{"id":23832,"date":"2018-10-12T00:30:01","date_gmt":"2018-10-11T22:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=23832"},"modified":"2026-07-17T22:10:01","modified_gmt":"2026-07-17T20:10:01","slug":"le-fregate-breve-storia-di-un-vascello-di-successo-parte-i-di-andrea-mucedola-e-fernando-cerutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832","title":{"rendered":"Le fregate, breve storia di un vascello di successo &#8211; parte I di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XV SECOLO &#8211; ODIERNO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: EUROPA E RESTO DEL MONDO<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Iniziamo oggi a raccontare la storia della <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata<\/span><\/strong>, una tipologia di nave che ha solcato e continua a solcare i mari di tutto il mondo con immutato successo dalla sua prima apparizione sei secoli fa.<\/em><span style=\"color: #ffffff;\">parole chiave:\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23956 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/triton.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"902\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/triton.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/triton-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/triton-768x541.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/triton-1024x722.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il quadro fu dipinto per il vice ammiraglio James Gambier, Lord Gambier, Lord dell&#8217;Ammiragliato, nel 1797, progettista della fregata di quinta classe, &#8220;Triton&#8221;, costruita come esperimento a Deptford nel 1796 con legni di abete anzich\u00e9 di quercia. Il ritratto della nave \u00e8 piccolo e dettagliato e mostra il &#8220;Tritone&#8221; in tre posizioni mentre naviga in una fresca brezza. La vista principale mostra il suo hove-to, con la vela di trinchetto e il trinchetto rinforzato, con i suoi marinai impegnati a issare le vele di trinchetto e a comunicare con il trabaccolo a due alberi in primo piano a destra, che potrebbe aver appena prelevato un pilota dalla nave prima di salpare. &#8220;Triton&#8221; fu successivamente coinvolto con altre tre fregate britanniche nella cattura di due navi del tesoro spagnole nel Golfo di Biscaglia, il 16 ottobre 1799, un&#8217;azione che fece fortuna per tutti e quattro i capitani. Il lavoro \u00e8 insolito poich\u00e9 l&#8217;artista raramente ha prodotto ritratti di navi a olio &#8211; Fonte<\/strong> <strong>National Maritime Museum, Greenwich, London, Greenwich Hospital Collection<br \/>\n<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nicholas_Pocock_-_The_Frigate_'Triton'.jpg\">Nicholas Pocock &#8211; The Frigate &#8216;Triton&#8217;.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene il termine &#8220;fregata&#8221; sia stato a volte abbandonato, utilizzando altre terminologie, queste navi, veloci e manovriere, rappresentano ancora oggi un elemento insostituibile nelle operazioni navali, collocandosi tra le meno armate corvette ed i pi\u00f9 dotati cacciatorpediniere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/NAVI-GALEAZZA-640px-One_of_the_Venetian_Galleasses_at_Lepanto_-_Pg_74.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NAVI-GALEAZZA-640px-One_of_the_Venetian_Galleasses_at_Lepanto_-_Pg_74.jpg\" width=\"1105\" height=\"698\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>disegno di una galeazza veneta a Lepanto, da Heresies of Sea Power (1906), p. 75, riprodotto da John Fincham &#8211; Fonte disegno di John Fincham, A History of Naval Architecture (1851), da disegno ooriginale del 1570 (autore ignoto)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:One_of_the_Venetian_Galleasses_at_Lepanto_-_Pg_74.jpg\">One of the Venetian Galleasses at Lepanto &#8211; Pg 74.