{"id":22817,"date":"2018-08-25T00:08:10","date_gmt":"2018-08-24T22:08:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22817"},"modified":"2024-06-14T14:44:18","modified_gmt":"2024-06-14T12:44:18","slug":"22817","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22817","title":{"rendered":"Dopo cento anni la scoperta del relitto del regio sommergibile Guglielmotti"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: regio sommergibile Guglielmotti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22820 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/guglielmotti-multirov.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/guglielmotti-multirov.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/guglielmotti-multirov-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/guglielmotti-multirov-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il sommergibile Guglielmotti ritrovato cento anni dopo il suo affondamento alla profondit\u00e0 di 400 metri &#8211; foto Marina Militare<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">Cacciamine Rimini <\/span><\/strong>e<strong><span style=\"color: #008000;\"> Gaeta<\/span><\/strong> della Marina Militare italiana, durante un&#8217;attivit\u00e0 di sorveglianza dei fondali nel Mar Tirreno presso l&#8217;isola di Capraia, hanno localizzato e identificato il relitto del Regio Sommergibile Alberto Guglielmotti, affondato nel marzo del 1917.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22827\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rimini.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"599\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rimini.jpg 495w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rimini-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il cacciamine Rimini, classe Gaeta, foto Marina Militare italiana <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritrovamento del relitto del sommergibile \u00e8 avvenuto da parte di Nave Gaeta ad una profondit\u00e0 di 400 metri, in una posizione correlabile con quella nota del suo affondamento avvenuto intorno alle 21:50 del 10 marzo del 1917 da parte dallo sloop inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Cyclamen<\/span><\/strong>, che lo aveva scambiato per un battello tedesco. Nella loro tragicit\u00e0 le immagini raccolte dai cacciamine hanno&nbsp; confermato lo speronamento avvenuto ad opera dell&#8217;Unit\u00e0 inglese. La scoperta, come vedremo, \u00e8 stata poi convalidata dalla successiva investigazione da parte del cacciamine Rimini con il veicolo <strong><span style=\"color: #008000;\">MULTIPLUTO<\/span><\/strong>.<b><\/b><i><\/i><u><\/u><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22832 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multipluto-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multipluto-2.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multipluto-2-300x117.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multipluto-2-768x300.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multipluto-2-1024x400.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il ROV MULTIPLUTO \u00e8 un veicolo filoguidato che, quando dotato di semplici add-on, pu\u00f2 essere trasformato in un veicolo amico (denominato PLUTO GABBIA). Questa configurazione consente di immergersi con un ROV che in profondit\u00e0 si pu\u00f2 scindere in due veicoli indipendenti &#8211;&nbsp; foto <a href=\"http:\/\/www.idrobotica.com\/news-detail.php?id=3\">IdRobotica<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cacciamine, unit\u00e0 specialistiche della Marina Militare,&nbsp; progettati per la ricerca e neutralizzazione degli ordigni esplosivi sul fondo del mare, si sono rivelati negli ultimi vent&#8217;anni degli straordinari sistemi di ricerca di relitti e artefatti subacquei. Non a caso sono forniti in <strong><span style=\"color: #008000;\">dual use<\/span><\/strong> ad altre amministrazioni dello Stato per eseguire complesse operazioni di ricerca archeologiche e a favore delle Forze dell&#8217;ordine nelle indagini gudiziarie.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22826\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gaeta.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gaeta.png 480w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gaeta-300x175.png 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il cacciamine Gaeta, capo serie della classe Gaeta, foto Marina Militare italiana <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta di nuovi relitti per questo tipo di unit\u00e0 non \u00e8 rara. In precedenza, il cacciamine Gaeta aveva localizzato il relitto del <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Saracen<\/span><\/strong>, un sommergibile inglese, affondato da due corvette italiane durante la seconda guerra mondiale, che era stato identificato durante una spedizione subacquea da parte di soggetti privati nel 2015. La ricerca del <strong><span style=\"color: #008000;\">regio<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile Gugliemotti<\/span><\/strong> \u00e8 stata eseguita con il sonar a profondit\u00e0 variabile ad alta frequenza in dotazione ai cacciamine. Una volta classificato come probabile relitto si \u00e8 provveduto alla sua identificazione con i sistemi ROV di bordo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22821\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/guglielmotti_675.