{"id":22780,"date":"2018-08-24T01:17:08","date_gmt":"2018-08-23T23:17:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22780"},"modified":"2023-05-18T18:44:53","modified_gmt":"2023-05-18T16:44:53","slug":"lassedio-di-rodi-1480-di-gabriele-campagnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22780","title":{"rendered":"L\u2019assedio di Rodi (1480)"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Assedio di Rodi del 1480&nbsp;<\/span><span style=\"color: #008000;\">rappresenta quello che possiamo considerare il primo dei grandi assedi mediterranei che hanno visto contrapposti Ospitalieri (o Cavalieri Gerosolimitani, Cavalieri di Rodi e Cavalieri di Malta) e Ottomani.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quasi un secolo, fino al <strong><span style=\"color: #008000;\">Grande Assedio di Malta (1565)<\/span><\/strong>, gli Ottomani provarono a eliminare i Cavalieri dai loro possedimenti nel Mediterraneo. Dopo la caduta di Acri, nel 1291, gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Ospitalieri<\/span> <\/strong>si ritirarono nell&#8217;Isola di Rodi, che portarono in breve tempo a un livello di prosperit\u00e0 mai conosciuto prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, Rodi era davvero troppo vicina, anzi era circondata dai possedimenti ottomani. Gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Ospitalieri<\/span><\/strong> sapevano che prima o poi sarebbe giunto un esercito sterminato per cacciarli dall\u2019Isola. Nel 1453,&nbsp; <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maometto_II\">Maometto II<\/a><\/span><\/strong>&nbsp;mise fine all\u2019Impero Bizantino, ridotto a Costantinopoli e a poche miglia quadrate della campagna circostante. Era un comandante eccezionale e poteva contare su un numero di soldati sterminato. Quella piccola isola in mezzo ai suoi possedimenti era per\u00f2 una spina nel fianco, vista la capacit\u00e0 dei Cavalieri di attaccare le flotte corsare turche ed effettuare sortite sul litorale ottomano. &nbsp;Maometto II sped\u00ec verso l\u2019isola un esercito mostruoso, comandato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Gedik Ahmet Pasha<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Miseh Pasha<\/span><\/strong>,&nbsp;nato <strong><span style=\"color: #008000;\">Michele Paleologo<\/span><\/strong>,&nbsp;un bizantino convertitosi all\u2019Islam dopo la conquista di Costantinopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli Ospitalieri<\/span> <\/strong>erano piuttosto gelosi del loro Ordinamento e delle loro Lingue (in sostanza i capitoli connessi al territorio di provenienza in cui si dividevano i cavalieri), e non rappresentarono mai una forza militare impressionante dal punto di vista numerico. Eppure, riuscirono sempre a bilanciare l\u2019inferiorit\u00e0 numerica con l\u2019acume tattico, l\u2019addestramento e la capacit\u00e0 di costruire fortezze impenetrabili. Nel 1480, mentre la flotta musulmana era in arrivo, a Rodi erano presenti solo 500 Cavalieri, 4.000 soldati in tutto, comandati dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Maestro Pierre d\u2019Aubusson<\/span><\/strong> e da suo fratello. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gran Maestro d\u2019Aubusson<\/span><\/strong>, che dormiva con addosso l&#8217;armatura e faceva imprimere il proprio emblema sui cannoni, era considerato un nemico molto ostico. Fargli la guerra era, in generale, una pessima idea.\u00f9<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-NAVALE-MEDITERRANEO-800px-SiegeOfRhodes1480-684x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-MEDITERRANEO-800px-SiegeOfRhodes1480-684x1024.jpg\" width=\"684\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L&#8217;assedio di Rodi del 1480: due navi napoletane di fronte alla torre di St Nicolas &#8211; Fonte<\/strong> &#8220;<strong><em>Gestorum Rhodiae obsidionis commentarii<\/em><\/strong>&#8220;, ca. 1483 &#8211; autore <span id=\"creator\" class=\"fn\"><bdi><span title=\"French illuminator\">Master of the Cardinal de Bourbon<\/span>&nbsp;<\/bdi><\/span> (dal 1470 al 1500) &#8211;<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SiegeOfRhodes1480.jpg\">File:SiegeOfRhodes1480.