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Galeazza<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">fregata<\/span><\/strong>&#8221; nacque nel Mediterraneo alla fine del XV secolo, facendo riferimento a un tipo di nave <strong><span style=\"color: #008000;\">galeazza<\/span><\/strong> pi\u00f9 leggero, a remi e vele armato con armi leggere. Esse erano state sviluppate al fine di migliorare la velocit\u00e0 e manovrabilit\u00e0 in battaglia. L\u2019origine del termine \u00e8 sconosciuta; alcuni pensano sia una corruzione di <em><strong><span style=\"color: #008000;\">aphractus<\/span><\/strong><\/em>, parola latina per &#8220;nave aperta&#8221; ovvero non provvista di un ponte inferiore. Nel caso, \u00e8 curioso notare che il termine <em>aphractus<\/em> derivi dal greco <strong><em><span style=\"color: #008000;\">aphraktos naus<\/span><\/em><\/strong>, ovvero &#8220;<strong><span style=\"color: #339966;\">nave indifesa<\/span><\/strong>&#8220;, un termine che per queste unit\u00e0 venne decisamente smentito nei secoli a venire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziamo la sua lunga storia nel <strong><span style=\"color: #008000;\">XVI secolo<\/span><\/strong> ovvero nel 1583, durante la guerra degli ottant&#8217;anni, quando la Spagna asburgica conquist\u00f2 i Paesi Bassi meridionali dai ribelli protestanti olandesi. I porti occupati vennero presto utilizzati come basi per i corsari (<strong><span style=\"color: #008000;\">privateer<\/span><\/strong>), per attaccare le navi olandesi e dei loro alleati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23953 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dunkirkers.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"706\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dunkirkers.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dunkirkers-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dunkirkers-768x424.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dunkirkers-1024x565.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quadro ad olio di Witte de With &#8211; Azione dei corsari Dunkirkers fuori Nieuwpoort, 1640 &#8211; autore Jacob Gerritsz Loeff &#8211; Fonte Royal Museum Greenwich <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Witte_de_With%27s_Action_with_Dunkirkers_off_Nieuwpoort,_1640_RMG_BHC0272.jpg\">Witte de With&#8217;s Action with Dunkirkers off Nieuwpoort, 1640 RMG BHC0272.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per raggiungere questo obiettivo furono sviluppate navi a vela, piccole e maneggevoli, che furono indicate come <strong><span style=\"color: #339966;\">fregate<\/span><\/strong>. Il successo di queste navi influenz\u00f2 il design navale anche nelle altre marine e ben presto il termine fu applicato alle unit\u00e0 navali minori non esclusivamente impiegate per ruoli militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel XVII secolo<\/span><\/strong>, questo termine fu usato per quelle navi da guerra, veloci e manovriere, che trasportavano le loro batterie di cannoni principali su un singolo ponte o su due ponti. Ciononostante il termine era generalmente usato per navi troppo piccole per stare sulla linea di battaglia. La flotta della Repubblica Olandese fu la prima marina a costruire delle fregate oceaniche da impiegarsi contro la Spagna, per proteggere le navi mercantili olandesi in mare e per bloccare i porti delle Fiandre in mano agli Spagnoli. Questo compito richiedeva armamenti decisamente pesanti, necessari per contrastare efficacemente la potente flotta spagnola, che dovevano per\u00f2 essere imbarcati su navi veloci e manovriere. La prima di quelle fregate da battaglia fu costruita intorno al 1600 a <strong><span style=\"color: #008000;\">Hoorn<\/span><\/strong> in Olanda. La costruzione ebbe successo e, nelle ultime fasi della Guerra degli Ottant&#8217;anni, la marina olandese aveva cambiato interamente il suo naviglio, abbandonando i pi\u00f9 pesanti vascelli, in uso nella marina inglese e in quella spagnola, optando per fregate pi\u00f9 leggeri, con 40 cannoni e un dislocamento di circa 300 tonnellate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23951 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0_1278c9_8a0c02b3_orig.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"910\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0_1278c9_8a0c02b3_orig.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0_1278c9_8a0c02b3_orig-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0_1278c9_8a0c02b3_orig-768x546.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/0_1278c9_8a0c02b3_orig-1024x728.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #339966;\"><span style=\"color: #008000;\">The Royal Prince e altre navi del Four Days Fight, 11-14 giugno 1666, in una battaglia della Seconda Guerra Anglo-Olandese. In primo piano la HMS Swiftsure con la HMS Berkeley che affonda. Sulla destra, il Royal Prince con l&#8217;Ammiraglio Ayscue si arrende facendo del fumo bianco; de Ruyter sullo Zeven Provinci\u00ebn accetta la resa. L&#8217;HMS Royal Charles pu\u00f2 essere identificato dal suo albero rotto &#8211; autore Abraham Storck &#8211; Fonte National Maritime Museum, Greenwich <\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Storck,_Four_Days_Battle.jpg\">Storck, Four Days Battle.