{"id":19970,"date":"2019-07-17T00:08:06","date_gmt":"2019-07-17T00:08:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=19970"},"modified":"2026-01-02T16:03:32","modified_gmt":"2026-01-02T15:03:32","slug":"posizionamento-satellitare-passato-presente-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970","title":{"rendered":"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: satelliti, posizionamento, GPS<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1957 alcuni scienziati, monitorando il primo satellite, lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Sputnik I<\/span><\/strong>, scoprirono che, analizzando lo spostamento doppler del suo segnale rispetto ad una posizione fissa sulla Terra, potevano tracciare con precisione l&#8217;orbita del satellite. Determinando con precisione le orbite dei satelliti, sarebbe stato quindi possibile identificare con grande precisione una posizione sulla Terra usando semplicemente le informazioni provenienti dallo spazio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19971\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gps-sat.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"712\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gps-sat.jpg 405w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gps-sat-270x300.jpg 270w\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Satellite U.S. NAVSTAR Global Positioning System (GPS) in orbita sulla Terra, mostrato nella concezione di un artista. Per gentile concessione della Lockheed Martin Corporation<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eravamo negli anni della guerra fredda per cui questa ricerca scientifica era portata avanti soprattutto in campo militare ed era mirata dalla necessit\u00e0 di stabilire la posizione dei missili balistici. Fu cosi che le due superpotenze, Stati Uniti e Unione Sovietica (CCCP), incominciarono, negli anni &#8217;60 e fino all&#8217;inizio degli anni &#8217;70, a sviluppare i primi sistemi di posizionamento basati su dati satellitari. Non essendo i sistemi di posizionamento elettronico esistenti (<strong><span style=\"color: #008000;\">Decca, Loran e Omega<\/span><\/strong>) in grado di fornire dati sufficientemente precisi per la guida dei missili balistici, le due superpotenze decisero quindi di&nbsp; sviluppare due complessi sistemi: il <strong><span style=\"color: #008000;\">NAVSTAR (GPS)<\/span><\/strong> statunitense ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">GLONASS<\/span><\/strong> sovietico, progettati per usi militari, e restarono per molto tempo nell&#8217;ambito della Difesa.&nbsp; La possibilit\u00e0 di ottenere dati di posizione precisi su scala globale divenne presto di interesse del mondo civile, per gli usi commerciali e scientifici. Le applicazioni si moltiplicarono e, se oggi possiamo godere di tanti servizi sui nostri smartphone, dobbiamo ringraziare proprio&nbsp; gli studi effettuati in quegli anni.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NAVSTAR &#8211; Global Positioning System (GPS)<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuesto sistema utilizza una costellazione minima di 24 satelliti, con quattro satelliti geostazionari distribuiti in ciascuna delle sei orbite. Senza entrare nei particolari, l&#8217;architettura del sistema comprende un sottosistema spaziale costituito da:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u2013 i singoli satelliti (28),&nbsp; dotati di un proprio sistema di propulsione per il loro posizionamento;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u2013 un sottosistema terrestre di utilizzazione (un ricevitore GPS, un navigatore terrestre o nautico, o anche un comune smartphone);<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u2013 un segmento di comando e di controllo composto da cinque stazioni MS di monitoraggio, dislocate in aree diverse della Terra;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u2013 una stazione di controllo&nbsp; principale (Master Control&nbsp;&nbsp; Station \u2013 MCS) con il compito di valutare i dati delle MS, di ricalcolare le effemeridi dei satelliti ovvero le coordinate spaziali necessarie per il calcolo delle misure, e di elaborare i messaggi di correzione agli orologi impiegati dal sottosistema spaziale;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u2013 tre stazioni per la trasmissione dei dati di modifica delle orbite ai satelliti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">GPS<\/span><\/strong> impiega nella trasmissione delle onde radio ad emissione continua e non saturabile. I segnali vengono emessi su due frequenze (L1&nbsp; = 1575,42 MHz ed L2 = 1227,6 MHz), e codificati in modo da poterli distinguere da satellite a satellite. Essendo perfettamente sincronizzati, consentono al ricevitore di misurare i tempi intercorsi fra la partenza e l\u2019arrivo del segnale e, quindi, di determinare le \u201cdistanze\u201d tra satellite ed Utente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-19973\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/come-funziona-gps-ii_2.