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 13 Aprile, il Gran Maestro ordin\u00f2 che tutti i combattenti si preparassero all\u2019assedio. Prepararsi all\u2019assedio non vuol dire mettersi sulle mura ed aspettare, ma preparare le artiglierie, fare in modo che i sistemi di comunicazione siano pronti ed efficienti, riparare o fortificare alcuni tratti, assegnare le sezioni da difendere, organizzare l\u2019approvvigionamento di acqua e generi alimentari, ripartire gli alloggi fra la popolazione (che in questi casi poteva anche raddoppiare), arruolare chi pu\u00f2 reggere in mano una spada, mandare in perlustrazione alcune galee, mantenere i contatti con gli informatori sul continente, ripetere cento volte i piani di difesa, scegliere le linee d\u2019azione in caso di crollo di parti della cinta muraria e tante altro. Il 24 Aprile, fu inviata una grossa imbarcazione per portare aiuti al castello di S. Pietro e a Lango. Al suo ritorno, fece tappa a Nissaro &nbsp;per imbarcare tutta la popolazione e portarla a Rodi. Il castello di Filermo, a due miglia dalla citt\u00e0 di Rodi, venne restaurato e fortificato ulteriormente. A sua difesa fu inviato un contingente della Lingua francese.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 566px;\"><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Il 13 maggio, il Gran Maestro fece entrare la popolazione nelle mura ed innalzare delle vele, dei teloni, a protezione delle case, in modo che non venissero raggiunte da pietre e schegge durante l\u2019assedio. Nel frattempo, anche in Europa giunse la notizia dell\u2019imminente assalto musulmano a Rodi. I Cavalieri erano dati per spacciati, visto che neanche le mura pi\u00f9 imponenti della storia umana, quelle di Costantinopoli, erano riuscite a resistere alla furia e alle schiere infinite di Maometto II. Anche il Gran Priore d\u2019Alvernia, andando con i suoi verso Rodi, disse: <\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">\u201c\u2026&nbsp;ecco dei pecoroni, che si portano ad essere sgozzati dal coltello turco.\u201c<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sovrani europei inviarono lettere di auguri ed esortazioni, ma si astennero da qualsiasi forma di aiuto. Con un ultimo colpo di coda, d\u2019Aubusson tent\u00f2 di istigare gli Ungheresi ed i Veneziani ad azioni di guerra contro Maometto II, ma non vi riusc\u00ec.&nbsp;I Veneziani, in particolare, pensavano che la caduta degli Ospitalieri, loro concorrenti nel commercio, avrebbe portato un netto miglioramento nei traffici della Serenissima. <strong><span style=\"color: #008000;\">Maometto II<\/span><\/strong> invece poteva contare su diversi rinnegati, che gli avevano portato le mappe delle fortificazioni di Rodi, e su un ingegnere tedesco, <strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Frapan<\/span><\/strong> (italianizzato), che veniva considerato un vero e proprio maestro nella costruzione di imponenti pezzi d\u2019artiglieria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dicembre 1479, Maometto II aveva gi\u00e0 mandato in esplorazione una discreta avanguardia di Giannizzeri e Spahis, ma questi si erano ritirati dopo aver subito notevoli perdite. L\u2019armata al completo raggiunse le coste di Rodi il 23 Maggio 1480. I musulmani erano 100.000, stipati su oltre 170 galee, galeotte e navi da trasporto. Il rapporto fra le forze in campo era di 40 a 1. Il numero pu\u00f2 sembrare esagerato, ma bisogna sempre considerare che, per questo genere d\u2019impresa, era fondamentale portare un numero enorme di guastatori, operai e addetti alla logistica. Rodi aveva una doppia cinta muraria, intervallata da grosse torri, e un ampio fossato. I due porti erano difesi da diverse torri fortificate. I cannoni della citt\u00e0 iniziarono a cantare sui Turchi che si avvicinavano alla riva. I Cavalieri tentarono anche una sortita per evitare lo sbarco, combattendo praticamente in acqua, ma fu un tentativo vano. Ci furono altre scaramucce fra Cavalieri e l\u2019avanguardia di Maometto II, ma nulla di decisivo. Dietro le spesse mura, soldati ed i cittadini erano pronti a non cedere un pollice. L\u2019assedio era inevitabile.