{"id":20060,"date":"2018-04-02T00:59:00","date_gmt":"2018-04-02T00:59:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=20060"},"modified":"2023-08-08T23:08:55","modified_gmt":"2023-08-08T21:08:55","slug":"calamari-giganti-dalle-cronache-ai-giorni-nostri-filmato-la-volta-discovery-channel-nhk-tv-nel-suo-ambiente-naturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/20060","title":{"rendered":"Calamari giganti, dalle cronache antiche fino ai giorni nostri"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ECOLOGIA E BIOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: calamari giganti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Calamari giganti: leggenda o verit\u00e0?<\/span><\/strong><br \/>\nFinalmente questo straordinario animale \u00e8 stato filmato da Discovery Channel e NHK TV nel suo ambiente naturale. Tutto \u00e8 iniziato con il finanziamento da parte del Museo delle Scienze del Giappone di Discovery Channel e della televisione giapponese NHK, per ricercare e filmare un calamaro gigante nel suo habitat naturale. Sebbene il calamaro gigante sia una creatura abissale, questo straordinario animale fu avvistato sin dall&#8217;antichit\u00e0 e descritto da numerosi eminenti studiosi. Per molto tempo fantasia e superstizione, sempre presente negli antichi marinai, si mescol\u00f2 con episodi reali ma, con lo sviluppo della navigazione, i racconti di avvistamenti di questi giganteschi calamari si moltiplicarono. Inoltre, fortuiti ritrovamenti di calamari spiaggiati, visti come leggende mitologiche, incuriosirono i primi zoologi che, spesso con scetticismo, ne sezionarono campioni da conservare sotto alcool nei musei, spesso dandogli nomi di fantasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo nel XIX secolo alcuni zoologi europei ipotizzarono che questa creatura potesse effettivamente esistere. Nonostante le numerose prove ci fu un&#8217;enorme resistenza da parte della comunit\u00e0 scientifica. Nel 1857, <strong><span style=\"color: #008000;\">Japetus Steenstrup<\/span><\/strong>, zoologo danese dell&#8217;Universit\u00e0 di Copenaghen, afferm\u00f2 per primo e in maniera ufficiale che questo animale leggendario era un animale reale, chiamandolo <strong><span style=\"color: #008000;\">Architeutis dux<\/span><\/strong>. In seguito nuovi studi, facilitati dallo sviluppo delle tecnologie,&nbsp; portarono a sempre maggiori avvistamenti che stanno portando alla luce i segreti di questo straordinario animale degli abissi. Ma andiamo con ordine e raccontiamo la sua storia partendo dai primi avvistamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il mostro degli abissi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel 350 a.C. il filosofo greco <strong><span style=\"color: #008000;\">Aristotele<\/span><\/strong> descrisse per primo il calamaro gigante chiamandolo <strong><span style=\"color: #008000;\">teuthos<\/span><\/strong> per distinguerlo dai calamari comuni chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">teuthis<\/span><\/strong>. In particolare sul &nbsp;teithos diceva: \u201c<strong>\u2026 <em><span style=\"color: #008000;\">alcune specie sono lunghe due cubiti, e i tentacoli sono lunghi e di dimensioni ancora maggiori. La classe di Teuthos \u00e8 rara e differisce nella forma da Teuthis, poich\u00e9 l&#8217;estremit\u00e0 del Teuthos \u00e8 pi\u00f9 ampia; e ancora una volta la pinna \u00e8 posta attorno a tutto l&#8217;addome, ma manca nei Teuthis<\/span><\/em>.<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito <strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio il Vecchio<\/span><\/strong>, nel primo secolo d.C., descrisse un calamaro gigantesco nella sua \u201d<strong><span style=\"color: #008000;\">Naturalis historia<\/span><\/strong>\u201d, descrivendolo con una creatura con una&nbsp; testa &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">grande come una botte<\/span><\/strong>&#8220;, braccia lunghe nove metri ed una carcassa del peso di 700 libbre (circa 320 kg).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personaggio immaginario di leggende, storie e racconti, lo ritroviamo anche nel&nbsp;classico racconto d&#8217;avventura di Jules Verne &#8221;<strong><span style=\"color: #008000;\">Vingt mille lieues sous les mers<\/span><\/strong>&#8221; dove, tra mille avventure, viene descritto l&#8217;incontro del capitano Nemo ed il suo equipaggio con un calamaro gigante. Incontro tra l&#8217;altro fatale per un membro dell&#8217;equipaggio. Voglio ricordare che il libro fu scritto nel 1870, dopo numerosi incontri con questo misterioso animale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli avvistamenti di calamari giganti si ripeterono nel tempo, alcuni particolarmente curiosi.