{"id":23157,"date":"2023-07-23T00:01:35","date_gmt":"2023-07-22T22:01:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=23157"},"modified":"2023-12-29T13:58:02","modified_gmt":"2023-12-29T12:58:02","slug":"capitan-bavastro-storia-di-un-corsaro-ligure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23157","title":{"rendered":"Capitan Bavastro, storia di un corsaro ligure al servizio di Napoleone"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\"><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII &#8211; XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Napoleone, corsaro<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parliamo oggi di un personaggio storico poco conosciuto ma non meno interessante nella grande storia marittima del bel Paese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Bavastro<\/span><\/strong>, marinaio e corsaro al soldo dei Francesi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23178 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Combat_naval_pendant_la_quasi_guerre.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"775\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Combat_naval_pendant_la_quasi_guerre.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Combat_naval_pendant_la_quasi_guerre-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Combat_naval_pendant_la_quasi_guerre-768x496.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Combat_naval_pendant_la_quasi_guerre-1024x661.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Bravastro<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> nacque nel maggio 1760 da padre spagnolo, don Michele, assunto dal Governo Sardo per effettuare dei lavori nel porto di Nizza, ed una giovane ligure, Maria Geronima Parodi, nobildonna sampierdarenese, che da Nizza, dove si era trasferita col marito, volle partorire nella sua citt\u00e0. Si narra che la donna partor\u00ec in spiaggia ed il bimbo fu lavato nell&#8217;acqua di mare. Fu poi riportato per mare a Nizza sul veliero a tre alberi, comandato dallo zio Giobatta, un battello chiamato l\u2019Intrepido. Non sapremo mai se l\u2019aria di mare ed il vento entrarono nella sua vita al punto di forgiare quello spirito ribelle e testardo che lo caratterizz\u00f2 tutta la vita. Di fatto sembra che fosse la disperazione dei genitori che alla fine lo imbarcarono su una fregata francese \u2018<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">L\u2019Aigle Marine<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">\u2019, con la speranza che la vita dura dei marinai, con fatiche e disagi, lo aiutassero a darsi una regolata. Per due anni gir\u00f2 i mari mediterranei fino in Oriente. Quando sbarc\u00f2 venne descritto come dotato di capacit\u00e0 marinare di prim&#8217;ordine, salute di ferro, audacia e coraggio a tutta prova ma con scarso senso della disciplina. Caratteristiche che lo accompagnarono in tutta la sua vita.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23175\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/sciabecchi-liguri-contro-i-corsari-barbareschi.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"568\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/sciabecchi-liguri-contro-i-corsari-barbareschi.jpg 591w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/sciabecchi-liguri-contro-i-corsari-barbareschi-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ex voto scontro tra sciabecchi algerini e liguri &#8211; Museo Galata Genova www.sullacrestadellonda.it<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornato a casa, si arruol\u00f2 nei dragoni di Savoia dove strinse fraterna amicizia con <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Massena<\/span><\/strong>, futuro generale napoleonico. Di fatto fu un periodo di grandi scelte personali, guidate dal suo carattere ribelle che lo pose sempre in disaccordo con la famiglia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23159\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/GiuseppeBavastro.jpg\" alt=\"\" width=\"834\" height=\"1214\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/GiuseppeBavastro.jpg 213w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/GiuseppeBavastro-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 834px) 100vw, 834px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Capitan Bavastro &#8211; autore anonimo<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:GiuseppeBavastro.jpg\">GiuseppeBavastro.