{"id":23723,"date":"2020-03-14T00:10:55","date_gmt":"2020-03-14T00:10:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=23723"},"modified":"2026-03-26T13:13:23","modified_gmt":"2026-03-26T12:13:23","slug":"scoperto-un-relitto-greco-del-iv-secolo-a-d-nelle-acque-antistanti-la-penisola-di-karaburun-in-albania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723","title":{"rendered":"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MARE ADRIATICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Albania, relitto, archeologia<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo si sospettava da tempo: l&#8217;Albania, da sempre crocevia del traffico mercantile, conserva nei suoi fondali importanti testimonianze archeologiche, veri tesori della storia marittima antica del Mediterraneo. Un relitto ritrovato nel 2008 ha restituito un piccolo tesoro che dovrebbe incentivare la ricerca in quelle acque da sempre frequentate da pirati e mercanti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_39528\" aria-describedby=\"caption-attachment-39528\" style=\"width: 1900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-39528 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Parco-nazionale-di-Butrint-Albania.jpg\" alt=\"\" width=\"1900\" height=\"1266\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Parco-nazionale-di-Butrint-Albania.jpg 1900w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Parco-nazionale-di-Butrint-Albania-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Parco-nazionale-di-Butrint-Albania-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Parco-nazionale-di-Butrint-Albania-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Parco-nazionale-di-Butrint-Albania-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1900px) 100vw, 1900px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-39528\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Parco nazionale di Butrint, Albania &#8211; photo credit Elaine Ferritto Calip<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Crocevia di commerci e pirati<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI popoli che la abitarono, soprattutto lungo la costa meridionale, vennero presto a contatto con i Greci, che vi fondarono importanti colonie mercantili come Epidamno ed Apollonia. Le fonti storiche sono concordi a definire quelle trib\u00f9 illiriche come non propriamente pacifiche,&nbsp; dedite largamente alla pirateria. Sconfitti dai Macedoni, nel 358 a.C., gli Illiri furono assoggettati e&nbsp;divennero un corpo militare dell&#8217;esercito di&nbsp;Alessandro Magno che li condusse fino alla lontana Persia.&nbsp;Dopo la sua morte, nel 323 a.C.,&nbsp;i differenti piccoli regni illirici si ribellarono e riconquistarono la loro indipendenza espellendo, nel 312 a.C., i Greci da Durazzo. Nacque cos\u00ec un potente regno&nbsp;con capitale nei pressi dell&#8217;odierna citt\u00e0 albanese di Scutari. Il re Agrone e la <strong><span style=\"color: #008000;\">regina Teuta<\/span><\/strong>, che gli succedette nel 231-230 a.C., consolidarono un regno che si spingeva dall&#8217;Albania settentrionale al Montenegro ed alla Erzegovina.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17405\" aria-describedby=\"caption-attachment-17405\" style=\"width: 647px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-17405\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/queen-teuta-illyria.png\" alt=\"\" width=\"647\" height=\"486\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/queen-teuta-illyria.png 650w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/queen-teuta-illyria-300x225.png 300w\" sizes=\"(max-width: 647px) 100vw, 647px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-17405\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Teuta, regina degli Illiri<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/17396\"><strong><span style=\"color: #339966;\">Teuta<\/span><\/strong><\/a> profess\u00f2 una politica aggressiva contro le navi onerarie romane, favorendo la pirateria che assunse, sotto il suo comando, una struttura militare ben organizzata. Alla fine i Romani dovettero intervenire militarmente e, con una geniale manovra a tenaglia sia da terra che dal mare, costrinsero la Regina alla capitolazione. Tracce di questo passato bellicoso riposano ora sui fondali delle coste albanesi, che sono ancora in gran parte da esplorare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Breve storia recente<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa <strong><span style=\"color: #008000;\">storia dell&#8217;Albania<\/span><\/strong> meriterebbe molte pagine ma, per restare in tema, voliamo direttamente ai tempi moderni, quando, al termine della seconda guerra mondiale il Paese sub\u00ec la dura repressione politica di Hoxha. Il dittatore comunista provoc\u00f2 migliaia di vittime dal 1945 al 1987 e, solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1985,&nbsp;&nbsp;inizi\u00f2 in Albania un processo riformista. Per molte ragioni, la trasformazione verso un regime pi\u00f9 democratico non ebbe successo e provoc\u00f2 il collasso economico della nazione. Solo nel 1990, contestualmente alla caduta dei regimi comunisti dell&#8217;Europa orientale, venne introdotto in Albania un timido bipartitismo per cercare di eliminare la corruzione statale. Nel 1996, un nuovo collasso finanziario port\u00f2 a proteste popolari di massa che, durante i primi mesi del 1997, fecero precipitare nuovamente il paese nel caos, causando circa 2.000 morti ed una forte emigrazione verso l&#8217;Italia e la Grecia. Dopo varie vicissitudini, nel 2009, l&#8217;Albania entr\u00f2 nella NATO ed ha ora presentato domanda di adesione all&#8217;Unione europea che,&nbsp; il 27 giugno 2014, le ha riconosciuto lo status di Paese candidato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo processo se da un lato ha consentito un&#8217;apertura a gruppi di studio internazionali dall&#8217;altro ha turisticamente reso disponibili i suoi &#8220;ancora sconosciuti&#8221; fondali e messo a rischio il suo ricchissimo&nbsp;patrimonio sommerso.