{"id":22955,"date":"2020-07-09T00:00:49","date_gmt":"2020-07-09T00:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22955"},"modified":"2025-11-25T20:41:27","modified_gmt":"2025-11-25T19:41:27","slug":"nuovi-rostri-della-battaglia-delle-egadi-assessorato-dei-beni-culturali-e-dellidentita-siciliana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22955","title":{"rendered":"Ritrovamento di nuovi rostri della battaglia delle Egadi &#8211; Assessorato dei Beni culturali e dell&#8217;identit\u00e0 siciliana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: III SECOLO A.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; SICILIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Levanzo, battaglia delle Egadi, Romani, Cartaginesi, rostri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che in molti sarete a conoscenza dell&#8217;importante scoperta archeologica di rostri romani e cartaginesi nei fondali dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">isola di Levanzo<\/span><\/strong>. Il rostro era l&#8217;arma principe per lo speronamento delle navi nemiche. Montati a prua delle navi\u00a0 parte, nel momento dello speronamento, apriva grandi squarci negli scafi delle navi nemiche, provocandone l\u2019affondamento. Dopo la scoperta del sito, il ritrovamento sistematico dei rostri sul luogo in cui si combatt\u00e9 la Battaglia delle Egadi \u00e8 dovuto alle ricerche archeologiche realizzate in collaborazione tra la <strong><span style=\"color: #008000;\">Soprintendenza del Mare<\/span><\/strong>, braccio operativo dell\u2019Assessorato regionale siciliano dei Beni culturali, e la statunitense &#8216;<a href=\"https:\/\/rpmnautical.org\/\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rpm Nautical Foundation<\/span><\/strong><\/a>&#8216; nell&#8217;area prospiciente l\u2019arcipelago trapanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rostri<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl ritrovamento di tre nuovi rostri si aggiunge a quello di altri tredici gi\u00e0 recuperati nelle campagne precedenti. Le ricerche archeologiche strumentali in alto fondale, iniziate nel 2004, hanno consentito fino a oggi l\u2019individuazione e il recupero di undici rostri romani, due cartaginesi e ben ventuno elmi romani del tipo montefortino, oltre a un grande numero di anfore e dotazioni di bordo. Lo scontro, avvenuto nel 241 a.C., vide opporsi la flotta cartaginese a quella romana, con la vittoria di quest\u2019ultima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-22568 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sebastiano-Tusa-1-300x259.jpg\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sebastiano-Tusa-1-300x259.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sebastiano-Tusa-1.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/>Per completezza su questo evento storico ecco un estratto del <a href=\"http:\/\/www.consorziouno.it\/opencms\/export\/sites\/default\/Notizie\/Download\/Tusa_La_battaglia_delle_Egadi.pdf\">resoconto<\/a>\u00a0del compianto assessore <strong><span style=\"color: #008000;\">Sebastiano Tusa<\/span><\/strong>, presentato alla scuola di specializzazione dei beni archeologici <strong><span style=\"color: #008000;\">NESIOTIKA<\/span><\/strong> di Oristano, degli antefatti storici della battaglia delle Egadi (241 a.C.).\u00a0 Per la sua esaustivit\u00e0 suggerisco la lettura integrale del documento a tutti coloro che vogliano\u00a0 approfondire maggiormente questo evento storico che cambio gli equilibri del Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sebastiano Tusa<\/span><\/strong> nello scritto ci racconta come a quel momento la situazione militare fosse in fortissimo stallo. I due eserciti si fronteggiavano senza esiti positivi determinanti da entrambe le parti. Collegando le fonti storiche ed archeologiche emerge che i Cartaginesi avevano il controllo della costa con <strong><span style=\"color: #008000;\">Drepanum<\/span><\/strong> (la falce portuale) e l\u2019approdo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Crocifissello<\/span><\/strong>; inoltre tenevano le pendici settentrionali del monte Erice da cui assediavano i Romani asserragliati sull&#8217;acropoli della citt\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22969 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/egadi_area-battaglia.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/egadi_area-battaglia.