{"id":236,"date":"2015-07-16T00:05:33","date_gmt":"2015-07-16T00:05:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/wp\/?p=236"},"modified":"2026-03-25T13:58:54","modified_gmt":"2026-03-25T12:58:54","slug":"lordine-naturale-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/236","title":{"rendered":"L&#8217;ordine naturale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI E MARI&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: ordine naturale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><strong>La Biodiversit\u00e0<span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><strong>&nbsp;nell&#8217;ordine naturale<\/strong><\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>La biodiversit\u00e0, sia marina che terrestre, pu\u00f2 essere definita come la descrizione delle innumerevoli variet\u00e0 di animali, piante e microorganismi che convivono sul nostro Pianeta. Per nutrirsi e riprodursi, ogni organismo vivente interagisce con gli altri organismi e sopravvive solo se le condizioni dell&#8217;ambiente ne consentono la sua sopravvivenza. Dove le condizioni sono favorevoli la biodiversit\u00e0 \u00e8 alta e l&#8217;ambiente \u00e8 sano. Per questo motivo \u00e8 necessario studiare e monitorare gli ecosistemi per prevenire il loro degrado e studiare le interazio<\/span><\/span>ni fra le varie specie animali e vegetali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-38271\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/prateri-eposidonia-tavolar-e1577975633157.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"562\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"; color: #008000;\">Posidonieto &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ecologia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTassonomicamente, ogni organismo appartiene a ordini, specie, sottospecie ed altre suddivisioni che riflettono le similarit\u00e0 che ognuno&nbsp;ha con gli altri organismi. Quando diciamo che un pesce fa parte di una specie significa che possiede delle caratteristiche che lo accomunano ad altro organismi &nbsp;della stessa specie.&nbsp;Capire come &nbsp;&#8220;funziona&#8221;&nbsp;la natura \u00e8&nbsp;il compito di una scienza che si chiama <strong><span style=\"color: #008000;\">Ecologia<\/span><\/strong> (dal greco antico Oikos, che significa casa, ovvero studio della casa). Essa viene studiata dagli ecologi la cui funzione \u00e8&nbsp;fondamentale per comprendere i meccanismi di vita delle specie viventi e valutare l&#8217;impatto delle stesse in altri domini sociali&nbsp;(ad esempio sulle economie locali o sul benessere delle popolazioni). Questa scienza entra di diritto in una visione multidisciplinare della valutazione dell&#8217;ambiente in senso generale.&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/IMG_0697-16-9.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1810\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/IMG_0697-16-9-1024x576.jpg\" alt=\"IMG_0697 16-9\" width=\"800\" height=\"450\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"; color: #008000;\">meraviglie nel coralligeno &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni organismo vivente presente sul pianeta, che sia una pianta, un animale o un batterio, ha una precisa funzione e tutti, compresa la specie umana, abbiamo una dipendenza diretta o indiretta reciproca. Questo concetto \u00e8 molto importante e che ci fa capire come la riduzione della biodiversit\u00e0 possa causare effetti a catena nell&#8217;ambiente che possono influenzare economie locali e la sopravvivenza di altre specie.&nbsp;Talvolta le interazioni reciproche tra specie diverse possono essere critiche&nbsp;comportando la scomparsa delle specie pi\u00f9 deboli e variazioni locali significative delle biodiversit\u00e0. <span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">E&#8217; il caso di specie animali che, a causa di variazioni nelle condizioni dell&#8217;ambiente, emigrano verso&nbsp;altre zone che possono offrire una migliore qualit\u00e0 di sopravvivenza e talvolta possono prendere possesso del nuovo ambiente sostituendosi&nbsp;ad altre specie. Una delle emergenze pi\u00f9 assurde \u00e8 la rapida diffusione in Atlantico dei Pterois, ovvero i&nbsp;come pesci scorpione o pesci leone.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/diving-in-fujaira-a-37.