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 574px;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">I musulmani piazzarono tre pezzi d\u2019artiglieria negli orti di Sant\u2019Antonio per bombardare la Torre di San Nicola, ma il Gran Maestro fece allestire una contro-batteria nel piazzale della Lingua d\u2019Alvernia. I primi colpi pesanti, dunque, seguiti dalla comparsa, ai limiti del fossato, di un disertore che supplicava i Cavalieri di farlo entrare. Si trattava del gi\u00e0 menzionato Giorgio Frapan. L\u2019ingegnere tedesco aveva intenzione di agire come spia, e per guadagnarsi la fiducia del Gran Maestro diede parecchi consigli utili alla difesa del forte e al posizionamento delle artiglierie. Il Gran Maestro per\u00f2 continu\u00f2 a diffidare di lui, e lo fece tenere in osservazione dai suoi uomini. Ad insospettirlo erano le testimonianze di alcuni cittadini, che dicevano di averlo gi\u00e0 visto in citt\u00e0, ed il ritrovamento di diverse frecce, tirate oltre le mura (forse da cristiani obbligati a servire nell\u2019esercito di Maometto), che recavano il messaggio \u201c<\/span><em style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Diffidate di Mastro Giorgio<\/span><\/strong><\/em><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">\u201c. Il povero ingegnere tedesco tent\u00f2 anche di salire sui bastioni per segnalare agli Ottomani le parti pi\u00f9 deboli, ma i sei uomini assegnati alla sua scorta gli impedivano ogni volta di affacciarsi, cos\u00ec si ritir\u00f2 nell\u2019abitazione assegnatagli.<\/span><\/p>\n<\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, sulla <strong><span style=\"color: #008000;\">Torre di San Nicola<\/span><\/strong> si erano abbattuti quasi trecento colpi e aveva subito dei crolli parziali ma, complessivamente, ancora reggeva. Il Gran Maestro sapeva perfettamente che la Torre non doveva cadere, quindi invi\u00f2 l\u00ec il comandante <strong><span style=\"color: #008000;\">Fabrizio del Carretto<\/span><\/strong> (futuro Gran Maestro della Lingua d\u2019Italia) con i cavalieri migliori. Questi lavorarono notte e giorno per rimettere in sesto le parti crollate e piazzare l\u2019artiglieria. Alla vigilia dell\u2019assalto musulmano, entrarono nella Torre anche il Gran Maestro e suo fratello, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Visconte di Monteil<\/span><\/strong>, assieme ad altri volontari.&nbsp;Il Gran Maestro chiese quindi aiuto al Papa, a vari sovrani europei e ai membri dell\u2019Ordine ancora in Europa con una lettera, il 21 Maggio 1480, che ci \u00e8 giunta in forma integrale. Eccone alcuni passi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\">&#8221; &#8230; Ora si sforza il tiranno de\u2019turchi di mettere ad effetto quello che gi\u00e0 molto tempo fa contra i rodiani machinato aveva. Ha l\u2019empio nemico della fede concepito contra noi e l\u2019Ordine nostro un antico ed implacabil\u2019odio, per cagione che per la fede di Cristo resistenza gli facciamo. Aumentasi anco e s\u2019accresce l\u2019insano suo furore per rispetto che dopo la presa di Costantinopoli, non avendo potuto soggiogare alcuna parte del dominio e dello stato nostro alla tirannide sua, abbiamo ricusato, e rifiutato di pagargli censo ed il tributo che chiesto ci aveva. Per il che avendo egli ultimamente apparecchiata un\u2019armata di cento e sessanta vele, ed avendo adunato da ogni parte un potentissimo esercito e con detta armata dalla costa di Licia a noi vicina in Rodi passato avendo con potente mano\u2026&#8221;<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 575px;\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\">&#8221; &#8230; Ha portata la nemica armata, per espugnare la citt\u00e0 nostra gran numero digrossissimi pezzi d\u2019artiglieria, grandissima quantit\u00e0 di macchine di torri di legno e d\u2019altri ingegni all\u2019espugnazioni delle fortezze atti ed accomodati. Stansi intorno alla citt\u00e0 nostra accampati circa settanta mila nemici, che con continui assalti ci combattono a\u2019quali con forte ed intrepido animo facciamo resistenza opponendo le loro forze nostre e risospingendo gli assalti, e gli sforzi loro: confidati nella divina piet\u00e0 e clemenza, la quale non abbandona mai coloro, che in lei hanno speranza, e per la santa fede cattolica combattono.