{"id":19947,"date":"2018-03-28T02:36:50","date_gmt":"2018-03-28T01:36:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=19947"},"modified":"2023-05-15T14:04:14","modified_gmt":"2023-05-15T12:04:14","slug":"le-specie-aliene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19947","title":{"rendered":"Le specie aliene del Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: specie aliene<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Autoctoni o alloctoni?<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nNon vi preoccupate &#8230; gli omini verdi non sono ancora arrivati &#8230; oggi parliamo di specie aliene nei nostri&nbsp; mari.&nbsp;Se da un lato ci hanno incuriosito, queste specie animali e vegetali al loro arrivo&nbsp;hanno manifestato una certa invasivit\u00e0 con conseguenze anche gravi sulla biodiversit\u00e0 e sugli ecosistemi originali. In pratica, queste specie \u201c<span style=\"color: #008000;\"><strong>aliene<\/strong><\/span>\u201d si adattano nel nuovo ambiente mostrando una elevata capacit\u00e0 di dispersione, reale o potenziale, talvolta con effetti negativi sulla diversit\u00e0 biologica e sugli ecosistemi. Di fatto le specie aliene sono considerate tra le cause di riduzione della biodiversit\u00e0 dovute all&#8217;alterazione degli equilibri preda-predatore ed ai meccanismi di competizione sulle risorse. In alcuni casi tali effetti possono avere anche ripercussioni economiche nei diversi settori produttivi. Sono definite <strong><span style=\"color: #008000;\">autoctone<\/span><\/strong> le specie, sottospecie o popolazioni presenti sul territorio nazionale o su parte di esso, qualora vi siano giunte o si siano originate senza l&#8217;intervento (intenzionale o accidentale) diretto dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le specie, animali o vegetali che, pur non essendo originarie del territorio italiano, vi siano giunte per intervento intenzionale o involontario dell&#8217;uomo &#8211; e quindi naturalizzate &#8211; anteriormente al 1500 d.C. sono definite <strong><span style=\"color: #008000;\">para-autoctone<\/span><\/strong>. Arriviamo alle specie <strong><span style=\"color: #008000;\">alloctone<\/span><\/strong>, giunte chiamate anche aliene, esotiche o non-native, introdotte al di fuori del loro areale originario, che si sono stabilizzate sostenendo le proprie popolazioni nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Italia \u00e8 uno dei paesi Europei maggiormente colpiti dalle invasioni biologiche, grazie anche alle favorevoli condizioni climatiche. I risultati di alcune ricerche indicano che nel nostro Paese sono presenti oltre duemila specie alloctone. Di queste, la maggior parte \u00e8 terrestre e solo centoventi sono marine; tuttavia il Mediterraneo \u00e8 uno dei bacini pi\u00f9 colpiti dal fenomeno. Nel caso delle specie aliene, parliamo di specie &#8220;nuove&#8221; che hanno trovato nel Mediterraneo un ambiente congeniale&nbsp; nel quale si sono adattate, talvolta in maniera invasiva. In alcuni Paesi \u00e8 tassativamente vietato entrare in un porto con lo scafo incrostato di organismi (\u00e8 il caso dell&#8217;Australia e della Nuova Zelanda). In Europa non esiste al momento una simile legislazione: in attesa di provvedimenti nazionali o comunitari, occorre per\u00f2 sensibilizzare chi pratica la navigazione e promuovere comportamenti &#8220;virtuosi&#8221;, come la pulizia frequente dello scafo, che possono aiutare a contrastare la diffusione di specie aliene potenzialmente&nbsp; nocive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le specie aliene hanno ormai occupato il Mar Mediterraneo:<\/span><\/strong> pi\u00f9 di 800 quelle segnalate e di queste circa 600 vivrebbero ormai stabilmente nel Mare Nostrum. Il motivo di questa crescente presenza, secondo l&#8217;Ispra \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>l&#8217;aumento delle temperature e della salinit\u00e0 del Mar Mediterraneo<\/em><\/span><\/strong>, per cui specie esotiche attraverso Suez e Gibilterra trovano una via facilitata di diffusione. Il numero dei ritrovamenti di specie alloctone nel Mediterraneo si \u00e8 triplicato dal 1980, mentre \u00e8 raddoppiato negli altri mari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo scorso anno solo sulle coste della nostra Penisola sono state segnalate almeno 186 specie esotiche, di cui 55 vegetali e 131 animali, senza considerare gli orgasmi unicellulari.