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;efficacia delle fregate olandese si dimostr\u00f2 nella <span style=\"color: #008000;\"><strong>Battaglia delle Dune<\/strong><\/span> del 1639, un risultato che incoraggi\u00f2 la maggior parte delle marine del tempo, in particolare la <strong><span style=\"color: #008000;\">Royal Navy inglese<\/span><\/strong>, ad adottare questo tipo di architettura. Di fatto, nel 1650, le flotte del Commonwealth d&#8217;Inghilterra erano costituite da navi descritte generalmente come &#8220;fregate&#8221; di diverso tipo e grandezza. La pi\u00f9 grande aveva due ponti e veniva talvolta definita <strong><span style=\"color: #008000;\">Grande Fregata<\/span><\/strong>. Dotate di 60 cannoni, queste navi erano le navi di maggiore capacit\u00e0 bellica di quel tempo. La maggior parte delle fregate erano usate come &#8220;incrociatori&#8221;: navi veloci indipendenti che incrociavano le rotte per intercettare il naviglio avversario. L\u2019architettura di quelle navi era caratterizzata da un disegno dello scafo slanciato per favorire la velocit\u00e0 e manovrabilit\u00e0, fattore che influenz\u00f2 le tattiche navali dei secoli successivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">HMS Charles Galley<\/span><\/strong><br \/>\nUna modifica interessante avvenne con la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Charles Galley<\/span><\/strong>, una fregata di quinta classe costruita nel 1676 con 32 cannoni, propulsa sia a vela che una serie di 40 remi posti al di sotto del ponte superiore (da impiegarsi in caso di assenza di vento).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23939 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/HMS-Charles-Galley-quadrro.jpg\" alt=\"\" width=\"1184\" height=\"936\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/HMS-Charles-Galley-quadrro.jpg 1184w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/HMS-Charles-Galley-quadrro-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/HMS-Charles-Galley-quadrro-768x607.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/HMS-Charles-Galley-quadrro-1024x810.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1184px) 100vw, 1184px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dipinto su tavola della HMS Charles Galley in una leggera brezza, che rimorchia una scialuppa. La Charles Galley era una delle due cosiddette fregate galea costruite nel 1676 per servire nel Mediterraneo contro i pirati barbareschi. Era armata con 32 cannoni ed era classificata come nave di quarta classe fino al 1691 &#8211; autore W. V. Velde 1677 &#8211; \u00a0Fonte National Maritime Museum, Greenwich<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_Charles_Galley-Willem_van_de_Velde_the_Younger-2.jpg\">The Charles Galley-Willem van de Velde the Younger-2.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La classificazione della Royal Navy, nella met\u00e0 del XVIII secolo, definiva &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">fregata<\/span><\/strong>&#8221; una nave con un solo ponte inserita nella quinta classe; per completezza, le piccole fregate, armate con 28 cannoni, erano invece inserite nella sesta classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Arriviamo al XVIII secolo<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Le fregate vennero dotate di vele quadre su tutti i tre alberi ed usate principalmente per compiti di pattugliamento e scorta. Nella definizione adottata dalla Ammiragliato britannico, esse dovevano possedere almeno 28 cannoni disposti sul ponte di coperta &#8211; il ponte superiore. Questo le differenziava dalle navi della linea che possedevano due o pi\u00f9 ponti per le batterie di cannoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La classica <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata a vela<\/span><\/strong>, che ebbe un ruolo importante nelle guerre napoleoniche, pu\u00f2 essere fatta risalire ai Francesi verso la fine del <strong><span style=\"color: #008000;\">XVIII secolo<\/span><\/strong>. Queste navi a vela quadra trasportavano tutti i loro cannoni sul ponte di coperta, mentre il ponte dei cannoni, posto sotto la linea di galleggiamento, era usato &#8230; per accomodare l&#8217;equipaggio. Un totale di cinquantanove fregate a vela francesi furono costruite tra il 1777 e il 1790, con un design standard; mediamente avevano una lunghezza dello scafo di 41 metri, un pescaggio di circa 4,0 metri ed una velocit\u00e0 fino a 14 nodi, significativamente maggiore rispetto alle navi precedenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23940 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fregate-clorinde-sorella-gemella-della-Medee.