{"id":20553,"date":"2018-04-23T01:37:49","date_gmt":"2018-04-23T00:37:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=20553"},"modified":"2023-05-16T11:03:53","modified_gmt":"2023-05-16T09:03:53","slug":"vivere-sul-fondo-di-giorgio-caramanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/20553","title":{"rendered":"Vivere sul fondo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA DELLA SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: habitat subacquei, Cousteau<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Uomini sul fondo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTutti ricordano quando, nel 1969, Neil Armstrong e Buzz Aldrin,&nbsp; per la prima volta nella storia dell\u2019Umanit\u00e0, misero piede sulla Luna. Una grande impresa per la conquista dello spazio che aveva seguito un&#8217;altrettanto incredibile sfida incominciata sette anni prima negli abissi.&nbsp;Eravamo nel 1962 quando il ventinovenne Robert Stenuit aveva dimostrato che l\u2019Uomo poteva vivere sott&#8217;acqua rimanendo per 24 ore alla profondit\u00e0 di circa 60 metri all&#8217;interno di un habitat decisamente spartano, un cilindro metallico lungo 3.3 metri e del diametro di soli 90 centimetri. Questa struttura era stata progettata dal geniale e versatile <strong><span style=\"color: #008000;\">Edwin Link<\/span><\/strong> gi\u00e0 noto per aver realizzato il primo simulatore di volo.&nbsp;Era l\u2019inizio del sogno di conquistare le profondit\u00e0 marine e di viverci per prolungati periodi di tempo. La miscela respiratoria impiegata durante la permanenza sul fondo era composta dal 97% di elio e dal 3% di ossigeno. Queste percentuali garantivano assenza di narcosi d\u2019azoto e limitavano la potenziale tossicit\u00e0 di respirare ossigeno ad alte pressioni parziali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-DELLA-SUBACQUEA-HABITAT-PRECONTINENTE-COUSTEAU-640px-Lamaisonsouslamer.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-DELLA-SUBACQUEA-HABITAT-PRECONTINENTE-COUSTEAU-640px-Lamaisonsouslamer.jpg\" width=\"640\" height=\"425\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Exp\u00e9rience Pr\u00e9continent 3 Capo missione Andr\u00e9 Laban &#8211; autore<\/strong> <strong>Laurent Cadeau &#8211; Permesso Andr\u00e8 Laban<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Lamaisonsouslamer.jpg\">File:Lamaisonsouslamer.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anno dopo, nel 1963, fu il mitico <strong><span style=\"color: #008000;\">Jacques-Yves Cousteau<\/span><\/strong> a cimentarsi nella realizzazione di un vero e proprio habitat sommerso. Nel Mediterraneo, lungo la costa, francese&nbsp; e nelle calde acque del Mar Rosso vengono calati gli habitat della missione <strong><span style=\"color: #008000;\">PRECONTINENTE<\/span><\/strong> programmata in tre fasi. Dopo i primi esperimenti, nella seconda fase, in un\u2019ambientazione degna di un film di fantascienza, un gruppo di \u201cacquanauti\u201d mangia, dorme e lavora per trenta giorni consecutivi alla profondit\u00e0 di 30 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza dello spartano \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">cilindro di Link<\/span><\/strong>\u201d gli acquanauti di <strong><span style=\"color: #008000;\">PRECONTINENTE II<\/span> <\/strong>sono ospitati in una struttura con ambienti multipli dalla forma simile ad una stella di mare con tanto di garage per un piccolo sottomarino.&nbsp;Il documentario della spedizione \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Il mondo senza sole<\/em><\/span><\/strong>\u201d vincer\u00e0 un Oscar nel 1965. L\u2019ultimo atto di PRECONTINENTE vede sei acquanauti vivere per&nbsp; tre settimane a 110 metri di profondit\u00e0 al largo di Cap Ferrat. Durante la permanenza i subacquei riescono anche ad effettuare la simulazione di una manutenzione su un ipotetico pozzo petrolifero sul fondo. E\u2019 la prova definitiva che l\u2019Uomo pu\u00f2 lavorare efficacemente sott&#8217;acqua.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-DELLA-SUBACQUEA-HABITAT-640px-PC_Beach_MOMITS_sealab01.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-DELLA-SUBACQUEA-HABITAT-640px-PC_Beach_MOMITS_sealab01.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sealab II &#8211; conservato al Museum of Man in the Sea in Panama City Beach, Florida &#8211; autore EbyAbe &#8211; Own work, copyleft: Multi-license with GFDL and Creative Commons CC-BY-SA-2.5 and older versions (2.0 and 1.0)<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:PC_Beach_MOMITS_sealab01.jpg\">File:PC Beach MOMITS sealab01.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre negli anni \u201960 la Marina Militare Statunitense finanzia il progetto \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Man in the sea<\/span><\/strong><\/em>\u201d con gli habitat \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Sealab<\/span><\/strong>\u201d. Durante la missione <strong><span style=\"color: #008000;\">Sealab II<\/span><\/strong> ben 15 acquanauti si alterneranno per una permanenza di 45 giorni alla profondit\u00e0 di 60 metri al largo delle coste della California. <strong><span style=\"color: #008000;\">Sealab <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">p<\/span>urtroppo terminer\u00e0 bruscamente a seguito della morte di un acquanauta durante le prime fasi di <strong><span style=\"color: #008000;\">Sealab III<\/span><\/strong>, posizionato alla profondit\u00e0 di 186 metri.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-DELLA-SUBACQUEA-HABITAT-SEALAB_II.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-DELLA-SUBACQUEA-HABITAT-SEALAB_II.jpg\" width=\"640\" height=\"389\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sealab II &#8211; Fonte http:\/\/www.photolib.noaa.gov\/htmls\/nur08016.htm &#8211; Autore OAR\/National Undersea Research Program (NURP); U.S. Navy<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SEALAB_II.jpg\">SEALAB II.