{"id":22198,"date":"2018-07-17T00:20:36","date_gmt":"2018-07-17T00:20:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22198"},"modified":"2026-04-15T13:08:17","modified_gmt":"2026-04-15T11:08:17","slug":"motonave-valfiorita-un-relitto-ricco-di-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22198","title":{"rendered":"Motonave Valfiorita, un relitto ricco di storia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: relitto<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_22205\" aria-describedby=\"caption-attachment-22205\" style=\"width: 1065px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22205\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita.jpg\" alt=\"\" width=\"1065\" height=\"606\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita.jpg 881w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-768x437.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1065px) 100vw, 1065px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22205\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto di GianMichele Iaria<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Sicilia, di fronte alla localit\u00e0 Mortelle, frazione di Messina, giace il relitto della <strong><span style=\"color: #008000;\">motonave italiana Valfiorita<\/span><\/strong>, \u00a0una testimonianza storica molto importante della Seconda Guerra Mondiale. Il relitto si trova ad una profondit\u00e0 di 55-70 metri e la sua visitazione non \u00e8 cosa semplice anche a causa delle forti correnti dello stretto di Messina che ne limitano l\u2019accesso in periodi limitati del giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raccontiamo oggi la sua storia e poi, virtualmente, scenderemo a visitarlo, avvalendoci del racconto di chi ha avuto il coraggio e la tenacia di sfidare gli abissi per visitarlo: <strong><span style=\"color: #008000;\">Isabelle Mainetti<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22199\" aria-describedby=\"caption-attachment-22199\" style=\"width: 1064px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22199\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Valfiorita-Mauro-Millefiorini.jpg\" alt=\"\" width=\"1064\" height=\"1039\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Valfiorita-Mauro-Millefiorini.jpg 656w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Valfiorita-Mauro-Millefiorini-300x293.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Valfiorita-Mauro-Millefiorini-50x50.jpg 50w\" sizes=\"(max-width: 1064px) 100vw, 1064px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22199\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Valfiorita in costruzione (g.c. Mauro Millefiorini)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Breve vita di un celebre relitto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa motonave fu impostata nel 1939 nei cantieri Franco Tosi di Taranto e fu varata il 5 luglio 1942. Eravamo in piena guerra per cui l\u2019approvvigionamento di materiali ed attrezzature non era cosa facile. I metalli erano strategici e le priorit\u00e0 verso gli armamenti bellici erano maggiori. Di fatto la data del suo completamento, inizialmente prevista nel mese di luglio 1942 fu slittata, slitt\u00f2 al mese di agosto quando cominciarono le prime prove di macchina e di navigazione. Come tutte le motonavi di nuova costruzione, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Valfiorita<\/span><\/strong> venne requisita, specificatamente \u00a017 settembre 1942, dalla Regia Marina, che per\u00f2 non la iscrisse \u00a0nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato, per essere adibita al trasporto di rifornimenti per le truppe in Africa Settentrionale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22216\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1067\" height=\"578\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-1.jpg 567w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-1-300x162.