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si spos\u00f2 contro il parere del genitore con una nizzarda, <strong><span style=\"color: #008000;\">Annette Feisolle<\/span><\/strong>, una scelta che comport\u00f2 il suo allontanamento dalla famiglia ed il suo trasferimento a Genova dallo zio Giobatta (proprio quello che lo aveva riportato da neonato a Nizza). Lo zio gli affid\u00f2 la goletta \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">La Nizzarda<\/span><\/strong>\u201d, un&#8217;imbarcazione da cento tonnellate per il trasporto di orzo, grano, frumento dalla Sicilia e Spagna. Sceltosi l\u2019equipaggio, come d\u2019uso, selezion\u00f2 i migliori marinai scelti tra quelli meno raccomandabili, ed inizi\u00f2 a girare il Mediterraneo su rotte poco raccomandabili, dove nessuno osava commerciare a causa dei corsari e dei pirati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante uno di questi commerci, si scontr\u00f2 con una feluca di pirati algerini nel mare di Spagna; avendo solo quattro cannoni contro trenta, si fece abbordare dai pirati e, quando di fianco spar\u00f2 una bordata che la affond\u00f2 sugli scogli delle Columbretes. Un&#8217;altra interessante versione riporta che Bavastro si port\u00f2 all&#8217;arrembaggio impossessandosi della feluca e riuscendo poi a portarla a Genova dove fu rivenduta a <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Maria Balbi<\/span><\/strong>. Il Balbi la ribattezz\u00f2 poi \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Vittoria<\/span><\/strong>\u201d, usandola per trasportare derrate ed orzo sulla rotta con la Sicilia. Qualunque sia stata la versione corretta, Bavastro divenne a Genova presto una &nbsp;leggenda e si mise in proprio commerciando tabacco e grano. Non disdegn\u00f2 di fare lavori sporchi dove poteva comunque trarre facili guadagni. La Rivoluzione francese,&nbsp; seguita dal periodo del Terrore, aveva causato una fuga di nobili e ricchi borghesi e Bavastro si rese disponibile per aiutare ad&nbsp; espatriare &nbsp;i condannabili alla ghigliottina \u2026 in grado di pagare il viaggio. Con i proventi aument\u00f2 la sua flotta inizialmente come armatore e poi comandante della polacca \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">La Invitta<\/span><\/strong>\u201d e della nave \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Jolie Faisolle<\/span><\/strong>\u201d, dal nome della moglie, questa volta per trasportare approvvigionamenti per le truppe francesi di Nizza e Tolone.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23171\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/scabecco-ligure.jpg\" alt=\"\" width=\"845\" height=\"683\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: inherit;\">Tra le sue numerose navi vi furono: la &nbsp;\u201c<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">San Pietro<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">\u201d &nbsp;e le polacche da 200 tonnellate la \u201c<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Saint Josef<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">\u201d e la \u201c<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Prince Eug\u00e9ne<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">\u201d, che vennero poi &nbsp;affondate dagli Inglesi davanti al porto di Genova; inoltre &nbsp;la \u201c<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Santa Geronima<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, due sciabecchi entrambi&nbsp; chiamati col nome di \u201c<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Massena<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">\u201d e le fregate \u201c<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">N.S. Belvedere<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">\u201d e l\u2019\u201c<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Heroique<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">\u201d con la quale \u201c<\/span><em style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>mercat\u00f2, trasport\u00f2 truppe e combatt\u00e9 pi\u00f9 volte contro gli Inglesi, riuscendo sempre vincitor<\/strong>e<\/span><\/em><span style=\"font-size: inherit;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le tante navi anche un brigantino, armato con equipaggio di settanta uomini per approvvigionare le guarnigioni Francesi della Catalogna ma anche per operazioni di \u201ccorsa\u201d. Da buon corsaro, si scontr\u00f2 con tre legni da guerra inglesi che lo disalberarono. Bavastro, prima di abbandonare il suo veliero, accese una miccia lunga alla Santa Barbara. Gli Inglesi saliti a bordo per prendere possesso della nave saltarono tutti in aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Divenne quindi&nbsp; corsaro del governo francese, pagato e protetto dalle regole della Corsa<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23168\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/marinaio-epoca-rivoluzionaria.jpg\" alt=\"\" width=\"818\" height=\"1729\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/marinaio-epoca-rivoluzionaria.jpg 