<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Iniziamo nel 1861, quando un piroscafo francese, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Alecton<\/span><\/strong>, avvist\u00f2 un &#8220;mostro marino&#8221; al largo delle Isole Canarie, nei pressi di Tenerife. L\u2019animale fu inseguito, arpionato e poi faticosamente issato a bordo. Al rientro il comandante della nave contatt\u00f2 il console francese e deposit\u00f2, presso l&#8217;Accademia delle Scienze francese, la coda a forma di lancia come prova della cattura. La comunit\u00e0 scientifica fu molto scettica ed un membro dell\u2019Accademia, <strong><span style=\"color: #008000;\">Arthur Mangin<\/span><\/strong>, rispose che nessuna persona saggia e, &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">in particolare un uomo di scienza<\/span><\/strong>&#8220;, avrebbe mai potuto accettare di acquisire nella raccolta zoologica degli esemplari di presunte creature leggendarie come serpenti di mare e calamari giganti &#8220;<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>la cui esistenza sarebbe stata &#8230; una contraddizione delle grandi leggi dell&#8217;armonia e dell&#8217;equilibrio che hanno il dominio sovrano sulla natura vivente e sulla materia insensata e inerte<\/strong><\/span><\/em>&#8220;. L&#8217;episodio fu certamente riportato sui giornali dell&#8217;epoca e non \u00e8 escluso che l&#8217;evento inspir\u00f2 Jules Verne per <strong><span style=\"color: #008000;\">Vingt mille lieues sous les mers<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MOLLUSCHI-CALAMARO-Giant_squid_Ranheim.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MOLLUSCHI-CALAMARO-Giant_squid_Ranheim.jpg\" width=\"640\" height=\"960\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un calamaro gigante trovato a Ranheim a Trondheim il 2 ottobre 1954. Il campione, misurato dai professori Erling Sivertsen e Svein Haftorn, aveva una lunghezza totale di 9,2 metri &#8211; Credito: Foto: NTNU Museum of Natural History and Archeaology<\/span><\/strong><br \/><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Giant_squid_Ranheim.jpg\">Giant squid Ranheim.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte gli avvistamenti in mare furono raccontati anche attacchi. Nel 1874 fu riportato da numerosi giornali indiani e dal London Times che nel golfo del Bengala che uno schooner, <strong><span style=\"color: #008000;\">The Pearl<\/span><\/strong>, fu attaccato da un calamaro gigante. Una seconda nave, il <strong><span style=\"color: #008000;\">piroscafo Strathowen<\/span><\/strong>, osserv\u00f2 la nave affondare e testimoni\u00f2 &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 (qualcosa) colp\u00ec lo schooner che visibilmente vacill\u00f2, e poi si raddrizz\u00f2. Subito dopo, gli alberi oscillavano di lato, e potevo distinguere chiaramente l&#8217;enorme massa e lo scafo della goletta che si coalizzava \u2026<\/span><\/em> \u201c <\/strong>e ancora<strong> \u201c<span style=\"color: #008000;\">&#8230;<\/span><em><span style=\"color: #008000;\">non riesco a pensare a nessun altro termine. Quasi immediatamente dopo la collisione, gli alberi della goletta ondeggiavano verso di noi, sempre pi\u00f9 in basso; la nave era alle sue estremit\u00e0, era rimasta l\u00ec per alcuni secondi, e scomparve, gli alberi a destra mentre affondava, \u2026<\/span><\/em><\/strong> \u201c Il capitano James Floyd descrisse l&#8217;attacco, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">una grande massa si alz\u00f2 lentamente dal mare a circa mezzo miglio sulla nostra sinistra, e rimase distesa, per cos\u00ec dire, e immobile; sembrava il dorso di un&#8217;enorme balena, ma pendeva meno, ed era di un colore brunastro \u2026<span style=\"color: #008000;\">&#8220;<\/span><\/span><\/em><\/strong>. Solo quattro membri dell&#8217;equipaggio ed il capitano Floyd sopravvissero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco tempo dopo, l&#8217;8 gennaio 1875, la nave <strong><span style=\"color: #008000;\">Baroque Pauline<\/span><\/strong> avvist\u00f2 un capodoglio che combatteva contro un &#8220;mostruoso serpente di mare&#8221;. L&#8217;evento fu cos\u00ec&nbsp;descritto:&nbsp;<em><span style=\"color: #008000;\">&#8220;<strong>Il tempo \u00e8 mite e limpido, il vento e il mare sono moderati. Osservai alcune macchie nere sull&#8217;acqua, e un pilastro biancastro, alto circa trentacinque piedi, sopra di loro<\/strong>.