&nbsp;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sentir\u00e0 bene il perfido nemico, ch\u2019egli non ha a che fare con imbelli e poco pratici soldati, e ben s\u2019accorgeranno questi cani, ch\u2019egli non averanno a menar le mani contra delicati, effemminati e molli soldati asiatici. Noi abbiamo qui valorosi e buoni (ancorch\u00e8 pochi) soldati; e siamo d\u2019ordegni da guerra, di machine, d\u2019artiglieria, di frumento e di munizioni abbondantemente provveduti e forniti, per poter sostenere e resistere alle nemiche forze e per aspettare l\u2019aiuto ed il soccorso de\u2019fratelli nostri, nel quale tutto lo stato e la speranza della difesa riposto abbiamo &#8230;&#8221;<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 9 giugno, alle prime ore del mattino, diverse navi piene di fanteria attraccarono al molo. I Cavalieri reagirono colpendo duro con i cannoni, ma la moltitudine dei nemici rese impossibile evitare l\u2019assedio alle parti crollate della Torre. I Cavalieri si difesero con massi, acqua e olio bollenti, spazzando le scale con alabarde e le spade a due mani, unendosi gomito a gomito dove le mura erano in rovina. Da parte loro, i musulmani combattono con altrettanto ardore. Continuarono a gettare scale contro le mura e a tempestare i bastioni con colpi d\u2019archibugio e frecce. Il Gran Maestro fu colpito da un masso, ma rimase illeso e si fece dare un altro elmo per continuare a combattere.&nbsp; Alla fine ebbero la meglio i Cavalieri, che riuscirono a distruggere molte navi con i brulotti e l\u2019artiglieria, e a sincronizzare il tiro con gli archibugi in modo da non lasciare scampo ai nemici. Centinaia di musulmani furono massacrati fra il molo e le mura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fu-Paleologo continu\u00f2 a far martellare la Torre di San Nicola dall\u2019artiglieria, distruggendone buona parte. Ancora una volta, il Gran Maestro si rec\u00f2 sul posto (anche per tirare su il morale delle truppe) e chiese ai suoi uomini di continuare a difendere la Torre, visto che la sua caduta avrebbe lasciato ai turchi un punto d\u2019appoggio fondamentale per colpire la citt\u00e0. I Cavalieri si trincerarono come meglio poterono, usando anche sassi di legno, e si prepararono a ricevere un nuovo assalto, che non tard\u00f2 ad arrivare. Questa volta la battaglia fu meno incerta. Fin dallo sbarco del nuovo battaglione ottomano, l\u2019artiglieria cristiana aveva fatto piovere un inferno di fuoco sulle loro teste. Finirono l\u2019opera archibugieri e balestrieri. Nella breve battaglia persero la vita 700 assedianti. Il generale musulmano, viste le perdite subite, decise di cambiare strategia: attaccare da pi\u00f9 lati. Fece portare grossi pezzi d\u2019artiglieria vicino alle mura, proteggendoli con costruzioni di legno, e inizi\u00f2 a bombardare il c.d. Muro degli Ebrei. Le mura erano spesse e resistenti, ma il Gran Maestro sapeva che non avrebbero retto al tiro incessante di dieci grossi pezzi. Cos\u00ec, decise di far radere al suolo le case degli ebrei, a ridosso delle mura, e fece scavare un fossato profondo, seguito da un terrapieno, in modo da bloccare la carica nemica una volta cadute le mura. Allo scavo parteciparono tutti, dagli ufficiali ai bambini. I rodiani avevano pochissimo tempo per renderlo operativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cannoneggiamenti musulmani continuavano giorno e notte. Diversi mortai lanciavano pietre oltre le mura per colpire i civili, ma, stando alle cronache, i \u201csolari\u201d voluti dal gran Maestro e gli edifici pi\u00f9 resistenti aiutarono a subire