{"id":21969,"date":"2025-08-10T00:02:44","date_gmt":"2025-08-09T22:02:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=21969"},"modified":"2025-11-23T20:27:39","modified_gmt":"2025-11-23T19:27:39","slug":"roma-sul-mare-limportanza-del-mare-nostrum-per-la-sopravvivenza-dellimpero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/21969","title":{"rendered":"Roma sul mare, l&#8217;importanza della Flotta per la sua sopravvivenza"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: I &#8211; IV SECOLO d.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ROMA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Mare nostrum, impero romano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mare Nostrum<\/span><\/strong>, <span data-offset-key=\"bb5fn-0-2\">un termine che identificava il nostro mare ovvero quello che bagnava le coste dei territori romani. Abbiamo letto molti articoli sulla straordinaria storia navale romana\u00a0 comprendendo come i Romani, sin dall&#8217;epoca repubblicana, avessero\u00a0 compreso l&#8217;importanza del controllo e sfruttamento delle vie marittime, per mezzo di flotte militari per proteggere il proprio flusso commerciale. Di fatto, il supporto della flotta alle attivit\u00e0 commerciali, sebbene solo uno dei tanti compiti assegnati all flotta, fu la chiave della prosperit\u00e0 del popolo romano, la cui sopravvivenza era legata al flusso di merci verso Roma. Anche se da un punto di vista della sicurezza marittima, i confini dell&#8217;allora mare nostrum si siano oggigiorno notevolmente allargati, il concetto che chi ha il potere sul mare assicura il benessere e la prosperit\u00e0 del proprio territorio non \u00e8 cambiato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La flotta mercantile di Roma<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAll\u2019epoca di Nerone, l\u2019arrivo della flotta del grano da Alessandria, nel corso del mese di giugno, era salutata come un avvenimento di grande importanza. Secondo una fonte anonima del IV secolo d.C., la cosiddetta <strong><span style=\"color: #008000;\">Epitome de Caesaribus<\/span><\/strong>, gi\u00e0 sotto Augusto, l\u2019Egitto inviava ogni anno a Roma 20.000.000 modii di grano, vale a dire circa 140.000 tonnellate. <strong><span style=\"color: #008000;\">Flavio Giuseppe<\/span><\/strong> scrisse che, all\u2019epoca di Nerone, il grano egiziano nutriva Roma per quattro mesi; solo per mare, annualmente, dovevano arrivare a Roma 60.000.000 modii di grano, ovvero circa 420.000 tonnellate. Una quantit\u00e0 enorme che veniva assicurata da una flotta commerciale ben organizzata ma non esente dai rischi del mestiere.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-ROMANA-1280px-Senatorial_and_Imperial_provinces_in_120_AD-1024x706.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-ROMANA-1280px-Senatorial_and_Imperial_provinces_in_120_AD-1024x706.png\" width=\"1024\" height=\"706\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carta dell&#8217;Impero Romano con colori differenti per le province senatorie (rosa) e imperiali (rosso) nel 120 d.C\u00a0 &#8211; Autore ColdEel opera propria &#8211;\u00a0<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Senatorial_and_Imperial_provinces_in_120_AD.png\">File:Senatorial and Imperial provinces in 120 AD.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Seneca<\/span><\/strong> ci ha lasciato una descrizione dell\u2019agitazione che si impadroniva della folla nel porto di Pozzuoli in Campania all&#8217;arrivo delle navi. Oltre al grano, il vino rappresentava un altro prodotto di largo consumo, cos\u00ec come l\u2019olio, utilizzato non solo per l\u2019alimentazione ma anche per l\u2019illuminazione e le frizioni nei bagni pubblici. Inoltre, prodotti alimentari come una salsa di pesce, il <strong><span style=\"color: #008000;\">garum<\/span><\/strong>, una colatura di interiora di pesce salato di cui gli antichi Romani sembra impazzissero impiegandola come condimento per molti piatti. Secondo Plinio il vecchio, sembrerebbe che il migliore fosse il <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>garum sociorum<\/i><\/span><\/strong>, prodotto con gli sgombri, proveniente dalla Spagna dove i fenici lo esportavano in tutto il Mediterraneo ma soprattutto in Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi prodotti alimentari, si aggiungevano i materiali necessari per le lavorazioni come barre di ferro oppure lingotti di rame o piombo. Non ultimi prodotti di lusso: animali rari per i giochi, marmi policromi dall\u2019Africa e dall\u2019Asia Minore ed i \u00a0graniti dall\u2019Egitto trasportati dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">lapidariae<\/span><\/strong> e le spezie dall\u2019estremo Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma come venivano trasportate queste merci?