{"id":21173,"date":"2018-05-10T00:26:48","date_gmt":"2018-05-09T22:26:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=21173"},"modified":"2023-05-16T16:51:47","modified_gmt":"2023-05-16T14:51:47","slug":"la-guerra-navale-nel-mediterraneo-e-nelle-fiandre-nel-xvi-secolo-il-perche-del-successo-della-galea-parte-ii-di-emiliano-beri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/21173","title":{"rendered":"La guerra navale nel Mediterraneo e nelle Fiandre nel XVI secolo: il perch\u00e9 del successo della galea &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO e OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: galee<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">La galea era quindi uno strumento bellico pi\u00f9 flessibile ed efficace della nave nel teatro mediterraneo<\/span><br \/>\n<\/strong>Se guardiamo alla battaglia di Lepanto [fig. 6] vediamo la galea sfruttare al meglio le sue caratteristiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-21172\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/lepanto.jpg\" alt=\"\" width=\"1279\" height=\"723\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/lepanto.jpg 1279w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/lepanto-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/lepanto-768x434.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/lepanto-1024x579.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1279px) 100vw, 1279px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lepanto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nA nord Mehemet Soraq e Agostino Barbarigo manovrarono sotto costa, tra secche e bassifondi, in spazi strettissimi, prendendosi vicendevolmente sul fianco (e la spunter\u00e0 il Barbarigo). A sud, con Ulugh Al\u00ec, cerc\u00f2 di aggirare il fianco scoperto della flotta della Lega; Giovanni Andrea Doria manovr\u00f2 in parallelo per impedirglielo; Ulugh Al\u00ec invert\u00ec la rotta per gettarsi nel varco aperto nello schieramento cristiano, lasciando parte della sua squadra ad impegnare il Doria per fissarne la posizione. Questi, disimpegnatosi, lo insegu\u00ec. Ci troviamo di fronte ad una serie di manovre e contromanovre, di complesse evoluzioni, eseguite in uno spazio di mare relativamente limitato a livello di squadre fino a 50-60 bastimenti. Il tutto indipendentemente dalla condizione del vento, sfruttando vele e remi a seconda della continenza, senza alcuna dipendenza dalla direzione e dalla forza del vento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">La galea era, quindi, tra Cinquecento e primo Seicento, quella che oggi viene definita una Capital Ship, la Capital Ship del Mediterraneo.&nbsp;<\/span><br \/>\n<\/strong>Ma il suo impiego non era limitato al solo Mediterraneo. Troviamo galee e galeotte portoghesi nell\u2019Oceano Indiano e nel Mar Rosso, galee nordiche nel Baltico, galee spagnole nel Golfo di Biscaglia (durante le guerre di religione francesi), a Manila (comandate dal un genovese, Raggio Doria) e anche nelle Fiandre. \u00c8 sulle Fiandre che mi soffermer\u00f2 brevemente per concludere. Perch\u00e9 qui entra in gioco un altro genovese, Federico Spinola, fratello minore e socio del pi\u00f9 celebre Ambrogio. \u00c8 un personaggio singolare Federico. La madre, Polissena Grimaldi, lo aveva indirizzato alla vita ecclesiastica. Federico dopo (o durante) gli studi all\u2019Universit\u00e0 di Salamanca decise di indirizzare il suo futuro altrove, ossia nella carriera militare. A 19 anni, nel 1590, dopo una breve esperienza a bordo delle galee della stuolo genovese si arruol\u00f2 nell\u2019Armata spagnola della Fiandre, maturando esperienza sotto la guida di Alessandro Farnese, il comandante dell\u2019Armata. Serv\u00ec come soldato ma sempre con un occhio sul mare. Osserv\u00f2 il teatro marittimo, riflettendo su uno dei cardini del fallimento dell\u2019Invincibile Armada nel 1588: il blocco imposto dai navigli leggeri olandesi ai porti fiamminghi, dai quali avrebbero dovuto salpare i bastimenti con a bordo l\u2019Armata del Farnese per attraversare la Manica sotto la protezione dell\u2019Armada. Ma l\u2019Armada era senza galee, era senza una base (ossia senza un porto) e i suoi galeoni e le sue navi non potevano operare sui bassifondi fiamminghi contro i legni leggeri olandesi, per togliere il blocco. Sulla base di queste riflessioni Federico nel 1594 propose all\u2019arciduca Ernesto d\u2019Austria, governatore dei Paesi Bassi spagnoli (il Farnese era morto nel 1592), un piano ambizioso: utilizzare galee nelle Fiandre contro il traffico olandese e inglese. Le galee avrebbero dovuto sfruttare il vantaggio della propulsione remica per attaccare le navi inglesi e olandesi in bonaccia, muovendosi agilmente sui bassi fondali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo, le galee avrebbero potuto sfruttare il loro basso pescaggio e la propulsione remica anche per compiere incursioni in territorio olandese lontano dalla linea del fronte di guerra terrestre, risalendo le foci dei fiumi ed i canali, al fine di terrorizzare la popolazione.