{"id":22297,"date":"2018-07-23T02:08:18","date_gmt":"2018-07-23T02:08:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22297"},"modified":"2023-05-18T12:43:06","modified_gmt":"2023-05-18T10:43:06","slug":"cefalopodi-sulla-terra-da-oltre-500-milioni-di-anni-ma-non-li-dimostrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22297","title":{"rendered":"Cefalopodi &#8230; sulla Terra da oltre 500 milioni di anni ma non lo dimostrano"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: 500 MILIONI DI ANNI AD OGGI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: cefalopodi, Nautilus, seppie, polpi, calamaro gigante<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per gli amanti dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Cefalopodi<\/span><\/strong>, oggi pubblichiamo un articolo basato sia sulla <a href=\"http:\/\/www.luciopesce.net\/zoologia\/molluschi\/cefal.htm\">scheda tematica di Lucio Pesce<\/a> sia su quella redatta da&nbsp;<a id=\"authors\" href=\"http:\/\/tolweb.org\/tree?group=Cephalopoda#AboutThisPage\">Richard E. Young, Michael Vecchione, and Katharina M. Mangold (1922-2003)<\/a>&nbsp;a cui vi rimandiamo per maggiori informazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOLOGIA-FOSSILE-cefalopode-Trachyteuthis_hastiformis_1-1024x591.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOLOGIA-FOSSILE-cefalopode-Trachyteuthis_hastiformis_1-1024x591.jpg\" width=\"1024\" height=\"591\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fossile di Trachyteuthis hastiformis, forma giurassica, affine agli attuali calamari, il cui ottimo stato di fossilizzazione permette di osservare i tentacoli &#8211; Autore Ghedoghedo &#8211; Fonte Jura Museum Eichstaett&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Trachyteuthis_hastiformis_1.JPG\">Trachyteuthis hastiformis 1.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a> <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">Cefalopodi<\/span> <\/strong>sono un gruppo antico e di grande successo evolutivo tra i Molluschi. Comparsi milioni di anni fa nei proto oceani, furono tra i grandi predatori dominanti nelle varie ere del Pianeta. I <strong><span style=\"color: #008000;\">Cefalopodi<\/span> <\/strong>sono, da un punto di vista anatomico e comportamentale, forse il gruppo pi\u00f9 sofisticato dei Molluschi e, molto probabilmente, di tutti gli Invertebrati. Questa classe biologica comprende le specie marine di maggiori dimensioni, tra le quali il <a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/20060\">calamaro gigante<\/a> che pu\u00f2 superare i 24 metri di lunghezza. Tra di essi troviamo i simpatici <strong><span style=\"color: #008000;\">polpi<\/span> <\/strong>(octopus,&nbsp;dal greco numero otto, &#8220;octo&#8221; (\u03bf\u03c7\u03c4\u03ce) e &#8220;pous, podos&#8221; (\u03c0\u03bf\u03cd\u03c2, \u03c0\u03bf\u03b4\u03cc\u03c2) che significa otto piedi) appartenenti all&#8217;ordine degli Octopodi. <strong><span style=\"color: #008000;\">A<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">nimali estremamente intelligenti il cui comportamento fa comprendere quanto ancora poco conosciamo del mondo animale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oggi esistono due sottoclassi&nbsp; di Cefalopodi:<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/nautilus-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nautilus-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">conchiglia di Nautilus &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">i <strong><span style=\"color: #008000;\">Nautiloidea<\/span><\/strong>, in massima parte estinti, con conchiglie esterne, cirtoconiche, ortoconiche, giroconiche, spesso a spira elicata di tipo torticonico o planospirale (evoluto, convoluto o involuto) endo o esogastriche. Attualmente \u00e8 costituita da un solo ordine, quello dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Nautilida<\/span><\/strong> di cui conosciamo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Nautilus<\/span><\/strong> (foto a lato), ed i <strong><span style=\"color: #008000;\">Coleoidea<\/span><\/strong>, che contengono due superordini: quello dei <span style=\"color: #008000;\">Belemnoidea<\/span> e i <span style=\"color: #008000;\">Neocoleoidea<\/span>. Al primo superordine appartengono esclusivamente forme fossili, molto comuni nelle acque neritiche del Cretacico, estintosi alla fine di quel periodo. Il secondo superordine (<strong><span style=\"color: #008000;\">Coleoidea<\/span><\/strong>) \u00e8 invece costituito da quattro ordini: <strong><span style=\"color: #008000;\">Sepiida, Teuthida, Vampyromorpha e Octopoda. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vediamoli brevemente<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ordine Sepiida<\/span><\/strong> (quello delle seppie) \u00e8 caratterizzato da conchiglie piccole, ridotte o assenti. Talvolta, la conchiglia \u00e8 planospirale evoluta (<i>Spirula<\/i>), presenta camere separate da setti concavi, rostro e proostraco assenti, sifuncolo marginale ventrale.&nbsp; Nel caso della seppia (<i>Sepia<\/i>), la conchiglia si presenta appiattita, ridotta solo alla met\u00e0 dorsale, con setti ravvicinati, cavit\u00e0 intersettali riempite di depositi calcarei porosi e conserva un piccolo rostro. Il sifuncolo \u00e8 assente.&nbsp; Il corpo \u00e8 generalmente ovalare compresso e possiede 10 braccia, 8 brevi, 2 pi\u00f9 lunghe e retraibili (tentecolari), provviste di ventose senza spine. E&#8217; presente <strong><span style=\"color: #008000;\">un solo gonodotto.<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ANIMALI-MARINI-MOLLUSCHI-SEPPIA-Sepia_officinalis_-_Carantec-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ANIMALI-MARINI-MOLLUSCHI-SEPPIA-Sepia_officinalis_-_Carantec-2.jpg\" width=\"800\" height=\"800\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sepia officinalis, Photo Credit: Matthieu Sontag, Licence CC-BY-SA.<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sepia_officinalis_-_Carantec-2.jpg\">Sepia officinalis &#8211; Carantec-2.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ordine dei&nbsp;<\/span><span style=\"color: #008000;\">Teuthida<\/span><\/strong> (calamari e totani) \u00e8 caratterizzato dalla progressiva riduzione della conchiglia che si riduce ad una sottile lamina di conchiolina non mineralizzata, priva di setti, detta gladio o penna.&nbsp;Il corpo \u00e8 generalmente tubolare e reca 10 braccia, 8 brevi, 2 pi\u00f9 lunghe e retraibili (tentacoli), provviste di uncini o di ventose con margine spinescente.Talvolta le femmine presentano due ovidutti. Tra di essi il calamaro gigante.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ordine Vampyromorpha<\/span><\/strong> \u00e8 caratterizzato da conchiglia ridotta ad una sottile lamina non mineralizzata. Il corpo \u00e8 piccolo, raccorciato e, per forma, si colloca a met\u00e0 strada tra un polpo e un calamaro. Possiedono dieci&nbsp;braccia, otto di queste sono&nbsp; lunghe e collegate fino quasi all&#8217;apice, da larghe membrane.&nbsp;Le restanti due (tentacoli) sono ridotte a livello di esili filamenti. Il sacco del nero \u00e8 regredito.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ordine Octopoda<\/span><\/strong> (polpi e argonauti) \u00e8 caratterizzato da conchiglie ridotte a piccoli bastoncelli o completamente assenti. Il corpo \u00e8 globulare e sono presenti otto braccia, munite ciascuna di una o due file di ventose e, talvolta, di due file di cirri (Cirrati).&nbsp; Le braccia possono essere collegate da membrane molto estese o ridotte. Le femmine presentano talvolta due ovidutti funzionanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cefalopodi sono i pi\u00f9 attivi tra i molluschi e possono battere in velocit\u00e0 alcuni pesci grazie alle loro incredibili capacit\u00e0 di movimento.&nbsp; Sono tutti animali&nbsp; marini, in parte costieri (Octopus, Sepia), in parte pelagici (Argonauta, Loligo), talvolta abissali (Spirula, Architeuthis).&nbsp;Nel caso dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Nautiloidei<\/span><\/strong> essi vivono a profondit\u00e0 comprese tra i 50 e i 650 metri mantenendosi vicini al fondo marino per meglio&nbsp; cacciare crostacei o pesci morti.