{"id":22786,"date":"2018-08-31T00:43:55","date_gmt":"2018-08-30T22:43:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22786"},"modified":"2023-05-18T20:40:58","modified_gmt":"2023-05-18T18:40:58","slug":"lassedio-di-rodi-1522-la-sconfitta-dei-cavalieri-di-gabriele-campagnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22786","title":{"rendered":"L\u2019assedio di Rodi 1522 &#8211; la sconfitta dei Cavalieri di Gabriele Campagnano"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 15<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; RODI<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Ospitalieri, Rodi, Ottomani<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Assedio di Rodi del 1522 rappresenta un momento fondamentale nella storia dell\u2019Impero Ottomano e degli Ospitalieri. Questi ultimi, estromessi dal governo dell\u2019isola, nel giro di un decennio ricostruiranno le loro fortune a Malta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Solimano il magnifico<\/span><\/strong>,&nbsp; il giovanissimo imperatore ottomano, 26enne, appena asceso al trono, decise che l\u2019onta del 1480 doveva essere lavata, possibilmente, nel sangue. A chiederglielo era stato suo padre, <strong><span style=\"color: #008000;\">Selim I<\/span><\/strong> che aveva gi\u00e0 preparato 300 navi per radere al suolo la fortezza degli Ospitalieri. Si dice che Selim avesse chiesto al figlioletto Solimano solo due cose: prendere <strong><span style=\"color: #008000;\">Belgrado<\/span><\/strong> e <span style=\"color: #008000;\"><b>Rodi,<\/b><span style=\"color: #008000;\"> ma <\/span><\/span>c\u2019erano altre ragioni. I Cavalieri Ospitalieri non erano delle donnicciole casa e chiesa, e la loro occupazione primaria era contrastare le navi corsare ottomane e barbaresche con un modus operandi analogo al loro e, perch\u00e9 no, effettuare sortite nelle citt\u00e0 costiere musulmane. A Costantinopoli giungevano continue lamentele da parte degli abitanti di Mitilene, Negroponte, Acaja, ecc. <strong><span style=\"color: #008000;\">Tutti chiedevano che i Cavalieri fossero estirpati dall\u2019isola di Rodi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22787\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/philippe-villiers-de-lisle-dadam.jpg\" alt=\"\" width=\"742\" height=\"845\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/philippe-villiers-de-lisle-dadam.jpg 265w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/philippe-villiers-de-lisle-dadam-263x300.jpg 263w\" sizes=\"(max-width: 742px) 100vw, 742px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Maestro Philippe Villiers de l&#8217;Isle d&#8217;Adam<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Solimano<\/span><\/strong> non si&nbsp;lasci\u00f2 scappare quest\u2019opportunit\u00e0, anche perch\u00e9 l\u2019Europa era lacerata da una miriade di guerre intestine (<strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo V<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco I<\/span><\/strong> stavano mettendo a ferro e fuoco la penisola italica, e <strong><span style=\"color: #008000;\">Lutero<\/span><\/strong> aveva dato inizio allo scisma protestante, ecc..).&nbsp;Sapendo che Solimano non avrebbe esitato, l\u2019altro protagonista di questa storia, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Maestro Philippe Villiers de L&#8217;isle d&#8217;Adam<\/span><\/strong>, neo eletto, racimol\u00f2 tutto il denaro possibile e salp\u00f2 da Nizza alla volta di Rodi. Nel tragitto, riusc\u00ec anche ad evitare la flottiglia di <strong><span style=\"color: #008000;\">Cortoglu<\/span><\/strong> (o Curtogoli), uno dei pi\u00f9 grandi corsari di sempre, cui gli Ospitalieri avevano ucciso due fratelli ed imprigionato un terzo proprio a Rodi. Giunto sull\u2019isola, il Gran Maestro lavor\u00f2 alacremente al miglioramento delle difese e a preparare le vettovaglie per resistere all\u2019assedio: fu aumentata la profondit\u00e0 dei fossati, la resistenza delle mura e la produzione delle macine. <span style=\"font-size: inherit;\">Mura e fossi non potevano bastare, quindi l\u2019<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Isle Adam<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> sguinzagli\u00f2 diversi uomini alla ricerca di mercenari e munizioni. Antonio Bosio si rec\u00f2 a Creta e compr\u00f2 una buona quantit\u00e0 di munizioni, ma il