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nErano impiegati contenitori indistruttibili di terracotta: le anfore. Questi oggetti, duraturi nel tempo, hanno consentito di risalire a numerose informazioni grazie ai marchi che identificavano i proprietari o i costruttori. Inoltre, la loro forma era diversa in funzione dell\u2019origine geografica, caratteristica che ha permesso agli archeologi di comprendere la rete commerciale marittima romana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle fonti emerge che in epoca repubblicana le anfore provinciali iniziarono ad affluire al porto di Ostia. Intorno al I secolo, il vino proveniva principalmente dalla Catalogna mentre dal sud della Spagna il tanto desiderato garum. Le anfore olearie della Betica, dopo essere arrivate a Roma, erano svuotate e poi gettate come testimoniato dal monte del Testaccio, sulla riva sinistra del Tevere, una discarica di cocci formata principalmente da resti di anfore della Betica, una tipologia prevalente tra i 50.000.000 di contenitori ceramici del Monte Testaccio. Si trattava di vasi da trasporto molto grandi che pesavano a pieno carico circa 90 kg. Tenendo conto che ogni nave poteva trasportarne pi\u00f9 di tremila, il guadagno per ogni carico era notevole. Dall\u2019analisi incrociata dei reperti fittili, si \u00e8 scoperto che nel II secolo d.C. la Gallia divenne la maggiore rifornitrice di vino mentre l\u2019olio proveniva dalle coste africane.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Rome-Portus-Vatican-Fresco.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Rome-Portus-Vatican-Fresco.gif\" width=\"710\" height=\"548\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Porto di Traiano, affresco dai Palazzi vaticani, XVI secolo, \u201cSole fecondo, che col carro ardente porti e nascondi il giorno, e nuovo e antico rinasci, nulla pi\u00f9 grande di Roma possa mai tu vedere!\u201d (Quinto Orazio Flacco), autore della foto Jason Urbanus, <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Rome-Portus-Vatican-Fresco.gif\">Rome-Portus-Vatican-Fresco.gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante tutta l\u2019epoca imperiale l&#8217;Egitto divenne la fonte primaria di grano, nutrimento fondamentale per la sopravvivenza del popolo. Il flusso era tale che sorse il problema di come gestire il flusso, oggi stimato in circa 1.200 grosse onerarie che trasportavano 350.000 tonnellate di merci. Tenendo conto dei periodi di secca o di troppa piena del Tevere, fu necessario creare un porto marittimo ad Ostia dove costruirono depositi e moli. A causa delle frequenti barre di sabbia\u00a0 create dai depositi del Tevere, le onerarie davano fondo davanti alla foce del fiume e trasbordavano il loro carico su navi pi\u00f9 piccole (caudicariae) che poi risalivano il fiume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La nascita della portualit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAlla fine della Repubblica, la crescita demografica di Roma rese necessario lo sviluppo delle strutture esistenti che culminarono, nel I secolo, con le opere mirabili del porto di Traiano e Claudio, esposti all&#8217;insabbiamento. I lavori durarono dal 100 al 112\u00a0 a.C.\u00a0 con la creazione di un caratteristico bacino di forma esagonale collegato al mare da un canale. Si trattava di una flotta di circa novanta imbarcazioni per il trasporto del grano che impiegavano due giorni per raggiungere il sorgitore romano dove una perfetta organizzazione, regolata da precise leggi, consentiva l\u2019effettuazione ordinata delle operazioni di carico e scarico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-21980 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/FrescoCommercio.jpg\" alt=\"\" width=\"643\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/FrescoCommercio.jpg 643w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/FrescoCommercio-300x148.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">affresco di nave caudicaria Isis geminiana da Ostia antica <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La merce era trasferita sulle <strong><em><span style=\"color: #008000;\">naves caudicariae, provenienti da Ostia, <\/span><\/em><\/strong>che venivano rimorchiate sempre\u00a0 dalla riva sinistra del Tevere (prossima alla via Ostiense) mentre quelle provenienti da Ostia dalla riva destra (prossima alla via Portuense).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I relitti delle onerarie maggiori, Fiumicino 1 e 2, ritrovate a seguito dei lavori per la costruzione dell&#8217;aeroporto di Fiumicino, rappresentano una testimonianza archeologica di queste imbarcazioni. Questi relitti furono ritrovati a ridosso del molo destro del porto di Claudio, facilmente soggetta ad insabbiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La flotta militare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSe i Romani possono essere ricordati come grandi soldati e ingegneri, non si pu\u00f2 dire che all&#8217;inizio fossero dei grandi navigatori.\u00a0Roma aveva impiegato navi militari a\u00a0 partire del IV Secolo a.C. in risposta alla minaccia dei pirati nel Mar Tirreno, ma fu nel 260 a.C. che costruirono, in soli 60 giorni, la prima flotta degna di questo nome. Una flotta di cento quinqueremi e 20 triremi fu assemblata in risposta alla minaccia di Cartagine. In modo tipicamente romano, gli ingegneri romani copiarono e migliorarono un quinquereme cartaginese che si era arenato sulla costa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-ROMANA-Quinquereme-and-corvus.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-ROMANA-Quinquereme-and-corvus.jpg\" width=\"674\" height=\"490\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Disegno di una trireme con il corvo, nave da guerra della I guerra punica &#8211; autore Lutatius\u00a0<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Quinquereme-and-corvus.jpg\">Quinquereme-and-corvus.