{"id":21848,"date":"2018-06-11T00:58:10","date_gmt":"2018-06-11T00:58:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=21848"},"modified":"2023-05-16T21:41:54","modified_gmt":"2023-05-16T19:41:54","slug":"il-jacket-tecnico-o-ricreativo-di-luca-cicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/21848","title":{"rendered":"Il jacket, tecnico o ricreativo?  parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: ODIERNO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: GAV<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco un nuovo articolo sui materiali subacquei. Oggi <strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Cicali<\/span><\/strong> ci parla di uno strumento che \u00e8 entrato nell&#8217;uso comune di ogni subacqueo: il <strong><span style=\"color: #008000;\">jacket<\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #008000;\">GAV<\/span><\/strong> (da giubbotto ad assetto variabile), internazionalmente conosciuto con la sigla <strong><span style=\"color: #008000;\">BCD<\/span><\/strong>&nbsp;(<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Buoyancy Control Devi<\/i>ce<\/span><\/strong>). Questo strumento, la cui funzione \u00e8 principalmente quella di far mantenere al subacqueo&nbsp; un&nbsp; assetto stabile ed una profondit\u00e0 costante, permettendogli di immergersi o emergere in maniera controllata, ha di fatto ridotto gli sforzi dei primi subacquei. I primi modelli risalgono agli settanta e nel tempo si sono evoluti con prestazioni sempre maggiori.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Tecnico o ricreativo?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Prima o poi ogni appassionato subacqueo si trova di fronte al problema di migliorare la propria attrezzatura subacquea. Facile quindi pensare ad erogatori e jacket. Nei precedenti articoli abbiamo gi\u00e0 illustrato come valutare la qualit\u00e0 di un erogatore e sceglierlo in funzione delle nostre necessit\u00e0. Oggi parliamo del jacket, una parte dell&#8217;attrezzatura sulla quale spesso sono sorti dubbi. In particolare, ci si domanda<strong><span style=\"color: #008000;\"> perch\u00e9 acquistare un jacket cosiddetto \u201ctecnico\u201d, visto che il jacket ricreativo funziona benissimo, mentre l\u2019altro sembra essere pi\u00f9 scomodo e meno accessoriato, oltre a costare pi\u00f9 del doppio?<\/span><\/strong>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 non parliamo di cose comparabili, l\u2019apparenza inganna, e quello che comunemente chiamiamo jacket \u201ctecnico\u201d ha tanti vantaggi sul cosiddetto \u201cricreativo\u201d, principalmente una maggior efficacia, affidabilit\u00e0, sicurezza e praticit\u00e0 d\u2019uso.&nbsp; Innanzitutto&nbsp; vediamo di cosa stiamo parlando. Un jacket tecnico \u00e8 composto da un sacco posteriore, una camera interna, e una placca in acciaio su cui vengono ancorati il sacco stesso e l\u2019imbracatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> Quando acquistarlo?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPenso sia molto utile per tutti dotarsi di un jacket tecnico, certamente per\u00f2 l\u2019acquisto diviene indispensabile per immersioni impegnative, che richiedano una maggiore spinta di galleggiamento. Ad esempio per bilanciare un bi-bombola o una o pi\u00f9 bombole di fase per immersioni con decompressione effettuate a profondit\u00e0 impegnative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma prima di esaminare in maggior dettaglio le principali caratteristiche che distinguono un jacket \u201ctecnico\u201d da uno \u201cstandard\u201d o \u201cricreativo\u201d, \u00e8 doveroso domandarci: <span style=\"color: #008000;\">l<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>&nbsp;<\/strong>caratteristiche, per quanto importanti, giustificano la crescita esponenziale del prezzo del \u201ctecnico\u201d rispetto allo \u201cstandard\u201d?&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Caratteristiche generali<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>La principale caratteristica del jacket \u201ctecnico\u201d \u00e8 di essere pi\u00f9 adatto alla gestione operativa di attrezzature pi\u00f9 pesanti e complesse.&nbsp; Per tale scopo esso \u00e8 equipaggiato con una placca di acciaio adatta a fissare bi-bombola anche di grandi dimensioni, che \u00e8 pi\u00f9 complicato collegare ad un jacket ricreativo, ha un volume molto maggiore e quindi spinta positiva pi\u00f9 grande per controbilanciarne il peso, utilizza materiali pi\u00f9 robusti, non comprime il torace una volta gonfio, dispone di anelli a D generalmente pi\u00f9 numerosi o riposizionabili, \u00e8 equipaggiato con robusti elastici che comprimono il sacco facilitandone lo svuotamento, ha una camera interna sostituibile in caso di foratura, ha generalmente comandi del corrugato pi\u00f9 precisi e realizzati in metallo inox, etc.&nbsp; Ma andiamo per gradi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Spinta di galleggiamento&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/span><br \/>\n<\/span>Se aumentiamo la profondit\u00e0 o il tempo di fondo delle nostre immersioni oltre gli standard ricreativi, come avviene per immersioni impegnative o con decompressione, dobbiamo fare i conti con un aumento del fabbisogno di gas respiratorio. Avere pi\u00f9 gas a disposizione in immersione significa naturalmente bombole pi\u00f9 grandi e in maggior numero, ma soprattutto una pi\u00f9 ampia variazione di peso e quindi di galleggiabilit\u00e0 dall\u2019inizio alla fine dell\u2019immersione. Iniziamo infatti la discesa con le bombole alla massima pressione operativa alla quale vengono portate dalla stazione di ricarica, mentre al termine dell\u2019immersione esse contengono un gas residuo pari circa alla scorta di emergenza che abbiamo pianificato.