{"id":23836,"date":"2018-10-15T01:05:36","date_gmt":"2018-10-14T23:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=23836"},"modified":"2026-06-18T19:44:20","modified_gmt":"2026-06-18T17:44:20","slug":"le-fregate-breve-storia-di-un-vascello-di-successo-parte-ii-di-andrea-mucedola-e-fernando-cerutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23836","title":{"rendered":"Le fregate, breve storia di un vascello di successo &#8211; parte II di Andrea Mucedola e Fernando Cerutti"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: NAVI MILITARI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: fregate<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #339966;\">La rinascita dopo la seconda guerra mondiale<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23961 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/hms-Swale-River-class.jpg\" alt=\"\" width=\"2032\" height=\"1098\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/hms-Swale-River-class.jpg 2032w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/hms-Swale-River-class-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/hms-Swale-River-class-768x415.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/hms-Swale-River-class-1024x553.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2032px) 100vw, 2032px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #339966;\">fregata classe River, HMS Swale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong><span style=\"color: #008000;\">XIX secolo<\/span><\/strong> le navi da battaglia (corazzate) furono inizialmente realizzate per ospitare cannoni di sempre maggiore calibro. Le flotte erano quindi composte da grossi vascelli dedicati ai combattimenti di linea che ovviamente le fregate dovevano a tutti i costi evitare. Praticamente nel tempo il termine fregata scomparve e queste unit\u00e0 vennero adibite a ruoli minori di collegamento impiegando nomi diversi. Dopo la seconda guerra mondiale, a causa della sempre maggiore minaccia subacquea, la lotta contro i sommergibili richiese unit\u00e0 specializzate in quel compito e le fregate, dotate dei primi sistemi Sonar ASW, tornarono in auge. Da navi di scorta, si trasformarono in mezzi navali sempre pi\u00f9 moderni e letali la cui differenza con le sorelle maggiori incominci\u00f2 sempre pi\u00f9 ad assottigliarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #339966;\">Evoluzione delle fregate moderne<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDi fatto le fregate moderne sono legate alle fregate precedenti solo per il nome. Il termine &#8220;fregata&#8221; fu a volte riutilizzato durante la seconda guerra mondiale dalla Royal Navy britannica per descrivere una nave di scorta contro i sommergibili, pi\u00f9 grande di una corvetta ma pi\u00f9 piccola di un cacciatorpediniere. La fregata militare, costruita secondo gli stessi standard di costruzione mercantili (come le corvette) si differenziava dalla corvetta dalle sue caratteristiche pi\u00f9 adatte alla navigazione di altura e da un armamento pi\u00f9 consistente. Di fatto le <span style=\"color: #000000;\">prime <\/span><strong><span style=\"color: #339966;\">fregate classe River<\/span><\/strong> (1941) erano essenzialmente delle corvette ma con uno scafo pi\u00f9 grande, dotate dell&#8217;ultima arma contro i sottomarini, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Hedgehog, il porcospino<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Hedgehog_anti-submarine_mortar.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Hedgehog_anti-submarine_mortar.jpg\" width=\"578\" height=\"443\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Hedgehog, bombe di profondit\u00e0 anti sommergibili<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fregata possedeva meno potenza offensiva e velocit\u00e0 di un cacciatorpediniere, caratteristiche non richieste per la guerra contro i sommergibili in quanto i battelli immersi erano lenti ed il sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">ASDIC<\/span><\/strong> per cacciarli era pi\u00f9 efficiente alle basse velocit\u00e0 in quanto disturbato dalle condizioni del mare. Le relativamente basse velocit\u00e0 delle fregate erano comunque congrue se non perfette con quelle dei convogli atlantici che dovevano proteggere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #339966;\">Flottenbegleiter tedesco<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nLe fregate multiruolo tedesche<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23965 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Flottenbegleiter-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Flottenbegleiter-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Flottenbegleiter.