{"id":22162,"date":"2018-07-13T00:23:36","date_gmt":"2018-07-12T22:23:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22162"},"modified":"2025-10-31T19:40:53","modified_gmt":"2025-10-31T18:40:53","slug":"guerra-e-strategia-nel-mediterraneo-del-cinquecento-parte-ii-di-emiliano-beri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22162","title":{"rendered":"Guerra e strategia nel Mediterraneo del Cinquecento &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Ottomani, impero asburgico<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le caratteristiche del teatro bellico mediterraneo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuesto conflitto che ha avuto per baricentro il Mar Mediterraneo, ha avuto tratti caratteristici peculiari che derivano essenzialmente da due ordini di fattori. Il primo \u00e8 legato al fatto che il teatro operativo principale sia stato il mare, ossia si sia trattato in primo luogo di un conflitto navale. E un conflitto navale che ha delle sue caratteristiche particolari:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211;\u00a0<span style=\"color: #008000;\">ha per teatro un spazio decisamente pi\u00f9 aperto di quello terrestre. \u00c8 uno spazio che non \u00e8 completamente aperto, perch\u00e9 le rotte si sviluppano principalmente sotto costa e i passaggi obbligati non mancano, ma \u00e8 molto pi\u00f9 aperto di quello terrestre e quindi, ed \u00e8 questo il secondo punto;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; \u00e8 caratterizzato da una mobilit\u00e0 su ampi spazi decisamente superiore rispetto alla guerra terrestre, e a tempi di percorrenza decisamente inferiori. Ossia, la capacit\u00e0 di proiezione strategica della forza militare sul mare \u00e8 superiore a quella sulla terraferma; o lo \u00e8, naturalmente, se si hanno gli strumenti necessari, e questi strumenti costano. Da qui il terzo punto;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; \u00e8 caratterizzato da alti costi di gestione, e dalla necessit\u00e0 d\u2019avere a disposizione un sapere specialistico come quello marittimo. Denaro e sapere marittimo non sono cos\u00ec diffusi nell\u2019Europa del Cinquecento, tanto che la Spagna coopta il sapere e il denaro dei genovesi perch\u00e9 le sue risorse non bastano. Ma il denaro non serve solo per la componente navale della guerra, ossia per costruire navi e armare flotte, serve anche per un altro elemento centrale nella guerra Mediterraneo: le piazzeforti. Perch\u00e9 i presidi, le basi navali, i punti di appoggio vanno protetti con moderne fortificazioni (siamo nella rivoluzione militare, l\u2019arte fortificatoria cambia, e quella nuova, la <em>trace italienne<\/em>, costa).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui passiamo al secondo ordine di fattori che caratterizzano la guerra nel Mediterraneo: la stretta connessione e commistione tra mare e terra. \u00c8 un mare chiuso tra terre che si insinuano al suo interno, che lo tagliano, delimitandone i settori. Per cui il rapporto mare-terra, flotta-porto \u00e8 centrale. Le flotte si muovo spesso per \u201cun\u2019impresa\u201d, ossia uno sbarco, la conquista di una piazzaforte o di una citt\u00e0, o di un\u2019isola, o per dare l\u2019assalto ad una regione. Oppure si muovono per evitare l\u2019impresa del nemico, per evitare che sbarchi, che conquisti una piazzaforte o un\u2019isola.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22186\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/villa-del-principe-museo-genova-arazzi-lepanto-navigazione.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/villa-del-principe-museo-genova-arazzi-lepanto-navigazione.jpg 850w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/villa-del-principe-museo-genova-arazzi-lepanto-navigazione-300x124.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/villa-del-principe-museo-genova-arazzi-lepanto-navigazione-768x316.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La strategia spagnola: la prima fase della guerra (fino al 1554)<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Questi fattori condizionano, naturalmente, lo sforzo bellico spagnolo, determinando la natura delle strategie che gli uomini di Carlo V e Filippo II elaborano (non senza dibattito) e pongono in essere. Possiamo porre l\u2019accento su alcuni elementi cardine che hanno determinato, nel corso del conflitto, l\u2019elaborazione strategica ispano-asburgica-italiana e quindi le linee guida dello sforzo bellico spagnolo. In primo luogo il contesto generale. Durante il conflitto il contesto generale muta ponendo la Spagna di fronte a problematiche sempre nuove.