{"id":21703,"date":"2020-06-06T00:10:50","date_gmt":"2020-06-05T22:10:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=21703"},"modified":"2025-12-31T17:12:34","modified_gmt":"2025-12-31T16:12:34","slug":"21703","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/21703","title":{"rendered":"Kaiten, i kamikaze del mare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mezzi insidiosi, Giappone, Kaiten, Kamikaze<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del 1944, la situazione bellica per il Giappone era drammatica; con l&#8217;invasione delle Filippine, la marina imperiale giapponese decise di adottare delle tattiche di attacco navali suicide simili a quelle adottate dai kamikaze, i piloti di aerei che sacrificavano la loro vita lanciandosi contro le navi nemiche. Nacquero i <strong><span style=\"color: #008000;\">kaiten<\/span><\/strong> (&#8220;ritorno ai cieli&#8221;) marinai che guidavano dei siluri modificati contro le navi nemiche, di fatto sacrificando la loro vita nell&#8217;azione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21714\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/missinewa.jpg\" alt=\"\" width=\"867\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/missinewa.jpg 493w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/missinewa-300x166.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 867px) 100vw, 867px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la petroliera Mississinewa, prima vittima dei kaiten<br \/>\n<a href=\"https:\/\/kamikazeimages.net\/books\/ships\/kaiten\/index.htm\">Kaiten: Japan&#8217;s Secret Manned Suicide Submarine and the First American Ship It Sank in WWII (kamikazeimages.net)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A scanso di equivoci, vorrei chiarire che la loro azione non pu\u00f2 essere comparata a quella dei sommozzatori gamma italiani che con i loro mezzi attaccavano le navi nemiche a cavallo dei siluri a lenta corsa trasportando cariche esplosive che collocavano sotto gli scafi nemici. I kaiten conducevano invece missioni suicide in quanto quei mezzi, in pratica siluri modificati, venivano lanciati sul bersaglio dal pilota che non aveva speranza di salvezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una filosofia quindi totalmente diversa, non di facile lettura in una concezione occidentale, per la quale i piloti dei kaiten erano di fatto dei martiri volontari per la Patria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21716\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/674px-Kaiten_torpedo_type_1_schematic-1.svg.png\" alt=\"\" width=\"852\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/674px-Kaiten_torpedo_type_1_schematic-1.svg.png 674w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/674px-Kaiten_torpedo_type_1_schematic-1.svg-300x72.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/674px-Kaiten_torpedo_type_1_schematic-1.svg-669x162.png 669w\" sizes=\"auto, (max-width: 852px) 100vw, 852px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">type 1 <a href=\"https:\/\/ja.wikipedia.org\/wiki\/%E5%9B%9E%E5%A4%A9\">\u56de\u5929 &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La nascita<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLo sviluppo dei <strong><span style=\"color: #008000;\">kaiten<\/span><\/strong> inizi\u00f2 nel febbraio 1944 ed il primo prototipo (descritto come <strong><span style=\"color: #008000;\">type 1<\/span><\/strong>) venne ultimato in luglio; un impegno bellico non indifferente tanto che il 1 agosto erano state gi\u00e0 ordinate le prime cento unit\u00e0. I progettisti originali, nonch\u00e9 collaudatori dei mezzi, furono i tenenti <strong><span style=\"color: #008000;\">Hiroshi Kuroki<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Sekio Nishina<\/span><\/strong>, che persero la loro vita ai comandi dei loro Kaiten durante le fasi preliminari dello sviluppo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-39210\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/KaitenType1Turret.jpg\" alt=\"\" width=\"633\" height=\"912\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/KaitenType1Turret.jpg 456w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/KaitenType1Turret-208x300.jpg 208w\" sizes=\"auto, (max-width: 633px) 100vw, 633px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">periscopio di un Kaiten mod. 1. sullo scafo il <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Kikusui, l&#8217;emblema speciale della nave d&#8217;attacco disegnato sulla versione rettificata del portello superiore del Kaiten di 1a classe.