&nbsp; Raramente si portano in superficie e sono oggetto di pesca per la vendita della loro conchiglia.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In genere, i <strong><span style=\"color: #008000;\">Coleoidi<\/span><\/strong> preferiscono i mari con salinit\u00e0 elevate e temperature non troppo basse. Mancano, infatti in mari come il Mar Nero ed il Mar Baltico, mentre abbondano nel Mediterraneo, rappresentando una specie storicamente ed economicamente molto importante, e nelle regioni costiere degli Oceani. Le singole specie sono infatti stagionalmente molto abbondanti e forniscono importanti obiettivi per la pesca marina. la loro storia \u00e8 molto antica e si ritiene che apparvero per la prima volta circa 500 milioni di anni fa nell&#8217;Alto Cambriano.&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Caratteristiche generali dei Cefalopodi<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Il corpo dei Cefalopodi \u00e8 simmetrico e si presenta distinguibile in due parti distinte: il capo e il tronco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;ultimo, detto <strong><span style=\"color: #008000;\">sacco palleale<\/span><\/strong>, \u00e8 talvolta interamente contenuto nell&#8217;ultima camera della conchiglia (<strong>Nautilus<\/strong>); talvolta \u00e8 libero, con o senza un residuo pi\u00f9 o meno evidente della conchiglia, avvolto da una duplicatura della regione dorsale del mantello (Sepia, Loligo). Il piede ha perduto l&#8217;aspetto primitivo di suola strisciante e si \u00e8 trasformato in una sorta di ugello, detto imbuto, sifone o <strong>iponoma<\/strong>, tramite il quale viene espulsa l&#8217;acqua dalla cavit\u00e0 palleale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Generalmente parlando i cefalopodi presentano:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n&#8211; un imbuto derivato dal piede di mollusco (Salvini-Plawen, 1980) o dalla regione del collo dei molluschi (Shigeno et al., 2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">braccia circumorali<\/span><\/strong> che partono dalla testa (J.Z. Young, 1965) o dal piede di mollusco (Shigeno et al., 2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; tutti i cefalopodi esistenti hanno <strong><span style=\"color: #008000;\">un becco chitinoso<\/span><\/strong> composto da due parti, situato nella massa buccale e circondato dalle appendici muscolari della testa.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; una conchiglia&nbsp;con un <strong><span style=\"color: #008000;\">phragmocone<\/span><\/strong> ovvero&nbsp;la parte camerata del guscio di un cefalopode. \u00c8 diviso per setti in camere che, nella maggior parte dei nautiloidi e degli ammonoidi, era ed&nbsp; \u00e8 una struttura lunga, diritta, curva o arrotolata, in cui le camere interne sono collegate da un sifone che determina la galleggiabilit\u00e0 dell&#8217;animale per mezzo dello scambio di gas al loro interno.&nbsp;Nonostante questo beneficio, un guscio cos\u00ec grande si aggiunge alla massa dell&#8217;animale, e quindi \u00e8 svantaggioso nel catturare prede in rapido movimento.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni nautiloidi, come gli <strong><span style=\"color: #008000;\">ascocerida<\/span><\/strong> (Pseudorthoceratidae), lasciarono cadere il phragmocone alla maturit\u00e0, presumibilmente per aumentare la velocit\u00e0 e manovrabilit\u00e0. Divennero cos\u00ec il primo equivalente paleozoico dei coleoidi. I primi coleoidi e belemnoidi adottarono un approccio diverso: il phragmocone fu mantenuto ma divenne interno e ridotto. In generale il guscio dei cefalopodi tende ad essere rudimentale o assente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">occhi evoluti<\/span> <\/strong>in grado di formare immagini che&nbsp;presentano una struttura complessa, simile a quella dei vertebrati; \u00e8&nbsp;infatti presente una pupilla, un iride, una lente (simile al cristallino) che ha la funzione di mettere a fuoco gli oggetti ed una retina rivolta verso la luce, contrariamente a quanto accade nell&#8217;occhio dei vertebrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tassonomia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGran parte della&nbsp; classificazione dei cefalopodi recenti \u00e8 ancora in discussione. Vari autori hanno suggerito legami molto diversi.