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/egadi_area-battaglia-300x142.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ne deduce quindi che era la costa nord-occidentale e settentrionale del territorio sovrastato dal Monte San Giuliano a costituire l\u2019unico potenziale arco costiero per eventuali rifornimenti dal mare. L\u2019approdo di Crocifissello era verosimilmente ottimale per eventuali operazioni di sbarco. Era questa la meta di <strong><span style=\"color: #008000;\">Annone<\/span><\/strong> quando, all&#8217;alba del 10 marzo del 241 a.C., diede l\u2019ordine di salpare da Marettimo alla volta della Sicilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia vi era un ulteriore elemento che induceva gli storici a porre Favignana al centro del teatro dello scontro tra le due flotte. Le fonti citano sempre il termine \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Aegussa<\/span><\/strong>\u201d o \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Aegussai<\/span><\/strong>\u201d quale luogo ove il generale romano <strong><span style=\"color: #008000;\">Lutazio Catulo<\/span><\/strong> sposta la flotta per l\u2019attacco alla flotta cartaginese. Il suddetto toponimo indicava generalmente Favignana. Levanzo era, invece, denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Phorbanthia<\/span><\/strong>, antico nome di origine rodiota. Anche questo elemento apparentemente contraddittorio fu ampiamente chiarito dall&#8217;esame storico-toponomastico che rivela che in questo caso il termine poteva indicare Levanzo e non Favignana. Il primo indizio che fece scattare l\u2019interesse di intraprendere indagini sistematiche alla ricerca del luogo esatto della battaglia venne nel corso di uno degli incontri culturali ideati e condotti dal compianto Nino Allegra, entusiasta direttore dell\u2019Azienda Provinciale per il Turismo di Trapani, a Favignana nell&#8217;ambito delle Settimane delle Egadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il leggendario pioniere della subacquea siciliana \u2013<strong><span style=\"color: #008000;\"> Cec\u00e8 Paladino<\/span><\/strong> \u2013 narr\u00f2 che lui ed altri suoi amici avevano trovato centinaia di ceppi d\u2019ancora in piombo, con relative contro marre, a profondit\u00e0 regolare lungo la ripida costa orientale di Levanzo tra Punta Altarella e Capo Grosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tusa continua &#8211; <span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Si tratta di una costa inospitale, priva di qualsiasi possibilit\u00e0 di approdo, battuta da forti correnti e nota per i repentini mutamenti del moto ondoso. Un luogo, pertanto, assolutamente inidoneo all\u2019approdo e al ricovero che soltanto per una motivazione particolare avrebbe indotto all&#8217;ancoraggio di centinaia di navi simultaneamente a giudicare dalla regolare posizione riferita delle ancore. Andammo a perlustrare quei fondali e trovammo ancora qualche decina di ceppi presso Capo Grosso ed uno scandaglio in piombo. Lo stesso Paladino aveva adombrato la possibilit\u00e0 che quei ceppi si riferissero ad una flotta ancorata presso quella inospitale falesia in attesa di un agguato e fu il primo ad aver collegato tale rinvenimento alla Battaglia delle Egadi ipotizzando che la flotta romana fosse ancorata al riparo dell\u2019alta e ripida costa orientale dell\u2019isola di Levanzo. Tuttavia all&#8217;epoca ancora si pensava ch<\/span>e<span style=\"color: #008000;\"> l\u2019agguato ed il luogo dello scontro fossero avvenuti tra Levanzo e Favignana<\/span><\/strong><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22968 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-nave-romana1.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"479\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-nave-romana1.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-nave-romana1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><br \/>\nTusa continua &#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">&#8230; lo spazio di mare a nord di Levanzo dove, invece, sempre pi\u00f9 mi convincevo fosse avvenuta la battaglia era caratterizzato da fondali oscillanti intorno ai cento metri \u00a0e pertanto impossibili da perlustrare con i mezzi della tradizionale immersione subacquea. Si attendeva, quindi, la possibilit\u00e0 di reperire risorse onde poter impiantare una ricerca sistematica mediante strumentazioni elettroniche adeguate. Il 2004 fu l\u2019anno che ci diede ulteriori indizi ad avvalorare la nostra ipotesi nonch\u00e9 la reale possibilit\u00e0 di intraprendere ricerche sistematiche nella zona di mare in questione<\/span>.