{"id":2413,"date":"2017-01-12T00:10:49","date_gmt":"2017-01-12T00:10:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=2413"},"modified":"2026-09-01T19:03:09","modified_gmt":"2026-09-01T17:03:09","slug":"2413","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2413","title":{"rendered":"Il posizionamento in mare: concetti di base  &#8211; parte I di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\"><br \/>\n.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: CARTOGRAFIA E NAVIGAZIONE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Terra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La forma del pianeta ed i sistemi di riferimento per poterci navigare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIniziamo una serie di articoli sul posizionamento in mare. Oggigiorno tra GPS sui telefonini e sistemi automatici per terra e per mare diamo spesso tutto per scontato. In realt\u00e0, per meglio utilizzare questi strumenti, sarebbe necessario avere un infarinatura di come tutto nacque. Ho usato il passato remoto non a caso perch\u00e9 tutto inizi\u00f2 molto tempo fa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/planet-earth-free-1024x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 planet-earth-free-1024x1024.jpg\" width=\"1109\" height=\"1109\" \/><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.publicdomainpictures.net\/it\/view-image.php?image=86450&amp;picture=pianeta-terra\"><strong><span style=\"color: #008000;\">forma pittorica <\/span><\/strong>Pianeta Terra &#8211; Public Domain Pictures<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non spaventatevi, tratter\u00f2 i vari argomenti con estrema semplicit\u00e0 tralasciando noiose equazioni matematiche e digressioni che servirebbero solo a confondervi le idee. Avanzeremo piano piano per comprendere le basi della cartografia e del posizionamento, elementi necessari per poter navigare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una magnifica non sfera azzurra<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNelle illustrazioni degli atlanti geografici la forma della Terra ci viene sempre mostrata come una bellissima sfera blu che sembra avvolgere le terre emerse. In realt\u00e0, la vera forma geometrica del nostro pianeta \u00e8 molto diversa da quella raffigurata e si avvicina maggiormente a quella di una strana \u2026 patata. Un problema non semplice per cui, sin dall&#8217;antichit\u00e0, la rappresentazione sferica del nostro pianeta fu una semplificazione per meglio calcolare matematicamente distanze ed angoli. La forma reale della Terra fu scoperta solo in tempi relativamente recenti, ovvero nella seconda met\u00e0 del XX secolo, quando attraverso le misure gravito-metriche evidenziarono zone con maggiore o minore gravit\u00e0. Queste differenze sostanziali e non compatibili con un modello sferico portarono i geologi a ricercare delle soluzioni intermedie, ovvero dei sistemi geometricamente pi\u00f9 regolari e matematicamente descrivibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo un passo indietro: nei primi anni della navigazione, i marinai rapportavano le loro posizioni su dei piani tangenti in alcuni punti della sfera. In pratica il globo veniva suddiviso in paralleli e meridiani misurati da diversi meridiani e paralleli di riferimento e venivano poi misurate delle coordinate sferiche. Fu determinato un <strong><span style=\"color: #008000;\">parallelo fondamentale<\/span><\/strong> (il pi\u00f9 grande) che venne chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Equator<\/span><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><\/strong> (ovvero posto ad ugual distanza dai poli) che divideva il globo in due parti uguali (<strong><span style=\"color: #008000;\">emisferi)<\/span><\/strong>: quello Nord fu chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">emisfero boreale<\/span><\/strong> mentre quello meridionale <strong><span style=\"color: #008000;\">emisfero australe<\/span><\/strong>. Partendo dall&#8217;Equatore vennero ipotizzati infiniti archi, paralleli allo stesso, sia verso il Polo Nord sia verso il Polo Sud, che vennero chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">PARALLELI<\/span><\/strong>. Ovviamente per poter determinare una posizione in un sistema di coordinate sferico doveva essere definita una seconda coordinata. Fu cos\u00ec che furono designati dei <strong><span style=\"color: #008000;\">MERIDIANI<\/span> <span style=\"color: #008000;\">di riferimento<\/span><\/strong>, transitanti da Nord verso Sud e passanti da isole o citt\u00e0 importanti per i cartografi. Inutile dire che la conoscenza geografica e la possibilit\u00e0 di regolamentare matematicamente le conoscenze\u00a0 dava un potere enorme ai Paesi, sia dal punto di vista politico che economico. inutile dire che creare diversi sistemi di riferimento creava confusione e contenziosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9 fu scelto proprio Greenwich?