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/guglielmotti_675.jpg 677w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/guglielmotti_675-300x123.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cacciamine italiani, sin dagli anni &#8217;80 hanno in dotazione sistemi subacquei filoguidati, sviluppati per la ricerca e identificazione di oggetti sul fondo anche di piccole dimensioni. Per dare un&#8217;idea, grazie alle frequenze utilizzate \u00e8 possibile distinguere i raggi di una ruota di bicicletta o la lattina di una bibita. La fase pi\u00f9 complessa \u00e8 la ricerca, assimilabile a quella di un ago in un pagliaio. tante sono le variabili e nonostante i mezzi disponibili, l&#8217;addestramento del personale \u00e8 ancora fondamentale. Una ricerca quindi complessa che nel caso del Guglielmotti \u00e8 stata portata a termine nelle fasi finali grazie al nuovo veicolo <strong><span style=\"color: #008000;\">ROV MULTIPLUTO<\/span> <\/strong>della GAYMARINE.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f2f569;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il MULTIPLUTO \u00e8 un ROV di osservazione compatto progettato dal vulcanico Ingegner Gay, noto in tutto il mondo per i suoi ROV, (Remotely Operated Vehicle) destinato per l&#8217;esplorazione oceanica profonda fino a 4000 metri.&nbsp;<\/span><\/strong><\/span>&nbsp;&nbsp;<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-22824 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multipluto.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"428\"><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il valore aggiunto di questo piccolo ROV sono le sue dimensioni, cos\u00ec compatte da consentirne il trasporto anche nel bagagliaio di un&#8217;automobile. Con un peso di soli sessanta kg ed una configurazione portatile, il MULTIPLUTO pu\u00f2 essere trasportato su un piccolo gommone, Il ROV si \u00e8 rivelato particolarmente adatto per le esplorazioni subacquee profonde, per le ricerche nel campo della biologia, archeologia marina, geologia, oceanologia, campionamento, e melle ispezioni di relitti con il recupero di artefatti che \u00e8 garantito dagli strumenti in dotazione.&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta del relitto. avvenuta tramite il sonar ad alta definizione <strong><span style=\"color: #008000;\">SQQ 14 IT<\/span><\/strong> in dotazione ai cacciamine, \u00e8 stata poi confermata otticamente nella fase di identificazione finale dal <strong><span style=\"color: #008000;\">veicolo subacqueo MULTIPLUTO<\/span><\/strong> che ha registrato le prime immagini del relitto che siamo in grado di mostrarvi.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_nqAtg0QyJw0\"><div id=\"lyte_nqAtg0QyJw0\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/nqAtg0QyJw0\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nqAtg0QyJw0\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/nqAtg0QyJw0\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il video dimostra \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;identit\u00e0 del relitto grazie alla corrispondenza con i dettagli costruttivi del battello che appare adagiato sul fianco ed evidenzia il cannone di prora<\/span><\/strong>\u00bb. Gli esperti della Marina non hanno dubbi: \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">I frame hanno confermato lo speronamento avvenuto da parte dell&#8217;unit\u00e0 inglese<\/span><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22823\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gugliemotti-RAI.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gugliemotti-RAI.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/gugliemotti-RAI-300x167.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La breve storia del Guglielmotti<\/span><\/strong><br \/>\nQuesto sommergibile, progettato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Laurenti<\/span><\/strong>, rappresent\u00f2 insieme al <span style=\"color: #008000;\"><strong>regio sommergibile Antonio Pacinott<\/strong>i<\/span>, il primo esperimento nel campo delle unit\u00e0 subacquee di elevato dislocamento. La Regia Marina nel 1913 ne ordin\u00f2 due esemplari, mentre la Marina Imperiale germanica aveva gi\u00e0 in costruzione un\u2019unit\u00e0 dello stesso tipo presso i Cantieri La Spezia. Si tratt\u00f2 di una produzione, in dimensioni maggiori, delle unit\u00e0 subacquee di piccolo dislocamento classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Fiat \u2013 San Giorgio<\/span><\/strong>&#8220;, senza importanti innovazioni nel campo costruttivo. I compartimenti allagabili erano ricavati nell&#8217;interno della parete centrale dello scafo mentre dei depositi combustibili alcuni erano ubicati all&#8217;esterno, alle due estremit\u00e0 dello scafo, ed altri in una cassa interna centrale. Una particolarit\u00e0 nell&#8217;armamento era la sistemazione di tre lanciasiluri a prora, innovazione che non ebbe seguito nelle unit\u00e0 subacquee successive. I due sommergibili classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Pacinotti<\/span><\/strong>&#8221; (<strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Pacinotti<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Alberto Guglielmotti<\/span><\/strong>) prestarono servizio per breve tempo ma la valutazione delle prestazioni da essi fornite non ne consigli\u00f2 la riproduzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Guglielmotti fu impostato il 7 giugno del 1914 nel cantiere