{"id":22161,"date":"2018-07-08T00:08:55","date_gmt":"2018-07-07T22:08:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=22161"},"modified":"2025-10-31T19:41:42","modified_gmt":"2025-10-31T18:41:42","slug":"guerra-e-strategia-nel-mediterraneo-del-cinquecento-parte-i-di-emiliano-beri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22161","title":{"rendered":"Guerra e strategia nel Mediterraneo del Cinquecento &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Ottomani, Spagna, Francia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mediterraneo del Cinquecento<\/span><\/strong> \u00e8 caratterizzato dalla formazione di due grandi blocchi imperiali, quello ispano-italiano (retto dalla casa d\u2019Asburgo) e quello ottomano-barbaresco (retto dai Sultani di Istanbul, con i Pasci\u00e0 di Algeri come vassalli) e dallo scontro fra questi due blocchi, con Venezia terza incomoda, stretta tra di due protagonisti. Si tratta di uno scontro che dura un settantennio, ed \u00e8 caratterizzato da un crescendo di intensit\u00e0. Quale \u00e8 la posta in palio, o meglio, quale sono le poste in palio? Il fatto che mi sia corretto passando dal singolare al plurale \u00e8 significativo. Le poste in palio sono state diverse. Una dominante, perch\u00e9 costante per tutto il periodo del confitto, le altre subordinate ma non perch\u00e9 meno importanti, subordinate unicamente perch\u00e9 limitanti ad alcune fasi del conflitto, non sempre presenti come quella dominante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posta in palio costante, principale, dominante, \u00e8 il controllo del Nord Africa e gli spazi marittimi del Mediterraneo centrale e occidentale; sempre presente sin dall&#8217;inizio e causa scatenante (e lo vedremo) del conflitto. Le poste in palio subordinate, che si concretizzano come obiettivi durante il conflitto ma non ne caratterizzano la sua interezza, sono l\u2019Italia e gli spazi marittimi mediterranei centro-orientali (lo Ionio, la Grecia \u2013 aree costiere della Grecia \u2013, Rodi e Cipro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22173\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36364341_10216444683971076_7239172471239213056_n.png\" alt=\"\" width=\"876\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36364341_10216444683971076_7239172471239213056_n.png 876w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36364341_10216444683971076_7239172471239213056_n-300x225.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/36364341_10216444683971076_7239172471239213056_n-768x577.png 768w\" sizes=\"(max-width: 876px) 100vw, 876px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedete rappresentati nella cartina questi due blocchi nella loro configurazione dopo il 1574 (fig. 1). In realt\u00e0,\u00a0 all&#8217;inizio del Cinquecento la configurazione del Mar Mediterraneo era ben diversa. L\u2019impero ottomano non controllava ancora i Balcani (lo sar\u00e0 dopo la campagna del 1521 \u2013 con la conquista di Belgrado \u2013 e quella del 1526 \u2013 battaglia di Mohacs \u2013 e quella del 1529 \u2013 assedio di Vienna); inoltre non controllava ancora il Nord Africa, e non aveva ancora Rodi e Cipro.\u00a0La Spagna non era ancora sotto la sovranit\u00e0 degli Asburgo, e non aveva ancora il controllo, diretto o indiretto, sull&#8217;Italia (lo otterr\u00e0 con le guerre d\u2019Italia, 1494-1559 che pur terminando nel 1559 danno alla Spagna di Carlo V il controllo dell\u2019Italia gi\u00e0 a partire dal quinquennio 1525-1530, ossia tra la battaglia di Pavia e l\u2019incoronazione imperiale di Carlo a Bologna, tre anni dopo il sacco di Roma del 1527). I due blocchi imperiali che si sono scontrati per decenni nel Mediterraneo del Cinquecento sono quindi nati e cresciuti durante la guerra, e per effetto della guerra; in primo luogo a causa della guerra che li ha visti opposti (ma non solo) ma anche delle guerre d\u2019Italia per il blocco ispano-asburgico, e della guerra contro l\u2019Egitto mamelucco per l\u2019Impero ottomano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">L\u2019Andalusia e il problema corsaro<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>La carta politica del Mediterraneo nel 1492 era, quindi, molto diversa da come sar\u00e0 nel 