{"id":23621,"date":"2018-10-22T01:35:04","date_gmt":"2018-10-22T01:35:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=23621"},"modified":"2026-07-21T20:47:09","modified_gmt":"2026-07-21T18:47:09","slug":"affondando-nel-blu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23621","title":{"rendered":"Affondando nel blu, i misteri dei canyon sottomarini e dei vortici oceanici profondi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: morfologia, canyon, geologia<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Cosa sappiamo dei fondali abissali?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Per assurdo gli abissi del mare sono ancora un mistero per l&#8217;Uomo, sia dal punto di vista biologico che oceanografico. La nostra conoscenza sembra ridursi in funzione della profondit\u00e0, dove la luce non penetra e tutto scompare. E&#8217; solo grazie alla ricerca oceanografica che molti dei suoi misteri sono stati rivelati. Nelle profondit\u00e0 degli oceani, l&#8217;orografia in alcuni casi sembra ricalcare quella di superficie con montagne, altopiani e spaccature di dimensioni equivalenti se non maggiori del <strong><span style=\"color: #008000;\">Grand canyon<\/span><\/strong> statunitense. Profonde fenditure che raggiungono le piane abissali, spesso estendendosi dalla costa fino al profondo bordo del mare della piattaforma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Genesi dei canyon profondi\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\nCi sono molte teorie sulla loro origine che non si escludono l&#8217;una dall&#8217;altra. Gli scienziati ritengono che i canyon si siano formati in Ere lontane a seguito di violenti fenomeni geologici e atmosferici che formarono queste gigantesche fenditure della Terra, modificando profondamente i contorni dei fondali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23630\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/canyon.gif\" alt=\"\" width=\"974\" height=\"638\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">queste spaccature, originatesi milioni di anni orsono, si spingono verso il largo, sprofondando negli abissi, antiche testimonianze di quando i mari erano molto pi\u00f9 bassi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni si formarono durante le glaciazioni, altri a causa del trasporto dei sedimenti generati da frane sottomarine di enormi masse di roccia. Nella loro genesi concorsero gli effetti dell\u2019idrodinamismo (in particolare a seguito di violente tempeste) ed i movimenti orizzontali e verticali causati da eventi sismici provocati dalla frizione delle falde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Profonde ferite della Terra<\/span><\/strong><br \/>\nLa ricerca oceanografica moderna ha individuato molti di questi antichi canyon che ancor oggi nascondono molti segreti. Anticamente i livelli dei mari erano pi\u00f9 bassi a causa delle glaciazioni che occupavano gran parte del pianeta. Questi canyon erano in superficie ed ospitavano fiumi turbolenti che scavavano le pareti rocciose (come il fiume Colorado nel Grand canyon), trasportando sedimenti e detriti verso i proto mari. Con l&#8217;innalzarsi delle temperature, i ghiacci si sciolsero ed il livello dei mari si sollev\u00f2, sommergendo queste imponenti strutture geologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23626 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/zhemchugcanyon.jpg\" alt=\"\" width=\"472\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/zhemchugcanyon.jpg 603w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/zhemchugcanyon-300x156.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il canyon sottomarino pi\u00f9 grande e profondo mai scoperto \u00e8 stato scoperto nel Mare di Bering ed \u00e8 stato chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Zhemchug Canyon<\/span><\/strong>. Le sue dimensioni sono straordinarie; per dare un&#8217;idea \u00e8 pi\u00f9 profondo del Grand Canyon<sup>1<\/sup> ed ha un rilievo verticale che scende dalla piattaforma poco profonda del Mare di Bering fino alle profondit\u00e0 abissali del Bacino aleutiano fino ad una profondit\u00e0 di 2600 metri, estendendosi su un\u2019area di 11.350 chilometri quadrati. Il canyon di Zhemchug si divide in due rami principali, ciascuno pi\u00f9 grande di uno dei canyon marini continentali pi\u00f9 famosi, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Monterey Canyon<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>In quelle fredde e profonde acque ricche di ossigeno, flussi di correnti trasportano nutrienti planctonici che risalgono dalle profondit\u00e0 del canyon verso la superficie, fornendo sostentamento a numerose forme di vita.