{"id":23111,"date":"2018-10-14T01:00:27","date_gmt":"2018-10-14T01:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=23111"},"modified":"2026-05-06T17:33:48","modified_gmt":"2026-05-06T15:33:48","slug":"cenotes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23111","title":{"rendered":"Cenotes, trovato il collegamento tra due grandi sistemi di cavit\u00e0 sommerse in Messico"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MESSICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Cenotes<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tulum, <\/span><\/strong>un&#8217;antica e bellissima citt\u00e0 Maya a sud di <strong><span style=\"color: #008000;\">Playa del Carmen, <\/span><\/strong>\u00e8 diventata negli ultimi anni una delle destinazioni tra le pi\u00f9 ambite per le immersioni in grotta. Il merito va a numerosi pionieri internazionali che circa cinquanta anni fa scoprirono la bellezza di questi straordinari ecosistemi ed incominciarono un capillare lavoro di studio delle cavit\u00e0 sottomarine. Tra questi voglio ricordare <strong><span style=\"color: #008000;\">Bil Phillips<\/span><\/strong>, scomparso nel novembre 2017, a cui va il merito di aver creato un primo database con mappe dettagliate di questi sistemi sotterranei, uno strumento prezioso per comprendere e proteggere l&#8217;area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23129 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/BilPHillipsMG_6902-2-600x400.jpg\" alt=\"\" width=\"944\" height=\"629\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/BilPHillipsMG_6902-2-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/BilPHillipsMG_6902-2-600x400-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/>Canadese di origine, <strong><span style=\"color: #008000;\">Bil Phillips<\/span><\/strong> era nato e cresciuto a North Vancouver, British Columbia. Prima di diventare noto come uno dei pi\u00f9 prolifici esploratori di grotte nella storia, era stato un abile batterista professionista ed un meticoloso artigiano. Durante una vacanza scopr\u00ec il Messico e le sue bellezze subacquee. I cenotes erano ancora poco conosciuti ed il passo fu breve. Bil divenne un abile educatore, influenzando gli standard nell&#8217;addestramento e nella sicurezza delle immersioni in grotta di generazioni di subacquei. Durante la sua vita scrisse numerosi articoli sull&#8217;immersione tecnica e, grazie alla sua fama, assunse ruoli di leadership in diverse agenzie e associazioni subacquee, tra cui la <strong><span style=\"color: #008000;\">IANDT<\/span><\/strong>.\u00a0 La sua eredit\u00e0 culturale ha permesso scoperte geologiche importantissime per meglio comprendere i cenotes ed il loro ecosistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma cosa sono i cenote?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa parola cenote deriva dalla parola maya &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">D&#8217;zonot<\/span><\/strong>&#8221; e si riferisce a qualsiasi camera sotterranea che contiene acqua permanente. I cenotes possono avere diverse forme o dimensioni, possono apparire come laghetti,\u00a0 pozzi verticali, crepe su substrati rocciosi o lagune da sogno \u00a0nel mezzo della giungla. Storicamente i cenotes erano l&#8217;unica fonte d&#8217;acqua nella giungla per i <strong><span style=\"color: #008000;\">Maya<\/span><\/strong> ed erano considerati entrate sacre al loro &#8220;mondo sotterraneo&#8221;, o &#8220;Xibalba&#8221; , dove vivevano gli dei e i loro spiriti dopo la morte. \u00a0Essi conservano testimonianze della frequentazione sia con resti fossili di camelidi, giaguari, mammut, bradipi e cavalli sia di esseri umani. In particolare, prove con il carbone 14 di uno scheletro ritrovato al loro interno collocherebbero la frequentazione della grotta a circa 10.000 anni fa. Lo scheletro fu successivamente identificato come quello di una femmina adolescente, ora chiamata Naia. L&#8217;esplorazione dei cenote si deve in gran parte all&#8217;impegno di ricercatori subacquei che, in questi ultimi quarant&#8217;anni, hanno mappato questi complessi sistemi di grotte disegnando la loro intricata estensione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23133 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/G0050474fbm-e1534627691197.