{"id":20870,"date":"2018-04-18T01:34:02","date_gmt":"2018-04-18T01:34:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=20870"},"modified":"2023-05-15T22:06:06","modified_gmt":"2023-05-15T20:06:06","slug":"il-ruolo-della-marina-russa-e-la-crisi-siriana-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/20870","title":{"rendered":"Il ruolo della marina russa nel Mar Mediterraneo e la crisi siriana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Russia, Siria<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le preoccupazioni dell\u2019opinione pubblica, in merito ad un possibile escalation dell\u2019attacco in Siria tra le due superpotenze, ci fornisce l\u2019occasione di parlare della politica navale di Mosca, dello sviluppo della Voenno-morskoj flot e sul possibile impatto sulle politiche marittime dei prossimi anni nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il ruolo della marina russa non \u00e8 cambiato<\/span><br \/>\n<\/strong>Va fatta una premessa importante. Tradizionalmente il ruolo della marina russa \u00e8 sempre stato di fornire una supporto dal mare alle forze terrestri. Come vedremo non si tratta di un ruolo di marina di alto mare, costruita per mantenere il <em><span style=\"color: #008000;\">sea control<\/span><\/em>, ma di una estensione del potere letale del suo potenziale bellico. Se consideriamo la recente missione mediterranea della flotta russa, secondo i canoni della strategia di politica marittima del Mahan, quest\u2019ultima pu\u00f2 essere considerata un fallimento. Le navi hanno confermato di non essere in grado di operare per lungo tempo in alto mare, con evidenti difficolt\u00e0 logistiche per effettuare le manutenzioni ed i rifornimenti necessari. Non sembra nemmeno superato il gap tecnologico con la controparte occidentale a causa di carenze nei sistemi comando e controllo.&nbsp;Quanto sopra dipende da un certo numero di fattori. Innanzitutto le due concezioni di combattimento in mare sono essenzialmente diverse. Non si tratta quindi di un fattore recente.&nbsp; La Marina zarista inizi\u00f2 la sua politica lungo le flotte fluviali del IX secolo a Kiev per proteggere le rotte commerciali attraverso gli stretti di Costantinopoli. In seguito la Russia divenne una potenza marittima sotto Pietro il Grande (1672-1725). A parte le grandi guerre del nord con la Svezia, solo nell&#8217;ottocento concep\u00ec la necessita di creare delle basi nel Mar Nero per garantire il suo accesso al Mediterraneo.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/640px-Istanbul_and_Bosporus_big.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-Istanbul_and_Bosporus_big.jpg\" width=\"640\" height=\"744\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Questa immagine digitale \u00e8 stata scattata dall&#8217;equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale il 16 aprile 2004. Quando \u00e8 stata scattata questa immagine, forti correnti trasportavano acque costiere torbide dal Mar Nero attraverso lo stretto e nel mare di Marmara &#8211; Fonte<\/strong> <strong>NASA Earth Observatory &#8211; autore astronaut photograph ISS008-E-21752<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Istanbul_and_Bosporus_big.jpg\">File:Istanbul and Bosporus big.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto debole della flotta imperiale russa in mar Nero era legato agli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, da sempre elemento di forza della Turchia. Le forti correnti, la vicinanza delle rive da cui colpire il traffico navale, avevano spezzato anche le ambizioni di Churchill. Dopo la prima guerra mondiale le limitazioni del traffico derivanti dalla <em><span style=\"color: #008000;\">convenzione di Montreux<\/span><\/em> causarono un forte ridimensionamento delle aspirazioni russe. Questo accordo, firmato nel 1936, regola&nbsp;tutt&#8217;oggi, sia in tempo di pace che in tempo di guerra,&nbsp;il passaggio del naviglio di superficie e subacqueo (sia civile che