1574, ossia nel momento in cui la guerra sopra l\u2019orizzonte militare si chiude con l\u2019ultima riconquista ottomana di Tunisi. Perch\u00e9 ho citato il 1492? Perch\u00e9 per iniziare il nostro discorso sulla guerra nel Mediterraneo e su come fu combattuta bisogna partire dal 1492, e senza che Colombo c\u2019entri nulla (perch\u00e9 quando si cita il 1492 \u00e8 subito a Colombo che la mente corre). Il 1492 non \u00e8 solo l\u2019anno della scoperta dell\u2019America, \u00e8 anche l\u2019anno della conquista spagnola di Granada, l\u2019ultimo regno mussulmano della penisola iberica. La presa di Granada completa quel processo di espansione plurisecolare dei regni cristiani iberici settentrionali verso sud, a danno degli stati mussulmani che noi conosciamo come Reconquista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Protagonisti della <strong><span style=\"color: #008000;\">presa di Granada<\/span><\/strong> (vedi disegno in anteprima sul suo assedio &#8211; da <span style=\"color: #008000;\"><strong><i>Storia di Granada<\/i><\/strong><\/span>, 1492) sono i sovrani di Castiglia e di Aragona, il cui matrimonio, nel 1469, ha dato avvio alla formazione di quella che sar\u00e0 la Spagna per come oggi la conosciamo. Il regno di Granada coincideva grossomodo all\u2019attuale Andalusia, ossia alla parte pi\u00f9 meridionale della Spagna, quella parte della Spagna che si affaccia sul Mediterraneo nell&#8217;area in cui la costa europea e costa nordafricana si avvicinano progressivamente fin quasi a toccarsi, davanti a Gibilterra. L\u2019Andalusia, ossia la costa meridionale della Castiglia di Isabella, si \u00e8 venuta quindi a trovare, dopo il 1492, di fronte alla costa nordafricana, e divisa dalla costa nordafricana da uno spazio e di mare decisamente ridotto. E qui nasce il problema, perch\u00e9 la costa nordafricana, cos\u00ec vicina al nuovo confine marittimo castigliano, \u00e8 costellata di covi di corsari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Nord Africa<\/span> <\/strong>sta vivendo in questo momento una fase di crisi politica ed economica, in cui il potere statale dei tre emirati che formalmente controllano l\u2019area \u00e8 debole. Le citt\u00e0 portuali della costa sono governate da signori locali, che le fonti europee definisco \u201cre\u201d, perch\u00e9 governano in piena autonomia. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questa citt\u00e0 autonome sono covi di corsari, sia di corsari locali, quelli che nel Medioevo erano definiti \u201csaraceni\u201d, sia di corsari mussulmani provenienti dal Levante mediterraneo: greci, albanesi, altri cristiani rinnegati, turchi e altri ancora.<\/span> <\/strong>Avventurieri, che si mettono al servizio dei \u201cre\u201d maghrebini e corrono il mare per predare navi e per compiere razzie contro le coste della Spagna. Dopo il 1492 l\u2019attivit\u00e0 di questi corsari inizia ad intensificarsi, sia perch\u00e9 ora l\u2019obiettivo delle incursioni a terra \u00e8 pi\u00f9 vicino, sia perch\u00e9 le fila dei corsari vengono rinforzate dagli esuli andalusi, ossia da quei mussulmani che erano stati sudditi dell\u2019Emiro di Granada e che non ne vogliono sapere di diventare sudditi castigliani (o hanno provato a diventarlo ma si sono trovati male).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Custodia maris e Crociata<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Di fronte all\u2019intensificarsi della corsa i sovrani spagnoli hanno due soluzioni a disposizione. La prima \u00e8 passiva (a livello strategico): difendere le coste del loro regno; come? O fortificandole o utilizzando navi da guerra (oppure ricorrendo ad entrambi gli strumenti: fortificazioni e navi). La soluzione passiva pone un problema: lascia l\u2019iniziativa al nemico. Il bastimento corsaro pu\u00f2 attaccare ovunque ci sia una spiaggia o un approdo, anche minuscolo, dove sbarcare. Non solo, anche in mare il bastimento corsaro pu\u00f2 attaccare ovunque, lungo le rotte seguite dalle navi mercantili (che si sviluppano quasi sempre in prossimit\u00e0 delle coste). La difesa passiva deve quindi dispiegarsi ovunque, lungo le coste e lungo le rotte. Questo comporta due ordini di problemi: costa molto e solitamente non brilla per efficacia, proprio