\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23625 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/zhemchug-crab.jpg\" alt=\"\" width=\"492\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/zhemchug-crab.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/zhemchug-crab-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 492px) 100vw, 492px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un granchio reale d\u2019oro (<em>Aequispinus lithodes<\/em>) su una spugna, raccolto durante le ricerche nel Zhemchug Canyon nel mare di Bering\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre agli aspetti geologici, <strong><span style=\"color: #008000;\">il canyon di<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Zhemchug<\/span><\/strong> \u00e8 quindi un habitat importante per molte specie della fauna marina oceanica. Ad esempio, mammiferi marini come le foche nordiche, i delfini e molte specie di balene vivono in quelle acque. Sulle pareti rocciose si ritrovano invertebrati, coralli e spugne. Tra di essi anche dei curiosi granchi che sono stati raccolti perla prima volta dai ricercatori della nave oceanografica <strong><span style=\"color: #008000;\">M\/V Esperanza<\/span><\/strong> che, da molti anni, studia le caratteristiche geologiche e biologiche del canyon. Nel 2016, l&#8217;oceanografa <strong><span style=\"color: #008000;\">Michelle Ridgeway<\/span><\/strong> esplor\u00f2 il canyon in una spedizione sponsorizzata da Greenpeace, raggiungendo la profondit\u00e0 di 536 metri sotto la superficie, scoprendo un habitat biologico straordinario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro interessante canyon marino \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Canyon di Perth<\/span><\/strong>, situato al largo della costa dell&#8217;Australia occidentale. Secondo gli scienziati dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ocean Institute della University of Western Australia,<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\"> che <\/span><\/span>hanno condotto tra i primi l&#8217;esplorazione di questo canyon sottomarino, hanno scoperto che si estende dalla piattaforma continentale per oltre quattro chilometri sul fondo oceanico. Utilizzando sistemi di mappatura all&#8217;avanguardia ed il ROV della nave da ricerca <strong><span style=\"color: #008000;\">Falkor<\/span><\/strong>, gli oceanografi lo hanno seguito fino ad una profondit\u00e0 di oltre 2000 metri, mappandone dettagliatamente 154 miglia quadrate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23632\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perth-canyon.jpg\" alt=\"\" width=\"969\" height=\"942\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perth-canyon.jpg 560w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perth-canyon-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perth-canyon-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 969px) 100vw, 969px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">batimetria del grande canyon di Perth, Australia &#8211; credit: Australia Department of the Environment and Heritage<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso, il canyon sommerso si \u00e8 dimostrato un hot spot straordinario per la vita marina, attirando molti mammiferi marini grazie alla sua ricchezza ittica. Durante l\u2019esplorazione i ricercatori hanno incontrato innumerevoli organismi tra cui anemoni venere ed un meraviglioso corallo dorato. <b><\/b><i><\/i><u><\/u>Inoltre, lungo le sue pareti, sono state catalogate numerose creature abissali tra cui stelle e coralli molli a fungo. L&#8217;esplorazione ha impiegato sistemi allo stato dell&#8217;arte, che hanno permesso di raccogliere informazioni su queste strutture geologiche ma anche di ritrovare sul fondo un <strong><span style=\"color: #008000;\">glider<\/span><\/strong> (un veicolo autonomo subacqueo impiegato per le ricerche oceanografiche) che era scomparso due anni prima. Probabilmente, il <strong><span style=\"color: #008000;\">canyon di Perth<\/span><\/strong> si form\u00f2 pi\u00f9 di cento milioni di anni fa, quando un antico fiume lo gener\u00f2 nella regione emersa che separava l&#8217;Australia occidentale dall&#8217;India. Una zona geologica particolare in cui la crosta terrestre e la litosfera si trovano in condizioni tettoniche distensive. Sotto l&#8217;azione delle forze generate dai movimenti convettivi del mantello terrestre sottostante, la crosta e la litosfera vennero separate, creando cos\u00ec questa profonda spaccatura. Lo studio di queste enormi spaccature oceaniche fornisce la possibilit\u00e0 di conoscere habitat straordinari dal punto di vista geologico e biologico ma anche di comprendere meglio i fenomeni profondi delle masse d&#8217;acqua. Attraverso l&#8217;analisi dei dati satellitari sono stati scoperti fenomeni oceanografici di grande importanza in prossimit\u00e0 dei canyon. Ad esempio, nelle vicinanze del canyon di Perth, nel giugno del 2006, \u00e8 stato osservato dallo spazio un misterioso vortice profondo di 200 chilometri di diametro posto a mille metri di profondit\u00e0 che potrebbe influenzare gli equilibri che regolano il clima del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">I vortici profondi<br \/>\n<\/span><\/strong>Come ricorderete, gli oceani assolvono una funzione fondamentale sul cambiamento climatico perch\u00e9 contribuiscono ad assorbire le emissioni di anidride carbonica in maniera significativa. Un&#8217;azione importante per la nostra sopravvivenza che, solo negli oceani meridionali, trattiene il 40% della CO<sup>2<\/sup>. Alcuni scienziati ritengono che queste strutture geologiche possano in qualche modo modificare la circolazione dei volumi d&#8217;acqua al punto di creare vortici profondi abissali che faciliterebbero il trasferimento dell&#8217;anidride carbonica nelle profondit\u00e0 dell\u2019Oceano, influenzando di conseguenza il clima del pianeta.\u00a0<u><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura dei grandi vortici profondi oceanici non \u00e8 conosciuta ma si ritiene che siano generati dalle interazioni delle correnti e dei venti con le strutture sottostanti. Il primo vortice abissale fu scoperto da un satellite e venne descritto dagli scienziati come una &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">trappola marina mortale<\/span><\/strong>&#8220;, in quanto capace di risucchiare molte specie viventi, comprese le larve di pesce pelagiche che sono un importante nutrimento per le forme maggiori di vita marina. Quale sia il suo ruolo negli scambi chimico fisici delle masse d&#8217;acqua \u00e8 per\u00f2 un mistero ancora tutto da scoprire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23649 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Vortici-oceanici-simili-ai-buchi-neri.jpg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Vortici-oceanici-simili-ai-buchi-neri.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Vortici-oceanici-simili-ai-buchi-neri-300x178.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il vortice abissale dallo spazio &#8211; Credit NASA\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <a href=\"https:\/\/www.cambridge.org\/core\/journals\/journal-of-fluid-mechanics\/article\/coherent-lagrangian-vortices-the-black-holes-of-turbulence\/3B50A4590B35E5637280F01A58502258\">uno studio<\/a> pubblicato sul <strong><span style=\"color: #008000;\">Journal of Fluid Mechanics<\/span><\/strong>, un team di scienziati ha analizzato i dati rilevati dalle immagini satellitari ed ha presentato un interesse modello matematico che li assimila ai buchi neri nelle profondit\u00e0 dello spazio.\u00a0Gli scienziati ritengono che i canyon sottomarini potrebbero facilitare la formazione di questi vortici, facendo convergere le forze che li generano. Una tesi interessante che richieder\u00e0 ulteriori studi nelle profondit\u00e0 degli abissi per capirne i segreti.<\/p>\n<p>1 il Grand canyon ha un\u2019altezza rispetto alla sua base di 1857 metri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANI parole chiave: morfologia, canyon, geologia &#8211; Cosa sappiamo dei fondali abissali? Per assurdo gli abissi del mare sono ancora un mistero per l&#8217;Uomo, sia dal punto di vista biologico che oceanografico. 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