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli equipaggi vennero addestrati alle manovre impiegando delle panche\u00a0 simili alle navi e furono scelti abili naviganti greci come piloti. In seguito, sovvenzionata dal re del Ponto Mitridate, la pirateria divenne nel I secolo a.C. una minaccia crescente diffusa in tutto il Mediterraneo. Pi\u00f9 di mille navi pirata, talvolta organizzate con flotte e ammiragli, divennero il flagello del commercio marittimo. Arrivarono a razziare anche il porto di Ostia, sconvolgendo l&#8217;importantissima fornitura di grano. Nel 67 a.C. Roma mise insieme una flotta potente ed assegn\u00f2 a Pompeo Magno carta bianca per liberare il mare dalla minaccia dei pirati. Con 500 navi, 120.000 uomini e 5.000 cavalieri a sua disposizione, Pompeo divise la sua forza in tredici zone marittime e, liber\u00f2 prima la Sicilia, poi il Nord Africa, la Sardegna e la Spagna. Alla fine, salp\u00f2 per la Cilicia in Asia Minore, dove i pirati avevano le loro basi per un&#8217;ultima battaglia decisiva.<span style=\"color: #ffffff;\">. <\/span>Attaccando per mare e terra nella <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Coracesio<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Pompeo Magno<\/span><\/strong> offr\u00ec i pirati, in cambio della resa incondizionata, un pezzo di terra per coloro che si arrendevano pacificamente. Scomparve cosi l&#8217;ultima minaccia e Roma ottenne il completo controllo del Mar Mediterraneo. Memori della necessit\u00e0 di una presenza navale continua in funzione di deterrenza, la flotta romana fu distribuita in tutte le Province ed assicur\u00f2 la tranquillit\u00e0 della navigazione della flotta mercantile dai nemici di Roma per oltre tre secoli.<\/p>\n<p>In relazione alla velocit\u00e0 e all&#8217;utilizzo le navi militari potevano essere suddivise in:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Naves praetoriae (ammiraglie)<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Naves liburnicae (molto veloci anche a 10 ordini di remi sviluppate sul modello delle navi piratesche dei Liburni)<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Naves actuariae (leggere per trasporto truppe)<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Naves speculatoriae (da ricognizione)<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Naves tabellariae (piccole unita per portare messaggi).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comandante in capo di ciascuna delle flotte imperiali era denominato <em><strong><span style=\"color: #008000;\">praefectus classis<\/span><\/strong><\/em> e veniva nominato dall&#8217;imperatore.\u00a0Il capitano di una singola nave era il <em><strong><span style=\"color: #008000;\">navarchus<\/span><\/strong><\/em> o praefectus navis o magister navis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle sue dipendenze aveva soldati specializzati al combattimento in mare chiamati <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>miles classiarii<\/em><\/strong><\/span>. Il\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><em><strong>miles classiarius<\/strong><\/em>\u00a0<\/span>indossava una tunica ed era munito di armatura o corazza, elmo e gambali. Gli scontri erano sanguinosi e i militi dovevano impiegare armi anche molto pesanti per cui i militari prescelti erano di sana e robusta costituzione fisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In epoca repubblicana furono dotati di un elmo di provenienza celtica chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Montefortino<\/span><\/strong> che si prestava a difendersi da colpi dall&#8217;alto. Gli equipaggi venivano reclutati localmente e prelevati dalle classi pi\u00f9 povere ma potevano anche includere reclute provenienti da stati alleati, ma sempre uomini liberi. La diceria dell&#8217;impiego di schiavi \u00e8 un errore storico. Gli equipaggi militari venivano addestrati nei porti di dislocazione al combattimento navale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">classiarii<\/span><\/strong> ricevevano lo stesso stipendio degli ausiliari di fanteria ed erano soggetti alla legge militare romana. Convivevano con gli altri marinai, ovvero con i <strong><span style=\"color: #008000;\">remiges,<\/span><\/strong> addetti ai remi, i <strong><span style=\"color: #008000;\">nautae<\/span><\/strong>, marinai specializzati addetti alle vele ed alle manovre, etc.. L&#8217;addestramento era ovviamente un requisito cruciale per l\u2019efficienza della flotta, una caratteristica che si \u00e8 tramandata nel tempo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima affresco navi romane da Pompei, Museo Archeologico Nazionale di Napoli 8603\u00a0 &#8211; autore foto ArchaiOptix <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marina_militare_romana#\/media\/File:Wall_painting_-_war_ships_behind_arcades_-_Pompeii_(VI_17_9-11)_-_Napoli_MAN_8603.jpg\">Wall painting &#8211; war ships behind arcades &#8211; Pompeii (VI 17 9-11) &#8211; Napoli MAN 8603 &#8211; Marina militare romana &#8211; Wikipedia<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 8pt; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: I &#8211; IV SECOLO d.C. 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