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/>Va menzionato, se non altro per il concetto innovativo di unit\u00e0 multiruolo, \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Flottenbegleiter<\/span><\/strong>\u00a0(&#8220;unit\u00e0 di scorta della flotta&#8221;), noto anche come &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">F-Boats<\/span><\/strong>&#8220;. Si trattava di fregate il cui impiego era basato sul concetto operativo del <strong><span style=\"color: #008000;\">Oberkommando der Marine<\/span><\/strong> prebellico che prevedeva il loro uso come dragamine veloce,\u00a0 posamine, scorta mercantile e anti-sommergibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vero impiego multiruolo la cui importanza fu notata dagli avversari; non a caso dopo la Grande guerra il loro dislocamento fu limitato dal trattato di Versailles a seicento tonnellate. Queste navi, caratterizzate da una prua affilata e da turbine a vapore ad alta pressione (anche se non sempre affidabili), erano armate solo con due torrette con cannoni da 105 mm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le prime fregate alleate con capacit\u00e0 antiaerea<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Bay<\/span><\/strong> della Royal Navy, sviluppata nel 1944, non si differenziava significativamente dalla altre: fu prodotta anch&#8217;essa per il supporto alla flotta in ruolo antiaereo\u00a0ma soffriva ancora di velocit\u00e0 limitate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23966 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/bay-class-frigate.jpg\" alt=\"\" width=\"608\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/bay-class-frigate.jpg 923w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/bay-class-frigate-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/bay-class-frigate-768x394.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 608px) 100vw, 608px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #339966;\">La fregata antisommergibile HMS Loch Shin (F 423 Classe LOCH) fu commissionata per soddisfare la necessit\u00e0 di scorte antiaeree per il servizio in Estremo Oriente. In seguito il progetto fu modificato e la nave fu ribattezzata HMS WIGTOWN BAY (da cui classe Bay)\u00a0 nel 1945.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste fregate, sebbene avessero una maggiore velocit\u00e0 ed un armamento offensivo pi\u00f9 importante, erano simili ai cacciatorpediniere di scorta della Marina degli Stati Uniti (inquadrati non come <strong><span style=\"color: #008000;\">F<\/span><\/strong> ma come <strong><span style=\"color: #008000;\">Destroyer, Escort &#8211; DE<\/span><\/strong>), risultarono maggiormente adatte ad integrarsi nelle operazioni della flotta. Va ricordato che il concetto del <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere di scorta<\/span><\/strong> era nato nell&#8217;ambito del progetto del Consiglio Generale della Marina degli Stati Uniti nel 1940, proprio per ottimizzare la protezione dei convogli in alto mare. veloce e manovrabile. Le loro specifiche comprendevano una grande autonomia, la capacit\u00e0 di scortare un gruppo di battaglia e difenderle contro attaccanti pi\u00f9 piccoli ed a corto raggio d&#8217;azione (originariamente le torpediniere da cui caccia\u00a0 torpediniere), e solo successivamente i sommergibili e gli aerei. Un compito che ricalcava quello tradizionale delle fregate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le fregate del dopoguerra<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\">Dopo la seconda guerra mondiale, la minaccia aerea, non solo limitata da velivoli di attacco ma da missili port\u00f2 ad un adattamento dei sistemi d&#8217;arma per meglio contrastare i cosiddetti vettori\u00a0 di attacco veloci. Nacquero cos\u00ec fregate armate con missili guidati (ad esempio la <span style=\"color: #008000;\"><strong>classe Oliver Hazard Perry<\/strong><\/span>).<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23968 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry-class-frigate-300x274.jpg\" alt=\"\" width=\"639\" height=\"584\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry-class-frigate-300x274.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry-class-frigate-768x702.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry-class-frigate-1024x936.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry-class-frigate.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #339966;\">USS Underwood, Perry class<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;USN, queste navi erano definite <strong><span style=\"color: #008000;\">navi da &#8220;scorta oceaniche&#8221;<\/span><\/strong> e non venivano designate con la lettera <strong><span style=\"color: #008000;\">F<\/span><\/strong>, tipica delle fregate, ma con &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">DE<\/span><\/strong>&#8221; o &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">DEG<\/span><\/strong>&#8221; a stregua delle cacciatorpediniere di scorta della Seconda Guerra Mondiale. Dagli anni &#8217;50 agli anni &#8217;70, la Marina degli Stati Uniti commission\u00f2 nuove navi classificate <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate missilistiche<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">DLG o DLGN<\/span><\/strong>) che erano, in realt\u00e0, incrociatori antiaerei con un design tipico dei cacciatorpediniere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23969 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/RIM-2-Terrier-missile-300x241.jpg\" alt=\"\" width=\"619\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/RIM-2-Terrier-missile-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/RIM-2-Terrier-missile-768x617.