militare) attraverso gli stretti. Esso stabilisce il massimo tonnellaggio (30000 tonnellate fino ad un massimo di 45000) che i Paesi non rivieraschi del Mar Nero possono mantenere al suo interno ed il tempo limite di permanenza delle flotte straniere. Tra le varie clausole, la Convenzione indica quando e con quali modalit\u00e0, la Turchia ha il diritto di impedire il transito di unit\u00e0 navali di stati terzi attraverso i due stretti. Uno strumento potente in mano a Erdogan che gli consente di poter regolare il passaggio di flotte militari straniere da e verso il Mar Nero. E\u2019 importante sottolineare che la Turchia, in accordo con l\u2019articolo 21, potrebbe legalmente impedire il transito anche ad unit\u00e0 militari e civili di una certa nazione nel caso in cui Ankara nel caso si sentisse minacciata da tale azione. Da cui si comprende come Erdogan potrebbe legalmente giocare le sue carte riferendosi sia alle politiche NATO sia al di fuori dell\u2019Alleanza chiudendo gli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli alle navi di una nazione, come la Russia, che a suo giudizio possa minacciare gli interessi della Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Ma quali sono gli effetti sull&#8217;impiego&nbsp;della flotta russa nel Mediterraneo?<\/span><\/strong><br \/>\nLa convenzione di Montreux prevede che le nazioni possono ricorrere contro eventuali limitazioni al passaggio&nbsp; tramite il Consiglio della Societ\u00e0 delle Nazioni (non pi\u00f9 esistente dal 1946).&nbsp;Questa responsabilit\u00e0 \u00e8 teoricamente passata, almeno in gran parte, all&#8217;odierno Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Essendo cambiati i membri del vecchio Consiglio, nel caso la Russia richiedesse una eccezione alla regola i risultati a suo favore sarebbero poco probabili. Inoltre il governo turco, appartenente alla NATO, fino ad oggi ha sempre considerato la Russia una minaccia concreta alla sua sovranit\u00e0. Una domanda che in questi giorni ci si pone \u00e8 se la strana commistione di interessi in Siria, tra&nbsp; paesi distanti fa loro come Russia e Turchia, rappresentata con ampie strette di mano sui media, possa modificare questi schieramenti.&nbsp;Un possibile rinforzo navale russo dal Mar Nero appare quindi improbabile. La marina di Mosca dovr\u00e0 quindi far conto sulla forza navale presente che si appoggia alla base di Tartus, ora concessa ufficialmente dalla Siria agli storici alleati. Nel gennaio 2017 Russia e Siria hanno infatti perfezionato un accordo per estendere il controllo russo sulla base per altri 49 anni dando alla Russia la sovranit\u00e0 sul territorio della base. Sebbene la base fosse stata costruita e gestita dai Russi nel 1971, non si era mai arrivati a tanto. La base sta subendo lavori di trasformazione per renderla adatta per accogliere la flotta con nuovi magazzini, officine e depositi. Uno sforzo quinquennale che assicurer\u00e0 lo sbocco nel Mediterraneo da lungo tempo ricercato dalla marina russa, almeno fino a quando rester\u00e0 in Siria il regime di Assad.<\/p>\n<figure style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/RUSSIA-NAVI-MEDITERRANEO-giornalisti-a-bordo-di-un-anave-russa-nel-mediterraneo-2016-01.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 RUSSIA-NAVI-MEDITERRANEO-giornalisti-a-bordo-di-un-anave-russa-nel-mediterraneo-2016-01.jpg\" width=\"900\" height=\"600\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">evento mediatico di navi russe nel Mediterraneo, gennaio 2016, Fonte Ministero Difesa Russo<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:%D0%A0%D0%B0%D0%B1%D0%BE%D1%82%D0%B0_%D0%B8%D0%BD%D0%BE%D1%81%D1%82%D1%80%D0%B0%D0%BD%D0%BD%D1%8B%D1%85_%D0%B6%D1%83%D1%80%D0%BD%D0%B0%D0%BB%D0%B8%D1%81%D1%82%D0%BE%D0%B2_%D0%BD%D0%B0_%D0%BA%D0%BE%D1%80%D0%B0%D0%B1%D0%BB%D1%8F%D1%85_%D0%BF%D0%BE%D1%81%D1%82%D0%BE%D1%8F%D0%BD%D0%BD%D0%BE%D0%B9_%D0%B3%D1%80%D1%83%D0%BF%D0%BF%D0%B8%D1%80%D0%BE%D0%B2%D0%BA%D0%B8_%D0%92%D0%9C%D0%A4_%D0%A0%D0%BE%D1%81%D1%81%D0%B8%D0%B8_%D0%B2_%D0%A1%D1%80%D0%B5%D0%B4%D0%B8%D0%B7%D0%B5%D0%BC%D0%BD%D0%BE%D0%BC_%D0%BC%D0%BE%D1%80%D0%B5_(2016-01)_(19).jpg\">File:\u0420\u0430\u0431\u043e\u0442\u0430 \u0438\u043d\u043e\u0441\u0442\u0440\u0430\u043d\u043d\u044b\u0445 \u0436\u0443\u0440\u043d\u0430\u043b\u0438\u0441\u0442\u043e\u0432 \u043d\u0430 \u043a\u043e\u0440\u0430\u0431\u043b\u044f\u0445 \u043f\u043e\u0441\u0442\u043e\u044f\u043d\u043d\u043e\u0439 \u0433\u0440\u0443\u043f\u043f\u0438\u0440\u043e\u0432\u043a\u0438 \u0412\u041c\u0424 \u0420\u043e\u0441\u0441\u0438\u0438 \u0432 \u0421\u0440\u0435\u0434\u0438\u0437\u0435\u043c\u043d\u043e\u043c \u043c\u043e\u0440\u0435 (2016-01) (19).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Futuro della flotta russa<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Nel luglio del 2017 Vladimir Putin aveva approvato la nuova dottrina navale russa prevedendo lo sviluppo di una marina in grado di mantenere la sua superiorit\u00e0 nei confronti della marina cinese&nbsp; e americana. La nuova dottrina di Mosca evidenzia che le minacce per la Russia sono sintetizzate nell&#8217;ambizione delle potenze occidentali a dominare i mari, compreso l\u2019Artico, imponendo la superiorit\u00e0 delle loro forze navali.&nbsp; Questa ambizione, secondo Mosca,&nbsp; si dimostra con azioni intese a limitare l\u2019accesso alle risorse marittime ed il controllo russo sulla rotta del Mare del Nord. Le tre potenziali minacce per la Russia sono il crollo della situazione politico-militare internazionale che potrebbe portare all\u2019uso della forza militare nelle aree marittime che hanno un interesse strategico per la Russia, lo schieramento di armi strategiche non nucleari di precisione e di difesa da missili balistici in territori e in zone marittime adiacenti alla Russia, e l\u2019uso della forza militare da parte di altri Stati&nbsp; per minacciare gli interessi russi. Oltre all\u2019Artico, e ai nuovi territori liberati dai ghiacci a causa dei cambiamenti climatici, la dottrina ribadisce la necessita di proteggere l\u2019accesso alle risorse energetiche medio orientali e del Mar Caspio. Un&#8217;altra preoccupazione \u00e8 il pericolo causato dalla crescita della pirateria nel Golfo di Guinea, nell&#8217;Oceano Indiano e Pacifico. Infine le priorit\u00e0 geografiche pi\u00f9 sensibili vengono individuate nel rafforzamento della flotta del Mar Nero e delle forze russe in Crimea, ed il mantenimento (rafforzamento) di una presenza navale stabile nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica un programma ambizioso che nasconde una apparente&nbsp; difficolt\u00e0 a produrre nuove navi di superficie. Di fatto dagli anni \u201990 non \u00e8 stata costruita nessuna nave da combattimento di dimensioni maggiori di una fregata. Inoltre, la costruzione di sottomarini non nucleari rimane ostacolata dalla mancanza di un sistema di alimentazione autonomo indipendente dall&#8217;aria, lasciando la flotta dipendente dall&#8217;impiego dei motori diesel. Il programma prospettato avrebbe quindi bisogno di qualcosa di pi\u00f9 consistente di quanto pubblicato sulla stampa internazionale. Apparentemente la Marina russa sembra orientarsi su navi da guerra da impiegare in zone marittime relativamente costiere, abbandonando quindi le sue aspirazioni di potenza marittima globale. Nel 2017 Il viceministro della Difesa Yuri Borisov ha infatti preannunciato lo sviluppo di unit\u00e0 costiere con capacit\u00e0 missilistiche e sottomarini armati con missili balistici nucleari (SSBN), inserite nella pianificazione delle nuove costruzioni 2018-2027. Curiosamente questa dichiarazione va a scontrarsi sia con le manifestazioni propagandistiche di Putin, seguite da parate navali d\u2019altri tempi, sia con le dichiarazioni del vice primo ministro Dimitry Rogozin che aveva ribadito che la Russia non poteva in nessun modo perdere le sue aspirazioni di potenza marittima globale. Non ultimo era apparso significativo l\u2019invio della portaerei Kuznetsov con il suo seguito nelle acque di fronte alla Siria.