{"id":22543,"date":"2018-07-27T00:08:41","date_gmt":"2018-07-27T00:08:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22543"},"modified":"2024-07-21T08:54:23","modified_gmt":"2024-07-21T06:54:23","slug":"ce-acqua-salata-su-marte-si-apre-una-nuova-era-dallaredazione-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22543","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 acqua salata su Marte &#8230; si apre una nuova Era"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ASTRONOMIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MARTE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Marte, acqua, mari extraterrestri<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify; color: #008000;\">Vi potrete domandare perch\u00e9 un sito che si occupa di cultura del mare pubblica oggi un articolo sulla recente scoperta della presenza di un lago di acqua salata su Marte. Come abbiamo raccontato in altri articoli, grazie a nuovi strumenti tecnologici, \u00e8 possibile osservare le caratteristiche fisiche e chimiche dei corpi celesti. In alcuni sono stati scoperti possibili oceani che potrebbero ospitare forme di vita. Ma, al di l\u00e0 della curiosit\u00e0 biologica, l&#8217;importanza di depositi di acque aprirebbe nuove frontiere per la conquista dello spazio. Vediamo oggi la notizia della scoperta di laghi su Marte.<\/span><\/strong><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti interessa questo articolo? I nostri articoli sono frutto di ricerche svolte dai nostri collaboratori e autori per fornirvi un&#8217;informazione quanto pi\u00f9 completa ma accessibile a tutti. Grazie della vostra fedelt\u00e0 e di seguirci su OCEAN4FUTURE.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">Questa scoperta ha un eccezionale valore scientifico, aprendo una nuova Era, non solo per l&#8217;esplorazione e colonizzazione di altri pianeti ma per l&#8217;analisi del ruolo delle acque nella formazione della vita. Se c&#8217;\u00e8 acqua salata sul pianeta rosso, in un ambiente cos\u00ec ricco di minerali, potrebbe essere presente qualche forma di vita simile a quella nata nelle sorgenti termali negli abissi degli oceani terrestri.&nbsp;<\/span><\/p>\n<header class=\"entry-header single\">\n<div class=\"entry-summary\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marte-2.jpg\" alt=\"\" width=\"849\" height=\"505\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una scoperta tutta italiana<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn team di scienziati italiani, guidato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Roberto Orosei<\/span><\/strong> dell\u2019Istituto nazionale di astrofisica, ha scoperto la presenza di acqua al Polo sud di Marte. \u200bLa scoperta&nbsp;\u00e8 straordinaria in quanto si tratta del primo lago sotterraneo confermato sul pianeta rosso. La scoperta, ottenuta grazie alla sonda Mars Express dell\u2019ESA, \u00e8 stata pubblicato su Science e su <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/07\/25\/marte-acqua-lago\/\">Media.inaf.it&nbsp;<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scienziati italiani hanno annunciato che, dopo anni di ricerca, \u00e8 stata finalmente trovata acqua sul pianeta rosso, allo stato liquido e salata.&nbsp;Sono queste&nbsp;<a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/cgi\/doi\/10.1126\/science.aar7268\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">le prime conclusioni<\/a> a termine dell&#8217;analisi delle immagini radar ottenute grazie ad un radar italiano, il <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/marsis\/\">Marsis<\/a>&nbsp;(<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding<\/span><\/strong><\/em>), uno strumento in dotazione alla sonda europea&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/mars-express\/\">Mars Express<\/a>. Lo studio ha coinvolto scienziati dell&#8217; Inaf e di altri centri di ricerca ed universit\u00e0 italiane: l\u2019Agenzia spaziale italiana (Asi), l\u2019Universit\u00e0 degli studi Roma Tre, l\u2019Universit\u00e0 D\u2019Annunzio Chieti-Pescara, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e Sapienza Universit\u00e0 di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I risultati confermano per la prima volta&nbsp; che sotto la superficie del pianeta Marte c\u2019\u00e8 acqua allo stato liquido.<\/span> <\/strong>Probabilmente l&#8217;acqua \u00e8 salata, visto che Marsis ha individuato il bacino a 1.5 km di profondit\u00e0, dove la temperatura \u00e8 sicuramente ben al di sotto di 0 \u00b0C. I sali, sono probabilmente simili a quelli che la sonda <strong><span style=\"color: #008000;\">NASA Phoenix<\/span><\/strong> ha trovato nel ghiaccio della zona circumpolare nord, ed agiscono da \u201cantigelo\u201d aiutando a mantenere l\u2019acqua allo stato liquido nonostante la bassa temperatura.&nbsp;Acqua, sali, rocce e protezione dalla radiazione cosmica sono ingredienti che fanno ipotizzare vi possa esistere una nicchia biologica. I ricercatori sono convinti che potrebbero esserci altre zone simili sul pianeta da investigare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22553 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/vinking-modulo.jpg\" alt=\"\" width=\"921\" height=\"623\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/vinking-modulo.jpg 921w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/vinking-modulo-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/vinking-modulo-768x520.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 921px) 100vw, 921px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lander della sonda Viking &#8211; NASA&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie ai dati raccolti dalle sonde Viking 1 e 2 della NASA, dal 1976 si ipotizz\u00f2 che la superficie di Marte fosse un tempo coperta da mari, laghi e fiumi e le successive missioni&nbsp; confermarono tale presenza. Ma dove era finita l&#8217;acqua?