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/RIM-2-Terrier-missile-1024x822.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/RIM-2-Terrier-missile.jpg 1143w\" sizes=\"auto, (max-width: 619px) 100vw, 619px\" \/><\/p>\n<p align=\"justfy\"><strong><span style=\"color: #339966;\">RIM-2 Terrier, missile superficie aria<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste unit\u00e0 erano armate con uno o due lanciatori binati per il missile <strong><span style=\"color: #008000;\">RIM-2 Terrier<\/span><\/strong>, negli anni &#8217;80 aggiornato con il missile <strong><span style=\"color: #008000;\">ER standard RIM-67<\/span><\/strong>. Le fregate erano destinate principalmente a difendere i carrier group (gruppi portaerei) dall&#8217;attacco di missili anti-nave, e sostituirono nel tempo gli incrociatori della seconda guerra mondiale (<strong><span style=\"color: #008000;\">CAG \/ CLG \/ CG<\/span><\/strong>). Lo sviluppo di nuovi sottomarini sovietici, in grado di poter attaccare in immersione, lanciando missili anti nave e strategici, comport\u00f2 una sempre maggiore specializzazione delle fregate nella lotta ASW.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali unit\u00e0 furono dotate di sonar sofisticati e cortine idrofoniche per il tracciamento passivo\/attivo dei sommergibili al fine di individuare alla massima distanza possibile i sottomarini avversari, sempre pi\u00f9 silenziosi e veloci. Al posto dei sistemi tradizionali di lancio delle bombe di profondit\u00e0, come il sistema britannico <strong><span style=\"color: #008000;\">Limbo<\/span><\/strong> o l&#8217;italiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Lancia-BAS,<\/span><\/strong> furono imbarcati siluri anti sommergibili, sempre pi\u00f9 performanti e lanciabili anche da missili in stand off, come lo statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">ASROC<\/span><\/strong>, l\u2019australiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Ikara<\/span><\/strong>, il francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Malaflon<\/span><\/strong> e l\u2019italiano <strong><span style=\"color: #008000;\">MILAS<\/span><\/strong>. Le fregate, per la difesa antiaerea, furono dotate di missili superficie-aria come il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sea Sparrow\/Aspide<\/span><\/strong> e di sistemi di difesa di punto come il <strong><span style=\"color: #008000;\">Phalanx <\/span><\/strong>e i <strong><span style=\"color: #008000;\">Dardo OTOMELARA<\/span><\/strong>. Inoltre, furono imbarcati missili superficie-superficie come <strong><span style=\"color: #008000;\">Harpoon, Teseo<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Exocet<\/span><\/strong> che conferirono capacit\u00e0 offensive pi\u00f9 elevate rispetto alle artiglierie tradizionali (in termini di distanza di ingaggio ed efficacia). Furono installati a poppa i primi ponti di volo ed un hangar per gli elicotteri, da impiegarsi per la ricerca anti nave e anti sommergibili, ma anche per effettuare attacchi in stand-off. In campo anglosassone alcune di queste navi furono dotate di propulsione nucleare ed assunsero la sigla <strong><span style=\"color: #008000;\">DLGN<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In pratica, queste fregate &#8220;sovra-misura&#8221; si collocarono a met\u00e0 strada tra gli incrociatori ed i cacciatorpediniere.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23979 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry.jpg\" alt=\"\" width=\"1502\" height=\"844\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry.jpg 1502w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perry-1024x575.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1502px) 100vw, 1502px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la USS Thach, una fregata Oliver Hazard Perry class. Photo courtesy of Wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 2015, tutte le <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate Oliver Hazard Perry<\/span><\/strong> furono dismesse e il loro ruolo fu ripartito tra i nuovi caccia <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Arleigh Burke<\/span><\/strong> e la classe <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/52177\"><strong><span style=\"color: #008000;\">LCS (Littoral Combat Ship)<\/span><\/strong> di cui abbiamo accennato in un precedente articolo le loro caratteristiche innovative<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le unit\u00e0 della<strong><span style=\"color: #008000;\"> classe LCS<\/span> <\/strong>siano pi\u00f9 piccole delle fregate, hanno un armamento simile e richiedono meno della met\u00e0 del equipaggio, offrendo una velocit\u00e0 di oltre 40 nodi. Uno dei principali vantaggi delle navi LCS \u00e8 la loro capacit\u00e0 multiruolo, utilizzando specifici moduli di missione che consentono di assolvere una variet\u00e0 di ruoli, mediante la riconfigurazione del Sistema di Combattimento in base alla missione da espletare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12365 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/USS-Freedom-130222-N-DR144-174-crop.jpg\" alt=\"\" width=\"1900\" height=\"1426\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/USS-Freedom-130222-N-DR144-174-crop.jpg 1900w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/USS-Freedom-130222-N-DR144-174-crop-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/USS-Freedom-130222-N-DR144-174-crop-1024x769.