{"id":23994,"date":"2018-10-18T00:02:52","date_gmt":"2018-10-17T22:02:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=23994"},"modified":"2026-06-18T19:45:59","modified_gmt":"2026-06-18T17:45:59","slug":"le-fregate-breve-storia-di-un-vascello-di-successo-parte-iii-di-andrea-mucedola-e-di-fernando-cerutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23994","title":{"rendered":"Le fregate, breve storia di un vascello di successo &#8211; parte III di Andrea Mucedola e Fernando Cerutti"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX &#8211; XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: NAVI MILITARI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: fregate, Italia, FREMM<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le fregate italiane del dopo guerra<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>In Italia, grazie ai fondi <strong><span style=\"color: #008000;\">MDAP<\/span><\/strong>, nel dopo guerra furono finanziati due dei quattro<strong><span style=\"color: #008000;\"> avvisi scorta<\/span><\/strong> del programma navale italiano del 1950 (<strong><span style=\"color: #008000;\">Cigno e Castore<\/span><\/strong>); essi furono inizialmente denominati con la classifica <strong><span style=\"color: #008000;\">NATO D<\/span><\/strong>, ovvero caccia di scorta, e quindi riclassificati <strong><span style=\"color: #008000;\">F<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate in ruolo anti sommergibili.<\/span><\/strong> Per chi le ricorda, e ci ha navigato, erano unit\u00e0 molto ballerine, tanto che qualcuno le assimilava ai sommergibili quando incontravano mare avverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29468 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/cigno.jpg\" alt=\"\" width=\"1108\" height=\"585\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/cigno.jpg 1008w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/cigno-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/cigno-768x405.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1108px) 100vw, 1108px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fregata Cigno F 555<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eravamo in guerra fredda e la <strong><span style=\"color: #008000;\">classe CIGNO<\/span><\/strong>, composta da quattro unit\u00e0, fu impiegata per compiti di scorta e protezione dei convogli contro la minaccia dei sommergibili sovietici, mostrando per\u00f2 tutti i suoi limiti. Le esperienze maturate su queste navi furono utilissime per la realizzazione della successiva <strong><span style=\"color: #008000;\">classe BERGAMINI<\/span><\/strong>, le prime unit\u00e0 della NATO ad essere configurate dall&#8217;inizio in ruolo antisommergibile, prima come corvette veloci e poi riclassificate fregate. La classe era composta da quattro unit\u00e0: <strong><span style=\"color: #008000;\">Bergamini (F 593), <span class=\"toctext\">Fasan (F 594), <\/span><span class=\"toctext\">Margottini (F 595) e <\/span><\/span><\/strong><span class=\"toctext\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rizzo (F 596)<\/span><\/strong>.\u00a0<\/span>Il loro impiego, considerato rivoluzionario nella lotta ASW e di superficie, si dimostr\u00f2 vincente ed influenz\u00f2 i design successivi delle fregate degli altri paesi della NATO.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29469\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/bergamini-class.jpg\" alt=\"\" width=\"1108\" height=\"898\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fregata Margottini F 595<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio innovativo era di contrastare i sommergibili\/sottomarini avversari\u00a0 mantenendosi sempre ad una distanza di sicurezza per la nave (<strong><span style=\"color: #008000;\">stand off<\/span><\/strong>), impiegando siluri e elicotteri armati per l&#8217;attacco finale. Il sistema di comando e controllo era di tipo tradizionale, con tavoli tattici sui quali venivano disegnate e rappresentate le informazioni. Nella penombra, illuminata solo dalle luci rosse, si addestravano i giovani ufficiali e sottufficiali durante la guerra fredda contro un nemico che era rappresentato dall&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24125\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ab-47.jpg\" alt=\"\" width=\"1105\" height=\"1032\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ab-47.jpg 428w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ab-47-300x280.