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/come-funziona-gps-ii_2.jpg 700w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/come-funziona-gps-ii_2-300x176.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad un tempo <span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">to<\/span><\/strong><\/span> prestabilito il satellite genera un codice (detto <strong><span style=\"color: #008000;\">pseudo random code<\/span><\/strong>) e lo trasmette sulla Terra. Nello stesso tempo, anche il ricevitore GPS genera lo stesso identico codice. Quando il segnale dal satellite viene ricevuto, il ricevitore lo riconosce&nbsp; e, leggendo la differenza di tempo di ricezione, calcola il tempo impiegato per arrivare. Questo valore temporale moltiplicato per la velocit\u00e0 della luce (300.000 km\/s) consente di ottenere la distanza istantanea tra il satellite ed il ricevitore GPS.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3120 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/imagesgps.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"234\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La geometria ci insegna che il <strong><span style=\"color: #008000;\">luogo dei punti nello spazio con ugual distanza (LDP)<\/span><\/strong> da un determinato punto P \u00e8 una sfera in quanto tutti i punti sulla sfera sono sempre alla stessa distanza da P (in questo caso la posizione del ricevitore). L\u2019intersezione di pi\u00f9 sfere (ottenute da pi\u00f9 satelliti) fornisce la posizione del ricevitore. Sempre in geometria, sappiamo che l\u2019intersezione di due sfere fornisce,&nbsp; come luogo dei punti di ugual distanza un cerchio; nel caso di tre sfere&nbsp; otteniamo un segmento. Con &nbsp;quattro&nbsp; o pi\u00f9 sfere si ottiene un punto di sempre maggiore precisione (ovvero ricevendo pi\u00f9 distanze da rapportare la precisione aumenta). Nel caso di tre distanze, si applica in pratica una trilaterazione dei dati ottenuti. I ricevitori, in caso di incertezze nella misura, possiedono degli algoritmi che scartano le misure eccedenti la media (misure aberranti).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-19972 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/GPS24goldenSML.gif\" alt=\"\" width=\"638\" height=\"696\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dispiegamento di tutti i satelliti GPS \u00e8 stato completato nel 1994 e comprende aggiornamenti continui e il mantenimento di numerosi satelliti di riserva in orbita. Ogni satellite trasporta quattro orologi atomici con una precisione di un nanosecondo. Poich\u00e9 le orbite dei satelliti sono mantenute in modo molto preciso dai controllori di terra e i segnali di tempo da ciascun satellite sono estremamente accurati, gli utenti con un ricevitore GPS possono determinare la loro distanza da ciascuno di un minimo di quattro satelliti e, da queste informazioni, individuare la loro posizione esatta in tre dimensioni con una precisione di circa 18 metri (59 piedi) in orizzontale e 28 metri (92 piedi) in verticale. La precisione ovviamente aumenta aumentando il numero dei satelliti.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I satelliti della serie GPS sono arrivati alla terza generazione, GPS-III, con una nuova stazione di controllo a terra, OCX, particolarmente resistenti ad eventuali attacchi cyber che potrebbero far impazzire i centri di controllo, mandando navi ed aerei fuori rotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma il GPS non \u00e8 il solo strumento disponibile e sempre nuovi sistemi satellitari di posizionamento si affacciano all&#8217;orizzonte.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-19979\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/xsatellite-systems.jpg.pagespeed.ic_.Eb-1j_VO79.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/xsatellite-systems.jpg.pagespeed.ic_.Eb-1j_VO79.jpg 840w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/xsatellite-systems.jpg.pagespeed.ic_.Eb-1j_VO79-300x88.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/xsatellite-systems.jpg.pagespeed.ic_.Eb-1j_VO79-768x226.