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1969 la Nasa, la Marina Militare Statunitense, il Ministero degli Interni Statunitense e la compagnia \u201cGeneral Electric\u201d crearono una partnership per studiare gli effetti sul comportamento umano della permanenza in ambienti ostili e per sviluppare l\u2019uso delle miscele respiratorie subacquee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">TEKTITE<\/span><\/strong>\u201d&nbsp; si articoler\u00e0 in due fasi con la permanenza sul fondo alla profondit\u00e0 di 13 metri di gruppi di scienziati ospitati in un habitat costituito da due cilindri verticali lunghi circa 5 metri e del diametro di circa tre metri collegati tra loro ancorati sui fondali delle Isole Vergini. In totale cinquanta acquanauti si alterneranno nell&#8217;occupare l\u2019habitat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la prima fase quattro scienziati rimarranno per due mesi sul fondo compiendo ricerche in campo geologico, biologico e biomedico. Nella seconda fase del progetto un &nbsp;gruppo di sole donne, tra cui la famosa ricercatrice <strong><span style=\"color: #008000;\">Sylvia Earl<\/span><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><\/strong>, viene selezionato per una serie di studi comportamentali. I risultati della ricerca forniranno importanti dati per capire meglio gli effetti dell\u2019isolamento sugli equipaggi di missioni a lunga permanenza come, ad esempio, la stazione spaziale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-20561\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/29831305_10215077962839811_572267367_o.jpg\" alt=\"\" width=\"731\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/29831305_10215077962839811_572267367_o.jpg 1796w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/29831305_10215077962839811_572267367_o-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/29831305_10215077962839811_572267367_o-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/29831305_10215077962839811_572267367_o-1024x679.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 731px) 100vw, 731px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Hydrolab sul fondo &#8211;&nbsp; autore OAR\/National Undersea Research Program (NURP) &#8211; Public Domain. NOAA requests they be credited. See <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.photolib.noaa.gov\/about.html#about_images\">http:\/\/www.photolib.noaa.gov\/about.html#about_images<\/a><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HYDROLAB.jpg\">File:HYDROLAB.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1968 un nuovo habitat, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Hydro-Lab<\/span><\/strong>\u201d, costruito dalla \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Perry Oceanographics<\/span><\/strong>\u201d, viene deposto alla profondit\u00e0 di circa 40 metri lungo la costa delle Isole Vergini. Costituito da un cilindro orizzontale lungo 5 metri e del diametro di 2,5 metri ospiter\u00e0 centinaia di ricercatori e acquanauti che si alterneranno negli studi marini durante gli oltre dieci anni di vita del progetto. Nel giugno 1970 sei acquanauti stabiliscono un nuovo record di profondit\u00e0 passando sei giorni in un habitat a 160 metri nelle chiare acque delle isole Hawaii durante il progetto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">AEGIR<\/span><\/strong> \u201d, dal nome del dio del mare norvegese.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dal fondo del mare verso lo spazio<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nOggi esiste un solo habitat funzionante usato per scopi scientifici, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">AQUARIUS<\/span><\/strong>\u201d posato al largo della Florida ed usato dalla NASA come parte dell\u2019addestramento degli astronauti che passano periodi di tre settimane alla profondit\u00e0 di circa 20 metri all&#8217;interno di una struttura cilindrica con uno spazio utile di circa 40 metri quadri, paragonabile a quello del modulo abitativo della stazione spaziale internazionale. Tra le attivit\u00e0 principali ci sono simulazioni delle \u201cpasseggiate spaziali\u201d ed il montaggio di strutture meccaniche sul fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni una lunga serie di habitat subacquei hanno occupato il fondo dei mari per periodi pi\u00f9 o meno lunghi sia per scopi scientifici che per finalit\u00e0 commerciali. Sono stati fatti molti passi dal claustrofobico cilindro di Link ad oggi, tuttavia il sogno di vivere permanentemente sul fondo del mare rimane confinato ai racconti di fantascienza.&nbsp;Forse in futuro le mutate condizioni ambientali, la necessit\u00e0 di trovare nuove risorse energetiche e nuove fonti di cibo, o semplicemente il desiderio di esplorare gli ancora sconosciuti abissi degli oceani stimoleranno nuove installazioni di habitat subacquei permanenti, con la speranza che questo renda l\u2019Umanit\u00e0 pi\u00f9 attenta e rispettosa dell\u2019ambiente marino.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 12pt;\">Giorgio Caramanna<\/p>\n<p><\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima schema del SEALAB III, Fonte <a class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.navy.mil\/ah_online\/department_arch.html\" rel=\"nofollow\">U.S. Navy All Hands magazine <\/a>ottobre 1968 &#8211; All photographs published in ALL HANDS are official Department of Defense photographs unless otherwise designated &#8211; autore US Navy <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Drawing_of_the_US_Navy_SEALAB_III_1968.png\">Drawing of the US Navy SEALAB III 1968.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA DELLA SUBACQUEA PERIODO: XX SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: habitat subacquei, Cousteau &nbsp; Uomini sul fondo Tutti ricordano quando, nel 1969, Neil Armstrong e Buzz Aldrin,&nbsp; per la prima volta nella storia dell\u2019Umanit\u00e0, misero piede sulla Luna. 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