<\/span><\/em>\u201d \u2026 &nbsp;a prima vista vide qualcosa simile a dei pilastri di rocce uscire dall&#8217;acqua e ripiombare verso il basso, \u201c<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026 Si alzarono e si abbassarono alternativamente in rapida successione, ed i cannocchiale mi mostr\u00f2 che era un mostro serpente marino arrotolato per ben due volte attorno a un capodoglio<\/strong>.<\/span> <\/em>\u201c<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20074\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/giant-squid-washed-up-Canada-3.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"582\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/giant-squid-washed-up-Canada-3.jpg 520w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/giant-squid-washed-up-Canada-3-300x205.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">incisione di un ritrovamento di un calamaro gigante nel 1877 sulla spiaggia della baia Trinity, a Terre-Neuve &#8211; autore sconosciuto<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Giant_squid_catalina2.png\">Giant squid catalina2.png &#8211; Wikipedia<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esemplari di questo strano animale furono ritrovati anche lungo le spiagge. Il 2 novembre 1878 un calamaro gigante fu ritrovato a Thimble Thickle Bay, Terranova (Canada). Il calamaro misurava 20 piedi di lunghezza dalla punta della testa al fondo del becco. I tentacoli pi\u00f9 lunghi erano di 35 piedi, con una lunghezza totale di circa 55 piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni &#8217;30, <strong><span style=\"color: #008000;\">The Brunswick<\/span><\/strong>, una nave della marina reale norvegese, rifer\u00ec di essere stata attaccata da un calamaro gigante almeno tre volte. Il calamaro gigante si trascin\u00f2 lungo la fiancata della nave, poi improvvisamente si lanci\u00f2 contro la nave e avvolse i suoi tentacoli attorno allo scafo. Incapace di mantenere una presa sullo scafo d&#8217;acciaio, l&#8217;animale scivol\u00f2 via e cadde verso le eliche della nave. Durante la seconda guerra mondiale, un peschereccio dell&#8217;Ammiragliato britannico si trovava al largo delle isole Maldive, nell&#8217;Oceano Indiano. Uno dei membri dell&#8217;equipaggio, A.G. Starkey, era sul ponte a tarda notte quando vide qualcosa di strano nell&#8217;acqua. &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Mentre guardavo fisso, affascinato, un cerchio di luce verde brillava nella mia area di illuminazione. Una sfera verde e spettrale che mi resi improvvisamente conto era un occhio. La superficie dell&#8217;acqua ondulava con strani disturbi. A poco a poco mi resi conto che stavo fissando un enorme calamaro.<\/span><\/em> <\/strong>\u00bb Starkey percorse il ponte della nave, trovando la coda da una parte ed i tentacoli dall&#8217;altra e la nave aveva una lunghezza di 175 piedi (oltre 50 metri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la seconda guerra mondiale, nel 1941, i sopravvissuti della nave da guerra <strong><span style=\"color: #008000;\">Britannia,<\/span><\/strong> affondata da un sommergibile tedesco, si aggrapparono ai lati delle zattere di salvataggio. Un sopravvissuto, Il tenente<strong><span style=\"color: #008000;\"> R. E. G. Cox<\/span><\/strong>, raccont\u00f2 che la prima notte un uomo fu strappato dalla zattera da un grande calamaro. Pi\u00f9 tardi, nella stessa notte, Cox stesso fu attaccato e un tentacolo gli lasci\u00f2 dolorose ferite sulla&nbsp; gamba. L\u2019ultimo attacco conosciuto avvenne nel gennaio del 2003, quando il maxi veliero del navigatore oceanico <strong><span style=\"color: #008000;\">Oliver de Kersauson<\/span><\/strong>, fu attaccato da un calamaro gigante lungo circa otto metri mentre, per ironia della sorte, gareggiava in una regata del trofeo &#8230; Jules Verne.