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">GLONASS<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAbbiamo citato nell&#8217;introduzione il GLONASS. Questo sistema fu sviluppato nell&#8217;Unione Sovietica, nel 1976. A partire dal 12 ottobre 1982, furono lanciati periodicamente i primi satelliti, fino al completamento della sua costellazione satellitare avvenuta nel 1995. Dopo un calo di capacit\u00e0 alla fine degli anni &#8217;90, nel 2001, il presidente russo Vladimir Putin pose il ripristino del sistema come priorit\u00e0 del governo russo, aumentando in maniera sostanziale il finanziamento del programma GLONASS, che era ancora il pi\u00f9 costoso dell&#8217;Agenzia spaziale federale russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19976 alignleft\" style=\"margin: 4px 24px 12px 0px; outline: #72777c solid 1px; height: 273px; text-align: justify; color: #444444; text-transform: none; line-height: 1.5; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline; white-space: normal; max-width: 640px; orphans: 2; float: left; -webkit-text-stroke-width: 0px;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/220px-CeBit_2011_-_Glosnass-K_Satellite_Model_11.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/220px-CeBit_2011_-_Glosnass-K_Satellite_Model_11-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/220px-CeBit_2011_-_Glosnass-K_Satellite_Model_11-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/>Nel 2010 l&#8217;Agenzia russa impieg\u00f2 un terzo del suo bilancio per gli ammodernamenti necessari. Nel 2010, GLONASS raggiunse la totale copertura del territorio della Russia e nell&#8217;ottobre 2011 fu ripristinata la costellazione orbitale completa di 24 satelliti, consentendo una copertura globale completa. I progetti dei satelliti GLONASS hanno subito nel tempo diversi aggiornamenti, con l&#8217;ultima versione GLONASS-K2, di cui \u00e8 prevista l\u2019entrata in servizio all&#8217;inizio del 2022.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19980 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/glonass-genrazion.jpg\" alt=\"\" width=\"1635\" height=\"1227\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/glonass-genrazion.jpg 1635w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/glonass-genrazion-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/glonass-genrazion-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/glonass-genrazion-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1635px) 100vw, 1635px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il GLONASS K2, inizialmente previsto per il 2018, \u00e8 stato ora ritardato a causa del conflitto russo-ucraino<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ritiene che i nuovi satelliti potranno migliorarne la precisione, guerre permettendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">GLONASS<\/span><\/strong> utilizza un riferimento di coordinate denominato &#8220;PZ-90&#8221; (Parametri Terra 1990 &#8211; Parametria Zemli 1990), in cui la posizione precisa del Polo Nord \u00e8 data come media della sua posizione dal 1990 al 1995. Ci\u00f2 \u00e8 in contrasto con le coordinate del GPS, che si riferiscono ad un sistema WGS 84&nbsp; utilizzante &nbsp;la posizione del Polo Nord.&nbsp; A partire dal 17 settembre 2007 il dato PZ-90 \u00e8 stato aggiornato alla versione PZ-90.02 che differisce da WGS 84 meno di 40 cm. Dal 31 dicembre 2013 viene trasmessa la versione PZ-90.11, che \u00e8 allineata al <strong><span style=\"color: #008000;\">Sistema di riferimento internazionale terrestre a livello centimetrico<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Uno strumento per tutti?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Come abbiamo accennato, nonostante l&#8217;origine militare dei sistemi GPS e GLONASS, gli utenti civili sono nel tempo proliferati. Non solo per scopi di navigazione e di posizionamento ma anche per gestire il flusso di informazioni internet grazie ai loro precisissimi orologi. L\u2019accuratezza della posizione ottenibile \u00e8 stata portata a pochi centimetri combinando i segnali GPS con sistemi differenziali<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19983\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Real_TimeDiffGPS.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"638\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Real_TimeDiffGPS.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Real_TimeDiffGPS-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">principio di funzionamento di un sistema differenziale (GPS) <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante gli Stati Uniti abbiano dichiarato di offrire il servizio GPS gratuitamente a tutti gli utenti, mantenendo sempre aggiornato il sistema, la&nbsp; preoccupazione che sensibili attivit\u00e0 civili, come il controllo del traffico aereo, debbano dipendere da un sistema controllato da forze militari di un unico Paese, port\u00f2 i Paesi europei a sviluppare, alla fine degli anni &#8217;90, un proprio sistema di navigazione satellitare, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Galileo<\/span><\/strong>, con un uso quasi completamente civile. &nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19984\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/250px-Comparison_satellite_navigation_orbits.svg-1.png\" alt=\"\" width=\"634\" height=\"634\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/250px-Comparison_satellite_navigation_orbits.svg-1.png 