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"573\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la fregata francese Clorinde, sorella gemella della M\u00e9d\u00e9e che fu in seguito catturata dagli inglesi e ribattezzata HMS Aurore &#8211; autore Thomas Whitcombe &#8211; Fonte National Maritime Museum, Greenwich <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Clorinde-cropped.jpg\">Clorinde-cropped.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esse si dimostrarono impiegabili in combattimento anche con il mare agitato, chiudendo i boccaporti del ponte inferiore. Come spesso accade nella storia il genio altrui fa da riferimento per gli altri. La Royal Navy inglese cattur\u00f2 alcune fregate francesi durante la guerra di successione austriaca (1740-1748) e prese spunto costruendone di simili, adattandole naturalmente alle sue esigenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste navi\u00a0 furono inizialmente dotate di 28 cannoni, di cui 24 sul ponte di coperta e quattro piccoli cannoni sul castello. Quest\u2019ultimo, chiamato anche <strong><span style=\"color: #008000;\">cassero di prora<\/span><\/strong>, era una struttura sopraelevata rispetto al ponte di coperta che si estendeva parzialmente per la lunghezza della nave (tuga), ma totalmente per la larghezza della stessa (ovvero tra murata e murata).<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f7f731;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Colgo l\u2019occasione per chiarire la differenza tra ponte e tuga; il ponte si estende per tutta la lunghezza della nave (poppa-prora), in caso diverso la sovrastruttura viene chiamata tuga.<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben presto vennero costruite navi di quinta classe con 32 o 36 cannoni, di cui 26 da 22 libbre disposti su un ponte superiore ed i restanti 6 o 10 cannoni (pi\u00f9 piccoli) disposti sul castello di prua. Dal 1778, una <strong><span style=\"color: #008000;\">grande fregata &#8220;pesante&#8221;<\/span><\/strong> fu sviluppata con una batteria principale di ventisei o ventotto cannoni da 18 libbre e sempre con i restanti dieci cannoni minori a prua.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/MARINA-FRANCIA-Resolue_1846_500.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-FRANCIA-Resolue_1846_500.jpg\" width=\"637\" height=\"379\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>la fregata francese R\u00e9solue &#8211; autore Marius Bar (1862\u20131930) <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Resolue_1846_500.jpg\">Resolue 1846 500.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia le fregate britanniche che quelle americane erano dotate anche di cannoni minori posti sulle tughe, significandone l&#8217;uso negli scontri ravvicinati. Tecnicamente, le navi con meno di 28 cannoni non venivano classificate\u00a0 <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate<\/span><\/strong> ma &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">post ships<\/span><\/strong>&#8220;; la differenza con le altre navi minori era che il comandante doveva essere un <strong><span style=\"color: #008000;\">Captain<\/span><\/strong> (capitano di vascello) e non un Tenente di Vascello (<strong><span style=\"color: #008000;\">Lieutenant<\/span><\/strong>) come nelle navi minori. Curiosamente i gradi di capitano di fregata (<strong><span style=\"color: #008000;\">Commander<\/span><\/strong>) e di capitano di corvetta (<strong><span style=\"color: #008000;\">Lieutenant Commander<\/span><\/strong>) dovevano ancora nascere. Le <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate<\/span><\/strong> della Royal Navy del tardo XVIII secolo comprendevano la classe <strong><span style=\"color: #008000;\">Perseverance<\/span><\/strong>, varata nel 1780; un&#8217;unit\u00e0 che dislocava circa 900 tonnellate e portava 36 cannoni. Le Perseverance fecero da battistrada per la costruzione di molte