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1105px) 100vw, 1105px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">AB 47 J3 sul ponte di volo di un Bergamini (notare le dimensioni) &#8211; foto di propriet\u00e0 Alessandro Bellott<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Bergamini<\/span> <\/strong>ospitava una piccola tuga poppiera per il decollo e appontaggio dell&#8217;elicottero <strong><span style=\"color: #008000;\">AB 47 J3<\/span><\/strong>. Essa era dotata di un hangar telescopico costituito da una gabbia con un&#8217;intelaiatura scorrevole che, quando estesa, occupava parte del ponte e veniva poi ripiegata durante le operazioni di volo. La prima unit\u00e0 ad essere dotata di ponte di volo fu il <strong><span style=\"color: #008000;\">Rizzo<\/span><\/strong>, nel 1961. L&#8217;elicottero <strong><span style=\"color: #008000;\">AB 47 J3<\/span> <\/strong>era armato con un<strong><span style=\"color: #008000;\"> siluro Mk 44<\/span> <\/strong>che, una volta lanciato, si auto-guidava acusticamente sul bersaglio. Nel 1964 entrarono in servizio i primi <strong><span style=\"color: #008000;\">AB 204 AS<\/span><\/strong>, elicotteri medi di costruzione AGUSTA BELL, dotati di un sistema automatico di controllo del volo per l&#8217;hovering e di un sonar VDS per localizzare i sommergibili nemici. Questi velivoli ad ala rotante in breve tempo divennero la dotazione standard di tutte le fregate italiane. A tal riguardo, va sottolineato che la Marina Militare Italiana ebbe il merito di aver intuito per prima l&#8217;importanza di imbarcare gli elicotteri antisommergibili su questo tipo di navi al fine di allungarne il braccio offensivo, influenzando le nuove costruzioni navali e le tattiche di combattimento. L&#8217;armamento originario era costituito da tre\u00a0cannoni\u00a0da 76\/62 mm\u00a0tipo MMI (due a prora ed uno a poppa), un lanciabombe anti-sommergibili e sei tubi\u00a0lanciasiluri inseriti\u00a0in due impianti tripli. Successivamente il cannone di poppa venne rimosso per permettere l&#8217;allungamento del ponte di volo per i nuovi elicotteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disegno della parte immersa della prua presentava\u00a0un arrotondamento pronunciato mentre la poppa era squadrata invece che affusolata. Durante la scuola comando navale ad Augusta (Sicilia), si scherzava\u00a0 su queste poppe che si diceva si erano appiattite a causa delle manovre maldestre\u00a0dei neo comandanti, frequentatori del corso. La propulsione era diesel con un unico fumaiolo. Bestia nera era il <strong><span style=\"color: #008000;\">giunto idraulico Vulcan<\/span><\/strong>\u00a0 che separava meccanicamente l\u2019apparato motore, dal sistema di trasmissione, in modo da salvaguardare il riduttore dall&#8217;azione di sforzi bruschi e dalla fluttuazioni del momento di forza dell\u2019apparato motore. Il problema era che nel passaggio tra &#8220;macchine indietro&#8221; a &#8220;macchine avanti&#8221;,\u00a0 o viceversa, l&#8217;azione di inversione del moto non era immediata ed i tempi di reazione erano dannatamente lenti,\u00a0esponendo quindi\u00a0la nave per maggior tempo all&#8217;effetto del vento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29470\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Carabiniere.jpg\" alt=\"\" width=\"1096\" height=\"778\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Carabiniere.jpg 1136w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Carabiniere-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Carabiniere-768x546.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Carabiniere-1024x727.