&nbsp; Dimostrazioni di forza con una marina d&#8217;altura ancora necessitante di un salto di qualit\u00e0. Di fatto questi annunci non hanno trovato riscontro nei programmi di sviluppo che sembrano voler prediligere la costruzione di unit\u00e0 leggere da impiegare in zone marittime vicine e comunque con un raggio di 500 miglia dal territorio russo.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/RUSSIA-MARINA-Admiral_Kuznetsov_aircraft_carrier.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 RUSSIA-MARINA-Admiral_Kuznetsov_aircraft_carrier.jpg\" width=\"640\" height=\"317\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Admiral Kuznetsov aircraft carrier &#8211; Ministry of Defence<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Admiral_Kuznetsov_aircraft_carrier.jpg\">File:Admiral Kuznetsov aircraft carrier.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Il Mediterraneo<\/span><\/strong><br \/>\nTralasciando, le aree geografiche lontane, concentriamoci ora sul Mar Mediterraneo, storicamente punto debole delle aspirazioni navali russe. In guerra fredda l\u2018Unione sovietica poteva contare su due ancoraggi nel Mediterraneo, la Libia e la Siria. Caduta la Libia resta solo il paese mediorientale di Bashar al Assad, terra di contesa tra pi\u00f9 interessi internazionali. La mancanza di basi logistiche da un certo aspetto&nbsp; giustifica la scelta di costruire nuove navi costiere e sottomarini missilistici che, nei prossimi anni, costituiranno la spina dorsale della marina, strumenti di deterrenza (non solo nucleare) nei mari limitrofi alle aree di interesse russe. Questo permetter\u00e0 alla Russia di mantenere una cornice di sicurezza adeguata&nbsp; senza allontanarsi troppo dal Mar Baltico, Mar Nero, Mare di Barents ed il Mar del Giappone. Grazie alla nuova base di Tartus sar\u00e0 ora possibile mantenere per lungo tempo un gruppo navale anche nel Mediterraneo.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SIRIA-640px-SyrianWarAnimation2011-2019.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SIRIA-640px-SyrianWarAnimation2011-2019.gif\" width=\"640\" height=\"640\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fasi della guerra civile in Siria da ottobre 2011 a marzo 2019 &#8211; autore Alexpl<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SyrianWarAnimation2011-2019.gif\">File:SyrianWarAnimation2011-2019.gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa task Force \u00e8 attualmente composta da quindici navi da guerra tra cui due moderne fregate classe ammiragli, due cacciatorpediniere lanciamissili classe Kashin-Mod, la Neustrashimy e la Smetlivy ed almeno un moderno sottomarino SSK classe Kilo &#8211; Varshavyanka, con&nbsp; propulsione diesel elettrica varie. Della Task Force del Mediterraneo fanno parte anche tre navi d\u2019assalto anfibio classe Ropucha: la Caesar Kunikov, la Nikolay Filchenkov e la Azov. Ragionevolmente le navi rifornitrici ed ausiliarie effettueranno una rotazione costante con la Flotta del Mar Nero. E&#8217; probabile che in futuro la presenza ne Mar Mediterraneo sar\u00e0 assicurata a rotazione da tre gruppi navali.&nbsp;Questo consentir\u00e0 di poter addestrare gli equipaggi in condizioni operative diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ma quali saranno gli sviluppi futuri della flotta russa?