<\/span><\/span><a href=\"https:\/\/ja.wikipedia.org\/wiki\/%E5%9B%9E%E5%A4%A9\">\u56de\u5929 &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo modello <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaiten<\/span><\/strong> era basato sul motore del siluro <strong><span style=\"color: #008000;\">Type 93<\/span><\/strong> al quale era stata aggiunta una sezione contenente il posto di pilotaggio, una zavorra ed il carburante aggiuntivo. La cabina di pilotaggio misurava appena 8,50 metri. Il sistema di navigazione inerziale del siluro venne sostituito con un dispositivo elettrico. Al fine di mirare con maggiore precisione la preda il Kaiten era provvisto di un piccolo periscopio.<br \/>\nSebbene i primi modelli permettessero al pilota di fuoriuscire dal kaiten subito dopo l&#8217;accelerazione finale verso il bersaglio &#8211; in maniera similare ai barchini esplosivi italiani &#8211; le possibilit\u00e0 di successo erano minime. Il pilota, proiettato in acqua, nella fase finale non aveva nessuna possibilit\u00e0 di essere salvato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Modelli<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Furono progettati cinque modelli, i tipi <strong><span style=\"color: #008000;\">1, 2, 4 <\/span><\/strong>e<strong><span style=\"color: #008000;\"> 5<\/span><\/strong> basati sul siluro Type 93 da 610 mm, propulso ad ossigeno puro ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">tipo 10<\/span><\/strong> basato sul siluro Type 92 da 533 mm e propulso da un motore elettrico. I tipi 2, 4 e 10 vennero prodotti in piccola quantit\u00e0 e non vennero di fatto mai usati. Non si sa se siano mai stati realizzati prototipi funzionanti del tipo 3, 6, 7, 8 e 9. Di fatto solo il kaiten <strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;Tipo 1&#8221;<\/span><\/strong> entr\u00f2 in piena produzione ed utilizzato. Il loro impiego fu responsabile dell&#8217;affondamento della petroliera <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Mississinewa<\/span><\/strong> e del cacciatorpediniere di scorta <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Underhill<\/span><\/strong>. Complessivamente ne furono costruiti 300 esemplari di cui solo cento vennero impiegati in missioni suicide, tra l&#8217;altro con un rapporto di successo molto basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo ora gli altri modelli che comunque non riuscirono mai ad arrivare ad una sufficiente maturit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Tipo 2<\/span> <\/strong>venne provato solamente in prove all&#8217;interno di un bacino di carenaggio negli ultimi mesi del 1944 e di fatto non partecip\u00f2 mai ad alcuna missione operativa. Dal punto di vista costruttivo il Tipo 2 differiva dal Tipo 1 per l&#8217;utilizzo di un nuovo motore che comprendeva serbatoi di perossido di idrogeno nella parte anteriore del siluro e di idrato di idrazina nella parte centrale. Il Tipo 2 venne per\u00f2 sempre afflitto da problemi alla propulsione, legati sia al sistema di raffreddamento ad acqua marina utilizzata sia per le scarse prestazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21717\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/695px-Kaiten_torpedo_type_2_schematic-1.svg.png\" alt=\"\" width=\"662\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/695px-Kaiten_torpedo_type_2_schematic-1.svg.png 695w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/695px-Kaiten_torpedo_type_2_schematic-1.svg-300x67.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 662px) 100vw, 662px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">type 2 <a href=\"https:\/\/ja.wikipedia.org\/wiki\/%E5%9B%9E%E5%A4%A9\">\u56de\u5929 &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto venne quindi abbandonato dopo la sperimentazione dell&#8217;unico prototipo. Una caratteristica del tipo 2 era di portare due persone e venne talvolta confuso con i sommergibili tascabili <strong><span style=\"color: #008000;\">Ko-Hyoteki<\/span><\/strong>, usati per gli attacchi contro Pearl Harbor e Sydney.