classi da 1.000 tonnellate armate con 38 cannoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1797, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina degli Stati Uniti<\/span><\/strong> possedeva tre navi, designabili fregate, che vennero chiamate<strong><span style=\"color: #008000;\"> super fregate<\/span><\/strong>. Esse portavano da cinquantasei a sessanta cannoni lunghi da 24 libbre, 32 libbre o 42 libbre, carrati e disposti su due ponti. Queste navi erano cos\u00ec ben armate che erano spesso considerate <strong><span style=\"color: #008000;\">navi di prima linea<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/MARINA-USA-USS_Constitution_fires_a_17-gun_salute.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-USA-USS_Constitution_fires_a_17-gun_salute.jpg\" width=\"620\" height=\"443\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><b style=\"color: #008000;\">La USS Constitution, detta &#8220;Old Ironsides&#8221;, \u00e8 una fregata pesante a tre alberi in legno ancora in servizio nella United States Navy che pu\u00f2 vantare di essere la pi\u00f9 vecchia nave al mondo ancora galleggiante. La USS Constitution, progettata da Joshua Humphreys, fu una delle sei fregate previste dal Naval Act del 1794, caratterizzate da dimensioni maggiori ed un miglior armamento delle fregate standard dell&#8217;epoca. La nave \u00e8 ancora in attivit\u00e0 <\/b><span style=\"color: #008000;\"><b>come<\/b><\/span><b style=\"color: #008000;\">\u00a0si vede dalla foto &#8211;\u00a0 U.S. Navy photo by Seaman Matthew R. Fairchild\/Released<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:USS_Constitution_fires_a_17-gun_salute.jpg\">USS Constitution fires a 17-gun salute.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Constitution<\/span><\/strong>, restaurata e conservata come nave museo dalla US Navy, \u00e8 la pi\u00f9 antica nave da guerra ancora in mare e rappresenta un esempio di fregata velica del XVIII secolo. Lo scafo in legno di quercia era stato progettato in modo che tutto il peso dei cannoni fosse caricato sulla chiglia stessa. Il metodo costruttivo consisteva nell&#8217;usare cavalieri diagonali, otto su ciascun lato, posti ad un angolo di 45 gradi. Il fasciame era composto da tavole di quercia larghe circa 61 cm e spesse 30 per ridurre la flessibilit\u00e0 e minimizzare gli effetti dell&#8217;impatto dei colpi ricevuti. Venne realizzata una struttura a tre strati in cui le tavole, poste lungo i lati dello scafo, furono disposte orizzontalmente attraverso i telai, creando un motivo a scacchiera. Questa costruzione rinforzata fece guadagnare alla <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Constitution<\/span><\/strong> il soprannome di &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Old Ironsides<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;epoca velica le fregate operavano, a differenza delle navi maggiori, in maniera isolata intraprendendo missioni commerciali, diplomatiche e pattugliamenti attorno al mondo. Quando coinvolte in battaglia combattevano singolarmente ma solo contro le altre fregate, evitando di ingaggiare le navi maggiori. Nelle regole del tempo, non era comunque ben visto il Comandante di una nave maggiore che sparava su di una fregata, di fatto combattendo una lotta impari. Le fregate, grazie alla loro maneggevolezza e velocit\u00e0, venivano anche impiegate come <strong><span style=\"color: #008000;\">navi ripetitrici di ordini<\/span><\/strong>. In pratica, nel fumo e nella confusione della battaglia, i segnali fatti dal Comandante della flotta, potevano essere non ricevuti dalle navi alle sue dipendenze, per cui le fregate erano poste a sopravvento o sottovento rispetto alla linea principale della battaglia, mantenendo cos\u00ec una linea di vista libera da ostacoli per poter osservare e rilanciare gli ordini della nave ammiraglia trasmessi con sequenze di\u00a0 bandiere alle altre unit\u00e0. Per i giovani ufficiali della Royal Navy, imbarcare su una fregata era un incarico ambito, un&#8217;occasione di imparare il mestiere ed essere spesso\u00a0 coinvolti in azione, cosa che significava una maggiore possibilit\u00e0 di gloria, promozione e premi in denaro. Le fregate potevano anche trasportare fanti di marina (marines) per abbordare le navi nemiche o per effettuare operazioni a terra; nel 1832, la fregata <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Potomac<\/span><\/strong> sbarc\u00f2 un contingente di 282 marinai