{"id":23110,"date":"2018-08-01T00:10:27","date_gmt":"2018-08-01T00:10:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=23110"},"modified":"2024-06-01T09:34:34","modified_gmt":"2024-06-01T07:34:34","slug":"straordinaria-scoperta-in-messico-trovato-il-collegamento-tra-due-sistemi-di-grotte-sottomarine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/23110","title":{"rendered":"Straordinaria scoperta in Messico: trovato il collegamento tra due sistemi di grotte sottomarine"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a> <span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<br \/>\n<\/span><\/strong>parole chiave: sistemi dei cenote messicani, Quintana Roo, Sac Actun, Dos Ojos,&nbsp; Bil Phillips<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Tulum<\/span>, <\/span><\/strong>un importante complesso archeologico Maya situato nella penisola dello Yucat\u00e1n, in Messico, fu per sua sfortuna la prima citt\u00e0 Maya ad essere avvistata dagli spagnoli il 3 marzo 1517. La citt\u00e0 maya era un importante scalo commerciale di prodotti quali pesce, miele, sale, ossidiana e piume di quetzal. Sotto il suo castello che domina la spiaggia di sabbia bianca finissima, vi era un approdo che fungeva da porto per le barche dei pescatori. Oggi \u00e8 diventata meta di turisti provenienti da tutto il mondo, alla ricerca delle sue spiagge ma anche delle immersioni sulle barriere coralline e in grotta. Oggi parleremo proprio di queste ultime, che vengono effettuate in cavit\u00e0 sommerse che si aprono nella giungla in scenari da sogno: i famosi cenote. La loro visita \u00e8 resa possibile grazie agli sforzi di centinaia di sommozzatori che negli ultimi cinquant&#8217;anni ne hanno studiato le caratteristiche naturali e distribuzione. Un compito non facile perch\u00e9, come vedremo, queste cavit\u00e0 sono intrecciate in sistemi complessi ancora da esplorare. Tra i tanti pionieri voglio ricordare <strong><span style=\"color: #008000;\">Bil Phillips<\/span> <\/strong>recentemente scomparso, a cui si deve la creazione di un prezioso database corredato da mappe dettagliate di questi sistemi complessi che consente agli esploratori attuali di proseguirne lo studio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-29924\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Bil-Phillips-IMG_1288l-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"428\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bil Phillips ( .-2017) &#8211; photo credit by Jill Heinerth <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bil Phillips<\/span><\/strong> <\/span>era nato e cresciuto a North Vancouver, British Columbia. Prima di diventare noto come uno dei pi\u00f9 grandi esploratori di grotte nella storia, era stato un abile batterista professionista ed un meticoloso artigiano. Bil si appassion\u00f2 a questi scenari fiabeschi e misteriosi e divenne un educatore, influenzando gli standard nell&#8217;addestramento e nella sicurezza delle immersioni. Su You Tube potete trovare i suoi video, vere e proprie perle di conoscenza per coloro che vogliono avvicinarsi a questo tipo di immersione. Bil scrisse numerosi articoli sull&#8217;immersione tecnica e ricopr\u00ec ruoli di leadership in diverse agenzie e associazioni subacquee. Non ultimo fu membro fondatore e direttore dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">APSA<\/span><\/strong> (Comitato Cenotes della Riviera Maya Association of Dive and Water Sport Operators). Volontario presso il National Training Speleological Society &#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">NSS-CDS<\/span><\/strong> (Instructor Training Committee) per il Messico e membro del Board of Advisors per l&#8217;International Association of Nitrox e Technical Divers (<strong><span style=\"color: #008000;\">IANTD<\/span><\/strong> Central America), divenne infine Direttore del <strong><span style=\"color: #008000;\">Quintana Roo Speleological Survey<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/chac-moll-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 chac-moll-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">cenote &#8211; Tulum, photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa sono i cenotes?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa parola cenote deriva dalla parola maya &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">D&#8217;zonot<\/span><\/strong>&#8221; e si riferisce a qualsiasi cavit\u00e0 sotterranea che contenga in maniera permanente&nbsp; dell&#8217;acqua.&nbsp;I <strong><span style=\"color: #008000;\">cenote<\/span><\/strong> differiscono notevolmente per forme e dimensioni; essi possono apparire come laghetti,&nbsp; pozzi verticali, crepe su substrati rocciosi o lagune da sogno &nbsp;nel mezzo della giungla. Conosciuti sin dall&#8217;antichit\u00e0 sembra che fossero fonte d&#8217;acqua nella giungla per i Maya ed erano considerate le entrate sacre al loro &#8220;mondo sotterraneo&#8221;, o &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Xibalba<\/span><\/strong>&#8220;, dove vivevano gli dei e i loro spiriti dopo la morte. Di fatto, queste cavit\u00e0 sommerse conservano al loro interno testimonianze geologiche e paleontologiche importanti; recentemente sono stati ritrovati resti fossili di camelidi, giaguari, mammut, bradipi e cavalli ma anche di esseri umani. Uno scheletro femminile, ritrovato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Hoyo nigro<\/span><\/strong>, datato con il Carbonio 14, ha permesso di stimare la frequentazione di quella grotta a circa 12.000 anni fa. Lo scheletro fu poi identificato come quello di una femmina adolescente.