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ai pesci, alcune alghe invasive possono provocare impatti severi sugli habitat naturali ricoprendo i fondali e mettendo a rischio la salute degli ecosistemi costieri. Alcune alghe, introdotte tramite le acque di zavorra, possono incidere gravemente sulle risorse di pesca con seri impatti per il settore. A preoccupare particolarmente \u00e8 la veloce espansione geografica del <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce scorpione (<em>Pterois volitans<\/em>)<\/span><\/strong>, originario del Mar Rosso ed altamente invasivo. Questo pesce non ha difficolt\u00e0 a riprodursi in quanto ha pochissimi predatori. La pericolosit\u00e0 \u00e8 dovuta alla velenosit\u00e0 delle sue spine dorsali e pelviche che possono causare punture molto dolorose.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19958\" aria-describedby=\"caption-attachment-19958\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19958 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/diving-in-fujaira-a-37.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"960\"><figcaption id=\"caption-attachment-19958\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pterois miles &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha gi\u00e0 raggiunto le coste tunisine e un individuo \u00e8 stato osservato lungo le coste siciliane. Considerando la sua rapida diffusione sulle coste occidentali dell&#8217;Atlantico, probabilmente a causa del rilascio &#8220;accidentale&#8221;&nbsp; di alcuni esemplari dagli acquari, si prevede che anche nel Mediterraneo si possa vere una simile diffusione espansione nei prossimi anni. Il rischio riguarda principalmente i possibili impatti ecologici di questo nuovo predatore. Inoltre, pescatori e sub che possono pescarli o avvicinarli durante le immersioni devono stare molto attenti a non pungersi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-19957\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/pesce_maculato.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/pesce_maculato.jpg 736w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/pesce_maculato-300x153.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra specie potenzialmente pericolosa \u00e8 il pesce palla maculato, di origine tropicale e altamente tossico al consumo. Si riconosce dalla presenza di puntini scuri sul dorso e la banda argentea sui fianchi. Le mandibole sono provviste di due grandi denti molto taglienti. Avvistato per la prima volta nel Mar Mediterraneo nel 2003, in Paesi come Grecia, Cipro, Turchia, Libano, Israele ed Egitto si sono registrati diversi casi di intossicazione alimentare, alcuni dei quali letali. Nel 2013 \u00e8 stato rinvenuto il primo esemplare in acque italiane, a Lampedusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 il solo; altre specie ittiche aliene,&nbsp; come il pesce flauto (<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Fistularia commersoni<\/span><\/em><\/strong>) e il pesce coniglio&nbsp; (<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Siganus luridus<\/span><\/em><\/strong>) anch&#8217;esso dotato di spine velenose, sono giunte nelle acque mediterranee.&nbsp;Oltre ai pesci, alcune&nbsp;alghe invasive come la <em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Caulerpa cylindracea<\/strong><\/span><\/em><strong><span style=\"color: #008000;\"> e la <em>Lophocladia lallemandii <\/em><\/span><\/strong>possono provocare impatti severi sugli habitat naturali ricoprendo i fondali e mettendo a rischio la salute degli ecosistemi costieri. Altre, come lo ctenoforo <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Mnemiopsis leidyi<\/em><\/span><\/strong>, introdotto tramite le acque di zavorra, possono comportare seri impatti per il settore commerciale.<\/p>\n<p>Il fenomeno va quindi monitorato non solo per le sue ricadute biologiche ed ecologiche ma per i risvolti economici sulla pesca.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per mare e per &#8230; terra<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nMa anche nell&#8217;ambiente terrestre abbiamo lo stesso problema. tutti ricorderanno i danni perpetuati dal terribile punteruolo rosso.&nbsp;Per rispondere a questa crescente minaccia le istituzioni nazionali e europee hanno adottato diverse normative, regolamenti e risoluzioni. In particolare voglio ricordare, il&nbsp;<strong><a href=\"http:\/\/www.lifeasap.eu\/images\/regolamenti\/regolamento-1143-2014-ita.