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Sicuramente la rottura del contratto del Mistral da parte dei Francesi ha dato un duro colpo alle prospettive di sviluppo di una marina russa, strategicamente parlando, di altura. Gli analisti descrivono programmi di sviluppo mirati alla difesa degli interessi della patria russa ma esiste ancora un gap tecnologico che si ripercuote nei sistemi di comando e controllo della flotta. Alla base della pianificazione delle future forze navali vi \u00e8 sempre la mancanza di strutture decentrate di supporto (logistico), necessarie per le manutenzioni, rifornimenti e sosta delle navi. Questa limitazione strategica per la flotta di Mosca non \u00e8 recente ed ha caratterizzato, dal dopo guerra fino ad oggi, scelte costruttive ben diverse di quelle dei paesi NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In campo marittimo le due superpotenze hanno sempre avuto politiche diverse di impiego e sviluppo delle forze marittime. Senza entrare in tediosi particolari, da una parte esiste una visione globale (statunitense) basata su flotte dislocate negli oceani che si appoggiano a basi collocate in Paesi amici e su task force sviluppate per operare per lunghi periodi nelle blue water&nbsp; per mantenere il Sea Control (ad esempio i carrier group), dall&#8217;altra un impiego delle forze navali pienamente integrate nelle strategie della \u201cdifesa\u201d un tempo dell\u2019Unione Sovietica e dei paesi amici, basato su mezzi dotati di alta letalit\u00e0 da impiegare come sistemi offensivi avanzati. In questo momento se esiste una migliore capacit\u00e0 C2 da parte degli Stati Uniti,&nbsp;la Russia sembra detenere una superiorit\u00e0 militare-tecnologica sui missili da crociera e aero-balistici. Questo risulta dalle recenti rivelazioni dei siti di settore che sottolineano le capacit\u00e0 delle nuove armi di Putin. In realt\u00e0 era noto da tempo che la marina russa stava sviluppando un missile anti nave&nbsp;<em>3M22 Zircon<\/em>&nbsp;in grado di raggiungere i Mach 8, tecnicamente non intercettabile da qualunque difesa aerea. L&#8217;annuncio nel marzo 2018 di aver testato con successo un modernissimo&nbsp;missile ipersonico, il&nbsp;<em>Kinzhal,<\/em>&nbsp;probabilmente basato sulla struttura dell\u2019<em>Iskander<\/em>, con caratteristiche Mach 10+ ad alta manovrabilit\u00e0 di 2000 chilometri di portata, trasportabile dai MiG-31BM, potrebbe costringere a riscrivere i manuali di tattica navale. Sono proprio i MIG 31 BM,&nbsp;caccia multiruolo in grado di colpire anche bersagli al suolo, a fungere da primo stadio per portare il missile antinave a 2, 5 mach. Un aereo sofisticato, dotato di un radar in grado di attivare contemporaneamente sia i missili aria-aria sia quelli aria-superficie, che pu\u00f2 ingaggiare fino a ventiquattro bersagli contemporaneamente.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, la marina russa sembra possedere oggi armi di grande letalit\u00e0, da impiegare come strumenti di attacco, che potrebbero saturare e rendere inefficaci le capacit\u00e0 di Comando e Controllo dei paesi NATO. Tra le nuove costruzioni, la <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Admiral Grigorovich<\/span><\/strong> ha caratteristiche interessanti. Queste fregate, vendute anche all&#8217;India, hanno un dislocamento di 4.000 tonnellate ed una capacit\u00e0 propulsiva COCAG che assicura una velocit\u00e0 di 30 nodi con un\u2018autonomia di 30 giorni. La tecnologia costruttiva \u00e8 modulare con caratteristiche stealth delle strutture per ridurre la segnatura radar. Sono equipaggiate con i nuovi sistemi modulari di difesa aerea e l\u2019armamento comprende un lanciatore multiplo Kalibr che assicura una portata offensiva significativa. Si ritiene che questo tipo di unit\u00e0 abbiano lanciato su obbiettivi terrestri dell&#8217;ISIS in Siria. Unit\u00e0 quindi decisamente letali.&nbsp;Per quanto riguarda le vecchie costruzioni, esse si stanno rapidamente avvicinando alla fine della loro vita operativa. La portaerei Ammiraglio Kuznetsov, mostrata con orgoglio in molte news in occasione della sua dislocazione in Mediterraneo, sta rimandando da tempo le manutenzioni necessarie al suo mantenimento in efficienza. La fumata nera del suo passaggio nella Manica fece scalpore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli sforzi costruttivi della cantieristica russa sembrano concentrarsi su unit\u00e0 di limitato tonnellaggio dando priorit\u00e0 a nuove armi letali che incrementino il raggio di portata dei loro sistemi offensivi con velocit\u00e0 