{"id":20122,"date":"2019-12-09T00:20:11","date_gmt":"2019-12-08T23:20:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=20122"},"modified":"2026-10-04T17:42:50","modified_gmt":"2026-10-04T15:42:50","slug":"gli-urinatores-sommozzatori-del-mondo-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/20122","title":{"rendered":"Gli \u00aburinatores\u00bb, i sommozzatori del mondo romano di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: DA I SECOLO a.C.\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: sommozzatori, porto, servizi portuali, Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Popolo di navigatori ma potremmo dire anche di uomini avvezzi ai lavori sotto il mare<\/span><br \/>\n<\/strong>L&#8217;occasione per parlare dei primi &#8220;palombari&#8221; professionisti mi viene da un interessante<strong><span style=\"color: #008000;\"> <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.academia.edu\/15302162\/Esplorazioni_subacquee_nellantichit%C3%A0\">studio<\/a> <\/span><\/strong>della dottoressa <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesca Dominici<\/span> <\/strong>in merito alle attivit\u00e0 subacquee nell&#8217;antichit\u00e0. Nello scritto,\u00a0 che invito a leggere per la ricchezza di informazioni viene evidenziato come nel mondo romano esistesse un rapporto di &#8230; vicinanza &#8230; con l\u2019acqua. Il nuoto era infatti diffusissimo tra i Romani e le Romane e non solo per diletto come raffigurato in numerosi mosaici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-39144 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/casa-menandro-pompei-nuotatori-romani-m-e1579784986773.png\" alt=\"\" width=\"1223\" height=\"761\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mosaico nella casa di Menandro, Pompei, con nuotatori e pescatori<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il poeta <strong><span style=\"color: #008000;\">Ovidio<\/span><\/strong>, nelle <strong><span style=\"color: #008000;\">Tristia\u00a0<\/span><\/strong>[XXXIII, 5-6], accenna a libri che insegnano a nuotare e, nelle <strong><span style=\"color: #008000;\">Metamorfosi,<\/span> <\/strong>ne offre addirittura una descrizione come <strong><span style=\"color: #008000;\">arti nandi praecepit<\/span><\/strong>. Nel campo militare, <strong><span style=\"color: #008000;\">Caio Giulio Cesare<\/span><\/strong>, nel\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong>De Bello Gallico<\/strong> (<\/span>IV, 22-25)<span style=\"color: #008000;\">,<\/span> descrive le difficolt\u00e0 di un&#8217;operazione anfibia, l&#8217;invasione delle isole britanniche. Forse non la prima della storia, ma sicuramente l&#8217;unica che permise, grazie al genio militare di Cesare di invadere la Britannia. Una storia che vale la pena di essere raccontata. Cesare inizialmente rappresenta la difficolt\u00e0 dei suoi soldati, appesantiti dalle corazze, a sbarcare sulle spiagge, sottolineando come i Britanni, ovviamente senza armature, potevano muoversi con maggior facilit\u00e0, attaccando i legionari. Cesare, analizzando le lezioni acquisite, si accorse che i legionari pur essendo superiori nel combattimento terrestre, di fatto avevano poca dimestichezza in quello acquatico. Un fattore da correggere se si voleva combattere in un ambiente lacustre o marino che richiedeva velocit\u00e0 di movimento e armamento pi\u00f9 leggero. Possono sembrare delle cose ovvie, ma i soldati dell&#8217;esercito americano in Vietnam ebbero lo stesso problema, operando lungo i fiumi. Appesantiti dal loro armamento sprofondavano nel fango ed erano facile preda dei cecchini vietnamiti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20128\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/cesare-britannia-nave-romana.png\" alt=\"\" width=\"1225\" height=\"715\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/cesare-britannia-nave-romana.png 480w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/cesare-britannia-nave-romana-300x175.