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una straordinaria creatura degli abissi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Architeutis dux<\/strong>, <\/span><\/em>della&nbsp;famiglia degli Architeuthidae<em>, <\/em>\u00e8 il pi\u00f9 grande invertebrato esistente e pu\u00f2 raggiungere una lunghezza di 18 metri. Si pensa che viva prevalentemente nelle profondit\u00e0 degli oceani. Il solo mantello \u00e8 lungo circa due metri mentre la lunghezza totale, esclusi i suoi tentacoli, raramente supera i cinque metri. Le femmine hanno dimensioni leggermente maggiori dei maschi. Segnalazioni di esemplari di dimensioni pari o superiori a 20 metri non sono mai state documentate scientificamente. Nonostante inizialmente si pensava che ne esistessero numerose specie, recenti ricerche genetiche suggeriscono che in realt\u00e0 ne esista una sola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I calamari giganti hanno piccole pinne sul retro dei loro mantelli usate per la locomozione. Come gli altri cefalopodi, questi calamari sono spinti dal getto dell&#8217;acqua risucchiata nella cavit\u00e0 del mantello e spinta fuori attraverso il sifone, con delicati impulsi ritmici. Il calamaro gigante respira usando due grandi branchie all&#8217;interno della cavit\u00e0 del mantello. Il sistema circolatorio \u00e8 chiuso, caratteristica distinta dei cefalopodi. Come gli altri calamari, possono emettere inchiostro per scoraggiare i predatori e, viste le dimensioni, deve essere impressionante. Gli scienziati ritengono che abbia un sistema nervoso molto sofisticato ed un cervello complesso. Questi animali sono predatori solitari. Uno studio dell\u2019universit\u00e0 di Pisa ha rivelato che <strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;<\/span><em><span style=\"color: #008000;\">nello stomaco degli esemplari analizzati sono stati trovati resti di cefalopodi, ma&nbsp;&nbsp;soprattutto di pesci, sia pelagici che nectobentonici, cio\u00e8 che nuotano nella colonna d\u2019acqua a varie altezze o che solo occasionalmente stanno sui fondali, tutti attivissimi nuotatori, come sgombridi,&nbsp;potassoli (Micromesistius&nbsp;poutassou) e naselli (Merluccius merluccius), con dimensioni variabili dai 12 ai 34 cm&#8221;<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, un top predator che attacca tutto ci\u00f2 che incontra usando i suoi potenti tentacoli per afferrare con le ventose le prede e portarle verso il potente becco. Un vero mostro da feuilleton, peccato che sia vero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Una ricerca al limite<\/span><\/span><\/strong><strong style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Questo mostro che, nelle leggende nordiche veniva chiamato Kraken \u00e8 stato finalmente filmato nella sua maestosit\u00e0 negli abissi. Durante le ricerche i ricercatori hanno usato un mini-sommergibile che \u00e8 sceso nelle acque oscure e fredde dell&#8217;Oceano Pacifico settentrionale, a circa 630 metri di profondit\u00e0, alla ricerca del calamaro gigante.&nbsp;Finalmente, nel luglio 2012, le reti televisive NHK e Discovery Channel sono riuscite a catturare &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">il primo filmato di un calamaro gigante vivo nel suo habitat naturale<\/span><\/strong>&#8220;. &nbsp;Il calamaro ripreso nel filmato era lungo circa tre metri e mancava di un tentacolo, probabilmente perso durante &nbsp;da un attacco fallito da parte di un capodoglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo oltre venti secoli, un mistero degli abissi \u00e8 stato quindi svelato. Questo mi porta ad una piccola riflessione: l&#8217;Uomo guarda alle stelle, programmando future missioni verso Marte, visto come futuro luogo di rifugio per sfuggire da una Terra ormai irrimediabilmente inquinata. Una soluzione costosa, in tutti i sensi, che fa per\u00f2 pensare. Non sarebbe forse meglio impegnare la ricerca in soluzioni per salvare il nostro pianeta? In fondo al mare esistono risorse che ancora non conosciamo e che potrebbero permetterci un futuro sostenibile per la nostra specie senza dover ipotizzare trasferimenti planetari verso altri pianeti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima <i>Architeuthis sanctipauli,<\/i> calamaro gigante al Natural History Museum, Parigi. \u00c8 il primo calamaro gigante plastificato esposto in un museo (9 metri di lunghezza) &#8211; autore <i>Citron \/ CC-BY-SA-3.0&nbsp; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Architeuthissanctipauli.JPG\">Architeuthissanctipauli.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10.0pt;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: ECOLOGIA E BIOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANI parole chiave: calamari giganti &nbsp; Calamari giganti: leggenda o verit\u00e0? Finalmente questo straordinario animale \u00e8 stato filmato da Discovery Channel e NHK TV nel suo ambiente naturale. 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