e marines a terra in una spedizione punitiva a Sumatra a seguito del massacro dell&#8217;equipaggio del mercantile Friendship avvenuto l&#8217;anno prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le fregate degli stati italiani<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGi\u00e0 prima dell&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia le differenti <strong><span style=\"color: #008000;\">marin<\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>e<\/strong>rie italiche<\/span><\/strong>, in particolare quella partenopea, costruirono ed impiegarono diverse &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">fregate<\/span><\/strong>&#8220;. Nel 1827, i cantieri di <strong><span style=\"color: #008000;\">Castellamare di Stabia<\/span><\/strong> (che avevano gi\u00e0 costruito il <strong><span style=\"color: #008000;\">primo battello a vapore<\/span><\/strong> del Mediterraneo) vararono per la <strong><span style=\"color: #008000;\">R<\/span><span style=\"color: #008000;\">eal Marina delle Due Sicilie<\/span><\/strong> la fregata <strong><span style=\"color: #008000;\">Isabella<\/span><\/strong> da 44 cannoni e, nel 1834, le fregate <strong><span style=\"color: #008000;\">Partenope, <\/span><\/strong>con 50 cannoni, e <strong><span style=\"color: #008000;\">Urania<\/span><\/strong> armata con 46 pezzi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23949 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fregata-novara.jpg\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"356\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fregata Ettore Fieramosca, proveniente dalla marina napoletana era uno scafo a due alberi a vele quadre. Sino al 1863 l&#8217;unit\u00e0 era classificata Fregata di II\u00b0 Rango. Nel 1878 venne rimodernata e l&#8217;armamento venne variato in due pezzi da 160 mm, due pezzi da 120 mm, un pezzo da 75 mm. ed uno\u00a0 da 80 mm.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre fregate degne di menzione furono fatte realizzare dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Andrea Agnes Des Geneys<\/span><\/strong> per aprire nuove rotte commerciali e mostrare la potenza della <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina Sarda<\/span><\/strong>. Nel 1834, a bordo di una fregata (che portava il suo stesso nome) l&#8217;ammiraglio si rec\u00f2 a Rio de Janeiro e nel 1836 la fregata<strong><span style=\"color: #008000;\"> Euridice<\/span><\/strong> visit\u00f2 Montevideo. Nell&#8217;ottobre 1865 la vecchia pirofregata<strong><span style=\"color: #008000;\"> Regina, riclassificata fregata ad elica di II ordine, <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">dopo alcuni lavori di ripristino,<\/span> <\/span><span style=\"color: #000000;\">fu ridislocata in Sud America.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A bordo vi erano anche il giovane\u00a0naturalista\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico Hillyer Giglioli<\/span><\/strong>, che a\u00a0Montevideo (Uruguay)\u00a0sarebbe poi trasbordato sulla <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17262\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pirocorvetta\u00a0<i>Magenta<\/i><\/span><\/strong><\/a> che era impegnata in una campagna oceanografica intorno al mondo, ed il viceammiraglio Vincenzo Riccardi di Netro, comandante della stazione navale in Sudamerica<sup id=\"cite_ref-11\" class=\"reference\"><\/sup>. Dopo una lunga permanenza, in cui oper\u00f2 in difesa degli interessi italiani in Sud America, la nave riattravers\u00f2 l&#8217;Atlantico e giunse a Napoli il 28 dicembre 1868. Di fatto, questo tipo di unit\u00e0, sempre modificate per restare allo stato dell&#8217;arte,\u00a0 rimasero un elemento cruciale delle flotte fino alla met\u00e0 del XIX secolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23954 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/310px-Euridice_Tibaud-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"712\" height=\"487\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/310px-Euridice_Tibaud-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/310px-Euridice_Tibaud.jpg 310w\" sizes=\"auto, (max-width: 712px) 100vw, 712px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia nave Euridice <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le prime navi corazzate furono classificate fregate<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDal 1859, un&#8217;armatura