&nbsp;Ma c&#8217;era ancora dell&#8217;altro nella testa di Federico. Una volta indeboliti gli olandesi, una flotta di galee avrebbe dovuto proteggere il passaggio dell\u2019Armata della Fiandre in Inghilterra, con obiettivo di conquistare una citt\u00e0, fortificarla e farne il centro d\u2019operazioni per la progressiva conquista del regno di Elisabetta I. L\u00e0 dove i galeoni e la naos dell\u2019Armada del 1588 avevano fallito le galee, pi\u00f9 adatte al particolare teatro operativo e alle operazioni anfibie, potevano riuscire. L\u2019arciduca Ernesto rimase entusiasta del piano ed invi\u00f2 Federico a Madrid per presentarlo a Filippo II. La sconfitta dell\u2019Armada per\u00f2 bruciava ancora troppo; Filippo non ne volle sapere di tentare di nuovo la sorte contro l\u2019Inghilterra. Federico dovette attendere la morte del re (1598) per proporre il progetto al suo successore. Nel frattempo si occup\u00f2 anche di Mediterraneo, appoggiando il progetto del fratello Ambrogio di prendere in <em>asiento<\/em> le 20 galee della squadra spagnola di Napoli (progetto naufragato a causa dell\u2019ostilit\u00e0 del Vicer\u00e9 di Napoli, e forse anche di Giovanni Andrea Doria, che era in contrastato con Ambrogio e mal avrebbe visto un suo antagonista al comando di una delle squadre spagnole poste sotto il suo comando). Ma torniamo alle Fiandre e all&#8217;Inghilterra. Nel 1599 Federico ottenne l\u2019incarico di armare una squadra di galee per le Fiandre, in via sperimentale, per verificare la giustezza delle sue teorie sul fatto che la galea potesse farsi valere nel teatro di guerra fiammingo. La sperimentazione and\u00f2 pi\u00f9 che bene; Federico molest\u00f2 con efficacia il traffico anglo-olandese a partire dalla sua base, il porto di Sluis. Lo fece con tanta efficacia che, a partire dall&#8217;anno successivo gli olandesi, per contrastarne l&#8217;azione, iniziarono a varare galeotte: la miglior dimostrazione dell\u2019efficacia di un sistema d\u2019arma \u00e8 la sua diffusione tra le file de nemico. Cos\u00ec fu per la galea. Federico torn\u00f2 a Madrid nel 1601: il periodo di sperimentazione era finito a aveva dato esito positivo; si poteva passare all&#8217;attuazione del piano di invasione contro l\u2019Inghilterra. Il piano divenne un affare di famiglia, perch\u00e9 c\u2019era bisogno di un esercito, di un corpo di truppa che rinforzasse l\u2019Armata della Fiandre, e di un generale che reclutasse ed organizzasse il nuovo corpo, e che prendesse il comando dell\u2019Armata nell&#8217;attacco contro l\u2019Inghilterra. Federico coinvolse suo fratello, Ambrogio. I due reclutarono 11.000 uomini; ci misero soldi propri, prestando alla Corona fino a 800.000 ducati, per finanziare le forze di terra e la squadra di galee. Federico cerc\u00f2 nuove galee da unire a quelle che aveva lasciato nella Fiandre. Tra l\u2019altro entr\u00f2 di nuovo in contrasto con Giovanni Andrea Doria perch\u00e9 tratt\u00f2 l\u2019acquisto di quattro unit\u00e0 della Squadra di Genova, di propriet\u00e0 di un altro Ambrogio Spinola, un suo parente. Carlo Doria, figlio di Giovanni Andrea, comandava la squadra. A padre e figlio il fatto che Federico si prendesse quattro galee della loro squadra non andava gi\u00f9. Carlo raggiunse Madrid per protestare, bloccando la transazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21171\" aria-describedby=\"caption-attachment-21171\" style=\"width: 1278px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21171 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea.jpg\" alt=\"\" width=\"1278\" height=\"722\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea.jpg 1278w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea-768x434.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea-1024x579.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1278px) 100vw, 1278px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-21171\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fig. 7<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Federico dovette guardare altrove, ed ottenne delle galee portoghesi. Come and\u00f2 a finire la questione? Sappiamo bene che Ambrogio Spinola non invase mai l\u2019Inghilterra. Quando Federico (via mare) e Ambrogio (via terra) raggiungessero le Fiandre, nel 1603 (nonostante il tentativo olandese di intercettare la flotta di Federico nel passo di Calais [fig. 7 e 8]), l\u2019Armata spagnola era impegnata da due anni nell\u2019assedio di Ostenda. I due fratelli considerarono la conquista della citt\u00e0 quale condizione preliminare per procedere poi all\u2019azione oltre la Manica. Ma due episodi fecero accantonare il piano: la morte di Elisabetta I, nel marzo del 1603 \u2013 a cui segu\u00ec una relativa distensione dei rapporti tra Spagna e Inghilterra \u2013 e quella di Federico (26 maggio 1603) durante un\u2019operazione navale collegata all\u2019assedio (la squadra di galea veniva utilizzata per bloccare il porto di Ostenda).<\/p>\n<figure id=\"attachment_21170\" aria-describedby=\"caption-attachment-21170\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21170 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea-8.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"729\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea-8.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea-8-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea-8-768x437.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/galea-8-1024x583.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-21170\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fig. 8<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ambrogio non varc\u00f2 mai la Manica, ma l\u2019esperienza di Federico e delle sue galee non rimase una parentesi priva di conseguenze. Gli spagnoli e gli olandesi continuarono ad usare bastimenti mediterranei nelle Fiandre, galee e fregate (queste ultime erano bastimenti leggeri di servizio alle galee, utilizzati anche come legni corsari, solitamente di conserva con le galee); e a Dunkerque, porto dei Paesi Bassi spagnoli, dall&#8217;ibridazione delle fregate mediterranei con i galeoni nacquero le &#8220;fregate a galeone&#8221;, ossia quelle fregate armate a nave che si affermarono come bastimenti da guerra leggeri (rispetto alla nave di linea) nei due secoli successivi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Emiliano Beri<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">testo tratto dalla relazione presentata al convegno internazionale &#8220;Navi genovesi nel Secolo dei Genova&#8221;, Archivio di Stato di Genova, 6 aprile 2018<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/20795\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/21173\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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