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Regolamento 1143\/2014 \u201crecante disposizioni volte a prevenire e gestire l\u2019introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive&#8221;<\/a><\/strong>, approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell\u2019Unione Europea nel 2014 e poi entrato in vigore dal 1 gennaio 2015. Il Regolamento prevede che i Paesi Membri attuino una serie di misure gestionali per le specie aliene invasive pi\u00f9 dannose, che comprendono &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">il blocco del commercio, del possesso e del trasporto, il rilascio nell&#8217;ambiente, il divieto di allevamento e riproduzione, il rilevamento precoce e la rapida rimozione, l\u2019identificazione delle principali vie di introduzione sulle quali concentrare gli sforzi di prevenzione<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste misure si applicano alle specie presenti in una specifica&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/environment\/nature\/invasivealien\/list\/index_en.htm\" target=\"_blank\" rel=\"alternate noopener noreferrer\">Lista di specie aliene invasive di rilevanza unionale<\/a><\/span><\/strong>, adottata ufficialmente nel luglio 2016 ed integrata una prima volta nel luglio 2017 da parte della Commissione Europea. Attualmente la lista si compone di 49 specie di cui 33 gi\u00e0 presenti in Italia ma la crescita delle nuove specie fa presupporre che debba essere aggiornata periodicamente. Va ricordata anche&nbsp;la convenzione dell\u2019Organizzazione Internazionale Marittima (IMO) delle Nazioni Unite) che dall&#8217;ottobre 2017 ha reso obbligatorio anche il trattamento delle acque di zavorra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Anche ogni singolo cittadino pu\u00f2 contribuire attraverso l\u2019adozione di comportamenti responsabili, evitando il rilascio nell&#8217;ambiente di specie marine acquistate per il proprio acquario e poi dismesse in mare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-19187 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/nicola-di-battista.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"282\">Nicola Di Battista<\/span><\/strong>&nbsp;<br \/>\nPsicologo \/ Psicoterapeuta, Assistente alla comunicazione per sordi e ciechi con l&#8217;uso del Braille e della Lingua Italiana dei Segni &#8211; Dattilologia, Mediatore Familiare, Specializzato con Master in Psicologia Oncologica. Non ultimo Presidente dell&#8217;Organizzazione di Volontariato <strong><span style=\"color: #008000;\">Care The Oceans<\/span><\/strong>.<br \/>\nContatti: Pagina <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/caretheoceansODV\">Facebook&nbsp;<\/a><br \/>\nIndirizzo di posta elettronica: caretheoceans@gmail.com &#8211; Skype e Telegram: Care The Oceans &#8211; Instagram: Care The Oceans &#8211; Numero telefonico e Whats App: 327\/5941319<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">CARE THE OCEANS<\/span><\/strong><br \/>\nL&#8217;organizzazione di Volontariato <em><span style=\"color: #008000;\">Care The Oceans<\/span><\/em> nasce per difesa della flora e fauna acquatica dei mari dei fiumi e dei laghi, promuovendo pulizie coste e fondali, formazione sensibilizzazione per grandi e piccini, progetti educativi nelle scuole, programmi di ricerca e di integrazione e sensibilizzazione per persone in svantaggio bio &#8211; psico \u2013 sociale, attraverso il coinvolgerli nelle nostre attivit\u00e0 e presentandogli in nostro operato.<br \/>\nNon ultimo utilizza audio \u2013 interviste, il Braille, la Lingua Italiana dei Segni (LIS) \/ Dattilologia e la Comunicazione Aumentativa Alternativa per sensibilizzare al rispetto sia della flora e fauna acquatica e che della biodiversit\u00e0 quante pi\u00f9 persone possibili, adattandoci, noi, alle loro modalit\u00e0 comunicative. Collabora con Comuni, Enti nazionali, Enti locali, Associazioni, Didattiche subacquee, Diving Center, Scuole pubbliche e private, Agenzie di Promozione Sociale e Circoli subacquei. Potete contattarli per unirvi alle loro attivit\u00e0 per la difesa diretta della flora e fauna acquatica su caretheoceans@gmail.com.<\/p>\n<p>in anteprima Caulerpa taxifolia &#8211; da Fish&amp;Dive<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Frondes_penn%C3%A9es.jpg\">Frondes penn\u00e9es.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: specie aliene . Autoctoni o alloctoni? 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