di protezione per gli scafi fu aggiunta alle <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzate<\/span><\/strong> ma il peso aggiuntivo limit\u00f2 il numero di cannoni. Queste unit\u00e0 pesantemente corazzate erano tecnicamente fregate, anche se erano pi\u00f9 potenti delle navi esistenti. Grazie all&#8217;imporsi dei motori a vapore e la propulsione ad elica, le fregate aumentare la loro corazzatura passando cos\u00ec ad un ibrido denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">pirofregata<\/span><\/strong> che poteva muoversi sia a vela che a motore. La frase &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">fregata corazzata<\/span><\/strong>&#8221; rimase in uso per qualche tempo per indicare proprio quel tipo di navi.\u00a0 Questa terminologia cambi\u00f2 quando dal <strong><em><span style=\"color: #008000;\">legno e vela<\/span><\/em><\/strong> si pass\u00f2 definitivamente al <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>ferro e vapore<\/em><\/strong><\/span>, ed il ruolo delle <strong><span style=\"color: #008000;\">pirofregate<\/span><\/strong> fu assunto dagli <strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatori<\/span><\/strong>. Dopo il 1875, il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">fregata<\/span><\/strong>&#8221; cadde in disuso. Le <strong><span style=\"color: #008000;\">navi corazzate<\/span><\/strong> furono designate &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">corazzate<\/span><\/strong>&#8220;, &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatori corazzati<\/span><\/strong>&#8221; ed &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatori pesanti<\/span><\/strong>&#8220;, provvisti di un solo ponte corazzato, mentre le <strong><span style=\"color: #008000;\">navi non corazzate<\/span><\/strong>, comprese le\u00a0 <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate<\/span><\/strong> e gli <strong><span style=\"color: #008000;\">sloop<\/span><\/strong>, furono classificati &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatori non protetti<\/span><\/strong>&#8220;. Torneremo presto sulla loro evoluzione.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23836\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23994\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XV SECOLO &#8211; ODIERNO AREA: EUROPA E RESTO DEL MONDO &nbsp; Iniziamo oggi a raccontare la storia della fregata, una tipologia di nave che ha solcato e continua a solcare i mari di tutto il mondo con immutato successo dalla sua prima apparizione sei secoli fa.parole chiave:\u00a0 Il quadro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":23926,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[2318],"tags":[2151],"class_list":["post-23832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eta-moderna","tag-fregate"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Le fregate, breve storia di un vascello di successo - parte I di Andrea Mucedola &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Le fregate, breve storia di un vascello di successo - parte I di Andrea Mucedola &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  11 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XV SECOLO &#8211; ODIERNO AREA: EUROPA E RESTO DEL MONDO &nbsp; Iniziamo oggi a raccontare la storia della fregata, una tipologia di nave che ha solcato e continua a solcare i mari di tutto il mondo con immutato successo dalla sua prima apparizione sei secoli fa.parole chiave:\u00a0 Il quadro [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-10-11T22:30:01+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-07-17T20:10:01+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fregata-uss-president.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"937\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"17 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832\"},\"author\":{\"name\":\"Andrea Mucedola\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13\"},\"headline\":\"Le fregate, breve storia di un vascello di successo &#8211; parte I di Andrea Mucedola\",\"datePublished\":\"2018-10-11T22:30:01+00:00\",\"dateModified\":\"2026-07-17T20:10:01+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832\"},\"wordCount\":2708,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/10\\\/fregata-uss-president.jpg\",\"keywords\":[\"fregate\"],\"articleSection\":[\"Storia navale dell'et\u00e0 moderna (post 1492 - oggi)\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832\",\"name\":\"Le fregate, breve storia di un vascello di successo - parte I di Andrea Mucedola &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/10\\\/fregata-uss-president.jpg\",\"datePublished\":\"2018-10-11T22:30:01+00:00\",\"dateModified\":\"2026-07-17T20:10:01+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/10\\\/fregata-uss-president.