governatore dell\u2019isola, onde evitare di attirarsi l\u2019ira ottomana, pubblic\u00f2 un pubblico bando con cui vietava l\u2019assoldamento di mercenari sull\u2019isola. Lavorando dietro le quinte, Bosio riusc\u00ec comunque ad ottenere 400 uomini (arcieri, dice il De Caro) e l\u2019ingegnere veneto Gabriele Martinengo, esperto in fortificazioni ed artiglieria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche a Rodi i preparativi erano frenetici. Per le strade si vedevano solo officine di fabbri, intenti a fabbricare corazze elmi e scudi, e immense fornaci ove si fondevano cannoni e&nbsp;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Colubrina\">colubrine<\/a>. I campi d\u2019addestramento provavano manovre e tattiche giorno e notte. Sotto la guida di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gabriele Tadino di Martinengo<\/span><\/strong>, centinaia di uomini venivano istruiti sull&#8217;uso dell\u2019artiglieria, si piazzavano mine per evitare che i turchi scavassero dei tunnel sotto le mura, si fortificavano i palazzi pi\u00f9 importanti della citt\u00e0 e si trinceravano le vie, in modo da tentare una resistenza casa per casa nel caso le mura avessero ceduto. Grosse catene e navigli affondati impedivano l\u2019ingresso nel porto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/zweilawyer.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Rodi26.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/zweilawyer.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Rodi26.jpg?resize=781%2C385\" alt=\"Assedio di rodi 1522\" width=\"596\" height=\"293\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un lungo bastione nel mezzo del fossato. Una delle misure prese dai Cavalieri dopo l\u2019assedio del 1480. Era raggiungibile attraverso tunnel sotterranei che venivano fatti saltare quando il bastione cadeva in mano nemica<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Gran Maestro pass\u00f2 in rassegna le sue truppe: 5.000 uomini. I Cavalieri erano 600, &nbsp;400 i mercenari cretesi guidati da Antonio Bosio. C\u2019erano anche altri mercenari, galeotti, marinai, oltre ai rodiani pi\u00f9 prestanti. Senza stare ad enumerare la disposizione precisa delle truppe rodiane (che ci \u00e8 giunta integralmente), bisogna ricordare che l\u2019Isle Adam scelse di difendere il punto pi\u00f9 debole delle mura: il quartiere di Santa Maria della Vittoria. Prima dell\u2019attacco, Solimano sped\u00ec una lettera al Gran Maestro, dove prometteva che avrebbe permesso a rodiani e Cavalieri di abbandonare l\u2019isola con i loro averi (o rimanere senza alcun pregiudizio per l\u2019esercizio della religione cristiana) se ci fosse stata una resa immediata, altrimenti \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">piglieremo voi schiavi e mala morte morirete<\/span><\/em><\/strong>\u201c. Il Gran Maestro non rispose, ma ag\u00ec. &nbsp;Fece terra bruciata intorno alle mura di Rodi e avvelen\u00f2 i pozzi nei dintorni, incendi\u00f2 i boschi e distrusse le fattorie.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2415\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 583px;\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra inizi\u00f2 senza troppo clamore, con l\u2019arrivo di trenta imbarcazioni presso l\u2019isola di Lango, retta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Cavaliere Pr\u00e9geant<\/span><\/strong> (Pregianni o Pier Gianni) <strong><span style=\"color: #008000;\">de Bidoux<\/span><\/strong>. Il Guglielmotti, ne&nbsp;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560&nbsp;(1876)<\/span><\/em><\/strong>, ci informa che il nome di Pregianni appare spesso sia negli scontri con i corsari sia nelle razzie poste in essere dagli Ospitalieri. Era famoso per la statura colossale e la forza fisica, e si diceva che con il suo spadone, probabilmente un\u2019adorata zweihander, fosse capace di tagliare a met\u00e0 un uomo. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">De Caro<\/span><\/strong> riassume piuttosto bene il pensiero del capitano francese, dicendoci che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Amava la guerra, odiava i turchi<\/span><\/em><\/strong>.