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22549\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01-340x227.jpg\" alt=\"\" width=\"839\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01-340x227.jpg 340w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01-340x227-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 839px) 100vw, 839px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Roberto Orosei (Inaf), primo autore dello studio<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Il grande dilemma era quindi quello di stabilire dove fosse finita tutta quell\u2019acqua<\/span><\/strong>\u00bb dice il dottor Orosei all&#8217;Inaf. \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Buona parte di questa \u00e8 stata portata via dal vento solare, che spazz\u00f2 quella che mano a mano si vaporizzava dalla superficie degli specchi d\u2019acqua. <\/span><span style=\"color: #008000;\">Un\u2019altra significativa porzione si \u00e8 depositata sotto forma di ghiaccio nelle calotte, soprattutto quella nord, e negli strati prossimi alla superficie, o \u00e8 legata al terreno nel permafrost. Ma una parte doveva essere rimasta intrappolata nelle profondit\u00e0 e potrebbe ancora trovarsi allo stato liquido<\/span><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo era ci\u00f2 che si ipotizzava a met\u00e0 degli anni \u201990, quando la missione <strong><span style=\"color: #008000;\">Mars Express<\/span> <\/strong>fu annunciata dall&#8217;Agenzia spaziale europea (ESA). L\u2019Agenzia Spaziale Italiana propose di adottare un radar a bassa frequenza per investigare il sottosuolo marziano a grande profondit\u00e0. Il radar fu ideato e proposto da<span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<strong>Giovanni Picardi<\/strong><\/span>&nbsp;della Sapienza, Universit\u00e0 di Roma, e la sua realizzazione fu gestita dall\u2019ASI e affidata alla Thales Alenia Space \u2013 Italia. Infine, il lancio della sonda avvenne&nbsp;il 2 giugno 2003.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22545\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/MARSIS_prospecting_for_water.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"850\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/MARSIS_prospecting_for_water.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/MARSIS_prospecting_for_water-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/MARSIS_prospecting_for_water-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/MARSIS_prospecting_for_water-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/MARSIS_prospecting_for_water-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/MARSIS_prospecting_for_water-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding) \u00e8 uno dei sette strumenti a bordo del veicolo spaziale della missione europea Mars Express<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Marsis<\/span> <\/strong>\u00e8 un&nbsp;<a href=\"http:\/\/sci.esa.int\/mars-express\/34826-design\/?fbodylongid=1601\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>radar sounder<\/em><\/a>, ovvero un radar che opera a frequenze tra 1.5 e 5 MHz in grado di penetrare nel terreno marziano fino a 4 o 5 km di profondit\u00e0, a seconda delle caratteristiche geofisiche degli strati profondi, ma anche di misurare con accuratezza lo stato e le variazioni della ionosfera marziana. \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Era uno strumento di concezione innovativa, completamente diverso dall&#8217;unico lontano precursore volato un quarto di secolo prima sull&#8217;ultima missione Apollo, estremamente promettente di cui si doveva non solo sviluppare l\u2019elettronica, ma anche il modo di elaborarne i dati.&nbsp; Un contributo importante venne dai colleghi del Jpl della Nasa e dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Iowa<\/span><\/strong>\u00bb, ricorda&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Enrico Flamini<\/strong><\/span>,&nbsp;<em>chief scientist<\/em>&nbsp;di <strong><span style=\"color: #008000;\">ASI<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi ultimi erano principalmente interessati alla misura della ionosfera marziana, mentre il JPL cur\u00f2 lo sviluppo presso l\u2019industria americana dell\u2019antenna, due leggerissimi tubi di kevlar lunghi 20 metri ognuno che, per poter essere montati a bordo ed essere lanciati con il satellite, dovevano essere ripiegati in una scatola di poco pi\u00f9 di un metro di lunghezza. Il radar fu realizzato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Thales Alenia Space ( JV Thales 67% e Leonardo 33%) in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza, CO.RI.STA, JPL, The University of IOWA, INAF e le Universit\u00e0 di Chieti-Pescara e di Perugia per conto dell<\/span><\/strong>\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Agenzia Spaziale Italiana<\/span><\/strong> in collaborazione con la <strong><span style=\"color: #008000;\">NASA<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22554 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marsis-sound-evidences.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"750\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marsis-sound-evidences.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marsis-sound-evidences-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marsis-sound-evidences-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine Marsis radar sounder <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra tutti gli strumenti scientifici <strong><span style=\"color: #008000;\">MARSIS<\/span> <\/strong>\u00e8 stato certamente quello pi\u00f9 innovativo della missione. <strong><span style=\"color: #008000;\">Marsis<\/span><\/strong>, con i suoi 40 metri di antenna, \u00e8 un tipo unico di&nbsp; radar sounder ad apertura sintetica che ha svolto un ruolo chiave nell&#8217;esplorazione della sotto-superficie di Marte fino ad una profondit\u00e0 di circa cinque chilometri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22555\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/diapositiva1_57a9731ab1329.png\" alt=\"\" width=\"950\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/diapositiva1_57a9731ab1329.png 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/diapositiva1_57a9731ab1329-300x169.