{"id":20320,"date":"2020-06-28T00:10:18","date_gmt":"2020-06-28T00:10:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=20320"},"modified":"2023-08-12T17:35:46","modified_gmt":"2023-08-12T15:35:46","slug":"dalle-fredde-e-buie-acque-dellartico-canadese-lo-squalo-della-groenlandia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/20320","title":{"rendered":"Dalle fredde e buie acque dell&#8217;Oceano Artico canadese, ecco lo squalo della Groenlandia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Squali<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Uno squalo ancora poco conosciuto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLo <strong><span style=\"color: #008000;\">squalo della Groenlandia<\/span><\/strong> (<em><span style=\"color: #008000;\">Somniosus microcephalus) <\/span><\/em>o<em><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<\/span><\/em>Eqalussuaq, come lo chiamano gli Inuit, \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi specie marine del mondo, che pu\u00f2 raggiungere lunghezze superiori ai sei metri. Questi pesci, che vivono nelle acque profonde e fredde degli oceani dell&#8217;Artico e del Nord Atlantico, non sono ancora ben conosciuti e sono oggetto di ricerche da parte degli studiosi per comprenderne non solo le loro caratteristiche biologiche ma anche il loro adattamento a seguito dei cambiamenti climatici. Una ricerca di due scienziati canadesi, Brynn Devinel e &nbsp;Jonathan A. D. Fisher del Memorial University of Newfoundland, ha permesso importanti progressi su questi straordinari animali marini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca si \u00e8 concentrata nella regione di <span style=\"color: #008000;\"><strong>Tallurutiup Imanga (Lancaster Sound)<\/strong><\/span>, che potrebbe diventare la pi\u00f9 grande area protetta marina del Canada. Questa zona \u00e8 conosciuta come un campo di alimentazione vitale e vivaio per molte specie artiche di importanza culturale per gli Inuit ed ecologico come balene, uccelli marini, orsi polari, foche e trichechi. I dati video registrati mostrano che quest&#8217;area potrebbe essere importante anche per studiare &nbsp;gli squali della Groenlandia nei mesi estivi.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20331\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/area-squali-groenl.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"617\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/area-squali-groenl.jpg 634w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/area-squali-groenl-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/area-squali-groenl-220x161.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa degli schieramenti di telecamere innescate in cui sono stati osservati gli squali della Groenlandia, con dimensioni dei simboli proporzionali al numero di individui distinti da ciascun set. La &#8220;X&#8221; indica i set in cui non sono stati osservati squali. Mappa creata utilizzando il software ArcGIS\u00ae (ArcMap\u2122 v.10.3.1 di ESRI\u00ae) e mappe di riferimento dei Centri nazionali per le informazioni ambientali NOAA. Per ulteriori informazioni sul software Esri\u00ae, visitare www.esri.com<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-017-19115-x\">First estimates of Greenland shark (Somniosus microcephalus) local abundances in Arctic waters | Scientific Reports (nature.com)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abituati ad incontrare gli squali, almeno virtualmente, in acque calde o temperate, non tutti sanno che ne esistono molte specie anche nelle acque fredde artiche. Oggi parliamo dello squalo della Groenlandia, sicuramente il rappresentante maggiore, in tutti i sensi, di questi predatori marni.