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1096px) 100vw, 1096px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fregata Carabiniere F 581<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1967 entr\u00f2 in servizio il <strong><span style=\"color: #008000;\">Carabiniere<\/span><\/strong>, la prima fregata della omonima <strong><span style=\"color: #008000;\">classe <\/span><\/strong>(la seconda fu l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Alpino<\/span><\/strong>). Concettualmente si trattava di fregate di nuova concezione, armate con sei cannoni da <strong><span style=\"color: #008000;\">76\/62\u00a0mm\u00a0MMI<\/span><\/strong>, un elicottero\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">AB 212 ASW<\/span><\/strong>, due lanciasiluri tripli <strong><span style=\"color: #008000;\">Mk 32<\/span><\/strong> per\u00a0 siluri\u00a0da 324\u00a0mm\u00a0ed un lanciabas (<strong><span style=\"color: #008000;\">lancia bombe antisom<\/span><\/strong>). Un&#8217;innovazione tecnica importante fu l&#8217;installazione di due pinne stabilizzatrici antirollio che permettevano l&#8217;impiego degli elicotteri e delle armi in condizioni meteorologiche avverse e la propulsione tipo <strong><span style=\"color: #008000;\">CODAG<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">Combined Diesel and Gas<\/span><\/strong>) con due\u00a0turbine a gas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa classe, alla fine degli anni settanta, fu affiancata dalle <strong><span style=\"color: #008000;\">quattro fregate classe LUPO<\/span><\/strong>, tra i prodotti di maggior successo della cantieristica militare italiana dal dopoguerra. Il progetto LUPO fu sviluppato dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">FINCANTIERI<\/span><\/strong>\u00a0<sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup>in stretta collaborazione con la\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Militare Italiana<\/span><\/strong>. Ne furono realizzate quattro navi per la Marina Militare Italiana e 14 per l&#8217;esportazione, suddivise tra le Marine del Venezuela (6), del Per\u00f9 (4) e dell&#8217;Iraq di Saddam (4 anche se non furono mai consegnate a causa dell&#8217;embargo delle armi per la guerra Iraq -Iran).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-23992 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/orsa.jpg\" alt=\"\" width=\"1590\" height=\"1226\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/orsa.jpg 1590w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/orsa-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/orsa-768x592.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/orsa-1024x790.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/orsa-180x138.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 1590px) 100vw, 1590px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">quattro fregate classe LUPO<\/span><\/strong>\u00a0(<strong><span style=\"color: #008000;\">Lupo F 564, Sagittario F 565, Perseo F 566 e Orsa F 567<\/span><\/strong>) offrivano un&#8217;elevata velocit\u00e0 e manovrabilit\u00e0, unita ad un armamento considerevole tenendo conto delle loro dimensioni e stazza. A partire dal cannone prodiero 127\/54 mm e le mitragliere binate del sistema di difesa ravvicinata antimissile Dardo, collocato sul ponte di coperta sulle due fiancate a poppavia del fumaiolo.\u00a0La componente missilistica consisteva in un sistema lanciamissili\u00a0Albatros\u00a0ad otto celle dotato inizialmente di missili\u00a0Sea Sparrow\u00a0e successivamente di missili\u00a0Aspide, e da otto o quattro lanciatori per <strong><span style=\"color: #008000;\">missili\u00a0Otomat\u00a0Teseo<\/span><\/strong>, disposti sui due lati della nave. Inoltre era dotata di due lanciasiluri\u00a0tripli per siluri leggeri da 324\u00a0mm. A completare le sue capacita difensive ed offensive venne imbarcato dal 1976 un elicottero <strong><span style=\"color: #008000;\">AGUSTA BELL AB-212 ASW<\/span><\/strong> quindi in versione anti-sommergibile. Non ultimo la classe imbarcava una dotazione elettronica allo stato dell&#8217;arte per far fronte alle minacce ad alta tecnologia che si prospettavano nei nuovi scenari, gestita da un sistema di comando e controllo SADOC, TCS Selenia IPN 20, che consentiva di\u00a0 visualizzare la situazione tattica e controllare e coordinare i sistemi d&#8217;arma grazie alle informazioni ricevute da tutti i sensori. Un passo avanti enorme rispetto ai sistemi analogici delle fregate precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1982 incominciarono ad entrare in servizio <strong><span style=\"color: #008000;\">le fregate classe MAESTRALE<\/span><\/strong>, fiore all&#8217;occhiello della Marina Militare\u00a0italiana per molti anni.