruite delle ancore identiche o molto simili dal punto di vista strutturale a quella ritrovata nel lago di Nemi (Roma). Vedremo che da questa antica ancora nacque l\u2019<span style=\"color: #008000;\"><b>ancora Ammiragliato<\/b>, <\/span>forse la pi\u00f9 emblematica tutt&#8217;oggi utilizzata.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima recupero di un ceppo di oltre 250 kg a largo di Termoli nel 2011 da parte del Nucleo Carabinieri Subacquei per i servizi di Archeologia (<a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv xzsf02u x1s688f\" style=\"color: #008000;\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/209551570246374\/user\/100043947188805\/?__cft__[0]=AZXZW_TPx4Dkifpw6kn1MXx_C3ruqjhRx98VWs8BPB4evxlGcR8OirUnv6VMWPG9vlnRt-5tN1gx5TgGXccdGray4HFxq5J2-_EPbOOoXWa0oRvEEpFlqFA8L3DTIvMHkcB6yCjEiieQuEABtKS3f8XB&amp;__tn__=R]-R\"><span class=\"xt0psk2\">Gianfranco Simonini,<\/span><\/a> <a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv xzsf02u x1s688f\" style=\"color: #008000;\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/209551570246374\/user\/100072806945516\/?__cft__[0]=AZXZW_TPx4Dkifpw6kn1MXx_C3ruqjhRx98VWs8BPB4evxlGcR8OirUnv6VMWPG9vlnRt-5tN1gx5TgGXccdGray4HFxq5J2-_EPbOOoXWa0oRvEEpFlqFA8L3DTIvMHkcB6yCjEiieQuEABtKS3f8XB&amp;__tn__=R]-R\">Gianni Sgariglia<\/a><\/span>&nbsp;e&nbsp;<a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv xzsf02u x1s688f\" style=\"color: #008000;\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/209551570246374\/user\/1020567751\/?__cft__[0]=AZXZW_TPx4Dkifpw6kn1MXx_C3ruqjhRx98VWs8BPB4evxlGcR8OirUnv6VMWPG9vlnRt-5tN1gx5TgGXccdGray4HFxq5J2-_EPbOOoXWa0oRvEEpFlqFA8L3DTIvMHkcB6yCjEiieQuEABtKS3f8XB&amp;__tn__=R]-R\"><span class=\"xt0psk2\">Ugo Adorante<\/span><\/a>) &#8211; <span style=\"color: #ffffff;\">foto di <a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz x1heor9g xt0b8zv\" style=\"color: #ffffff;\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/209551570246374\/user\/1556361870\/?__cft__[0]=AZXZW_TPx4Dkifpw6kn1MXx_C3ruqjhRx98VWs8BPB4evxlGcR8OirUnv6VMWPG9vlnRt-5tN1gx5TgGXccdGray4HFxq5J2-_EPbOOoXWa0oRvEEpFlqFA8L3DTIvMHkcB6yCjEiieQuEABtKS3f8XB&amp;__tn__=R]-R\" aria-hidden=\"false\"><span class=\"x3nfvp2\"><span class=\"x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x x4zkp8e x676frb x1nxh6w3 x1sibtaa x1s688f xzsf02u\" dir=\"auto\">Gianpaolo Colucci<\/span><\/span><\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: NAUTICA PERIODO: III MILLENNIO a.C. &#8211; X SECOLO d.C. AREA: DIDATTICA parole chiave: ancore &nbsp; Una delle prime sfide che gli antichi navigatori dovettero affrontare fu quella di potersi fermare in una determinata posizione, resistendo al moto ondoso ed alle correnti. 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