pochissime perdite. Le mura, per\u00f2, erano allo stremo. Sarebbero crollate, i Cavalieri ne erano sicuri. Quindi, oltre al terrapieno, iniziarono a costruire una contro muraglia interna, dello spessore di due palmi, appena sopra il terrapieno. Tutti gli ordigni, le caldaie per olio, pece e acqua bollente, sacchetti pieni di polvere pirica e chiodi o lame di ferro (bombe a mano?) furono portati al muro, per organizzare l\u2019ultima resistenza. Il Gran Maestro fece chiamare anche il povero Giorgio, l\u2019ingegnere tedesco\/spia fallita, per chiedergli consiglio. L\u2019ingegnere si lasci\u00f2 scappare qualche parola di troppo a favore dei turchi e qualche biasimo nei confronti dei Cavalieri, cos\u00ec fin\u00ec dritto nelle carceri di Rodi, dove ricevette le attenzioni dei torturatori. Confess\u00f2 il suo tradimento, sperando nella misericordia del Gran Maestro, ed effettivamente quest\u2019ultimo si rivel\u00f2 magnanimo: lo fece impiccare nella pubblica piazza, davanti al popolo in delirio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una versione&nbsp;<em>ante litteram<\/em> delle piogge di volantini alleate, gli Ottomani fecero cadere sulla citt\u00e0 molte frecce recanti lo stesso messaggio: se i cittadini si fossero arresi non sarebbe stato fatto loro nulla, Maometto II voleva solo liberarli, Allah \u00e8 grande e &#8230; , per finire, la minaccia: sarebbero stati massacrati tutti se non si fossero arresi.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 590px;\"><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, neanche questo trucchetto serv\u00ec a qualcosa. I rodiani si trovavano piuttosto bene sotto i Cavalieri, che avevano reso l\u2019isola ricca e prosperosa, e non si fidavano&nbsp;degli Ottomani. Fu allora inviato un ambasciatore, che pi\u00f9 o meno rifer\u00ec lo stesso messaggio piovuto con le frecce. Il Gran Maestro lo liquid\u00f2 con un \u201c<em>fuori di qui<\/em>\u201c.&nbsp; Il Gran Maestro sped\u00ec altre missive in giro per l\u2019Europa, sperando che qualcuno mandasse degli aiuti. Gli Ospitalieri controllavano il porto, quindi riuscivano a far giungere alcuni rifornimenti e ad imbarcare i feriti, ma gli aiuti richiesti, che pure potevano sbarcare senza problemi, non arrivarono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli assalti alle mura continuavano, ma venivano respinti dagli assediati con poche perdite. Gli ufficiali ottomani iniziarono ad innervosirsi. Decisero quindi di procedere con un attacco congiunto. La Torre di San Nicola fu assaltata dal solito molo e da un ponte di barche che la congiungeva alla terraferma, oltre a ci\u00f2, l\u2019artiglieria continuava a bombardare la citt\u00e0. Il tutto in piena notte. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Gedik Pasha<\/span><\/strong> guid\u00f2 personalmente l\u2019assedio dando una enorme prova di coraggio, ma gli Ospitalieri accolsero il tentativo notturno con una pioggia di colpi di colubrina. Molti assedianti raggiunsero per\u00f2 la Torre, o ci\u00f2 che ne rimaneva. Si dice che il genero di Maometto II, uno dei nemici pi\u00f9 temuti per la grande forza fisica, riusc\u00ec ad uccidere diversi soldati rodiani. Alla fine, ferito gravemente, fu raggiunto dal Gran Maestro, che chiese personalmente la sua resa. L\u2019ufficiale ottomano la rifiut\u00f2, continuando a combattere da solo fino alla morte. Intanto, un gran numero di brulotti uscirono dal porto ed intercettarono le navi ottomane, incendiandole quasi tutte. I Cavalieri fecero poi fuoco sul ponte di barche, tagliando ogni via di fuga. Migliaia di turchi &nbsp;finirono annegati, trafitti, bruciati. L\u2019esercito era in rotta. Gli Ospitalieri uscirono dalle mura per inseguire gli assedianti, lo stesso fecero addirittura i contadini, che aggredirono i razziatori delle campagne con zappe e roncole, mettendole in fuga. Sappiamo per certo che anche&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>un frate francescano, Antonio Fradin<\/strong>&nbsp;<\/span>(cacciato dal Regno di Francia per i suoi \u201csermoni\u201d