\u00a0Derivate dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">classe LUPO<\/span><\/strong>, le 8 unit\u00e0 della<strong><span style=\"color: #008000;\"> classe MAESTRALE<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">Maestrale F 570, Grecale F 571, Libeccio F 572, Scirocco F 573, Aliseo F 574, Euro F 575,\u00a0 Espero F 576 e Zeffiro F 577<\/span><\/strong>) erano navi di maggiori dimensioni rispetto alle LUPO, particolarmente adatte alle nuove necessit\u00e0 di scorta derivanti dalle crisi internazionali di quegli anni al di fuori del Mediterraneo. A tal scopo fu deciso di diminuire le capacit\u00e0 anti nave e potenziare quelle antisommergibili e di difesa di punto. Fu aggiornato anche il <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema di Comando e Controllo<\/span><\/strong>, potenziando notevolmente le capacit\u00e0 di comunicazione. Inoltre, fu imbarcato un sonar pi\u00f9 performante, un sonar trainato VDS, due elicotteri, ospitati in un ampio hangar (questa volta fisso e non retrattile) e nuovi siluri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-24001 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/155550478-44647beb-ecbe-413e-94a8-12465dd1ffa4.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/155550478-44647beb-ecbe-413e-94a8-12465dd1ffa4.jpg 978w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/155550478-44647beb-ecbe-413e-94a8-12465dd1ffa4-300x123.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/155550478-44647beb-ecbe-413e-94a8-12465dd1ffa4-768x314.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste unit\u00e0, estremamente performanti, furono impiegate con successo per quasi tre decenni, operando in tutti i\u00a0 mari del mondo, nelle missioni di guerra sotto mandato ONU. Inoltre va ricordata la lunga dislocazione (circa sette mesi) dello <strong><span style=\"color: #008000;\">Zeffiro, <\/span><\/strong>nel 1997, in Estremo Oriente, prima missione di protezione in estremo Oriente del traffico mercantile nazionale contro i pirati, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Paolo Giuliani<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24003 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fremm-e-vespucci.jpg\" alt=\"\" width=\"1109\" height=\"1661\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fremm-e-vespucci.jpg 534w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fremm-e-vespucci-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1109px) 100vw, 1109px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel terzo millennio entrarono in servizio le pi\u00f9 prestanti <strong><span style=\"color: #008000;\">FREMM<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">Fregata Europea Multi-Missione<\/span><\/strong>) che furono sviluppate in stretta cooperazione con la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marine Nationale<\/span> <\/strong>francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste navi hanno un dislocamento importante di circa 6.700 tonnellate (i caccia degli anni \u201970 <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Audace<\/span><\/strong> avevano un dislocamento di 5.000 tonnellate) e sono state realizzate in due configurazioni (ASW e GP). Le versioni FREMM italiane e francesi nel tempo si sono poi differenziate nei sistemi d&#8217;arma e relativi sistemi di controllo imbarcati, adeguati alle possibili missioni future del III millennio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/classe-fremm-bergamini-1024x576.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 classe-fremm-bergamini-1024x576.png\" width=\"1108\" height=\"623\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Vediamo nei dettagli\u00a0 le configurazioni tecniche delle fregate FREMM italiane<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/fremm-1-1024x553.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fremm-1-1024x553.png\" width=\"1104\" height=\"596\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sistema di Combattimento \u00e8 gestito dal sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">CMS<\/span><\/strong> (Combat Management System) ATHENA-I sviluppato da LEONARDO dal 2017. Il sistema missilistico antiaereo \u00e8 basato sul SAAM-ESD cui \u00e8 associato il radar multifunzionale attivo 3D EMPAR (SPY-790), sensore principale del sistema. A differenza del sistema imbarcato sulle FREMM francesi (SAAM-FR), avente solo capacit\u00e0 di autodifesa (missili Aster 15), tutte le FREMM italiane dispongono di una capacit\u00e0 di difesa d&#8217;area, grazie alla possibilit\u00e0 di utilizzare anche