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1225px) 100vw, 1225px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una bireme navale romana raffigurata in un rilievo del Tempio della Fortuna Primigenia a Praeneste, che fu costruito c. 120 a.C. Esposto nel Museo Pio-Clementino nei Musei Vaticani.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cesare sbarca in Britannia<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Partendo da <strong><span style=\"color: #008000;\">Portus Itius<\/span><\/strong> (Porto Izio, dal celtico \u2018icht\u2019, canale), l&#8217;odierna Boulogne sur mer, posto sul tratto pi\u00f9 breve dalle scogliere di Dover, Cesare dovette fronteggiare un mare sconosciuto, soggetto a tempeste furiose e forti correnti e maree, un mare ben diverso dal Mediterraneo. Aveva a disposizione solo due legioni, circa 10.000 uomini pi\u00f9 vettovaglie, macchine da guerra, e salmerie. per cui dovette approntare 80 navi da carico leggere (<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>actuariae<\/em><\/span><\/strong>), e 18 navi da carico (le <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>hippogogae<\/em><\/span><\/strong>, per il trasporto dei cavalli). Era l\u2019estate del 55 a.C.. la notte del 26 agosto, con l&#8217;arrivo della bonaccia, moll\u00f2 gli ormeggi. Dopo una traversata relativamente tranquilla, la mattina del 27 agosto i Romani giunsero di fronte alle alte scogliere della Britannia. Vedendo sulle alture le trib\u00f9 in assetto di battaglia, Cesare decise di non effettuare immediatamente lo sbarco e mise le navi alla fonda. Di fatto le alte carene delle sue navi non gli permettevano di raggiungere direttamente l&#8217;arenile (i mezzi da sbarco furono inventati dagli americani durante la seconda guerra mondiale per le operazioni ne Pacifico). Questa distanza era un handicap notevole in quanto i legionari romani, appesantiti dalle corazze, affondando nelle acque, non potevano nello stesso tempo muoversi verso riva o proteggersi dai dardi lanciati dai Britanni. Lo stallo fu rotto dall&#8217;azione della X legione che, non senza vittime, raggiunse la spiaggia urlando. I Britanni terrorizzati arretrarono quel tanto da permettere ai Romani di prendere a spiaggia. Intanto le &#8220;artiglierie&#8221; romane dalle navi li continuarono a bersagliare con le pesanti baliste seminando il panico. Cos\u00ec Cesare racconta l&#8217;inizio dell&#8217;invasione della Britannia.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pragmatismo romano, il racconto di Cesare non era una semplice &#8220;notizia di cronaca&#8221; ma un&#8217;importante lezione acquisita. In qualit\u00e0 di Comandante, Cesare con poche righe sintetiche, metteva le basi per sviluppare un corpo dedicato per le operazioni anfibie. Non a caso, Roma nell&#8217;ambito della flotta cre\u00f2 i primi reparti di nuotatori specializzati che attaccavano le navi nemiche in maniera occulta. Di fatto, sebbene esistessero gi\u00e0 gruppi di nuotatori tra i Greci e gli Assiri, gli <strong><span style=\"color: #008000;\">urinatores<\/span> <\/strong>romani furono la prima unit\u00e0 permanente e professionale di nuotatori subacquei militari di cui esiste un record storico. La prima missione nota fu durante la guerra civile tra Cesare e Cneo Pompeo. Approfittando della notte, i subacquei di Cesare nuotarono dalla spiaggia alle navi Pompeo, tagliarono le cime di ancoraggio e le navi finirono sulla spiaggia dove furono assalite e distrutte dall&#8217;esercito di Cesare attestato sulle rive. Con tali premesse fu naturale che in seguito il nuoto rivestisse un ruolo importante anche nell&#8217;addestramento militare. Essi subivano un addestramento speciale, diverso da quello dei legionari, esercitandosi anche all&#8217;apnea prolungata. <strong><span style=\"color: #008000;\">Publio Flavio Vegezio<\/span><\/strong>, nel quarto libro del\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">De re militari<\/span><\/strong>, riporta che i soldati romani si addestravano anche al nuoto nelle acque del Tevere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Precursori degli incursori navali ma non solo: la nascita di una corporazione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nMa, al di