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1067px) 100vw, 1067px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scopo venne armata con un cannone da 120\/45 mm e tre mitragliere contraeree Oerlikon da 20 mm, ed un imitato equipaggiamento e munizionamento. Fu dotata anche di un impianto nebbiogeno a cloridrina per ostacolare la localizzazione da parte di unit\u00e0 nemiche. Consideriamo che il radar non esisteva per cui l\u2019occultamento nei fumi\u00a0 era considerato ancora un\u2019alternativa valida per poter sfuggire al fuoco nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era il \u00a020 settembre 1942 quando la Valfiorita inizi\u00f2 ad imbarcare a Taranto rifornimenti per le forze italo-tedesche, che avrebbe dovuto trasportare a Bengasi nel suo primo viaggio. Vennero imbarcate in tutto 4171 tonnellate di carico, comprendente 77 veicoli e 206 motociclette italiane, 95 veicoli tedeschi (moto comprese), 16 cannoni e 14 autovetture. Il 3 ottobre, con i suoi 97 uomini di equipaggio (48 civili, tra cui 3 operai della Franco Tosi di Legnano, azienda produttrice dei motori, e 49 militari della Regia Marina), imbarc\u00f2 anche 110 militari italiani del Reggimento Cavalleggeri di Lodi e 100 militari tedeschi. Sulla nave erano presenti due comandanti, il capitano di lungo corso Giovanni Salata (comandante civile) ed il capitano di corvetta Giuseppe Folli, comandante militare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22207\" aria-describedby=\"caption-attachment-22207\" style=\"width: 1058px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22207\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/R178D-Regio-cacciatorpediniera-ANTONIO-PIGAFETTA-1939.jpg\" alt=\"\" width=\"1058\" height=\"646\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/R178D-Regio-cacciatorpediniera-ANTONIO-PIGAFETTA-1939.jpg 888w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/R178D-Regio-cacciatorpediniera-ANTONIO-PIGAFETTA-1939-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/R178D-Regio-cacciatorpediniera-ANTONIO-PIGAFETTA-1939-768x469.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1058px) 100vw, 1058px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22207\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Regio cacciatorpediniere Antonio Pigafetta <\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Valfiorita part\u00ec da Taranto alle 15.10 scortata dai <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere Antonio Pigafetta<\/span><\/strong> (caposcorta), <strong><span style=\"color: #008000;\">Camicia Ner<\/span><span style=\"color: #008000;\">a<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Saetta<\/span><\/strong>. Fino alla sera la navigazione procedette senza problemi, ma intorno a mezzanotte venne dato l\u2019allarme aereo, e diversi bengala iniziarono ad accendersi attorno al convoglio. Gli attaccanti erano quattro <strong><span style=\"color: #008000;\">Vickers Wellington<\/span> <\/strong>del 69th Squadron della Royal Air Force, due dei quali carichi di bombe mentre gli altri due portavano dei siluri. Il convoglio era stato segnalato da un Supermarine Spitfire, aereo \u00a0da ricognizione a lunga autonomia, sulla base delle intercettazioni\u00a0 delle informazioni fornite da \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">ULTRA<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco fu fulmineo, e nonostante l\u2019uso di un pallone frenato e di una fitta cortina fumogena, raggiunse il suo scopo. I bombardieri <strong><span style=\"color: #008000;\">Wellington<\/span> <\/strong>attaccarono a motore spento da 1370 metri di quota, ed una bomba da 1000 libbre cadde a meno di 140 metri a poppavia della Valfiorita. Uno degli aerosiluranti, volando a bassissima quota,\u00a0 sganci\u00f2 il suo siluro da 640 metri. Il siluro \u00a0colp\u00ec la Valfiorita nella stiva numero 5, a poppa, facendo levare una fiammata rossastra ed aprendo una grossa falla attraverso cui l\u2019acqua allag\u00f2 le stive 5 e 6. La reazione della contraerea riusc\u00ec a danneggiarlo costringerlo in seguito ad un atterraggio d\u2019emergenza a Luqa. Sul Valfiorita si scaten\u00f2 il panico. A seguito del siluramento anche l\u2019apparato fumogeno della nave rimase danneggiato ed il cloro venne disperso su ponte ferendo molti marinai. Nonostante gli effetti provocati dalla falla, causassero un rapido allagamento, esteso anche alla galleria dell\u2019asse dell\u2019elica, la motonave\u00a0 Valfiorita, prosegu\u00ec il suo moto raggiungendo il mattino del 4 ottobre Corf\u00f9. Al fine di effettuare le dovute riparazioni fu quindi fatta incagliare ad una ventina di metri dalla costa. Nel frattempo i \u00a0militari del Reggimento Cavalleggeri