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Screenshot-2023-08-29-211340-1024x234.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-08-29-211340-1024x234.png\" width=\"1024\" height=\"234\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Type 4<\/span><a href=\"https:\/\/ja.wikipedia.org\/wiki\/%E5%9B%9E%E5%A4%A9\">\u56de\u5929 &#8211; Wikipedia<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sviluppo del Kaiten &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Tipo 4&#8243;<\/span><\/strong> venne intrapreso all&#8217;inizio del 1945 a causa dei problemi riscontarti nel &#8220;Tipo 2&#8221;. Di questo modello, in totale, vennero realizzati quattro prototipi che non entrarono mai in grande produzione. Rispetto al &#8220;Tipo 2&#8221; differiva per una modifica all&#8217;impianto propulsivo e per una diversa disposizione dei serbatoi di aria e carburante. Per il fatto che le prestazioni si rivelarono molto inferiori alle attese fu abbandonato dopo i primi 50 esemplari prodotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Tipo 5<\/span><\/strong>&#8221; era di fatto identico al Tipo 4 eccetto per una diversa disposizione dei serbatoi d&#8217;aria anteriori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Screenshot-2023-08-29-211809-1024x268.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-08-29-211809-1024x268.png\" width=\"1024\" height=\"268\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Type 10<\/span> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Kaiten\">Kaiten &#8211; Wikipedia<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultimo fu il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Tipo 10<\/span><\/strong>&#8221; derivato dall&#8217;abbandono dei precedenti progetti e, probabilmente,&nbsp; dall&#8217;abbondanza di siluri Type 92. Il modello fu progettato per essere utilizzato da postazioni di difesa costiere da impiegare in caso di invasione. Tecnicamente molto pi\u00f9 semplice rispetto agli altri, era dotato di un motore elettrico che ne limitava la velocit\u00e0 operativa a 7 nodi, consentendo per\u00f2 un&#8217;autonomia di 3,5 km ed un&#8217;impiego operativo ad una profondit\u00e0 massima di 20 metri. La testata esplosiva fu ridotta a 300 kg, comunque pi\u00f9 che sufficiente per condurre un attacco letale contro le navi avversarie. La fine della guerra decret\u00f2 la fine dello sviluppo del modello tipo 10 con la produzione di una decina di esemplari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21706\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Left-to-right-Kaiten-pilots-Ens.-Akira-Sato-Sub.-Lt.-Sekio.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"611\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Left-to-right-Kaiten-pilots-Ens.-Akira-Sato-Sub.-Lt.-Sekio.jpg 477w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Left-to-right-Kaiten-pilots-Ens.-Akira-Sato-Sub.-Lt.-Sekio-300x216.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">(da sinistra a destra) i piloti dei Kaiten Ens. Akira Sato, Sub. Lt. Sekio Nishina, Sub. Lt. Hitoshi Fukuda, and Ens. Kozo Watanabe che effettuarono l&#8217;attacco contro la Missiwewa dopo essere stati rilasciati dal I-47 <a href=\"https:\/\/kamikazeimages.net\/books\/ships\/kaiten\/index.htm\">Kaiten: Japan&#8217;s Secret Manned Suicide Submarine and the First American Ship It Sank in WWII (kamikazeimages.net)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Addestramento<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;isola di Otsushima situata nel mare interno di Seto nella prefettura di Yamaguchi fungeva da base di addestramento e collaudo dei mezzi. I piloti designati erano tutti di giovane et\u00e0 e seguivano un corso articolato in pi\u00f9 fasi, teoriche e pratiche, che comprendevano l\u2019uso del periscopio e degli strumenti di navigazione ed esercitazioni di guida su percorsi sempre pi\u00f9 complessi fino ad un attacco <span style=\"font-size: 12pt;\">simulato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La tattica di attacco<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI kaiten venivano avvicinati ai bersagli da un sommergibile madre che ne trasportava 4 o 6. Una volta intercettato il nemico, i kaiten venivano rilasciati ad una distanza di