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14536 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/diving-in-fujaira-a-37.jpg\" alt=\"0100,0,538,6455,553,3317,558,2,1,=,1,2694,0802,3907,498,738,:,018,05,01,25,13,212,6,518,439,145,CAWB,00,000,242,185,29,29,CAE,066,0015000,0639,1,016,090,036,060,STR,1,1,015,015,160,071,5000,000,144,PAWB,29,165,242,185,29,29,PAE,020,0030000,1628,1,212,000,062,Rec,036,000,000,000,0,0,0210,0194,0167,0180,0197,0,05000,05000,3,\" width=\"1280\" height=\"960\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"; color: #008000;\">Pterois, Fujaira, Oceano Indiano photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste specie sono soprattutto diffuse nelle aree tropicali dell\u2019Indo-pacifico ma si stanno diffondendo, a scapito di altre specie, anche in tutti i Caraibi e la costa orientale del Nord America fino a sud in Venezuela e Colombia, a causa del rilascio, accidentale o colpevole, in mare (si pensa dovuto ad un acquarista) di alcuni esemplari. Questo atto &nbsp;ha portato alla distruzione di molte specie native divorate dal nuovo arrivato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma cosa rende questi bellissimi pesci cos\u00ec dannosi?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Direi la loro aggressivit\u00e0 favorita dal fatto di non avere di fatto predatori e di essere in grado di rilasciare fino a 300 milioni di uova all&#8217;anno, che non sono mangiate dagli altri pesci a causa di un deterrente chimico che le protegge. Ricorderete che ne abbiamo parlato diffusamente in un altro nostro <a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/5931\">articolo<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte queste variazioni sono indotte dall&#8217;Uomo che per superficialit\u00e0 (ad esempio con il rilascio di specie contenute negli acquari domestici) o per profitto (mal calcolato) catalizzano questi cambiamenti ecologici. <strong><span style=\"color: #008000;\">Sono situazioni frequenti, spesso drammatiche, rese note solo da annunci mediatici che trovano un effettivo proseguo solo nelle comunit\u00e0 specialistiche perch\u00e9 spesso non comprese nella loro gravit\u00e0<\/span><\/strong>.<br \/>\nIn realt\u00e0, la scomparsa di specie naturali \u00e8&nbsp;purtroppo molto pi\u00f9 frequente di quanto si pensi e non dipende dalle dimensioni dell&#8217;animale o della pianta; in certi casi l&#8217;annientamento di una specie pu\u00f2 causare effetti discendenti catastrofici per le economie locali comportando il crollo di attivit\u00e0 lavorative.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/pesce-persico-nilo-1024x699.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 pesce-persico-nilo-1024x699.jpeg\" width=\"1024\" height=\"699\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"; color: #008000;\">pesce persico del Nilo da <a href=\"https:\/\/top10a.ru\/top-10-samyx-bolshix-presnovodnyx-ryb-v-mire.html\">\u0422\u043e\u043f 10 \u0441\u0430\u043c\u044b\u0435 \u0431\u043e\u043b\u044c\u0448\u0438\u0435 \u043f\u0440\u0435\u0441\u043d\u043e\u0432\u043e\u0434\u043d\u044b\u0435 \u0440\u044b\u0431\u044b \u0432 \u043c\u0438\u0440\u0435 (top10a.ru)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio di un errore di valutazione da parte dell&#8217;Uomo, legato ad una non completa valutazione degli ecosistemi locali, fu l&#8217;introduzione del &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">pesce persico del Nilo<\/span><\/strong>&#8221; nelle acque del lago Vittoria, in Africa orientale.&nbsp;Il pesce introdotto per fini ovviamente economici si rivel\u00f2 un terribile predatore che distrusse le popolazioni di ciclidi endemiche. I ciclidi subirono quindi un rapido declino causando un danno significativo per i poveri pescatori locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si stima che pi\u00f9 di 300 specie native siano state condotte all&#8217;estinzione da parte di questi predatori (Schofield, 1999). Sebbene&nbsp;&lt;\/spanil veloce incremento del pesce persico&nbsp;<i>niloticus<\/i>&nbsp;sembr\u00f2 avere un impatto iniziale favorevole per lo sviluppo dell&#8217;industria della pesca, la conseguenza finale fu un calo significativo della biomassa ittica globale del lago (Goudswaard and Witte, 1984). L&#8217;incremento numerico della specie caus\u00f2 il declino della biodiversit\u00e0, compromettendo le catene alimentari esistenti. Inoltre, la crescita degli insediamenti umani, dovuta allo sviluppo della pesca del persico, schiacci\u00f2&nbsp; le popolazioni locali determinando ricadute&nbsp;socio-economiche significative (Kitchell and Schindler, 1997).&nbsp;In sintesi, il degrado del lago Vittoria &nbsp;port\u00f2 conseguenze antropiche sempre maggiori, anche nel lungo termine, per il benessere delle comunit\u00e0 rivierasche, incidendo pesantemente sul social welfare degli stati limitrofi (Verschuren &amp; Johnson, 2002).