\u201d Il violento Pregianni fece sbarcare i Turchi e li aggred\u00ec immediatamente con i suoi uomini, costringendoli alla ritirata. Non pago, ne massacr\u00f2 diverse decine nell&#8217;inseguimento (come il famoso frate francescano nell&#8217;assedio del 1480). Poco pi\u00f9 di una scaramuccia, il peggio doveva arrivare. Anzi, arriv\u00f2 presto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 26 giugno 1522 una enorme flotta apparve a largo di Rodi. Se Maometto II, quarant&#8217;anni prima, aveva fatto sbarcare 100.000 uomini, Solimano non voleva essere da meno. Le sue 400 navi trasportarono 100.000 uomini e migliaia di schiavi danubiani sulle sponde dell\u2019isola. Il Gran Maestro L\u2019Isle-Adam, per evitare il panico fra i cittadini, decise di tenere ugualmente la processione programmata, e poi celebr\u00f2 la messa nella Chiesa di San Giovanni in Collacchio. Le vele turche riempivano il mare circostante, e tutta la cittadinanza ascoltava la messa, uno scenario decisamente surreale. Finita la messa, si chiusero i cancelli e si issarono gli stendardi sulle torri. L\u2019Isle-Adam, rinomato per lo zelo religiose e le doti di soldato (era anche dotato di una struttura fisica impressionante, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">gigantic frame<\/span><\/em><\/strong>\u201c, ci dice W. Porter), indoss\u00f2 l\u2019armatura, la sua seconda pelle.&nbsp;L\u2019Isle-Adam cerc\u00f2 di tenere a freno l\u2019ardore dei suoi, che volevano addirittura impedire lo sbarco dei Turchi. Infatti, la preoccupazione pi\u00f9 grande del Gran Maestro durante tutto l\u2019assedio fu quella di non perdere uomini inutilmente: i Turchi potevano sostituire i loro morti, i Cavalieri no. Un fiorentino, <strong><span style=\"color: #008000;\">Girolamo Bartolini<\/span><\/strong>, propose un progetto che prevedeva la distruzione della flotta nemica attraverso l\u2019utilizzo di una qualche sostanza esplosiva (sarebbe interessante conoscere questo progetto nel dettaglio!), ma il Gran Maestro non lo consider\u00f2. Il Turchi sbarcarono senza problemi tre miglia ad est della citt\u00e0, e per 13 giorni prepararono il campo e sbarcarono altre truppe. La mossa successiva dei turchi fu quella di scavare delle trincee, ma i manovali valacchi usati per il lavoro venivano continuamente massacrati dalle sortite dei Cavalieri. Anche le prime batterie di cannoni piazzate dai turchi furono distrutte dall&#8217;artiglieria di Rodi. Intanto, giunse in porto <strong><span style=\"color: #008000;\">Pregianni de Bidoux<\/span><\/strong> che, sfruttando il vento propizio con il suo &#8220;brigantino&#8221;, riusc\u00ec a passare fra le navi turche senza essere colpito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">In realt\u00e0, l\u2019assedio era cominciato senza troppa convinzione<br \/>\n<\/span><\/strong> I Turchi, ricordando cos&#8217;era accaduto l\u2019ultima volta, non avevano alcuna voglia di buttarsi sotto le cannonate degli Ospitalieri. &nbsp;Sappiamo anche che un disertore si gett\u00f2 in acqua con le navi ancora a sei miglia dalla costa e raggiunse la Torre di San Nicola, informando gli Ospitalieri del malcontento che serpeggiava fra le fila nemiche, in particolar modo fra i Giannizzeri, che nell\u2019assedio precedente avevano subito delle perdite pesantissime. <strong><span style=\"color: #008000;\">Fir Mehemed pasha<\/span><\/strong>, uno dei generali di Solimano, si rese conto della situazione e decise di informare il Sultano, che giunse sull\u2019isola il 28 Agosto (con altri 15.000 Giannizzeri) e riport\u00f2 l\u2019ordine fra le proprie fila. Nel frattempo, i Cavalieri riuscirono a smascherare un complotto ordito da alcuni schiavi turchi, capeggiati da una donna, che avevano intenzione di appiccare il fuoco in diversi punti della citt\u00e0 ed aprire le porte a Solimano nel caos che ne sarebbe seguito. Gli schiavi vennero cristianamente torturati ed uccisi. Tuttavia i Cavalieri covavano in seno una serpe ben peggiore, il Cancelliere D\u2019Amaral, che era stato battuto da l\u2019Isle-Adam nell&#8217;elezione del nuovo Gran Maestro. Il D\u2019Amaral mantenne i contatti con i Turchi per tutta la durata dell\u2019assedio, ma alla fine fu scoperto anch&#8217;egli. Di un altro episodio di tradimento fu incolpato un medico. Secondo le fonti, questi avrebbe comunicato (con l\u2019SMS del XVI secolo, ovvero freccia con messaggio incorporato) al nemico di colpire il campanile dietro la chiesa di S. Giovanni, che veniva utilizzato dai Cavalieri come punto di osservazione privilegiato dell\u2019esercito turco. Effettivamente, il campanile fu