&nbsp;<a id=\"authors\" href=\"http:\/\/tolweb.org\/tree?group=Cephalopoda#AboutThisPage\">Richard E. Young, Michael Vecchione, and Katharina M. Mangold (1922-2003)<\/a>&nbsp;suggeriscono questa classificazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22302\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cefalopodi.jpg\" alt=\"\" width=\"671\" height=\"1056\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cefalopodi.jpg 558w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cefalopodi-191x300.jpg 191w\" sizes=\"auto, (max-width: 671px) 100vw, 671px\" \/><\/p>\n<div id=\"refs\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta di nuove specie arricchisce la loro distribuzione tassonomica. Per gli studiosi della tematica fu redatta da&nbsp;<a id=\"authors\" href=\"http:\/\/tolweb.org\/tree?group=Cephalopoda#AboutThisPage\">Richard E. Young, Michael Vecchione, and Katharina M. Mangold (1922-2003)&nbsp;<\/a>una nutrita bibliografia ed una lista di siti internet per approfondire i vari aspetti. A voi la scelta.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Riferimenti<\/span><br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Salvini-Plawen Lv. 1980. A reconsideration of systematics in the Mollusca (Phylogeny and higher classification). Malacologia 19:249\u2013278.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Shigeno, S., T. Sasaki, T. Moritaki, T. Kasugai, M. Vecchione, &amp; K. Agata. 2008. Evolution of the cephalopod head complex by assembly of multiple molluscan body parts: evidence from Nautilus embryonic development. Journal of Morphology 269:1-17.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Strugnell, J. M., M. D. Norman, M. Vecchione, M. Guzik and A. L. Allcock. 2013. The ink sac clouds octopod evolutionary history. Hydrobiologia (online, 28 May), 21 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Teichert, C. 1988. Main features of cephalopod evolution. p. 11-79. In: (Clarke, M. R. and E. R. Truman, eds.) The Mollusca, 12, Paleontology and Neontology of Cephalopods. Academic Press, Inc., New York. 355 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Teichert, C. 1989. Les principales caract\u00e9ristiques de l&#8217;\u00e9volution des c\u00e9phalopodes. In: Mangold, K., Trait\u00e9 de Zoologie V:715-781.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Young, J. Z. 1965. The central nervous system of <em>Nautilus<\/em>. Phil. Trans. Royal Soc., Ser. B. 249 (754): 1-25.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\">Maggiori fonti di informazioni sui cefalopodi<br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Mangold, K. (editor)1989. C\u00e9phalopodes. Trait\u00e9 de Zoologie. Anatomie, Syst\u00e9matique, Biologie (P. P. Grass\u00e9, editor). Tome 5, Fascicule 4. Masson, Paris, 804 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Naef, A. 1921\/23. Cephalopoda. Fauna e Flora del Golfo di Napoli. Monograph, no. 35. English translation: A. Mercado (1972). Israel Program for Scientific Translations Ltd., IPST Cat. No. 5110\/1,2.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Nesis, K. N. 1982. Abridged key to the cephalopod mollusks of the world&#8217;s ocean. 385+ii pp. Light and Food Industry Publishing House, Moscow. (In Russian.). Translated into English by B. S. Levitov, ed. by L. A. Burgess (1987), Cephalopods of the world. T. F. H. Publications, Neptune City, NJ, 351pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Young, J. Z. 1971. The Anatomy of the Nervous System of <i>Octopus vulgaris.<\/i>&nbsp;Claredon Press, Oxford. 690pp.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Inoltre le seguenti compilazioni sui cefalopodi:<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Abbott, J., R. Williamson, and L. Maddock (editors). 1995. Cephalopod Neurobiology. Oxford University Press, New York. 542 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Beesley, P.L., Ross, G.J.B. &amp; Wells, A. (eds). 