<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22971 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Elmo-Montefortino-con-decoro_02_photo-Salvo-Emma.jpg\" alt=\"\" width=\"1311\" height=\"1342\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Elmo-Montefortino-con-decoro_02_photo-Salvo-Emma.jpg 1311w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Elmo-Montefortino-con-decoro_02_photo-Salvo-Emma-293x300.jpg 293w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Elmo-Montefortino-con-decoro_02_photo-Salvo-Emma-768x786.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Elmo-Montefortino-con-decoro_02_photo-Salvo-Emma-1000x1024.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Elmo-Montefortino-con-decoro_02_photo-Salvo-Emma-50x50.jpg 50w\" sizes=\"(max-width: 1311px) 100vw, 1311px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">elmo montefortino ritrovato alle Egadi. Di provenienza celtica Presentava un coppo allungato, che garantiva maggiore resistenza ai colpi dall&#8217;alto. Nella parte pi\u00f9 alta dell&#8217;elmo era collocato un apex (a volte fabbricato a parte e poi aggiunto, Venne utilizzato fino al I secolo a.C.\u00a0\u00a0dai <em>classiarii<\/em> (fanteria di marina) del periodo augusteo, come \u00e8 possibile vedere nelle rappresentazioni di lapidi, sarcofagi del periodo. Fu chiamato Montefortino dal nome di una necropoli in provincia di Ancona.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dapprima vi fu la consegna spontanea da parte di un pescatore di un elmo in bronzo del tipo Montefortino in uso proprio in quella battaglia da parte dei militi romani. Egli afferm\u00f2 di averlo trovato nello spazio di mare a poche miglia a Nord-Ovest di Levanzo.\u00a0Poi venne l\u2019elemento decisivo per darci la convinzione che la nostra ipotesi era esatta e che, pertanto, avrebbe avuto ottime possibilit\u00e0 di essere provata da auspicate ricerche. Fu la \u201cscoperta\u201d del primo rostro delle Egadi nello studio di un dentista trapanese ad opera del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri. Chi lo deteneva ed era in procinto (su sua dichiarazione) di consegnarlo agli organi di tutela, ci diede la conferma che il luogo di rinvenimento era a poche miglia a Nord-Ovest del Capo Grosso di Levanzo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu una \u201cscoperta\u201d eccezionale poich\u00e9, oltre al valore storico-topografico legato all&#8217;evento bellico, il primo rostro delle Egadi era il secondo in assoluto rinvenuto fino ad allora seguendo cronologicamente quello di <strong><span style=\"color: #008000;\">Athlit<\/span><\/strong> ritrovato nelle acque israeliane qualche decennio prima. <strong><span style=\"color: #008000;\">Restava, quindi, soltanto la prova definitiva da reperire nell\u2019ambito di ricerche archeologiche subacquee sistematiche da effettuare in quello spazio di mare designato. <\/span><\/strong>Fu a questo punto che avvenne il felice incontro con la fondazione statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">RPM Nautical Foundation<\/span><\/strong> che, senza alcun onere finanziario per la Regione Siciliana, ha messo a disposizione, in regime di regolare convenzione, uomini e mezzi d\u2019avanguardia dal 2005 ad oggi per realizzare quella ricerca auspicata. L\u2019incontro fu agevolato dalla stretta e sincera amicizia con <span style=\"color: #008000;\"><strong>Peter Colosimo<\/strong><\/span>, storico subacqueo calabrese e, soprattutto, da <strong><span style=\"color: #008000;\">George Bass<\/span><\/strong> cui va tutta la riconoscenza per aver patrocinato la ricerca. Questi gli antefatti di una felice intuizione che ha portato a questa eccezionale scoperta.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_bc29-ta1dE0\"><div id=\"lyte_bc29-ta1dE0\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/bc29-ta1dE0\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bc29-ta1dE0\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/bc29-ta1dE0\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Sono particolarmente felice di questa scoperta<\/span><\/strong> \u2013 dichiar\u00f2 Sebastiano Tusa &#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">poich\u00e9 dimostra ancora una volta la validit\u00e0 dell\u2019intuizione che abbiamo avuto sull&#8217;identificazione del luogo della Battaglia delle Egadi<\/span><\/strong>.