cannoneggiato e abbattuto, ma anche il buon medico fu scoperto solo un paio di mesi dopo, mentre tentava di comunicare che le risorse della citt\u00e0 si stavano esaurendo. Il medico fu giustiziato seduta stante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le truppe di Solimano circondarono completamente Rodi. Da sud a nord erano schierati i soldati di <strong><span style=\"color: #008000;\">Fir Mehmed Pasha<\/span><\/strong> (vicino ai bastioni di S. Giovanni), seguiti quelli di <strong><span style=\"color: #008000;\">Cassim Pasha<\/span><\/strong> (divisioni dall\u2019Anatolia), di <strong><span style=\"color: #008000;\">Mustapha Pasha<\/span><\/strong> e di <strong><span style=\"color: #008000;\">Achmet Pasha<\/span><\/strong>. Chiudevano il cerchio i Giannizzeri, guidati da Baly Aga. L\u2019impressionante parco d\u2019artiglieria giunto al seguito dei Turchi era costituito 6 pezzi da 3 palmi, 15 da 5\/6 palmi, 12 bombarde da 9\/11 e 2 da 11 palmi, 12 basilischi da 8 palmi, 15 doppi cannoni , 12 mortai per il tiro verticale (7\/8 palmi).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/0\/00\/Culverine_of_Philippe_Villiers_de_l_Isle_Adam_1525_1530_Rhodes_140mm_339cm_2533kg_iron_ball_10kg_Abdul_Aziz_to_NIII_1862.jpg?resize=332%2C604\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"1082\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una colubrina con lo stemma di L\u2019Isle-Adam. Bersagli\u00f2 i Turchi con palle di ferro da 22 libbre per diversi mesi da <a href=\"https:\/\/dic.academic.ru\/dic.nsf\/ruwiki\/89961\">\u041a\u0443\u043b\u0435\u0432\u0440\u0438\u043d\u0430 | \u044d\u0442\u043e&#8230; \u0427\u0442\u043e \u0442\u0430\u043a\u043e\u0435 \u041a\u0443\u043b\u0435\u0432\u0440\u0438\u043d\u0430? (academic.ru)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo nella prima parte dell\u2019assedio, le fonti ci dicono che arrivarono sulla citt\u00e0 1.713 pietre e otto palle d\u2019ottone incendiarie (fuoco greco?). Successivamente, <strong><span style=\"color: #008000;\">Solimano<\/span><\/strong> fece erigere dei terrapieni, uno di fronte alla Posta d\u2019Italia e l\u2019altro fra quella di Spagna e di Germania, in modo che la sua artiglieria potesse colpire la citt\u00e0 da un livello dieci piedi superiore a quello delle mura di Rodi. Un fuoco pesante si abbatt\u00e9 sulla Torre di San Nicola e sulla Posta d\u2019Alvernia, su quella d\u2019Italia e sui bastioni di Santa Maria. Per quasi un mese fu guerra d\u2019artiglieria. I Turchi causavano danni enormi, ma i Cavalieri continuavano con le riparazioni e la costruzione di barricate sopra le rovine e dietro di esse. Intanto, sotto le mura si combatteva un\u2019altra battaglia. Da una parte c\u2019erano i minatori turchi, che scavavano tunnel sotto le mura per farle saltare dalle fondamenta, dall&#8217;altra gli uomini dell\u2019artigliere veneziano <strong><span style=\"color: #008000;\">Gabriele Tadino<\/span> <span style=\"color: #008000;\">di Martinengo<\/span><\/strong>, che aveva fatto piazzare diverse contro-mine prima dell\u2019inizio dell\u2019assedio. Dopo 32 tentativi a vuoto, il 4 settembre gli Ottomani riuscirono ad aggirare le difese del Martinengo e causarono una grossa esplosione sotto il bastione inglese, facendone crollare buona parte. Sentito il botto, drappelli di Turchi uscirono dalle trincee e raggiunsero la sommit\u00e0 delle mura crollate, piantando i loro vessilli. Dopo un momento di confusione, i Cavalieri si riorganizzarono e lo stesso Gran Maestro si precipit\u00f2 alle mura con la sua guardia personale, brandendo un martello d\u2019arme. I Turchi di <span style=\"color: #008000;\"><strong>Mustapha Pasha<\/strong><\/span> arretrarono, sorpresi dalla reazione dei difensori, ma fu lo stesso generale ad uccidere diversi soldati in ritirata e a guidare un nuovo attacco. Le fonti ci dicono che combatt\u00e9 con grandissimo coraggio, ma le mura crollate erano ora presidiate da parecchi uomini ed anche il secondo attacco fall\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli attacchi continuarono contro la Posta di Spagna, d\u2019Inghilterra, di Provenza e d\u2019Italia. Cannoni, archibugi, fuoco greco, spadoni, mazze, martelli d\u2019arme, picche, alabarde, scimitarre, sparavano e si incrociavano sulla breccia. Si combatteva nel fumo spesso delle artiglierie. I Cavalieri ed i soldati mercenari, quasi sicuramente in armatura a tre