1998. Mollusca: The Southern Synthesis. Fauna of Australia. Vol. 5. CSIRO Publishing: Melbourne, Part A 563 pp., Part B 565-1234 pp. Cephalopods presented in Chapters 11, 12, 13, pages 451\u2013563.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Boletzky, S. v. (editor). 1995. Mediterranean Sepiolidae. Bulletin de l&#8217;Institut oc\u00e9anographique, Monaco. Special Number 16:105 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Boletzky, S.v., P. Fioroni and A. Guerra (Eds.). 1997. Proceedings of the Second international Symposium on Functional Morphology of Cephalopods. Vie Milieu, 47: 87-187.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Boucaud-Camou, E. (editor). 1991. La Sieche. The Cuttlefish. Centre de Publications de l&#8217;Universite de Caen, France, 358 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Boyle, P. R. (editor). 1983. Cephalopod Life Cycles, Volume I, Species Accounts. Academic Press, London, 475 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Boyle, P. R. (editor). 1987. Cephalopod Life Cycles, Volume II, Comparative Reviews. Academic Press, London, 441 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Boyle, P. R. and G. J. Pierce (editors). 1994. Fishery Biology of Northeast Atlantic Squid. Fisheries Res. 21(1-2):314 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Boyle, P. R. (Ed.) 1991. The UFAW handbook on the care and management of cephalopods in the laboratory. Universities Federaton for Animal Welfare, Potters Bar, U.K., 63 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Budelmann, B.U., Schipp, R. and Boletzky, S. von. 1997. Cephalopoda In: Microscopic Anatomy of Invertebrates, Volume 6A, Mollusca II (Harrison, F.W., Kohn, A., Eds.) New York: Wiley-Liss, pp 119-414.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Clarke, M. R. (editor). 1986. A Handbook for the Identification of Cephalopod Beaks. Clarendon Press, Oxford, U.K. 273 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Clarke, M. R., and E. R. Trueman (editors). 1988. The Mollusca. Volume 12. Paleontology and Neontology of Cephalopods. Academic Press, San Diego, 355 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Chotiyaputta, C., E. M. C. Hatfield and C. C. Lu (editors). 2005. Cephalopod biology, recruitment and culture. International Cephalopod Symposium and Workshop, 17-21 Feb. 2003. Research Bulletin, Phyuket Marine Biological Center, No. 66, Published by the Center Phuket, Thailand, July 2005, 365 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Guerra, A. 1992. Mollusca &#8211; Cephalopoda. Fauna Iberica, Vol.1 (M.A. Ramos et al., Eds.) Museo Nacional de Ciencias Naturales, CSIC, Madrid<br \/>\n&#8211;&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">Gilbert, D. L., W. J. Adelman, and J. M. Arnold (editors). 1990. Squid as Experimental Animals. Plenum Press, NY, 516 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Hanlon, R. T. (editor). 1988. Life History, Systematics and Zoogeography of Cephalopods in Honor of S. Stillman Berry. Malacologia, 29(1).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Hanlon, R. T. And J. B. Messenger. 1996. Cephalopod Behaviour. Cambridge Univ. Press, 232 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Hochberg, F.G. 1990. Diseases of Mollusca: Cephalopoda.1.2 Diseases Caused by Protistans and Metazoans. In O. Kinne (Ed.): Diseases of Marine Animals. Vol. 3.Hamburg: Biologische Anstalt Helgoland, pp. 47-227.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Jereb, P., S. Ragonese, And S. Von Boletzky (editors). 1991. Squid Age Determination Using Statoliths. Note Tecniche e Reprints dell&#8217;Istituto di Tecnologia della Pesca e del Pescato (Mazara del Vallo, Italy), Special Publication 1:127 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Jereb, P. and Roper, C.F.E. (editors). 2005. Cephalopods of the world. An annotated and illustrated catalogue of species known to date. Volume 1. Chambered nautiluses and sepioids (Nautilidae, Sepiidae, Sepiolidae, Sepiadariidae, Idiosepiidae and Spirulidae). FAO Species Catalogue for Fishery Purposes. No. 4, Vol. 1. Rome, FAO. 260 pp. 9 colour plates.