454w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/marinaio-epoca-rivoluzionaria-142x300.jpg 142w\" sizes=\"(max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Marinaio dell&#8217;epoca rivoluzionaria. La divisa rispecchia quella dell&#8217;epoca precedente: Veste blu senza code e bottoni in rame, cappello in feltro nero, perde la coccarda bianca e compare l&#8217;ancora. Mantiene la fascia rossa in vita, i pantaloni si allungano e vengono confezionati in panno a righe, rosse o tricolori i pi\u00f9 usati .Anche la camicia \u00e8 spesso e volentieri a righe tricolori. Il figurino \u00e8 rappresentato con una sciabola d&#8217;abbordaggio modello 1783. I capelli sono raccolti in una coda e incipriati e come tradizione, che proseguir\u00e0 ancora per molto tempo, porta dei vistosi orecchini in oro (Tavola di Goichon 1937)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo rapporto, se vogliamo privilegiato, lo port\u00f2 ad essere l\u2019armatore di uno dei quattro convogli di supporto alla spedizione napoleonica, che <strong><span style=\"color: #008000;\">Bavastro<\/span><\/strong> esegu\u00ec senza richiedere compenso. I Francesi non lo ringraziarono adeguatamente e, dopo aver ricevuto il servizio, gli tolsero il Comando giustificando il fatto che era analfabeta. Ma Bavastro continu\u00f2 a mantenere una cieca ammirazione per Napoleone Bonaparte da cui, alla fine, ottenne soddisfazioni e riconoscimenti che lo portarono, pochi anni dopo, a rischiare tutto&nbsp; a favore del vecchio amico Massena durante l\u2019assedio di Genova&nbsp; nell&#8217;anno 1800.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Genova<\/span><\/strong> era sotto assedio da terra dalle soldataglie austro-russe (circa &nbsp;60 mila soldati accampati sull\u2019Appennino) e, dal mare, dalla flotta inglese dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Brown<\/span><\/strong> che la rendeva praticamente impossibile da approvvigionare. Il Capitano Bavastro, sfuggendo al blocco inglese, port\u00f2 con le sue piccole navi da cabotaggio viveri, armi e messaggi. Avendo la famiglia a Genova, Bavastro (moglie e cinque figli) forz\u00f2 il blocco navale con la velocissima feluca \u201cIntrepide\u201d carica di grano riusc\u00ec a forzare il blocco ma, inseguito da una fregata inglese, fu affondato. Questo episodio, non certo di successo, aliment\u00f2 la sua fama. Ma il bello doveva ancora arrivare.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da met\u00e0 maggio la flotta inglese, approfittando del buio, si avvicinava tutte le notti alla costa e bombardava la citt\u00e0 creando oltre al panico numerosi morti. Il 21 maggio, parte dei trenta legni da guerra &#8211; tra cui la ammiraglia di Keith, il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Minotaure<\/span><\/strong>\u201d, furono affrontati da Bavastro al comando di una galea genovese accompagnata da alcune unit\u00e0 minori tra cui una nave che era stata regalata al <strong><span style=\"color: #008000;\">Banco di San Giorgio<\/span> <\/strong>dalla famiglia <strong><span style=\"color: #008000;\">Raggio<\/span><\/strong>, equipaggiata con ben 115 galeotti ai 50 remi, ed armata &#8211; oltre la ciurma &#8211; di 40 granatieri liguri e sei ufficiali, e di tre soli cannoni (due da 24 libbre ed uno da 36). Lo scontro, sebbene inizialmente vittorioso, dopo l\u2019effetto sorpresa, gir\u00f2 al peggio. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fregata \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Aurora<\/span><\/strong>\u201d comandata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Beaver<\/span><\/strong> con 14 lance circondarono la galea rendendo impossibile difendersi ulteriormente. Bavastro si butt\u00f2 in acqua e fingendosi morto riusc\u00ec ad arrivare a terra. L\u2019attacco disperato dei Genovesi comport\u00f2 l\u2019arretramento al largo della flotta inglese e quindi la cessazione del bombardamento notturno su Genova. In seguito a ripetute prove di coraggio e di perizia marinaresca e militare, Bavastro ricevette la nomina a capitano di fregata della Repubblica genovese e il comando dell&#8217;unit\u00e0 principale di Genova, la <strong><span style=\"color: #008000;\">galera<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Prima<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra impresa lo vide, in una notte di &nbsp;burrasca, il 15 aprile 1800, forzare ancora il blocco navale per portare su un gozzo il Capo di Stato Maggiore francese, <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Oudinot<\/span><\/strong> a Loano, da <strong><span style=\"color: #008000;\">Suchet<\/span><\/strong>, comandante del settore centrale dell\u2019Armata francese. Sulla via del ritorno gli Inglesi cercarono di intercettarli ma, ancora una volta,&nbsp; Bavastro li beff\u00f2, sbarcando i passeggeri a Cornigliano. Il 22 maggio, i cannoni della flotta inglese e degli &nbsp;austriaci presero nuovamente San Pier d\u2019Arena sotto un violento fuoco d\u2019artiglieria.