250w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/250px-Comparison_satellite_navigation_orbits.svg-1-150x150.png 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/250px-Comparison_satellite_navigation_orbits.svg-1-144x144.png 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/250px-Comparison_satellite_navigation_orbits.svg-1-50x50.png 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/250px-Comparison_satellite_navigation_orbits.svg-1-65x65.png 65w\" sizes=\"(max-width: 634px) 100vw, 634px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Confronto tra geostazionari, GPS, GLONASS, Galileo, Bussola (MEO), Stazione spaziale internazionale, Telescopio spaziale Hubble e orbite della costellazione dell&#8217;Iridio, con le cinture di radiazione di Van Allen e la Terra per ridimensionare. [A] L&#8217;orbita della Luna \u00e8 circa 9 volte pi\u00f9 grande rispetto all&#8217;orbita geostazionaria.&nbsp; <a href=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/b\/b4\/Comparison_satellite_navigation_orbits.svg\">cliccate qui per evidenziare i movimenti<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Galileo<\/span><\/strong> \u00e8 un sistema globale di navigazione satellitare (<strong><span style=\"color: #008000;\">GNSS<\/span><\/strong>) sviluppato dall&#8217;Unione europea attraverso l&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Agenzia spaziale europea (ESA)<\/strong><span style=\"color: #008000;\">. <strong>ESA<\/strong> <\/span><\/span>ha sede a Praga (Repubblica ceca) ed ha due centri operativi di controllo di terra: <span style=\"color: #008000;\"><strong>Oberpfaffenhofen<\/strong><\/span>, vicino a <strong><span style=\"color: #008000;\">Monaco di Baviera<\/span><\/strong> in Germania, e al <strong><span style=\"color: #008000;\">Fucino<\/span><\/strong> in Italia. Il progetto, da cinque miliardi di euro, prende il nome dall&#8217;astronomo italiano Galileo Galilei e, a febbraio 2020, il sistema era composto da 22 satelliti operativi, due utilizzati solo per test, due non operativi e due ritirati dal servizio. Come abbiamo premesso l&#8217;obiettivo forse pi\u00f9 importante di Galileo \u00e8 di fornire un sistema satellitare di posizionamento ad alta precisione in modo da rendere indipendenti&nbsp; le nazioni europee dai sistemi GLONASS russi o GPS statunitensi in caso venissero disabilitati o degradati in precisione in un qualsiasi momento dai loro operatori. Una volta completato il sistema fornir\u00e0 un grado di accuratezza di alcuni centimetri nelle tre direzioni.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;uso dei servizi Galileo di base (a bassa precisione) \u00e8 gratuito ed aperto a tutti.<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Le funzionalit\u00e0 di posizionamento con precisioni pi\u00f9 elevate (intorno ad un metro) sono invece disponibili a pagamento per tutti gli utenti commerciali. Una interessante funzione \u00e8 quella di ricerca e salvataggio globale (SAR) come parte del sistema METEOSAR. La Commissione UE ha gi\u00e0 assegnato gli appalti per la parte infrastrutturale: al momento la spesa prevista \u00e8 di circa 3,4 miliardi di euro. Il programma di lancio, con razzi Soyuz e Ariane, \u00e8 iniziato il 21 ottobre 2011 con la partenza dei primi due satelliti dalla base di Kourou nella Guyana Francese ed \u00e8 proseguito con il lancio della seconda coppia, IOV 3 e IOV 4, a ottobre 2012. La messa in orbita dei primi quattro satelliti costituisce la configurazione minima necessaria per poter validare il segnale (fase &#8220;IOV&#8221;), cominciare a fornire i primi servizi di navigazione e procedere a testare la piena funzionalit\u00e0 dei segmenti spaziali e di terra. La sua entrata in servizio prevista per la fine del 2019 fu anticipata al 15 dicembre 2016<sup id=\"cite_ref-2\" class=\"reference\"><\/sup>. Il sistema una volta completato potr\u00e0 contare su 26 satelliti (24 operativi pi\u00f9 2 di scorta) in orbita&nbsp;<sup id=\"cite_ref-ANSA2017_3-0\" class=\"reference\"><\/sup>su tre piani inclinati rispetto al piano equatoriale terrestre di circa 56\u00b0,&nbsp; ad una quota di circa 23.925 km<sup id=\"cite_ref-ANSA2017_3-1\" class=\"reference\"><\/sup>. Le orbite che saranno seguite dai satelliti sono quelle MEO (Medium Earth Orbit). A luglio 2018 si trovano in orbita 26 satelliti, ma non tutti sono completamente operativi. Una volta in servizio il sistema fornir\u00e0 un grado di accuratezza di alcuni centimetri nelle tre direzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Agenzia del GNSS europeo (GSA)<\/span><\/strong> ha comunicato che dal 15 di luglio 2019 Galileo ha&nbsp; avuto un&#8217;interruzione totale del sistema a causa di un &#8220;incidente tecnico relativo alla sua infrastruttura di terra&#8221;. La parte di ricerca e salvataggio di Galileo \u00e8 rimasta per\u00f2&nbsp; funzionale. Gli utenti finali del sistema Galileo disporranno di una vasta gamma di terminali riceventi in funzione dei segnali diffusi dai satelliti e relativi ai diversi servizi di base offerti compresi dei ricevitori GNSS in grado di lavorare contemporaneamente con pi\u00f9 costellazioni satellitari in modo da poter sfruttare in pieno l&#8217;inter-operabilit\u00e0 dei sistemi (in particolare con GPS). Questo potrebbe permettere&nbsp; di ottenere prestazioni migliori rispetto a quelle ottenibili tramite l&#8217;uso di un solo sistema. Un&#8217;ulteriore tipologia di ricevitore sar\u00e0 richiesta per il servizio SAR.