quarti e dotati di armi pesanti, riuscirono a resistere al fuoco e alle scimitarre. Oltre ai soldati, combattevano con ardore anche i frati, in particolar modo i francescani. I vecchi ed i bambini tiravano pietre, acqua e olio bollente e pece. Le donne facevano da infermiere, maneggiavano gli archibugi e i cannoni, alcune combattevano addirittura sugli spalti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il resoconto turco descrive un assalto:<br \/>\n<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I coraggiosi soldati dell\u2019Islam caddero a centinaia, e gli angeli aprirono alle loro anime le porte del Paradiso, poich\u00e9 dalla sommit\u00e0 della fortezza venivano scagliate un\u2019infinit\u00e0 di pietre e metalli sulle scale gremite di soldati\u2026 A mezzogiorno il numero dei morti era divenuto talmente grande che fu necessario sospendere l\u2019attacco, i corpi dei musulmani erano cos\u00ec tanti che venivano gettati nelle trincee senza neanche contarli\u2026<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p>E ancora:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Obbedendo agli ordini ricevuti, i vittoriosi dell\u2019Islam corsero all\u2019assalto pieni d\u2019ardore. Il combattimento fu sanguinoso, i morti dell\u2019armata musulmana cadevano come montoni destinati al sacrificio sotto il terribile fuoco delle armi nemiche. Il numero delle vittime fu indicibile, ma la fortezza riusci a resistere all\u2019eroico sforzo contro gli infedeli. Esausti, i vittoriosi dell\u2019Islam furono costretti a ritirarsi.<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro attacco:<br \/>\n<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Si gettarono nei fossati\u2026combatterono come eroi, ma lo sforzo fu vano. Furono costretti a ritirarsi, lasciando il fossato pieno di morti e inondato dal loro sangue generoso.<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Turchi assaltarono in massa il 13, il 17 ed il 24 settembre. &nbsp;Il 17 fu ucciso in combattimento il <strong><span style=\"color: #008000;\">Turcopiliere<\/span><\/strong> (capo della Lingua inglese) <strong><span style=\"color: #008000;\">John Buck<\/span><\/strong> e molti altri cavalieri persero la vita, ma i Turchi non riuscirono mai a sfondare. Solimano cerc\u00f2 di spronare i suoi promettendo loro il saccheggio della citt\u00e0 e facendosi costruire una posizione sopraelevata, in modo da osservare la battaglia. Alla Posta di Spagna, i suoi Giannizzeri sembrarono avere la meglio per qualche tempo, ma poi i 20 Cavalieri e 300 soldati della Torre di San Nicola li aggredirono alle spalle. Solimano fu quindi testimone di una lunga serie di ritirate. Furioso, condann\u00f2 a morte i due pasha, <strong><span style=\"color: #008000;\">Mehmed<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Mustapha<\/span><\/strong> (il De Caro parla solo di quest\u2019ultimo), i quali gli avevano lasciato credere che contro una simile forza d\u2019attacco Rodi avrebbe resistito per poche settimane. Fortunatamente per loro, Fir Pasha riusc\u00ec a far cambiare idea al sovrano, che si limit\u00f2 a rispedirli sul continente. Anche l\u2019ammiraglio-corsaro <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Kurtoglu<\/em>&nbsp;Muslihiddin Reis<\/span><\/strong> attir\u00f2 le attenzioni di Solimano, che lo fece fustigare sulla poppa della galea che capitanava per poi esiliarlo. I Turchi concentrarono gli sforzi verso il baluardo d\u2019Inghilterra, affidando l\u2019impresa ad i Mamelucchi, rivali dei Giannizzeri per coraggio e capacit\u00e0 guerresche e vogliosi di dimostrare il loro valore al nuovo sovrano (I Mamelucchi erano stati sconfitti nel 1517 dagli Ottomani, e le province di Siria ed Egitto erano state annesse da Costantinopoli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche la sfortuna si accan\u00ec con i Turchi. &nbsp;Fir Pasha riusc\u00ec a far piazzare una mina sotto il terrapieno d\u2019Italia e a farla brillare il 4 ottobre, ma l\u2019esplosione sfiat\u00f2 verso i Turchi pronti all\u2019assalto, facendone strage. La conta dei morti fra i turchi iniziava ad esser impietosa. Achmet Pasha opt\u00f2 per un nuovo cannoneggiamento, stavolta prendendo di mira il baluardo di Spagna con tutti i pezzi a sua disposizione (ne fece anche smontare diversi dalle navi). I suoi soldati riuscirono a penetrare, ma alla fine furono respinti. Achmet si rivolse allora al baluardo d\u2019Inghilterra. Il 12 ottobre, i suoi soldati giunsero alle mura nel cuore della notte e poggiarono le scale, ma furono scoperti. In cima si trovarono la sagoma imponente di Pregianni de Bidoux, che riusc\u00ec a respingerli con i suoi uomini. In Ottobre il Gran Maestro ebbe la definitiva conferma da Roma che il Papa non disponeva delle finanze per correre in soccorso dei Cavalieri. Il disastro protestante, le Guerre Italiane e le spese sostenute per rimpinguare Roma di meraviglie architettoniche ed artistiche aveva lasciato a secco l\u2019erario.