di Lodi vennero sbarcati e si accamparono presso il vicino villaggio di Potam\u00f2s, dove la popolazione soffriva di una gravissima carenza di cibo. Furono i militari italiani a condividere\u00a0 le loro razioni per permettergli di sopravvivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Valfiorita rimase a Corf\u00f9 sino al 25 novembre, quando, ultimate delle riparazioni provvisorie, ripart\u00ec alla volta di Taranto, dove giunse l\u2019indomani. La nave rimase poi nella rada di Taranto fino al 1\u00b0 dicembre, quando fu immessa in bacino per lavori di riparazione pi\u00f9 estesi, che si protrassero sino alla met\u00e0 del 1943. Un inizio tragico per la Valfiorita che, a fine giugno del 1943 la, completate le riparazioni, torn\u00f2 in servizio. Come ricorderete, in quel periodo la campagna d\u2019Africa si avviava \u00a0drammaticamente al termine: Con la caduta della Cirenaica e, nel maggio 1943, della Tunisia \u00a0in mano alleata un probabile sbarco alleato in Sicilia era considerata l\u2019ipotesi pi\u00f9 probabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La motonave Valfiorita, si prepar\u00f2 quindi a partire per Messina con destinazione Palermo, dove avrebbe dovuto trasportare rifornimenti per rinforzare le difese dell\u2019isola. Il 27 giugno il comandante civile della motonave, che era ancora il capitano di lungo corso Giovanni Salata, chiese invio urgente del materiale di sicurezza mancante, e, in particolare delle 55 bombole di anidride carbonica dell\u2019impianto antincendio, sbarcate per la ricarica \u00a0ma mai \u00a0restituite. Ne arrivarono solo dieci.\u00a0Di fatto quando la nave salp\u00f2 da Taranto la notte del 7 luglio 1943, la motonave salp\u00f2 da Taranto per Messina, lo fece \u201csprovvista di qualsiasi mezzo per domare o contenere un incendio in caso di attacco, nonostante il carico\u201d. La cosa drammatica era che stava trasportando oltre\u00a0 4000 tonnellate di rifornimenti, comprendenti munizioni e 450 tonnellate di gasolio in fusti, nonch\u00e9\u2019 oltre all\u2019equipaggio di 45 persone, altri 193 militari. L\u20198 luglio, dopo una breve sosta a Messina, la Valfiorita salp\u00f2 per Palermo, scortata dalla moderna torpediniera di scorta Ardimentoso. Dopo aver percorso mezzo miglio, il convoglio, che procedeva a 12 nodi, doppi\u00f2 Capo Faro ed assunse la rotta diretta verso Palermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 22.29, il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile britannico Ultor<\/span><\/strong>, al comando del tenente di vascello <strong><span style=\"color: #008000;\">George Edward Hunt<\/span><\/strong>, avvist\u00f2 la Valfiorita e l\u2019Ardimentoso ed alle 22.44, nel punto 38\u00b018&#8217;5&#8243; N e 15\u00b024&#8242; E (al largo di Capo Rasocolmo, sulla costa siciliana), lanci\u00f2 quattro siluri\u00a0 mirando alla motonave. La Valfiorita fu colpita ad otto miglia per 240\u00b0 da Capo Milazzo (al largo di Mortelle), da due dei siluri in rapida successione: il primo centr\u00f2 la Valfiorita in sala macchine, che fu allagata e distrutta, il secondo nella stiva numero 4 (od a poppavia di essa), sul lato sinistro. Le detonazioni dei siluri scatenarono un furioso incendio, che fece esplodere le riservette di munizioni situate nel cassero centrale, per poi avvolgere la plancia e minacciare di estendersi verso poppa. Mancando totalmente mezzi antincendio, nonostante i disperati sforzi dell\u2019equipaggio non ci fu nulla da fare per contenere le fiamme. Mentre sulla Valfiorita si consumava una tragedia annunciata, l\u2019Ardimentoso, lanci\u00f2 le cariche di profondit\u00e0 (oltre trenta bombe di profondit\u00e0) per pi\u00f9 di un\u2019ora ma nessuna di esse esplose vicina al sommergibile. Alle 23 circa, il comandante militare Strafforello, dopo essersi consultato con il comandante civile Salata, dovette ordinare l\u2019abbandono nave con i pochi mezzi di salvataggio rimasti (zattere e due lance). Mentre l\u2019Ardimentoso effettuava il salvataggio dei superstiti, la forte corrente incominci\u00f2 a spingere la nave verso\u00a0 costa. Quello che restava della motonave affond\u00f2 rapidamente quando si stacc\u00f2 il troncone di prua intorno a mezzogiorno del 9 luglio 1943, nel punto approssimato 38\u00b018\u2019 N e 15\u00b027\u2019 E, ad otto miglia da Capo Milazzo. Su 45 civili