&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">BEIDOU<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19982\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/220px-Beidou_Navigation_Satellite_System_2012.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"650\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/220px-Beidou_Navigation_Satellite_System_2012.png 220w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/220px-Beidou_Navigation_Satellite_System_2012-150x150.png 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/220px-Beidou_Navigation_Satellite_System_2012-144x144.png 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/220px-Beidou_Navigation_Satellite_System_2012-50x50.png 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/220px-Beidou_Navigation_Satellite_System_2012-65x65.png 65w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">copertura di BeiDou 2 &#8230; presto sar\u00e0 globale per servire in maniera indipendente navi ed aerei cinesi &#8211; da wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultimo, un breve cenno al sistema cinese, <strong><span style=\"color: #008000;\">BEI DOU<\/span><\/strong>. All&#8217;inizio del XXI secolo, la Cina ha iniziato a sviluppare un proprio sistema, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">BEI DOU<\/span><\/strong> (bussola), che sebbene inizialmente progettato per un impiego regionale, sta implementando altri satelliti per ottenere una copertura globale. Dal dicembre 2012 \u00e8 gi\u00e0 operativo in alcune aree della regione dell&#8217;Asia Pacifica, ed il suo completamento a livello globale \u00e8 previsto per il 2035.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando sar\u00e0 completata la costellazione dei satelliti sar\u00e0 composta da 35 satelliti, di cui 5 in orbita geostazionaria per mantenere la compatibilit\u00e0 con quelli della prima serie <strong><span style=\"color: #008000;\">BEI DOU I<\/span><\/strong> di cui &nbsp;27 in orbita terrestre media e 3 in orbita geosincrona inclinata,&nbsp; assicurando cos\u00ec una copertura globale. Nel novembre 2014, il Comitato per la sicurezza marittima dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Organizzazione marittima internazionale (IMO)<\/span><\/strong> ha approvato l&#8217;uso del sistema BEI DOU nella navigazione marittima a pari dei sistemi GPS e GLONASS. Il sistema offrir\u00e0 due tipi di servizio: uno ad alta precisione, con un&#8217;accuratezza di dieci centimetri, il cui uso sar\u00e0 riservato alle forze armate cinesi ed a quelle pakistane, ed uno con una precisione di 10 metri, che sar\u00e0 aperto all&#8217;uso civile. Ma in oriente i cinesi non sono soli, anche Giappone e India stanno sviluppando sistemi per un&#8217;uso regionale. La lotta per il controllo dello spazio esterno \u00e8 iniziata. Chi controller\u00e0 lo spazio controller\u00e0 le economie mondiali &#8230; e questo fa paura. Incominciano a nascere Comandi Spaziali che avranno compiti&nbsp; ancora non molto chiari \u2026 incluso quello di tenere in ordine lo spazio esterno dai satelliti sempre pi\u00f9 numerosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tra satelliti militari, di navigazione, meteorologici e scientifici, dovremo presto incominciare a pensare come ripulire lo spazio da quelli non pi\u00f9 operativi. Sar\u00e0 la professione del futuro?<\/span><\/strong><b><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: NAUTICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: satelliti, posizionamento, GPS &nbsp; Nel 1957 alcuni scienziati, monitorando il primo satellite, lo Sputnik I, scoprirono che, analizzando lo spostamento doppler del suo segnale rispetto ad una posizione fissa sulla Terra, potevano tracciare con precisione l&#8217;orbita del satellite. Determinando con precisione le orbite dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":19986,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[2015,2016,2014,123],"class_list":["post-19970","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cartografiaenautica","tag-bei-dou","tag-galileo","tag-glonass","tag-gps"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nel 1957 gli scienziati che monitoravano il primo satellite, Sputnik 1, scoprirono che potevano tracciare con precisione l\u2019orbita del satellite analizzando lo spostamento doppler nella frequenza del suo segnale trasmesso rispetto ad una posizione fissa sulla Terra. In particolare, intuirono che se fosse stato possibile determinare con precisione le orbite dei satelliti, sarebbe stato possibile\u2026\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-07-17T00:08:06+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-01-02T15:03:32+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gps.