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 600px;\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La storia \u00e8 meravigliosa, tutto \u00e8 collegato<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nChi l\u2019avrebbe mai detto che potesse esserci un nesso, seppur minuscolo, fra la caduta di Rodi, le imprese di <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni delle bande nere<\/span><\/strong> e l\u2019arte di <strong><span style=\"color: #008000;\">Michelangelo<\/span><\/strong>? Ormai c\u2019erano diversi punti da cui i Turchi potevano fare irruzione, ma venivano presidiati dalle mura e dalle barricate erette in loro corrispondenza. La battaglia continuava anche sottoterra, da dove gli assedianti cercavano di distruggere ed aggirare le rimanenti fortificazioni. In quel periodo, fu finalmente scoperto il complotto del Cancelliere d\u2019Amaral, il rivale di L\u2019Isle-Adam. Un suo servo fu scoperto sulle mura con arco e balestra (sembra pi\u00f9 di una volta), quindi fu arrestato e condotto alle prigioni, dove confess\u00f2 di essere il tramite fra d\u2019Amaral e Solimano. In particolare, confess\u00f2 di aver recapitato un messaggio a Solimano per non farlo desistere dall\u2019attacco, poich\u00e9 la citt\u00e0 mancava di munizioni, soldati e cibo. D\u2019Amaral respinse le accuse anche sotto tortura, ma fu condannato a morte assieme al suo servo. Quest\u2019ultimo fu impiccato, mentre il d\u2019Amaral sub\u00ec una veloce decapitazione davanti alla folla urlante, era il 4 Novembre. Il suo corpo fu squartato e diviso in quattro parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel campo ottomano, Solimano insisteva che si desse il via all\u2019attacco finale. Le mura della citt\u00e0 erano distrutte in pi\u00f9 punti, alcuni baluardi occupati, rimanevano solo le barricate interne e alcuni tratti delle fortificazioni. Il generale Achmet invece temporeggiava. Prevalse il sovrano. Il 29 Novembre i turchi tentarono di entrare in massa dalla posta di Spagna. Purtroppo per loro, parecchi cannoni erano puntati verso la breccia, e furono falcidiati. Giunse poi Pregianni, alla testa di 100 Cavalieri, per continuare lo scontro. Ferito pi\u00f9 volte e con l\u2019armatura in pezzi, continu\u00f2 a combattere. Il suo spadone and\u00f2 in frantumi, ma egli non smise di colpire con il pesante pomolo dell\u2019arma, usandolo come un martello. Una ritirata disordinata ruppe le file nemiche, tanto che sul campo ne rimasero almeno un migliaio (3.000 per il De Caro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La Resa<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Ma la situazione di Rodi era disperata. Scarseggiavano polvere da sparo e generi alimentari, tanto che fu necessario razionarli ulteriormente. Le mura erano a terra, i difensori praticamente dimezzati, la popolazione in preda agli stenti, i feriti ammucchiati in tutte le case come cataste di legna. Inoltre, la notizia che non sarebbero arrivati aiuti aveva gettato nel panico pi\u00f9 completo i sopravvissuti, che ora vedevano chiaramente il loro futuro: nessuno ne sarebbe uscito vivo. L\u2019Isle-Adam aveva tutta l\u2019intenzione di rendere Rodi un fortezza di martiri, ma la popolazione non era dello stesso avviso, tanto che gli mand\u00f2 alcuni ambasciatori per fargli considerare la possibilit\u00e0 di scendere a trattative con i Turchi. In realt\u00e0, la memoria presentata dai cittadini aveva il sapore della minaccia, visto che si chiedeva al Gran Maestro di trattare oppure avrebbero provveduto i cittadini stessi alla salvezza della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle prime, l\u2019Isle-Adam si rifiut\u00f2 di prendere in considerazione la proposta\/minaccia, poi per\u00f2 volle sentire il parere dei suoi due uomini pi\u00f9 importanti, Martiniego e