circa 6.500 metri. A questo punto, guidati dai loro piloti, i kaiten si avvicinavano ai loro obiettivi a quota periscopica, effettuando un breve re-targeting a circa mille metri dall&#8217;obiettivo, necessario per apportare eventuali correzioni di rotta. Quindi si immergevano per dirigersi sul bersaglio. Una volta lanciato il mezzo, il pilota poteva solo sperare di morire sul colpo &#8230; la possibilit\u00e0 di mancare il bersaglio era alta e, non potendo rientrare al sommergibile, una volta esaurito il carburante si sarebbe trovato solo, in pieno oceano. Si pensa che molti piloti kaiten, a quel punto decidessero di auto detonarsi piuttosto che attendere la morte nell&#8217;immensit\u00e0 dell\u2019oceano. Il kaiten, di fatto, era un&#8217;arma veloce, difficile da controllare e soggetto a variazioni di quota non controllabili. Come tutti i mezzi subacquei dell\u2019epoca non erano scevri da problemi meccanici, tra cui allagamenti del vano di pilotaggio e la tendenza a prendere fuoco a causa delle frequenti perdite di olio.<br \/>\nUna caratteristica dei mezzi era la possibilit\u00e0 di effettuare pi\u00f9 corse sul bersaglio; il pilota che mancava il suo target poteva infatti riacquisire il bersaglio, ricalcolarne gli elementi cinematici, ed attaccare di nuovo. Di fatto, vista la scarsa probabilit\u00e0 di successo, molti comandanti dei sommergibili nipponici preferiva l\u2019uso tradizionale delle armi disponibili, impiegando i pi\u00f9 efficienti siluri Tipo-93.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21718\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-USS_Underhill0668201.jpg\" alt=\"\" width=\"852\" height=\"543\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-USS_Underhill0668201.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-USS_Underhill0668201-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-USS_Underhill0668201-768x490.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-USS_Underhill0668201-1024x653.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 852px) 100vw, 852px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Underhill, <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">un cacciatorpediniere di scorta classe Buckley,<\/span><\/span>&nbsp;m<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">entre scortava un convoglio al largo di Luzon il 24 luglio 1945, fu colpita da un siluro giapponese &#8220;kaiten&#8221;, che gli inflisse gravi danni.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Nonostante gli sforzi coraggiosi del suo equipaggio di controllare i danni dovuti all&#8217;esplosione, la nave venne evacuata e affond\u00f2.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">L&#8217;attacco cost\u00f2 la vita a 112 marinai statunitensi<br \/>\n<\/span><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:USS_Underhill_(DE-682)_underway,_circa_in_late_1943.jpg\">USS Underhill (DE-682) underway, circa in late 1943.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019affondamento della USS Underhill<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Come ho accennato i risultati dell&#8217;impiego dei kaiten furono limitati. Tra di essi ricordo l&#8217;attacco contro una nave da guerra americana, la <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Underhill (DE-682)<\/span><\/strong>, il 24 luglio 1945. La nave, un cacciatorpediniere classe Buckley, era stata consegnata alla Marina statunitense nel 1943 ed aveva servito la maggior parte del conflitto nella Divisione di scorta 56 nell&#8217;Atlantico, nei Caraibi e nel mar Mediterraneo. Nel gennaio del 1945, fu trasferita nel Pacifico e assegnata alla 7a flotta. Il 24 luglio stava scortando un convoglio di LST che trasportavano truppe della 96\u00aa Divisione di fanteria dell&#8217;esercito dirette nelle Filippine. Nel primo pomeriggio del 24 luglio 1945, mentre era ancora a circa 150 miglia a nord-est di Luzon, il convoglio fu avvistato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante Saichi Oba<\/span><\/strong>, al comando del sottomarino giapponese <strong><span style=\"color: #008000;\">I-53<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/MARINA-GIAPPONESE-Japanese_submarines_I-53_and_I-58_in_1945.