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Come si formarono questi sistemi?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Divenuti in questi ultimi anni il sogno proibito di molti subacquei, i cenote sono delle doline naturali che, a causa di una combinazione di eventi geologici e cambiamenti climatici, si crearono a seguito del crollo dei soffitti delle caverne. Tutto ebbe origine milioni di anni fa quando la penisola dello Yucatan era una gigantesca barriera corallina situata sotto diversi metri di acqua oceanica. Durante l&#8217;ultima era glaciale, il livello degli oceani diminu\u00ec portando la scogliera in superficie. Il corallo mor\u00ec e la vegetazione incominci\u00f2 a crescere sulla piattaforma calcarea. Nell&#8217;entroterra di Tulum si ritrovano ancora molti fossili che testimoniano il suo periodo marino. Le cavit\u00e0 si erano in realt\u00e0 formate a seguito della graduale dissoluzione del calcare corallino, altamente poroso, dovuta alle infiltrazioni di pioggia leggermente acida (che sciolse il calcare alcalino).&nbsp;Si formarono quindi sistemi di gallerie all&#8217;interno delle quali si possono osservare formazioni geologiche spettacolari di stalattiti e stalagmiti che, nel tempo, sono destinate ad unirsi creando delle vere proprie colonne. Quando l&#8217;era glaciale giunse al termine, circa 18.000 anni fa, il clima del pianeta si riscald\u00f2, i ghiacciai si ritirarono e le caverne si allagarono con l\u2019innalzamento del livello marino. Molti scienziati concordano sul fatto che l&#8217;acqua abbia raggiunto il suo livello attuale circa 1.000 anni fa creando diversi sistemi di cenote, ancora oggi da scoprire nella loro interezza e connessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La scoperta<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong> Ma veniamo a questa straordinaria scoperta avvenuta nel gennaio 2018, dopo dieci mesi di ricerche. <strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;Underwater Exploration Group del Great Maya Aquifer Project (GAM) ha trovato finalmente una connessione tra due dei pi\u00f9 estesi sistemi di caverne allagate della Terra: Sac Actun e Dos Ojos, entrambi siti nei pressi di Tulum, Quintana Roo, Mexico. &nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sistema Dos Ojos<br \/>\n<\/span><\/strong>&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Questa immensa caverna rappresenta il pi\u00f9 importante sito archeologico sommerso al mondo, dal momento che ha pi\u00f9 di un centinaio di contesti archeologici, tra cui testimonianze dei &nbsp;primi coloni d&#8217;America, cos\u00ec come di fauna estinta e, ovviamente, la cultura&nbsp; Maya<\/span><\/em> <\/strong>&#8220;, dice <strong><span style=\"color: #008000;\">Guillermo de Anda<\/span><\/strong>, un esploratore del National Geographic e direttore della GAM. Questa fase del progetto \u00e8 iniziata nel marzo del 2017 grazie alla ricerca condotta dal direttore di esplorazione, <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert Schmittner<\/span><\/strong>, e un team di subacquei specializzati nelle esplorazioni delle grotte. In realt\u00e0 gli esploratori ricercavano da 14 anni una connessione fra i vari sistemi, raccogliendo dati e aggiungendo nuove gallerie alle mappe di questi misteriosi labirinti sommersi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sistema Ox Bel Ha<br \/>\n<\/span><\/strong>Fino ad ora, il <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema Ox Bel Ha<\/span><\/strong> che ha una lunghezza di 167 miglia, situato a sud di <strong><span style=\"color: #008000;\">Tulum<\/span><\/strong>, era considerato il pi\u00f9 lungo mentre il <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema <\/span><span style=\"color: #008000;\">Sac Actun<\/span><\/strong>, situato a nord est, era &nbsp;al secondo posto con circa 163 miglia.<\/p>\n<p>&nbsp;&nbsp; <img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-29937\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Sac_Actun_Dos_Ojos-1.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"1091\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Sac_Actun_Dos_Ojos-1.png 544w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Sac_Actun_Dos_Ojos-1-234x300.png 234w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo della lista era il sistema di <strong><span style=\"color: #008000;\">Koal Baal<\/span><\/strong>, con 57 miglia mentre il quarto, oggetto della recente scoperta, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Dos Ojos<\/span><\/strong> raggiunge le 52 miglia.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-29938\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/cenote-sac-actun.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/cenote-sac-actun.jpg 730w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/cenote-sac-actun-300x183.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/h5>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli sulla subacquea in tutte le sue discipline scritti da autorevoli protagonisti che condivideranno con voi le loro conoscenze \u2026 da non perdere. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: infoocean4future@gmail.com<\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, dopo le ultime esplorazioni il sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">Dos Ojos<\/span><\/strong> risulta collegato al Sistema<strong><span style=\"color: #008000;\"> Sac Actun Hu<\/span><\/strong>. Secondo le regole della speleologia, quando due sistemi sotterranei sono collegati, la grotta pi\u00f9 grande assorbe il minore in termini di lunghezza, ed il nome di quest&#8217;ultimo scompare. Questo significa che l\u2019insieme delle cavit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">Sac Actun<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Hu<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Dos Ojos<\/span><\/strong> ha oggi preso il nome dal primo,&nbsp; raggiungendo una lunghezza di ben 215 miglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il sistema Aktun Hu o delle grotte bianche<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">Aktun Hu<\/span><\/strong> ha restituito anche delle sorprese per i paleontologi. Nel marzo 2008, tre membri del team <strong><span style=\"color: #008000;\">Proyecto Espeleol\u00f3gico de Tulum e Global Underwater Explorers<\/span><\/strong>, Alex Alvarez, Franco Attolini e Alberto Nava, hanno esplorato una sezione del sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">Aktun Hu<\/span><\/strong>, noto come <strong><span style=\"color: #008000;\">pozzo Hoyo Negro<\/span><\/strong>. Ad una profondit\u00e0 di 57 metri gli esploratori hanno localizzato i resti di un mastodonte di 43 metri ed il teschio umano di una giovane donna, battezzata <strong><span style=\"color: #008000;\">Naia<\/span><\/strong>, che potrebbe essere la pi\u00f9 antica prova di insediamento umano nello Yucatan &nbsp;fino ad oggi.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dopo la fine dell&#8217;ultimo massimo glaciale, l&#8217;innalzamento del livello del mare inond\u00f2 il labirinto di passaggi sotterranei della regione dello Yucatan e preserv\u00f2 un variegato complesso fossile del Pleistocene inferiore. Uno scheletro umano femminile, di nome &#8220;Naia&#8221;, trovato in associazione con i resti di fauna ormai estinta nel cenote di Hoyo Negro presenta un&#8217;opportunit\u00e0 unica per la ricerca interdisciplinare paleoamericana e paleoambientale a Quintana Roo, in Messico. Datato&nbsp; tra 13.000 e 12.000 anni fa, lo scheletro della giovane donna, di circa 15 anni d&#8217;et\u00e0, rappresenta il pi\u00f9 vecchio individuo quasi completo ritrovato nelle Americhe &#8211; foto Paul Nicken &#8211; National Geographic<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca non si ferma<\/span><\/strong>.<\/span><br \/>\nIl prossimo obiettivo sar\u00e0 quello di cercare la via di collegamento del <strong><span style=\"color: #008000;\">Sac Actun<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Hu<\/span><\/strong> con gli altri tre sistemi, che come vedete dalle mappe sovrastanti sono molto vicini tra loro. Si tratta di un progetto ambizioso che, secondo i dati del <strong><span style=\"color: #008000;\">Quintana Roo Speleological Survey,<\/span><\/strong> include 358 sistemi di grotte sommerse nel nord dello stato, con quasi 870 miglia di passaggi sommersi al di sotto della giungla. Il gruppo di esplorazione <strong><span style=\"color: #008000;\">GAM<\/span><\/strong> ha inoltre mappato un altro importante sistema con una lunghezza di undici miglia chiamato &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">la madre di tutti i cenotes<\/span><\/strong>&#8220;. Ha una profondit\u00e0 massima di 65 piedi e si trova a nord di <strong><span style=\"color: #008000;\">Sac Actun Hu<\/span><\/strong>. Da quanto noto finora, si tratta di un sistema individuale, ma il team di esploratori ritiene che potrebbe essere collegato anch\u2019esso a <strong><span style=\"color: #008000;\">Sac Actun Hu<\/span><\/strong>. Un nuovo tassello in questo intricato puzzle.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-29933\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/G0010412mod.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/G0010412mod.jpg 3997w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/G0010412mod-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/G0010412mod-768x461.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/G0010412mod-1024x615.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/G0010412mod-1200x721.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cenote Chac Mol, 2013 photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra caratteristica che l\u2019ecosistema dei cenote \u00e8 la usa grande biodiversit\u00e0 sviluppatasi grazie alla riserva di acqua dolce che diede vita alla vegetazione e fauna di questa regione dello Yucatan. La fase successiva di questo ambizioso progetto comprender\u00e0 un&#8217;analisi della qualit\u00e0 dell&#8217;acqua del <strong><span style=\"color: #008000;\">Sistema Sac Actun Hu<\/span><\/strong>, nonch\u00e9 uno studio della sua biodiversit\u00e0 e della sua conservazione. Naturalmente continuer\u00e0 anche la&nbsp; mappatura dettagliata dei contesti archeologici sommersi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca continua e le sorprese non mancheranno<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. Basta poco, per aiutarci a sostenere le spese di OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. 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Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XIX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: sistemi dei cenote messicani, Quintana Roo, Sac Actun, Dos Ojos,&nbsp; Bil Phillips . 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