l\u00e0 del loro uso militare, l&#8217;impiego degli urinatores era soprattutto in ambito civile. La presenza di due porti importanti, uno sul Tevere all&#8217;interno della citt\u00e0 e l\u2019altro ad Ostia, agevol\u00f2 il sorgere di maestranze specializzate non solo al recupero delle merci cadute in mare ma anche alla costruzione e conservazione di darsene e ponti, ispezioni alle carene delle navi, controllo degli ancoraggi, ovvero di tutte quelle mansioni che, molti secoli dopo, furono assegnate ai palombari portuali. Considerando che tutte le operazioni erano svolte in apnea, le attivit\u00e0 erano certamente limitate a piccole profondit\u00e0 (entro i 20 metri), che essi raggiungevano utilizzando dei pesi in piombo o roccia. E&#8217; ragionevole pensare che nei porti fosse necessario poter disporre di un discreto numero di addetti per poter dare continuit\u00e0 al lavoro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-132313\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/STORIA-ROMANA-640px-Veduta_dellantico_porto_di_Ostia.jpg\" alt=\"\" width=\"1105\" height=\"660\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/STORIA-ROMANA-640px-Veduta_dellantico_porto_di_Ostia.jpg 1060w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/STORIA-ROMANA-640px-Veduta_dellantico_porto_di_Ostia-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/STORIA-ROMANA-640px-Veduta_dellantico_porto_di_Ostia-1024x612.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/STORIA-ROMANA-640px-Veduta_dellantico_porto_di_Ostia-768x459.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1105px) 100vw, 1105px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Veduta dell&#8217;antico porto di Ostia &#8211; Fonte Claudio imperatore, Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia &#8211; Autore Eleven Explorer<br \/>\n<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Veduta_dell%27antico_porto_di_Ostia.jpg\">Veduta dell&#8217;antico porto di Ostia.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019imperatore Claudio, per affermare il dominio di Roma sul \u201cMare Nostrum\u201d, decise di ampliare la flotta militare e di sviluppare i commerci. Nel 42 d.C. diede avvio alla costruzione di un grande porto marittimo, che fu terminato da Nerone nel 64 d.C.. Il porto si affiancava a quello fluviale di Ostia ed al porto marittimo di Pozzuoli. L\u2019infrastruttura comprendeva un bacino esagonale riparato e protetto per lo scarico delle navi mercantili\u00a0 necessarie per la sopravvivenza di Roma. Il bacino portuale era ampio 150 ettari e servito da un faro.\u00a0 Due canali artificiali, le \u201c<em>fossae<\/em>\u201d, assicuravano il collegamento tra il mare, il porto di Claudio e il porto fluviale di Ostia tiberina, edificato alla foce del Tevere, consentendo alle navi fluviali di risalire il fiume fino all&#8217;Urbe.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sopravvivere grazie al mare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nRoma, come abbiamo scritto in altri articoli, dipendeva per la sua sopravvivenza dalle Provincie dell&#8217;Impero che rappresentavano la principale fonte di grano. Era quindi necessario avere un flusso continuo di derrate che dovevano essere ricevute in porti mantenuti sempre in efficienza, collegati a vie fluviali navigabili, con magazzini e banchine sicure. Le strutture portuali crebbero in parallelo alla potenza di Roma. Fu con l\u2019imperatore Claudio che la necessit\u00e0 di affermare il dominio di Roma nel \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Mare Nostrum<\/span><\/strong>\u201d, port\u00f2 all&#8217;ampliamento della flotta militare e lo sviluppo dei commerci marittimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 42 d.C. Claudio diede avvio alla costruzione di un grande porto marittimo che fu terminato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Nerone<\/span> <\/strong>nel 64 d.C.. Questo tipo di manutenzione era assegnata agli <strong><span style=\"color: #008000;\">urinatores<\/span><\/strong>, precursori dei moderni palombari portuali. Queste maestranze dovevano godere un certo prestigio visto che i &#8220;sommozzatori&#8221; romani erano riuniti in una corporazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20123\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/bassorilievo-ostia.jpg\" alt=\"\" width=\"1225\" height=\"614\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/bassorilievo-ostia.