non gestibili dagli attuali sistemi anti missile. Se vogliamo, il concetto di \u201c<em><span style=\"color: #008000;\">fire and forget<\/span><\/em>\u201d sovietico non sembra essere del tutto cambiato. Mosca sembra quindi voler posizionare i suoi sistemi di difesa difensivi in \u200b\u200bposizioni avanzate, appoggiandosi a paesi compiacenti, per deterrenza al fine di contrastare in caso di necessit\u00e0 l\u2019alleanza atlantica, e in particolare gli Stati Uniti. Lo sviluppo della marina russa sembra quindi confermare l\u2019intenzione di ammodernare i mezzi mantenendo il target su unit\u00e0 di relativamente limitato tonnellaggio. Le loro armi attuali (e future) hanno interessanti capacit\u00e0 con un raggio operativo mirato a scenari regionali. Ad esempio aeromobili come il SU-33, imbarcato sulla portaerei, assicurano un raggio di circa 3000 chilometri ed un armamento antiaereo e antinave con missili Moskit (250 chilometri di portata).&nbsp; Sperimentati per la prima volta nel 2016, nella dislocazione nel Mediterraneo, hanno avuto un brutto incidente&nbsp;il 5 dicembre 2016, quando un velivolo, al suo secondo tentativo durante un appontaggio, a causa della rottura del cavo di arresto, si schiant\u00f2 in mare.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/RUSSIA-MISSILE-KALIBR-91RE1_submarine_launched_anti-submarine_missile_from_Kalibr-PLE-Club-S_system_01.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 RUSSIA-MISSILE-KALIBR-91RE1_submarine_launched_anti-submarine_missile_from_Kalibr-PLE-Club-S_system_01.jpg\" width=\"640\" height=\"427\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">missile Kalibr PLE in versione 91RE1 &#8211; autore Vitaly Kuzmin<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:91RE1_submarine_launched_anti-submarine_missile_from_Kalibr-PLE-Club-S_system_01.jpg\">91RE1 submarine launched anti-submarine missile from Kalibr-PLE-Club-S system 01.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I collaudati sistemi missilistici primari, come il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sizzler (Kalibr)<\/span><\/strong>, hanno un raggio di circa 1.500 chilometri ma devono essere schierati in prossimit\u00e0 degli obbiettivi per essere veramente efficaci. Nel caso, ci devono ovviamente arrivare attraversando gli schermi di contrasto avversari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dislocamento di queste forze ha anche un costo, in termini di infrastrutture e mezzi di supporto, che non pu\u00f2 essere assicurato senza l\u2019appoggio di paesi alleati o compiacenti che assicurino alla flotta russa un appoggio logistico avanzato. Questo conferma gli sforzi politici di Mosca di ottenere altri siti di ridislocazione per le sue forze navali, al fine di estendere il suo raggio \u201cdifensivo\u201d in Mediterraneo, Oceano Indiano e Nord Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, la flotta russa sta subendo un ammodernamento che sembra orientarsi verso l\u2019acquisizione di navi relativamente leggere e nuovi sottomarini.<\/span> <\/strong><br \/>\nLa dislocazione mediterranea della flotta russa, a seguito della crisi siriana, ha avuto un riscontro propagandistico interno notevole, necessario per ridare fiducia alla componente navale, assicurando nuovi finanziamenti. Una fiducia necessaria per digerire il costoso programma di approvvigionamento delle nuove unit\u00e0 di superficie e subacquee. Forse, il maggior successo di Putin, va ricercato nell&#8217;ottenimento della base di Tartus da parte di Bashar al Assad, di fatto una vittoria politica che consente alla Marina russa di stabilire una task force stabile nel Mediterraneo ampliando il raggio di azione delle sue armi.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Russia vs Stati Uniti &#8230; esiste il pericolo di uno scontro navale?