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1900px) 100vw, 1900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">PACIFIC OCEAN (Feb. 22, 2013), il littoral combat ship USS Freedom (LCS 1) in navigazione durante i test iniziali. USS Freedom potrebbe essere dislocato nel prossimo futuro nel sud est asiatico in compiti di sorveglianza (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 1st Class James R. Evans\/Released)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La caratteristica principale di questo progetto \u00e8 la modularit\u00e0 dei sistemi pi\u00f9 complessi che prevede dei &#8220;pacchetti di missione&#8221; a seconda delle esigenze, in modo da assumere, oltre le missioni tradizionali, antisommergibili, navali e contro la minaccia aeree, altre come lo sminamento e dragaggio di ordigni bellici. Altra caratteristica interessante, ma anche discutibile, delle <strong><span style=\"color: #008000;\">LCS<\/span><\/strong> \u00e8 il numero dei componenti dell&#8217;equipaggio che pu\u00f2 variare da un minimo di 40 ad un massimo di 75 tra ufficiali e marinai. Sono stati realizzati due prototipi, la LCS-1 e la LCS-2, mentre le rimanenti 20 LCS, se realizzate, potrebbero essere ri-designate come fregate. Di fatto, queste unit\u00e0 navali, pur essendo nate concettualmente come navi economiche, (essendo costruite con standard commerciali), a seguito delle continue\u00a0 modifiche nei requisiti originari, sono diventate molto pi\u00f9 costose del previsto, cosa che mette in dubbio la prosecuzione del loro sviluppo futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Francia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nInteressante il caso della marina francese. Dopo la Seconda Guerra mondiale, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marine Nationale<\/span><\/strong>, per unit\u00e0 minori di dimensioni minori dei caccia, come le corvette, continu\u00f2 ad impiegare il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Aviso<\/em><\/span><\/strong>. Questa dizione era usata da molte marine del XIX secolo per indicare navi veloci di piccolo tonnellaggio, come brigantini, cutter, sloop, destinati allo scambio di comunicazioni tra le varie navi e con la terraferma oppure per impieghi militari ed amministrativi. Un termine,\u00a0 <strong><span style=\"color: #008000;\">Aviso,<\/span><\/strong> che deriva dall&#8217;espressione spagnola <strong><em><span style=\"color: #008000;\">barca de aviso <\/span><\/em><\/strong>(barca di avviso), tradotta in francese\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">b\u00e2timent d&#8217;avis<\/span><\/strong>\u00a0o\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">navire d&#8217;avis<\/span><\/strong>\u00a0(nave di avviso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel XIX secolo, con la nuova disponibilit\u00e0 di servizi radio di lunga portata, il termine rimase in uso nella marina francese per definire anche le unit\u00e0 minori che stazionavano oltremare, come gli <strong><span style=\"color: #008000;\">avisos coloniaux<\/span><\/strong> e gli\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">avisos escorteurs<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23973 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Commandant_Bouan-1.jpg\" alt=\"\" width=\"499\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Commandant_Bouan-1.jpg 683w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Commandant_Bouan-1-300x137.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Commandant_Bouan-1-680x312.jpg 680w\" sizes=\"auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Aviso Commandant Bouan, classe D&#8217;Estienne d&#8217;Orves &#8211; CC BY-SA 3.0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggigiorno viene utilizzato dalla Marina Nationale per classi di corvette con ruolo anti sommergibile e anti nave, designate in campo NATO con la lettera<span style=\"color: #008000;\"><strong> F<\/strong><\/span>, ovvero <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate<\/span><\/strong>. Negli anni a seguire la Marina francese introdusse per le fregate di secondo rango (F),\u00a0 prima la <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Floreale, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">e poi la <strong><span style=\"color: #008000;\">classe<\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> La Fayette<\/span><\/strong>, unit\u00e0 navali caratterizzate dall&#8217;allora innovative strutture, disegnate con<strong><span style=\"color: #008000;\"> tecnologia stealth,<\/span><\/strong> al fine di offrire una sezione radar minima. Esempi simili furono poi adottati dalle fregate tedesche <strong><span style=\"color: #008000;\">F125 classe Baden-W\u00fcrttemberg<\/span><\/strong>, turche <strong><span style=\"color: #008000;\">TF2000<\/span><\/strong> (armate con MK-41 VLS per missili Standard) e indiane <strong><span