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_23730\" aria-describedby=\"caption-attachment-23730\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23730\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/albania-relitto-.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"904\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/albania-relitto-.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/albania-relitto--282x300.jpg 282w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-23730\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #339966;\">relitto di una nave romana con il carico di anfore (Photo: INA)<\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Centinaia di manufatti romani e greci rischiano quindi di essere depredati da&nbsp;cacciatori di tesori senza scrupoli, non facilmente contrastabili a causa della limitata&nbsp;capacit\u00e0 di controllo delle autorit\u00e0 marittime locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le ultime scoperte<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUna recente scoperta di numerosi relitti da parte di una Fondazione americana, il Waitt Institute, e della RPM Nautical Foundation ha evidenziato come questo patrimonio, se correttamente esposto, oltre agli evidenti aspetti archeologici, potrebbe fornire un importante contributo a sostegno dell&#8217;economia locale. RPM ha mappato i fondali marini del Mar Ionio dal confine greco fino alla Baia di Vlora, trovando almeno <strong><span style=\"color: #008000;\">ventidue relitti<\/span><\/strong> dall&#8217;epoca classica&nbsp;alla Seconda Guerra Mondiale. Tra i relitti pi\u00f9 antichi sono state ritrovate&nbsp;centinaia di anfore di terracotta impiegate per il trasporto dell\u2019olio d&#8217;oliva e del vino lungo le rotte commerciali tra il Nord Africa e l&#8217;Impero Romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/RPM-LOGO.png\" alt=\"\" width=\"643\" height=\"189\">Queste scoperte hanno confermato come l&#8217;antica&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Illiria<\/span><\/strong> fu anticamente crocevia di commerci marittimi, in un insidioso braccio di mare dove furiose tempeste e pirati senza scrupoli rendevano la navigazione rischiosa. I fondali sono ricchi di reperti ancora non scoperti derivanti dai tanti naufragi che rischiano di essere preda di cacciatori di tesori. La Sovraintendenza albanese non ha mezzi sufficienti per poter operare autonomamente e tanto meno \u00e8 in grado di proteggere le aree archeologiche per mancanza di mezzi e personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un aiuto da oltre oceano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUndici anni fa, l&#8217;arrivo della nave da ricerca <strong><span style=\"color: #008000;\">Hercules<\/span><\/strong> a sostegno degli archeologi albanesi fu vista come una vera e propria manna dal cielo. La nave, dotata delle pi\u00f9 moderne attrezzature, un moderno side scan sonar, veicoli filoguidati e subacquei professionisti, fu un valore aggiunto per il Governo albanese che era impossibilitato a condurre autonomamente delle ricerche subacquee su quei ricchi fondali. L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">RPM<\/span><\/strong>, divenuto ormai di casa, si avvale del supporto di un ente di ricerca&nbsp;statunitense, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">U.S.&nbsp;Institute of Nautical Archaeology<\/span><\/strong>,&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"> (INA)<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_-B7yEwRGsXo\"><div id=\"lyte_-B7yEwRGsXo\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/-B7yEwRGsXo\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-B7yEwRGsXo\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/-B7yEwRGsXo\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Iniziano gli scavi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo le prime ricerche RPM ritiene che sia giunto il momento, con il supporto dell&#8217;Istituto di Archeologia Nautica, di iniziare lo scavo dei tanti relitti identificati, un lavoro economicamente costoso e scientificamente molto delicato. Le attenzioni dei ricercatori potrebbero concentrarsi sul sito&nbsp;di Butrint, un sito greco e romano protetto dall&#8217;UNESCO, collocato nella zona&nbsp;pi\u00f9 meridionale dell&#8217;Albania, nei pressi del&nbsp;confine con la Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave di ricerca del U.S. INA, la&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Virazon II<\/span><\/strong>, rimarr\u00e0 ancora un mese nelle acque albanesi per valutare la fattibilit\u00e0 di realizzare uno scavo su larga scala. L&#8217;ultima spedizione ha rivelato i resti di&nbsp;quattro navi greche affondate tra il sesto ed il terzo secolo a.C., ed altri tre siti sono stati marcati.