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"960\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"540\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"15 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970\"},\"author\":{\"name\":\"Andrea Mucedola\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13\"},\"headline\":\"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro\",\"datePublished\":\"2019-07-17T00:08:06+00:00\",\"dateModified\":\"2026-01-02T15:03:32+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970\"},\"wordCount\":2255,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/gps.jpg\",\"keywords\":[\"BEI DOU\",\"GALILEO\",\"GLONASS\",\"gps\"],\"articleSection\":[\"Cartografia e nautica\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970\",\"name\":\"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/gps.jpg\",\"datePublished\":\"2019-07-17T00:08:06+00:00\",\"dateModified\":\"2026-01-02T15:03:32+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/gps.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/gps.jpg\",\"width\":960,\"height\":540},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/19970#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13\",\"name\":\"Andrea Mucedola\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Andrea Mucedola\"},\"description\":\"ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), \u00e8 laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all\u2019Universit\u00e0 di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD - AIOSS).\",\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/andrea-mucedola\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"Nel 1957 gli scienziati che monitoravano il primo satellite, Sputnik 1, scoprirono che potevano tracciare con precisione l\u2019orbita del satellite analizzando lo spostamento doppler nella frequenza del suo segnale trasmesso rispetto ad una posizione fissa sulla Terra. In particolare, intuirono che se fosse stato possibile determinare con precisione le orbite dei satelliti, sarebbe stato possibile\u2026","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2019-07-17T00:08:06+00:00","article_modified_time":"2026-01-02T15:03:32+00:00","og_image":[{"width":960,"height":540,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gps.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Andrea Mucedola","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Andrea Mucedola","Tempo di lettura stimato":"15 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970"},"author":{"name":"Andrea Mucedola","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13"},"headline":"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro","datePublished":"2019-07-17T00:08:06+00:00","dateModified":"2026-01-02T15:03:32+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970"},"wordCount":2255,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gps.jpg","keywords":["BEI DOU","GALILEO","GLONASS","gps"],"articleSection":["Cartografia e nautica"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970","name":"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gps.jpg","datePublished":"2019-07-17T00:08:06+00:00","dateModified":"2026-01-02T15:03:32+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gps.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gps.jpg","width":960,"height":540},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19970#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il posizionamento satellitare, passato, presente e futuro"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13","name":"Andrea Mucedola","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","caption":"Andrea Mucedola"},"description":"ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), \u00e8 laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all\u2019Universit\u00e0 di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD - AIOSS).","sameAs":["http:\/\/www.ocean4future.org"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/andrea-mucedola"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19970","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2380"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19970"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19970\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19986"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}