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22175\" aria-describedby=\"caption-attachment-22175\" style=\"width: 880px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22175 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36441904_10216444684211082_1970899499303829504_n.png\" alt=\"\" width=\"880\" height=\"660\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36441904_10216444684211082_1970899499303829504_n.png 880w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36441904_10216444684211082_1970899499303829504_n-300x225.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36441904_10216444684211082_1970899499303829504_n-768x576.png 768w\" sizes=\"(max-width: 880px) 100vw, 880px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22175\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">fig. 4<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima fase (fig. 4). La guerra inizia come un conflitto limitato, avente per oggetto il controllo della costa nordafricana; poi avvengono tre fattori che producono un incremento di scala:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; la spinta ottomana verso ovest nei Balcani e in Nord Africa;\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; la formazione dell\u2019Impero ispano-asburgico di Carlo V (con l\u2019Italia e il Sacro Romano Impero) che porta la Spagna allo scontro diretto con l\u2019Impero ottomano;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; l\u2019alleanza franco-ottomana che espone al pericolo di invasione l\u2019Italia meridionale (salvata dalla presa di Tunisi), o quantomeno il baricentro dell\u2019Impero.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prima fase il soggetto riferimento i costruttori di strategia ispano-asburgici \u00e8 Andrea Doria. La sua linea di azione emerge con chiarezza dai documenti. \u00c8 quella della \u201cpiccola flotta\u201d e della \u201cdiversione\u201d: bisogna puntare non sulla grandezza della flotta (costerebbe troppo avviare una corsa agli armamenti con gli ottomani) ma sulla qualit\u00e0. Le battaglie vanno affrontate solo in casi eccezionali con un\u2019evidente stato di superiorit\u00e0, altrimenti vanno evitate perch\u00e9 non bisogna mai correre il rischio di perdere la flotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Corone<\/span> <\/strong>del 1533, ad esempio, viene vinta dal Doria in inferiorit\u00e0 numerica ma in condizioni di superiorit\u00e0 qualitativa. Se il fattore qualitativo \u00e8 in equilibrio diventa il numero l\u2019unico elemento da valutare per dar battaglia. Con la nomina di Barbarossa a gran ammiraglio (1533) la qualit\u00e0 si riequilibra. La superiorit\u00e0 numerica era fuori dalle possibilit\u00e0 della Spagna, da sola, tanto che da questo momento in poi le uniche due battaglie, cercate e combattute, sono quelle che hanno per protagoniste le flotte delle Leghe ispano-veneziane \u2013 Prevesa (1538) e Lepanto (1571) \u2013 perch\u00e9 solo Venezia e Spagna assieme possono mettere in mare un numero di galee uguale o superiore a quello della flotta ottomana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le strategie per le campagne (che si svolgono nella buona stagione) vengono elaborate sulla base delle informazioni raccolte durante i mesi di inattivit\u00e0 sugli obiettivi ottomani per la buona stagione a venire. Le problematiche principali con cui l\u2019elaborazione strategica spagnola deve fare i conti sono tre: la flotta ottomana, i corsari barbareschi (ossia le flottiglie di Algeri) e la Francia. La strategia deve tenere conto della necessit\u00e0 di contrastare entrambi. Le azioni diversive (che sono offensive sotto il profilo operativo ma difensive sotto quello strategico) vanno condotte flotte snelle (30-40 galee), agili e veloci, in grado di colpire e logorare la grande flotta ottomana (80-100 galee) senza accettare battaglia, ossia superandola in agilit\u00e0 e rapidit\u00e0 operativa (ad esempio: nel 1537 il Doria logora la flotta del Barbarossa che sta assediando Corf\u00f9 con una squadra di 28 galee, costringe il Barbarossa a dividere le sue forze per dargli la caccia e colpisce ripetutamente i suoi convogli di rifornimento). Le imprese contro le citt\u00e0 del Nord Africa vanno tentate e portate a compimento in una breve finestra di tempo all\u2019inizio della buona stagione, prima che la flotta ottomana (che sverna tra Bosforo e