i missili Aster 30. Le unit\u00e0 dispongono di un sistema comunicazione Datalink Link 11, 16 e 22 M-DLP e di un sistema\u00a0 di comunicazioni satellitare (SATCOM). Ne esistono due versioni; la versione ASW (antisom) e la versione multiruolo GP. Le prime sono dotate di un sonar attivo Thales 4110CL con trasduttore WASS composto da 500 idrofoni. Tutte dispongono di sonar anti-mine WASS SNA-2000-I. Le quattro FREMM ASW dispongono anche di echo-sounder Sea Beam 3050 multibeam, della L-3 ELAC Nautik e di un sonar attivo rimorchiato a profondit\u00e0 variabile (VDS) Thales 4249 a bassa frequenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/fremm-2-1024x566.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fremm-2-1024x566.png\" width=\"1111\" height=\"614\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;armamento consiste in due\u00a0sistemi lanciasiluri da 324\u00a0mm per siluri <strong><span style=\"color: #008000;\">MU 90<\/span><\/strong>, due cannoni <strong><span style=\"color: #008000;\">Oto Melara 76\/62 mm super rapido<\/span><\/strong> con capacit\u00e0 di utilizzo della munizione guidata DART antimissile, due <strong><span style=\"color: #008000;\">OTOMELARA Oerlikon da 25\/80 mm<\/span><\/strong> e due elicotteri <strong><span style=\"color: #008000;\">NH90<\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #008000;\">NH101<\/span><\/strong>. La versione multiruolo si differenzia per il numero e la tipologia di armamenti imbarcabili con lanciatori <strong><span style=\"color: #008000;\">TESEO<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">VLS<\/span><\/strong>. Per operazioni <strong><em><span style=\"color: #008000;\">constabulary\u00a0<\/span> <\/em>e <em><span style=\"color: #008000;\">delle forze speciali<\/span> <\/em><\/strong>sono disponibili\u00a0RHIB (Rigid-Hull Inflatable Boats) di elevate prestazioni che ne hanno ampliato la capacit\u00e0 di intervento, includendo il supporto alle forze anfibie e terrestri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-23980 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fremm.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fremm.jpg 1920w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fremm-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fremm-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fremm-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto vi chiederete:\u00a0 <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Ha ancora senso usare il termine fregata per navi con caratteristiche apparentemente diverse?<br \/>\n<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per analogia al passato, la risposta non pu\u00f2 che essere SI. Queste navi con spiccate capacit\u00e0 di combattimento tridimensionali, al di l\u00e0 del loro tonnellaggio, di fatto continuano il compito dei loro predecessori, ovvero <strong><span style=\"color: #008000;\">unit\u00e0 da combattimento multiruolo integrate nella flotta per compiti mutevoli sia dal punto di vista militare che politico.<\/span> <\/strong>Se vogliamo\u00a0\u00a0appare invece ormai obsoleto il ruolo di cacciatorpediniere che, viste le capacit\u00e0 di queste nuove navi, tende a scomparire come quello delle vecchie navi da battaglia, termine ormai usato solo nelle serie di fantascienza. Dopo, tanti secoli la fregata, agile e veloce vascello dei mari, continua a solcare gli oceani, mantenendo ancora un ruolo di tutto rispetto negli scenari marittimi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, da fonti aperte, rispettando la netiquette, e citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23836\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23994\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5643 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/fernando.jpg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/fernando.jpg 200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/fernando-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/fernando-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Si ringrazia il contr<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio (ris) Fernando Cerutti <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">per gli ottimi spunti suggeriti nella revisione di questo articolo<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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