{"id":22800,"date":"2018-08-12T01:38:33","date_gmt":"2018-08-12T01:38:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22800"},"modified":"2023-05-18T16:32:28","modified_gmt":"2023-05-18T14:32:28","slug":"ocean-cleanup-parte-la-prima-missione-per-ripulire-il-great-pacific-garbage-patch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22800","title":{"rendered":"OCEAN CLEANUP, parte la prima missione per ripulire il Great Pacific Garbage Patch"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE MARINE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: ODIERNO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: plastica, inquinamento, Ocean Cleanup<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando, nel 2015, OCEAN4FUTURE incominci\u00f2 a scrivere del Great Pacific Garbage patch, basandosi sui primi rapporti provenienti da oltreoceano, ricevette alcune telefonate scettiche sulla effettiva portata di questa emergenza. Da ufficiale di Marina, educato a valutare le minacce per predisporre contromisure e ridurre gli effetti collaterali, identificai tre passi importanti:<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; ridurre&nbsp; \/ eliminare &nbsp;il flusso di tali materiali in mare;<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; raccogliere intelligentemente questi materiali;<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; organizzare a priori un sistema di conservazione e riciclaggio degli stessi.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo la quantit\u00e0 di plastiche riversate in mare enorme, oltre alla riduzione della produzione di tali materiali sostituendoli con altri meno impattanti, il primo passo poteva essere ottenuto attraverso <strong><span style=\"color: #008000;\">un\u2019educazione capillare<\/span><\/strong>, offerta sin dalle scuole primarie, ed intesa ad interrompere l&#8217;abitudine perversa di abbandonare ci\u00f2 che non serve nell&#8217;ambiente. Un&#8217;azione imprescindibile per non cercare di svuotare un lago con un secchiello. Detto questo ipotizzi che i rifiuti raccolti dovessero essere&nbsp; conservati in maniera intelligente ovvero, tenendo conto delle dimensioni e natura degli stessi, creare un sistema di recupero idoneo&nbsp; per facilitare la terza fase di conservazione e riciclaggio. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ma come raccoglierli in tempi&nbsp; &#8220;rapidi&#8221; considerando l&#8217;enorme quantit\u00e0 di plastica gi\u00e0&nbsp; riversata in mare e che aumenta ogni giorno? Una possibile risposta pu\u00f2 essere il progetto Ocean Cleanup di cui parleremo oggi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un grande sistema passivo potrebbe ripulire il grande patch in cinque anni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTra i tanti progetti che stanno nascendo in tutto il mondo, oggi parliamo del sistema sviluppato da <strong><span style=\"color: #008000;\">OCEAN<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">CLEANUP,<\/span><\/strong> un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro che sviluppa tecnologie avanzate per liberare gli oceani dalla plastica. Tutti conosciamo la Great Pacific garbage patch, una massa enorme di plastiche che galleggiano nel Pacifico orientale con concentrazioni talmente alte da aver sostituito in alcune zone le biomasse locali con un rapporto plastica plancton di 5 a 1.&nbsp; Un mostro di enormi dimensioni che continua ad accrescersi alimentato dalle correnti che trasportano i rifiuti plastici orientali e statunitensi, aggregandoli in un gigantesco vortice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parliamo di una superficie marina di oltre 1,6 milioni di chilometri quadrati ovvero 3 volte maggiore della Francia. Nel vortice il 99% sono detriti plastici ed il 46 % di essi derivano da reti da pesca abbandonate, trappole mortali per le creature marine che accidentalmente vi finiscono all&#8217;interno. Il sistema ideato da OCEAN CLEANUP utilizza le correnti oceaniche per dirigere sistemi alla deriva passivi per ripulire i mari. L\u2019obiettivo attuale \u00e8 raccogliere le plastiche nel Great Pacific Garbage Patch in un tempo accettabile per poterle poi trasportare a terra e riciclarle (ove possibile). Secondo le valutazioni degli analisti, usando metodi convenzionali, come navi e reti, ci vorrebbero migliaia di anni e costi di decine di miliardi di dollari per essere completato. da qui l&#8217;idea di creare un sistema di grandi dimensioni, passivo, che sfrutti le correnti come mezzo di trasferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ecco come funziona<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><strong>Ocean cleanup<\/strong>&nbsp;<\/span>ritiene di poterlo in gran parte fare solo in cinque anni, con costi decisamente pi\u00f9 bassi. Sar\u00e0 vero? Vogliamo sperare di si anche se il flusso continuo di tali materiali dovrebbe essere comunque interrotto per dare senso alla gigantesca operazione. Il sistema consiste in un galleggiante lungo 600 metri che si trova sulla superficie dell&#8217;acqua e una gonna affusolata profonda 3 metri attaccata al di sotto. Il galleggiante fornisce galleggiabilit\u00e0 al sistema e impedisce alla plastica di scorrere su di esso, mentre la gonna li raccoglie ed impedisce ai detriti di fuoriuscire. Concettualmente, come ogni oggetto che galleggia sull&#8217;acqua, il sistema viene trasportato dalla corrente. Tuttavia, il vento e le onde spingono solo il sistema, poich\u00e9 il galleggiante si trova appena sopra la superficie dell&#8217;acqua, mentre la plastica si trova principalmente al di sotto di essa. Il sistema si muove