<\/span><\/strong>\u00a0<\/span><br \/>\nDurante la <strong><span style=\"color: #008000;\">conferenza internazionale di Washington del 1884<\/span> <\/strong>si introdusse il sistema dei fusi orari, scegliendo come <strong><span style=\"color: #008000;\">primo fuso quello di Greenwich<\/span><\/strong>. Prima di allora orari e misure geografiche non erano uguali per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"color: #444444; display: inline; float: right; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; height: 388px; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; max-width: 640px; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; margin: 4px 0px 12px 24px;\" src=\"http:\/\/www.angetbo.net\/origif\/06.gif\" alt=\"\" width=\"519\" height=\"210\" \/>In campo nautico veniva spesso usato il <strong><span style=\"color: #008000;\">meridiano di Ferro (Isole Canarie)<\/span> <\/strong>dalla maggior parte delle marine dell&#8217;Europa continentale. Veniva definito, per convenzione, come il meridiano passante ad una distanza angolare di 20\u00b0 ad ovest di Parigi (o 17\u00b0 39&#8242; 46&#8243; ad ovest di Greenwich). <strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0: tale meridiano prendeva il nome dall&#8217;isola del Ferro\u00a0(<i>El Hierro<\/i>), la pi\u00f9 occidentale delle Isole Canarie e allo stesso tempo la parte pi\u00f9 estrema del Vecchio Mondo nota sin dall&#8217;antichit\u00e0, definita dal geografo greco Tolomeo, nel II secolo, il meridiano dell&#8217;Isola del Ferro come meridiano zero.<\/span><\/strong> Una soluzione di fatto pratica che comportava, per la cartografia europea dell&#8217;epoca, solo longitudini positive (ad est dell&#8217;isola).\u00a0<span style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\">Di fatto ogni Paese aveva la sua ora basata soprattutto sull&#8217;osservazione del Sole. Durante la conferenza venne deciso di creare quindi 12 fusi orari ad est e 12 ad ovest. Il <\/span><strong style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">Meridiano di Greenwich<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"> divenne cos\u00ec il meridiano zero da dove misurare la longitudine. L&#8217;importanza di Londra (il potere marittimo britannico ebbe il suo peso) e dell&#8217;osservatorio di Greenwich, fondato da Carlo II\u00a0 nel 1675, fecero propendere la scelta dei delegati su quella specifica localit\u00e0 per risolvere l&#8217;antico problema della determinazione della longitudine in mare. Dall&#8217;intersezione di un meridiano e di un parallelo possiamo identificare un punto univoco sulla sfera. Se poi diamo un valore in gradi, primi e secondi ai paralleli ed ai meridiani il gioco \u00e8 fatto. Questi valori sono delle vere e proprie <\/span><strong style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">coordinate sferiche<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"> che sono chiamate <\/span><strong style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">latitudine <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\">e <\/span><strong style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">longitudine<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\">. Per definizione, la latitudine \u00e8 la distanza angolare dall&#8217;equatore\u00a0a il parallelo passante per il punto mentre la longitudine \u00e8 la distanza angolare tra il meridiano passante sul punto e il\u00a0meridiano di riferimento di Greenwich. Tutti i punti posti sui meridiani a destra del meridiano di Greenwich hanno longitudine <\/span><strong style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">EST<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"> mentre quelli a sinistra <\/span><strong style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">OVEST<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\">. I punti posti su paralleli a Nord dell&#8217;equatore hanno latitudine <\/span><strong style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">NORD<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"> mentre quelli a Sud ovviamente hanno latitudine <\/span><strong style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">SUD<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\">. Sembra tutto facile vero?<\/span><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f7f76d;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Curiosit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><strong>OVEST<\/strong> deriva dal tedesco <strong>west<\/strong> che discende dallo svedese vester e dal gotico vasi. <strong>Vasi<\/strong> deriva probabilmente dalla stessa radice sanscrita <strong>vas-ati<\/strong> (&#8220;notte&#8221;) da cui discende anche la parola latina <strong><em>vesper<\/em><\/strong> (&#8220;sera&#8221;), per andare a indicare il punto in cui tramonta il Sole. <strong>EST <\/strong>deriverebbe invece dal greco <em><strong>eos<\/strong><\/em> che significa appunto <strong>aurora<\/strong> cio\u00e8 dove sorge il Sole. <\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, con l&#8217;aumentare delle conoscenze geografiche ci si accorse che, essendo la forma della Terra irregolare, gli errori generati nella rappresentazione sferica potevano essere significativi. Si arriv\u00f2 quindi ad identificare sul <strong><span style=\"color: #008000;\">geoide<\/span><\/strong> un <span style=\"color: #008000;\"><strong>ellissoide di riferimento<\/strong>,<\/span> tangente a determinate aree del globo. Il problema era (ed \u00e8) che allontanandosi dal punto di tangenza dell&#8217;ellissoide gli errori di misura aumentano. Questo comport\u00f2 quindi la necessit\u00e0 di creare pi\u00f9 ellissoidi di riferimento, applicabili in diversi punti di contatto, per poter definire con maggior precisione punti distanti fra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riassumendo:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPer poter determinare delle coordinate \u00e8 necessario fare delle approssimazioni. Per completezza ci si riferisce a queste particolari superfici di riferimento (non spaventatevi e andate avanti) :<br \/>\n<strong><br \/>\n&#8211; <span style=\"color: #008000;\">la superficie dinamica reale o geoidica<\/span><\/strong>, coincidente con il livello assunto dai mari, <span style=\"color: #008000;\">se non sottoposti all&#8217;azione dei venti, delle maree e delle correnti<\/span>, prolungato al di sotto dei continenti e tenente conto del campo effettivo della gravit\u00e0 terrestre;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211;<span style=\"color: #008000;\"> la superficie dinamica teorica o sferoidica<\/span><\/strong>, <span style=\"color: #008000;\">basata su un campo gravitazionale terrestre teorico<\/span>, che considera il nostro pianeta omogeneo e con densit\u00e0 uniforme;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; <span style=\"color: #008000;\">la superficie geometrica<\/span>, <\/strong><span style=\"color: #008000;\">non corrispondente alla realt\u00e0 fisica ma perfettamente adatta per lo sviluppo cartografico.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/b\/b5\/OblateSpheroid.PNG\" alt=\"\" width=\"478\" height=\"405\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>semplificazione della superficie ad ellissoide &#8211; disegno da <\/b><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">https:\/\/gisgeography.com\/.\/<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste <strong><span style=\"color: #008000;\">tre superfici<\/span><\/strong>, non potendo essere descritte con un&#8217;unica espressione matematica portarono alla definizione di particolari <strong><span style=\"color: #008000;\">ellissoidi<\/span><\/strong> di opportune dimensioni.\u00a0Con la <strong><span style=\"color: #008000;\">dimensione o forma dell&#8217;ellissoide<\/span><\/strong> vanno intese le misure del semiasse maggiore, di quello minore ed il suo orientamento. Nella cartografia, sia nautica che terrestre, la Terra viene quindi riferita a ellissoidi di rotazione, la cui forma \u00e8 data dalla grandezza dei loro semiassi (maggiore e minore) e dal loro schiacciamento, valori determinati entrambi da delicate operazioni di alta geodesia.\u00a0L&#8217;orientamento dell&#8217;ellissoide viene invece riferito ed ottenuto identificando sul geoide un punto <strong><span style=\"color: #008000;\">P<sub>0<\/sub><\/span><\/strong>, posto in una localit\u00e0 centrale rispetto all&#8217;area dei rilievi. In pratica, per cercare di ottenere la massima precisione locale, ogni area del mondo adotta un ellissoide centrato in un punto significativo per quell&#8217;area (<strong><span style=\"color: #008000;\">Datum<\/span><\/strong>), cos\u00ec da\u00a0approssimare al meglio i contorni geografici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riassumendo<\/span><span style=\"color: #008000;\">: Per definire univocamente dei punti della superficie terrestre e calcolarne la posizione \u00e8 quindi necessario adottare un &#8220;sistema di riferimento&#8221;, detto Datum, definito da un particolare ellissoide tangente in un dato punto del geoide.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo numerosi tentativi l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Unione Geodetica e Geofisica Internazionale (U.G.G.I.)<\/span>,<\/strong>\u00a0ostacolati da ovvi motivi politici decise di assumere nel 1924 come <strong><span style=\"color: #008000;\">Ellissoide Internazionale<\/span><\/strong> quello calcolato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Hayford<\/span><\/strong> nel 1909 che allora, meglio di ogni altro, si adattava alle esigenze geografiche del momento. Il geoide fu caratterizzato dai seguenti valori:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">semiasse maggiore \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 a = 6.378.388 metri<br \/>\nsemiasse minore \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 b = 6.356.912 metri<br \/>\nschiacciamento \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0s\u00a0= 1\/297<br \/>\nperimetro dell&#8217;equatore \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 p = 40.076.592 metri<br \/>\nlunghezza del 1&#8242; di equatore \u00a0 m = 1.855,4 metri<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre all&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ellissoide di Hayford<\/span><\/strong>, vennero identificati altri ellissoidi, di interesse locale, sui quali furono costruite estese reti geodetiche:<span style=\"color: #000000;\"><br \/>\n<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Ellissoide di Delambre 1810: Francia.