e 22 militari (18 italiani e 4 tedeschi) che componevano l\u2019equipaggio della Valfiorita, 13 civili persero la vita (dodici \u2013 soprattutto del personale di macchina \u2013 risultarono dispersi ed il direttore di macchina Pegazzano mor\u00ec in ospedale) e 11 militari (7 italiani e 4 tedeschi) rimasero feriti. Questi ultimi furono ricoverati presso l\u2019Ospedale Militare Marittimo \u00abRegina Margherita\u00bb di Messina. Secondo i diari di Supermarina, l&#8217;Ardimentoso recuper\u00f2 115 sopravvissuti, mentre altri cinque o sei raggiunsero la costa su una scialuppa. Due giorni dopo le forze angloamericane sbarcavano in Sicilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22202\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/relitti-streeo-diving-le-tonnare.jpg\" alt=\"\" width=\"1057\" height=\"689\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/relitti-streeo-diving-le-tonnare.jpg 1057w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/relitti-streeo-diving-le-tonnare-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/relitti-streeo-diving-le-tonnare-768x501.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/relitti-streeo-diving-le-tonnare-1024x667.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1057px) 100vw, 1057px\" \/><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nImmergersi sulla Valfiorita<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa Valfiorita \u00e8 uno dei pi\u00f9 affascinanti relitti storici al largo delle coste italiane e di tutto il Mediterraneo. L\u2019immersione nel blu, adatta a subacquei esperti, \u00e8 ricca di emozioni. Inizialmente si intravede il castello, situato verso poppa, a circa 45 metri di profondit\u00e0, poi lentamente si intravedono i resti della importante struttura distribuiti \u00a0tra i 60 e i 72 circa.<\/p>\n<table class=\"table table-bordered table-striped bs-events-table\" style=\"height: 533px; width: 98.1469%;\" width=\"857\">\n<thead>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<th style=\"height: 24px;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt; color: #008000;\">Localit\u00e0<\/span><\/strong><\/th>\n<th style=\"height: 24px;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt; color: #008000;\">Mortelle, Messina<\/span><\/strong><\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr style=\"height: 61px;\">\n<td style=\"height: 61px;\">Tipo di immersione<\/td>\n<td style=\"height: 61px;\">Ricreativa Avanzata \u2013 Tecnica<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 61px;\">\n<td style=\"height: 61px;\">Profondit\u00e0 min<\/td>\n<td style=\"height: 61px;\">40\u00a0m<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 61px;\">\n<td style=\"height: 61px;\">Profondit\u00e0 max<\/td>\n<td style=\"height: 61px;\">70 m<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 30px;\">\n<td style=\"height: 30px;\">Fondale<\/td>\n<td style=\"height: 30px;\">Fondo sabbioso con fango<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 61px;\">\n<td style=\"height: 61px;\">Grado di difficolt\u00e0<\/td>\n<td style=\"height: 61px;\">Medio \u2013 Alto<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 30px;\">\n<td style=\"height: 30px;\">Brevetto<\/td>\n<td style=\"height: 30px;\">Deep Air \u2013 Trimix<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 30px;\">\n<td style=\"height: 30px;\">Interesse<\/td>\n<td style=\"height: 30px;\">Storico, Biologico, fotografico.<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 91px;\">\n<td style=\"height: 91px;\">Note<\/td>\n<td style=\"height: 91px;\">Pu\u00f2 essere presente forte corrente; consigliata vivamente la presenza di guide esperte. Grande presenza di banchi di pesce e cernie. Buona presenza di organismi sessili. Nelle zone pi\u00f9 profonde, numerosi esemplari di corallo nero.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_CyFqYCYI3J8\"><div id=\"lyte_CyFqYCYI3J8\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/CyFqYCYI3J8\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CyFqYCYI3J8\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/CyFqYCYI3J8\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relitto, spezzato in due, giace sul fondale sabbioso privato della sua grande elica. Nella discesa appare il primo troncone, forse il pi\u00f9 interessante, disposto ancora in assetto di navigazione. Scendendo nella stiva ormai a cielo aperto tra il fango appare una mitica Balilla. Di seguito numerosi automezzi ancora perfettamente stivati, uno a fianco dell\u2019altro, come in un garage.