&nbsp; Anche nel caso molto \u201cricreativo\u201d che il fabbisogno di gas non sia di fatto stato pianificato, ogni subacqueo coscienzioso \u201csi tiene\u201d infatti 50 bar di margine \u2026 Ma potrebbero essere anche quasi vuote nel caso di aver dovuto sfruttare anche questa quota extra di gas, proprio in caso che qualcosa non sia andata per il verso giusto durante l\u2019immersione. Ci\u00f2 comporta una variazione di peso anche notevole, alla quale si aggiungono come sempre altri contributi, come la riduzione di volume della protezione termica dovuta alla pressione idrostatica, e la occasionale necessit\u00e0 di dover sostenere un peso aggiuntivo, ad esempio aiutare un compagno in risalita in caso di emergenza. Tutta questa variazione di peso va compensata con un jacket, che deve essere di volume tale da annullarla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chiarire meglio il tema proviamo a fare un esempio ipotizzando un&#8217;immersione piuttosto impegnativa, limitandoci per\u00f2 ad un caso tipico dei limiti generalmente imposti da brevetti per immersioni con decompressione tipo tech-rec, o \u201cNitrox avanzati\u201d, o \u201cdecompression\u201d, offerti dalle varie didattiche internazionali. Mi riferisco ad immersioni che si collocano ad un livello base o intermedio di subacquea tecnica, che comprende immersioni con decompressione entro profondit\u00e0 di 50-54 metri e con limiti specifici di durata della decompressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo qualche stima. Ipotizzando l\u2019utilizzo di un bi-bombola con capacit\u00e0 massima 24 litri, (12+12), affiancato da una decompressiva da 7 litri, tutte caricate alla pressione massima di 230 bar (configurazione che rappresenta sovente un limite superiore per il tipo brevetti descritti), la massima differenza di peso delle bombole, tra inizio e fine immersione (nell&#8217;ipotesi di sfruttare quasi completamente il loro contenuto di gas, ovvero di&nbsp; lasciare solo 10 bar) \u00e8 di quasi 9 Kg.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">(Volume bombole x variazione di pressione x 1,29 gr\/litro)<\/span><\/strong>, ovvero:<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">(12 +12 +7 ) x 220 x 1,29 = 8.800 gr<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La zavorra dovr\u00e0 quindi essere dimensionata in modo da consentirci un assetto neutro al termine della fase decompressiva, e quindi in superficie, con le bombole quasi completamente scariche e con jacket sgonfio.&nbsp; Ne consegue che all&#8217;inizio dell\u2019immersione, prima ancora della discesa, avremo circa 9 kg di peso in eccesso rispetto alla fase finale della decompressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunti alla massima profondit\u00e0 operativa, subiremo una perdita ulteriore di spinta positiva, a causa dello schiacciamento del neoprene della muta, cappuccio, guanti, calzari e tutto ci\u00f2 che di comprimibile abbiamo addosso.&nbsp; Anche la muta stagna naturalmente tender\u00e0 a collassare procedendo in profondit\u00e0, e malgrado essa venga compensata immettendo aria, i volumi interni saranno certamente ridotti rispetto all&#8217;entrata in acqua. Tutte queste riduzioni di volume determinano una corrispondente riduzione della spinta positiva complessiva, di una quantit\u00e0 che dipende dalla propria corporatura e dal tipo e spessore della muta indossata, ma pu\u00f2 facilmente arrivare attorno ai 50 metri di profondit\u00e0 a 6-7 Kg.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sappiamo che normalmente si raggiunge la massima profondit\u00e0 programmata ad inizio immersione, e quindi con le bombole ancora quasi pienamente cariche.<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Ci troviamo quindi in una situazione di squilibrio a favore della forza peso che, sommando i contributi, pu\u00f2 andare oltre i 16 Kg<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente bisogna considerare anche l\u2019eventualit\u00e0 di una emergenza: un allagamento della stagna o la necessit\u00e0 di aiutare in risalita un compagno in difficolt\u00e0. In tali casi ci troveremo con un surplus di peso complessivo rispetto alla condizione di galleggiamento con bombole vuote che supera facilmente i 20 chilogrammi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-21855\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/tittosub.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per controbilanciare questa prevalenza di spinta verso il basso il jacket deve avere un sacco il cui volume in litri sia circa uguale al peso in kg da annullare, magari con qualche margine aggiuntivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conclusioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Modelli di jacket di tipo standard-ricreativo non sono generalmente in grado di garantire il livello di spinta positiva appena stimato e, anche in caso che lo siano, non offrono lo stesso standard di confort e sicurezza.<\/span> <\/strong>Essi infatti non hanno un sacco vero e proprio, ma una camera gonfiabile che avvolge il torace e che ha oggettive limitazioni in volume, che dipendono inoltre dalla taglia. <strong><span style=\"color: #008000;\">Quindi la prima e pi\u00f9 importante caratteristica di un jacket \u201ctecnico\u201d rispetto al \u201cricreativo\u201d \u00e8 la maggiore spinta positiva, che pu\u00f2 facilmente arrivare a 300 newton, (pari a circa 30 Kg)<\/span><\/strong>. Naturalmente la scelta della spinta giusta dipende dal volume, numero e tipo di bombole che portiamo con noi in immersione.&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Cicali<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=amazon0e150-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=6050490686&amp;linkId=4405efde0db83647df77fec684b2c3b1&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" data-mce-fragment=\"1\">&amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;gt;&amp;amp;lt;br \/&amp;amp;gt;<\/iframe><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10.0pt;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/21848\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/21861\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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