&nbsp;Il 2 giugno <strong><span style=\"color: #008000;\">Massena<\/span><\/strong> accett\u00f2 di trattare la resa. In una piccola cappella a met\u00e0 del ponte di Cornigliano, attorno ad un tavolino, presero posto il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Ott, l&#8217;ammiraglio inglese Keith, Massena e il ministro Luigi Crovetto<\/span><\/strong> per la Repubblica Ligure. Dall\u2019impresa dell\u2019assedio, conclusosi il 4 giugno 1800 con l\u2019onore delle armi, il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Massena<\/span><\/strong> fu autorizzato a lasciare la citt\u00e0 con i suoi averi e gli amici (tra cui il marchese <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Serra<\/span><\/strong>, futuro ammiraglio della Marina sarda).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bavastro<\/span><\/strong> ebbe attestati di benservito ma &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">senza palanche<\/span><\/em><\/strong>&#8221; e privo del suo naviglio. Tornato &nbsp;a Marsiglia dalla madre, riprese subito il mare per fare il corsaro contro gli&nbsp; inglesi. Amava dire&nbsp; \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">rubare \u00e8 peccato, ma rubare ai ladri, no<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Un mestiere che sapeva fare benissimo e dopo mesi torn\u00f2 ricchissimo. A risollevarlo, ci pens\u00f2 anche un\u2019ingente somma proveniente dalla dote ottenuta con delle nuove nozze a Malaga, con <strong><span style=\"color: #008000;\">Mariquita Hudson de Merida<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Napoleone<\/span><\/strong> intraprese il blocco economico inglese, non pot\u00e9 non chiamare il Bavastro a dirigere quella guerra di corsa dove ogni preda diveniva bottino, Nel periodo 1803-1805, a bordo dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Intr\u00e9pide<\/span><\/strong>, guadagn\u00f2 2,5 milioni di franchi, catturando due navi inglesi ed un altro bastimento. I successi continuarono e <strong><span style=\"color: #008000;\">Napoleone <\/span><\/strong>diede a Bavastro la patente di corsa internazionale, ulteriori premi, esenzioni tasse per le nuove costruzioni e la possibilit\u00e0 di innalzare la bandiera genovese anzich\u00e9 quella francese. Ogni preda era poi rivenduta al miglior offerente. D&#8217;altronde in qualsiasi porto entrasse, c\u2019era sempre qualcuno che comperava la nave e la merce, senza badare alla provenienza, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">pecunia non olet<\/span><\/em> <\/strong>dicevano i Latini.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/sciabola-di-Bavastro-museo-storico-navale-di-venezia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sciabola-di-Bavastro-museo-storico-navale-di-venezia.jpg\" width=\"842\" height=\"444\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La sciabola di gala di Bavastro, riccamente lavorata, con accanto il fodero. \u00c9 conservata a Venezia, presso il Museo Storico Navale &#8211; da www.superstoria.it<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bavastro, l\u2019analfabeta, l\u2019astuto corsaro, odiato dagli Inglesi, temuto per la sua audacia al limite della pazzia, fu ufficialmente riconosciuto da Napoleone Bonaparte come \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019unico ammiraglio vittorioso<\/span><\/strong>\u201d. Per meriti marittimi e di guerra gli fu riconosciuta \u201cl\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ascia d\u2019abbordaggio d\u2019onore<\/span><\/strong>\u201d una delle massime onorificenze marinare dell\u2019impero francese. Un fatto non comune, in quanto Napoleone non amava la Marina che vedeva come una forza perdente rispetto alle forze terrestri. Bavastro gli rest\u00f2 fedele e sembra che fu proprio lui a progettare un audace piano per portare via Napoleone dall&#8217;Elba. Ma la disperata avventura dur\u00f2 solo pochi mesi, ovvero sino alla tragica sconfitta di Waterloo. Ormai l\u2019epoca napoleonica veniva spazzata via dalla Restaurazione che fece piazza pulita di tutti coloro che avevano servito fedelmente Napoleone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche <strong><span style=\"color: #008000;\">Bavastro<\/span><\/strong>, per i suoi precedenti, fu rimosso e venne rifiutato anche dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina Sarda<\/span><\/strong> (la sua fama di predatore non lo favor\u00ec). Curioso il fatto che lui aveva addestrato <strong><span style=\"color: #008000;\">Serra<\/span><\/strong>, che divenne poi un grande ammiraglio della Regia Marina Sarda.