politici),&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>si butt\u00f2 praticamente in mare. Brandendo uno spadone a due mani, riusc\u00ec a decapitare diversi ottomani e ad ucciderne altri che tentavano di mettersi in salvo sulle barche superstiti<\/strong><\/span>. Il massacro fu lungo e terribile. I Cavalieri erano pi\u00f9 addestrati, coperti d\u2019acciaio e stremati da settimane d\u2019assedio. Sfogarono la loro rabbia sull&#8217;esercito in rotta. Duemilacinquecento morti in poche ore, tanto che per tre giorni il mare restitu\u00ec cadaveri di soldati sulla scogliera e nel porto. Si dice che molti plebei rodiani si arricchirono spogliando i morti dei loro vestiti e delle loro armi.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 574px;\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gedik Pasha<\/span><\/strong> rimase per tre giorni immobile, ribollendo di rabbia. Poi decise di lasciar perdere la Torre di San Nicola e concentrare gli sforzi sulla Posta di Italia e sul Muro degli Ebrei. Colubrine e serpentine rialzate ripresero a colpire le mura, furono scavati tunnel per andare a riempire il fossato, ma anche all\u2019interno della citt\u00e0 si studiavano le contromosse migliori. Il gran Maestro indisse una riunione cui presero parte tutti, dai Cavalieri ai rodiani, ai mercanti che erano rimasti durante l\u2019assedio. Ognuno disse la sua in merito alle strategie migliori ed il fratello di d\u2019Aubusson fu creato Capitano-generale. A 37 giorni dal disastro della Torre di San Nicola, Gedik Pasha ordin\u00f2 un nuovo scroscio d\u2019artiglieria. In pochi giorni, sulle mura arrivarono 3.500 colpi di cannone, senza contare quelli di colubrine e serpentine, tanto che, dice il De Caro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\">&#8221; &#8230; la citt\u00e0 di Rodi, la quale era di nuove e grossissime muraglie, di alte torri e di fortissimi bastioni d\u2019ogni intorno munita e cinta, fu ben presto \u2026 sconquassata\u2026 smantellata e rovinata, che apparenza di citt\u00e0 e fortezza pi\u00f9 non aveva \u2026 &#8220;<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attendendo l\u2019assalto finale, D\u2019Aubusson riorganizz\u00f2 le difese, e colloc\u00f2 in alcuni punti degli squadroni a cavallo, in modo che potessero raggiungere velocemente qualsiasi punto delle mura in caso di necessit\u00e0. Egli stesso si pose a capo di uno di questi. Nel campo turco invece, il buon Gedik, per spronare i suoi, promise il saccheggio libero della citt\u00e0 e comand\u00f2 che venissero tenuti in vita i giovanissimi, affinch\u00e9 entrassero nel corpo dei Giannizzeri, e che invece fossero uccisi tutti gli uomini, ad eccezione di 8.000. Per questi ultimi erano previsto l\u2019impalamento, e<span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<span style=\"color: #000000;\">gli 8.000 pali erano gi\u00e0 pronti<\/span><\/span>.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 27 luglio, dopo il solito cannoneggiamento, gli Ottomani si gettarono verso le mura. Il loro impeto iniziale fu inarrestabile. Riuscirono a piantare i loro stendardi sulle Mura degli Ebrei e sulla Posta d\u2019Italia. I Cavalieri italiani si lanciarono in soccorso dei compagni, dando luogo ad uno scontro violentissimo sui camminamenti delle mura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli Atti finali dell&#8217;assedio<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl Gran Maestro, avvertito dell\u2019irruzione degli Ottomani, raggiunse la Porta d\u2019Italia con il suo squadrone di cavalieri e fece a pezzi gli ottomani che tentavano di scendere verso la citt\u00e0. Smontato da cavallo, inizi\u00f2 a salire le scale delle mura, cercando di ricacciare indietro il nemico. I nemici cadevano dalle scale, dalle mura, inciampavano gli uni sugli altri, mentre i drappelli di Cavalieri li spingevano fuori dal muro appena conquistato. Erano comunque saliti sulle mura oltre 2.500 Ottomani ed, esaurita la spinta iniziale, anche i Cavalieri si trovarono pi\u00f9 volte in difficolt\u00e0. Il Gran Maestro sub\u00ec cinque ferite, di cui una grave, ma continu\u00f2 a combattere. Lo scontro sulle mura and\u00f2 avanti in maniera incerta per oltre due ore, ma alla fine la maggioranza dei turchi, non riuscendo a sfondare, and\u00f2 nel panico, ritirandosi in modo disordinato. Ne rimasero poche centinaia, che furono gettati dai Cavalieri verso i cittadini in armi, che li fecero a pezzi.