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/10\\\/fregata-uss-president.jpg\",\"width\":1280,\"height\":937},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/23832#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Le fregate, breve storia di un vascello di successo &#8211; parte I di Andrea Mucedola\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13\",\"name\":\"Andrea Mucedola\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Andrea Mucedola\"},\"description\":\"ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), \u00e8 laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all\u2019Universit\u00e0 di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD - AIOSS).\",\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/andrea-mucedola\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Le fregate, breve storia di un vascello di successo - parte I di Andrea Mucedola &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Le fregate, breve storia di un vascello di successo - parte I di Andrea Mucedola &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  11 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XV SECOLO &#8211; ODIERNO AREA: EUROPA E RESTO DEL MONDO &nbsp; Iniziamo oggi a raccontare la storia della fregata, una tipologia di nave che ha solcato e continua a solcare i mari di tutto il mondo con immutato successo dalla sua prima apparizione sei secoli fa.parole chiave:\u00a0 Il quadro [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2018-10-11T22:30:01+00:00","article_modified_time":"2026-07-17T20:10:01+00:00","og_image":[{"width":1280,"height":937,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fregata-uss-president.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Andrea Mucedola","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Andrea Mucedola","Tempo di lettura stimato":"17 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832"},"author":{"name":"Andrea Mucedola","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13"},"headline":"Le fregate, breve storia di un vascello di successo &#8211; parte I di Andrea Mucedola","datePublished":"2018-10-11T22:30:01+00:00","dateModified":"2026-07-17T20:10:01+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832"},"wordCount":2708,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fregata-uss-president.jpg","keywords":["fregate"],"articleSection":["Storia navale dell'et\u00e0 moderna (post 1492 - oggi)"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832","name":"Le fregate, breve storia di un vascello di successo - parte I di Andrea Mucedola &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fregata-uss-president.jpg","datePublished":"2018-10-11T22:30:01+00:00","dateModified":"2026-07-17T20:10:01+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fregata-uss-president.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/fregata-uss-president.jpg","width":1280,"height":937},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23832#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Le fregate, breve storia di un vascello di successo &#8211; parte I di Andrea Mucedola"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13","name":"Andrea Mucedola","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","caption":"Andrea Mucedola"},"description":"ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), \u00e8 laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all\u2019Universit\u00e0 di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD - AIOSS).","sameAs":["http:\/\/www.ocean4future.org"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/andrea-mucedola"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2380"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23832"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23832\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":132060,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23832\/revisions\/132060"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23926"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}