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Kinne, O. (Ed.). 1990. Diseases of Marine Animals. Vol. III. (Cephalopoda through Urocordata). Biologische Anstalt Helgoland, Hamburg. pp. 21-227.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Koueta, N., J.P. Andrade, S. v. Boletzky. 2006. The cuttle <em>Sepia officinalis<\/em>. Vie et Milieu &#8211; Life &amp; Enironment, 56 (2).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Landman, N. H., K. Tanabe and R. A. Davis (editors). 1996. Ammoniod Paleobiology. Plenum Press, NY, 857 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Moynihan, M. And A. F. Rodaniche. 1982. The Behavior and Natural History of the Caribbean reef Squid <i>Sepioteuthis sepioidea<\/i>. Advances in Ethology 25, Supplement 25 to J. Comp. Ethology. Verlag Paul Parey, Berlin. 151 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Nixon, M. And J. B. Messenger (editors). 1977. The Biology of Cephalopods. Symp. Zool. Soc. Lond. 38:615 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Nixon, M. &amp; Young, J.Z. (2003). The brain and lives of Cephalopods. Oxford University Press, UK, 448 pp.-<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">Norman, M.D. 2000. Cephalopods: A world guide. Conch Books, Hackenheim, 320 pp.\u00a7- <\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">Northwest Atlantic Fisheries Organization. 1985. Special Session on Squids. NAFO Scientific Council Studies 9:175 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Okutani, T., R. K. O&#8217;Dor, And T. Kubodera (editors). 1993. Recent Advances in Cephalopod Fisheries Biology. Tokai University Press, Tokyo, 752 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Okutani, T. 1995. Cuttlefish and Squids of the World in Color. National Cooperative Association of Squid Processors (Japan). 185 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Payne, A.G., D, J. Agnew, G.J. Pierce. 2006. Proceedings of the CEPHSTOCK Cephalopod Assessment Workshop. Fisheries Research, 78 (1):1-106.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Pierce, G.J., J.M. Portela, J.-P. Robin (editors). 2005.Environmental effects on cephalopod life history and fisheries. Aquatic Living Resources, 18 (4): 325-400.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; P\u00f6rtner, H. O. and R. K. O&#8217;dor (editors). 1994. Lifestyle and Performance in Cephalopods&#8211;Physiological Adaptations. Mar. Freshw. Behav. Physiol. 25(1-3):207 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Rodhouse, P.G., Dawe, E.G. &amp; O\u2019Dor, R.K. (eds.). 1998. Squid recruitment dynamics. The genus Illex as a model, the <\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">commercial Illex species and influences on variability. FAO Fisheries Technical Paper, 376: 273 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Rodhouse, P. G., U. Piatkowski, And C. C. Lu (editors). 1994. Southern Ocean Cephalopods: Life Cycles and Populations. Antarctic Sci. 6(2):135-290.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Rodhouse, P.G., Yamashiro, C. &amp; Goss, C. (eds.). 2001. Squid fishery biology in the Eastern Pacific coastal upwelling system. Fisheries Research, Special Issue, 54 (1): 143 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Roper, C. F. E., C. C. Lu, And F. G. Hochberg (editors). 1983. Biology and Resource Potential of Cephalopods. Mem. Natl. Mus. Victoria 44:311 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Roper, C. F. E., and M. Vecchione (editors). 1991. The Gilbert L. Voss Memorial Issue. Bull. Mar. Sci. 49(1-2):670 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Saunders, W. B., And N. H. Landman (editors). 1987 . <em>Nautilus<\/em>. The Biology and Paleobiology of a Living Fossil. Plenum Press, NY. 632 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Sweeney, M. J., Roper, C. F. E., Mangold, K. M., Clarke, M. R. &amp; Boletzky, S. v. (editors). 1992. &#8220;Larval&#8221; and Juvenile Cephalopods: A manual for their identification. Smithson. Contr. Zool. 513:282 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Tomiyama, T. and T. Hibiya. Fisheries in Japan, Squid and Cuttlefish. Japan Marine Products Photo Material Association, Tokyo. 