&nbsp;I Cavalieri invece si lanciarono all\u2019inseguimento dei Turchi, massacrandoli e raggiungendo il loro campo base. Il terrore si diffuse talmente tanto tra gli Ottomani, che i Cavalieri riuscirono a sottrarre lo stendardo reale, ricamato d\u2019oro e argento. Nell\u2019arco di poche ore erano morti altri 3.500 turchi e altrettanti erano rimasti feriti. Il Gran Maestro invece fu portato da un gruppo di medici e chirurghi che riuscirono a salvarlo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Gedik Pasha<\/span><\/strong>, fatta la rassegna dell\u2019esercito, comprese che dall&#8217;inizio dell\u2019assedio aveva perso 10.000 dei suoi uomini migliori, mentre i feriti ammontavano a 15.000. Decisamente troppi.&nbsp;Mestamente, fece i bagagli e abbandon\u00f2 Rodi con ci\u00f2 che rimaneva della sua flotta. Ma la furia di del fu-Michele Paleologo trov\u00f2 sfogo altrove. Rifiutandosi di tornare a Costantinopoli senza un bottino e temendo l\u2019ira di Maometto II, trascin\u00f2 molti dei suoi uomini verso Otranto, gi\u00e0 assediata da altre forze ottomane. L\u2019Assedio di Rodi port\u00f2 dunque a uno dei massacri pi\u00f9 efferati del Medioevo<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Battaglia_di_Otranto\">,<\/a>&nbsp;quello di Otranto del 1480.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia. <strong><span style=\"color: #008000;\">Maometto<\/span><\/strong> II mor\u00ec l\u2019anno successivo all\u2019Assedio di Rodi, con l\u2019isola ancora saldamente in mano agli Ospitalieri, sognando di conquistare Roma e riunificare l\u2019Impero Romano nel segno della mezzaluna. Sar\u00e0 Solimano il Magnifico, nel 1522, a prendere Rodi, dopo un assedio ancora pi\u00f9 terrificante di quello del secolo precedente.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gabriele&nbsp; Campagnano&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/zweilawyer.com\/2015\/03\/26\/assedio-di-rodi-1480\/\">articolo&nbsp;<\/a>pubblicato originariamente su&nbsp;http:\/\/zweilawyer.com<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima Bombarda dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, Rhodes, 1480-1500. Fusa su richiesta di Pierre D&#8217;Aubusson, la bombarda fu usata per la difesa delle mura e sparava palle di granito da 260 kg. &#8211; esposta al Mus\u00e9e de l&#8217;Arm\u00e9e, Parigi &#8211; autore PHGCOM<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bombard-MortarOfTheKnightsOfSaintJohnOfJerusalemRhodes1480-1500.jpg\">File:Bombard-MortarOfTheKnightsOfSaintJohnOfJerusalemRhodes1480-1500.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>Storia dei gran Maestri e cavalieri di Malta: volume II<\/em>&nbsp;(1853), Luigi De Caro<\/p>\n<p><em>The History of the Knights of Malta<\/em>&nbsp;(1728), Abate Vertot<\/p>\n<p><em>Knight Hospitaller (2) 1306-1565<\/em>&nbsp;(2001), D. Nicolle<\/p>\n<p><em>Istoria Della Sacra Religione Et Illustrissima Militia Di San Giovanni Gierosolimitano<\/em>, Giacomo Bosio (1594)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &nbsp; . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO &nbsp; L\u2019Assedio di Rodi del 1480&nbsp;rappresenta quello che possiamo considerare il primo dei grandi assedi mediterranei che hanno visto contrapposti Ospitalieri (o Cavalieri Gerosolimitani, Cavalieri di Rodi e Cavalieri di Malta) e Ottomani. 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Attualmente \u00e8 Capo Ufficio Stampa del Dipartimento Trasformazione Digitale - Presidenza del Consiglio. Ha conseguito il Master Universitario di 2\u00b0 livello - CMU2 in Scienze Giuridiche presso la LUISS. \u00c8 il fondatore e presidente di Zhistorica e Necrosword. 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