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22206\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiortia-3.jpg\" alt=\"\" width=\"1066\" height=\"593\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiortia-3.jpg 882w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiortia-3-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiortia-3-768x428.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1066px) 100vw, 1066px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019altro pezzo della motonave si trova pi\u00f9 avanti, a prua, spezzato di netto a circa un quarto della lunghezza della nave, mollemente adagiato sul fianco sinistro. In questo troncone si ritrovano due stive ancora contenenti casse di proiettili e materiali militari.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22204\" aria-describedby=\"caption-attachment-22204\" style=\"width: 1064px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22204\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-3.jpg\" alt=\"\" width=\"1064\" height=\"582\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-3.jpg 888w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-3-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-3-768x420.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1064px) 100vw, 1064px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22204\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>foto di GianMichele Iaria<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risalendo le strutture contorte o collassate, la plancia, le torrette che ospitavano le armi ormai strappate dalle loro strutture ed affondate negli abissi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22205\" aria-describedby=\"caption-attachment-22205\" style=\"width: 1062px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22205\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita.jpg\" alt=\"\" width=\"1062\" height=\"604\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita.jpg 881w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/valfiorita-768x437.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1062px) 100vw, 1062px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22205\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto di GianMichele Iaria<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo il racconto di chi ha avuto la fortuna di visitare questo relitto, considerato uno dei migliori del Mediterraneo. Non avendo avuto questa fortuna mi soffermo sulle loro parole, di quei subacquei che hanno sfidato le profondit\u00e0 alla ricerca di qualcosa che va oltre il relitto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22210\" aria-describedby=\"caption-attachment-22210\" style=\"width: 1063px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22210\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isabelle-mainetti.jpg\" alt=\"\" width=\"1063\" height=\"709\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isabelle-mainetti.jpg 2048w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isabelle-mainetti-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isabelle-mainetti-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/isabelle-mainetti-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1063px) 100vw, 1063px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22210\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Isabelle Mainetti<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra di essi, un&#8217;esperta subacquea tecnica, <a href=\"https:\/\/www.serialdiver.com\/blog\/relitto-valfiorita\/#!\">Isabelle Mainetti che ha raccontato in un suo articolo, corredato dalle foto di Gian Michele Iaria <\/a>la sua immersione sulla motonave Valfiorita. Non solo lamiere immerse nel buio e nel fango ma ricordi, forti emozioni che fanno rivivere quella terribile notte che abbiamo brevemente raccontato. Viene voglia di ritornarci &#8230; chiss\u00e0.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>foto subacquee di GianMichele Iaria<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: relitto . 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