San Giorgio di La Spezia, dove fu varato il 4 giugno del 1916 e consegnato alla Regia Marina il 19 dicembre 1916. Il suo motto era \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">nella difesa degli oppressi e nella punizione degli scellerati<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Fu allestito nei cantieri del Muggiano sotto la direzione del futuro comandante, il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Guido Castiglioni<\/span><\/strong>, il sommergibile, dopo le prove di collaudo, fu inizialmente impegnato nell&#8217;addestramento sotto il controllo del <strong><span style=\"color: #008000;\">Comando Militare Marittimo di La Spezia<\/span><\/strong>. Il 10 <strong><span style=\"color: #008000;\">marzo 1917, di pomeriggio, il Guglielmotti, sempre sotto il comando del capitano di fregata Guido Castiglioni<\/span><\/strong>, part\u00ec da La Spezia diretto a Brindisi, la base cui era stato assegnato per operare nell&#8217;Adriatico meridionale con la 2\u00aa Flottiglia. Si trattava della sua prima uscita in mare, se si fa eccezione per quelle relative alle prove ed all&#8217;addestramento preliminare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte dello stesso giorno, tra Capraia e Capo Corso, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmotti<\/span><\/strong> avvist\u00f2 a dritta al traverso una sagoma che ritenne essere la <strong><span style=\"color: #008000;\">cannoniera Cirenaica<\/span><\/strong>, che doveva scortare il sommergibile durante il viaggio. Si trattava in realt\u00e0 della cannoniera\/dragamine inglese <span style=\"color: #008000;\"><strong>HMS Cyclamen<\/strong><span style=\"color: #008000;\">;<\/span><\/span> il Guglielmotti, che aveva manovrato per portarsi sulla stessa rotta della nave avvistata, avvist\u00f2 poco dopo la nave trasporto truppe <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Arcadia<\/span><\/strong>, alla cui scorta era stata assegnata la Cyclamen. Rendendosi conto dell&#8217;errore, il sommergibile Guglielmotti vir\u00f2 verso sinistra per allontanarsi ma la HMS Cyclamen, che lo aveva scambiato per un U-Boot, apr\u00ec il fuoco con i propri cannoni, centrando il sommergibile in torretta ed uccidendo il <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Leopoldo Alboni<\/span><\/strong>. Speronato poi sul lato sinistro dalla nave britannica, il Guglielmotti inizi\u00f2 ad appopparsi e, nel giro di alcuni minuti, and\u00f2 a fondo a nordovest della Capraia, portando con s\u00e9 met\u00e0 degli uomini a bordo. Fu la stessa Cyclamen a recuperare i sopravvissuti, tra cui il comandante, <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Guido Castiglioni<\/span><\/strong>. Scomparvero con l&#8217;unit\u00e0 due ufficiali, quattro sottufficiali, sette tra sottocapi e marinai ed un operaio del cantiere di costruzione. Altre fonti indicano che le vittime furono invece sedici tra le quali il comandante in seconda, <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Virgilio De Biase<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Mezzi multidisciplinari al servizio del Paese&nbsp;<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Il ritrovamento del <strong><span style=\"color: #008000;\">regio sommergibile Guglielmotti<\/span><\/strong> conferma l&#8217;efficacia operativa dei nuovi veicoli subacquei in dotazione alla Marina militare italiana, capaci di operare a quote profonde e che potranno essere adoperati anche sui nuovi cacciamine che dovranno sostituire le ormai datate unit\u00e0 della classe Lerici\/Gaeta.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22825\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multirov-in-azione.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"851\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multirov-in-azione.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multirov-in-azione-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multirov-in-azione-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/multirov-in-azione-1024x681.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attivit\u00e0 condotta dimostra come le capacit\u00e0 militari possono essere messe a disposizione della ricerca subacquea, anche per fini di ricostruzione storica, nell&#8217;ambito delle funzioni duali e complementari della Forza Armata. Questa nuova metodologia di investigazione apre un nuovo capitolo sulle indagini a quote profonde ed amplia gli scenari (militari e non) nei quali, i cacciamine della Marina Militare, possono operare in futuro inquadrandosi in un pi\u00f9 ampio programma di esplorazione e ricerca dei nuovi fondali marini. Non ultimo, lo Stato Maggiore ha sottolineato che la scoperta ha ridato voce al coraggio e alla dignit\u00e0 di quegli uomini che oltre cento anni fa servirono il Paese fino all&#8217;estremo sacrificio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Si ringrazia lo Stato Maggiore della Marina Militare italiana per le informazioni e fotografie<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima <span style=\"color: #000000;\">il sommergibile Guglielmotti alla boa nella rada di la Spezia nei pressi del Muggiano, sullo sfondo le alture della Castellana &#8211; Ufficio storico della Marina Militare<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. 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Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &nbsp; . 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