Pregianni, il primo a capo delle fortificazioni (e appena ristabilitosi da un colpo d\u2019archibugio che lo aveva reso cieco di un occhio), il secondo dell munizioni (con la gola fasciata per un colpo che lo aveva passato da parte a parte). Entrambi, pur essendo uniti dall\u2019odio per il nemico, fecero capire al Gran Maestro che la citt\u00e0 sarebbe capitolata. Non c\u2019erano pi\u00f9 uomini per le riparazioni, le mura avevano talmente tante brecce da non essere pi\u00f9 difendibili ed era rimasta polvere da sparo sufficiente ad un solo assalto, forse neanche quello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Isle Adam radun\u00f2 il Consiglio dell\u2019Ordine, dove prevalsero i favorevoli ad una trattativa. Martiniego e Pregianni andarono a prendere una lettera di Solimano. Le sue condizioni erano chiare: avrebbe permesso a tutti di abbandonare l\u2019isola con i propri averi, rodiani compresi, e non avrebbe danneggiato o vessato coloro i quali fossero rimasti. Il Consiglio ordinario accett\u00f2 le condizioni, ma L\u2019Isle-Adam non si arrese e si rivolse al Consiglio Compito (ovvero il Consiglio Ordinario con l\u2019aggiunta di 16 membri anziani, 2 per ognuna delle 8 Lingue), ma anche in quella sede prevalsero i \u201cpacifisti\u201d. L\u201911 dicembre 1522 furono inviati a Solimano due ambasciatori per chiudere le trattative. A sua volta, il monarca Ottomano sped\u00ec in citt\u00e0 due ostaggi, confermando una tregua di tre giorni. Durante i colloqui, Achmet Pasha confess\u00f2 a uno degli ambasciatori, il de Grolee, che nell&#8217;assedio erano morti 44.000 turchi e altri 40.000 erano rimasti feriti. La cifra appare esagerata, ma di certo \u00e8 pi\u00f9 verosimile dei 20.000 morti complessivi riportati dalle fonti moderne. Inoltre, spesso non vengono computate le migliaia di zappatori e minatori ungheresi che aprirono la strada scavando trincee e tunnel. Ecco, possiamo dire che, considerando l\u2019esercito ottomano nella sua interezza, 35.000 morti sembrano una cifra plausibile. La tregua fu interrotta dall\u2019idiozia di un Cavaliere, de Fournon, che scaric\u00f2 un cannone sui Turchi che stavano inermi nei pressi delle mura. Solimano rispose con l\u2019ennesimo cannoneggiamento della citt\u00e0. I cittadini corsero da L\u2019Isle-Adam dicendogli che, fallite le trattative, avrebbero preferito morire con le armi in mano piuttosto che divenire schiavi dei Turchi. Il Gran Maestro colse la palla al balzo e posizion\u00f2 tutti i soldati rimanenti ed i cittadini sulle mura, facendo impiccare chi si allontanava dalla guardia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 Dicembre, i Turchi assaltarono il barbacane di Spagna e piantarono i loro stendardi sulle mura. A difenderle non c\u2019era rimasto quasi nessuno, giusto qualche decina di soldati contro migliaia di ottomani. Cavalieri e cittadini pressarono nuovamente L\u2019Isle-Adam per fargli riallacciare le trattative. Il gran Maestro tent\u00f2 di corrompere la volont\u00e0 di Solimano con il denaro, ma il suo generale rispose all&#8217;ambasciatore che i forzieri del Sultano traboccavano d\u2019oro. Infine, una nuova ambasciata ottenne da Solimano il trattato favorevole che aveva concesso in precedenza. L\u2019Isle-Adam sped\u00ec in ostaggio 25 Cavalieri e 25 Rodiani e Ahmet entr\u00f2 in citt\u00e0 con 300 Giannizzeri, piantando sulle mura la mezzaluna ottomana. Durante questa cerimonia, decine di navi comparvero all&#8217;orizzonte, e tutti pensavano che finalmente qualcuno avesse inviato aiuti ai Cavalieri. Si trattava invece di altri 15.0000 Giannizzeri di stanza sul confine ottomano-safavide, corsi in aiuto del sovrano. Solimano ag\u00ec con grande correttezza, e non sfrutt\u00f2 il nuovo contingente, lasciando invariati i termini dell\u2019accordo.