<br \/>\n<\/span><\/strong>Arriviamo alla domanda pi\u00f9 scottante: la Russia potrebbe sostenere l\u2019impatto di uno scontro con la flotta statunitense, eventualmente rinforzata da mezzi britannici e francesi? Attualmente forse no, ma la superiorit\u00e0 occidentale si sta assottigliando. Di fatto uno scontro navale comporterebbe un inutile sforzo bellico che creerebbe una situazione di instabilit\u00e0 che non converrebbe a nessuno, compresi i paesi NATO, a causa dei danni collaterali.&nbsp;In attesa di comprendere se vi sia stato o no un attacco chimico, l\u2019azione di Trump va quindi vista come una dimostrazione di forza, pi\u00f9 o meno chirurgicamente portata avanti su obbiettivi siriani ben distanti dalle aree di interesse russe. Questo potrebbe spiegare il non impiego da parte dei russi dei loro sistemi antimissile ed il loro non coinvolgimento diretto a protezione dei Siriani. Azioni missilistiche come quelle perpetuate, il 14 di aprile 2018, vanno quindi viste come azioni di forza, probabilmente concordate, anche se non ufficialmente, dai&nbsp; militari con i colleghi russi. Sebbene la pistola fumante dell\u2019impiego da parte di Bashar al Assad di gas non sia stata dimostrata, la Russia dovrebbe comunque rendersi conto della situazione, concordando con gli altri attori soluzioni praticabili affinch\u00e9 episodi inumani come quelli avvenuti in passato non si ripetano. Inutile dire che le reazioni sono da manuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro punto che voglio sottolineare \u00e8 il fatto che apparentemente, nel caleidoscopio di situazioni complesse che affliggono la tormentata Siria, <strong><span style=\"color: #008000;\">gli unici parametri che non sembrano essere cambiati sono i rapporti tra statunitensi e russi<\/span><\/strong>. Il vero terzo incomodo appare essere sempre pi\u00f9 l\u2019Iran, che ha dislocato milizie per rafforzare la sua politica di influenza nell&#8217;area con il rafforzamento sciita in Iraq, &nbsp;con gli Hizbollah in Libano e gli Outhis nello Yemen. Sebbene alleato di Assad mantiene un rapporto con la Russia che \u00e8 stato descritto come di \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">cooperazione tattica nell\u2019ambito di una competizione strategica<\/span><\/em><\/strong>\u201d nel<a href=\"http:\/\/www.centromachiavelli.com\/2018\/04\/16\/dossier-la-guerra-in-siria-analisi-di-scenario-e-interessi-nazionali-italiani\/\"> dossier &#8220;la guerra in Siria,<\/a> 2018, cit. Citati \u2013 Scalea.&nbsp;D\u2019altro lato l\u2019Iran dovr\u00e0 fare i conti con Israele che da tempo denuncia i tentativi di danneggiare le sue piattaforme petrolifere da parte degli Hizbollah, e che non ha esitato a bombardare la base iraniana T4 nella provincia di Homs. Non solo con gli israeliani ma anche con i Sunniti, sia Sauditi che Turchi, che non gradiscono la politica di Teheran.&nbsp; Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tornando sul fronte marittimo, uno scontro tra Marine occidentali e russe appare quindi poco probabile.<\/span><br \/>\n<\/strong>Ambedue le superpotenze si rendono contro della delicatezza della situazione. D\u2019altra parte, nei prossimi anni Russia e NATO dovranno trovare una soluzione di comune interesse per assicurare il controllo del proprio traffico commerciale da azioni perniciose perpetuate da paesi terzi. Intavolando una politica di dialogo costruttivo basata sul comune rispetto nella consapevolezza dell\u2019esplosivit\u00e0 della situazione in Medioriente. Un compito non facile in cui attori diversi giocano le loro partite mantenendo in Siria un territorio di scontro legato a problemi mai risolti e di difficile risoluzione. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Trump e Putin hanno sicuramente la capacit\u00e0 politica di comprendere il rischio della situazione e di mettere insieme proposte di comune interesse per la protezione futura delle pipeline e dei commerci via mare salvaguardandoli da schegge impazzite. Ma, come sempre, il futuro si giocher\u00e0 in mare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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