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-GIAPPONESE-Japanese_submarines_I-53_and_I-58_in_1945.jpg\" width=\"640\" height=\"387\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i sommergibili I-53 e I-58 (da sinistra a destra) nella base di Kure, 1945 &#8211; Fonte The Maru Special No.111&nbsp;<i>Imperial Japanese Naval Vessels in postwar <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Japanese_submarines_I-53_and_I-58_in_1945.jpg\">Japanese submarines I-53 and I-58 in 1945.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/i><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sommergibile giapponese era entrato in servizio nel febbraio 1944 ed apparteneva alla classe dei sommergibili da crociera a lungo raggio. Durante la sua breve vita operativa, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">I-53<\/span><\/strong> aveva partecipato all&#8217;operazione &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">A-Go<\/span><\/strong>&#8220;, a settentrione delle Isole dell&#8217;Ammiragliato, nel maggio del 1944 ed era poi stato assegnato ad est delle Marianne a met\u00e0 giugno 1944, modificato come battello di supporto per i kaiten. Il suo carico di guerra comprendeva sei kaiten, oltre al suo normale complemento di siluri. Il suo comandante, <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Oba,<\/span><\/strong> aveva precedentemente comandato numerosi battelli e, sotto il suo comando, l\u2019I-53 aveva preso parte alla seconda missione Kaiten, denominata &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Kongo<\/span><\/strong>&#8220;. In quella operazione non era stato in grado di lanciare nessuno dei quattro kaiten che portava ed era stato costretto a tornare in Giappone. Oba era un valente comandante ed aveva gi\u00e0 danneggiato un trasporto ed affondato tre unit\u00e0 logistiche nonch\u00e8 un cacciatorpediniere utilizzando i suoi siluri. Dopo aver avvistato il convoglio, scortato dal caccia USS Underhill, scopr\u00ec che due dei suoi kaiten erano inutilizzabili a causa di un guasto meccanico. Nei rapporti di bordo sembrerebbe Oba decise allora di lanciare i quattro kaiten rimanenti. A sua volta l\u2019USS Underhill inizi\u00f2 un attacco contro il sommergibile impiegando le sue&nbsp; bombe di profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle navi trasporto, la <strong><span style=\"color: #008000;\">LST-991<\/span><\/strong>, fu quasi speronata da un kaiten, che pass\u00f2 sotto la sua chiglia senza esplodere; il pilota giappoense invert\u00ec la rotta e riusc\u00ec a colpire il trasporto nel suo un secondo attacco. Poco dopo, anche il cacciatorpediniere fu colpito da un altro kaiten che lo speron\u00f2 a prua, appena davanti alla sala macchine n. 1. I risultati furono drammatici: all\u2019effetto dell\u2019esplosione della testata del kaiten si aggiunse l&#8217;esplosione simultanea delle caldaie di prua e delle munizioni dei cannoni anteriori da 3 &#8220;e da 20 mm. L&#8217;esplosione distrusse completamente la nave e la parte anteriore affond\u00f2 quasi all&#8217;istante, senza sopravvissuti. La sezione posteriore del trasporto rimase a galla per un certo periodo ma molti sopravvissuti passarono parecchie ore nelle acque circostanti&nbsp; mentre le LST e le altre unit\u00e0 di scorta americane continuarono a sparare all&#8217;impazzata su gli altri kaiten e sul I-53. In tutto, dei 122 membri dell&#8217;equipaggio dell\u2019USS Underhill, circa 190 persero la vita nell&#8217;attacco. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Oba<\/span><\/strong> riusc\u00ec a disimpegnarsi e rientrare in porto a Hikari un mese dopo l&#8217;attacco all\u2019Underhill. Dopo l&#8217;armistizio il sommergibile I-53 fu&nbsp; affondato dalla US Navy al largo di Goto, Giappone, il 1 aprile 1946.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riferimenti<br \/>\nPer chi volesse approfondire, si consiglia la lettura dei libri <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaiten Weapon<\/span><\/strong> (1962) scritto dall&#8217;ex pilota kaiten <strong><span style=\"color: #008000;\">Yutaka Yokota<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">I-Boat Captain<\/span><\/strong> (1976) scritto dall&#8217;ex comandante del sommergibile I-47.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: mezzi insidiosi, Giappone, Kaiten, Kamikaze . 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