Dardanelli) possa arrivare a soccorrere la citt\u00e0 assediata sorprendendo quella spagnola e costringendola a battaglia in inferiorit\u00e0 numerica (\u00e8 quanto accaduto a Gerba nel 1560). L\u2019elaborazione della strategia per la campagna del 1532 \u00e8 un esempio perfetto che ci mostra come questi principi si concretizzino in un\u2019operazione di diversione ad ampio raggio. Il processo decisionale si sviluppa inizialmente attraverso l\u2019interazione tra due poli: la corte itinerante di Carlo V e Genova, dove risiede Andrea Doria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sviluppa in relazioni agli avvisi e alle informazioni che arrivano sia da Costantinopoli (soprattutto via Venezia) sia da Algeri (per varie vie). I tempi di viaggio delle informazioni e di interazione tra i due poli decisionali sono lunghi, le risorse necessarie per organizzare la campagna sono distribuite su spazi molto ampi (devono arrivare: argento da Barcellona, rifornimenti dalla Sicilia e dalla Sardegna e galee da diversi porti dell\u2019Italia) ma la pausa invernale delle operazioni permette una perfetta pianificazione, mano a mano che le informazioni, inizialmente contraddittorie, danno progressivamente corpo ad un quadro generale coerente. Il quadro che via via prende forma grazie all\u2019intelligence \u00e8 quello della preparazione di una campagna ottomana di terra nei Balcani; la flotta ottomana rester\u00e0 quindi sulla difensiva e sar\u00e0 pi\u00f9 debole delle altre volte. Barbarossa con i suoi corsari non si unir\u00e0 alla flotta ma operer\u00e0 come di consueto scorrerie contro le coste spagnole e italiane. La Francia potrebbe tentare l\u2019impresa di Genova se la flotta di <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Doria<\/span><\/strong> dovesse muoversi verso Oriente. Il Doria decide quindi di allestire una flotta di 40 galee (facendosene finanziare nove dal Papa, per risparmiare), impegnando le squadre di Genova, di Napoli e di Sicilia per un\u2019azione diversiva nel Mar Ionio, contro Corone e Patrasso, piazzeforti della Grecia ottomana, gi\u00e0 veneziane, ottimi punti di appoggio per eventuali azioni diversive verso Istanbul. L\u2019azione diversiva ha lo scopo di alleggerire la pressione ottomana nei Balcani contro il confine orientale dell\u2019Impero. La squadra di Spagna (con base a Barcellona) deve rimanere nel Mediterraneo occidentale per contrastare i corsari e coprire Genova dagli appetiti francesi. La campagna avr\u00e0 esito positivo. La flotta ottomana, che si trovava nello Ionio, alla notizia dell\u2019arrivo del Doria si ritira verso Istanbul, nonostante sia in superiorit\u00e0 numerica (ma non lo era in merito alla qualit\u00e0). Il Doria conquista Corone e Patrasso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22172\" aria-describedby=\"caption-attachment-22172\" style=\"width: 881px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22172 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36345263_10216444684251083_7841627787252203520_n.png\" alt=\"\" width=\"881\" height=\"659\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36345263_10216444684251083_7841627787252203520_n.png 881w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36345263_10216444684251083_7841627787252203520_n-300x224.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36345263_10216444684251083_7841627787252203520_n-768x574.png 768w\" sizes=\"(max-width: 881px) 100vw, 881px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22172\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fig. 5<\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le strategie spagnole: la seconda fase della guerra (1554-1581)<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSeconda fase (fig. 5). Dopo l\u2019abdicazione di Carlo V l\u2019impero ispano-asburgico viene diviso tra Filippo II, figlio di Carlo e re di Spagna e Ferdinando, fratello di Carlo e nuovo imperatore. La Francia esce di scena, con la pace del 1559 e poi con le guerre di religione che la dilaniano. Il quadro generale muta perch\u00e9 gli strateghi spagnoli non si preoccupano pi\u00f9 del fronte balcanico, non essendo pi\u00f9 coinvolto in esso il loro sovrano, e non si preoccupano pi\u00f9 della Francia. L\u2019attenzione si concentra completamente sul Mediterraneo, ed in particolare sul Nord Africa, e sul controllo di Tunisi, Algeri (e anche Tripoli). L\u2019assunto \u00e8 sempre lo stesso: le imprese in Nord Africa vanno tentate in modo e maniera tale da evitare che la