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/diapositiva1_57a9731ab1329-768x432.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/diapositiva1_57a9731ab1329-1024x576.png 1024w\" sizes=\"(max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/>In pratica il <strong><span style=\"color: #008000;\">Marsis<\/span><\/strong> permette di produrre una mappa della distribuzione dell\u2019acqua allo stato solido e\/o liquido negli strati superiori della crosta del Pianeta Rosso, penetrando sotto la superficie. <span style=\"font-size: inherit;\">Grazie a questa capacit\u00e0 di penetrazione si \u00e8 dimostrato l\u2019unico strumento in grado di trovare acqua allo stato liquido in profondit\u00e0. Per pi\u00f9 di 12 anni il radar ha sondato le calotte polari del Pianeta rosso in cerca di indizi di acqua. Qualche eco radar insolitamente forte era gi\u00e0 stata osservata dai ricercatori del team di Marsis nel corso degli anni, ma senza ottenere mai una evidenza sperimentale certa della presenza di acqua allo stato liquido. Gli scienziati che hanno firmato l\u2019articolo pubblicato su&nbsp;<\/span><a style=\"font-size: inherit;\" href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/content\/early\/2018\/07\/24\/science.aar7268\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Science<\/span><\/strong><\/a><span style=\"font-size: inherit;\">, ha studiato la regione del <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><em><span style=\"color: #008000;\">Planum Australe<\/span><\/em><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> con <\/span><span style=\"color: #008000;\"><b>Marsis,<\/b> <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">elaborando ed&nbsp; analizzando i dati acquisiti su questa regione tra il maggio 2012 ed il dicembre 2015. I profili radar, ottenuti da orbite diverse, acquisite in diversi periodi dell\u2019anno marziano quando nelle regioni polari sud si depositano sottili strati di ghiaccio di CO<sub>2<\/sub>, hanno mostrato caratteristiche peculiari e hanno permesso di identificare una area di circa 20 km quadrati (centrata a 193\u00b0E e 81\u00b0S) nella quale la sotto-superficie \u00e8 molto riflettente, al contrario&nbsp;<\/span>delle aree circostanti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22548\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marte.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"850\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marte.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marte-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marte-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marte-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marte-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marte-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">marted\u00ec 31 luglio 2018, il Pianeta Rosso sar\u00e0 nel punto pi\u00f9 vicino alla Terra da 15 anni. Intanto la NASA ci mostra un affascinante Marte &#8216;vintage&#8217; come apparve all&#8217;obiettivo delle sonde Viking negli anni Settanta &#8211; image credit NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;analisi complessa<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa parte pi\u00f9 complessa del lavoro \u00e8 stata l\u2019analisi quantitativa dei segnali radar per arrivare a determinare la costante dielettrica dello strato riflettente e identificarne, quindi, la natura. Questa parte del lavoro \u00e8 durata quasi 4 anni, ma il gruppo \u00e8 riuscito a determinare che la <strong><span style=\"color: #008000;\">permittivit\u00e0 dielettrica<\/span><\/strong> dell\u2019area altamente riflettente \u00e8 maggiore di 15, perfettamente in accordo con la presenza di materiali che contengono notevoli quantit\u00e0 di acqua liquida. \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Questi risultati indicano che ci troviamo probabilmente in presenza di un lago subglaciale<\/span><\/strong>\u00bb, conclude&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Elena Pettinelli<\/strong><\/span>&nbsp;dell\u2019Universit\u00e0 Roma Tre, \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">simile ai laghi presenti al di sotto dei ghiacci antartici, relativamente esteso e con una profondit\u00e0 certamente superiore alla possibilit\u00e0 di penetrazione delle frequenze usate da Marsis. In alternativa potrebbe trattarsi di un acquifero profondo nel quale l\u2019acqua liquida riempie i pori e le fratture della roccia. Non siamo attualmente in grado di stimare con precisione la profondit\u00e0 del lago, ovvero dove si trova il fondo del lago o la base dell\u2019acquifero, ma possiamo senza dubbio affermare che sia come minimo dell\u2019ordine di qualche metro<\/span><\/strong>\u00bb. <strong><span style=\"color: #008000;\">Torneremo presto su Marte e i suoi segreti<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Per saperne di pi\u00f9:<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Science<\/span><\/strong>&nbsp;l\u2019articolo \u201c<a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/cgi\/doi\/10.1126\/science.aar7268\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Radar evidence of subglacial liquid water on Mars<\/a>\u201c, di R. Orosei&nbsp;<em>et al.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Torneremo presto su Marte e i suoi segreti<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Le immagini se non diversamente attribuite, sono della NASA<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Pensa se puoi fare una piccola donazione per sostenere il nostro progetto. Sostieni OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. 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