style=\"color: #008000;\">Shivalik<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Talwar<\/span><\/strong> (con sistema missilistico Brahmos). Interessante notare che la Marina francese applica ancora il termine <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata di prima classe o\u00a0 di seconda classe<\/span><\/strong>, la prima per cacciatorpediniere (ovvero navi con lettera D) e la seconda per le corvette\/fregate in servizio (lettera F). Ci\u00f2 pu\u00f2 causare una certa confusione poich\u00e9 certe classi sono indicate dai Francesi come fregate, mentre navi simili in altre marine sono indicate come cacciatorpediniere e viceversa. In realt\u00e0, sin dai primi anni 2000, in campo alleato il concetto rigido di inquadramento tra le unit\u00e0 (corvetta, fregata, cacciatorpediniere, incrociatore) \u00e8 stato sostituito da classi inquadrate per capacit\u00e0. Un esempio pratico \u00e8 il programma italo-francese (<strong><span style=\"color: #008000;\">FREMM<\/span><\/strong>) di cui parleremo in seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Germania<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNella Marina tedesca, le fregate del dopo guerra sostituirono i vecchi cacciatorpediniere; tuttavia, per dimensioni e capacit\u00e0, le nuove fregate tedesche superano i precedenti caccia di scorta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-38217\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-BADEN-WURTTEMBERG_00257_cropped.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-BADEN-WURTTEMBERG_00257_cropped.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-BADEN-WURTTEMBERG_00257_cropped-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-BADEN-WURTTEMBERG_00257_cropped-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-BADEN-WURTTEMBERG_00257_cropped-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fregate tedesche <span style=\"color: #008000;\"><strong>classe<\/strong> <b>F125, classe\u00a0Baden-W\u00fcrttemberg<\/b> <\/span>sono state ottimizzate per operare nell&#8217;ambito di conflitti &#8220;asimmetrici&#8221; e svolgere operazioni di sorveglianza delle linee di comunicazioni marittime, il contrasto alla pirateria ed al terrorismo in mare e, non ultimo, il supporto a missioni di peace keeping e di protezione civile in caso di calamit\u00e0 naturali. A dispetto delle elevate dimensioni, che le pone tra le pi\u00f9 grandi fregate del mondo, con un dislocamento di oltre 7.200 tonnellate, queste unit\u00e0 sono dotate un armamento relativamente ridotto e volto principalmente all&#8217;autodifesa, al tiro contro costa ed al contrasto di mezzi di superficie veloci. Per il contrasto nelle operazioni asimmetriche possono imbarcare un contingente di uomini delle forze speciali (SOF), impiegabile sia con gli elicotteri che i gommoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Spagna<\/span><\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa Marina spagnola, dopo aver impiegato le prime fregate americane con sistema AEGIS di difesa antiaerea missilistica, hanno sviluppato le fregate <strong><span style=\"color: #008000;\">classe \u00c1lvaro de Baz\u00e1n, <\/span><\/strong>dotate di un lanciatore verticale Mk. 41 con quarantotto celle di progettazione statunitense, omologo di quelli installati sui caccia <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Burke,<\/span><\/strong> ed un radar di tipo SPY-1 ad elementi fissi integrati nella sovrastruttura. Concettualmente queste unit\u00e0, pur essendo catalogate come fregate, possono essere considerate dei cacciatorpediniere per potenza di fuoco e capacit\u00e0 di azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Unione Sovietica<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel dopo guerra, dall&#8217;altra parte della Cortina di Ferro, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Sovietica<\/span><\/strong> us\u00f2 per le sue fregate il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">navi da guardia<\/span><\/strong>&#8221; (\u0441\u0442\u043e\u0440\u043e\u0436\u0435\u0432\u043e\u0439 \u043a\u043e\u0440\u0430\u0431\u043b\u044c) e nacquero negli anni\u00a0 &#8217;50 le prime unit\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Riga<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23970 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Storozevoj1975.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"607\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Storozevoj1975.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Storozevoj1975-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Storozevoj1975-768x388.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Storozevoj1975-1024x518.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Storozevoj1975-540x272.jpg 540w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #339966;\"><span style=\"color: #339966;\"><b>Il progetto delle fregate sovietiche Krivak inizi\u00f2 alla fine degli anni &#8217;50 e matur\u00f2 come nave tipicamente in antisommergibili negli anni &#8217;60. La prima nave fu la fregata sovietica Bditelnyy che fu commissionata nel 1970 come successore della classe di Riga. Queste navi sono conosciute come classe Krivak nella NATO e sono divise nelle classi di Krivak I, Krivak II e Krivak III (ad uso della guardia costiera).