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Scopriamolo insieme<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli squali della Groenlandia sono di gran lunga i pesci pi\u00f9 grandi dell&#8217;Oceano Artico che possono raggiungere 7 metri di lunghezza. Essi rivaleggiano in lunghezza con il grande squalo bianco e con il Lemargo. Si ritiene che questi grandi predatori, che si muovono lentamente nelle acque fredde degli oceani dell&#8217;Artico e del Nord Atlantico, siano i vertebrati pi\u00f9 longevi sulla Terra. Gli scienziati ritengono che la durata della loro vita sia legata ai tassi di crescita in quanto il loro metabolismo sembra essere molto lento, con uno sviluppo corporeo minore di un centimetro all&#8217;anno. Inoltre, essi raggiungono la maturit\u00e0 piuttosto in avanti negli anni. Le femmine quando raggiungono una lunghezza di circa 4,5 metri mentre i maschi di tre metri. L\u2019et\u00e0 del pi\u00f9 vecchio esemplare ritrovato \u00e8 stata stimata in circa 392 anni ma si ritiene che essi possano raggiungere oltre 500 anni. I ricercatori hanno utilizzato tracce del carbonio 14, prodotte dai test nucleari degli anni &#8217;50, per determinare l&#8217;et\u00e0 di questi straordinari squali della Groenlandia, esaminando i cristallini dei loro occhi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/BIILOGIA-MARINA-SQUALI-GROENLANDIA-41598_2017_19115_Fig2_HTML.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIILOGIA-MARINA-SQUALI-GROENLANDIA-41598_2017_19115_Fig2_HTML.jpg\" width=\"685\" height=\"507\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Immagini di squali della Groenlandia attratti dalla fotocamera innescata: (A) Dimensioni e colorazione tipiche degli squali osservati, che mostrano distinti modelli di cicatrici; (B) Nutrendosi di esche per calamari, con pi\u00f9 squali nel campo visivo; (C) Esempio di modelli di cicatrici unici utilizzati per distinguere gli individui; (D ed E) Giovani squali\u2009&lt;150\u2009cm osservati a Scott Inlet <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-017-19115-x\">First estimates of Greenland shark (Somniosus microcephalus) local abundances in Arctic waters | Scientific Reports (nature.com)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vita lunga ma afflitta da un problema non trascurabile. Queste straordinarie creature soffrono la presenza sulla loro pelle da parte dei <strong><span style=\"color: #008000;\">copepodi<\/span><\/strong>, piccoli crostacei parassiti che si attaccano ai loro occhi portandoli alla cecit\u00e0. Ma non tutto il male viene per nuocere, essi consentono allo squalo di attrarre le prede grazie alla loro bioluminescenza, assicurandogli il nutrimento anche in condizioni ambientali di scarsa visibilit\u00e0. Dal punto di vista riproduttivo essi non raggiungono la maturit\u00e0 sessuale fino alla venerabile et\u00e0 di 150. Quale sia il motivo di tale ritardo non \u00e8 ancora noto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli squali della Groenlandia sono creature dall&#8217;aspetto decisamente bizzarre, con occhi spettrali e con fauci sempre aperte. La sua dentatura determina la sua tecnica di alimentazione. I denti superiori, appuntiti ma non seghettati, permettono allo squalo di mantenere&nbsp; il cibo in posizione mentre gli inferiori, larghi e curvi lateralmente, servono a tagliare il cibo facendo oscillare la testa con un movimento circolare. Facendo cos\u00ec, lo squalo ritaglia una porzione circolare di carne dalla sua vittima, se \u00e8 troppo grande per inghiottirla intera. Questo comportamento \u00e8 stato registrato su dei video dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Dr. George Benz<\/span><\/strong> nelle acque dell&#8217;isola di Baffin. I denti superiori sono da 48 a 52,&nbsp; mentre gli inferiori da 50 a 52. Decisamente un bel sorriso.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le loro prede pi\u00f9 ambite sono ovviamente le foche ma sembrerebbe che si nutrano anche di carcasse di altri animali. Nello stomaco di uno di loro sono stati ritrovati i resti di un orso polare. Considerando che gli orsi polari non siano una fonte di cibo comune si pensa che si fosse trattato di un pasto occasionale, offerto dalla una carcassa di quel grande plantigrado. In tempi difficili bisogna accontentarsi. Secondo il New Yorker, gli scienziati ritengono che, lo <strong><span style=\"color: #008000;\">squalo della Groenlandia<\/span><\/strong>, a causa del suo comportamento pigro ed apparentemente letargico, faccia parte della famiglia degli &#8220;squali dormienti. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur essendo un lentissimo nuotatore, praticamente cieco a causa dei parassiti degli occhi, lo squalo della Groenlandia \u00e8 uno dei migliori predatori dell&#8217;Artico e si nutre di pesci che vivono sul fondo e vogliamo pensare di foche \u201cdistratte\u201d. Infatti, viste le dinamiche in gioco, come degli squali decisamente lenti possano&nbsp; catturare questi mammiferi marini, noti per la loro velocit\u00e0 nel nuoto, rimane ancora un mistero per i ricercatori. Non sembrano avere particolari antagonisti naturali se non la pesca eccessiva e non differenziata da parte dell&#8217;Uomo e la perdita degli habitat in cui vive a causa dei cambiamenti&nbsp; climatici.&nbsp; La sua pesca non \u00e8 una minaccia prioritaria in quanto i pescatori locali sono interessati a ben altre prede. <strong><span style=\"color: #008000;\">Di fatto le sue carni sono velenose a causa della presenza di una tossina, l&#8217;ossido di trimetilammina, che, se digerita, si scinde in trimetilammina, una sostanza che provoca effetti narcotici.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa non pu\u00f2 essere consumata nemmeno dai cani se non trattata. Gli Inuit, in mancanza di meglio, la bollono a lungo, cambiando spesso l&#8217;acqua, oppure la fanno seccare&nbsp; e fermentare per alcuni mesi per produrre il cosiddetto <strong><span style=\"color: #008000;\">K\u00e6stur H\u00e1karl<\/span><\/strong>, per poterla consumare. Tradizionalmente gli Inuit seppelliscono lo squalo nel terreno e lo lasciano esposto a vari cicli di congelamento e scongelamento. Ci\u00f2 che ne viene fuori, dopo questo lungo trattamento, \u00e8 considerato localmente una prelibatezza. Che dire, in ambienti cosi ostili,&nbsp; ci si arrangia con quello che si ha a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Metodi di ricerca<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli scienziati sanno ancora troppo poco su questi squali. Per studiarli da vicino, nel loro ambiente naturale, sono state utilizzate delle telecamere con delle esche di calamari posate nelle acque profonde del Nunavut. Inoltre sono state fatte delle misure utilizzando delle penne laser. I dati raccolti hanno portato a nuove interessanti scoperte. Dopo due stagioni estive, i ricercatori hanno infatti registrato oltre 250 ore di video ad alta risoluzione in 31 diverse localit\u00e0. Le immagini hanno permesso di distinguere gli individui in base alle caratteristiche sulla loro pelle, un metodo utilizzato con successo anche su altre specie animali come gli squali balena e gli squali bianchi. Complessivamente sono stati identificati 142 individui caratterizzati e catalogati in base alla loro lunghezza. E\u2019 stato possibile anche valutare la loro velocit\u00e0 media a seconda delle diverse situazioni. Si \u00e8 notato che in alcuni siti, gli squali erano relativamente piccoli &#8211; meno di 1,5 metri di lunghezza &#8211; in altri, erano lunghi oltre tre metri, quasi tutti erano probabilmente ancora troppo piccoli per riprodursi.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data l\u2019importanza di questi predatori nel controllo della dinamica degli ecosistemi marini di alta latitudine, il loro ruolo potrebbe rappresentare un importante fattore &nbsp;nelle reti alimentari artiche. In un momento in cui gli oceani si stanno rapidamente riscaldando e &nbsp;la copertura di ghiaccio marino artico si sta restringendo, c&#8217;\u00e8 un crescente interesse per la pesca e la conservazione del mare Artico. E\u2019 quindi importante comprendere i domini di queste misteriose creature del mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tra le variabili in gioco la temperatura \u00e8 un determinante dominante della dinamica trofica degli ecosistemi marini e la sua variazione negli oceani va ad influenzare la struttura trofica degli ecosistemi marini attraverso meccanismi diretti e indiretti di importanza ecologica ma anche economica<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Squali . 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