quindi pi\u00f9 velocemente della plastica, permettendo alla plastica di essere catturata. Il sistema galleggiante \u00e8 stato progettato per catturare materie plastiche che vanno da piccoli pezzi di appena un millimetro di dimensioni, fino ai detriti di grandi dimensioni, tra cui le enormi reti da pesca, criminalmente abbandonate (reti fantasma), che possono essere lunghe centinaia di metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I modelli di simulazione mostrano che un roll-out completo del sistema di pulizia (con una flotta di circa 60 sistemi) potrebbe ripulire il 50% del <strong><span style=\"color: #008000;\">Great Pacific Garbage Patch<\/span><\/strong> in soli cinque anni. Qualora funzionante, la procedura di operazione prevede il dispiegamento di flotte di sistemi in ogni vortice oceanico che, combinati con la riduzione della fonte di inquinamento, consentirebbe di rimuovere il 90% della plastica oceanica entro il 2040. Un sistema da sperimentare anche nel Mar mediterraneo che, come sappiamo, \u00e8 altamente inquinato. Dopo aver superato il tow test e i primi esperimenti nel Pacifico, nel mese di settembre 2018&nbsp; inizier\u00e0 la prima missione operativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sicurezza della navigazione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSebbene l&#8217;area interessata presenti un scarso traffico mercantile, ogni sistema sar\u00e0 equipaggiato con segnali luminosi, riflettori radar e sistemi di anti collisione per evitare incidenti con i mercantili in transito. L&#8217;AIS (automatic information system) satellitare trasmetter\u00e0 continuamente la posizione del sistema alla deriva alle navi in zona grazie ad un&nbsp; sottosistema GPS che traccer\u00e0 la sua posizione allertando&nbsp; i controllori nel caso in cui vada fuori &nbsp;zona. La Guardia Costiera statunitense classificher\u00e0 l&#8217;area come zona operativa speciale e rilascer\u00e0 un avviso ai marinai in merito alla loro presenza.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ocean cleanup<\/span><\/strong> ha progettato i sistemi per essere sicuri per la vita marina; in primo luogo, i sistemi si muovono attraverso l&#8217;oceano a velocit\u00e0 estremamente basse (ricordo che sono spostati dalle correnti), abbastanza lentamente da permettere alle creature marine di poterli evitare. In secondo luogo, poich\u00e9 lo schermo sottostante \u00e8 impenetrabile, la corrente marina scorrer\u00e0 sotto lo schermo che guider\u00e0 gli organismi al di fuori, mentre la plastica (che galleggia) rimarr\u00e0 all&#8217;interno del sistema. In terzo luogo, poich\u00e9 lo schermo non \u00e8 una rete, e la vita marina non pu\u00f2 essere impigliata. Infine, la plastica sar\u00e0 rimossa periodicamente dall&#8217;acqua, il che significa che le persone saranno sempre presenti per controllare che non vi siano creature marine imprigionate all&#8217;interno degli ammassi delle plastiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ocean cleanup<\/span><\/strong> ha anche condotto una valutazione dell&#8217;impatto ambientale (VIA) attraverso un&#8217;agenzia indipendente, CSA Ocean Sciences, che non ha identificato alcun rischio importante per l&#8217;ambiente nel metodo impiegato. Per chi non conoscesse il termine VIA si tratta di uno uno studio per valutare gli impatti ambientali, sociali ed economici che un progetto pu\u00f2 avere durante il suo ciclo di vita. La VIA viene utilizzata per identificare possibili rischi e offre opzioni di mitigazione prima che il progetto abbia luogo. Considerati in questa VIA sono i molteplici fattori legati all&#8217;implementazione del sistema The Ocean Cleanup e al loro potenziale impatto; questi includono: le operazioni di rimorchio, l\u2019intrappolamento, l\u2019attrazione \/ ingestione con le materie plastiche, interazioni o collisioni con altre navi, rumore e luci, e la dispersione per perdita dei detriti raccolti. Le potenziali aree di impatto hanno incluso una variet\u00e0 di forme vita marina e di uccelli, il traffico mercantile locale (ritenuto limitato n quella zona geografica) e le aree marine protette. Complessivamente, le conclusioni hanno indicato un rischio basso o trascurabile per l&#8217;implementazione del Sistema nel Great Pacific Garbage Patch. &nbsp;Un potenziale rischio &#8220;Medio&#8221; \u00e8 stato identificato nell&#8217;attrazione delle tartarughe marine verso il sistema di pulizia e \/ o ingestione di materie plastiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema \u00e8 stato progettato e testato per utilizzare e resistere alle tempeste dell&#8217;oceano, considerando la magnitudine di eventi straordinari che statisticamente dovrebbero verificarsi solo una volta ogni cento anni. Il sistema pu\u00f2 andare alla deriva mantenendo le sue potenzialit\u00e0 anche se sottoposto ad elevate velocit\u00e0 di corrente. Se i modelli di simulazione saranno confermati potremo dire di aver trovato un sistema di cleaning di basso costo ed alta efficacia. Non ci resta che sperare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;appuntamento \u00e8 quindi l&#8217;8 settembre prossimo venturo (2018) quando sar\u00e0 lanciato il primo sistema dalla baia di San Francisco, diretto verso il &nbsp;Great Pacific Garbage Patch. L\u2019evento sar\u00e0 visibile sia attraverso i mass media televisivi sia in rete.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima. lo schema di operazione di The Ocean Clean Up &#8211; autore Boyan Slat &#8211; Fonte www.theoceancleanup.com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &nbsp; . 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