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/bassorilievo-ostia-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/bassorilievo-ostia-540x272.jpg 540w\" sizes=\"auto, (max-width: 1225px) 100vw, 1225px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bassorilievo ad Ostia antica che ritrae l\u2019aruspice C. Fulvius Savlis;\u00a080 a.C. circa. Sulla destra sono raffigurati sei sommozzatori che con un\u2019imbracatura raccolgono dal fondo una statua di Ercole; Museo di Ostia antica\u00a0&#8211; da Dominici opera citata<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La loro attivit\u00e0 doveva avvenire anche a bordo delle navi, Il <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.persee.fr\/doc\/crai_0065-0536_1982_num_126_1_13926\">relitto di una nave romana, affondata a Mandrague<\/a><\/span><\/strong>, nei pressi della penisola di Giens (Francia),\u00a0fra il 75 a.C. e il 60 a.C. circa, ritrovato a circa 20 metri di profondit\u00e0. Il relitto, al momento del ritrovamento recava inequivocabili segni di un intervento umano avvenuto diversi secoli prima, forse subito dopo il drammatico evento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-20126 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2058806_EDR__a29eb490af7056d78ad38544a285ec65__artifact__cho-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2058806_EDR__a29eb490af7056d78ad38544a285ec65__artifact__cho-1-1.jpg 283w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2058806_EDR__a29eb490af7056d78ad38544a285ec65__artifact__cho-1-1-243x300.jpg 243w\" sizes=\"auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse la pi\u00f9 famosa e significativa testimonianza dell\u2019esistenza del<strong><em><span style=\"color: #008000;\"> corpus urinatorum<\/span><\/em><\/strong> si deduce dall&#8217;epigrafe di Ostia e da altre due rinvenute, una sempre ad Ostia e l\u2019altra a Roma, nei pressi del porto \ufb02uviale. La prima epigrafe \u00e8 dedicata a Tito Claudio Severo della trib\u00f9 esquilina e littore decuriale e cita: <span class=\"testo-indicizzato\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;<\/span><span style=\"color: #008000;\"><em>Ti(berio) Claudio Esquil(ina) Severo <\/em><\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><em><span class=\"testo-indicizzato\">decuriali lictori, patrono <\/span><span class=\"testo-indicizzato\">corporis piscatorumet <\/span><span class=\"testo-indicizzato\">urinator(um)\u00a0q\u0305(uin)q\u0305(uennali) III eiusdem corporis\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">ob merita eius, <\/span><span class=\"testo-indicizzato\">quod hic primus statuas duas, una(m)\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">Antonini Aug(usti) domini n\u0305(ostri), aliam Iul(iae)\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">Augustae dominae nostr(ae) s(ua) p(ecunia) p(osuerit)\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">una cum Claudio Pontiano filio\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">suo eq(uite) Rom(ano) et hoc amplius eidem\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">corpori donaverit ((sestertium)) X\u0305 mil(ia)\u00a0n\u0305(ummum),\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">ut ex usuris eorum quodannis\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">natali suo X\u0305V\u0305II\u0305\u0305 k(alendas) Febr(uarias)\u00a0\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">sportulae viritim dividantur,\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">praesertim cum navigatio sca<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">pharum diligentia eius adquisita\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">et confirmata sit, ex decreto\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">ordinis