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"background-color: #f5f536;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il rispetto di Solimano<\/span><\/strong><strong style=\"font-family: inherit;\"><br \/>\n<\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Durante questa seconda tregua, Solimano chiese al Gran Maestro di fargli visita al campo. Una volta faccia a faccia, Solimano gli chiese di convertirsi all\u2019Islam e divenire un suo generale. Una pessima idea, lo so. Il Gran Maestro per\u00f2 si limit\u00f2 a rifiutare e venne licenziato dopo aver ricevuto una gran copia di doni (che fece dividere fra i Cavalieri). Successivamente, fu Solimano a voler incontrare il Gran Maestro nel suo palazzo in Rodi. Fu un colloquio molto amichevole, durante il quale Solimano disse al Gran Maestro di sbrigare con comodo le faccende dell\u2019Ordine, senza preoccuparsi del termine di 12 giorni, visto che lo avrebbe prolungato a piacimento dei Cavalieri. Lo appell\u00f2 anche con il titolo di \u201cpadre\u201d e ordin\u00f2 che i suoi uomini consegnassero agli Ospitalieri tutte le vettovaglie necessarie per il viaggio. Inoltre, fece restaurare a proprie spese la caracca del Gran Maestro, lo riforn\u00ec di grosse somme di denaro e gli diede un salvacondotto nel caso fosse stato attaccato dai pirati turchi nel Mediterraneo.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solimano mostr\u00f2 quindi un rispetto commovente nei confronti dei vinti, di coloro che avevano causato delle perdite cos\u00ec terrificanti nel suo esercito invincibile. Rese loro l\u2019onore delle armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Anche i pi\u00f9 imperterriti cavalieri non frenarono le lacrime nel dare eterno addio alle sacre mura bagnate del loro sangue, le quali per duecento e pi\u00f9 anni avevano resistito e offerto un\u2019insormontabile barriera alle armi ottomane.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1 gennaio 1523, i Cavalieri sopravvissuti abbandonarono Rodi, per sempre. Al loro seguito, 4.000 rodiani. Tra i Cavalieri che sfilavano verso le navi c\u2019era un coetaneo di Solimano, tal Jean Parisot de la Valette. I loro sguardi si incrociarono, forse per un istante, senza sapere che tra loro era appena iniziata una contesa che andr\u00e0 avanti per quarantatr\u00e9 anni. I Cavalieri iniziarono un periodo di peregrinazioni lungo sette anni. Creta, Messina, Viterbo, Nizza, anni passati a contrattare l\u2019acquisto o la concessione di un nuovo possedimento. Alla fine, nel 1530, Carlo V concesse loro la Porta d\u2019Italia, ovvero l\u2019Isola di Malta, in cambio di un tributo simbolico annuale al Vicer\u00e8 di Sicilia, un falcone. Fu loro concessa anche Tripoli. Malta erano uno scoglio con un pugno d\u2019abitanti, ma sotto i cavalieri divenne un\u2019isola fortificata, ricca e popolata. L\u2019Isle-Adam si spense proprio a Malta, nel 1534, ma il suo sogno di tornare a Rodi era ancora vivo.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify; width: 573px;\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solimano continu\u00f2 a conquistare territori in Asia ed Europa. Prese l\u2019Ungheria, assedi\u00f2 Vienna, si alle\u00f2 con Francesco I di Francia, ma, ormai settantenne, decise di chiudere i conti con i Cavalieri. Nel 1565, a quarant\u2019anni dalla conquista di Rodi, la flotta turca fece rotta su Malta per giocare la partita decisiva. Ad attenderla, ancora una volta, c\u2019erano solo 600 Cavalieri e poche migliaia di mercenari. A guidarli, Jean Parisot de La Vallette; il giovane sconfitto a Rodi che sar\u00e0 l\u2019artefice della pi\u00f9 grande vittoria dell\u2019Ordine durante l\u2019<a href=\"http:\/\/zweilawyer.com\/2016\/03\/01\/lassedio-malta-del-1565-dallo-sbarco-dei-turchi-alla-presa-s-elmo\/\">Assedio di Malta del 1565<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/zweilawyer.com\/2016\/03\/31\/assedio-di-rodi-1522\/\">articolo&nbsp;<\/a>pubblicato originariamente su&nbsp;<a href=\"http:\/\/zweilawyer.com\">http:\/\/zweilawyer.com<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gabriele Campagnano<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Storia dei gran Maestri e cavalieri di Malta: volume II (1853), Luigi De Caro;<\/p>\n<p>The History of the Knights of Malta&nbsp;(1728), Abate Vertot;<\/p>\n<p>Knight Hospitaller (2) 1306-1565&nbsp;(2001), D. Nicolle;<\/p>\n<p>A History of the Knights of Malta&nbsp;(1858), W.Porter;<\/p>\n<p>La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560&nbsp;(1876), A. Guglielmotti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 15<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; RODI parole chiave: Ospitalieri, Rodi, Ottomani . L\u2019Assedio di Rodi del 1522 rappresenta un momento fondamentale nella storia dell\u2019Impero Ottomano e degli Ospitalieri. Questi ultimi, estromessi dal governo dell\u2019isola, nel giro di un decennio ricostruiranno le loro fortune a Malta. 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