161 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Voss, N. A., M. Vecchione, R. B. Toll and M. J. Sweeney (editors). 1998. Systematics and biogeography of cephalopods. Smithson. Contr. Zool. Vols. I and II, No. 513: 1-599.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Ward, P. D. 1987. Natural History of Nautilus. Allen and Unwin, London. 268 pp.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Wells, M. J. 1978. Octopus. Physiology and Behavior of an Advanced Invertebrate. London. Chapman and Hall.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">&#8211; Wiedmann, J., And J. Kullmann (editors). 1988. Cephalopods Past and Present. E. Schweizerbart&#8217;sche Verlagsbuchhandlung, Stuttgart, Germany, 765 pp.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti su internet:&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.mnh.si.edu\/cephs\/cephkey.html\">Interactive KEY to families of the Decapodiformes<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.mnh.si.edu\/cephs\/\">Cephalopods at the National Museum of Natural History<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/siris-bibliographies.si.edu\/ipac20\/ipac.jsp?profile=biball\">Smithsonian cephalopod bibliography<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.abdn.ac.uk\/CIAC\/\">CIAC WWW home page<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.cephbase.utmb.edu\/dirdb\/dirdb.cfm\">International Directory of Cephalopod Workers<\/a>.<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.abdn.ac.uk\/eurosquid\/\">Eurosquid WWW home page<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.eol.org\/taxa\/16100587\">Encyclopedia of Life, Cephalopoda<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.19thcenturyscience.org\/HMSC\/HMSC-Reports\/Zool-44\/htm\/doc.html\">Hoyle, W. E. 1886. Report on the Cephalopoda collected by H.M.S. Challenger during the Years 1873-76.<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/seawifs.gsfc.nasa.gov\/squid.html\">Smithsonian Giant Squid electronic exhibition<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.mbl.edu\/mrc\/hanlon\/index.html\">Laboratory of Roger Hanlon<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.tonmo.com\/\">TONMO.com: The Octopus News Magazine Online<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.thecephalopodpage.org\/\">James Wood&#8217;s Cephalopod WWW page<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.squidfish.net\/\">Squid fishing community<\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.globefish.org\/index.php?id=4332\">GLOBEFISH: Squid Market Report<\/a>&nbsp; &nbsp;\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NOTA<br \/>\nLe parti riferite allo studio di Young, Vecchione e Mangols,&nbsp;<\/span> <span style=\"color: #008000;\">sono state<\/span>&nbsp;<span style=\"color: #008000;\">concesse dagli autori in licenza sotto la licenza Creative Commons Attribution-Non Commercial &#8211; Versione 3.0. Per poter approfondire si suggerisce la lettura della&nbsp;<a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/tolweb.org\/tree?group=Cephalopoda\">PAGINA ORIGINALE in lingua Inglese).<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">P<\/span><span style=\"color: #008000;\">er la lettura del testo completo dell&#8217;<a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.luciopesce.net\/zoologia\/molluschi\/cefal.htm\">articolo di Lucio Pesce seguire questo LINK&nbsp;<\/a><\/span><\/strong><\/strong>&nbsp;&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA PERIODO: 500 MILIONI DI ANNI AD OGGI AREA: DIDATTICA parole chiave: cefalopodi, Nautilus, seppie, polpi, calamaro gigante Per gli amanti dei Cefalopodi, oggi pubblichiamo un articolo basato sia sulla scheda tematica di Lucio Pesce sia su quella redatta da&nbsp;Richard E. Young, Michael Vecchione, and Katharina M. 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Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. 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