<br \/>\nEllissoide di Everest 1830: India Britannica.<br \/>\nEllissoide di Bessel 1841: Paesi Europei &#8211; Cina &#8211; Korea &#8211; Giappone.<br \/>\nEllissoide di Clarke 1866: Nord e Centro America &#8211; Groenlandia.<br \/>\nEllissoide di Clarke modificato 1880: Francia &#8211; Inghilterra &#8211; Spagna &#8211; Africa.<br \/>\nEllissoide Internazionale 1924 : Europa &#8211; Sud America.<br \/>\nEllissoide di Krasovskiy 1942: U.R.S.S. e Paesi limitrofi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nazioni contigue, con rilievi basati sullo stesso ellissoide, <\/span><strong><span style=\"color: #008000; text-decoration: underline;\">ma riferiti a Datum diversi<\/span><\/strong>, hanno quindi delle differenze sensibili nella misura delle coordinate geografiche. La soluzione che fu adottata dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">U.G.G.I<\/span><\/strong>. fu quindi quella di definire un numero limitato di grandi sistemi di riferimento, comuni ad interi continenti, a cui ridurre le reti geodetiche nazionali in modo da facilitare la correlazione geografica fra Stati contigui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Al termine della seconda guerra mondiale<\/span><\/strong> fu adottato in Europa un unico sistema di riferimento allo scopo di correlare fra loro il gran numero di sistemi di riferimento esistenti e quindi la cartografia dei differenti stati del vecchio continente. Il sistema fu chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">EUROPEAN DATUM 1950<\/span>.\u00a0<\/strong>Il sistema, indicato con la sigla <strong><span style=\"color: #008000;\">ED 50<\/span>,<\/strong> adott\u00f2 come superficie di riferimento l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ellissoide Internazionale 1924 (Hayford)<\/span><\/strong> e come centro di emanazione della rete geodetica l&#8217;osservatorio astronomico di <strong><span style=\"color: #008000;\">Potsdam (Germania)<\/span><\/strong>, identificato con le seguenti coordinate astronomiche:<br \/>\n<strong><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">Latitudine\u00a0\u00a0\u00a0 : 52\u00b022&#8217;53,954&#8221; Nord<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Longitudine : 13\u00b004&#8217;01,153&#8221; Est<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per mantenere la possibilit\u00e0 di correlare differenti sistemi, l&#8217;ED 50 fu correlato con le reti di triangolazione dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa e, attraverso comuni stazioni di rilievo, \u00a0anche con il sistema di riferimento russo (<strong><span style=\"color: #008000;\">PULKOVA 42<\/span><\/strong>) e quello indiano (<strong><span style=\"color: #008000;\">INDIAN DATUM)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli <span style=\"color: #008000;\"><strong>anni &#8217;60<\/strong><\/span> le necessit\u00e0 di navigazione di precisione legate ai primi lanci spaziali comportarono lo studio di un sistema di riferimento geodetico da utilizzarsi su scala globale.\u00a0Questo studio port\u00f2 alla realizzazione di nuovi ellissoidi, denominati <strong><span style=\"color: #008000;\">World Geodetic System (WGS)<\/span><\/strong>, che tengono conto sia dei dati provenienti dai tradizionali rilievi astro-geodetici sia delle sempre pi\u00f9 accurate misure gravimetriche ottenute dalle osservazioni delle perturbazioni dei moti orbitali dei satelliti artificiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriviamo al <strong><span style=\"color: #008000;\">1984<\/span><\/strong>, quando l&#8217;evoluzione dei sistemi globali port\u00f2 alla creazione del <strong><span style=\"color: #008000;\">WGS 84 al quale si riferiscono tutte <\/span><span style=\"color: #008000;\">le coordinate oggigiorno fornite dalla maggior parte dei sistemi satellitari GPS<\/span><\/strong>, compresi quelli dei nostri smartphone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ora ci fermiamo qui, siamo solo all&#8217;inizio del nostro viaggio e nei prossimi articoli approfondiremo diversi argomenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine I parte &#8211; continua<br \/>\nAndrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2413\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2471\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2475\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2622\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2563\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2764\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2777\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3008\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-21 maxbutton maxbutton-parte-ix\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45067\"><span class='mb-text'>PARTE IX<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-22 maxbutton maxbutton-parte-x\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3098\"><span class='mb-text'>PARTE X<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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