&nbsp;&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Queste scoperte sono molto importanti per colmare l&#8217;assenza di documentazione relativa a quel periodo storico<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, ha riferito Andrej Gaspari, un archeologo subacqueo sloveno. &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Le sole navi scoperte e documentate di quel periodo sono state trovate&nbsp;nel Mediterraneo occidentale ed in Israele<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23732 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg\" alt=\"\" width=\"754\" height=\"754\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg 340w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 754px) 100vw, 754px\" \/><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ritrovamenti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome abbiamo premesso, l&#8217;Illiria costituiva in epoca classica un nodo commerciale marittimo, attraverso il quale passavano i traffici tra la Grecia, l&#8217;Italia, il Nord Africa ed il Mediterraneo occidentale. Nell&#8217;agosto del 2008 \u00e8 stato ritrovato un relitto particolarmente interessante che ha restituito dei reperti particolarissimi:&nbsp; un&#8217;anfora di terracotta lunga 51 cm, per vino o olio, ed un&#8217;altra pi\u00f9 piccola, trovate alla profondit\u00e0 di 80 metri. Le due anfore venivano probabilmente da Corinto tra il sesto ed il quinto secolo a.C. e si trovavano&nbsp;su una nave mercantile che naufrag\u00f2 tre chilometri al largo della costa. Sono oggetti molto rari dei quali esistono in tutto il mondo solo cinque esemplari. Altri ritrovamenti sono stati un&#8217;anfora, una giara nordafricana risalente al I-III sec. d.C.,&nbsp; un&#8217;ancora romana in pietra del secondo o primo secolo a.C.. ed alcune tegole del quarto secolo a.C. A tal riguardo \u2026 <span style=\"color: #339966;\">&#8220;<\/span><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Non era mai stato trovato prima un relitto carico di tegole \u2026<\/span><\/em><\/strong> &#8221; ha detto l&#8217;archeologo albanese Adrian Anastasi \u2026 &#8221; <strong><em><span style=\"color: #008000;\">la&nbsp;quantit\u00e0 di tegole e la loro disposizione mostra che il relitto della nave si trovi ancora sotto il carico \u2026<\/span><\/em><\/strong>&nbsp;&#8220;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_23731\" aria-describedby=\"caption-attachment-23731\" style=\"width: 1100px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23731 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Albania_Survey_2008_-_fig_4_-_web.jpg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"756\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Albania_Survey_2008_-_fig_4_-_web.jpg 1100w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Albania_Survey_2008_-_fig_4_-_web-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Albania_Survey_2008_-_fig_4_-_web-768x528.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Albania_Survey_2008_-_fig_4_-_web-1024x704.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-23731\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #339966; font-size: 10pt;\">il carico di tegole sul relitto<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Albania sta quindi&nbsp;cercando di proteggere e capitalizzare il suo ricco patrimonio subacqueo, a lungo trascurato dal ex regime comunista, ma la conservazione dei beni culturali riceve ancora scarsi finanziamenti dal governo. Al fine di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica, l&#8217;Agenzia costiera nazionale albanese aveva&nbsp;organizzato,&nbsp;nel febbraio 2017,&nbsp;una piccola mostra fotografica &#8220;<strong><em><span style=\"color: #339966;\">Real underwater Albania<\/span><\/em><\/strong>&#8221; in una strada pedonale di Tirana; solo trenta fotografie ma significative, per sottolineare l&#8217;importanza della ricerca subacquea archeologica per lo sviluppo turistico nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Piccoli passi per preservare questo tratto di mare, ricco di storia e che nasconde ancora tanti segreti.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE PERIODO: XXI SECOLO AREA: MARE ADRIATICO parole chiave: Albania, relitto, archeologia . Lo si sospettava da tempo: l&#8217;Albania, da sempre crocevia del traffico mercantile, conserva nei suoi fondali importanti testimonianze archeologiche, veri tesori della storia marittima antica del Mediterraneo. Un relitto ritrovato nel 2008 ha restituito un piccolo tesoro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":23732,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[30,2092],"tags":[],"class_list":["post-23723","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia-marina","category-relitti-subacquei"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  6 minuti&#8211; . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE PERIODO: XXI SECOLO AREA: MARE ADRIATICO parole chiave: Albania, relitto, archeologia . Lo si sospettava da tempo: l&#8217;Albania, da sempre crocevia del traffico mercantile, conserva nei suoi fondali importanti testimonianze archeologiche, veri tesori della storia marittima antica del Mediterraneo. Un relitto ritrovato nel 2008 ha restituito un piccolo tesoro [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-03-14T00:10:55+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-03-26T12:13:23+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"340\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"340\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione OCEAN4FUTURE\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"7 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340\"},\"headline\":\"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania\",\"datePublished\":\"2020-03-14T00:10:55+00:00\",\"dateModified\":\"2026-03-26T12:13:23+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723\"},\"wordCount\":1431,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg\",\"articleSection\":[\"Archeologia\",\"Relitti subacquei\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723\",\"name\":\"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg\",\"datePublished\":\"2020-03-14T00:10:55+00:00\",\"dateModified\":\"2026-03-26T12:13:23+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg\",\"width\":340,\"height\":340},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340\",\"name\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\"},\"description\":\"\u00e8 composta da oltre 60 collaboratori che lavorano in smart working, selezionati tra esperti di settore di diverse discipline. Hanno il compito di\u00a0 selezionare argomenti di particolare interesse, redigendo articoli basati su studi recenti. I contenuti degli stessi restano di responsabilit\u00e0 degli autori che sono ovviamente sempre citati. Eventuali quesiti possono essere inviati alla Redazione (infoocean4future@gmail.com) che, quando possibile, provveder\u00e0 ad inoltrarli agli Autori.\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/redazione-ocean4future\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  6 minuti&#8211; . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE PERIODO: XXI SECOLO AREA: MARE ADRIATICO parole chiave: Albania, relitto, archeologia . Lo si sospettava da tempo: l&#8217;Albania, da sempre crocevia del traffico mercantile, conserva nei suoi fondali importanti testimonianze archeologiche, veri tesori della storia marittima antica del Mediterraneo. Un relitto ritrovato nel 2008 ha restituito un piccolo tesoro [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2020-03-14T00:10:55+00:00","article_modified_time":"2026-03-26T12:13:23+00:00","og_image":[{"width":340,"height":340,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione OCEAN4FUTURE","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione OCEAN4FUTURE","Tempo di lettura stimato":"7 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723"},"author":{"name":"Redazione OCEAN4FUTURE","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340"},"headline":"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania","datePublished":"2020-03-14T00:10:55+00:00","dateModified":"2026-03-26T12:13:23+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723"},"wordCount":1431,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg","articleSection":["Archeologia","Relitti subacquei"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723","name":"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg","datePublished":"2020-03-14T00:10:55+00:00","dateModified":"2026-03-26T12:13:23+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/IllyrianCoast_Survey_2009_-_fig_9_-_web-340x340.jpg","width":340,"height":340},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23723#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Scoperti numerosi relitti nelle acque della penisola di Karaburun in Albania"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340","name":"Redazione OCEAN4FUTURE","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione OCEAN4FUTURE"},"description":"\u00e8 composta da oltre 60 collaboratori che lavorano in smart working, selezionati tra esperti di settore di diverse discipline. Hanno il compito di\u00a0 selezionare argomenti di particolare interesse, redigendo articoli basati su studi recenti. I contenuti degli stessi restano di responsabilit\u00e0 degli autori che sono ovviamente sempre citati. Eventuali quesiti possono essere inviati alla Redazione (infoocean4future@gmail.com) che, quando possibile, provveder\u00e0 ad inoltrarli agli Autori.","sameAs":["http:\/\/www.ocean4future.org"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/redazione-ocean4future"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23723","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2398"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23723"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23723\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":126917,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23723\/revisions\/126917"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23723"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23723"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23723"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}