corporis piscatorum\u00a0<\/span><span class=\"testo-indicizzato\">et urinatorum totius alv(ei) Tiber(is),\u00a0<\/span><\/em><\/span><span class=\"testo-indicizzato\"><span style=\"color: #008000;\"><em>quibus ex s(enatus) c(onsulto) coire licet, s(ua) p(ecunia) p(osuerunt)<\/em><\/span>&#8220;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto notiamo che, nell\u2019epigrafe di Ostia, gli <strong><span style=\"color: #008000;\">URINATORES<\/span><\/strong> sono distinti dall&#8217;altra corporazione<strong><span style=\"color: #008000;\"> PISCATORUM<\/span><\/strong>, fatto che evidenza l\u2019importanza data a questa singolare maestranza.\u00a0\u00a0La creazione di una corporazione conferma quindi che si trattasse di un organismo riconosciuto giuridicamente, distinto dagli altri, con diritto di assemblea ed abilitato a ricevere beni per i suoi servizi. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo viene riportato nell\u2019epigrafe con i citati 10.000 sesterzi per aver collocato con merito delle statue. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;attivit\u00e0 della corporazione era disciplinata da <span style=\"font-size: 12pt;\">specifiche <\/span>norme elencate nella <\/span><span style=\"color: #008000;\">Lex Rhodia<\/span><\/strong>. Essa prevedeva una remunerazione proporzionata al tipo di materiale recuperato ed alla profondit\u00e0 di lavoro. Citazione: \u201c<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Se ad una profondit\u00e0 di otto cubiti vengano ripescati oro, argento, o un qualsiasi altro bene, il recuperatore ha diritto alla terza parte [del valore]. Se [i beni sono recuperati] da un fondo di quindici cubiti, chi li recupera ha diritto alla met\u00e0 degli stessi per il rischio [dato] dalla profondit\u00e0. Per le cose invece che sono state restituite in terra dal mare o trovate sommerse a un cubito, a chi le recupera spetta la decima parte di ci\u00f2 che \u00e8 trovato integro<\/strong>&#8220;<\/span><\/em>\u00a0[Basilio, LIII, Capita Rhodiorum, pag. 120]. In sintesi, una professione a tutti gli effetti, non molto diversa, se no per le tecnologie disponibili, da quelle degli operatori tecnici subacquei odierni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Origine del nome<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nMa quale era l&#8217;origine del loro curioso nome? Innanzitutto il termine <strong><em><span style=\"color: #008000;\">u<\/span><\/em><em><span style=\"color: #008000;\">rinatores<\/span><\/em><\/strong> indicava sia <strong><span style=\"color: #008000;\">gli addetti<\/span> <\/strong>che la <strong><span style=\"color: #008000;\">corporazione<\/span> <\/strong>che li rappresentava.\u00a0Marco Tullio Varrone, nel <strong><span style=\"color: #008000;\">De lingua latina<\/span><\/strong>, trattando dei recipienti ovvero nel caso speci\ufb01co dell\u2019urna (vocabolo latino per indicare una brocca), riportava che: <em><span style=\"color: #008000;\">&#8220;<\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>Urnae dictae, quod urinant in aqua haurienda ut urinator. Urinari est mergi in aquam<\/strong><\/span><\/em>.&#8221;\u00a0 tradotto &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sono dette urnae (brocche) perch\u00e9 come [s\u2019immerge] un sommozzatore, (esse) si immergono nell&#8217;acqua per attingerla<\/span><\/em>&#8220;<\/strong> ne deriva che &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Urinari signi\ufb01ca immergersi in acqua<\/span><\/em><\/strong>&#8221; (Varrone, V, 27) e<span style=\"color: #008000;\"><strong>\u00a0sostantivo<\/strong> <strong>urinator era colui che praticava l\u2019immersione<\/strong><\/span><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra ipotesi, da una connessione fra il verbo greco <strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u03bf\u1f50\u03c1\u03ad\u03c9<\/span><\/em><\/strong> (orino) e il relativo sostantivo latino, <strong><span style=\"color: #008000;\">urina;<\/span><\/strong>\u00a0se vogliamo un collegamento forzato perch\u00e9 farebbe derivare il termine <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>urinator<\/em><\/strong> <\/span>dal liquido \ufb01siologico la cui emissione, come noto ai subacquei, \u00e8 stimolata dal contatto con l\u2019acqua. In questo senso <strong><span style=\"color: #008000;\">urinator<\/span><\/strong> deriverebbe da una sorta di frase del tipo <strong><span style=\"color: #008000;\">urinam facere<\/span> <\/strong>(che produce urina). Sebbene questi subacquei non avessero nessuna protezione contro il freddo, a parte spalmarsi di grasso o di olio, l&#8217;ipotesi appare comunque poco probabile. Esiste invece un\u2019ipotesi etimologica pi\u00f9 interessante, basata sulla radice sanscrita <strong><span style=\"color: #008000;\">v\u00e2r<\/span><\/strong> (o <strong><span style=\"color: #008000;\">u\u00e2r<\/span><\/strong>) del termine, da cui deriva anche <strong><span style=\"color: #008000;\">ur<\/span><\/strong>\u00a0che indicava lo scorrere dell\u2019acqua. Questa radice si ritrova in molti toponimi. Il primo che mi viene alla mente \u00e8 quello del <strong><span style=\"color: #008000;\">Varignano<\/span><\/strong>, oggigiorno base dei sommozzatori della Marina Militare, il cui nome lo studioso Cant\u00f9 faceva derivare da <strong><span style=\"color: #008000;\">Var<\/span><\/strong>, acqua. Nel seno del <strong><span style=\"color: #008000;\">Varignano<\/span><\/strong> si ritrovano i resti di un porto romano con annessa villa che doveva avere sicuramente degli addetti agli ormeggi e alle manutenzioni in acqua, ovvero degli <strong><span style=\"color: #008000;\">urinatores<\/span><\/strong>. Di fatto il prefisso <strong><span style=\"color: #008000;\">Var<\/span><\/strong> \u00e8 presente in molti toponimi di localit\u00e0 sul mare o nei pressi di fiumi e laghi. Basti pensare a Varenna, sul lago di Como, Varese sul fiume Olona, lo stesso fiume Vara, in Liguria. Inoltre, alcuni popoli del nord Europa si chiamavano <strong><span style=\"color: #008000;\">Varenghi (Vichinghi)<\/span><\/strong>, perch\u00e9 provenienti dal mare e una citt\u00e0 rumena sul mare, Varna, potrebbe avere la stessa origine. La <strong><span style=\"color: #008000;\">radice sanscrita var<\/span><\/strong> si ritrova anche nel termine <strong><span style=\"color: #008000;\">var\u00fbna<\/span><\/strong> che indicava tanto il dio della pioggia quanto l\u2019oceano, per cui gli uomini della pioggia o dell\u2019oceano non potevano essere che gli <strong><span style=\"color: #008000;\">urinatores<\/span><\/strong>, gli uomini del mare. Un&#8217;origine decisamente affascinante.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima il tuffatore di Paestum &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 16px;\">Riferimento<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.academia.edu\/15302162\/Esplorazioni_subacquee_nellantichit%C3%A0\">Esplorazioni subacquee nell&#8217;antichit\u00e0 | FRANCESCA DOMINICI &#8211; Academia.edu<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: DA I SECOLO a.C.\u00a0 AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: sommozzatori, porto, servizi portuali, Roma Popolo di navigatori ma potremmo dire anche di uomini avvezzi ai lavori sotto il mare L&#8217;occasione per parlare dei primi &#8220;palombari&#8221; professionisti mi viene da un interessante studio della dottoressa Francesca Dominici in merito alle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":95238,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[2312],"tags":[178,44,2023],"class_list":["post-20122","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-navale-romana","tag-archeologia","tag-subacquea","tag-urinatores"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Gli \u00aburinatores\u00bb, i sommozzatori del mondo romano di Andrea Mucedola &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/20122\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Gli \u00aburinatores\u00bb, i sommozzatori del mondo romano di Andrea Mucedola &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Popolo di navigatori ma potremmo dire anche avvezzi al mare. 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