flotta ottomana, in arrivo dal Levante, sorprenda le forze spagnole impegnate nell\u2019assedio. La condizione di guerra permanente sul mare porta ad una sorta di corsa agli armamenti, le flotte ottomana e spagnola iniziano a crescere numericamente, prima lentamente, poi a partire dal 1560-62 in modo pi\u00f9 accentuato. La corsa agli armamenti \u00e8 provocata in primo luogo dagli spagnoli, che cercano di ridurre il gap quantitativo rispetto agli ottomani, senza riuscirsi perch\u00e9 alla crescita della flotta spagnola quella ottomana risponde con una crescita ulteriore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 gli spagnoli decidono di abbandonare la strategia della piccola flotta e della diversione che era stata portata avanti per decenni da Doria? La spiegazione sta in uno shock e in un\u2019illusione, che agiscono sinergicamente. Lo shock \u00e8 la battaglia di Gerba (isola della Tunisia meridionale). La flotta spagnola (48 galee e decine di navi da trasporto) aveva svernato qui e ne aveva fatto una base (con fortezza) per tentare nella primavera successiva l\u2019impresa di Tripoli. La flotta ottomana (84 galee) arriva prima del previsto e sorprende la flotta spagnola, numericamente inferiore. Gli spagnoli perdono 30 delle 48 galee. La sconfitta viene letta come sintomo che l\u2019inferiorit\u00e0 numerica rispetto alla flotta nemica va se non colmata, almeno ridotta. Viene quindi avviato un programma di ricostruzione della flotta secondo ordini di grandezza superiori a quelli precedenti. L\u2019illusione \u00e8 Lepanto (1571).<\/p>\n<figure id=\"attachment_22183\" aria-describedby=\"caption-attachment-22183\" style=\"width: 879px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22183 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36382782_1017196465111706_7201108813204684800_n.png\" alt=\"\" width=\"879\" height=\"659\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36382782_1017196465111706_7201108813204684800_n.png 879w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36382782_1017196465111706_7201108813204684800_n-300x225.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36382782_1017196465111706_7201108813204684800_n-768x576.png 768w\" sizes=\"(max-width: 879px) 100vw, 879px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22183\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">fig. 6<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La flotta ottomana, enorme, viene annientata, solo una quindicina di galee si salvano, le altre 200 vengono catturate o affondate. La Spagna pu\u00f2 riarmare 40 delle galle catturate, portando la sua flotta a 130 unit\u00e0. La potenza navale ottomana sembra annienta. Ma la disillusione arriva presto. Nella primavera del 1572 gli ottomani mettono in mare 160 galee e impediscono alla flotta della Lega di riprendere Cipro. Nel 1574 ha di nuovo oltre 200 galee. Negli anni successivi gli spagnoli si rendono conto che non possono colmare il gap, e che tenere armata una flotta di 130 galee \u00e8 un inutile spreco di risorse, per cui iniziano a ridurne le dimensioni (anche perch\u00e9 nel 1581 Spagna e Impero ottomano raggiungono un accordo armistiziale) (fig. 6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte II &#8211; continua<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Emiliano Beri<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">immagine in anteprima: <\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Battaglia di Lepanto tra la Lega Santa e i Turchi nel 1571 (oil on canvas) (detail) di Antonio de Brugada (d.1863); Museu Maritim Atarazanas, Barcelona, Catalunya, Spain; Index; Spanish, out of copyright<\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\"><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia essenziale<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Braudel, Civilt\u00e0 e Impero del Mediterraneo nell\u2019et\u00e0 di Filippo II, Einaudi 1986<br \/>\nPellegrini, Guerra santa contro i turchi. La crociata impossibile di Carlo V, Il Mulino 2015<br \/>\nPacini, \u00abDesde Rosas a Gaeta\u00bb. La costruzione della rotta spagnola nel Mediterraneo occidentale nel secolo XVI, F. Angeli 2013<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22161\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22162\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49076\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49064\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . 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