<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;Luigi Serra<\/span><\/strong> (1774-1849), futuro viceammiraglio della Regia Marina sardo nonch\u00e9 zio dell\u2019ammiraglio e senatore italiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Serra<\/span><\/strong> (1801-1877), era imbarcato nel 1788 come novizio sulla marina mercantile e pass\u00f2 in quella militare nel maggio 1801, come <em>insegna di vascello ausiliario<\/em> e <em>tenente<\/em> dello sciabecco comandato proprio da Nicol\u00f2 Bavastro, cugino di Giuseppe. Fu un valoroso ufficiale della marina francese e poi, pensionato dalla Repubblica, il 16 agosto 1815 fu ammesso nella marina sarda come tenente di vascello provvisorio. Il 1\u00b0 settembre partecip\u00f2 all&#8217;occupazione della Capraia al comando di una galera e poi &#8230; divenne viceammiraglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli ultimi anni di Bavastro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo la morte della moglie, con la caduta napoleonica, si trasfer\u00ec &nbsp;in Sud America, mettendosi a disposizione del rivoluzionario <strong><span style=\"color: #008000;\">Simon Bolivar<\/span><\/strong> con la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave<\/span> <\/strong>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Poup\u00e9<\/span><\/strong>\u201d, armata in America, naturalmente continuando a predare inglesi, nord americani e spagnoli. Alla fine prov\u00f2 a ritirarsi a New Orleans e a dirigere una piantagione ma Bavastro non poteva restare troppo lontano dal mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo richiamo lo spingeva nelle calde ed umide notti tropicali a riprendere l\u2019onda. Rientrato in Europa, diede suoi servigi al comandante in capo francese, <strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Guy-Victor Duperr\u00e9<\/span><\/strong>, nella spedizione di Algeri, sia nella predisposizione della scorta all&#8217;imponente convoglio di cinquecentosettanta due navi che trasportavano il corpo di spedizione, sia nella scelta del luogo dello sbarco. Dopo lo sbarco ottenne la carica di capitano del porto di Algeri. La vaga conoscenza della lingua araba ed il buon senso gli procurarono la fama di giusto amministratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma era un uomo stanco, la vita incominciava a scorrere velocemente, e fu proprio in Algeria che, il 10 marzo 1833, ormai settantatreenne, mor\u00ec a seguito di una caduta da cavallo; si racconta che esal\u00f2 il suo ultimo respiro cercando inutilmente il mare attraverso la finestra. L\u2019indomito, testardo marinaio si spegneva cos\u00ec in &nbsp;terra straniera \u2026 lontano da quell&#8217;elemento che aveva sfidato tutta la sua vita, forse &nbsp;il suo grande amore. Sembra che le sue ultime parole furono: \u00ab&nbsp;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Aprite le finestre, voglio vedere il mare<\/span><\/em><\/strong>\u00bb.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Fonti<\/span><\/span><\/strong><br \/>\nMolte informazioni sulla storia del Capitan Bavastro sono state attinte da questi <a href=\"http:\/\/www.sanpierdarena.net\/Bavastro%20capitan.htm\">link<\/a>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; AA.VV.-Enciclopedia dei Liguri illustri-ERGA-vol.2-ritratto<\/p>\n<p>&#8211; Brizzolari C. &#8211; Storia di Genova sul mare-Vallecchi-1981-vol.2-pag.289<\/p>\n<p>&#8211; Cappi G.- Genova e le due riviere-Rechiedei.1892-pag.343<\/p>\n<p>&#8211; Perri F. Capitan Bavastro- Milano, Garzanti, 1944; Soveria Mannelli, Rubbettino, 2006,&nbsp;<a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8849815441\">ISBN 88-498-1544-1<\/a>&nbsp; Garzanti 1952-<\/p>\n<p>&#8211; Ronco &#8211; Genova tra Massena e Napoleone &#8211; Sagep.88 &#8211; pag. 34.39.96.113.162<\/p>\n<p>&#8211;&nbsp;Quacquarelli &#8211; Tavernese.&nbsp;<i>Il corsaro di Napoleone<\/i>&#8211; Mursia, 2007,&nbsp;<a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8842539333\">ISBN 8842539333&nbsp;<\/a><\/p>\n<p>&#8211; Tuvo, Campagnol &#8211; Storia di Sampierdarena-D\u2019Amore,1975 &#8211; pag.98<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette e citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVIII &#8211; XIX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Napoleone, corsaro . Parliamo oggi di un personaggio storico poco conosciuto ma non meno interessante nella grande storia marittima del bel Paese, Giuseppe Bavastro, marinaio e corsaro al soldo dei Francesi. 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