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"674\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il mondo incantato dei cenote, Quintana Ro &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ma come si formarono questi sistemi?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Divenuti in questi ultimi anni il sogno proibito di molti subacquei, i cenote sono delle doline naturali che si crearono a causa di una combinazione di eventi geologici e cambiamenti climatici. Tutto ebbe origine milioni di anni fa quando la penisola dello Yucatan era una gigantesca barriera corallina oceanica. Durante l&#8217;ultima era glaciale, il livello degli oceani diminu\u00ec portando la scogliera in superficie. Il corallo mor\u00ec e la vegetazione incominci\u00f2 a crescere sulla piattaforma calcarea e ancora oggi,\u00a0 nell&#8217;entroterra di <strong><span style=\"color: #008000;\">Tulum<\/span><\/strong> si ritrovano molti fossili che testimoniano quel periodo marino. Le cavit\u00e0 sotterranee si formarono a seguito della graduale lenta dissoluzione del calcare corallino sottostante; essendo altamente poroso, le infiltrazioni delle copiose piogge, caratterizzate da un pH leggermente acido, sciolsero il calcare alcalino, creando nel sottosuolo le prime cavit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/cristian-vizl-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cristian-vizl-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cenote Cristalino, Quintana Roo, M\u00e9xico, autore @Christian Vizl McGregor<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si formarono quindi nel tempo questi sistemi di gallerie, all&#8217;interno delle quali si possono osservare formazioni geologiche spettacolari di stalattiti e stalagmiti, destinate ad unirsi fra di loro, creando delle vere proprie colonne che aggiungeranno ancora pi\u00f9 fascino a queste grotte. Immergersi in quelle gallerie, tutte rigorosamente marcate con cavi di acciaio marcati, consente al visitatore di osservare cupole, a volte aeree dalle cui sommit\u00e0 scendono come dita spettrali le radici delle mangrovie soprastanti.<br \/>\nQuando l&#8217;era glaciale giunse al termine, ovvero circa 18.000 anni fa, il clima del pianeta si riscald\u00f2, i ghiacciai si ritirarono e le caverne si allagarono, secondo il principio dei vasi comunicanti, con l\u2019innalzamento del livello marino. Queste cavit\u00e0 sono ora in gran parte allagate, a volte per centinaia di chilometri, e gli scienziati concordano sul fatto che l&#8217;acqua abbia raggiunto il livello attuale circa 1.000 anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La scoperta<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Ma veniamo a questa straordinaria scoperta avvenuta a gennaio 2018, dopo dieci mesi di ricerche. L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Underwater Exploration Group<\/span><\/strong> del <strong><span style=\"color: #008000;\">Great Maya Aquifer Project<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">GAM<\/span><\/strong>) ha trovato finalmente una connessione tra due dei pi\u00f9 estesi sistemi di caverne allagate della Terra: <strong><span style=\"color: #008000;\">Sac Actun<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Dos Ojos<\/span><\/strong>, entrambi localizzati nei pressi di Tulum, nella regione di Quintana Roo, Mexico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta solo di una meraviglia geologica. &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Questa immensa caverna rappresenta il pi\u00f9 importante sito archeologico sommerso al mondo, dal momento che ha pi\u00f9 di un centinaio di contesti archeologici, tra cui testimonianze dei \u00a0primi coloni d&#8217;America, cos\u00ec come di fauna estinta e, ovviamente, la cultura\u00a0 Maya<\/span><\/em> <\/strong>&#8220;, dice <strong><span style=\"color: #008000;\">Guillermo de Anda<\/span><\/strong>, un esploratore del National Geographic e direttore della GAM.