perch\u00e9 i costi nel limitano le dimensioni. La seconda soluzione \u00e8 decisamente migliore sotto il profilo dell\u2019efficacia: si tratta di eliminare il problema alla radice, ossia conquistare le citt\u00e0 costiere covi di corsari per eliminare i corsari. Si tratta di un principio basilare della strategia marittima: il modo migliore per controllare uno spazio marittimo stretto \u00e8 il possesso di tutti le sponde che lo delimitano, in questo caso di entrambe le sponde, il murale e l\u2019antemurale, ossia il confine marittimo della Spagna (murale) e la costa che delimita a sud il mare su cui questo confine si affaccia (la costa nordafricana, l\u2019antemurale). C\u2019\u00e8 solo una condizione necessaria per porre in atto questa seconda soluzione: la forza, bisogna averne la forza, ossia bisogna avere la forza per andare a fare la guerra in casa del nemico e conquistarne, quantomeno, le citt\u00e0 portuali. Gli equilibri di forza in questo momento non a favore di Isabella e Ferdinando. Il Nord Africa \u00e8 diviso in tante citt\u00e0-stato, lo abbiamo detto, quindi \u00e8 debole militarmente, ha nei corsari l\u2019unica risorsa, ma si tratta di una risorsa, militare, adatta alla guerriglia sul mare, non a contrastare operazioni navali fatte da grandi flotte (quantomeno in questo momento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella che sar\u00e0 la Spagna, nella persona dei due sovrani (i Re Cattolici) di Castiglia e Aragona, nel 1497 a conquistare una dopo l\u2019altra le citt\u00e0 costiere del Nord Africa, partendo da quelle pi\u00f9 occidentali per proseguire poi verso est. Risparmio i dettagli, vi basti sapere che si tratta di un\u2019operazione che viene portata avanti negli anni, senza continuit\u00e0 perch\u00e9 nello stesso momento la Spagna \u00e8 anche impegnata nelle guerre d\u2019Italia, contro la Francia. Le campagne in Nord Africa sono importanti, sia perch\u00e9 da esse dipende la sicurezza delle coste dell\u2019Andalusia e delle acque del Mediterraneo occidentale (area strategica per l\u2019Aragona di Ferdinando) sia perch\u00e9 i Re Cattolici vedono nell&#8217;avvenuta africana un\u2019ideale prosecuzione della Reconquista di terre un tempo cristiane, ossia una Crociata che pu\u00f2 portare, di porto in porto, fino in Terra Santa. Ma l\u2019Italia \u00e8 l\u2019area pi\u00f9 ricca e sviluppata d\u2019Europa, \u00e8 la posta in palio principale per i sovrani spagnoli, in particolare per Ferdinando, la cui Aragona aveva e ha particolari interessi sull&#8217;Italia. Per questi motivi il Nord Africa non \u00e8 in testa agli obiettivi strategici spagnoli, la conseguenza \u00e8 che le conquiste vanno avanti progressivamente ma a singhiozzo, e non senza contrasto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte I &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Emiliano Beri<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-15781 alignleft img-responsive\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri.jpg\" alt=\"emiliano beri\" width=\"161\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 161px) 100vw, 161px\" \/><\/a><\/strong>NavLab \u2013 Laboratorio di Storia marittima e navale<br \/>\nCEPOC \u2013 Centro interuniversitario di studi \u201cLe Polizie e il Controllo del Territorio\u201d<br \/>\nDAFiSt \u2013 Dipartimento di Antichit\u00e0, Filosofia e Storia Universit\u00e0 degli studi di Genova Via Balbi 6 \u2013 16126 Genova<br \/>\nemiliano.beri@unige.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia essenziale:<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Braudel, Civilt\u00e0 e Impero del Mediterraneo nell\u2019et\u00e0 di Filippo II, Einaudi 1986<br \/>\nPellegrini, Guerra santa contro i turchi. La crociata impossibile di Carlo V, Il Mulino 2015<br \/>\nPacini, \u00abDesde Rosas a Gaeta\u00bb. La costruzione della rotta spagnola nel Mediterraneo occidentale nel secolo XVI, F. Angeli 2013<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22161\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/22162\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49076\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/49064\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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