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/IMG_4501-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 IMG_4501-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"; color: #008000;\">ricercatrice subacquea scientifica che effettua un censimento in una prateria di posidonia. <span style=\"color: #008000;\">Tale valutazione in situ \u00e8 ancora fondamentale per avere un quadro ecologico significativo &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Posidonia &nbsp;oceanica, un bene da proteggere<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn altro problema, al quale si sta cercando di mettere rimedio in ambito marino, \u00e8 la&nbsp;recessione delle praterie di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Posidonia_oceanica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Posidonia oceanica,<\/a> una pianta fanerogama endemica del Mediterraneo.&nbsp;E&#8217; stato provato che la loro morte, oltre a causare una diminuzione di molte specie ittiche va ad accentuare gli effetti dell&#8217;idrodinamismo costiero.&nbsp;Il moto ondoso non&nbsp;pi\u00f9 frenato dalle praterie di posidonia, aggredisce letteralmente le spiagge e gli arenili provocando&nbsp;danni ambientali significativi. Le spiagge vengono quindi letteralmente inghiottite dal mare e la linea di spiaggia arretra significativamente spazzando via le costruzioni antropiche. Ovviamente questi disastri costringono l&#8217;Uomo a costose opere di ripascimento degli arenili e di ricostruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Cosa fare?<br \/>\n<\/span><\/strong>Questi danni possono evitati studiando con maggiore attenzione l&#8217;habitat costiero e prevenendo tali cause con scelte oculate.&nbsp;L&#8217;Uomo pu\u00f2 essere artefice di cambiamenti ecologici anche attraverso l&#8217;inquinamento chimico dovuto al versamento di liquami tossici che alterano gli equilibri chimici-fisici dell&#8217;ambiente e provocano la morte degli organismi. Talvolta, la natura riesce a sopravvivere, creando un nuovo equilibrio ed&nbsp;in questi casi gli interventi dell&#8217;Uomo, se non sufficientemente valutati, possono essere controproducenti. Ad esempio, la bonifica di materiali abbandonati in mare ma ormai ricolonizzati pu\u00f2 provocare una nuova movimentazione del sedimento che,&nbsp;essendo altamente tossico, pu\u00f2 creare danni ancora maggiori all&#8217;habitat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Il padre dell&#8217;<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ecologia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nParlando, seppur brevemente, di&nbsp;ecologia \u00e8&nbsp;d&#8217;obbligo citare <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Charles_Darwin\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Charles Darwin <\/a>(1809-1882), il&nbsp;naturalista inglese padre della teoria dell&#8217;evoluzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Charles_Darwin_English_naturlist_colored-free-wikimedia-colored-889x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Charles_Darwin_English_naturlist_colored-free-wikimedia-colored-889x1024.jpg\" width=\"889\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Charles Darwin, English naturlist, geologist and biologist (1809-1882), immagine (colorata) di Julius J\u00e4\u00e4skel\u00e4inen, da wikimedia commons&nbsp; https:\/\/www.flickr.com\/photos\/juliusjaa\/46111746605\/in\/photostream\/<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Darwin<\/span><\/strong>, dopo un viaggio di cinque&nbsp;anni intorno al mondo, a bordo della <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.aboutdarwin.com\/voyage\/voyage03.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">HMS Beagle<\/a><\/span><\/strong>, studiando i campioni raccolti, formul\u00f2 una teoria rivoluzionaria che sconvolse i concetti naturalistici precedenti. Secondo Darwin le specie naturali si modificano a causa di una selezione naturale legata alle caratteristiche intrinseche dei soggetti che poi trasmettono alle nuove generazioni. La selezione avviene attraverso un lento adattamento all&#8217;ambiente per cui le specie in possesso di caratteristiche particolari (in quel momento le pi\u00f9 adatte a quel tipo di habitat) hanno maggiori probabilit\u00e0 &nbsp;di sopravvivere. Inoltre, se la lotta per la sopravvivenza delle specie avviene nella ricerca di un appagamento dei bisogni primari (riproduzione e nutrimento), l&#8217;evoluzione \u00e8 legata alle caratteristichegenetiche favorendo quegli individui che riescono ad adattarsi meglio all&#8217;ambiente.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scienza dell&#8217;Ecologia moderna si sviluppa attraverso vari campi come l&#8217;analisi degli ecosistemi, le comunit\u00e0 e le popolazioni, la conservazione ed il reinserimento di specie scomparse in alcuni habitat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Va compreso che l&#8217;ecologia e le scienze ambientali non hanno niente a che fare con l&#8217;ambientalismo che fa parte dei movimenti sociali e&nbsp; politici.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. , . 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