\u00a0Questa fase del progetto \u00e8 iniziata nel marzo del 2017 grazie alla ricerca condotta dall&#8217;allora direttore della GAM, <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert Schmittner<\/span><\/strong> con un team di subacquei specializzati nelle esplorazioni delle grotte. In realt\u00e0 il team di esploratori cercava questa connessione da 14 anni, aggiungendo ad ogni immersione nuove gallerie alle mappe di questo misterioso labirinto d&#8217;acqua. Fino ad ora, il <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Ox Be&#8217;l, <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\">della<\/span>\u00a0 lunghezza di 167 miglia localizzato a sud di Tulum, era considerato il pi\u00f9 lungo mentre quello di <strong><span style=\"color: #008000;\">Sac Actun<\/span><\/strong>, situato a nord est di Tulum, era al secondo posto con circa 163 miglia. Il terzo della lista era il <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema di Koal Baal<\/span><\/strong>, con 57 miglia mentre il quarto, oggetto della scoperta, chiamato dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Dos Ojos<\/span><\/strong> era stimato di 52 miglia. Dopo le ultime esplorazioni quest&#8217;ultimo \u00e8 risultato collegato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Sistema Sac Actun<\/span><\/strong>.\u00a0Secondo le regole della speleologia, quando due sistemi sotterranei sono collegati, la grotta pi\u00f9 grande assorbe il pi\u00f9 piccolo, quindi il nome di quest&#8217;ultimo scompare. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo significa che l\u2019insieme delle cavit\u00e0 di Sac Actun e Dos Ojos ha preso il nome di Sac Actun raggiungendo la lunghezza di ben 219 miglia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si domanda se questi sistemi furono abitati in antichit\u00e0. Nel marzo 2008, tre membri del team di immersione <strong><span style=\"color: #008000;\">P<\/span><span style=\"color: #008000;\">royecto Espeleol\u00f3gico de Tulum e Global Underwater Explorers<\/span><\/strong>, Alex Alvarez, Franco Attolini e Alberto Nava, hanno esplorato una sezione del <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema Aktun Hu<\/span><\/strong>, noto come il pozzo <strong><span style=\"color: #008000;\">Hoyo Negro<\/span><\/strong>. Ad una profondit\u00e0 di 57 metri gli esploratori hanno localizzato i resti di un mastodonte di 43 metri ed un teschio che potrebbe essere la pi\u00f9 antica prova di insediamento umano nello Yucatan\u00a0 fino ad oggi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/GOPR0369m-1-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GOPR0369m-1-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cenote zona di Tulum &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca geologica non si ferma. Il prossimo obiettivo \u00e8 quello di cercare la via di collegamento del Sac Actun con gli altri tre sistemi, che sono molto vicini tra loro. Si tratta d un progetto ambizioso che, secondo i dati del <strong><span style=\"color: #008000;\">Quintana Roo Speleological Survey<\/span><\/strong>, include 358 sistemi di grotte sommerse nel nord dello stato, con quasi 870 miglia di passaggi allagati di acqua dolce al di sotto della giungla. Come risultato di questa ricerca, <strong><span style=\"color: #008000;\">GAM<\/span><\/strong> ha mappato un altro importante sistema con una lunghezza di 11 miglia, fino ad ora chiamato &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">madre di tutti i cenotes<\/span><\/strong>&#8220;. Ha una profondit\u00e0 massima di 65 piedi (circa 21 metri) e si trova a nord del Sac Actun. Si tratta di un sistema individuale, ma il team di esploratori ritiene che potrebbe esistere un collegamento con il\u00a0 Sac Actun.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra caratteristica che rende preziosa questa scoperta \u00e8 che l\u2019ecosistema nei cenotes presenta una grande biodiversit\u00e0 grazie alla grande riserva di acqua dolce che diede vita a questa regione dello Yucatan. La fase successiva di questo ambizioso progetto comprender\u00e0 un&#8217;analisi della qualit\u00e0 dell&#8217;acqua del Sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">Sac Actun<\/span><\/strong>, nonch\u00e9 uno studio della biodiversit\u00e0 e della sua conservazione. Ovviamente sar\u00e0 continuata la mappatura e la mappatura dettagliata dei contesti archeologici sommersi. Per quanto mi riguarda, spero di tornarci presto, per rivivere questo straordinario mondo sommerso.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere ad infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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