\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La designazione sovietica per queste navi era <span style=\"color: #008000;\"><b><i>storozhevoi korabl<\/i><\/b><\/span> ovvero navi di scorta ed erano appartenenti al <strong><span style=\"color: #008000;\">Progetto 50 Gornostay\u00a0(Ermine stoat)<\/span><\/strong>.\u00a0La <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Riga<\/span><\/strong>, che fece da battistrada per lo sviluppo delle moderne fregate sovietiche, era di fatto molto simile alle navi di scorta russa della\u00a0Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38220 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Riga-Class-4-853-Web-USSR.jpg\" alt=\"\" width=\"1114\" height=\"611\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Riga-Class-4-853-Web-USSR.jpg 1010w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Riga-Class-4-853-Web-USSR-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Riga-Class-4-853-Web-USSR-768x421.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1114px) 100vw, 1114px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">classe Riga<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38221\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Krivak_II_class_frigate.jpg\" alt=\"\" width=\"1107\" height=\"536\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Krivak_II_class_frigate.jpg 1803w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Krivak_II_class_frigate-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Krivak_II_class_frigate-768x372.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Krivak_II_class_frigate-1024x496.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Krivak_II_class_frigate-680x330.jpg 680w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Krivak_II_class_frigate-1200x581.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1107px) 100vw, 1107px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">classe Krivak<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni &#8217;70, furono sostituite dalle <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate classi Krivak<\/span><\/strong>, caratterizzate da una grande capacit\u00e0\u00a0offensiva missilistica. Al fine di sostituire la vecchia\u00a0classe di <strong><span style=\"color: #008000;\">caccia Sovremenny<\/span><\/strong>\u00a0e le <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate classe Krivak,<\/span><\/strong> la marina russa ha recentemente sviluppato un requisito per 20-30 nuove unit\u00e0 che sono state denominate <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Admiral Gorshkov<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21620\" aria-describedby=\"caption-attachment-21620\" style=\"width: 1105px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21620 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gorshkov.jpg\" alt=\"\" width=\"1105\" height=\"829\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gorshkov.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gorshkov-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gorshkov-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1105px) 100vw, 1105px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-21620\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">classe Admiral Gorshkov<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di moderne navi multiruolo\u00a0in grado di eseguire attacchi a lungo raggio, condurre la lotta antisommergibili e missioni di scorta. Queste fregate hanno una stazza considerevolmente maggiore delle\u00a0<i>Krivak<\/i>\u00a0e sono dotate di un armamento missilistico con due\u00a0lanciatori UKSK VLS ad 8 celle equipaggiati con missili delle famiglie\u00a0Oniks (SS-N-26) e\/o\u00a0Kalibr\u00a0(SS-N-27). L&#8217;armamento di artiglieria \u00e8 composto da un cannone da 130 mm, due\u00a0CIWS\u00a0Kashtan e quattro mitragliere da 14,5\u00a0mm; completano la dotazione i tubi lanciasiluri da 324 mm per siluri leggeri antisommergibile. Il loro impiego nel conflitto siriano\u00a0\u00e8 stato notato dai media internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine II parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>immagini da fonti aperte, Wikipedia, Wikimedia commons, public domain<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini sono prese dal web, da fonti aperte, rispettando la netiquette, e citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23836\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23994\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5643 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/fernando.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/fernando.jpg 200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/fernando-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/fernando-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Si ri<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">ngrazia l&#8217;ammiraglio Fernando Cerutti per la consulenza fornita nella revisione dell&#8217;articolo<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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