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presdiente della regione Sicilia ha intenzione di sviluppare sempre pi\u00f9 la cooperazione internazionale nella ricerca archeologica che sta dando grandi risultati in termini di arricchimento del nostro patrimonio culturale e di visibilit\u00e0 della Sicilia nel mondo, con ricadute turistiche molto importanti. Fino agli anni 2000, al mondo erano stati ritrovati solamente due rostri. Grazie all&#8217;intuizione che ha permesso il ritrovamento dell\u2019esatto luogo della Battaglia delle Egadi, l\u2019Isola detiene un record mondiale: sedici rostri e ventuno elmi. Un primato che pone la politica dei Beni culturali siciliani ai vertici dell\u2019archeologia mondiale, cos\u00ec come riconosciuto da prestigiosi enti di ricerca e universit\u00e0 di tutto il mondo\u00bb. \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;obiettivo del mio governo<\/span> <\/strong>&#8211; evidenzi\u00f2 il presidente della Regione <strong><span style=\"color: #008000;\">Nello Musumeci<\/span><\/strong> &#8211; <span style=\"color: #008000;\"><strong>\u00e8 quello di portare le nostre scoperte come modello di ricerca scientifica in tutto il mondo. Un modello creato con risorse siciliane grazie alle sinergie con organizzazioni di livello internazionale. La nuova politica dei Beni culturali nell\u2019Isola passa anche da eccellenze come queste che sono certamente volano di sviluppo scientifico, turistico e cultural<\/strong>e<\/span>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22964 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-00-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"649\" height=\"355\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-00-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-00.jpg 303w\" sizes=\"(max-width: 649px) 100vw, 649px\" \/>Dei tre rostri individuati in quest&#8217;ultima campagna, che \u00e8 stata coordinata dal Soprintendente del Mare <strong><span style=\"color: #008000;\">Adriana Fresina<\/span><\/strong>, uno \u00e8 stato recuperato dai subacquei\u00a0alto-fondalisti dell&#8217;associazione <strong><span style=\"color: #008000;\">Global Underwater Explorer (GUE)<\/span><\/strong> in collaborazione con il reparto aeronavale della Guardia di Finanza. Un recupero non semplice considerando le profondit\u00e0 in gioco.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22959 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-0.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-0.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-0-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-0-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22961 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-3.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-3.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-3-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza degli altri, questo \u00e8 di dimensioni pi\u00f9 grandi avvalorando il racconto dello storico Polibio, che riporta la presenza di navi quinquereme nella battaglia. <strong><span style=\"color: #008000;\">Si tratta quindi di un rinvenimento di grande rilievo che aggiunge preziosi dati per la conoscenza di uno degli episodi pi\u00f9 importanti della storia del Mediterraneo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22963 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-5m.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-5m.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-5m-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rostro-5m-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">recupero del rostro da parte del GUE<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca naturalmente continua.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE PERIODO: III SECOLO A.C. AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; SICILIA parole chiave: Levanzo, battaglia delle Egadi, Romani, Cartaginesi, rostri &nbsp; Penso che in molti sarete a conoscenza dell&#8217;importante scoperta archeologica di rostri romani e cartaginesi nei fondali dell\u2019isola di Levanzo. 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